ESC 2019: “In Viaggio verso l’Eurovision Song Contest 2019” The story so far …

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È tutto pronto per l’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv. La manifestazione canora europea scalda i motori, si terrà a Tel Aviv dal 14 al 18 maggio e l’Italia sarà rappresentata da Mahmood, vincitore del Festival di Sanremo 2019 con “Soldi”.

L’Eurovision Song Contest 2019 arriva alla sua 64esima edizione e, per quest’anno, si svolgerà nell’International Convention Center nell’area del Centro Congressi Expo di Tel Aviv. Il concorso canoro sbarca così in Israele per la terza volta in assoluto (nel 1979 e nel 1999) grazie alla vittoria di Netta nel 20187 con la canzone “TOY”. Nell’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest, l’Italia sarà rappresentata da Mahmood – oggetto di attacchi sui social per le sue origini arabe (il padre è egiziano) –, vincitori del Festival di Sanremo 2019, con la loro canzone “Soldi” (55 milioni di visualizzazioni, oltre 12 milioni di streaming, il suo brano ‘Soldi’ è da mesi in testa alle classifiche italiane e sta riscuotendo anche un enorme successo internazionale) in cui cercherà di portare a casa la vittoria per l’Italia, a distanza di 29 anni dall’ultima vittoria, quella di Toto Cotugno a Zagabria nel 1990 con la canzone “Insieme:1992”. L’Italia fa parte dei cinque Big 5 che accedono di diritto alla Finale dell’Eurovision Song Contest, come l’Israele, vincitore nel 2018. Se Mahmood vincessero, oltre alla bellissima soddisfazione, questo implicherebbe anche che l’edizione 2020 dell’Eurovision Song Contest si svolgerebbe proprio in Italia.

I fan dell’Eurovision Song Contest 2019 si stanno già preparando per tifare i loro rispettivi cantanti, rappresentati appunto dai cantanti vincitori di ogni Selezione Nazionale. Le date di messa in onda dell’Eurovision Song Contest 2019 vanno dal 14 al 18 maggio 20198. La serata finale è prevista, come vi abbiamo anticipato, il 18 maggio mentre, nelle altre serate, vedremo 36 cantanti in gara sfidarsi per superare le semifinali che si terranno il 14 e il 16 maggio 2019.

Vediamo ora insieme l’ordine di uscita delle canzoni delle due Semifinali dell’Eurovision Song Contest 2018. Ovviamente le semifinali e la finale dell’Eurovision Song Contest verranno trasmesse in diretta dalla Rai. In particolare le semifinali dell’Eurovision Song Contest previste per il 14 e il 16 maggio saranno trasmesse in diretta su Rai4, mentre la finale dell’Eurovision Song Contest in programma per il 18 maggio all’Expo di Tel Aviv verrà trasmessa su Rai1 a partire dalle 20.35. Il commento della finale è stato affidato a Federico Russo e in contemporanea verrà trasmesso anche su Rai Radio2 con il commento di Ema Stockholma e Gino Castaldo. Ricordiamo che solo 20 Artisti avranno l’accesso alla serata finale del Festival. 

Dopo la vittoria a Lisbona lo scorso maggio di Netta Barzilai con la canzone “Toy”, il trofeo è stato portato ai confini orientali dell’Europa. Il prossimo appuntamento della manifestazione si terrà infatti nella cosmopolita Tel Aviv, in Israele.

La futura edizione si appresta a essere una delle più discusse degli ultimi anni, dopo Kiev 2017. In un contest che cerca di tenere la politica lontano da sé con scarso successo, numerosi sono stati in questi mesi gli appelli di politici e vip europei che hanno chiesto alle proprie nazioni di boicottare la partecipazione in Israele. La ragione? Protestare contro il governo israeliano per la sua relazione burrascosa coi palestinesi, “l’oppressione che il regime israeliano infligge al popolo palestinese”.

Tuttavia gli appelli sembrano essere stati vani. Con un comunicato ufficiale l’EBU-UER – Unione europea di radiodiffusione – ha infatti annunciato proprio in questi giorni che saranno ben 42 le nazioni partecipanti l’anno prossimo, soltanto una in meno rispetto allo scorso anno. A dare forfait è la Bulgaria che non potrà prendere parte alla manifestazione per dichiarati problemi economici.

L’Ucraina, ormai da tempo in conflitto con la Russia, ha infatti ritirato la propria partecipazione dopo una polemica sorta tra la rete nazionale e Maruv, la cantante vincitrice della selezione. Quest’ultima, rea di aver fissato delle date in Russia, è stata pressata con domande durante lo show televisivo e poi messa di fronte a un contratto dal sapore repressivo, che ha rifiutato.

Ironia della sorte la Russia quest’anno gareggerà con Sergey Lazarev, il cantante che nel 2016 vide soffiarsi la vittoria dalle giurie contro Jamala, la rappresentate ucraina che aveva portato una canzone sulla deportazioni dei tartari in Crimea, territorio conteso dalle due nazioni.

Non è la prima volta che l’Ucraina e la Russia (come l’Armenia e l’Azebaijan) sono i miei conflitti in quella che è stata definita una gara, nata con l’intento di unire i popoli. Già nel 2017, nell’escato a Kiev, è impedito alla cantante russa Yulia Samoilova di entrare in Ucraina poiché finita nella famosa lista nera.

Dei 42 paesi partecipanti cinque più Israele andranno direttamente in finale: si tratta di Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna. Queste sono note come le Big five perché sono le nazioni che da sempre supportano maggiormente l’EBU-UER a livello economico. Le altre trentasei nazioni invece dovranno prima passare una delle due Semifinali, per aggiudicarsi un posto in Finale.

Il motto della 64esima edizione, svelato di recente, sarà “Dare to dream” (Osa sognare). Si tratta di uno slogan che incarna i valori tipici eurovisivi, quelli dell’inclusività, dell’accettazione della diversità e dell’unità in uno spettacolo che non potrebbe reggersi in piedi se non grazie all’amicizia e all’incontro tra paesi e culture diverse. Perché è proprio questo che da sempre si propone l’Eurovision: unire nel nome della musica.

Jon Ola Sand, supervisore esecutivo dell’Eurovision, a nome dell’Ebu ha così manifestato le alte aspettative dell’ente europeo per la futura edizione israeliana: “Lo scorso maggio Netta ha osato sognare e ha vinto l’edizione di Lisbona trasferendo il trofeo in Israele per il 2019. Siamo emozionati all’idea che 42 nazioni saranno rappresentate a Tel Aviv e speriamo che le emittenti televisive partecipanti troveranno l’ispirazione per sognare a loro volta. Il team di Kan (rete televisiva israeliana) si sta già impegnando per accogliere i partecipanti e il mondo intero a Tel Aviv e preparerà uno spettacolo indimenticabile”.

Lo scorso 25 gennaio 2019 sono stati annunciati coloro che presenteranno l’evento Eurovision Song Contest 2019. Si tratta di Bar Refaeli ed Erez Tal nelle vesti di conduttori principali. Supportati da Assi Azar e Lucy Ayoub che avranno il compito di inviati nella Green Room. 

Delle indiscrezioni che accompagnano l’organizzazione della edizione di maggio 2019 ce n’è una che sta facendo particolarmente notizia. Si tratta della possibilità che come super ospite partecipi la star mondiale Madonna. Si tratterebbe di un vero e proprio valore aggiunto che darebbe ulteriore lustro alla manifestazione. Le trattative proseguono serrate ma al momento non vi è nulla di definitivo. Nel 2016, gli organizzatori erano riusciti a portare nella eduizione tenutasi in Svezia Justin Timberlake. L’artista presentò nella occasione il suo singolo “Can’t Stop The Feeling!”.

L’Eurovision Song Contest 2019 si svolgerà a Tel Aviv. È la terza volta che Israele ospiterà il concorso. In precedenza hanno organizzato il concorso nel 1979 e nel 1999.

Quest’anno parteciperanno 41 paesi dall’Europa e oltre. Quest’anno non ci sono né nuovi arrivati ​​né paesi di ritorno. Il più giovane partecipante al Eurovision Song Contest 2019 è ZENA dalla Bielorussia.

Quest’anno, diciotto esibizioni maschili si esibiranno sul palco dell’Eurovisione. Quattordici atti solisti femminili saliranno sul palco. Negli ultimi dieci anni, l’Eurovision Song Contest è stato vinto da un atto solo 9 volte. Ell & Nikki sono stati l’unico duo a vincere l’Eurovision nei 10 anni passati.

Parlando di duetti. Abbiamo tre duetti che si esibiscono all’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest. Un duo maschile dalla Finlandia, un duo femminile dalla Germania e Zala e Gašper dalla Slovenia.

Finalmente vedremo sei gruppi sul palco a Tel Aviv. Lago Malawi dalla Repubblica Ceca, Hatari dall’Islanda, Carosello dalla Lettonia, D Mol dal Montenegro, KEiiNO dalla Norvegia e Tulia dalla Polonia.

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Qui trovate le 41 canzoni in versione integrale nei loro video ufficiali.

Ecco i Paesi partecipanti:

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Prima semifinale: La prima semifinale si terrà l’8 maggio 2018 dalle 21:00 CEST. Vi gareggeranno 19 Paesi e voteranno anche Portogallo, Regno Unito e Spagna.

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01.Cipro (CyBC): Tamta (Tamta Goduadze; თამთა გოდუაძე; Τάμτα Γκοντουάτζε) – “Replay” (Επανάληψη) (Alex Papaconstantinou, Teddy Sky, Viktor Svensson, Albin Nedler, Kristoffer Fogelmark / Άλεξ Παπακωνσταντίνου, Τζεράλντο Σαντέλλ, Βίκτωρ Σβένσσον, Άλμπιν Νέντλερ, Κρίστοφερ Φόγκελμαρκ – Alex Papaconstantinou, Teddy Sky, Viktor Svensson, Albin Nedler, Kristoffer Fogelmark / Άλεξ Παπακωνσταντίνου, Τζεράλντο Σαντέλλ, Βίκτωρ Σβένσσον, Άλμπιν Νέντλερ, Κρίστοφερ Φόγκελμαρκ). Inglese. , ,

Sarà la cantante georgiana naturalizzata greca Tamta a rappresentare Cipro all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Replay”.

Tamta, nome d’arte di Tamta Goduadze  (თამთა გოდუაძე; Τάμτα Γκοντουάτζε), nasce nel 1981 a Tbilisi, in Georgia. Tamta si è trasferita con la sua famiglia in Grecia quando aveva 22 anni.

Inizia a cantare a 5 anni e nemmeno un matrimonio e un figlio in tenera età – si sposa a 14 anni – le impediscono di coltivare la passione per l’arte. Dopo il divorzio, a 20 anni si trasferisce con la figlia Annie in Grecia, ad Atene, dove erano emigrati precedentemente la mamma e il fratello minore. 

Nel 2004 ha preso parte alle audizioni del talent show Super Idol, basato sul format britannico Pop Idol, dove è stata selezionata fra i finalisti, fino a classificarsi seconda a fine programma.

Dopo aver pubblicato il suo album di debutto eponimo su etichetta discografica Minos EMI, parte del gruppo della Universal, ha partecipato alle selezioni greche per l’Eurovision Song Contest 2007 con il brano in lingua inglese “With Love”. Si è classificata terza. Il suo secondo album ‘Agapīse me’ (Αγάπησέ Με) è uscito a maggio 2007.

Ha provato inoltre a partecipare all’Eurovision Song Contest 2009, sia per la Grecia che per Cipro, ma il progetto non si è materializzato. Ha collaborato con il rappresentante eurovisivo greco di quell’anno, Sakis Rouvas / Σάκης Ρουβάς, sul suo nuovo singolo “Tharros ī alītheia” (Θάρρος ή Αλήθεια); il suo terzo album omonimo è uscito nel 2010.

Dal 2014 Tamta è impegnata con il talent show The X Factor: ha partecipato come giudice per X Factor Georgia nelle edizioni prima, seconda e quinta, e per X Factor Grecia nelle edizioni quarta e quinta.

Alla fine del 2018 è stato rivelato che l’ente radiotelevisivo nazionale cipriota CyBC le ha proposto di rappresentare l’isola all’Eurovision Song Contest 2019 con un brano intitolato “Replay”. La sua partecipazione è stata confermata dalla stessa CyBC il successivo 21 dicembre.

“Replay” di Tamta, un brano che sembra riprenderne di proposito il mood e gli stilemi di un brano che un anno fa convinse tutti o quasi, verrà eseguito nella Prima Semi-Finale del concorso, in onda il 14 maggio prossimo da Tel Aviv. Il singolo pubblicato il 5 marzo 2019 su etichetta discografica Minos EMI è stato scritto da Geraldo Sandell, Viktor Svensson, Albin Nedler e Kristoffer Fogelmark e Alex P (Alex Papaconstantinou / Αλέξανδρος “Άλεξ” Παπακωνσταντίνου), e prodotto da quest’ultimo.

Il brano è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo cipriota CyBC per rappresentare Cipro all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

Il brano è stato spesso comparato nelle scorse settimane alla canzone cipriota del 2017, “Fuego”. Ecco come Tamta ha commentato alla televisione israeliana le accuse di scarsa originalità della canzone: “Per melodia, per la canzone in sé, io penso che non abbia nulla a che fare con “Fuego”. Ma anche se avesse qualcosa a che farci, credo che sia un grande pezzo e sono felice così.”

Per quanto riguarda il significato che si cela dietro Replay, la cantante ha dichiarato, senza troppi giri di parole, che si tratta di una tradizionale canzone pop tutta da ballare: “Io non penso che ogni canzone debba avere un messaggio o significato. Voglio che la gente se la spassi realmente. Sono sicura che ci saranno molte canzoni con significati profondi: io sarò quella che vi farà divertire!”.

Cipro all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 36¦Debutto: 1981 ¦ Vittorie: nessuna Secondi posti: 1 ¦ (2018, Eleni Foureira)¦Terzi posti: nessuno. Record eurovisivi ciproti. Miglior successo discografico: “Fuego” (Eleni Foureira, 2012), doppio disco di platino in Spagna, primo posto in Grecia, Cipro e Spagna (dove è prima anche nell’airplay), in top 10 in diversi paesi europei. Maggior numero di punti (finale): 436 (Eleni Foureira, 2018, 2, posto) Finali centrate: 7 su 12, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2005 direttamente in finale per via del regolamento di allora. Miglior risultato in semifinale: 2. posto (Eleni Foureira, 2018). Curiosità eurovisive cipriote: A Tamta era stata inizialmente offerta la partecipazione lo scorso anno, sempre per la tv cipriota, con quella “Fuego” che poi Eleni Foureira ha portato al secondo posto: Tamta aveva declinato per impegni già presi in precedenza Tamta era stata contattata anche dalla tv greca, per l’edizione 2009, nel tentativo di sfruttare le sue origini georgiane per accaparrarsi i voti dell’Est e cercare la seconda vittoria, sfuggita di poco nel 2008, quando Kalomira era arrivata terza. L’operazione non andò in porto. È cipriota una delle più grandi artiste ellenofone contemporanee, Anna Vissi, tre volte all’Eurovision, di cui due volte sotto bandiera greca e una sotto quella della terra di nascita. Cipro è uno dei pochi paesi ad aver schierato in concorso in anni diversi dei fratelli, per la precisione due sorelle: oltre ad Anna Vissi nel 1985 schierò la sorella Lia, diciannovesima al traguardo con la bella “To katalava arga”.  È cipriota anche uno degli artisti che oggi lavorano nel mondo eurovisivo come vocal coach di numerosi colleghi, soprattutto dell’est europeo: si tratta di Alex Panayi, la cui carriera partì dal palco eurovisivo con la partecipazione nel 1995, quando chiuse nono. Nel corso delle sue partecipazioni eurovisive Cipro si è esibito anche in lingua italiana: “Nomiza” dei Voice, nel 2000 conteneva anche delle parti nella nostra lingua. Nel 2007 invece “Comme ci comme ça” di Evridiki era cantata interamente in francese.

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02.Montenegro (RTCG): D mol (Д-мол) – “Heaven” (Небо)  (Adis Eminić – Dejan Božović). Inglese. , ,

Saranno il gruppo musicale di musica pop montenegrino nato nel 2018 D mol (Д-мол, D-moll, D minor – Tamara Vujačić, Mirela Ljumić, Željko Vukčević, Ivana Obradović, Emel Franca, Rizo Feratović / Тамара Вујачић, Мирела Љумић, Ивана Обрадовић, Жељко Вукчевић, Емел Франца и Ризо Фератовић) a rappresentare il Montenegro all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Heaven” (Небо). 

Il gruppo nasce nel 2018, sotto la visione di Danijel Alibabić (Данијела Алибабића), noto per aver rappresentato la Serbia e Montenegro all’Eurovision Song Contest 2005 come parte dei No Name (Но нејм, No nejm), diventando il mentore del gruppo.

Nel 2019 i D mol hanno partecipato al Montevizija, il processo di selezione nazionale per la ricerca del rappresentante montenegrino all’Eurovision. A scegliere il vincitore è stato esclusivamente il pubblico, che attraverso il televoto ha proclamato il gruppo vincitore, dandogli la possibilità di rappresentare il Montenegro all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Heaven”.

“Heaven” di D mol, brano tutto buoni sentimenti, verrà eseguito nella Prima Semi-Finale del concorso, in onda il 14 maggio prossimo da Tel Aviv. Il singolo è stato scritto da Dejan Božović e composto da Adis Eminić.

Il brano ha partecipato a Montevizija 2019, il processo di selezione nazionale per la ricerca del rappresentante montenegrino all’Eurovision. A scegliere il vincitore è stato esclusivamente il pubblico, che attraverso il televoto ha proclamato il gruppo vincitore, dandogli la possibilità di rappresentare il Montenegro all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

Il Montenegro all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 11 Debutto: 2007 Vittorie: nessuna Secondi posti: nessuno Terzi posti: nessuno Miglior risultato: 13. posto (“Adio”, Knez, 2015). Record eurovisivi montenegrini. Miglior successo discografico: “Moj svijet” di Sergej Cetkovic (2014) ha conquistato le chart di tutti i Balcani, insieme all’album. Maggior numero di punti (finale): 44 (“Adio”, Knez, 2015, 13. posto) Finali centrate: 2 su 10, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2010 e 2011 non partecipa. Miglior risultato in semifinale: 7. posto (2014). Curiosità eurovisive montenegrine: In gara come paese autonomo dopo la scissione dalla Serbia, il Montenegro ha curiosamente espresso anche l’ultimo artista in concorso come “Serbia e Montenegro”, i No Name (2005), selezionati poi anche l’anno dopo sempre sotto la bandiera unitaria. Ma il referendum per la scissione che stava sancendo la separazione dei paesi portò al ritiro della partecipazione, anche a seguito di polemiche sulle votazioni. Nelle uniche due volte in cui il Paese si è qualificato per la finale, lo ha fatto con brani in lingua montenegrina. Dopo dieci edizioni nelle quali, tramite scelta interna o concorso nazionale, ha avuto in gara artisti di primissimo piano nella scena nazionale e panslava, per la prima volta il Montenegro schiera un gruppo esordiente.

