ESC 2019 – Italia: Mahmood potrebbe non andare a Tel Aviv

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Come ogni anno, il vincitore del Festival di Sanremo si aggiudica automaticamente il posto per concorrere all’Eurovision Song Contest 2019 che si terrà in una terra complessa come Israele.

Quest’anno, a rappresentare l’Italia, dovrebbe andare Mahmood con il suo brano dalle atmosfere arabeggianti “Soldi”, ma la sua partecipazione non è poi così scontata. Durante un’intervista rilasciata a La Stampa, il cantante ha spiegato di avere ancora dubbi sulla sua presenza a Tel Aviv, luogo in cui si svolgerà l’Eurovision Song Contest quest’anno.

Nella serata di sabato, dopo la proclamazione quale vincitore del Festival di Sanremo, Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, in conferenza stampa ha accettato l’investitura di rappresentante dell’Italia all’Eurovision Song Contest 2019, che si svolgerà a Tel Aviv il 14, 16 e 18 maggio con semifinali su Rai4 e finale, quella del sabato, su Rai1. Ma adesso sembra ci stia ripensando. 

Si apprende in queste ore che Mahmood stia riflettendo meglio su questa scelta, inizialmente fatta sulle ali dell’entusiasmo in quanto, dopo 24 ore di riflessione, potrebbe far marcia indietro.

Tra ieri e oggi, però, sono uscite diverse dichiarazioni rilasciate dall’artista di Milano a RTL 102.5, a La Stampa e a Radio Deejay dove emergono perplessitàAl giornalista che gli chiede se andrà a rappresentare l’Italia, Mahmood risponde:

“Vi farò sapere perché è ancora tutto un work in progress, stiamo guardando due cose, vi dirò al più presto”

“Non lo so, dobbiamo capire meglio… Abbiamo visto quanto lavoro comporta e ci vogliamo pensare bene”

“Siccome la vittoria è stata un pò inaspettata ancora non abbiamo messo la testa sul tema Eurovision perché stiamo ancora organizzando le ultime cose, ma sicuramente nei prossimi giorni ci penseremo. In caso andrei comunque con Soldi”

Probabilmente il cantante, che farà uscire il primo Marzo il suo nuovo disco Gioventù Bruciata, vorrà trovare la soluzione migliore per non trascurare i suoi progetti musicali personali.

Mahmood si esibirà direttamente nella Finale dell’Eurovision Song Contest, che si terrà sabato 18 maggio 2019.

La vittoria di Mahmood a Sanremo 2019 arrivata a sorpresa contro il favorito Ultimo, che non l’ha presa proprio bene sfogandosi contro i giornalisti in sala stampa nella lunga notte dopo la serata finale, ha scatenato una corsa ad affibbiare etichette inutili quanto semplicistiche a questo talentuoso autore e interprete che ha vinto con la canzone più contemporanea di questo Festival, sebbene il trionfo del già vincitore di Sanremo Giovani sia stato favorito dall’ostracismo delle giurie verso gli altri artisti sul podio.

La sua marcetta dal ritornello che resta impresso per quell’invocazione di “soldi”, come recita il titolo omonimo, è in realtà il ritratto di uno spaccato di vita di una famiglia non tradizionale, un flusso di rime che fotografa istantanee di un’infanzia vissuta alla periferia di Milano tra rapporti genitori-figli complessi e racconta come le difficoltà economiche finiscano per impattare sulle dinamiche relazionali ed emotive, condizionandole profondamente.

Il fatto di essere nato da madre sarda e padre egiziano, di essere gay frendly e di portare in gara un testo che contiene diversi riferimenti alle sue origini miste ha fatto sì che la vittoria di Mahmood a Sanremo 2019 diventasse subito una bandierina da sventolare contro questa o quella idea politica, contro questo o quel politico di professione (il ministro dell’Interno Matteo Salvini in primis, che sui social aveva tifato per Ultimo ritrovandosi, ironia della sorte, il brano che forse meno avrebbe voluto come vincitore) e finendo da un lato preso di mira dagli analfabeti funzionali che gridano acriticamente al primato italico come valore assoluto e dall’altro assurto a simbolo dell’Italia multiculturale in risposta ai deliri razzisti, omofobi e sovranisti di questi tempi bui e rancorosi.

