Sanremo 2019: La conferenza stampa della quinta serata

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Tutto pronto per il gran finale del Festival di Sanremo, che vedrà i 24 cantanti in gara contendersi a colpi di note la vittoria di questa 69ma edizione della kermesse.

Stamattina nella sala stampa del Teatro Ariston, il direttore e vicedirettore di Rai 1 Teresa De Santis e Claudio Fasulo, il Direttore Artistico Claudio Baglioni e i co-conduttori Virginia Raffaele e Claudio Bisio hanno anticipato cosa ci aspetta stasera e hanno commentato l’andamento della serata dedicata ai duetti.

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I NUMERI DELLA QUARTA SERATA: Sono stati 9 milioni 552 mila, con uno share del 46.1%, i telespettatori che ieri sera hanno seguito su Rai 1 la serata del 69° Festival di Sanremo dedicata ai duetti serata in cui i 24 artisti in gara hanno riproposto i propri brani in gara riadattandoli con ospiti. In termini di ascolto, il risultato fa registrare oltre centomila telespettatori in più rispetto alla seconda serata. «Sono grandi risultati, lo share di ieri sera è stato in linea con il precedente. La cosa più interessante è il trend di ascolto che è in crescita. Lo share più alto, il 50%, è stato raggiunto sul pubblico 15-24 anni, un dato superiore anche ai target dei 65enni e degli over 65 (49.1). Sui giovani maschi lo share record è stato del 47%, mai così alto dal 1999. Il lavoro musicale, tecnico, di scelta artistica di Baglioni è stato rischiosissimo ma straordinario. Il dirottatore, come ha scritto qualcuno, è stato un grande affrescatore» ha detto il direttore di Rai 1 Teresa De Santis. 

La prima parte della quarta serata, in onda dalle 21.24 alle 23.39, ha avuto 11 milioni 170 mila spettatori e uno share del 45.5%; la seconda parte – dalle 23.43 alle 00.51 – è stata seguita da 6 milioni 215 mila telespettatori con il 48.6% di share. Il picco di ascolto in termini di spettatori è stato registrato alle 21.45 con 13 milioni 32 mila durante l’esibizione di Ligabue, quello di share alle 00.50 con il 51.3% quando Claudio Baglioni ha premiato Motta e Nada per il miglior duetto. 

«Come musicista e addetto ai lavori sono molto contento della serata di ieri. In questo festival c’è il fatto che non c’è più tanta divisione tra partecipare in gara e come ospiti, mi auguro che possa ancora accadere questo. Poi ho visto che alcuni pregiudizi stanno cadendo, e Dio volesse che Sanremo diventasse una volta per tutte la vera festa della canzone e di tutte le altre forme di musica. Sono sogni che vorrei realizzati, siamo sulla strada giusta, d’altronde bisogna continuare a inseguire i sogni per continuare a sognarli». Così il Direttore Artistico e conduttore del Festival Claudio Baglioni ha commentato l’andamento della quarta serata. «Dicono che al Festival non si parla di politica? Il duetto di ieri con Anastasio, quella per me è politica, quello per me è un monologo politico. E la risposta del figlio è politica. Ci sono ministri in passato che hanno parlato di ragazzi come ‘choosy’. I giovani sono il futuro, se i vecchi vinceranno, l’umanità scomparirà» ha detto Claudio Bisio in conferenza stampa all’Ariston commentando il monologo sul difficile “mestiere del padre” proposto durante la quarta serata del Festival. «Nonostante le ansie e le paure dei giorni scorsi, posso dire che Sanremo è magico» ha aggiunto Virginia Raffaele. 

Record per il Dopofestival che supera i 2 milioni (2 milioni 25 mila, 35% di share), mentre la striscia quotidiana “Prima Festival”, in onda dopo il Tg1, ha ottenuto 6 milioni 979 mila telespettatori, per uno share del 27.5%.

GLI ARTISTI IN GARA: IL PROGRAMMA DELLA FINALE 9.2.2019 – Chi vincerà? Dopo aver riascoltato tutte e 24 le canzoni in gara nelle loro versioni originali, scopriremo il brano vincitore della 69ᵃ edizione del Festival della Canzone Italiana! A compiere l’ardua scelta saranno il pubblico attraverso il Televoto (per il 50%), la giuria della Sala Stampa (per il 30%) e la giuria d’Onore (per il restante 20%).