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03.Finlandia (YLE): Darude feat. Sebastian Rejman (Darude ‘Ville Virtanen’ & Ville Virtanen) – “Look Away” (Katsomme pois) (Sebastian Rejman & Ville Virtanen – Sebastian Rejman & Ville Virtanen). Inglese. , , , ,

Sarà il disc jockey e produttore discografico finlandese di musica trance Darude in collaborazione con il cantante Sebastian Rejman a rappresentare la Finlandia all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Look Away”.

• Ville Virtanen, noto come Darude, nato ad Eura, il 17 luglio 1975 ha cominciato la sua carriera come musicista amatoriale durante le scuole superiori, producendo musica usando il tracker software del suo PC. Dal momento in cui il suo interesse per la produzione musicale crebbe si spostò su tecniche di produzione più serie.

Durante un party con i compagni, Virtanen suonò la canzone Rude Boy, scritta dall’artista Svedese Leila K, quattro volte. Questo gli fece guadagnare il soprannome di “Rude Boy,” che gradualmente mutò in “Da Rude”, il quale a sua volta ispirò il nome “Darude.”

Virtanen continuò a produrre musica durante la scuola tecnica, pubblicando occasionalmente delle demo alle stazioni radio a partire dal 1997, e offrendo la sua musica per il download su MP3.com. Nel 1999, diede una demo del brano Sandstorm al suo produttore, JS16 (Jaakko Salovaara). Virtanen firmò con JS16’s 16 Inch Records label, e Sandstorm fu pubblicata come singolo.

Sandstorm fu una hit di grande successo in Finlandia, giungendo in cima alla classifica dei singoli finlandesi e mantenendo la prima posizione per diciassette settimane consecutive. La voce si sparse rapidamente, e la traccia ebbe un successo globale. Dopo essere diventato il singolo numero 3 nel Regno Unito (diventando la prima incisione di un artista Finlandese a riuscire nell’impresa), Sandstorm vendette alla fine 2 milioni di copie in tutto il mondo, e fu l’incisione 12 pollici che vendette di più nel 2000.

Subito dopo, Darude pubblicò il suo album del debutto, Before the Storm, vendendo 800.000 copie in tutto il mondo, raggiungendo la vetta della classifica degli album finlandesi, e facendogli guadagnare tre Grammy awards finlandesi. Before the Storm venne prodotta da JS16, e presenta due dei suoi remix.

Il secondo singolo di Darude, Feel the Beat, seguì da vicino il successo di Sandstorm, raggiungendo la posizione numero #5 nella classifica dei singoli britannici. Le uscite successive, Out of Control e Out of Control (Back for More) (un remix con la voce di Tammie Marie) non riuscirono però a ripetere il successo dei primi due singoli di Darude.

Darude cominciò un tour di successo nel 2001, facendo uscire Before the Storm: Australian Tour Edition. Il 2002 vide l’uscita di Before the Storm: Special Edition, che presentava una raccolta di remix di Darude.

Nel 2003, Darude ha pubblicato il secondo album, Rush, assieme ai singoli Music e Next to You. Tutti e tre hanno avuto modesto successo, con Rush ha raggiunto la posizione numero 4 nella classifica settimanale finlandese degli album venduti e Next to You è comunemente presentato nei remix di DJ.

Il 29 gennaio 2019 è stato confermato che l’ente televisivo finlandese Yle l’ha selezionato come rappresentante nazionale per l’Eurovision Song Contest 2019, collaborando con il cantante e conduttore televisivo Sebastian Rejman.

Darude è attualmente classificato alla posizione numero #57 nella lista dei DJ del 18 maggio 2008 e alla posizione numero #116 nella classifica DJ Mag Top 100.

Darude ha reso disponibili i suoi singoli Tell Me e My Game dal suo nuovo album Label This! nella sua pagina MySpace ufficiale. Tell Me è stato pubblicato in Finlandia l’11 aprile 2007 e My Game il 19 settembre 2007.

La data di uscita finlandese per Label This! è stata il 24 ottobre 2007.

• Il cantante e conduttore televisivo finlandese Sebastian Rejman nato a Kallio, il 13 gennaio 1978, è il frontman e chitarrista del gruppo pop rock The Giant Leap, che ha co-fondato nel 2005. Ha pubblicato due album su etichetta discografica EMI Music con la band.

Nel 2012 ha condotto la quarta edizione di Talent Suomi, la versione finlandese del format Got Talent. Nel 2014 è stato backstage reporter per The Voice of Finland e presentatore della serie televisiva musicale Jukebox.

Il 29 gennaio 2019 è stato confermato che l’ente televisivo finlandese Yle l’ha selezionato come rappresentante nazionale per l’Eurovision Song Contest 2019. Canterà un brano prodotto da Darude.

“Look Away” di Darude feat. Sebastian Rejmanbrano EDM nella stessa chiave tentata inutilmente dalla Polonia l’anno passato, malgrado la proposta sia una delle più commercializzabili di questa annata, è dura immaginarla ancora in gara per la finale di sabato sera, verrà eseguito nella Prima Semi-Finale del concorso, in onda il 14 maggio prossimo da Tel Aviv. Il singolo è stato pubblicato il 22 febbraio 2019 su etichetta discografica Armada Music.

Scritto dagli stessi interpreti, il 29 gennaio 2019 è stato confermato che Darude insieme a Sebastian Rejman sono stati selezionati internamente dall’ente YLE come rappresentanti finlandesi per l’Eurovision Song Contest Il brano è stato composto per Uuden Musiikin Kilpailu 2019, il processo di selezione finlandese per la manifestazione europea, e ha vinto contro le altre due potenziali proposte, ottenendo il diritto di rappresentare la Finlandia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

 

La Finlandia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 53 Debutto: 1961 Vittorie: 1 (nel 2006 con “Hard Rock Hallelujah” dei Lordi) Secondi posti: nessuno. Terzi posti: nessuno. Record eurovisivi finlandesi. Miglior successo discografico: “Hard rock Hallelujah” (2006) è primo in Finlandia e in top 10 in diversi altri paesi, trascinando l’album al milione di copie. Maggior numero di punti (finale): 292 (“Hard rock Hallelujah”, Lordi, 2006, 1. posto) Finali centrate: 8 su 13, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2007 paese ospitante. Miglior risultato in semifinale: 1. posto (2006). Curiosità eurovisive finlandesi: Molto male la Finlandia nelle ultime otto partecipazioni: dal 2010 ad oggi si è qualificata solamente quattro volte, con l’undicesimo posto dei Softengine del 2014 come miglior risultato di questo periodo e il penultimo posto dell’anno scorso. Terza accoppiata dj producer in tre anni all’Eurovision: nel 2017, per la Norvegia, JOWST ft Alexander Wallmann (decimi); nel 2018, per la Polonia, Groome ft Lukas Meijer (eliminati) Ai Lordi, vincitori nel 2006, è intitolata la piazza di Rovaniemi, loro città natale: l’idea venne al sindaco dopo il loro trionfo. “Aava” degli Edea, in gara nel 1998, detiene il record di canzone il cui testo utilizza il minor numero di lettere dell’alfabeto: appena 7, in una unica frase che è però ripetuta lungo tutta la canzone: per questo motivo non è il testo più corto dell’Eurovision.

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04.Polonia (TVP): Tulia (Joanna Sinkiewicz, Dominika Siepka, Patrycja Nowicka, Tulia Biczak) – “Fire of Love (Pali się)” (Pali się) (Allan Rich, Jude Friedman, Sonia Krasny – Nadia Dalin).  Polacco, Inglese. , ,

Sarà il gruppo musicale folk polacco le Tulia (Joanna Sinkiewicz, Dominika Siepka, Patrycja Nowicka, Tulia Biczak), fondato nel 2017 a Stettino, a rappresentare la Polonia all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Fire of Love (Pali się)”.

Le Tulia si sono fatte conoscere al grande pubblico nel 2017, pubblicando su YouTube una cover folk del brano “Enjoy the Silence” dei Depeche Mode, che ha accumulato tre milioni di visualizzazioni.

Nel 2018 hanno pubblicato il loro album di debutto eponimo su etichetta Universal Music Poland, contenente brani originali e cover rivisitate in chiave folk, che ha raggiunto il 7º posto nella classifica polacca e ha venduto più di 30.000 copie a livello nazionale, ottenendo un disco di platino.

Il 15 febbraio 2019 l’ente radiotelevisivo nazionale polacco TVP ha confermato di aver selezionato internamente il gruppo come rappresentante nazionale per l’Eurovision Song Contest 2019. Il brano con cui rappresenteranno la Polonia all’Eurovision Song Contest, “Fire of Love (Pali się)”, è stato presentato l’8 marzo 2019.

“Fire of Love (Pali się)” (Stanno bruciando),  pezzo folk con un tocco di ispirazione moderna, trainato dal canto all’unisono delle quattro componenti nel gruppo, pubblicato il 23 novembre 2018 e contenuto nel loro album di debutto. Il brano, scritto da Sonia Krasny, Allan Rich e Jud Friedmann, ed è stato composto da Nadia Dalin, è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo nazionale TVP per rappresentare la Polonia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele. Per l’occasione è stata creata una versione bilingue cantata in polacco e in inglese del brano, denominata “Fire of Love (Pali się)”, pubblicata l’8 marzo 2019.

Qui sotto il video ufficiale:

La Polonia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 22 Debutto: 1994 Vittorie: nessuna Secondi posti: 1 (“To nie ja”, Edyta Gorniak, 1994) Terzi posti: nessuno Record eurovisivi polacchi. Miglior successo discografico: “Color of your life” (Michal Szpak, 2016) è triplo disco di platino (60000 copie) e nettamente la canzone più suonata dalle radio polacche nel 2016. Maggior numero di punti (finale): 229 (“Color of your life”, Michal Szpak, 2016, 8. posto) Finali centrate: 7 su 11, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2004 direttamente in finale per il regolamento dell’epoca, nel 2010 e 2011 non partecipa. Miglior risultato in semifinale: 6. posto (“Color of your life”, Michal Szpak, 2016). Curiosità eurovisive polacche “My slowanie”, di Donatan & Cleo (2014) ha superato i 60 milioni di visite su YouTube grazie ad un video che non lascia spazio all’immaginazione. Anche un big della musica dance degli anni ’90 è salito sul palco eurovisivo sotto bandiera polacca: Olaf “O-Jay” Jeglitza, leader del gruppo eurodance tedesco Real McCoy. Ha accompagnato nel 2006 gli Ich Troje. Oltre ad aver cantato in inglese e polacco, per due volte la Polonia si è esibita anche in spagnolo, russo e tedesco. Monika Kuszynska, nel 2015, è stata la prima cantante su sedia a rotelle a prendere parte alla manifestazione. Anche la Polonia prosegue nella tradizione di portare in concorso artisti di buonissima fama in patria a caccia di una consacrazione internazionale.

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05.Slovenia (RTVSLO): Zala Kralj & Gašper Šantl – “Sebi” (Oneself, A se stessi / A te stesso-a) (Zala Kralj & Gašper Šantl – Zala Kralj & Gašper Šantl). Sloveno. , ,

Sarà il duo musicale indie pop sloveno fondato nel 2018 a Maribor, Zala Kralj & Gašper Šantl, a rappresentare la Slovenia all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Sebi” (Oneself, A se stessi / A te stesso-a).

Il duo nasce nel 2018, quando la cantante Zala Kralj ha iniziato ad esibirsi con brani scritti e prodotti da Gašper Šantl. Il successo nazionale nel gruppo arriva nel 2019, quando viene pubblicato il primo extended play ‘Štiri’, nel quale sono presenti i singoli “Valovi”, “Baloni” e “S toboi”.

Nel 2019 si sono presentati ad EMA, la selezione slovena per l’Eurovision Song Contest, con il brano “Sebi”. Nella finale del 16 febbraio hanno superato la prima fase, risultando fra i due più votati da giurie e pubblico, e sono stati proclamati vincitori nella superfinale a due con il 72,89% dei voti dal pubblico, garantendosi così il diritto di rappresentare la Slovenia all’Eurovision Song Contest 2019, a Tel Aviv.

“Sebi”, brano chill pop in lingua, ai limiti del sussurrato e a primo ascolto decisamente non “da concorso”, ma è una delle proposte più originali e valide musicalmente in gara, è stato  pubblicato il 16 febbraio 2019 come quarto estratto dall’EP ‘Štiri’.

Scritto e composto dal duo, il brano è stato selezionato per partecipare ad EMA 2019, il processo selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest, il 16 febbraio 2019. Nella serata, il brano ha superato la prima fase, risultando fra i due più votati da giurie e pubblico, ed è stato proclamato nella superfinale a due con il 72,89% dei voti dal pubblico, garantendosi così il diritto di rappresentare la Slovenia all’Eurovision Song Contest 2019, a Tel Aviv, in Israele. La versione eurovisiva del brano, realizzata per fare in modo che la lunghezza non superasse i tre minuti come da regolamento del contest, è stata pubblicata il 15 marzo successivo.

Qui sotto il video ufficiale:

La Slovenia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 26 Debutto: 1993 Vittorie: nessuna Secondi posti: nessuno Terzi posti: nessuno Miglior risultato: 7. posto (1995, 2001) Record eurovisivi sloveni. Miglior successo discografico: “Here for you” dei Maraaya (2015) è stata in vetta in patria ed è entrata nelle charts di mezza Europa Maggior numero di punti (finale): 96 (“No one”, Maja Keuc, 2011, 13. posto) Finali centrate: 6 su 15, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Miglior risultato in semifinale: 1. posto (1993). Curiosità eurovisive slovene: Zala Kralj & Gasper Santl si sono conosciuti su Instagram: lei ha caricato alcune cover e lui ne ha apprezzato l’interpretazione. Così sono entrati in contatto e, oltre al sodalizio artistico, è sbocciato anche l’amore. Sul loro profilo ci sono molte foto in atteggiamenti tenerissimi. Per molto tempo, in Italia, l’Eurovision Song Contest, anche negli anni di assenza della RAI è stato visibile, oltre che sulla svizzera RSI, anche su Koper Capodistria, sino a quando la tv lo ha trasmesso. Le Sestre, in gara nel 2002, sono state le prime drag queen in concorso all’Eurovision Song Contest: chiusero tredicesime.

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06.Repubblica Ceca (ČT): Lake Malawi (Albert Černý, Jeroným Šubrt, Pavel Palát ed Antonín Hrabal) – “Friend of a Friend” (Přítel přítele) (Jan Steinsdoerfer, Maciej Mikolaj Trybulec, Albert Černý – Jan Steinsdoerfer, Maciej Mikolaj Trybulec, Albert Černý). Inglese. , , ,

Sarà il gruppo musicale indie pop ceco fondato nel 2013 a Třinec, a rappresentare la Repubblica Ceca all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Friend of a Friend”.

I membri attuali sono Albert Černý (2013) voce, chitarra, tastiere); Jeroným Šubrt (2013) basso, tastiere; ed Antonín Hrabal (2016) voce e tastiera.

I Lake Malawi sono stati fondati a settembre 2013 dal frontman Albert Černý in seguito allo scioglimento della sua precedente band Charlie Straight. Il nome del complesso si ispira alla canzone Calgary di Bon Iver, contenuta nel suo album eponimo del 2013. Il loro singolo di debutto Always June è uscito l’anno successivo; il gruppo ha presto iniziato ad esibirsi a festival musicali in Repubblica Ceca (Colours of Ostrava e Rock for People) e nel Regno Unito (The Great Escape Festival a Londra). Sono stati gli artisti di supporto per i Kooks, Mika e i Thirty Seconds to Mars per i loro concerti a Praga.

Nel 2016 Pavel Palát, ex membro dei Charlie Straight, ha lasciato la band ed è stato rimpiazzato da Antonín Hrabal. Nel 2017 è uscito l’album di debutto dei Lake Malawi, Surrounded by Light, che ha raggiunto l’81º posto nella classifica settimanale degli album più venduti in Repubblica Ceca. Il chitarrista principale Patrick Karpentski ha lasciato il gruppo a fine anno.

Nel 2019 hanno partecipato a Eurovision Song CZ, il programma di selezione per la ricerca del rappresentante ceco all’Eurovision Song Contest 2019. Con il loro pezzo “Friend of a Friend” hanno vinto il voto della giuria internazionale e sono arrivati secondi nel voto del pubblico, risultando i preferiti su otto partecipanti e garantendosi la possibilità di rappresentare il loro paese all’Eurovision, in Israele.

“Friend of a Friend”, brano immediato e in linea con i trend musicali del momento ma forse un pò troppo inoffensivo e dimenticabile, è stato pubblicato il 7 gennaio 2019 su etichetta discografica Holidays Forever. Il brano è stato scritto e composto da Jan Steinsdoerfer, Maciej Mikolaj Trybulec e Albert Černý.

Con questo brano i Lake Malawi hanno partecipato a Eurovision Song CZ, il programma di selezione per la ricerca del rappresentante ceco all’Eurovision Song Contest 2019. Durante la trasmissione del programma il 28 gennaio 2019 è stato annunciato che hanno vinto il voto della giuria internazionale e sono arrivati secondi in quello del pubblico, risultando i preferiti su otto partecipanti e garantendosi la possibilità di rappresentare il loro paese all’Eurovision in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

La Repubblica Ceca all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 8 Debutto: 2007 Vittorie: nessuna Secondi posti: nessuno. Terzi posti: nessuno Miglior risultato: 25. Posto (Gabriela Guncikova, 2016). Record eurovisivi cechi. Miglior successo discografico: “Lie to me”, Mikolas Josef (2018, secondo in patria e in classifica in 10 paesi) Maggior numero di punti (finale): 281 (“Lie to me”, Mikolas Josef, 2018, 6. posto) Finali centrate: 2 su 6, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Miglior risultato in semifinale: 3. posto (2018). Curiosità eurovisive ceche: Il paese è stato il primo a portare la lingua rom in concorso alla rassegna: è successo nel 2009 con “Aven Romale” dei Gipsy.cz, che conteneva, appunto, anche dei versi nella lingua nomade. La lingua ceca invece manca in concorso dal 2007, anno del debutto della Repubblica Ceca: l’avevano portata i Kabat con il brano “Mala dama”, che chiuse in fondo alla sua semifinale. Due ultimi posti in semifinale nelle prime tre partecipazioni: è record negativo per l’Eurovision. In una di queste ha addirittura fatto zero punti.

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07.Ungheria (MTV): Joci Pápai (József “Joci Pápai) – “Az én apám” (My father, Mio padre) (Ferenc Molnár – Joci Pápai, Ferenc Molnár). Ungherese. , ,

Sarà il cantante ungherese di etnia Rom, a rappresentare l’Ungheria all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Az én apám” (My father, Mio padre). 

Ha raggiunto la fama nel 2005 con la partecipazione alla seconda stagione del talent show Megasztár. Joci ha rappresentato l’Ungheria all’Eurovision Song Contest 2017 con la canzone “Origo”  (Origin), classificandosi ottavo. Rappresenterà nuovamente il suo paese all’Eurovision Song Contest 2019 con “Az én apám”.

Joci ha fatto il suo debutto nel mondo dello spettacolo ungherese con la partecipazione alla seconda stagione di Megasztár (Voice of the Year), un talent show canoro, nel 2005. Dopo essere stato eliminato durante le selezioni, ha firmato un contratto con l’etichetta Magneoton Records e ha pubblicato, nello stesso anno, il suo album di debutto, intitolato Vigaszdij.