Arabo, meticcio, gay (in realtà non ha mai fatto coming out): sono solo alcune delle etichette che sono state attribuite a questo cantautore reduce da X Factor, Sanremo Giovani e tante collaborazioni importanti che ha semplicemente vinto il Festival con la canzone più rispondente allo spirito dei tempi, per stile musicale e messaggio del testo.

Una corsa alla categorizzazione tale che, quando nella conferenza stampa post-vittoria gli è stato chiesto cosa ne pensasse della polemica Baglioni-Salvini sulla questione migranti, è stato costretto a sottolineare di non sentirsi parte in causa nel discorso, di non voler essere strumentalizzato a fini politici, visto che è nato e cresciuto nel nostro Paese: Alessandro Mahmoud, 27 anni, in arte Mahmood, è semplicemente un ragazzo italiano, che non parla arabo sebbene abbia subito l’influenza di quella cultura grazie ad uno dei suoi genitori. E di cui non dovrebbe interessarci altro, dalle origini all’orientamento sessuale, se non il suo talento musicale.

Io sono un ragazzo italiano, nato e cresciuto a Milano. Non mi sento tirato in causa. Nel brano ho messo una frase araba che è un ricordo della mia infanzia, perché sono nato da madre sarda e padre egiziano ma sono italiano al 100%.

Parlando dei suoi gusti musicali e del suo genere così atipico per la platea Sanremese ma ormai dominante nelle classifiche a metà tra trap, indie e canzone d’autore, il giovane vincitore di Sanremo risponde proprio attribuendosi un mix di influenze diverse che sono il segno della sua originalità.

Sono fan della musica moderna, ascolto dalla trap all’indie al cantautorato alla musica internazionale americana al rap, mi sono fatto contaminare, le mie influenze sono abbastanza miste. Ogni volta che mi chiedono ‘che genere fai?’ rispondo sempre Marocco Pop, perché ho tante influenze arabe dovute ad ascolti passati. Sono fan di tutto e di niente.

Con Soldi ci rappresenterà all’Eurovision 2019 che si terrà in una terra complessa come Israele: l’Italia si presenterà in gara con Mahmood e il suo brano dalle atmosfere arabeggianti proprio in quel di Tel Aviv. E non resta che sperare che il trionfo della contemporaneità e della contaminazione arrivi anche lì.

Dal suo ritorno all’Eurovision Song Contest nel 2011, l’Italia ha selezionato i suoi propri rappresentanti eurovisivi attraverso il Festival di Sanremo: Raphael Gualazzi (2011), Nina Zilli (2012), Marco Mengoni (2013), Il Volo (2015), Francesca Michielin (2016), Francesco Gabbani (2017), Fabrizio Moro e Ermal Meta (2018). Nel 2014 la RAI ha optato per la selezione interna (prima volta dal suo ritorno), scegliendo Emma Marrone.

