ESC 2019 – Serbia: RTS conferma la partecipazione a Israele 2019

RTS

L’emittente pubblica serba RTS (РТС) ha confermato oggi la propria partecipazione alla 64ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2019 che si svolgerà in Israele per la terza volta, dopo l’Eurovision Song Contest 1979 e l’Eurovision Song Contest 1999), il mese di maggio del prossimo anno, grazie alla vittoria di Netta Barzilai con la canzone “TOY”. 

Il metodo e il meccanismo per selezionare la canzone e il concorrente serbio per l’edizione 2019 dell’ESC è ancora da determinare. Non è stato rivelato se sarà una selezione nazionale oppure una selezione interna, il format che sarà utilizzato ancora una volta come selezione nazionale. Nei prossimi mesi saranno rilasciati ulteriori dettagli, ma sarà molto probabilmente una selezione nazionale, format usato negli scorsi anni.

Serbia è stata rappresentata nella scorsa edizione tenutasi a Lisbona da Sanja Ilić and Balkanika (Сања Илић и Балканика) e la canzone “Nova deca” (Нова деца) – scelti tramite il Beovizija 2018 -, classificandosi al 11° posto nella Finale. Il singolo è stato pubblicato l’11 aprile 2018 su etichetta discografica Universal Music Denmark. Il brano scritto da Sanja Ilić, Tanja Ilić e Danica Krstajić è stato selezionato per il Beovizija 2018, processo di selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest. Nella serata finale del programma il gruppo è stato proclamato vincitore del programma, avendo ottenuto il massimo dei punteggi da parte della giuria e del pubblico. Questo gli ha concesso il diritto di rappresentare la Serbia all’Eurovision Song Contest 2018 nella seconda semifinale del 10 maggio 2018, competendo con altri 17 artisti per uno dei dieci posti nella finale del 12 maggio nella quale chiude al 19º posto.

La Serbia ha partecipato per la prima volta, come nazione indipendente all’Eurovision Song Contest nel 2007 dopo la separazione con il Montenegro avvenuta nel Giugno del 2006 (8 partecipazioni e 6 Finali), e subito ha ottenuto la vittoria con Marija Šerifović / Марија Шерифовић e il brano “Molitva” (Молитва, Prayer).

La Serbia come parte della Serbia e Montenegro partecipò all’Eurovision Song Contest solo due volte, nel 2004 e nel 2005. Nel 2006 a causa di problemi interni, sfociati poi nella separazione, si ritirò dalla manifestazione, ma le fu consentito di partecipare al televoto.

Un debutto nel 2004 (che segnò anche il ritorno della nazione dopo 12 anni) di grandissimo successo con un secondo posto in classifica con la performance di Željko Joksimović (Жељко Јоксимовић) and Ad Hoc Orchestra con la canzone “Lane Moje” (Лане моје, My sweetheart), mentre nel 2005, la seconda partecipazione con un settimo posto in classifica con la band montenegrina, No Name (Но нејм) con il brano “Zauvijek moja” (Заувијек моја, Forever mine). La stessa band montenegrina doveva partecipare anche all’edizione del 2006 con la canzone “Moja ljubavi” (Moja љyбaви, My love), ma a causa di una serie di accuse di brogli tra le due emittenti televisive (la serba SRT e la montenegrina RTCG), il 20 Marzo 2006 la Serbia e Montenegro si è ufficialmente ritirata dalla gara. Il paese (o più precisamente la Serbia, visto che in Montenegro la gara non è stata trasmessa) ha però partecipato all’Eurovision Song Contest 2006 prendendo parte alle votazioni.

A seguito del referendum sull’indipendenza del Montenegro, dal 2007 Serbia e Montenegro partecipano alla manifestazione come due stati separati.

Formalmente la Serbia e Montenegro partecipò anche all’edizione del 1992 quando era ancora chiamata Repubblica Federale di Jugoslavia; da allora, fu assente per 11 volte.