L’8 dicembre 2016 Joci Pápai è stato confermato come uno dei trenta partecipanti ad A Dal 2017, il processo di selezione ungherese per l’Eurovision Song Contest. Dopo aver passato i quarti di finale e la semifinale grazie ai punti ottenuti dalla giuria e dal pubblico, nella finale del 18 febbraio 2017 ha ricevuto abbastanza punti dalle giurie per passare al round finale, che lo ha visto vincere il televoto. Joci ha rappresentato l’Ungheria all’Eurovision Song Contest 2017 a Kiev, in Ucraina, con la sua canzone “Origo”, che combina elementi di musica etnica e hip hop,

Il 9 maggio partecipa alla prima semifinale e, con 231 punti, si classifica secondo, riuscendo a qualificarsi per la finale. Il 13 Maggio partecipa alla serata finale e, collezionando 200 punti, chiude all’ottavo posto. Questo risultato proietta l’Ungheria nella top-10 dell’Eurovision, a 3 anni di distanza dall’ultima volta.

Nel 2019 prende parte nuovamente ad A Dal con la canzone “Az én apám”, riuscendo a vincere anche in questa occasione. Joci diventa così il primo cantante a rappresentare l’Ungheria all’Eurovision Song Contest per due volte. Il 14 maggio 2019 parteciperà alla prima semifinale della competizione canora, gareggiando assieme ad altre 16 nazioni.

“Az én apám”, canzone in ungherese dedicata dal cantautore al padre descrivendo le sue memorie di bambino, è un brano nella stessa vena etnico/melanconica di “Origo” – brano che portò agli agli ungheresi a un’insperata top10 (fu ottavo assoluto) solo due anni fa ma meno forte e meno coinvolgente dal punto di vista emotivo del suo predecessore., è stato pubblicato il 23 dicembre 2018 su etichetta discografica Origo Produkció. Scritto da Pápai stesso in collaborazione con Ferenc Molnár Caramel, il brano è stato selezionato ad A Dal 2019, processo selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest. Nella serata finale del programma è stato proclamato vincitore nella super finalissima, avendo ottenuti il maggior numero di voti dal televoto. Questo gli ha concesso il diritto di rappresentare l’Ungheria all’Eurovision Song Contest 2019, a Tel Aviv, in Israele.

Si tratta della seconda partecipazione dell’artista all’Eurovision Song Contest, diventano il primo cantante a rappresentare l’Ungheria per due volte, dopo che nel 2017 si è classificato 8° alla manifestazione con il brano “Origo.

Qui sotto il video ufficiale:

L’Ungheria all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 17 Debutto: 1994 Vittorie: nessuna Secondi posti: nessuno Terzi posti: nessuno Miglior risultato: 4. Posto (1994). Record eurovisivi ungheresi. Miglior successo discografico: “Kedvesem” di ByeAlex (2013) è prima in Ungheria, decima in Svezia e in classifica in altri 13 paesi europei. Maggior numero di punti (finale): 200 (“Origo”, Joci Papai, 2017, 8. posto) Finali centrate: 9 su 11, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2004, 2006 e 2010 non partecipante. Miglior risultato in semifinale: 2. posto (2007, 2017).  Curiosità eurovisive ungheresi: Dopo le prime quattro partecipazioni, si è presa sei anni di pausa, prima di tornare stabilmente dal 2005, saltando comunque le edizioni 2006 e 2010. Dal 2011, anno del rientro, ha sempre centrato la qualificazione in finale. Benché con risultati alterni in finale, l’Ungheria è da parecchi anni presenza fissa: otto qualificazioni, tutte consecutive, nelle ultime dieci apparizioni. “Kedvesem” di ByeAlex (2013) è sin qui il primo e unico remix in concorso nella storia eurovisiva: il brano è arrivato in gara, infatti, nella versione che prevedeva l’intervento del dj Zoohacker. Per l’undicesima volta l’Ungheria porta in gara un brano completamente in magiaro: altre due volte lo ha proposto mescolato all’inglese.

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08.Bielorussia (BTRC): ZENA (Zina Kupriyanovich / Zinaida Alexandrovna KupriyanovichЗінаіда Аляксандраўна Купрыяновіч) – “Like It” (Спадабацца) (Yuliya Kireyeva – Yuliya Kireyeva, Victor Drobysh). Inglese. , , ,

Sarà la cantante bielorussa ZENA, a rappresentare la Bielorussia all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Like It”.

Zena si è fatta conoscere al grande pubblico partecipando al festival New Wave (Детская Новая Волна / Дзіцячай Новай Волны, New Wave Junior) a Jūrmala, in Lettonia nel 2013, e allo Slavianski Bazaar (The International Festival of Arts “Slavic Bazaar in Vitebsk”, Міжнародны фестываль мастацтваў «Славянскі базар у Віцебску») a Vicebsk nel 2014.

Nel 2015 ha preso parte allo Junior Eurofest (Дзіцячае Еўрабачанне-2015), processo di selezione nazionale per lo Junior Eurovision Song Contest 2015, dove ha presentato il brano “Mir”, classificandosi quarta. L’anno successivo ha riprovato (Дзіцячае Еўрабачанне-2016) a rappresentare nuovamente il paese con il brano “Kosmos”, questa volta conquistando un terzo posto sul podio.

Nel 2017 ha prestato la sua voce a Vaiana, protagonista del film Disney Oceania, nella sua versione in lingua russa, ruolo che ricoprirà anche nel film Ralph spacca Internet.

Nel 2018 ha condotto lo Junior Eurovision Song Contest 2018 a Minsk insieme al giornalista Evgenij Perlin ed Helena Meraai, la rappresentante bielorussa dell’anno precedente. Insieme a Helena Merrai e Daniel Jastremskij ha scritto il brano “Light Up”, che è stato utilizzato come inno ufficiale della manifestazione.

Nel 2019 Zena ha preso parte ad Eurofest, il format per la ricerca del rappresentante eurovisivo bielorusso, con il brano “Like It”. Nella serata finale del 7 marzo è stata proclamata vincitrice del programma, avendo ottenuto il massimo dei punteggi da parte della giuria. Questo le ha concesso il diritto di rappresentare la Bielorussia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

“Like It”, un brano pop non particolarmente originale, ma che si lascia ascoltare e soprattutto avrebbe fatto una gran bella figura all’Eurovision Song Contest sul finire della decade scorsa, è stato pubblicato pubblicato il 26 marzo 2019. Il brano è stato scritto e composto da Julija Kireeva e Viktor Drobyš.

Zena ha presentato il brano all’Eurofest 2019, il processo di selezione bielorusso per l’Eurovision Song Contest. Nella serata finale del 7 marzo è stata proclamata vincitrice del programma, avendo ottenuto il massimo dei punteggi da parte della giuria. Questo le ha concesso il diritto di rappresentare la Bielorussia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

 

La Bielorussia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 16. Debutto: 2004. Vittorie: nessuna. Secondi posti: nessuno. Terzi posti: nessuno. Miglior risultato: 6. posto (Koldun, “Work your magic”, 2007). Record eurovisivi bielorussi. Miglior successo discografico: “Work your magic” di Koldun 2007) fu terzo in Spagna. Maggior numero di punti (finale): 145 (Koldun, 6. Posto, 2007). Finali centrate: 5 su 15, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2005 direttamente in finale per via del regolamento allora in vigore. Miglior risultato in semifinale: 4. posto (Koldun, 2007).  Curiosità eurovisive bielorusse: ZENA ha già un trascorso importante eurovisivo, ma come presentatrice: nello scorso novembre era infatti nel trio di presentatori dello Junior Eurovision Song Contest 2018, ospitato proprio a Minsk. ZENA affianca alla carriera musicale anche quella da doppiatrice: sua la versione russa della protagonista del film Disney Moana e dell’altro cartone animato Ralph Spacca Internet. Nel 2012 si è esibito per la Bielorussia anche un italiano: si tratta di Jacopo Massa, cantante di Vercelli che allora faceva parte del trio dei Litesound, che vinse non senza polemiche la selezione nazionale. Maimuna è stata nel 2015 la prima storica artista di pelle scura a rappresentare la Bielorussia: la violinista di padre maliano si esibì in coppia con il cantautore Uzari. Sebbene la Bielorussia non abbia mai vinto l’Eurovision Song Contest, un cantante di origine bielorussa ha trionfato nel 2009: si tratta di Alexander Rybak, nato a Minsk ma trasferito in Norvegia dall’età di 10 anni.

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09.Serbia (RTS): Nevena Božović (Невена Божовић) – “Kruna” (Круна, Crown, Corona) (Nevena Božović – Nevena Božović, Darko Dimitrov). Serbio. , , .

Sarà la una cantante serba Nevena Božović (Невена Божовић) a rappresentare la Serbia all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Kruna”.

Nevena Božović (Невена Божовић) ha rappresentato la Serbia allo Junior Eurovision Song Contest 2007 con il brano “Piši mi” (Пиши ми, Write me), classificandosi terza con 120 punti, e poi, come parte dei Moje 3 (My 3 – Mirna Radulović, Nevena Božović e Sara Jovanović / Мирна Радуловић, Невена Божовић e Сара Јовановић), ha rappresentato nuovamente la Serbia all’Eurovision Song Contest 2013 con il brano “Ljubav je svuda” (Љубав је свуда; Love Is Everywhere), non riuscendo tuttavia a qualificarsi per la serata finale. Rappresenterà la Serbia per una terza volta all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Kruna”.

Nel 2007, Nevena ha partecipato all’Izbor za dečju pesmu Evrovizije (Избор за дечију песму Евровизије), l’allora processo di selezione nazionale per lo Junior Eurovision Song Contest con il brano “Piši mi” (Пиши ми, Write me). Nella serata finale del programma viene proclamata vincitrice, ottenedo il diritto di rappresentare la Serbia allo Junior Eurovision Song Contest 2007 a Rotterdam. Alla manifestazione si classifica al terzo posto, ad oggi uno dei migliori risultati della Serbia.

Nel 2009, dopo un anno di pausa dal panorama musicale, prende parte al festival musicale Sunčane Skale (Сунчане скале) dove si è esibita con il brano “Ti” (Ти, You).

Nel 2012, ha preso parte alla seconda edizione di Prvi glas Srbije (Први глас Србије, The First Voice of Serbia), versione serba del programma The Voice. Dopo aver superato le Battle Round, Nevena accede ai Live, fino ad arrivare alla finale, dove alla fine si piazza al secondo posto dietro alla vincitrice Mirna Radulović.

Nel 2013, insieme a Mirna Radulović e Sara Jovanović, rispettivamente vincitrice e terza classificata della seconda edizione di The Voice, fondano il gruppo musicale Moje 3. Il gruppo prende parte al Beosong 2013 (Беосонг 2013), l’allora processo di selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest con il brano “Ljubav je svuda” (Љубав је свуда; Love Is Everywhere). Nella serata finale del programma vengono proclamate vincitrici, ottenendo il diritto di rappresentare la Serbia all’Eurovision Song Contest 2013 a Malmö.

Il gruppo si è esibito nella prima semifinale della manifestazione, mancando la qualificazione alla finale, classificandosi undicesime con 46 punti, diventando le seconde artiste serbe a non superare le semifinali dopo Marko Kon e Milaan (Марко Кон и Милан). Nel luglio dello stesso anno pubblica il singolo “Погледај ме” (Pogledaj me, Look at me).

Nel 2015, in occasione dell’Eurovision Song Contest 2015 a Vienna, è stata selezionata come giurata per la giuria nazionale della Serbia.

Nel 2019 ha partecipato a Beovizija, il processo di selezione serbo per la ricerca del rappresentante nazionale eurovisivo, presentando il suo nuovo inedito “Kruna”. Dopo aver superato la semifinale, nella serata finale del 3 marzo ha ottenuto il massimo dei punti dalla giuria ed è risultata la terza più televotata dal pubblico, ottenendo abbastanza punti per vincere il programma e diventare di diritto la rappresentante serba all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv.

“Kruna” (Круна, Corona) è stato pubblicato il 20 marzo 2019. Il brano è stato scritto e composto a due mani dalla stessa interprete kosovara, inizialmente passata inosservata ma tornata in auge nei primi giorni di prove grazie a doti vocali ed interpretative non indifferenti.

Il brano è stato selezionato per Beovizija 2019, processo di selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest. Nella serata finale del programma l’artista è stata proclamata vincitrice, avendo ottenuto il massimo dei punteggi da parte della giuria e ottenendo il terzo posto dal televoto. Questo gli ha concesso il diritto di rappresentare la Serbia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

La Serbia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 12 Debutto: 2007 Vittorie: 1 (nel 2007 con “Molitva” di Marija Šerifović) Secondi posti: nessuno Terzi posti: 1 (2012). Record eurovisivi serbi. Miglior successo discografico: “Beauty never lies”, Bojana Stamenov (10, posto, 2015). Maggior numero di punti (finale): 268 (“Molitva”, Marija Šerifović, 2007, 1. posto) Finali centrate: 7 su 8,  dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2008 paese ospitante, nel 2014 non partecipa. Curiosità made in Serbia: Miglior risultato in semifinale: 1. posto (2007). La Serbia è il solo paese, esclusa la Svizzera nella prima edizione, ad aver vinto alla prima partecipazione, nel 2007 con Marija Šerifović e il brano “Molitva”. Nel 2010 si scomodò per scrivere la canzone nientemeno che Goran Bregović: “Ovo je Balkan” fu cantata all’Eurovision da Milan Stanković, poi l’autore ne ha fatto un proprio successo nella versione spagnola “Balkañeros”. In netto calo di risultati, la Serbia l’anno scorso è tornata in finale, ma manca un risultato importante dal podio di Zeljko Joksimovic nel 2012. Bojana Stamenov ha chiuso al decimo posto nel 2015.

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10.Belgio (RTBF): Eliot (Eliot Vassamillet) – “Wake Up” (Wakker worden, Réveille-toi) (Pierre Dumoulin, Eliot Vassamillet – Pierre Dumoulin, Eliot Vassamillet). ,

Sarà il cantante belga Eliot (Eliot Vassamillet) a rappresentare il Belgio all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Wake Up”.

Eliot Vassamillet, conosciuto anche semplicemente come Eliot, ha 18 anni e viene da Mons, capoluogo dell’Hainaut. Nel 2018 Eliot ha fatto il suo debutto nel mondo dello spettacolo partecipando al talent show The Voice Belgique. È stato eliminato nella fase delle serate dal vivo. La sua selezione all’Eurovision risale allo scorso gennaio, quando l’azienda pubblica RBTF (Radio-Télévision Belge de la Communauté Française) lo indica come rappresentante della nazione.

Il 14 gennaio 2019 è stato confermato che l’ente radiotelevisivo della Vallonia RTBF l’ha selezionato come rappresentante belga per l’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv. 

“Wake Up”, un brano dalle sonorità contemporanee ma vagamente alternative e una performance al limite del minimalista, è il singolo di debutto del cantante, pubblicato il 28 febbraio 2019 su etichetta discografica Sony Music Entertainment Belgium. Il brano è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo della regione belga della Vallonia, RTBF, per rappresentare il paese all’Eurovision Song Contest 2019. È stato scritto e composto da Pierre Dumoulin, già autore di “City Lights”, il brano di Blanche che nell’edizione del 2017 ha regalato al Belgio un 4º posto.

Intervistato da Infe Cyprus, il giovane artista ha rivelato il significato del pezzo: «“Wake Up” suona come una chiamata ai giovani. È un invito a svegliarsi e combattere insieme per il futuro del pianeta. Questo risveglio deve essere collettivo, ma deve esserci uno slancio, un innesco. Noi, la nuova genarazione, abbiamo tutta l’energia per assicurarci che questo cambi. Questo è il messaggio positivo che voglio diffondere attraverso questa canzone.»

Qui sotto il video ufficiale:

ll Belgio all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 60 Debutto: 1956. Vittorie: 1 (nel 1986 con “J’aime la vie” di Sandra Kim). Secondi posti: 2. Terzi posti: nessuno. Record eurovisivi belgi. Miglior successo discografico: “J’aime la vie” (1986) di Sandra Kim ha venduto 1,4 milioni di copie nel mondo vincendo 5 dischi di platino. Maggior numero di punti (finale): 363 (Blanche, 4. Posto, 2017), Finali centrate: 5 su 12, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2005 direttamente in finale per via del regolamento allora in vigore. Miglior risultato in semifinale: 1. posto (Tom Dice, 2010) Altri successi eurovisivi: “City lights” di Blanche (2017) ha fatto vincere alla cantante l’EBBA Award (vedi articolo a parte nella prima sezione). Curiosità eurovisive belghe: In Belgio la partecipazione eurovisiva è gestita alternativamente dalla tv di lingua fiamminga e da quella vallone. Quest’anno tocca alla tv di lingua vallone. Non fa parte invece dell’EBU-UER la BR Belgische Rundfunk, la terza tv nazionale, quella germanofona. Fud Leclerc è l’unico solista maschio ad aver partecipato all’Eurovision quattro volte, tutte per lo stesso paese: vi prese parte nel 1956, 1958, 1960 e 1962. Poi si guadagnò una buona popolarità nel nord Europa. Due artisti belgi che hanno preso parte all’Eurovision Song Contest hanno gareggiato anche al Festival di Sanremo: Plastic Bertrand fu all’Ariston nel 1982 con “Ping Pong” e partecipò all’Eurovision nel 1987, in quota Lussemburgo. Lara Fabian, quarta pure lei con il Granducato nel 1988, è stata in concorso nel 2015, senza arrivare in finale. Nel 2003 il Belgio ha portato in concorso la prima canzone eseguita in una lingua completamente inventata: si trattava di “Sanomi” del gruppo vocale degli Urban Trad. Il brano sfiorò la vittoria chiudendo secondo. Diversi artisti di origine italiana hanno rappresentato il Belgio. In ordine cronologico: Sandra Kim (1986), Nathalie Sorce (2001), Roberto Bellarosa (2013), Laura Tesoro (2016). Ben sei artisti che hanno rappresentato il Belgio nelle ultime sette edizioni – compresa questa – provengono da The Voice: Roberto Bellarosa, Loic Nottet, Axel Hirsoux, Laura Tesoro e Blanche, oltre ad Eliot.

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11.Georgia (GPB): Oto Nemsadze (ოთო ნემსაძე) – “Keep on Going” (სულ წინ იარე / Sul tsin iare) (Diana Giorgadze – Roma Giorgadze). ,

Sarà il cantante georgiano Otar Nemsadze, conosciuto come Oto Nemsadze (ოთო ნემსაძე) a rappresentare la Georgia all’Eurovision Song Contesto 2019 col brano Keep on Going” (სულ წინ იარე / Sul tsin iare / Procedi).

Nel 2010 ha vinto la terza edizione del talent show Geostar, la versione georgiana del format Idol. Nel 2013 ha partecipato a The Voice of Ukraine, dove è stato finalista. Il suo album di debutto A Sea of Thoughts è stato pubblicato il 18 settembre 2013 su etichetta discografica Bravo Records. Nel 2017 ha preso parte al processo di selezione georgiano per l’Eurovision insieme al gruppo Limbo con il brano Dear God, arrivando 10º su 25 partecipanti.