Al termine delle esibizioni verrà stilata una classifica delle canzoni determinata dalla media tra le percentuali di voto ottenute in Serata e quelle delle Serate precedenti. Da questo momento si aprirà una nuova votazione per le sole canzoni risultate ai primi 3 posti nella classifica, che saranno giudicate con la stessa modalità di voto. Alla fine risulterà una nuova classifica delle 3 canzoni, determinata tra le percentuali di voto ottenute in quest’ultima votazione in Serata e quelle ottenute dalle votazioni precedenti: la canzone prima in quest’ultima classifica sarà proclamata vincitrice di Sanremo 2019. Oltre a quello al vincitore del Festival di Sanremo e il trionfatore si aggiudicherà il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. Dovrà poi decidere se accettare o meno l’incarico, questa sera verranno assegnati altri quattro premi: il miglior testo – assegnato dalla giuria d’Onore -, il Sergio Endrigo per la miglior interpretazione – assegnato congiuntamente dalla Sala stampa dell’Ariston e dalla Sala stampa Lucio Dalla – , quello della Critica Mia Martini della Sala stampa e il premio Lucio Dalla. Infine verrà assegnato, dai professori dell’Orchestra di Sanremo, il Premio per la migliore composizione musicale.

Ecco i 24 artisti che ascolteremo (in ordine di uscita): Daniele Silvestri, Anna Tatangelo, Ghemon, Negrita, Ultimo, Nek, Loredana Bertè, Francesco Renga, Mahmood, Ex Otago, Il Volo, Paola Turci, The Zen Circus, Patty Pravo con Briga, Arisa, Irama, Achille Lauro, Nino D’Angelo e Livio Cori, Federica Carta e Shade, Simone Cristicchi, Enrico Nigiotti, BoomDaBash, Einar, Motta.

GLI OSPITI: Super ospiti della serata, Eros Ramazzotti, che duetterà anche con Luis Fonsi, ed Elisa.

A partire da domani comincerà la vera vita delle canzoni del Festival di Sanremo 2019: una volta finito il Festival, le 24 canzoni in gara cominceranno a camminare con le loro gambe, nelle radio, sulle piattaforme di streaming e nelle classifiche. Stasera scopriremo chi avrà vinto la 69esima edizione del Festival, mentre nei prossimi mesi scopriremo quale – o quali – tra le canzoni in gara avrà “davvero” vinto Sanremo in termini di vendite e popolarità.

Ma come stanno andando le canzoni in radio? Secondo i dati di RadioAriplay, a poche ore dalla finale è “Cosa ti aspetti da me” di Loredana Berté il brano più trasmesso: la canzone guida la graduatoria con circa 1.300 passaggi. Seguono “Mi farò trovare pronto” di Nek (circa 1.130 passaggi) e “Per un milione” dei Boomdabash (circa 1.080 passaggi).

Il dato più interessante, però, riguarda quello relativo al punteggio.

La canzone che mentre scriviamo, sabato 9 febbraio nel pomeriggio, ha raccolto il punteggio più alto è, a sorpresa, “Soldi” di Mahmood: anche se è solamente tredicesima nella classifica dei passaggi (ne ha totalizzati meno di 700), la canzone del cantante di origini egiziane ha ottenuto un punteggio pari a 32.000.000 (quasi il doppio del punteggio di “Cosa ti aspetti da me”). Questo vuol dire che anche se non è trasmessa dalla maggior parte delle radio (sono 166, al momento, le emittenti che la trasmettono, mentre invece la Berté, Nek e Ultimo sono trasmessi da più di 200 emittenti), “Soldi” è nelle playlist delle radio più influenti, che la fanno ascoltare negli orari migliori.

In fondo al gruppo Motta con “Dov’è l’Italia” guida la pattuglia degli inseguitori (con un punteggio di circa 15.000.000, poco più di 400 passaggi, 124 emittenti), composta da Zen Circus con “L’amore è una dittatura” (punteggio di circa 8.000.000, con 300 passaggi e meno di 100 emittenti) e Nino D’Angelo e Livio Cori con “Un’altra luce” (punteggio di circa 7.000.000, poco più di 250 passaggi e appena 83 emittenti).

Di seguito pubblichiamo un comunicato diffuso in occasione della sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo: 

Compie un anno il Portale della Canzone italiana, la piattaforma gratuita, realizzata da Ales Spa società 100% in house del MiBAC. Due incontri, all’interno della kermesse sanremese, per celebrare la piattaforma del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che raccoglie un secolo di musica tricolore con oltre 240.000 brani ascoltabili in streaming gratuito.

Un archivio sonoro in un unico catalogo digitale, dalle incisioni dei primi del ‘900, fino alla musica rock, passando per le romanze, i canti di guerra e di liberazione, il pop made in Italy la musica da ballo, i protagonisti di Sanremo, la musica popolare e quella di protesta. Un grande progetto reso possibile anche grazie ai fondi dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (l’ex Discoteca di Stato) ed alla collaborazione della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), delle Associazioni di produttori indipendenti, della SIAE e di Spotify.