Nel 2014 la Serbia ha deciso di ritirarsi a causa dei problemi finanziari per motivi economici e anche a causa della mancanza di sponsor.  La sua prima assenza durerà un anno.

Fino all’edizione 2015, la Serbia era uno dei dodici paesi in cui i loro rappresentanti hanno eseguito tutte le canzoni (completamente o parzialmente) in lingua regionale o nazionale; ed era l’unico paese che attualmente prende parte alla manifestazione che non ha eseguito un brano almeno parzialmente in inglese. Gli altri paesi sono il Portogallo, Israele, Francia, Italia, Spagna, Regno Unito, Irlanda, Andorra, Lussemburgo, Marocco e Monaco.

La 64ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si terrà per la terza volta in Israele, dopo l’Eurovision Song Contest 1979 e l’Eurovision Song Contest 1999, in maggio del prossimo anno.

Al momento 21 paesi hanno già confermato la loro presenza: dopo l’Israele (Rising Star 2019) – automaticamente in Finale in quanto paese organizzatore, Azerbaigian, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca (Eurovision Song CZ 2019), Danimarca (Dansk Melodi Grand Prix 2019), Estonia (Eesti Laul 2019), Finlandia (UMK 2019), Lettonia (Supernova 2019), Malta (The X Factor Malta), Norvegia (Norsk Melodi Grand Prix 2019), Polonia, San Marino (1in360 2019), Serbia (Beovizjia 2019), Svezia (Melodifestivalen 2019), Svizzera (Selezione interna), Ucraina (Vidbir 2019), Francia (Déstination Eurovision 2019)  e Germania.

Per l’Italia non dovrebbero esserci dubbi, dopo che l’edizione 2018 è stata un grande successo a livello mediatico, di audience e share televisivo. Inoltre, resta il dubbio su come verrà scelto il rappresentante italiano.

Tuttavia, alcuni paesi non hanno ancora preso nessuna decisione in merito alla loro partecipazione all’ESC 2019, ma sono pronti a confermare presto la presenza o meno: Albania,  Grecia, Spagna, Slovenia, Montenegro, mentre Armenia, Austria, Bielorussia, Georgia, Ungheria, ERI di Macedonia, Moldavia, Paesi Bassi e Portogallo che hanno partecipato al 2018, non hanno ancora annunciato ufficialmente la loro partecipazione al 2019.

