È stato annunciato qualche minuto fa che la canzone “Don’t Deny” con cui il gruppo armeno Genealogy intendeva esibirsi alla 60ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2015 che si terrà a Vienna, il 19, 21 e 23 Maggio prossimi è stato cambiato il titolo, e ora si intitola “Face The Shadow”.
Durante l’incontro del Gruppo di Riferimento tenutosi ieri a Vienna l’EBU-UER e il Gruppo di Riferimento hanno accolto la richiesta dell’emittente pubblica armena ARMTV/AMPTV di modificare il titolo della canzone armena “Don’t Deny” (Մի՛ ժխտիր) per “Face The Shadow” (Առերեսվի՛ր ստվերին). Questo cambiamento si deve per zittire ogni ipotesi di argomento politico dietro il brano e così rafforzare il concetto di pace, amore e unità di cui parla il brano.
L’Armenia si esibirà nella prima Semi-finale dell’ESC 2015, quella del 19 Maggio.
L’ARMTV ha deciso ancora una volta di selezionare internamente il loro rappresentante all’ESC 2015.
I Genealogy sono un gruppo composto da 6 artisti di origini armena ma provenienti dai 5 cinque diversi continenti, nell’anno che rappresenta il centenario dall’inizio della diaspora armena; il sesto, invece, rigorosamente nato e vissuto in Armenia. I cinque dei sei membri del gruppo dei Genealogy canteranno il brano “Face The Shadow” (Առերեսվի՛ր ստվերին) “Don’t Deny“ (Մի՛ ժխտիր) sul palco della Wiener Stadthalle il prossimo Maggio, sono già stati presentati nelle scorse settimane: Mary-Jean O’Doherty Vasmatzian (Australia); Tamar Kaprelian (America), Stephanie Topalian (ステファニー)(Japan, Asia) con Essaï Altounian (France, Europe) e Vahe Tilbian (Ethiopia, Africa).
Il videoclip del brano è ispirato alla famiglia, simbolo dell’umanità intera. Viene mostrata l’alternanza e lo scorrere delle generazioni, che tuttavia conservano tradizioni e valori degli antenati. Un insieme che vuole simboleggiare pace e libertà. Il capo del team artistico del video di “Face the shadow” ha spiegato: “Così come i membri di Genealogy provengono da tutto il mondo, così abbiamo voluto che i rami dell’albero diventassero muri tra le generazioni attraverso il tempo. Tuttavia, né la distanza, né le difficoltà, possono interporsi tra le persone se loro desiderano essere davvero unite.”
Il video ufficiale è stato diretto da Aren Bayadyan (Արեն Բայադյանը) e in collaborazione con il designer Armen Galyan (Արմեն Գալյանի հետ).
La capodelegazione armena, Gohar Gasparyan (Գոհար Գասպարյանը), ha risposto ad alcune domande e, tra le altre cose, ha affermato che la canzone è stata scelta internamente, dopo aver collaborato per un lungo periodo con diversi autori e compositori armeni. Tutto è partito, secondo quanto afferma la Gasparyan, dal quarto posto raggiunto lo scorso anno con Aram MP3, che ha spinto l’emittente AMPTV a considerare seriamente l’idea di proporre una canzone vincente: composta da Armen Martirosyan (Արմեն Մարտիրոսյան), che ha già composto “Apricot Stone“, per l’Armenia all’ESC 2010, settimo in finale e scritta da Inna Mkrtchyan (Իննա Մկրտչյան), “Face The Shadow” (Առերեսվի՛ր ստվերին) sembra essere la scelta giusta.
In totale armonia col tema di questa edizione dell’Eurovision, “Building Bridges“, l’idea dell’emittente pubblica armena è quella di commemorare il 100° Anniversario del Genocido Armeno (Հիշում եմ և պահանջում -100) e unire tutto il popolo armeno, sotto la canzone “Face The Shadow” (Առերեսվի՛ր ստվերին), a seguito della diaspora in tutto il mondo che colpì proprio la popolazione armena nel lontano 1915, come conseguenza di uno dei genocidi più terribili che la storia del novecento ricordi.
Il tema sul genocidio degli armeni è anche il tema da cui è nata la canzone che rappresenterà la Francia, che sarà interpretata da Lisa Angell (N’oubliez pas). L’Armenia costruirà un grande ponte globale tra i cinque continenti, portando sul palco una canzone dal titolo “Face The Shadow” (Առերեսվի՛ր ստվերին) “Don’t Deny“ («Մի՛ ժխտիր»).
Un idea che si lega non solo allo slogan di quest’anno, Building Bridges, ovvero costruire dei “ponti” nel simbolo della pace, dell’unità e della tolleranza, ma anche alla recente conferma della partecipazione australiana alla manifestazione. Insomma, pare che quest’anno la particolarità che caratterizzerà il concorso, sarà quello di ampliare idealmente questi valori in maniera globale, non solo strettamente al continente europeo.
Ma l’unica figura retorica che sarà costruita non è solo quella di un ponte, ma anche quella di un fiore, in particolare il fiore del nontiscordardimé (Forget-me-not flower). I cinque petali saranno simboleggiati dai 6 artisti del gruppo che proverranno ciascuno da Australia, Africa, America, Europa e Asia.
Non è la prima volta che l’Armenia è rappresentata da un atto che si riferisce alla sua diffusione a livello globale diaspora. Nel 2010, Eva Rivas si è esibita con il brano “Apricot Stone” in Oslo – una canzone riferendosi agli armeni che vivono lontano dal loro paese. Come il fiore nontiscordardime simbolo della partecipazione armena di quest’anno, l’albicocca è anche un simbolo pesante per gli armeni – i frutti ha dato anche il suo colore di una parte della bandiera armena.


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