Le sezioni del Portale:

• La sezione 1900-1950 presenta arie da ballo, canzoni e canzonette, Napoli canta, Dialetto e Folklore, Politica e Propaganda, Canzoni e Guerra: una selezione di brani che spaziano da Giuseppe Verdi, l’autore più rappresentativo del melodramma ottocentesco, a Francesco Paolo Tosti, dalle prime melodie dei microfoni dell’EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) alle colonne sonore che hanno animato i successi del grande schermo, dalla canzone napoletana frutto di poeti, drammaturghi e musicisti – di cui Caruso fu il rappresentante più celebre a livello internazionale – alle serenate e agli stornelli. E ancora i brani della propaganda politica, le canzoni della Seconda Guerra Mondiale e i Canti dei Partigiani, gli inni e i canti patriottici dal Risorgimento all’Unità nazionale, dalla Grande Guerra al Ventennio, fino a quelli della Resistenza.

• Nella sezione 1950 – 2000 irrompono il rock ‘n roll, il boogie woogie e il twist come musica da ballo, sono i primi segnali di una cultura giovanile internazionale che sta cambiando, proprio mentre nel 1951 la RAI lanciava Sanremo, il Festival della canzone Italiana e le sigle dei primi programmi televisivi. Non tarda a scoppiare la commedia musicale made in Italy, mentre la canzone napoletana si rinnova e si apre la stagione dei cantautori. Si aggiungono i brani dei festival come il Cantagiro prima e il Festivalbar dopo, in cui si mescolano note rock, pop e progressive. Grande spazio alle canzoni politiche che hanno segnato gli anni della contestazione e agli ultimi vent’anni che hanno visto la contaminazione con stili internazionali come il rap e il reggae, assimilati dal panorama indipendente in maniera del tutto originale.

• Tradizioni popolari è uno spazio interamente dedicato alla produzione di canzoni e di materiali espressivi da parte di artisti non professionisti: gente comune la cui voce e strumenti sono stati registrati sul campo a partire dagli anni sessanta. Al momento la sezione si articola in 300 brani, una campionatura delle musiche

regionali. Qui numerosi documenti sono tratti dall’Archivio Etnico Linguistico-Musicale (AELM) dell’Istituto Centrale per i beni sonori ed audiovisivi che costituisce una delle collezioni più interessanti e inedite per ricostruire la realtà culturale e linguistica delle regioni italiane.

• Nella sezione Contributi Extra è possibile consultare notizie e curiosità di autori e artisti oltre alla Discografia nazionale della canzone italiana, l’archivio di dati che documenta la produzione discografica dall’inizio del secolo scorso fino ai nostri giorni. Nella sezione Mostre speciali un’inedita “gallery d’autore” con le copertine vintage dei dischi di Roberto Vecchioni, PFM, Massimo Ranieri, Gianni Morandi, Ivan Graziani e i Nomadi, firmate da Andrea Pazienza, Milo Manara e Tanino Liberatore.

• Tutte le sezioni sono arricchite con playlist create ad hoc dagli storici musicali Luciano Ceri e Paolo Prato che suggeriscono percorsi per orientarsi al meglio tra gli

artisti e le sonorità dell’inestimabile patrimonio sonoro di oltre un secolo di canzone italiana. Oltre ad offrire una panoramica completa della musica italiana, il portale ne documenta le origini popolari, anche attraverso il patrimonio di registrazioni inedite dell’Istituto Centrale per i beni Sonori e Audiovisivi (ICBSA), ma anche quelle colte, con le arie e romanze della produzione a 78 giri risalente ai primi del Novecento. Con la messa on line del Portale nascono anche i profili social della Canzone Italia, dove ogni giorno saranno raccontate e valorizzare le storie del patrimonio musicale italiane, con i contributi di artisti e contenuti inediti. I social della #canzoneitaliana sono Facebook (@canzoneITA), Instagram (@canzoneitaliana) e Twitter (@canzoneITA).

“Il Ministero ritiene l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi un inestimabile luogo della memoria – afferma Paola Passarelli, Direttore generale biblioteche ed istituti culturali del MiBAC – grazie a questo archivio multimediale abbiamo a disposizione il panorama completo della nostra musica popolare, per conoscerlo e riscoprirlo”.

Un patrimonio musicale che rappresenta, inoltre, un prezioso elemento per raccontare e promuovere l’Italia all’estero. Il portale, fruibile in 7 lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, cinese, giapponese), è stato in quest’anno arricchito e implementato con oltre 73 mila canzoni e 79 nuove playlist.

“La musica italiana, soprattutto all’estero – conclude Mario De Simoni – Presidente di Ales spa – riscuote un successo e una credibilità al pari di altre forme d’arte e come tale deve essere protetta attraverso la digitalizzazione e messa a disposizione per una quanto più ampia fruizione”.