Nel 2019 è stato concorrente di Georgian Idol. Il talent show è stato utilizzato come programma di selezione per la ricerca del rappresentante eurovisivo nazionale. Ha vinto la serata finale del 3 marzo, dove ha cantato l’inedito “Sul tsin iare” (სულ წინ იარე) ottenendo il 44% dei voti su quattro concorrenti, e di conseguenza rappresenterà il suo paese all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

“Sul tsin iare” (სულ წინ იარე), un rock anthem totalmente in lingua, è stato pubblicato il 29 marzo 2019 su etichetta discografica Universal Music Denmark. Il brano è scritto e composto da Roman Giorgadze. È stato presentato durante la finale del talent show Georgian Idol, che Oto ha vinto con il 44% dei televoti. Fungendo Georgian Idol da processo di selezione nazionale per l’Eurovision, il brano rappresenterà la Georgia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

 

La Georgia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 12 Debutto: 2007 Vittorie: nessuna Secondi posti: nessuno Terzi posti: nessuno Miglior risultato: 9. posto (2010, 2011). Record eurovisivi georgiani. Miglior successo discografico: “Visionary dream” di Sopho Khalvashi (2007) è stato il primo brano georgiano ad entrare nella classifica britannica. Maggior numero di punti (finale): 136 (“Shine”, Sopho Nizharadze, 2010) Finali centrate: 7 su 11, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2009 non partecipante. Curiosità eurovisive georgiane: Miglior risultato in semifinale: 3. posto (2010). Oto Nemsadze dovrà tenere alto il nome degli uomini georgiani: l’unico altro solista uomo georgiano, Anri Jokhadze non ha centrato la finale e, tra i gruppi, i soli Nika Kocharov & Young Georgian Lolitaz si sono qualificati. Per quattro volte la Georgia ha presentato in concorso un’artista di nome Sopho, l’equivalente di Sofia: nel 2007 (Sopho Khalvashi), 2010 (Sopho Nizharadze), 2011 (Sopho Toroshelidze, la cantante degli Eldrine), 2013 (Sopho Gelovani). Quattro band in 12 partecipazioni per la Georgia: Eldrine (2011), The Shin and Mariko (2014), Nika Kocharov & Young Georgian Lolitaz (2015), Iriao (2018).

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12.Australia (SBS): Kate Miller-Heidke – “Zero Gravity” (Kate Miller-Heidke, Keir Nuttall – Kate Miller-Heidke, Keir Nuttall). Inglese. , , ,

Sarà la cantautrice e attrice australiana Kate Miller-Heidke a rappresentare l’Australia all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Zero Gravity”.

Miller-Heidke si è laureata alla St Aidan’s Anglican Girls’ School nel 1998, ma in precedenza ha anche frequentato il Brigidine College a Indooroopilly. Ha poi proseguito l’università, completando un Bachelor of Music in Classical Voice dal Queensland Conservatorium of Music presso la Griffith University con borsa di studio completa, seguito da un Master in musica alla Queensland University of Technology.

Miller-Heidke ha suonato in diverse band di Brisbane prima di esibirsi come solista nel 2002. È stata la voce principale e compositrice della band australiana Elsewere, con i quali ha pubblicato il loro primo EP omonimo nel 2003.

Dal 2002 al 2005, ha preso parte all’annuale cerimonia del Women in Voice, dove ha condiviso il palco con Pearly Black, Margret RoadKnight, Jenny Morris e la voce delle Divinyls, Chrissy Amphlett. La popolarita della Miller-Heidke nella cerimonia gli ha conferito nel 2005 il Helpmann Award per la miglior performance in un concerto contemporaneo in Australia..

Nel giugno del 2004 pubblica Telegram, il EP come artista solista, contenente brani scritti da lei in collaborazione con il musicista Keir Nuttall. Nel 2005 ha pubblicato un secondo EP Comikaze, tuttavia sono state prodotte solo 500 copie. Secondo un’intervista del 2007, Miller-Heidke riteneva che il materiale comico del EP fosse stato un errore e ha interrotto la produzione.

Nel 2006, Miller-Heidke è stato invitata da Deborah Conway a prendere parte al Broad Festival Project, con Melinda Schneider, Mia Dyson and Ella Hooper, dove hanno eseguito i relativi brani.

Miller-Heidke avrebbe continuato a cantare Gilbert and Sullivan con Opera Australia; invece, ha cambiato direzione artistica, spostandosi dal canto classico per concentrarsi sulla musica popolare e sul quando Space They Can not Touch, brano estratto dall’EP Telegram, è diventato un successo nella rete radiofonica giovanile australiana Triple J e nel settembre 2005 è stato nominato “Pick of the Week” da Richard Kingsmill Grazie al supporto radiofonico, il successo nazionale per Miller-Heidke è notelvolmente incrementato: non solo ha conquistato migliaia di fan, ha anche firmato un contratto discografico, ha ottenuto il suo primo manager, Leanne de Souza, e il suo primo agente, Dorry Kartabani, della all’Agenzia del porto. Miller-Heidke ha poi iniziato a girare il paese in tour con la sua band.

Dopo aver firmato un contratto con Sony Australia, Miller-Heidke ha pubblicato il suo terzo EP Circular Breathing nel 2006, seguito dal su primo album in studio Little Evepubblicato nel 2007, ottenendo un disco d’oro.

Nel 2008, viene pubblicato il secondo album Curiouser. Il primo singolo estratto dell’album, Can’t Shake It ha debuttato nelle classifiche australiane alla posizione numero 38. Curiouser was her first top 10 album, debuting at number 8 and peaking at number 2 on the ARIA Top 50 Albums chart.

Nell’aprile del 2009, Miller-Heidke ha ottenuto il plauso della critica per la sua interpretazione di Baby Jane in Jerry Springer: The Opera alla Sydney Opera House. Quando Tom Morris l’ha vista in quel ruolo, le ha chiesto di fare un provino per la sua produzione dell’ opera teatrale The Death of Klinghoffer di John Adams per English National Opera al London Coliseum; dopo due mesi di prove, Miller-Heidke ha cantato il ruolo della Ballerina Inglese, esibendosi nel suddetto ruolo anche nel Metropolitan Opera a New York.

Il secondo singolo estratto dell’album, “The Last Day on Earth” ha raggiunto la posizione numero 3 nelle classifica australiana, questo successo ha garantito il ritorno di Curiouser nelle classifiche album nel giro di tre settimane, ottenendo il disco di platino sia per il singolo che per l’album stesso.

Nel 2011, Miller-Heidke pubblica un album in collaborazione con la sua band Fatty Gets a Stylist, insieme a Keir Nuttal. Il primo estratto dell’album, Are You Ready? è stato utilizzato come accompagnamento per la New York Lottery nelle televisioni statunitensi e in programmi televisivi australiani.

L’album omonimo, rilasciato come Liberty Bell nel mercato internazionale, è stato pubblicato ufficialmente a giugno dove ha la posizione numero novante nelle classifiche australiane.

L’anno successivo, pubblica il suo terzo album da solista Nightflight, con i primi singoli estratti, “Ride This Feeling” e “I’ll Change Your Mind”, ha debuttato nelle classifiche nazionali rispettivamente alla prima e seconda posizione.

Nel 2013, il singolo Ride this Feeling è stato selezionato come brano d’accompagnamento per la campagna pubblicitaria “Visit Brisbane” per Brisbane Marketing come parte del Consiglio di sviluppo economico del Consiglio comunale di Brisbane.

Nel settembre 2013, Miller-Heidke ha annuciato di aver sciolto il contratto con la Sony Australia, che ha descritto come un “colosso aziendale”. Ha anche rivelato che sta attualmente lavorando al suo quarto album in studio O Vertigo! indipendentemente, e allestire uno shop su PledgeMusic, impegnando i soldi da utilizzare per l’album e per le donazioni per la protezione della Grande Barriera Corallina. La sua richiesta ha battuto un record su Pledge: in tre giorni ha raggiunto il target prefissato per il suo album e ha continuato a ricevere altre offerte dai propri fan.

Nel 2014, Lyndon Terracini ha annunciato che la compagnia Opera Australia ha commissionato a Miller-Heidke di scrivere e sceneggiare un adattamento teatrale del libro per bambini The Rabbits dello scrittore John Marsden, che sarebbe stato presentato nel 2015. The Rabbits è stato presentato per la prima volta al Perth Festival nel febbraio 2015, acclamato dalla critica. Miller-Heidke ha co-scritto la musica e i testi per il musical Muriel’s Wedding, che ha dubuttato alla Sydney Theatre Company nel novembre 2017.

Nel 2017, Miller-Heidke pubblica l’album live Kate Miller-Heidke and the Sydney Symphony Orchestra.

Nel gennaio 2019, Miller-Heidke ha preso parte all’Eurovision – Australia Decides 2019, il processo di selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest con il brano “Zero Gravity”. Nella serata finale del programma, viene proclamata vincitrice avendo vinto sia il voto delle giurie che quello del pubblico. Questo gli concede il diritto di rappresentare l’Australia all’Eurovision Song Contest 2019, a Tel Aviv.

Lo stato oceanico è stato invitato a prendere parte in qualità di ospite speciale alla finale dell’edizione 2015 dal comitato organizzativo del concorso EBU-UER, che si è imposto nei decenni tra gli eventi mediatici più seguiti dai telespettatori australiani. Dal 2016 la nazione concorre regolarmente alle fasi semifinali della gara; la partecipazione al concorso dell’Australia è stata inoltre confermata fino al 2023 dall’EBU-UER e dalla SBS, la tv pubblica nazionale.

“Zero Gravity”, un pezzo pop-ballad-anthem-operatic-drum’n’bass che nel giro di tre minuti cambia registro quattro o cinque volte e ricopre un po’ tutti gli stereotipi che agli ultimi Eurovision sono stati (giustamente) massacrati, è stato pubblicato il 25 gennaio 2019 su etichetta discografica Universal Music Group. Scritto dalla Miller-Heidke stessa con il marito Keir Nuttall, il brano ha vinto l’Eurovision – Australia Decides 2019, guadagnando il diritto a rappresentare l’Australia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Ecco come la stessa artista ha commentato su Instagram la genesi e il significato della canzone in gara: Come tante donne, le conseguenze del parto hanno scosso il mio mondo. Il parto di mio figlio Ernie è lungo e traumatico. Un periodo dopo il quale non riuscivo a ricordare chi fossi. Dopo che Ernie ha compiuto due anni, mi sono svegliata un giorno e mi sono sentita in qualche modo… meglio. La nebbia si era alzata. Il testo parla della depressione personificata, come se fosse un amante orribile o un amico terribile, ed esprime il sollievo per averli finalmente portati fuori dalla tua vita. “Zero Gravity” significa lasciare la gravità alle spalle, qualcosa che sento risuonare con l’essenza dell’Eurovision Song Contest!

Qui sotto il video ufficiale:

 

L’Australia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 5 Debutto: 2015 Vittorie: nessuna Secondi posti: 1 (Dami Im, “Sound of silence”, 2016) Terzi posti: nessuno. Record eurovisivi australiani: Miglior successo discografico: “Sound of silence”, Dami Im (2016, due dischi d’oro, quinto posto in Australia, in classifica in 10 paesi). Maggior numero di punti (finale): 511, Dami Im (2016, Secondo Posto). Finali centrate: 3 su 3, Nel 2015 direttamente in finale per decisione dell’EBU che l’ha invitata benché membro associato. Miglior risultato in semifinale: Primo posto (Dami Im, 2016). Curiosità eurovisive australiane: Benché non sia parte della EBU in quanto stato non europeo o del bacino del Mediterraneo, l’Australia è invitata a partecipare direttamente dall’EBU per via degli enormi ascolti che l’evento ha fatto negli ultimi anni. Dopo il debutto del 2015, come invitata speciale, direttamente in finale, dal 2016 l’Australia passa come tutti dalle semifinali La prima selezione eurovisiva australiana dopo quattro scelte interne ha visto in lizza personaggi di rilievo come la drag queen Courtney Act, il teen idol Aidan Calafiore e il gruppo degli Sheppard, noto in Italia per il singolo “Geronimo”. L’Australia, insieme all’Ucraina, è uno dei soli due paesi che ha sempre superato le semifinali. Essendo quest’anno assente l’Ucraina, resta sola a difendere il record. Sino all’anno del debutto, l’evento è stato trasmesso in differita, poi è scattato l’obbligo della diretta. In Australia, pertanto, saranno le 5 del mattino. Nonostante questo, gli ascolti superano talvolta quelli di alcuni paesi europei. Questo grazie al grande interesse per l’evento fra le comunità di origine europea, italiani e slavi soprattutto, che vivono nel paese oceanico. Ormai da oltre un trentennio a trasmettere l’evento per l’Australia è SBS, una emittente pubblica associata (non membro) dell’EBU che si rivolge alle minoranze e in generale alle comunità europee o aborigene, con un servizio multilingue. Anche per questo le scelte ricadono su artisti che rappresentano questo lato del Paese.

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13.Islanda (RÚV): Hatari (Einar Hrafn Stefánsson, Klemens Nikulásson Hannigan e Matthías Tryggvi Haraldsson) – “Hatrið mun sigra” (Hatred will prevailL’odio trionferà) (Hatari – Hatari). , , ,

Sarà il gruppo musicale islandese fondato nel 2015 a Reykjavík gli Hatari e formato da Einar Hrafn Stefánsson, Klemens Nikulásson Hannigan e Matthías Tryggvi Haraldsson a rappresentare l’Islanda all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Hatrið mun sigra” (Hatred will prevail).

Gli Hatari si presentano come “un complesso artistico techno BDSM (vasta gamma di pratiche relazionali e/o erotiche che permettono di condividere fantasie basate sul dolore, il disequilibrio di potere e/o l’umiliazione tra due o più partner adulti e consenzienti che traggono da queste soddisfazioni e piacere) contro il capitalismo”. Hanno fatto la loro prima apparizione al festival Iceland Airwaves nel 2016, dove hanno fatto nuovamente un’apparizione due anni dopo. Hanno pubblicato il loro primo EP, ‘Neysluvara’, nel 2017.

A dicembre 2018 hanno pubblicato “Spillingardans”, che hanno definito il loro singolo di addio in seguito al fallimento della loro missione contro il capitalismo. Tuttavia, un mese dopo sono stati confermati fra i dieci partecipanti a Söngvakeppnin 2019, il processo di selezione islandese per l’Eurovision Song Contest, con il loro nuovo singolo “Hatrið mun sigra” (Hatred will prevail). Dopo aver superato la semi-finale, si sono esibiti nuovamente alla finale del 2 marzo, dove il pubblico li ha incoronati vincitori e rappresentanti nazionali all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv.

Numerosi Paesi quest’anno hanno minacciato di non partecipare al festival canoro come segno di protesta contro la politica di Israele. Tra questi l’Islanda, che dopo lunghi tentennamenti ha deciso di mandare a Tel Aviv gli Hatari, una band che con la sua “Hatrid mun sigra” (L’odio è peccato), puro metal estremo, prende di mira il capitalismo. Il gruppo, che si presenta sempre in capi di pelle su cui abbondano spille e borchie, e che ha sfidato a duello il premier israeliano Netanjahu, dovrà stare attento alle dichiarazioni politiche se non vuole essere espulso dal concorso.

“Hatrið mun sigra” (Hatred will prevail, L’odio trionferà), brano sospeso fra la techno e il metal, è stato pubblicato lo scorso 27 gennaio, scritto e composto da Einar Hrafn Stefánsson, Klemens Nikulásson Hannigan e Matthías Tryggvi Haraldsson, i tre membri della band.

Il brano ha vinto il programma Söngvakeppnin 2019, guadagnando il diritto a rappresentare l’Islanda all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

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L’Islanda all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 32 Debutto: 1986 Vittorie: nessuno Secondi posti: 2 (1999, 2009) Terzi posti: nessuno. Record eurovisivi islandesi: Miglior successo discografico: “Is it true?” di Yohanna (2009), disco d’oro, numero 1 in patria, 2 in Svezia e in classifica in 15 paesi europei. Maggior numero di punti (finale): 218 (“Is it true?”, Yohanna, 2009 2. posto). Finali centrate: 7 su 14, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2004 direttamente in finale per il regolamento dell’epoca. Miglior risultato in semifinale: Primo posto (2009). Curiosità eurovisive islandesi: Hatari rischiano di diventare il caso dell’anno. Le loro canzoni infatti sono dichiaratamente anticapitaliste e recentemente hanno lanciato una sfida al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Hanno proposto di sfidarsi a braccio di ferro: stando alle loro condizioni se dovesse vincere il primo ministro, a Israele verrebbe assegnata una piena presa politica e economica sul comune di Vestmannaeyjar, parte meridionale dell’isola con una deportazione degli attuali abitanti assicurata dalla stessa band. Ma se dovessero vincere gli Hatari, questi formerebbero una colonia liberale ispirata al BDSM sulla costa del mediterraneo entro i confini di Israele.  La proposta apparentemente giocosa è legata al tentativo di boicottaggio dell’Eurovision in terra israeliana, partito proprio dall’Islanda, del quale abbiamo parlato in altra sezione di questa guida. Hatari hanno annunciato di progettare una protesta politica sul palco eurovisivo, condizione vietata dal regolamento eurovisivo. La tv israeliana è pronta a squalificarli e lo stesso supervisore dell’Eurovision ha minacciato sanzioni alla tv islandese. Einar Hrafn Stefánsson degli Hatari peraltro è il figlio di Stefan Haukur Johanneson, ambasciatore islandese nel Regno Unito. Nel 2011 salì sul palco eurovisivo un’insolita tribute band. Era dedicata all’artista Sigurjon Brink, iscritto alle selezioni nazionali con “Aftur Heim”. L’artista era prematuramente scomparso prima di poter cantare il brano. La famiglia dell’artista lasciò il brano in concorso e a cantarlo fu una tribute band composta da musicisti colleghi e amici dell’artista, alcuni già in gara anche da solisti. Riscritto in inglese come “Coming home” dalla vedova del cantante Thorunn Erna Clausen, il brano vinse le selezioni e poi arrivò in finale, chiudendo nelle posizioni di rincalzo. Spesso protagonista di ottime performance anche a livello di risultato, l’Islanda manca però la qualificazione dal 2014 e non va in top 10 dal podio del 2009. Nel 2010, anno dell’eruzione del celebre vulcano islandese, la rappresentante islandese Hera Bjork ironizzò sull’episodio, che bloccò per giorni anche il trasporto aereo, portando con sé in scena un piccolo vulcano di plastica.

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14.Estonia (ERR): Victor Crone (Victor Fritz-Crone) – “Storm” (Torm) (Stig Rästa, Victor Crone, Fred Krieger – Stig Rästa, Vallo Kikas, Victor Crone, Sebastian Lestapier). , ,

Sarà il cantante svedese Victor Crone (Victor Fritz-Crone, noto anche come Vic Heart a rappresentare l’Estonia – per la terza volta nella storia il Paese si affida a un cantante svedese – all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Storm”.

Victor ha ottenuto notorietà partecipando a Melodifestivalen 2015, il programma di selezione svedese per l’Eurovision, cantando “Det rår vi inte för” con Behrang Miri. È arrivato al 4º posto durante la prima semifinale, accedendo alla fase dei ripescaggi; qui ha perso il duello contro Samir & Viktor, e non si è qualificato per la finale.

