Sanremo 2019: L’ultima conferenza stampa di Sanremo 2019

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L’ultima conferenza stampa di Sanremo 2019 si è soffermata sul commento della serata finale del Festival, sul bilancio dell’edizione appena conclusa e sul futuro della manifestazione. Presenti nella sala stampa del Teatro Ariston, il direttore e vicedirettore di Rai 1 Teresa De Santis e Claudio Fasulo, il Direttore Artistico Claudio Baglioni e i co-conduttori Virginia Raffaele e Claudio Bisio. Con loro anche il sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri.

SERATA FINALE, VOLANO GLI ASCOLTI: Per la serata finale del 69° Festival della Canzone Italiana gli spettatori sono stati 10 milioni 622 mila con uno share del 56.5%. In termini di share, la finale ha fatto registrare un ascolto di dieci punti più alto rispetto alla serata precedente. La prima parte, in onda dalle 21.26 alle 23.51, ha avuto 12 milioni 129 mila spettatori e uno share del 53.1%; la seconda parte – dalle 23.54 all’1.34 – è stata seguita da 8 milioni 394 mila telespettatori con il 65.2%. Ottimo ascolto anche per “Sanremo Start”, dalle 20.51 alle 21.23, con un pubblico di 10 milioni 691 mila spettatori, share del 43.5%. «I risultati confermano quanto registrato in questi giorni, con grande soddisfazione. Un grandissimo risultato sui giovani e record sulle piattaforme. Sanremo ha dato a Rai 1 un impulso in più e nuova visibilità presso un pubblico che altrimenti sulle reti generaliste non ci sarebbe stato», ha detto la direttrice di Rai 1 Teresa De Santis durante la conferenza stampa. 

Il picco di ascolto è stato registrato alle 22.10, con 13 milioni 311 mila spettatori mentre Eros Ramazzotti concludeva la sua esibizione; il picco in share all’1.26, con il 73.7%, alla proclamazione del vincitore, Mahmood.

La Rai si dice soddisfatta della vittoria di Mahmood, che già lo scorso dicembre fu uno dei due vincitori di Sanremo Giovani (insieme ad Einar) e conquistò così uno dei due posti disponibili per gareggiare al Festival nella categoria unica dei “Campioni”: “Il podio aveva un’età media di 25 anni. A proposito di questo lavoro sui giovani fatto negli ultimi anni dalla Rai: nel 2016 in finale tra le ‘Nuove Proposte’ del Festival c’erano Ermal Meta, Francesco Gabbani e Mahmood, vincitori delle ultime tre edizioni”, commenta il vice direttore di Rai1 Claudio Fasulo. “Si è verificata la previsione più incredibile. Uno dei due vincitori del primo Festival (quello dei giovani di dicembre) ha poi vinto il Festival di Sanremo: un po’ da zero a tutta”.

LA SODDISFAZIONE DEL DIRETTORE ARTISTICO: «Sono veramente contento. Non vedevamo l’ora che finisse e ora che è finita abbiamo già un po’ di senso di vuoto. Vi prego, continuate a mantenere il festival vicino alla musica, vicino ai giovani. Perché quello che è accaduto quest’anno a Sanremo è un po’ epocale». Claudio Baglioni traccia così, nella tradizionale conferenza stampa finale al Teatro Ariston, il suo bilancio sanremese. Baglioni si è detto particolarmente felice che al festival si sia parlato di musica: «questa è la soddisfazione più grande. A volte si possono creare eventi giocando su polemiche o altro. Questo festival invece si è mantenuto sui suoi contenuti musicali. Spero che questo serva a far tornare a valorizzare in tv la musica, che spesso è utilizzata solo come contenuto gregario. Spero che questo festival di Sanremo possa suggerire un palinsesto più fitto di contenuti di musica live». «Io ho finito con ieri – ha concluso Baglioni – ma tanto lavoro ci sarebbe da fare e mi piacerebbe persino farlo. Ora però non ne ho davvero la minima idea, anche perché il troppo stroppia». Così il Direttore Artistico di Sanremo 2019 non chiude all’ipotesi di un suo terzo impegno al Festival per il 2020, parlando delle «tante modifiche che andrebbero operate: lavorare sul meccanismo di voto, sul numero dei cantanti in gara, sugli orari».