L’Italia è stata rappresentata nella scorsa edizione tenutasi a Lisbona dal cantautore albanese Ermal Meta e del cantautore italiano Fabrizio Moro e il suo brano “Non mi avette fatto niente” (You haven’t done anything to me), il primo estratto dall’album discografico ‘Non abbiamo armi’ di Meta e dalla raccolta ‘Parole rumori e anni’  di Moro,  pubblicato il 7 febbraio 2018 su etichetta discografica Sony Music. Il brano è stato scritto dai due cantautori in collaborazione Andrea Febo, creato in seguito all’attentato di Manchester del 22 maggio 2017, avvenuto durante un concerto della cantante statunitense Ariana Grande, in cui un terrorista suicidandosi ha provocato la morte di altre 22 persone. Infatti, gli stessi fan dei cantanti hanno inviato diverse e-mail dove facevano capire la loro paura nell’andare ai vari live a seguito di eventi del genere. “Non mi avette fatto niente” ha vinto il Festival di Sanremo 2018; ha quindi guadagnato il diritto a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2018 a Lisbona, in Portogallo, dove viene premiato con il Premio TIMmusic. Partecipano alla serata finale del 12 maggio, presentandosi per ventiseiesimi, Meta e Moro si classificano sedicesimi per le giurie con 59 punti, mentre per il televoto terzi con 249 punti: nella classifica generale arrivano quinti.

Il brano partecipa al Festival di Sanremo 2018 e vede per la prima volta la coppia Meta-Moro insieme come cantanti. I due vengono annunciati ufficialmente al pubblico il 15 dicembre 2017 durante il programma televisivo Sanremo Giovani 2017, condotto da Claudia Gerini e Federico Russo, in onda su Rai Uno e Rai Radio 1. La canzone viene presentata per la prima volta durante la prima serata della manifestazione, il 6 febbraio 2018, dove i due cantautori si esibiscono per sesti. Tornano sul palco durante la terza serata l’8 febbraio, dove cantano per settimi e nella serata finale partecipando per tredicesimi, risultando nella successiva finale a tre i vincitori dell’edizione (superando Lo Stato Sociale e Annalisa, rispettivamente secondo e terzo posto). Durante l’esibizione di Meta e Moro il direttore d’orchestra è Diego Calvetti. Nella quarta serata i due cantautori cantano assieme a Simone Cristicchi. Le varie classifiche dettagliate sono state pubblicate ufficialmente solo dopo la fine del Festival di Sanremo. Durante il contest, nella prima serata, il brano viene indicato nella “zona blu”, ossia nella parte alta della classifica (le zone in totale sono tre: insieme a quella blu, c’è la “zona gialla” che è la parte media e la “zona rossa” che è quella bassa della graduatoria). Nella terza sera, dove cantano dieci artisti sul totale dei Big, è nuovamente nella zona blu, così come nella quarta dove hanno cantato nuovamente tutti gli artisti.

L’Italia ha debuttato all’ESC nel 1956 ed è tra i paesi fondatori della manifestazione, che si ispira al Festival di Sanremo.

Il paese ha vinto la competizione due volte: la prima volta nell’edizione 1964 svoltasi a Copenaghen con l’allora sedicenne Gigliola Cinquetti e la canzone “Non ho l’età (per amarti)“, la seconda nel 1990 a Zagabria con Toto Cutugno e la canzone “Insieme: 1992”. A seguito di queste vittorie l’Italia ha acquisito il diritto di organizzare l’edizione successiva della manifestazione, precisamente l’edizione 1965 a Napoli, e l’edizione 1991 a Roma.

A seguito di queste vittorie l’Italia ha acquisito il diritto di organizzare l’edizione successiva della manifestazione, precisamente l’edizione 1965 a Napoli, e l’edizione 1991 a Roma.

La RAI, dopo il 1997, ha interrotto la sua partecipazione all’Eurovision Song Contest e ne ha sospeso anche la trasmissione. Nel 2011 ritorna dopo 14 anni dall’ultima partecipazione.

L’Italia è tra i paesi fondatori dell’Eurovision Song Contest, che si ispira al Festival di Sanremo. Molti artisti italiani hanno partecipato all’Eurovision Song Contest nel corso degli anni come rappresentanti di altre nazioni. Inoltre, è il membro dei “Big Five” che conta all’attivo meno partecipazioni: solo 40 contro le oltre 50 degli altri quattro Paesi. 

Da quando è tornata, è arrivata per cinque volte nella Top 10 con due podi nel 2011 e 2015.