Nel 2019 ha partecipato ad Eesti Laul, il programma per la ricerca del rappresentante eurovisivo estone, con il brano “Storm”, scritto dal rappresentante estone del 2015, Stig Rästa. Dopo aver superato la semifinale, è risultato uno dei tre più votati nel primo round di voti nella finale, accedendo così alla superfinale a tre. Qui il televoto lo ha dichiarato vincitore, garantendogli la possibilità di rappresentare l’Estonia all’Eurovision Song Contest 2019.

“Storm”, EDM/country pop, è stato pubblicato il 21 dicembre 2018 su etichetta discografica Star Management. È stato scritto dallo stesso interprete insieme a Stig Rästa, Vallo Kikas e Fred Krieger. Il brano ha vinto il programma Eesti Laul, guadagnando il diritto a rappresentare l’Estonia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

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L’Estonia all’Eurovision Song Contest:  Partecipazioni compresa l’attuale: 25 Debutto: 1994 Vittorie: 1 (“Everybody” di Tanel Padar. & Dave Benton feat. 2XL, 2001) Secondi posti: nessuno Terzi posti: 1 (2002). Record eurovisivi estoni: Miglior successo discografico: “Goodbye to yesterday” di Elina Born e Stig Rästa (2015), prima per due mesi in Estonia, in top 10 in altri 5 paesi e nelle chart di mezza Europa. Maggior numero di punti (finale): 245 (“La forza”, Elina Netsayeva, 2018, 8. posto) Finali centrate: 6 su 14, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Miglior risultato in semifinale: 3. posto (2009, 2015). Curiosità eurovisive estoni: Victor Crone è il terzo svedese in concorso per l’Estonia: nel 2002 Sahlene con “Runaway” ha concluso al secondo posto, mentre “Through my window” di Sandra Oxenryd nel 2006 si è fermato al diciottesimo posto in semifinale. Stig Rasta, autore della canzone ed ex partecipante eurovisivo, si è ‘retrocesso’ al ruolo di corista di Victor Crone durante le esibizioni live nel concorso di selezione L’anno scorso l’Estonia ha proposto per la prima volta un brano in lingua italiana: “La forza”, della soprano Elina Netsayeva, che ha concluso all’ottavo posto. Dave Benton, che ha vinto nel 2001 insieme a Tanel Padar e 2XL, è l’unico cantante caraibico ad essersi aggiudicato la rassegna (è di Aruba). Ma non l’unico a partecipare: altri hanno gareggiato sotto i colori dei Paesi Bassi. Nel 2004 l’Estonia portò in concorso le Neiokõsõ, che proposero un delizioso brano nel dialetto Võro, di origine finnica, parlato nella zona sud del paese. Nel 2008 invece il trio comico dei Kreisiraadio portò in concorso un brano cantato in lingua serba, tedesca e finlandese.

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15.Portogallo (RTP): Conan Osíris (Tiago Miranda) – “Telemóveis” (Mobile phones, Telefoni cellulari) (Conan Osíris – Conan Osíris). ,

Sarà il cantautore portoghese Conan Osíris, pseudonimo di Tiago Miranda a rappresentare il Portogallo all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Telemóveis”.

Cantautore di musica fado e di musica elettronica, Conan Osíris è accompagnato nelle sue esibizioni dal vivo dal ballerino João Reis Moreira. Nel 2019 ha partecipato a Festival da Canção, il processo di selezione portoghese per la ricerca del rappresentante eurovisivo nazionale, presentando il brano “Telemóveis”. Nella finale del 2 marzo è stato proclamato unanimemente vincitore da giuria e televoto, ottenendo il diritto di rappresentare il Portogallo all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv.

Telemóveis” (Mobile phones, Telefoni cellulari), brano sperimentale in chiave elettronica con tocchi techno ed influenze arabeggianti, coadiuvato da una messa in scena estremamente particolare e ai limiti dell’eccessivo, è stato pubblicato l’11 febbraio 2019 su etichetta discografica Sony Music Entertainment Portugal. Il brano è stato scritto e composto a due mani dallo stesso interprete ed è un pezzo che trascina per la sua multitonalità fatta di echi del fado, musica techno, influenze arabe, ed elementi ballabili.

Il 2 marzo 2019 il brano è stato proclamato vincitore unanimemente da giuria e televoto del programma Festival da Canção, guadagnando il diritto di rappresentare il Portogallo all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

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Il Portogallo all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 51. Debutto: 1964 Vittorie: 1 (2017, “Amar pelos dois”, Salvador Sobral) Secondi posti: nessuno. Terzi posti: nessuno Record eurovisivi portoghesi: Miglior successo discografico: “Amar pelos dois (Salvador Sobral, 2017), disco di platino in patria, domina le charts digitali europee (top 10 anche negli Usa) ed è in classifica in quelle assolute in 21 paesi, in molti dei quali in top 10. Maggior numero di punti (finale): 758 (“Amar pelos dois, Salvador Sobral, 2017) Finali centrate: 5 su 13, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2013 e 2016 non partecipa, nel 2018 finalista di diritto come paese ospitante. Miglior risultato in semifinale: 1. posto (2017). Curiosità eurovisive portoghesi: Prima di debuttare nel mondo della musica nel 2008, Conan Osíris ha lavorato come commesso nella più grande catena di sexy shop di tutto il Portogallo. Conan Osíris ha scelto il suo nome d’arte unendo la divinità egiziana simbolo di rinascita
e resurrezione con il nome di un celebre anime giapponese creato da Hayao Miyazaki, nato nel suo stesso giorno e mese. Oltre al successo discografico ed a quello nel concorso, Salvador Sobral ha vinto anche uno degli EBBA Awards (European Border Breakers Awards), il premio assegnato fino al 2017 da EBU e UE agli artisti esordienti che nel primo anno di attività riescono a sfondare a livello internazionale. “E depois do adeus” di Pedro Carvalho del 1974, nonostante l’ultimo posto, è scolpita per sempre nella storia della musica portoghese: fu infatti la canzone che – suonata da Radio Renascença – fu uno dei due segnali per dare il via alla Rivoluzione dei Garofani, che in sole 24 ore rovesciò il regime salazarista, riportando la democrazia in Portogallo. Il Portogallo ha un record quasi invidiabile: è uno dei pochissimi paesi ad aver sempre cantato nella propria lingua, sebbene in alcuni anni mescolata all’inglese o altre lingue. In tutte e 50 le entries lusitane c’è prevalenza o totalità di portoghese. Escludendo i paesi anglofoni e Malta (che ha anche due brani in maltese), solo l’Italia ha sempre inserito la propria lingua nei testi delle proprie canzoni.

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16.Grecia (ERT): Katerine Duska (Κατερίνα Ντούσκα) – “Better Love” (καλύτερη αγάπη) (Katerine Duska, David Sneddon – Katerine Duska, Leon of Athens, David Sneddon, Phil Cook). , ,

Sarà la cantante e compositrice canadese naturalizzata greca Katerine Duska (Κατερίνα Ντούσκα) a rappresentare il Portogallo all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Better Love”.

Nata e cresciuta in Canada, Katerine Duska si è trasferita ad Atene per avviare la sua carriera musicale. I suoi genitori sono di origine greca.

Katerine inizia la sua carriera musicale nel 2014, lavorando insieme al cantante svedese Albin Lee Meldau alla creazione del suo album di debutto ‘Embodiment’ (Ενσάρκωση).

Nel 2018 si è esibita alla Concert Hall e al Palace Garden di Atene, dove ha cantato brani da loro realizzati; è inoltre stata un’artista di supporto per il cantante greco Petros Klampanis.

Il 14 febbraio 2019 l’ente radiotelevisivo nazionale greco ERT ha confermato di averla selezionata internamente come rappresentante nazionale per l’Eurovision Song Contest 2019. Il brano con cui rappresenterà la nazione all’Eurovision Song Contest, “Better Love”, è stato presentato il 6 marzo 2019.

“Better Love”, sound più internazionale e contemporaneo, è stato pubblicato il 6 marzo 2019 su etichetta discografica Minos EMI. È stato scritto e composto dalla stessa interprete con Leon of Athens e David Sneddon e prodotto da Phil Cook. Il brano è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo greco ERT per rappresentare la Grecia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

La Grecia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 40 Debutto: 1974 Vittorie: 1 (nel 2005 con “My number one” di Helena Paparizou) Secondi posti: nessuno Terzi posti: 3. Record eurovisivi greci: Miglior successo discografico: “My number one” (2005) è disco di platino ed entra in classifica in mezza Europa. Maggior numero di punti (finale): 252 (“Shake it”, Sakis Rouvas, 2004, 3. posto) Finali centrate: 10 su 12, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2006 paese ospitante, nel 2005 e 2007 direttamente in finale per il regolamento dell’epoca Miglior risultato in semifinale: 1. posto (2008, 2011).  Curiosità eurovisive greche: Katerine Duska è la sesta cantante non greca a rappresentare la Grecia: in totale 4 ciprioti (Lukas Giorkas, Anna Vissi, Maria Elena Kyriakou ed Eleftheria Eleftheriou), una svedese (Helena Paparizou, da sola e con gli Antique), un anglo-tedesco (RyskyKidd, insieme ai Freaky Fortune). Katerine Duska è la quinta cantante canadese in gara all’Eurovision: prima di lei Celine Dion (1988), Annie Cotton (1993), Rykka (2016) e Sherisse Laurence (1986) per il Lussemburgo. L’unica vittoria greca è arrivata con una cantante svedese, benché di origine greca: Helena Paparizou, 14 anni fa. Oggi è diventata una delle artiste di maggior successo discografico della Grecia. Ma in realtà sono due le cantanti greche ad aver vinto l’Eurovision: nel 1972, cioè due anni prima del debutto della Grecia, l’ellenica Vicky Leandros vinceva in rappresentanza del Lussemburgo con il brano Aprés toi. Un’altra big della musica greca ha partecipato sempre per il Lussemburgo: Nana Moskouri, in gara con À force de prier nel 1963.

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17.San Marino (SMRTV): Serhat (Ahmet Serhat Hacıpaşalıoğlu) – “Say Na Na Na” (Serhat – Serhat, Mary Susan Applegate). 

Sarà  il cantante, produttore discografico e conduttore televisivo turco Serhat a rappresentare San Marino all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Say Na Na Na”.

Ahmet Serhat Hacıpaşalıoğlu, conosciuto col nome di Serhat nato e cresciuto a Istanbul, Serhat inizia la sua carriera nel 1994, creando la sua casa di produzioni, la End Productions. Nello stesso anno debutta come produttore e conduttore televisivo del quiz Riziko! (versione turca del quiz show americano Jeopardy!, in Italia Rischiatutto), trasmesso da TRT. Nel 1997 inizia la sua carriera musicale col singolo Rüya-Ben Bir Daha. Non tralasciando la sua attività di produttore e presentatore, nel 2004 realizza il brano Total Disguise, in duetto con Viktor Lazlo, il singolo Chocolate Flavour nel 2006, I Was So Lonely, No No Never (Moskow-Istanbul) e Ya + Ti (versione russa di Total Disguise) nel 2008 (gli ultimi tre brani in duetto con Tamara Gverdtsiteli) e Je m’adore nel 2014). Nel 2017, la versione disco di I Didn’t Know in duetto con Martha Wash fu rilasciata, dove ha raggiunto il 25º posto nella classifica di Dance Club Songs e Serhat divenne il primo cantante turco ad apparire nella classifica. Nel 2018, una nuova versione di Total Disguisecon Helena Paparizou viene rilasciata.

Ha rappresentato San Marino all’Eurovision Song Contest 2016 a Stoccolma con il brano I Didn’t Know il 10 maggio 2016 nella prima semifinale dell’Eurovision, ma non è riuscito a qualificarsi per la finale. Si esibirà nuovamente per San Marino all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv con “Say Na Na Na”.

Serhat nasce a Istanbul il 24 ottobre 1964. Suo padre, İsmail Hakkı, è un ufficiale navale nato a Trebisonda, città di origine anche della madre.[1]Frequenta la scuola media a İcadiye, Üsküdar e le scuole superiori presso la Deutsche Schule Istanbul di Beyoğlu, Istanbul. Si laurea presso la Facoltà di Odontoiatria all’Università di Istanbul nel 1988, svolgendo due mesi di servizio militare obbligatorio a Burdur.

Nel 1994 Serhat crea la sua compagnia di produzione, la End Productions. Grazie ad un accordo di collaborazione con la TRT, la End Productions diventa la ditta produttrice del quiz show Riziko!, la versione turca del quiz americano Jeopardy! (in Italia è il celebre Rischiatutto) e Serhat, oltre a ricoprire il ruolo di produttore, è anche il presentatore dello spettacolo che va in onda dal 3 ottobre 1994. Nel 1995 riceve due premi Golden Butterfly (in turco: Altın Kelebek), uno come “Miglior Presentatore TV Maschile dell’anno” e uno come “Miglior Quiz dell’anno” per Riziko!. 1996 riceve un secondo premio per il Miglior Quiz dell’anno. La trasmissione televisiva dura per 430 puntate e si conclude nel 1996. End Productions produce nel 1997 un nuovo game show, Hedef 4, versione turca di Connect Four (in Italia Forza 4). Sempre nel 1997 Serhat inizia a produrre il game show Altına Hücum, versione turca di Midas Touch per l’emittente Kanal 6, che termina lo stesso anno dopo 72 puntate. Nel 1998 Riziko! torna in TV trasmesso da Kanal 7, con la conduzione di Serhat, fino al 1999. Nello stesso anno Serhat è il mattatore di sei puntate del talk show di Kanal 7 Serhat’la Rizikosuz. Dopo pochi mesi, nel 2000, Riziko! ritorna in TV su Kanal 7 per 65 puntate. Nel settembre 2005 Serhat conduce con Katerina Moutsatsou lo Show TV Kalimerhaba, una nuova produzione di End Productions. Alla fine del 2009 Serhat crea l’orchestra dance “Caprice the Show”, formata da 18 musicisti, che si esibisce in numerose performance negli anni successivi.

Con la End Productions, Serhat organizza molti eventi annuali tra cui il concorso High Schools Music Contest (Liselerarası Müzik Yarışması, dal 1998 e ancora in attività), ed il festival musicale internazionale Megahit-International Mediterranean Song Contest (Megahit-Uluslararası Akdeniz Şarkı Yarışması, dal 1998 e ancora in attività) e la Dance Marathon (Dans Maratonu, una gara di ballo tra scuole superiori e università, dal 2009 e ancora in attività).

Serhat inizia la sua carriera nel mondo della musica nel 1997, col doppio singolo Rüya e Ben Bir Daha. Nel 2004 realizza il secondo singolo, Total Disguise, in duetto con la cantante francese Viktor Lazlo. Il testo e la musica del brano sono composti da Olcayto Ahmet Tuğsuz e la canzone viene interpretata sia in inglese che in francese. Il cd singolo contiene diverse versioni remix del brano. Nel 2005 incide il brano “Chocolate Flavour” e la canzone esce come singolo in Grecia insieme a Total Disguise. Nel 2008 collabora con la cantante russa/georgiana Tamara Gverdtsiteli incidendo I Was So Lonely, No No Never (Moskow-Istanbul) e Ya + Ti, versione russa della canzone Total Disguise. I tre brani escono in un cd singolo e vengono inseriti anche nell’album Vozdushiy Potsyelui (2008) di Tamara Gverdtsiteli.

Nel 2014 Serhat inizia a collaborare in Francia e in Germania. Realizza il suo quinto singolo, una canzone francese dal titolo Je m’adore il cui videoclip, realizzato a Parigi, viene diretto da Thierry Vergnes. Il brano raggiunge il primo posto nella classifica DJ Black/Pop Charts della Germania (mantenendo la prima posizione per 5 settimane consecutive), la prima posizione nella classifica Black 30, la posizione n. 2 nelle classifiche dance britanniche, la posizione n. 8 nelle classifiche dance francesi e la posizione n. 9 nelle classifiche dance svizzere.

Serhat è stato scelto dalla San Marino RTV come rappresentante della Repubblica di San Marino all’edizione del 2016 dell’Eurovision Song Contest con la canzone I Didn’t Know. Il 10 maggio 2016 si è esibito durante la semifinale dell’Eurovision e non è riuscito a qualificarsi per la finale, finendo al 12º posto. Il 2 novembre 2017, la versione disco di I Didn’t Know in duetto con Martha Wash, che è stata riarrangiata dal musicista svedese Johan Bejerholm, fu rilasciata come singolo, insieme ad un nuovo video musicale. Il brano è entrato dal 47º posto nella classifica della Dance Club Songs degli Stati Uniti e ha raggiunto la sua più alta posizione, il 25º posto, nella sua quarta settimana nella classifica. Così, Serhat divenne il primo cantante turco ad apparire nella classifica. Una nuova versione di “Total Disguise” in duetto con Helena Paparizou fu pubblicata il 22 giugno 2018 da CAP-Sounds. Il video musicale è stato pubblicato il 14 settembre.

Il 21 Gennaio 2019, San Marino RTV ha annunciato che lui rappresenterà San Marino nuovamente all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv. Nella stessa data, Serhat ha annunciato di essersi trovato lavorando nel suo primo album in studio, che sarà rilasciato ad Aprile 2019.

Dal 2010 Serhat è il presidente dell’associazione Verein der Ehemaligen Schüler der Deutschen Schule Istanbul (İstanbul Alman Liseliler Derneği) e dal 2013 è membro dell’ Verein zum Betrieb der Deutschen Schule Istanbul (İstanbul Özel Alman Lisesi İdare Derneği).

“Say Na Na Na”, un pezzo dance, fortemente ispirato alla disco anni ’80, musicalmente divertente ma un pò troppo kitsch sia per i gusti del pubblico più giovane che per quelli delle giurie, è stato pubblicato l’8 marzo 2019 su etichetta discografica CAP-Sounds. La musica è stata composta da Olcayto Ahmet Tuğsuz, mentre il testo è di Nektarios Tyrakis. Il brano è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo San Marino RTV per rappresentare San Marino all’Eurovision Song Contest 2019.