CLAUDIO BAGLIONI, AMICO DI SANREMO: Il sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, ha anche consegnato a Claudio Baglioni il premio Amico di Sanremo «per il coraggio dimostrato in questo Festival, perché abbiamo dato più visibilità ai ragazzi».

Nel corso della conferenza stampa finale dell’edizione 2019 del Festival di Sanremo gli organizzatori del concorso canoro hanno reso noti i dettagli delle graduatorie espresse dalle tre giurie – quella d’Onore, quella della Sala Stampa e quella Popolare, espressa dal televoto – sui tre finalisti del Festival della Canzone Italiana appena conclusasi.

La Sala Stampa, il cui orientamento pesa per il 30% sulla classifica finale, ha nominato primo Mahmood, secondo Ultimo e terzi Il Volo. La Giuria d’Onore, il cui voto pesa per il 20% sul risultato finale, ha nominato vincitore sempre Mahmood, assegnando un ex aequo al secondo posto a Il Volo e Ultimo. Il Televoto, il cui voto incide per il 50% sul risultato finale, ha laureato Ultimo come vincitore, seguito dai Il Volo in seconda posizione e dall’effettivo vincitore del Festival di Sanremo 2019 Mahmood al terzo posto.

Nelle prossime ore verranno resi disponibili sul sito ufficiale della manifestazione i dettagli sulle votazioni di tutte le serate del Festival di Sanremo 2019.

La vittoria di Mahmood a Sanremo 2019 arrivata a sorpresa contro il favorito Ultimo, che non l’ha presa proprio bene sfogandosi contro i giornalisti in sala stampa nella lunga notte dopo la serata finale, ha scatenato una corsa ad affibbiare etichette inutili quanto semplicistiche a questo talentuoso autore e interprete che ha vinto con la canzone più contemporanea di questo Festival, sebbene il trionfo del già vincitore di Sanremo Giovani sia stato favorito dall’ostracismo delle giurie verso gli altri artisti sul podio.

La sua marcetta dal ritornello che resta impresso per quell’invocazione di “soldi”, come recita il titolo omonimo, è in realtà il ritratto di uno spaccato di vita di una famiglia non tradizionale, un flusso di rime che fotografa istantanee di un’infanzia vissuta alla periferia di Milano tra rapporti genitori-figli complessi e racconta come le difficoltà economiche finiscano per impattare sulle dinamiche relazionali ed emotive, condizionandole profondamente.

Il fatto di essere nato da madre sarda e padre egiziano, di essere gay frendly e di portare in gara un testo che contiene diversi riferimenti alle sue origini miste ha fatto sì che la vittoria di Mahmood a Sanremo 2019 diventasse subito una bandierina da sventolare contro questa o quella idea politica, contro questo o quel politico di professione (il ministro dell’Interno Matteo Salvini in primis, che sui social aveva tifato per Ultimo ritrovandosi, ironia della sorte, il brano che forse meno avrebbe voluto come vincitore) e finendo da un lato preso di mira dagli analfabeti funzionali che gridano acriticamente al primato italico come valore assoluto e dall’altro assurto a simbolo dell’Italia multiculturale in risposta ai deliri razzisti, omofobi e sovranisti di questi tempi bui e rancorosi.

Arabo, meticcio, gay (in realtà non ha mai fatto coming out): sono solo alcune delle etichette che sono state attribuite a questo cantautore reduce da X Factor, Sanremo Giovani e tante collaborazioni importanti che ha semplicemente vinto il Festival con la canzone più rispondente allo spirito dei tempi, per stile musicale e messaggio del testo.