A causa del concorso in Israele, e potenzialmente nella città di Gerusalemme per la terza volta, alcuni paesi hanno espresso il loro malcontento e hanno chiesto un boicottaggio, come parte del movimento di Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni. Sebbene l’Islanda abbia confermato la partecipazione provvisoria alla competizione del 2019, più di 25.000 islandesi hanno firmato una petizione chiedendo all’emittente nazionale islandese RÚV di boicottare l’evento. Il musicista islandese Daði Freyr ha dichiarato che non parteciperà alla selezione nazionale islandese Söngvakeppnin e ha invitato RÚV a boicottare l’evento, affermando su Twitter: «Non possiamo immaginare di prendere parte con la coscienza pulita al divertimento che è l’Eurovision mentre lo stato israeliano e il suo esercito esercitano una tale terribile violenza contro il popolo palestinese». Fu quindi annunciato che RÚV avrebbe organizzato una riunione per decidere se boicottare l’evento, in seguito alle chiamate dei fan islandesi. L’Islanda aveva già gareggiato nella competizione nel 1999 tenutasi a Gerusalemme; Il Lord Sindaco di Dublino Mícheál Mac Donncha, che è stato bandito dall’entrare in Israele a causa del suo sostegno al movimento BDS, ha dichiarato che l’Irlanda dovrebbe ritirarsi dal concorso 2019 a causa del suo svolgimento in Israele. Anche il politico del Sinn Féin, Lynn Boylan ha chiesto un boicottaggio tramite Twitter: «Israele vince l’Eurovision, quindi rendiamo il BDS più efficace che mai nel 2019». L’eurodeputata Nessa Childers ha dichiarato: «Gerusalemme? La mia mente è sconvolta, pensavo Tel Aviv». Anche il membro dello Sinn Féin, Órla Nic Biorna, ha espresso il suo malcontento. Anche l’Alternativa Irlandese ha chiesto il boicottaggio del concorso. Inoltre Charlie McGettigan, vincitore dell’Eurovision Song Contest 1994, ha anche chiesto a RTE di boicottare l’evento affermando: «Guarda, non siamo d’accordo con tutto ciò, a festeggiare mentre altre persone stanno morendo». L’ex conduttore televisivo irlandese Mike Murphy, ha richiesto il boicottaggio dell’evento. L’Irlanda aveva già gareggiato nella competizione nel 1979 e nel 1999 tenutasi a Gerusalemme; Il Partito di Sinistra di Malmö ha suggerito che Eurovision Song Contest non dovrebbe svolgersi in Israele, dichiarando: «È assolutamente irragionevole per Israele ospitare questa gigantesca competizione musicale mentre l’occupazione è in corso. Vogliamo che Israele venga escluso dall’Eurovisione per motivi umanitari. Non possiamo continuare a ballare mentre la persecuzione del popolo palestinese continua… Boicottaggio di Israele ora!». La Svezia ha confermato la partecipazione provvisoria al concorso del 2019 e aveva già gareggiato nella competizione nel 1979 e nel 1999 tenutasi a Gerusalemme; e il Regno Unito – Alcuni sostenitori del partito Liberaldemocratico hanno invitato il partito e il governo del Regno Unito a boicottare l’evento, sostenendo che la loro partecipazione condonerebbe “scandalose violazioni dei diritti umani”. Il Regno Unito ha confermato la partecipazione provvisoria al concorso del 2019 e aveva già gareggiato nella competizione nel 1979 e nel 1999 tenutasi a Gerusalemme.

Resta l’incognita l’Australia, se l’EBU-UER deciderà di farla partecipare o meno dopo che per il 2015 era stata dichiarata come partecipazione unica e straordinaria. Dal 2016 continua a partecipare nonostante per il momento non vi sia alcuna conferma ufficiale, anche se Jon Ola Sand vorrebbe rendere permanente la partecipazione all’ESC del paese oceanico.

Mentre hanno confermato l’assenza l’Andorra, per motivi economici a causa della mancanza di sponsor e gli alti costi di partecipazione; il Lussemburgo, che non ha intenzione di rientrare nella competizione neanche quest’anno, portando così 25 le edizioni consecutive di assenza; Turchia, assente dal 2012 per vari motivi, in disaccordo con il metodo di votazione e contro la qualificazione automatica alla Finale dei Big 5 (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) e includendo la vittoria di Conchita Wurst all’Eurovision Song Contest 2014;  e la Bosnia ed Erzegovina, a causa dei forti debiti nei confronti dell’EBU-UER.

Anche se l’elenco definitivo dei paesi partecipanti all’edizione 2018 dell’ESC sarà possibilmente soggetta a cambiamenti fino al rilascio della lista ufficiale dei partecipanti da parte dell’EBU-UER in programma nel mese di Gennaio 2019. Il termine per i paesi partecipanti per presentare le loro domande di partecipazione preliminare si concluderà entro la metà di settembre 2018. In seguito tutti i paesi partecipanti avranno un periodo di grazia per confermare ufficialmente la propria iscrizione o ritirarsi senza pagare la penale, novità introdotta dall’EBU-UER l’edizione 2015. Dopo quella data, non sarà più possibile il ritiro, o meglio, sarà possibile ma pagando una sanzione monetaria. Il sorteggio che determinerà la composizione delle Semifinali (in quale metà delle due Semifinali si esibiranno i Paesi sorteggiati) e la Semi-Finale in cui avrà diritto di voto i Paesi già qualificati alla Finale (Big Five + Israele), si svolgerà a fine gennaio.