Qui sotto il video ufficiale:

San Marino all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 10 Debutto: 2008 Vittorie: nessuna. Secondi posti: nessuno. Terzi posti: nessuno. Miglior risultato: 24esimo posto (“Maybe”, Valentina Monetta, 2014). Record eurovisivi sammarinesi: Miglior successo discografico: “Maybe” di Valentina Monetta (2014) ha portato un sammarinese nelle classifiche europee dopo Little Tony. Il brano entra in classifica in 20 paesi, sia pur nelle posizioni di rincalzo. Maggior numero di punti (finale): 14, Valentina Monetta (2014, 24. posto). Finali centrate: 1 su 9, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Miglior risultato in semifinale: 10. posto (Valentina Monetta, 2014). Curiosità eurovisive sammarinesi: Serhat è alla seconda partecipazione eurovisiva. Nel 2016, sempre per San Marino, fu dodicesimo in semifinale con ‘I didn’t know”. San Marino festeggia 10 anni di partecipazione eurovisiva nei quali, fra duetti e partecipazioni ripetute, è stata rappresentata da 9 artisti di 6 nazionalità diverse: 3 sammarinesi (Valentina Monetta, Anita Simoncini e i Miodio), 2 italiani (Senit e Michele Perniola), 1 tedesca (Jenifer Brening), 1 maltese (Jessika Muscat), 1 turco (Serhat), 1 statunintense (Jimmie Wilson). I Miodio sono per due quinti italiani, Valentina Monetta è di padre calabrese. Dieci edizioni al commento per Lia Fiorio e Gigi Restivo, le due voci di San Marino RTV e Radio San Marino. San Marino non ha sin qui mai proposto un brano bilingue: due volte ha optato per un pezzo interamente in italiano, otto volte, questa compresa, per un brano completamente in lingua inglese. San Marino RTV è l’unica emittente di lingua italiana che ha tentato l’esperimento di una diretta parallela in lingua inglese: nel 2014 e nel 2015 ha trasmesso sul suo sito una versione alternativa del commento, destinata ad un pubblico internazionale. Valentina Monetta ha battuto tutti i record sammarinesi: è la prima artista sammarinese ad aver centrato la finale all’Eurovision, ma anche la prima (in assoluto, non solo sammarinese) ad aver rappresentato il proprio paese per tre volte di fila e con brani di uno stesso compositore (Ralph Siegel). Dopo la partecipazione all’Eurovision è diventata la donna sammarinese più famosa al mondo e più cercata su Google, terza sammarinese in assoluto dopo Little Tony e il motociclista Alex De Angelis. Valentina Monetta ha messo insieme quattro partecipazioni: è la prima donna a rappresentare per quattro volte lo stesso paese. Con quattro partecipazioni ci sono anche il belga Fud Leclerc; Peter, Sue & Marc (Svizzera) ed Elisabeth Andreassen (Norvegia). Quest’ultima ha però rappresentato il proprio Paese per tre volte (una partecipazione fu in rappresentanza della Svezia).

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Seconda semifinale: La seconda semifinale si terrà il 10 maggio 2018 dalle 21:00 CEST. Vi gareggeranno 18 stati e voteranno anche Francia, Germania e Italia.

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01.Armenia (AMPTV): Srbuk (Սրբուկ) – “Walking Out” (Հեռանում եմ) (Lost Capital, tokionine – Garik Papoyan). 

Sarà la cantante armena Srbuhi Sargsyan (Սրբուհի Սարգսյան), conosciuta come Srbuk (Սրբուկ) a rappresentare l’Armenia in gara all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Walking Out” (Հեռանում եմ).

Srbuk, nata nella capitale armena, ha studiato al Conservatorio Statale Komitas (Komitas State Conservatory of Yerevan, Կոմիտասի անվան Երևանի Պետական Երաժշտական Կոնսերվատորիա), dove si è diplomata ed ha imparato a suonare il qanun (Քանոն), strumento a corde tipico della musica araba. La cantante cita Aretha Franklin, Etta James, Ella Fitzgerald, Stevie Wonder, Ray Charles e Michael Jackson come le sue principali influenze musicali.

Ha ottenuto notorietà con la sua partecipazione, nel 2010, alla prima edizione di X Factor Armenia (X-Factor / Իքս-Ֆակտոր), dove è si è piazzata seconda. Nel 2018 ha partecipato all’ottava edizione di The Voice Ucraina (Holos Krainy / Голос країни; The Voice of the Country), dove è entrata a far parte della squadra del cantante Potap, finendo quarta.

Il 30 novembre 2018 è stato confermato che l’ente televisivo nazionale armeno ARMTV l’ha selezionata internamente come rappresentante nazionale per l’Eurovision Song Contest 2019. La sua canzone, “Walking Out”, sarà pubblicata il 10 marzo 2019.

“Walking Out”, elettropop con una chiara ispirazione americaneggiante e una forte produzione,  è stato pubblicato il 10 marzo 2019 su etichetta discografica Effective Records. Il brano è stato scritto da Garik Papoyan (Գարիկ Պապոյան).

Il brano è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo nazionale ARMTV per rappresentare l’Armenia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

L’Armenia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 13 Debutto: 2006 Vittorie: nessuna Secondi posti: nessuno. Terzi posti: nessuno Miglior risultato: “Qele qele”, Sirusho, 2008 (quarto posto) “Not alone”, Aram MP3, 2014 (quarto posto). Record eurovisivi armeni: Miglior successo discografico: “Not alone”, Aram MP3 (2014), primo in patria e in classifica in 10 paesi europei. Maggior numero di punti (finale): 249 (Iveta Mukuchyan, 2016, 7.posto) Finali centrate: 9 su 11,  dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2007 direttamente in finale per via del regolamento allora in vigore, nel 2012 non partecipante. Miglior risultato in semifinale: 2.posto (Sirusho, 2008 e Iveta Mukuchyan, 2016). Curiosità eurovisive armene: Fuori dalla finale l’anno scorso l’Armenia, per la seconda volta da quando partecipa al concorso: le è successo con la prima ed unica canzone interamente in lingua armena della storia del concorso. Al debutto fu subito polemica: Andrè, l’artista che rappresentava il Paese, era infatti originario della regione del Nagorno Karabakh, geograficamente parte dell’Azerbaigian ma de facto indipendente, armena per lingua e cultura e per il controllo della quale è tuttora in atto un contrasto fra i due paesi che è stato protagonista di diversi screzi anche in chiave eurovisiva nel corso degli anni. Per questo motivo (anche se ufficialmente per motivi di sicurezza) l’Armenia non prese parte all’edizione del 2012, ospitata dalla capitale azera Baku.

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02.Irlanda (RTÉ): Sarah McTernan  – “22”  (Janieck van de Polder, Marcia Sondeijker, Roel Rats – Janieck van de Polder, Marcia Sondeijker, Roel Rats). 

Sarà la cantante irlandese Sarah McTernan a rappresentare l’Irlanda all’Eurovision Song Contesto 2019 col brano “22”.

Nata in un villaggio nella Contea di Clare, Sarah McTernan ha frequentato i corsi di tecnologia musicale presso l’Università di Limerick, dove ha anche studiato canto e danza. Il suo debutto nel mondo musicale è avvenuto a novembre 2014, con la sua audizione alla quarta edizione del talent show The Voice of Ireland, dove . Ha ricevuto l’approvazione di tutti e quattro i giudici, e ha scelto di entrare nella squadra dell’ex S Club 7 Rachel Stevens. Nella finale del 26 aprile 2015 ha conquistato il podio, finendo terza.

L’8 marzo 2019 l’ente radiotelevisivo nazionale RTÉ ha confermato che Sarah McTernan era stata selezionata internamente per rappresentare l’l’Irlanda all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele. Il suo brano, intitolato “22”, è stato pubblicato lo stesso giorno.

L’annuncio della partecipazione al concorso, ha rivelato la giovane cantante, è stato una grande regalo di compleanno in anticipo: “Il mio venticinquesimo compleanno è il prossimo lunedì e se mi avessero detto l’anno scorso che sarei stata scelta per rappresentare il mio paese all’Eurovision, esibendomi con la canzone per la prima volta a Dancing with the Stars questa domenica e poi volando a Tel Aviv per il mio compleanno per registrare la cartolina, avrei detto: siete pazzi! Mia mamma, Nana, la famiglia e gli amici sono super eccitati per me – sono scioccati e molto orgogliosi. Non vedo l’ora di insegnare alla mao più grande fan – mia figlia Mia di due anni e mezzo – tutto il testo di “22””.

“22”, un midtempo pop è stato rivelato l’8 marzo 2019 e pubblicato commercialmente il successivo 29 marzo. È stato scritto e composto da Janieck Devy, Marcia “Misha” Sondeijker e Roel Rats. Il brano è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo nazionale RTÉ per rappresentare l’Irlanda all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

L’Irlanda all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 53 Debutto: 1965 Vittorie: 7 (1970, 1980, 1987, 1992, 1993, 1994, 1996) Secondi posti: 4 Terzi posti: 1. Record eurovisivi irlandesi: Miglior successo discografico: “What’s another year?” (1980) di Johnny Logan fu primo in sei paesi, compreso il Regno Unito e secondo in altri. Maggior numero di punti (finale): 226 (“Rock’n roll kids” di Paul Harrington & Charlie McGettigan, 1994, primo posto) Finali centrate: 8 su 12,  dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2004 e 2007 direttamente in finale per il regolamento dell’epoca. Miglior risultato in semifinale: sesto posto (2012). Curiosità eurovisive irlandesi: Molto forte negli anni 90, quando centrò quattro vittorie e due secondi posti in 10 edizioni, nel nuovo millennio non è andata oltre il sesto posto del 2000, mancando quattro qualificazioni e centrando due ultimi posti in finale. L’Irlanda è passata alla storia per aver portato in concorso, unico paese della storia, un artista “non umano”: nel 2008 la selezione è vinta infatti da Dustin, un pupazzo di pezza dalle sembianze di un tacchino, molto popolare nella tv irlandese. L’Irlanda è il paese col maggior numero di vittorie all’Eurovision Song Contest, ma non va sul podio dal 1997 (secondo con Marc Roberts). È irlandese “Mr. Eurovision” ovvero l’artista uomo col maggior numero di vittorie: Johnny Logan. Per lui vittorie nel 1980 e 1987 come interprete e nel 1992 come autore. Nel 1972, Sandie Jones porta in concorso l’unico brano in gaelico irlandese della storia dell’ESC. La lingua gaelica è poi tornata in concorso attraverso la versione Junior del concorso: le due entries irlandesi sono cantante interamente in questa lingua. Nel 2009 la canzone irlandese “Et cetera” di Sinead Mulvey & Black Daisy era firmata anche da un italiano: il triestino Daniele Moretti.

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03.Moldova (TRM): Anna Odobescu  – “Stay” (Rămâi) (Georgios Kalpakidis, Thomas Reil, Jeppe Reil, Maria Broberg – Georgios Kalpakidis, Thomas Reil, Jeppe Reil, Maria Broberg). 

Sarà la cantante moldava Anna Odobescu a rappresentare la Moldavia all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Stay”.

Diplomata all’Accademia di Musica, Teatro ed Arti Plastiche di Chișinău, Anna Odobescu ha partecipato a O melodie pentru Europa 2019, il processo di selezione moldavo per la ricerca del rappresentante eurovisivo nazionale, con il brano “Stay”. Nella finale del 2 marzo è risultata la più votata dalla giuria e la seconda preferita dal televoto, ottenendo sufficienti punti per essere incoronata vincitrice e diventando di conseguenza la rappresentante moldava all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv.

“Stay”, un pezzo midtempo abbastanza inoffensivo, è il singolo di debutto della cantante moldava Anna Odobescu, pubblicato il 1º febbraio 2019. Il brano è stato scritto e compostoda un team greco/danese, Georgios Kalpakidis, Thomas Reil, Jeppe Reil e Maria Broberg. Con “Stay” Anna Odobescu si è presentata a O melodie pentru Europa 2019, il processo di selezione moldavo per la ricerca del rappresentante eurovisivo nazionale. Nella finale del 2 marzo è risultata la più votata dalla giuria e la seconda preferita dal televoto, ottenendo sufficienti punti per essere incoronata vincitrice e diventando di conseguenza la rappresentante moldava all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv. Sul palco dell’Eurovision sarà affiancata da un’artista che disegna con la sabbia, già vista otto anni fa con l’ucraina Mika Newton.

Qui sotto il video ufficiale:

La Moldavia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 14 Debutto: 2005 Vittorie: nessuna Secondi posti: nessuno. Terzi posti: 1 (SunStroke Project, “Hey mamma”, 2017). Record eurovisivi moldavi: Miglior successo discografico: “Hey mamma” (SunStroke Project, 2017), prima in Moldavia e in classifica in 12 paesi. Maggior numero di punti (finale): 374 (“Hey mamma”, SunStroke Project, 2017, 3. posto) Finali centrate: 9 su 13, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2006 direttamente in finale per il regolamento dell’epoca. Miglior risultato in semifinale: 2. posto (2017). Curiosità eurovisive moldave: Nel 2006 salì sul palco Arsenium, meglio noto come componente degli O-Zone, che in Italia e in Europa si fecero conoscere con il successo “Dragostea din tei”, poi coverizzato da Haiducii. Il terzo posto di due anni fa dei SunStroke Project ha riportato la Moldavia anche in finale dopo tre anni di assenza e nella top 10 undici anni dopo l’ultima e unica volta. In una sola partecipazione, quella del 2013, la Moldavia ha scelto un brano interamente nella lingua nazionale, ovvero il rumeno. Due volte ha mescolato l’inglese al romeno, una volta l’inglese allo spagnolo e il resto delle volte si è sempre esibita in inglese.

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04.Svizzera (SSR SRG): Luca Hänni  – “She Got Me” (Sie bekam mich) (Laurell Barker, Mac Frazer, Luca Hänni, Jon Hällgren, Lukas Hällgren – Laurell Barker, Mac Frazer, Luca Hänni, Jon Hällgren, Lukas Hällgren). 

Sarà il cantante svizzero, Luca Hänni, vincitore della nona edizione di Deutschland sucht den Superstar a rappresentare la Svizzera all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “She Got Me”.

Nato e cresciuto nella capitale svizzera, Luca Hänni si è avvicinato alla musica sin dalla prima infanzia, imparando a suonare la batteria, la chitarra e il pianoforte durante la scuola primaria. Dopo aver finito la scuola dell’obbligo ha lavorato come muratore.

Nel 2012 ha partecipato alla nona edizione del talent show Deutschland sucht den Superstar. Nella serata finale del 27 aprile è stato dichiarato vincitore con il 52,85% dei voti del pubblico contro il secondo classificato Daniele Negroni, diventando così il primo concorrente di cittadinanza non tedesca a trionfare. Come montepremi ha ricevuto €500.000, un contratto discografico con la Universal Music Germany e un’automobile.

Pochi giorni dopo la sua vittoria a Deutschland sucht den Superstar è uscito il suo singolo di debutto, “Don’t Think About Me”, che ha debuttato alla vetta delle classifiche di Austria, Germania e Svizzera. Il singolo ha anticipato l’album ‘My Name Is Luca’, che ha conquistato il primo posto nel suo paese natale e il secondo in Austria e Germania. L’album è stato certificato disco d’oro sia in Austria e sia in Svizzera per aver venduto rispettivamente 10.000 e 15.000 copie a livello nazionale. Il successo dell’album gli ha fruttato uno Swiss Music Award nella categoria Rivelazione nazionale dell’anno.

Ad aprile 2013 è uscito il secondo album ‘Living the Dream’, che è divenuto il secondo numero uno del cantante nella Schweizer Hitparade. L’album ha inoltre raggiunto la top 10 della Ö3 Austria Top 40 e la top 20 della Offizielle Deutsche Chart degli album. Il suo terzo album, ‘Dance Until We Die’ una collaborazione con il DJ di musica house Christopher S, è uscito ad aprile 2014, mentre a settembre 2015 è stata la volta del quarto disco ‘‘When We Wake Up’. Entrambi i progetti hanno raggiunto il 6º posto della classifica svizzera.

Il 7 marzo 2019 è stato confermato dall’ente radiotelevisivo svizzero SRF che Luca Hänni è stato selezionato internamente per rappresentare il paese all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv con il suo nuovo singolo “She Got Me”.

“She Got Me”, brano uptempo dal sound internazionale ed influenze vagamente orientaleggianti, è stato pubblicato l’8 marzo 2019 su etichetta discografica Muve Recordings. È stato scritto e composto dallo stessso interprete in collaborazione con Laurell Barker, Mac Frazer, Jon Hällgren e Lukas Hällgren.

Il brano è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo nazionale SRF per rappresentare la Svizzera all’Eurovision Song Contest 2019.

Qui sotto il video ufficiale:

La Svizzera all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 59 Debutto: 1956 Vittorie: 2 (nel 1956 con “Refrain” di Lys Assia e nel 1988 con “Ne partez pas sans moi” di Céline Dion) Secondi posti: 3 (1958, 1963, 1986) Terzi posti: 3 (1961, 1982, 1993). Record eurovisivi svizzeri: Miglior successo discografico: “Ne partez pas sans moi” di Céline Dion (1988) vende 300 mila copie nel mondo e lancia la carriera dell’artista. Maggior numero di punti (finale): 148 (“Moi, tout simplement” di Annie Cotton, 1993, 3. posto) Finali centrate: 4 su 14, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2006 direttamente in finale per il regolamento di allora. Miglior risultato in semifinale: 4. posto (2014). Curiosità eurovisive svizzere: Luca Hänni è il primo solista uomo svizzero dal 2014, anno in cui fu schierato il ticinese Sebalter, che è anche l’ultimo rappresentante elvetico in assoluto ad aver centrato la qualificazione per la finale. La Svizzera oltre all’inglese, ha utilizzato almeno una volta tutte le lingue nazionali, compreso il romancio, portato in concorso nell’edizione di casa del 1989 a Losanna dai Furbaz. La Svizzera si è affidata diverse volte a cantanti italiani o di origine italiana: due volte a Mariella Farré (1983 da sola e nel 1985 con Pino Gasparini), due volte a Paola Del Medico (1969, 1980), una volta a testa a Franca Di Rienzo (1961), Gianni Mascolo (1968), Daniela Simmons (1986), Duilio (1994), Paolo Meneguzzi (doppio passaporto, 2008), Anna Rossinelli (2011). “Giorgio (del Lago Maggiore)”, uno dei maggiori successi italiani degli anni 50, è in realtà una cover di un brano che rappresentò la Svizzera all’Eurovision nel 1958. Ad eseguirlo, in italiano e tedesco, Lys Assia, svizzera, detta “La Signora dell’Eurovision”. Vincitrice della prima edizione (in casa, a Lugano), nonché la prima ad avervi preso parte per tre volte consecutive (1956, con due brani, 1957, 1958), in tre lingue diverse (italiano, francese, tedesco), è scomparsa nel marzo 2018 a 94 anni.

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05.Lettonia (LTV): Carousel (Sabīne Žuga, Mārcis Vasiļevskis, Mareks Logins e Staņislavs Judins) – “That Night” (Tā nakts) (Mārcis Vasiļevskis, Sabīne Žuga – Sabīne Žuga). 

Saranno i Carousel, il  duo musicale lettone fondato nel 2015 a Riga e formato da Sabīne Žuga e Mārcis Vasiļevskis insieme a Mareks Logins e Staņislavs Judins, a rappresentare la Lettonia all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “That Night” (Tā nakts).

I Carousel si sono formati nel 2015 nella capitale lettone. Nel 2019 hanno partecipato a Supernova, il processo di selezione per la ricerca del rappresentante eurovisivo lettone, con il brano “That Night” (Tā nakts). Nella serata finale del 16 febbraio hanno vinto il voto della giuria e sono arrivati secondi nel televoto, totalizzando abbastanza punti da vincere la selezione e diventare di diritto i rappresentanti nazionali all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv.

“That Night” (Tā nakts), l’indie folk, è stato pubblicato sotto etichetta discografica Records DK.

