ESC 2014: Conchita Wurst riflette sulla sua vittoria alla manifestezione e il diventare un’icona gay mondiale

Conchita Wurst, feature

Conchita Wurst, la vincitrice dell’Eurovision Song Contest 2014, ha affermato che tutto è cambiato nei due mesi successivi la sua vittoria a Copenaghen lo scorso Maggio. 

La cantante austriaca in un’intervista con il sito ufficiale dell’Eurovision.tv ha ripercorso l’impatto che la manifestazione ha avuto nella sua vita e nella sua carriera, puntando l’attenzione su quello che rappresenta oggi anche al di fuori dell’Austria: “Tutto è cambiato, ovviamente in meglio. Ho sempre voluto che la mia vita fosse stata così, e penso che mi preparava a fare quello che faccio adesso. Prima dell’Eurovision Song Contest, ho sempre sognato che avrei avuto tra i miei contatti ad Elton John o che Cher sapesse chi fosse, e dopo aver vinto l’ESC improvvisamente lei sa chi sono. Tutto può succedere ora, e ci si sente così bene.”

In un’intervista al quotidiano inglese, The Guardian, Conchita Wurst ha parlato sulla sua vittoria all’ESC 2014 a Copenaghen, in Danimarca e del suo ruolo di testimonial LGBT, dell’uguaglianza che rappresenta, di chi la odia e di come la sua parte maschile sia un sollievo: “É semplicemente incredibile che quasi ogni gay essere humano sa chi sono ora – che è schiacciante. 

Conchita, feature

La sua vittoria ha scatenato enorme gioia, ma anche alcune critiche, soprattutto da alcuni paesi dell’est europeo, come la Russia che hanno inscenato varie proteste contro di lei, ma lei non se n’è curata, anzi, come tiene a sottolineare, anche la responsabilità di essere un modello per molti le pesa un pò: “Non sono perfetta, faccio semplicemente ciò che credo sia giusto. Quindi, se non riesco a soddisfare quelle che sono le aspettative della gente, mi spiace, ma non è colpa mia. Non ho mai detto che avrei cambiato il mondo, Cerco, sai?” e riguardo le critiche si meraviglia di come queste persone possano pensare che lei sia così potente: “Ci sono persone che mi vorrebbero morta e mi viene da dirgli ‘Mettetevi in fila, cari'”.

Il parlamentare russo Vitalij Milonov (uno dei fautori della legge russa omofoba in tema di restrizioni sull’omosessualità), il quale aveva chiesto la non partecipazione della Russia al Festival a causa della presenza della drag queen austriaca. Costui ha anche affermato che: «Un pervertito come Wurst insulterebbe milioni di russi». Altre proteste sono giunte anche dalla Bielorussia, il cui comitato locale dell’ESC aveva chiesto che la messa in onda della gara prevedesse un sistema di montaggio tale da evitare che in Bielorussia venisse trasmessa l’esibizione di Wurst. Entrambe le richieste sono state respinte.

Anche dopo la vittoria al Festival europeo sono piovute critiche da parte di alcuni esponenti politici russi. Il vice premier russo Dmitrij Rogozin ha affermato: «Il risultato di Eurovision ha mostrato ai sostenitori dell’integrazione europea il loro futuro europeo… una donna barbuta». Più pesante la dichiarazione di un altro politico russo di spicco, il nazionalista Vladimir Žirinovskij, il quale ha affermato: «È la fine dell’Europa. Loro non hanno più uomini e donne, hanno “questo”».

A dispetto delle varie critiche russe, in seguito alla sua vittoria il singolo “Rise Like a Phoenix” è stato il singolo più scaricato sul sito russo di iTunes; anche gli altri singoli del cantante, “Unbreakable” e “That’s What I Am”, sono entrati nella classifica dello store in Russia. Anche in Italia, appena pochi giorni dopo la vittoria, il brano di Wurst è entrato nella top ten dei singoli più venduti: non accadeva da anni che una canzone vincitrice dell’Eurovision Song Contest riscuotesse successo discografico sul suolo italiano.

Elogi sono arrivati dalla natìa Austria. Tra gli esponenti che hanno avuto parole di apprezzamento nei confronti di Wurst troviamo il cardinale Christoph Schönborn che ha affermato: «Ha portato al centro dell’attenzione un grande tema, un tema reale, soprattutto per persone come Wurst, costrette a subire ingiustizie, discriminazioni e cattiverie. Sono contento che Thomas Neuwirth con il suo nome d’arte Conchita Wurst abbia avuto un tale successo».

La vittoria al festival ha portato un enorme successo sia mediatico che discografico alla cantante austriaca e sembra l’abbia catapultato in campo internazionale.

Conchita Wurst, che come noto ha rappresentato l’Austria, all’ESC 2014 si è classificata prima con 290 punti, cosa che ha costituito la seconda vittoria austriaca alla competizione dopo la precedente vittoria nel 1966. In quell’anno, per la cronaca, vinse Udo Jürgens con il suo brano “Merci, Chéri”, che oggi ha 79 anni e continua a pubblicare album.