Una corsa alla categorizzazione tale che, quando nella conferenza stampa post-vittoria gli è stato chiesto cosa ne pensasse della polemica Baglioni-Salvini sulla questione migranti, è stato costretto a sottolineare di non sentirsi parte in causa nel discorso, di non voler essere strumentalizzato a fini politici, visto che è nato e cresciuto nel nostro Paese: Alessandro Mahmoud, 27 anni, in arte Mahmood, è semplicemente un ragazzo italiano, che non parla arabo sebbene abbia subito l’influenza di quella cultura grazie ad uno dei suoi genitori. E di cui non dovrebbe interessarci altro, dalle origini all’orientamento sessuale, se non il suo talento musicale.

“Io sono un ragazzo italiano, nato e cresciuto a Milano. Non mi sento tirato in causa. Nel brano ho messo una frase araba che è un ricordo della mia infanzia, perché sono nato da madre sarda e padre egiziano ma sono italiano al 100%.”

Parlando dei suoi gusti musicali e del suo genere così atipico per la platea Sanremese ma ormai dominante nelle classifiche a metà tra trap, indie e canzone d’autore, il giovane vincitore di Sanremo risponde proprio attribuendosi un mix di influenze diverse che sono il segno della sua originalità.

“Sono fan della musica moderna, ascolto dalla trap all’indie al cantautorato alla musica internazionale americana al rap, mi sono fatto contaminare, le mie influenze sono abbastanza miste. Ogni volta che mi chiedono ‘che genere fai?’ rispondo sempre Marocco Pop, perché ho tante influenze arabe dovute ad ascolti passati. Sono fan di tutto e di niente.”

Con “Soldi” ci rappresenterà all’Eurovision Song Contest 2019 che si terrà in una terra complessa come Israele: l’Italia si presenterà in gara con Mahmood e il suo brano dalle atmosfere arabeggianti proprio in quel di Tel Aviv. E non resta che sperare che il trionfo della contemporaneità e della contaminazione arrivi anche lì.

A Loredana Berté il premio speciale del Pubblico del Teatro Ariston. Alla cantante, in gara alla sessantanovesima edizione del festival di Sanremo con il brano “Cosa ti aspetti da me”, è stato assegnato dagli organizzatori del Festival della Canzone Italiana il premio speciale del Pubblico del Teatro Ariston: a darne notizia è stato Claudio Bisio nel corso dell’ultima conferenza stampa dell’edizione 2019 del concorso canoro.

La targa da consegnare idealmente a Loredana Bertè è stata mostrata durante la conferenza stampa quotidiana del roof dell’Ariston e sarà recapitata all’artista – ancora per scherzo – che si è presentata in gara con il brano “Cosa ti aspetti da me”.

L’interpretazione del brano è piaciuta fin dalla sua prima esibizione, con un’energia che attiene al personaggio e una canzone che le è stata cucita addosso in maniera perfetta. Il graffio stilistico di Gaetano Curreri non è mancato e si è unito a quello dell’artista che ha riconquistato il pubblico con una prova che ha messo d’accordo tutti.

Il 4° posto, alle spalle del vincitore Mahmood, il secondo classificato Ultimo e Il Volo, posizionatisi terzi, è comunque un ottimo piazzamento se si pensa alla classifica finale e a tutti gli artisti che avrebbero meritato un risultato ben migliore, perciò il successo di Loredana Bertè è sancito anche dal voto delle giurie e dal pubblico da casa. Il corso di Cosa ti aspetti da me inizia quindi all’indomani del Festival, con passaggi in radio e vendite che ne decreteranno il vero successo.

Il brano in gara al Festival di Sanremo è inserito nella versione sanremese di Libertè e che l’artista ha rilasciato durante la sua partecipazione alla manifestazione. Con il nuovo album, Loredana Bertè ha riconquistato il suo pubblico in un modo che in pochi si aspettavano, con un tour che ha tenuto dopo il rilascio dell’album avvenuto nel mese di settembre e dopo il passaggio in radio di ben due singoli.

L’artista è stata anche regina dell’estate con Non ti dico no dei Boomdabash, che hanno partecipato al Festival di Sanremo con il brano Per un milione.