ESC 2018 – Ucraina: UA:PBC mette in dubbio la partecipazione a Lisbona

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L’emittente pubblica ucraina NTU / НТКУ (UA:Перший) a rischio chiusura mette in dubbio la partecipazione alla 63ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si terrà per la prima volta in assoluto in Portogallo, presso la MEO Arena (rinominata con il nome di ‘Altice Arena’) della città di Lisbona l’8, il 10 e il 12 maggio del prossimo anno, grazie alla vittoria di Salvador Sobral con “Amar pelos dois” (Loving for both of us).

L’EBU-UER ha rilasciato oggi un comunicato nel quale si ragiona sulla situazione dell’emittente pubblica ucraina NTU / НТКУ (UA:Перший) . L’ente pubblico ucraino, che ha festeggiato da poco il suo primo anno di vita, rischia la chiusura già il prossimo mese di Aprile se non verranno trovati sufficienti fondi.

Ecco di seguito il comunicato integrale dell’EBU-UER (qui l’originale in inglese): “Parlando a una conferenza del Consiglio d’Europa a Kiev la scorsa settimana, i manager dell’UA:PBC hanno sottolineato l’urgenza di trovare adeguati finanziamenti per l’emittente, che ha funzionato con appena la metà del budget prescritto dalla legge ucraina. L’UA:PBC, che ha celebrato il suo primo compleanno poco tempo fa, sta attraversando un impegnativo processo di ristrutturazione per consolidare 28 unità regionali nel Paese, ridurre l’organico e compiere il passaggio al digitale. Alla conferenza della scorsa settimana, membri del parlamento, esperti di servizio pubblico, istituzioni rilevanti e rappresentanti della società civile si sono incontrati per discutere modelli di finanziamento e buone prassi per il servizio pubblico. Trovare un finanziamento sostenibile per il servizio pubblico in Ucraina è un’ambizionea lungo termine, che richiederà cambiamenti nel quadro giuridico e un nuovo meccanismo di raccolta. Allo stesso tempo, l’emittente necessita di un’urgente soluzione a breve termine in modo tale che possa continuare a funzionare fino alla fine dell’anno. Il capo delle Relazioni con i Membri CEE, Radka Betcheva, ha detto: “Siamo estremamente preoccupati per il fatto che la mancanza di finanziamento sostenibile per l’UA:PBC possa soffocare la crescita e lo sviluppo di quest’importante istituzione demografica e sta minacciando la sua esistenza allo stato attuale. Questo potrebbe mettere a rischio il dialogo per l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea e, guardando avanti, minacciare futuri aiuti finanziari da parte dell’UE.”

Sebbene non se ne faccia menzione, la possibilità che l’UA:PBC sia soggetta a chiusura potrebbe mettere a rischio la partecipazione dell’Ucraina al prossimo Eurovision Song Contest, che si svolgerà a Lisbona dall’8 al 12 maggio rappresentata da MÉLOVIN con il brano “Under The Ladder” (Під сходами).

Altri casi simili si sono già verificati anche di recente. Nel 2016, nonostante ripetuti solleciti, l’emittente pubblica rumena TVR non ripianò il pesante debito che aveva contratto verso l’EBU-UER, che le tolse così l’accesso ai suoi servizi in Aprile, squalificando in questo modo la Romania dall’Eurovision Song Cotest ad artista e canzone, Ovidiu Anton – “Moment of silence”, già scelti.

Nel 2017 la stessa sorte toccò alla Bosnia ed Erzegovina, quell’anno la Romania è tornata in gara, la Bosnia & Erzegovina no. Sempre nel 2017, a Israele fu concesso di gareggiare anche se l’IBA stava chiudendo i battenti, con l’Eurovision Song Contest che fu di fatto l’ultimo programma TV trasmesso dall’emittente, oggi sostituita dall’IPBC.

Negli scorsi mesi, era stata in dubbio anche la partecipazione dell’ERI di Macedonia sempre per ragioni finanziarie. L’EBU-UER, in questo caso, ha concesso un certo periodo di tempo alla MRT per affrancarsi dal ruolo di debitrice, cosa che è avvenuta e che ha così permesso al Paese di presentarsi in gara quest’anno.

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