Sanremo 2016: Anche il Festival sotto inchiesta della Guardia di Finanza per presunte tangenti e appalti pilotati – Aggiornamento

12122791_1191849024165214_6796024710424992391_n

C’è anche il Festival di Sanremo tra i 37 appalti firmati Rai finiti nel mirino della Guardia di Finanza per presunte tangenti e appalti pilotati. Lo riporta oggi il Corriere della Sera nella sua edizione online.

Sono infatti 38 i milioni di euro di provviste in nero che gli investigatori, al lavoro già da alcuni mesi, hanno scoperto nel giugno scorso quando sono state effettuate decine di perquisizioni. Secondo l’accusa, i fratelli David e Danilo Biancifiori – titolari delle società ‘Diand lighting’ and Truck’ e ‘Dibi Technology’ di forniture tecniche per servizi radiotelevisivi – avrebbero ottenuto il monopolio del settore grazie ad un sistema di tangenti. Ora gli investigatori vogliono vederci chiaro, e la loro attenzione è rivolta anche a presunte anomalie riguardanti alcuni programmi Rai di punta, compreso il Festival di Sanremo.

A fornire alcuni retroscena sulla vicenda è stato lo stesso David Biancifiori, che ha deciso di collaborare con il pm Paolo Ielo, coordinato dal Nucleo Tributario guidato dal colonnello Cosimo Di Gesù che stanno indagando sul presunto giro di appalti. Le dichiarazioni dell’imprenditore sono scottanti e sembrano fare da preludio ad un vero e proprio terremoto. Grazie ad esse, lo scorso 7 ottobre gli investigatori delle Fiamme Gialle si sono (ri)presentati a Viale Mazzini ed hanno prelevato 37 dossier interni su appalti, forniture e contratti. Lo scorso giugno, quando scattarono le perquisizioni e tre arresti, quei documenti non erano stati consegnati.

Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, infatti, gli atti ispettivi interni riguardano presunte anomalie nelle commesse di alcune trasmissioni Rai di punta, da Uno Mattina a Linea verde e fino al Festival di Sanremo. Irregolarità sarebbero state riscontrate anche nell’amministrazione delle sedi regionali. Esisterebbe poi un cartello di aziende esterne che avrebbero siglato un accordo illecito per spartirsi gli appalti per il montaggio di programmi tra i quali – prosegue Il Corriere – figurano Ballarò, Virus, ma anche lo stesso Sanremo. Le pratiche sono state trasmesse anche alla Corte dei conti per gli eventuali danni alle casse pubbliche.

Alla luce della rilevanza dei fatti e delle indagini, Viale Mazzini ha comunicato la propria reazione: “I vertici dell’azienda, non appena ricevuta la richiesta di consegnare i 37 Audit, hanno aperto un’analisi interna per accertare i fatti e identificare eventuali carenze nella comunicazione con l’autorità giudiziaria. In ogni caso i vertici dell’azienda si stanno strutturando per essere ancora più efficaci nel supporto all’attività della procura, nella quale ripongono totale fiducia” si legge in un comunicato riportato dal Corriere.

Inoltre, si apprende che il direttore generale Antonio Campo dall’Orto ha concluso un accordo con l’Avvocatura dello Stato affinché un suo rappresentante strutturi in azienda un progetto mirato sui contratti pubblici della Rai.

Aggiornamento: ‪#‎Rai‬ Appalti truccati? Online la puntata di Report che affronta la vicenda delle presunte mazzette pagate ai dirigenti Rai dai fratelli ‪#‎Biancifiori‬ per il monopolio delle forniture tecniche.

Lo scorso giugno il tribunale di Roma ha messo sotto inchiesta alcuni dirigenti di Rai, Mediaset, La7 e Infront. L’indagine ruota intorno all’imprenditore David Biancifiori che secondo i magistrati otteneva appalti in cambio di soldi e assunzioni. Sotto osservazione è l’edizione di Sanremo del 2013. In Rai pesa anche l’inchiesta giudiziaria su mafia capitale: Giuseppe Ietto era considerato un prestanome del boss Massimo Carminati e gestiva i bar Rai di Roma e Torino. La Rai stessa ha accertato altre vistose irregolarità in molte altre gare d’appalto. Quali responsabilità emergono dalle inchieste interne della Rai? 

Rispondi