Scozia: Alex Salmond, “se il Paese diventerà indipendente subito l’EBU-UER e l’ESC”

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“Alex Salmond prevede di accelerare l’ingresso della Scozia nel Eurovision Song Contest se i Sì campagna vince”,  questo è stato pubblicato oggi nel sito Internet 1ClickNews.

Alex Salmond attuale Primo ministro della Scozia è il responsabile di questa affermazione, che è all’interno del progetto politico redatto da lui stesso in vista del prossimo referendum per provare a sancire l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito, previsto per il prossimo 18 Settembre 2014.

Salmond ha diffuso un documento di oltre 670 pagine contenenti una serie di proposte e questioni sul piatto in favore dell’indipendenza. Una di queste (#474) parla proprio del nuovo servizio pubblico scozzese, che verrebbe creato dopo l’eventuale vittoria dei sì.

E alla domanda “Scottish Broadcasting Service (SBS) aderirà all’European Broadcasting Union (EBU-UER) in caso di indipendenza?” l’intenzione di Salmond e del comitato per il “Sì” è chiara: “Si, la SBS chiederà l’affiliazione all’EBU-UER e ne diventerebbe un partner attivo e costruttivo. Parte di questa presenza, prevede l’impegno di SBS nelle competizioni EBU-UER, compreso l’Eurovision Song Contest”.

Scottish White Paper on Independence. Photo : BBC

Il nuovo servizio pubblico scozzese verrebbe creato utilizzando i soldi che non verrebbero più versati alla BBC e attraverso una joint venture che porterebbe alla sostituzione di BBC Scotland, la branca “nazionale” dell’emittente, col nuovo servizio pubblico, al quale sarebbe versato il canone. Resta da capire che succederebbe invece delle filiali scozzesi del’altro servizio pubblico, Channel 4 e della privata associata EBU ITV.

Una Scozia nell’EBU-UER dopo l’eventuale indipendenza, non dovrebbe trovare particolari ostacoli da parte dell’organismo televisivo europeo. In ogni caso, è stato stimato che, viste le pratiche da ottemperare, difficilmente il debutto eurovisivo potrebbe avvenire prima del 2017.

Un progetto, quello dell’indipendenza scozzese, che in realtà è sempre stato vivo, ma che ha ripreso quota sulla spinta della crescita dei partiti nazionalisti e in generale contrari al sistema. Gli ultimi sondaggi danno il “sì” all’indipendenza viaggiare sul filo, attualmente al 51%.

Il referendum, che è stato accordato dal governo britannico e dunque ha valore legale (al contrario per esempio di quello della Catalogna in Spagna), in caso di vittoria dei “sì” (non c’è quorum, basta la maggioranza più un voto) manterrebbe comunque la Scozia all’interno del Commonwealth.

Non è la prima volta che la Scozia parla di Eurovision. Lo Scottish National Party (SNP), lo stesso che ha voluto il referendum, provò a fare pressioni sull’EBU-UER già nel 2008, richiedendo da anni di far partecipare la Scozia come Nazione indipendente dal Regno Unito, come succede nel calcio, ma trovando ovviamente porte chiuse (era stata respinta numerose volte perché la Scozia è rappresentato come una parte della rappresentanza britannica ed è rappresentato dalla BBC). 

Il canale televisivo di lingua gallese, S4C (Sianel Pedwar Cymru, Channel Four Wales) ha espresso interesse in partecipare all’ESC e, in aggiunta, già detiene una gara canora nazionale annuale chiamata “Cân i Gymru” (canzone per il Galles). La TV, in quanto affiliata all’EBU-UER, aveva intenzione di far partecipare il Galle allo Junior Eurovision Song Contest 2008, ma alla fine si ritirò.

È scozzese Lulu, vincitrice eurovisiva nel 1969 con “Boom bang a bang”, così come lo era Scott Fitzgerald, secondo con “Go” nel 1988, e lo era Kenneth Mc Kellar, in gara con “A man without love” nel 1966.