Scritto da Sabīne Žuga e composto da Mārcis Vasiļevskis ed Aleksandrs Volks, il brano è stato selezionato per partecipare a Supernova 2019, processo selezione lettone per l’Eurovision Song Contest. Nella serata finale, il brano ha vinto il voto della giuria e si è classificato secondo in quello del pubblico (composto da televoti, voti online e riproduzioni in streaming), totalizzando abbastanza punti da vincere la selezione garantendosi così il diritto di rappresentare la Lettonia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

 

La Lettonia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 21 Debutto: 2000 Vittorie: 1 (nel 2002 con “I wanna” di Marie N) Secondi posti: nessuno Terzi posti: 1. Record eurovisivi lettoni: Miglior successo discografico: “Love injected” di Aminata (2015) prima in patria, entra in classifica in 6 paesi europei compresi Germania e Regno Unito (in quest’ultimo è la prima lettone). Maggior numero di punti (finale): 186 (“Love injected”, Aminata, 2015, 6. posto) Finali centrate: 7 su 14, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2006 direttamente in finale per il regolamento dell’epoca. Miglior risultato in semifinale: 2. posto (2015). Curiosità eurovisive lettoni: Aminata è stata nel 2015 la prima artista di colore e di origine africana a rappresentare la Lettonia. Roberto Meloni, cantante, attore e conduttore sardo da tempo emigrato in Lettonia, ha rappresentato due volte il Paese ad Eurovision: nel 2007 con l’ensemble tenorile Bonaparti.LV cantando in italiano “Questa notte”, l’anno dopo con il gruppo Pirates of the Sea, in entrambi i casi centrando la finale. Oggi Meloni è una star in Lettonia e in tutti i paesi baltici, anche se si dedica più alla tv che alla musica. I Vocal Group Cosmos, in gara nel 2006, si sono esibiti l’anno dopo sul palco del Festival di Sanremo, accompagnando Al Bano nella serata duetti con il brano “Nel perdono”.

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06.Romania (TVR): Ester Peony  – “On a Sunday” (Într-o duminică) (Ester Alexandra Creţu, Alexandru Şerbu – Ioana Victoria Badea). 

Sarà la cantante rumena naturalizzata canadese, Ester Peony, pseudonimo di Alexandra Crețu, a rappresentare la Romania all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “On a Sunday”.

Ester Peony è cresciuta a Montréal in Canada. Nel 2019 ha partecipato a Selecția Națională, il processo di selezione per la ricerca del rappresentante eurovisivo rumeno, con il brano “On a Sunday” (Într-o duminică). Nella serata finale del 17 febbraio ha vinto il voto della giuria, ottenendo 62 punti dai sei giurati; è arrivata ottava su dodici partecipanti nel televoto, che ha funto da settimo giurato, ottenendo tre punti dal pubblico rumeno e portando il suo totale a 65 punti, che sono stati sufficienti a farle vincere il programma e a renderla di diritto la rappresentante nazionale all’Eurovision Song Contest 2019, a Tel Aviv.

“On a Sunday” (Într-o duminică), brano di atmosfere emo/cyberpunkè stato pubblicato il 17 gennaio 2019 su etichetta discografica Spinnup. Scritto da Ioana Victoria Badea, il brano è stato selezionato per Selecția Națională 2019, processo di selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest. Nella serata finale del programma, dopo essersi qualificata dalla semifinale, ha vinto il voto della giuria, ottenendo 62 punti dai sei giurati; è arrivata ottava su dodici partecipanti nel televoto, che ha funto da settimo giurato, ottenendo tre punti dal pubblico rumeno e portando il suo totale a 65 punti, sufficienti a renderla vincitrice e rappresentante nazionale di diritto all’Eurovision Song Contest 2019, a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

La Romania all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 22 Debutto: 1994 Vittorie: nessuna Secondi posti: nessuno Terzi posti: 2 (2005, “Let me try”, Luminita Anghel & System; 2010, “Playing with fire”, Paula Seling & Ovi). Record eurovisivi rumeni: Miglior successo discografico: “Zaleilah”, Mandinga (2012), primi in patria, entrano in classifica in 10 paesi europei. Maggior numero di punti (finale): 282 (“Yodel it!”, Ilinca & Alex Florea, 2017, 7. posto) Finali centrate: 10 su 11,  dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2004, 2007, 2009 direttamente in finale per il regolamento dell’epoca. Nel 2016 è stata squalificata prima del via. Miglior risultato in semifinale: 1. posto (2005). Curiosità eurovisive rumene: L’anno scorso (2018), per la prima volta, la Romania non ha superato le semifinali: è successo al gruppo The Humans, fermatisi all’undicesimo posto su 10 disponibili. Nel 2006, 2007 e 2008 le canzoni rumene contenevano parti in italiano: nel 2006 il titolo (Tornerò) e il ritornello, nel 2007 una strofa (e uno dei componenti dell’ensemble che la eseguiva, i Todomondo era il napoletano Ciro De Luca) e nel 2008 parte del testo. Nel 2016 la Romania è stata squalificata prima del concorso in quanto la tv rumena è stata per un periodo di tempo esclusa dall’EBU per debiti e morosità: Ovidiu Anton, che aveva vinto il concorso di selezione, non ha potuto partecipare all’Eurovision.

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07.Danimarca (DR): Leonora (Leonora Colmor Jepsen) – “Love Is Forever” (Kærlighed er for altid) (Lise Cabble, Melanie Wehbe, Emil Lei – Lise Cabble, Melanie Wehbe, Emil Lei). 

Sarà la cantante danese Leonora a rappresentare la Danimarca all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Love is Forever” (Kærlighed er for altid).

Pattinatrice su ghiaccio professionista, Leonora ha abbandonato il suo sport per dedicarsi interamente alla musica. Ha partecipato a Dansk Melodi Grand Prix 2019, il programma di selezione danese per la ricerca del rappresentante nazionale eurovisivo, con “Love is Forever”, un brano trilingue cantato in inglese, danese e francese. Nella finale del 23 febbraio 2019 è stata rivelata vincitrice, avendo ottenuto il 42% dei voti dal pubblico e dalla giuria sui tre superfinalisti, ottenendo la possibilità di rappresentare la Danimarca all’Eurovision Song Contest 2019.

Alla televisione nazionale danese, Leonora ha parlato così del brano che porterà al concorso internazionale del prossimo maggio: “L’amore è qualcosa di universale che esiste in ciascuno di noi ed esiste tra di noi, sarà sempre così. Ecco di che tratta la canzone. Anche se avvengono cose brutte nel mondo, l’amore ci sarà sempre a dare speranza, ottimismo e ad unire le persone.”

“Love is Forever”, è un pop midtempo ad alto tasso glicemico (ma con una performance molto intelligente e vari spunti interessanti, come un inserto in francese, danese e tedesco a due terzi del pezzo), che è stato pubblicato il 1º febbraio 2019 su etichetta discografica TheArrangement. Il brano è cantato in inglese, danese e francese, ed è presente anche un da frase in tedesco.

Scritto da Lise Cabble, Melanie Wehbe ed Emil Rosendal Lei, il brano è stato selezionato per partecipare a Dansk Melodi Grand Prix 2019, processo selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest. Nella serata finale, il brano ha ricevuto abbastanza voti per accedere alla superfinale a tre, dove ha trionfato con il 42% dei voti totali garantendo a Leonora la possibilità di rappresentare la Danimarca all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

La Danimarca all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 48 Debutto: 1957 Vittorie: 3 (1963, 2000, 2013). Secondi posti: 1 (2001) Terzi posti: 3 (1957, 1988, 1989). Record eurovisivi danesi: Miglior successo discografico: “Fly on the wings of love” (Olsen Brothers, 2000), primo in Danimarca e Svezia e in top 10 in diversi altri paesi, tre dischi di platino Con 100.000 copie vendute nel primo giorno, è tuttora il singolo con l’esordio migliore della storia musicale danese. Maggior numero di punti (finale): 281 (Emmelie De Forest, 2013, 1. posto). Finali centrate 9 su 12, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2006 direttamente in finale per via del regolamento di allora, nel 2014 paese ospitante. Miglior risultato in semifinale: 1. posto (Emmelie De Forest, 2013). Curiosità eurovisive danesi: “Love is forever” è la prima canzone danese con il testo multilingue ed anche la prima che comprende versi in danese dal 1999, anno in cui è stato tolto il vincolo di cantare nelle lingue del proprio paese. La canzone con più lingue nella storia eurovisiva è “Love unlimited”, della bulgara Sofi Marinova (2012), che, oltre al bulgaro del testo, ha un ritornello che consiste nella espressione “Ti amo” o concetti simili in Spagnolo, inglese, Italiano, Francese, turco, greco, serbo, azero, lingua rom, oltre a frasi in arabo per un totale di 11 idiomi differenti. Emmelie De Forest, la vincitrice del 2013, nel 2016 ha girato in Italia il video del suo singolo “Hopscotch”, fra Roma e Calcata (VT). Birthe Wilke e Gustav Winckler, rappresentanti all’esordio nel 1957, conclusero l’esibizione con un lungo bacio: fu provocato da un errore del responsabile di palco, che non li avvertì che la performance era finita.

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08.Svezia (SVT): John Lundvik – “Too Late For Love” (För sent för kärlek)  (John Lundvik, Anderz Wrehov, Andreas Stone Johansson – John Lundvik, Anderz Wrehov, Andreas Stone Johansson). 

Sarà il un cantante, compositoreed ex velocista svedese con origini britanniche, John Lundvik, a rappresentare la Svezia all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Too Late for Love” (För sent för kärlek).

Nato nella capitale britannica, viene adottato da una famiglia svedese residente in città quando aveva solo una settimana di vita. Lundvik e la sua famiglia hanno continuato a vivere a Londra fino alla fine degli anni ’80, quando si sono trasferiti nella città di Växjö.

Nel 2002 entra nella squadra di stafetta 4 x 100 metri d’atletica leggera della città, il IFK Växjö, con il quale ha conquistato una medaglia di bronzo nei Campionati Svedesi nel 2005. Nel 2009, decide di ritirasti ufficialmente dall’atletica leggera.

Inizia la sua carriera musicale nel 2010, scrivendo e componendo il brano When You Tell the World You’re Mine per il matrimonio reale di Vittoria di Svezia e Daniel Westling. Ha continuato a scrivere brani per artisti come Anton Ewald, Isac Elliot e Sanna Nielsen, e ha composto la colonna sonora del film svedese Easy Money (Snabba Cash) e per la serie tv Empire.

Nel 2016 partecipa ad Allsång på Skansen, dove si è esibito in coppia con Lill Lindfors.

Nel 2018 prende parte a Melodifestivalen, il programma di selezione svedese per l’Eurovision Song Contest, con il brano “My Turn”. Dopo essersi qualificato, dalla prima semifinale, direttamente alla serata finale alla Friends Arena, si è classificato terzo su dodici partecipanti.

Nel 2019 partecipa nuovamente al Melodifestivalen, questa volta con il brano “Too Late for Love” (För sent för kärlek). Proprio come l’anno precedente, si qualifica direttamente alla serata finale del 9 marzo, sempre alla Friends Arena. Qui ottiene il punteggio massimo da tutte le otto giurie internazionali, nonché il punteggio più alto dal pubblico, venendo incoronato vincitore e di conseguenza rappresentante svedese all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele. È inoltre autore del brano “Bigger than Us” del cantante britannico Michael Rice, che è stato selezionato come rappresentante del Regno Unito all’Eurovision Song Contest 2019.

“Too Late for Love” (För sent för kärlek) è stato pubblicato il 23 febbraio 2019 su etichetta discografica Warner Music Sweden. Il brano è stato scritto dallo stesso interprete insieme a Anderz Wrethov e Andreas “Stone” Johansson.

Con “Too Late for Love” John Lundvik ha partecipato a Melodifestivalen 2019, il processo di selezione per la ricerca del rappresentante eurovisivo svedese. Dopo aver vinto la semifinale, ha ottenuto il massimo del punteggio da tutte le otto giurie internazionali, nonché il maggior numero di voti dal pubblico, ed è stato incoronato vincitore. Rappresenterà la Svezia all’Eurovision Song Contest 2019.

Il singolo ha conquistato la vetta della classifica dei singoli svedese l’8 marzo 2019 dopo aver debuttato al 3º posto la settimana precedente. Inoltre fatica un pò a decollare in versione studio ma prende vita dal vivo, grazie a un eccellente lavoro di telecamere (forse il tratto distintivo delle proposte svedesi all’Eurovision) e una performance vocale senza fronzoli ma allo stesso tempo impeccabile. 

Qui sotto il video ufficiale:

La Svezia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 58 Debutto: 1958 Vittorie: 6 (1974, 1984, 1991, 1999, 2012, 2015) Secondi posti: 1 (1966) Terzi posti: 6 (1983, 1985, 1995, 1996, 2011, 2014). Record eurovisivi svedesi: Miglior successo discografico: “Euphoria” di Loreen (2012), ha vinto 26 dischi di platino, vendendo 2 milioni di copie, cogliendo 18 primi posti in Europa e altri 10 piazzamenti in top 3 Maggior numero di punti (finale): 372 (“Euphoria”, Loreen, 2012, 1. posto) Finali centrate: 9 su 10, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2004, 2005, 2006 direttamente in finale per il regolamento di allora, nel 2013 e 2016 paese ospitante. Miglior risultato in semifinale: 1. posto (2011, 2012, 2015). Curiosità eurovisive svedesi: Composizioni importanti per John Lundvik: il suo brano d’esordio è stato “When you tell the world you’re mine”, scritto per il matrimonio della principessa di Svezia Vittoria con Daniel Westling, eseguita da Agnes. Successivamente ha composto la colonna sonora della serie tv americana Empire e la canzone ufficiale della Svezia per i Giochi Olimpici di Rio 2016. Ha una seconda canzone in gara all’Eurovision 2019, come autore: quella del britannico Micheal Rice. Si tratta di un fatto più unico che raro nella storia eurovisiva. Prima di debuttare nella musica è stato atleta professionista: sprinter, è stato anche medaglia di bronzo nella 4×100 ai campionati svedesi. La Svezia è uno dei paesi leader della rassegna, se non altro come audience, eppure una volta ha mancato la qualificazione. L’impresa è “riuscita” ad Anna Bergendahl, undicesima in semifinale con la ballata “This is my life” nel 2010. Nel 1974 gli Abba vinsero con “Waterloo”, regalando il primo successo alla Svezia: oggi hanno un fatturato superiore a quello della Volvo.

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09.Austria (ÖRF): PÆNDA (Gabriela Horn) – “Limits” (Grenzen) (PÆNDA – PÆNDA). 

Sarà la cantante austriaca, Pænda – con i capelli blu -, a rappresentare l’Austria all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Limits” (Grenzen).

Il 29 gennaio 2019 è stato confermato che l’ente televisivo nazionale austriaco ÖRF l’ha selezionata internamente come rappresentante nazionale per l’Eurovision Song Contest 2019. Il suo brano, intitolato “Limits”, sarà pubblicato il mese successivo.

“Limits”, una ballad elettronica molto raffinata nelle intenzioni, forse un pò troppo per risultare memorabile all’interno di un concorso musicale, è stato pubblicato l’8 marzo 2019 su etichetta discografica Wohnzimmer Records. È stato scritto e composto a due mani dalla stessa cantante. Il brano è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo nazionale ÖRF per rappresentare l’Austria all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

L’Austria all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 52 Debutto: 1956. Vittorie: 2 (1966 con Udo Jurgens, 2014 con Conchita Wurst). Secondi posti: nessuno. Terzi posti: 1 (2018, Cesar Sampson). Record eurovisivi austriaci: Miglior successo discografico: “Rise like a phoenix” di Conchita Wurst, disco di platino e in top 3 in 15 paesi europei. Maggior numero di punti (finale): 342 (2018, Cesar Sampson, 2018). Finali centrate: 5 su 8, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2005 direttamente in finale per via del regolamento allora in vigore, 2015 paese ospitante.Miglior risultato in semifinale: Primo posto (Conchita Wurst, 2014). Curiosità eurovisive austriache: L’Austria eurovisiva è multietnica Hanno rappresentato il Paese diversi artisti di varie origini: Stella Jones (tedesco-americana,1995), alcune componenti delle Rounder Girls (Usa, 2000), Jimmy Makulis (Grecia, 1961), Carmela Corren (Israele, 1963), Karel Gott (Cecoslovacchia, 1968), Manuel Ortega (Spagna, 2002), Natalia Kelly (Usa, 2013), Eric Papilaya (Indonesia, 2007), Stefan Di Bernardo dei Tie Break (Italia, 2004), Nathan Trent (Italia, 2017), Cesar Sampson (anglo-austriaco, 2018) Conchita Wurst è stata l’unica vincitrice non italiana di Eurovision ad aver cantato al Festival di Sanremo. Prima ancora è stata ospite all’Arena su Rai Uno. Per tre volte l’Austria ha proposto canzoni in dialetto: 1996 (dialetto del Voralberg), 2003 (Stiriano) e 2012 (dialetto bavarese e austro-tedesco). Triste primato per The Makemakes, nel 2015 rappresentanti austriaci nell’edizione in casa: sono gli unici artisti che si sono esibiti nel proprio paese ad aver fatto zero punti.

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10.Croatia (HRT): Roko (Roko Blažević) – “The Dream” (San / Heroj) (Jacques Houdek – Jacques Houdek, Charlie Mason, Andrea Čubrić). 

Sarà il  cantante croato Roko a rappresentare la Croazia all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “The Dream”.

Roko Blažević è divenuto noto nei paesi dell’ex-Jugoslavia con la sua vittoria a settembre 2017 del talent show serbo Pinkove zvezdice, trasmesso su RTV Pink.

Nel 2019 ha partecipato a Dora, il programma di selezione croato per l’Eurovision Song Contest, con il brano “The Dream”, scritto per lui dal rappresentante croato del 2017, Jacques Houdek. Nella finale del 16 febbraio è risultato il preferito sia dal voto della giuria che dal pubblico ed è stato dichiarato vincitore, ottenendo così il diritto di rappresentare la Croazia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv.

“The Dream”, brano di genere opera pop, è stato pubblicato il 17 febbraio 2019 su etichetta discografica Croatia Records. Scritto da Jacques Houdek, Andrea Ćurić e Charlie Mason, il brano è stato selezionato per partecipare al Dora 2019, processo selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest. Nella serata del 16 febbraio è risultato il preferito sia dal voto della giuria che dal pubblico ed è stato dichiarato vincitore, ottenendo così il diritto di rappresentare la Croazia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

La Croazia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 25 Debutto: 1993 Vittorie: nessuna. Secondi posti: nessuno Terzi posti: nessuno Miglior risultato: 4. posto (1996, 1999). Record eurovisivi croati: Miglior successo discografico: “Neka ne mi svane” (1998) è prima in Croazia e lancia l’album di Danijela Martinovic (150 mila copie e due dischi di diamante e uno di platino fra Croazia e Slovenia) Maggior numero di punti (finale): 131 (Danijela Martinovic, 1998, 5. posto) Finali centrate: 6 su 12, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2006 direttamente in finale per via del regolamento di allora. Miglior risultato in semifinale: 3. posto (Put, 1993). Curiosità eurovisive croate: Dal 1993 è in gara come paese indipendente, ma in realtà sono croati i migliori risultati ottenuti dalla Yugoslavia fin quando è esistita: la vittoria dei Riva (1989), i piazzamenti di Novi Fosili, Srebrna Krila, Tajci e prima ancora di Doris Dragovic, poi in gara anche con la Croazia. Quasi sempre erano big del Paese, come è stato poi da indipendente fino ai primi anni 2000. Si è svolta a Zagabria la prima ed unica edizione dell’Eurovision Song Contest organizzata in territorio della Yugoslavia come stato unitario: era il 1990 e si impose a sorpresa Toto Cutugno con “Insieme: 1992” Roko Blazevic, per il suo stile da crooner, è stato soprannominato “Il Micheal Bublè croato”, anche in riferimento al fatto che lo stesso crooner canadese ha lontane origini croate. Proprio Jacques Houdek, autore della canzone di Roko, nel 2017 portò in concorso un brano nel quale una parte del testo era in italiano, dal titolo “My friend”.

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11.Malta (PBS): Michela (Michela Pace) – “Chameleon” (Joacim Perrson, Paula Winger, Borislav Milanov, Johan Alkanas – Joacim Perrson, Paula Winger, Borislav Milanov, Johan Alkanas). 

Sarà la cantante maltese Michela Pace a rappresentare Malta all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Chameleon”.

Michela Pace si è fatta conoscere al grande pubblico partecipando alla prima edizione di X Factor Malta. Dopo aver superato le audizioni è entrata a fare parte della categoria “ragazze” capitanata da Howard Keith Debono. Dopo aver superato la fase degli Home Visit, Michela accede alle fasi Live del programma, dove arriva fino in finale e viene proclamata vincitrice del programma.

Tra i vari premi del programma, Michela viene anche designata come rappresentate dell’isola all’Eurovision Song Contest 2019. Il brano con cui rappresenterà la nazione all’Eurovision Song Contest, “Chameleon”, è stato presentato il 10 marzo 2019.

“Chameleon”, brano è allegro e movimentato, anch’esso sull’onda di “Fuego” seconda classificata l’anno scorso ma in una chiave ancora più latineggiante e colorata, è stato presentato il 10 marzo 2019 e pubblicato commercialmente il successivo 5 aprile su etichette discografiche Sony Music Italy e Spinnup. Il brano è stato scritto da Joacim Persson, Paula Winger, Borislav Milanov e Johan Alkaenas. Assieme all’Azerbaijan, Malta è l’altra nazione che si affida al team di produzione bulgaro/svedese Symphonix Records, artefice del rilancio della Bulgaria e del terzo posto dell’Austria l’anno passato. 

In seguito alla sua vittoria al talent show X Factor Malta, Michela Pace è divenuta di diritto la rappresentante maltese all’Eurovision Song Contest 2019. Il brano è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo nazionale PBS per rappresentare l’isola a Tel Aviv.

Qui sotto il video ufficiale:

Malta all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 32 Debutto: 1971 Vittorie: nessuna Secondi posti: 2 (2002, “7th wonder”, Ira Losco e 2005, “Angels”, Chiara) Terzi posti: 2. Record eurovisivi maltesi: Miglior successo discografico: “Tomorrow” di Gianluca Bezzina (2013) è entrata in classifica in 10 paesi, compreso il Regno Unito Maggior numero di punti (finale): 192 (“Angel”, Chiara, 2005, 2. posto) Finali centrate: 6 su 14, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2005 e 2006 direttamente in finale per il regolamento dell’epoca. Miglior risultato in semifinale: 3. posto (2016). Curiosità eurovisive maltesi: L’isola di Malta ha proposto in concorso anche due canzoni in lingua maltese, nelle prime due partecipazioni del 1971 e 1972: entrambe conclusero all’ultimo posto. L’anno scorso, invece, la selezione maltese ha visto un brano nella lingua nazionale arrivare al secondo posto e sfiorare il biglietto per Kiev. L’ultima frase in lingua maltese compare in “Desire” di Claudette Pace, anno 2000. Michela Pace è sotto contratto con la filiale italiana della Sony: lo ha vinto come premio dopo il trionfo ad X Factor Malta. Cinque cantanti donne nelle ultime cinque edizioni per Malta, a cui si aggiunge anche una donna in voce nei ‘Firelight’, in gara nel 2014. Il direttore generale della tv maltese, John Bundy, ha origini italiane: sua madre e sua nonna, infatti sono nate in Umbria, a Perugia. Mary Spiteri, in gara nel 1992 con il brano “Little child”, oltre ad essere diventata una icona dello spettacolo nazionale ha un record tuttora imbattuto nel mondo eurovisivo: la nota più lunga, ben 13 secondi.

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12.Lituania (LRT): Jurij Veklenko (Jurijus Veklenko) – “Run With The Lions” (Bėgti su Liutais) (Eric Lumiere, Ash Hicklin, Pele Loriano – Eric Lumiere, Ash Hicklin, Pele Loriano). 

Sarà il cantante lituano Jurijus Veklenko, noto anche come Jurij a rappresentare la Lituania all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Run with the Lions” (Bėgti su Liutais).

Nato da genitori russi, Jurijus ha partecipato alle selezioni eurovisive per rappresentare la Lituania nel 2012 e nel 2014, venendo eliminato nella prima fase entrambe le volte. Si è presentato ad Eurovizijos 2019 con “Run with the Lions”, vincendo il programma con il massimo dei punti sia dalla giuria che dal televoto nella finale del 23 febbraio e ottenendo il diritto di rappresentare il suo paese all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv.

Il pezzo pop “Run with the Lions” è  stato pubblicato il 13 febbraio 2019. Scritto da Ashley Hicklin, Eric Lumiere e Pele Loriano, il brano è stato selezionato per partecipare ad Eurovizijos 2019, processo selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest. Dopo aver superato le semifinali ha avuto accesso alla serata finale, nella quale è stata proclamato vincitore del programma arrivando primo sia nel voto delle giurie che nel il televoto. Questo gli ha concesso il diritto di rappresentare la Lituania all’Eurovision Song Contest 2019, a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

Lituania all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 20 Debutto: 1994 Vittorie: nessuna Secondi posti: nessuno Terzi posti: nessuno Miglior risultato: 6. Posto (2006, “We are the winners”, LT United). Record eurovisivi lituani: Miglior successo discografico: “When we’re old” di Ieva Zaismauskaite (2018), è arrivata in top 10 in patria e in Svezia. Maggior numero di punti (finale): 200 (“I’ve been waiting for this night”, Donny Montell, 2016, 9. posto) Finali centrate: 8 su 13, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2007 direttamente in finale per il regolamento dell’epoca. Miglior risultato in semifinale: 3. posto (2012). Curiosità eurovisive lituane: L’esordio lituano fu segnato da un clamoroso zero. L’ultimo posto senza nemmeno un punto di Ovidijus Vyšniauskas portò a quattro anni di riflessione prima del ritorno nel 1999. La canzone dell’esordio è tuttora l’unica eseguita interamente in lingua lituana nella storia del concorso. Se confermerà l’opzione bilingue proposta nella finale nazionale, il lituano tornerà sul palco eurovisivo dopo 17 anni: l’ultima volta fu nel 2001, quando era parte di una canzone. Al momento di andare in stampa non è ancora chiaro quale delle due versioni proporrà sul palco eurovisivo. La Lituania è stato il primo paese dell’area ex sovietica a portare sul palco un cantante di pelle scura: era Victor Diawara, componente degli Skamp, in gara nel 2001 e poi con gli LT United nel 2006.

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13.Russia (RTR): Sergey Lazarev (Сергей Лазарев) – “Scream” (Крик)(Philipp Kirkorov, Dimitris Kontopoulos /
Филипп Киркоров, Димитрис Контопулос – Sharon Vaughn, Dimitris Kontopoul
os / Шэрон Вон
, Димитрис Контопулос). 

Sarà il cantante e attore russo Jurijus Veklenko, noto anche come Jurij a rappresentare la Russia all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Scream” (Крик).

Sergey Vyacheslavovich Lazarev (Сергей Вячеславович Лазарев) Comincia la sua carriera artistica all’età di 10 anni, cantando in una band dal nome “Lokteus children choir”. A 13 anni vince il suo primo premio musicale in Italia, nella trasmissione Bravo Bravissimo condotta da Mike Bongiorno, a cui ne seguiranno altri, ed entrerà in un gruppo musicale importante “Figli di Neposedy” (Непоседы) insieme al cugino Vlad Topalov (Влад Топалов). All’età di 21 anni si diploma come attore professionista, nella famosa scuola del Teatro d’Arte di Mosca (MKhAT) e precedentemente nel 2002 recita nella parte di Romeo al Teatro Puskin nello spettacolo “Romeo & Giulietta”. Nel 2003 è attore nel dramma “Alesha Karamazous”. Nello stesso anno vince il premio teatrale “Seagull” come miglior attore per la scena d’amore di “Romeo e Giulietta” in un’importante manifestazione ed è elencato tra i 10 giovani attori di maggior successo a Mosca.

Nel 2001 forma insieme al cugino Vlad Topalov un duo pop dal nome Smash!! (СМЭШ!!), per la Universal Music Russia. L’anno successivo girano il loro primo videoclip del singolo “Should Have Loved You More” che porterà gli Smash!! a conquistare il podio del concorso New Wave a Jūrmala. Il loro primo singolo ufficiale esce a ottobre dello stesso anno e si intitola “Belle” che stazionerà per sei mesi nelle top hits del canale musicale MTV in Russia.

Nel 2003 esce il loro primo album dal titolo ‘Freeway’. Quest’ultimo vende più di un milione di copie tra Russia e Comunità degli Stati Indipendenti conquistando numerosi dischi d’oro e di platino. Nel marzo dello stesso anno esce il secondo singolo tratto dall’album ‘2Nite’, “Talk to mee” comincia il tour di promozione in giro per la Russia. A settembre esce anche il terzo singolo “Freeway”. Ricevono numerosi premi come; “Rivelazione dell’anno” da parte di MUZ TV, “Euro-hit award” da Europe-plus radio station, “Grammofono d’oro”, “Sound-track award” e molti altri.

Nel 2004 pubblicarono il primo singolo del loro nuovo album dal titolo Obsession che conquista le hit in numerosi paesi. Successivamente viene distribuito il loro secondo singolo dal titolo “Faith”. Nello stesso anno vincono il premio “Pop-Project of the Year” all’MTV Russia Music Awards (RMA) e il premio “Band of the Year” al “Sound-track award”. A dicembre dello stesso anno commercializzano l’album dal titolo “2Nite”. Dopo l’uscita Sergey ha deciso di intraprendere la carriera da solista.

Nel 2005 Vlad pubblica ancora con il nome del duo anche il terzo album dal titolo “Evolution” per rispettare gli accordi presi con la casa discografica.

Nel dicembre del 2005 pubblica il suo primo album da solista dal titolo Don’t be fake per l’etichetta Style Record. L’album è stato registrato a Londra e comprende 12 brani, tra cui otto scritti con il produttore Brian Rowling (Céline Dion, Enrique Iglesias, Craig David, Britney Spears). I primi due singoli Eye of the storm e Lost without your love vengono rilasciati. L’album viene mentre, pubblicato anche in Ucraina e Polonia. Ma il successo arriva con il terzo singolo Just because you walk awayche rimane in classifica per oltre sei mesi e si piazza al 2º posto dei singoli più venduti in Russia nel 2006. Il quarto singolo Fake viene pubblicato e il remix dello stesso viene destinato al mercato inglese. Contemporaneamente vince il premio “Best Male Act 2006” all’MTV Russia Music Awards (RMA).

Nel 2007 pubblica il suo secondo album TV Show, ma prima viene pubblicato il primo singolo promozionale in lingua russa dal titolo Vspominay e successivamente la versione in lingua inglese Everytime con entrambi lo stesso videoclip. Il secondo singolo estratto dall’album è una cover del cantante britannico Johnny Hates Jazz, dal titolo Shattered dreams. Il videoclip viene girato a Toronto. Questo è per Sergey il primo singolo veramente internazionale, perché pubblicato anche in Gran Bretagna in formato digitale. Escono anche il secondo e il terzo singolo dai titoli TV Or Radio e Girlfriend.

Nel 2008 partecipa alla selezione nazionale russa per l’Eurovision Song Contest 2008 con la canzone Flyer arrivando al 4º posto, e vince il premio “Artist of the Year” all’MTV Russia Music Awards (RMA). Intanto pubblica il quinto singolo in lingua russa Зачем придумали любовь e anche in lingua inglese con il titolo Almost sorry.

Partecipa anche nelle parti canore del protagonista “Troy Bolton” nelle tre serie del famoso musical High School Musical.

Nel 2009 esce in collaborazione con Sergey Timati il primo singolo del suo terzo album dal titolo Lazerboy e successivamente ad aprile esce anche il secondo singolo “Stereo”. Ad agosto esce il terzo singolo in lingua russa dal titolo Найди меня. A febbraio 2010 esce il singolo Alarm; mentre il 31 marzo dello stesso anno viene pubblicato il quarto album dal titolo “Electric touch”.

Il 10 dicembre 2015 viene annunciato che Lazarev è stato scelto per rappresentare la Russia all’Eurovision Song Contest 2016, ove classifandosi primo nella semifinale ha avuto la possibilità di partecipare alla serata finale piazzandosi al terzo posto.

Giovedì 7 febbraio 2019 viene annunciata la sua partecipazione all’Eurovision Song Contest 2019 che si terrà a Tel Aviv.

“SCREAM” (Крик), una ballata epica che si regge sulle ottime doti vocali di Lazarev ma non lascia granché, è stato pubblicato il 9 marzo 2019 su etichetta discografica CineLab Records. È stato scritto da Sharon Vaughn e composto da Filipp Kirkorov e Dimitris Kontopoulos. Il brano è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo nazionale Rossija 1 per rappresentare la Russia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

La Russia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 21 Debutto: 1994 Vittorie: 1 (“Believe”, Dima Bilan, 2008). Secondi posti: 4 (2000, 2006, 2012, 2016) Terzi posti: 3 (2003, 2007, 2013). Record eurovisivi russi: Miglior successo discografico: “Party for everybody” (Buranovskiye Babuhski 2012), prima in patria, in classifica in 6 paesi, video russo più visto di sempre. Maggior numero di punti (finale): 491 (“You are the only one”, Sergeij Lazarev, 3, posto, 2016) Finali centrate: 10 su 11,  dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2004, 2005, 2007 direttamente in finale per il regolamento dell’epoca. Nel 2009 direttamente in finale come paese ospitante. Nel 2017 si è ritirata dal concorso. Miglior risultato in semifinale: 1. posto (2012, 2015, 2016). Curiosità eurovisive russe: Julia Samoylova, in gara nel 2018, è stata la prima e unica rappresentante della Russia a non essersi mai qualificata per la finale. Nel 2017 la Russia si è ritirata dal concorso, in polemica con la mancata ammissione in gara di Julia Samoylova. Quest’ultima fu designata anche nel 2017 dalla tv russa, ma l’emittente fu costretta al ritiro dopo un lungo tira e molla con la tv ucraina, che organizzava l’edizione. L’artista si era infatti esibita nei mesi precedenti in Crimea, regione contesa fra Ucraina e Russia e tuttora oggetto di una disputa sfociata anche in una guerra civile. Poiché si era esibita entrando dalla Russia senza l’autorizzazione ucraina (la cantante è tuttora inserita nella lista nera degli artisti sgraditi e banditi da Kiev), le venne negato l’ingresso nel Paese, precludendole di fatto la partecipazione. I tentativi di conciliazione della EBU, al pari delle possibili soluzioni alternative, non andarono a buon fine, costringendo quindi l’emittente al ritiro. Nomi celebri a livello internazionale hanno rappresentato la Russia: le t.A.T.u., terze nel 2003 all’apice della carriera, le Serebro, terze nel 2007, che subito dopo sono diventate famose in tutto il mondo, e Alla Pugacheva, la regina della musica pop sovietica, nel 1997.

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14.Albania (RTSH): Jonida Maliqi – “Ktheju tokës” (Return to your land) (Eriona Rushiti – Eriona Rushiti). 

Sarà la cantante e conduttrice televisiva albanese Jonida Maliqi a rappresentare l’Albania in gara all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Ktheju tokës” (Return to your land, Ritorna alla terra).

Jonida Maliqi si è fatta conoscere al grande pubblico nel 1995 quando a soli 13 anni ha partecipato al Festivali i Këngës, il principale evento musicale albanese, in coppia con il cantante Aleksandër Rrapi con il brano Planeti i fëmijëve. Nel 1997 è ritornata al festival in coppia con Kastriot Tusha, dove hanno presentato un brano ispirato da Madre Teresa di Calcutta. Ha fatto ritorno al festival come solista nel 1999, cantando Do jetoj pa ty e guadagnando un secondo posto, e nel 2004 con Frikem se më pëlqen, classificandosi terza. Nel 2010 ha presentato per l’unica volta il Festivali i Këngës.

Oltre alla sua carriera da cantante, Maliqi è anche un’acclamata attrice teatrale, avendo interpretato Giulietta Capuleti nella produzione albanese di Romeo e Giulietta insieme ad Alban Skënderaj.

Nel 2013 ha preso le vesti da conduttrice presentando la quarta edizione della versione albanese di Ballando con le stelle, mentre nel 2016 ha vestito il ruolo di giudice nella quinta edizione di The Voice of Albania.

Nel 2019 ha preso parte per la decima volta alla cinquantasettesima edizione del Festivali i Këngës. Nella serata finale della manifestazione è stata proclamata vincitrice con il brano Ktheju tokës, concedendole il diritto di rappresentare l’Albania all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv.

“Ktheju tokës” (Return to your land, Ritorna alla terra), una ballata folk in lingua che tratta il tema dell’emigrazione degli albanesi – in particolare subito dopo la Guerra del Kosovo, è stato pubblicato l’8 marzo 2019 su etichetta discografica Universal Music Group. È stato scritto e composto da Eriona Rushiti. Il brano ha partecipato alla 57ª edizione del Festivali i Këngës, il principale festival musicale albanese. Ktheju tokës è stata una delle quattordici canzoni selezionate dalla giuria per la finale del 23 dicembre 2018. Qui è risultata la più votata dai nove giurati, aggiudicandosi così la vittoria. Grazie alla sua vittoria, Jonida Maliqi rappresenterà l’Albania all’Eurovision Song Contest 2019, che si svolgerà a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

L’Albania all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 15 Debutto: 2004 Vittorie: nessuna Secondi posti: nessuno Terzi posti: nessuno. Miglior risultato: “Suus”, Rona Nishliu, 2012 (5. posto), Record eurovisivi albanesi: Miglior successo discografico: “I’m alive” (Elhaida Dani, 2015) e “Mall” (Eugent Bushpepa, 2018), 1. posto nell’airplay nazionale Maggior numero di punti (finale): 184 (Eugent Bushpepa, 2018) Finali centrate: 8 su 13, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2005 direttamente in finale per via del regolamento allora in vigore. Miglior risultato in semifinale: 2. posto (Rona Nishliu, 2012). Curiosità eurovisive albanesi: Sempre tanta Italia nelle performance albanesi: nel 2010, ad accompagnare sul palco Juliana Pasha c’era Olen Cesari, uno dei più famosi violinisti pop d’Europa, albanese naturalizzato italiano e vincitore di Sanremo 2007 con “Ti regalerò una rosa” di Simone Cristicchi, di cui scrisse la partitura d’archi. Nel 2014 e 2015 l’Albania ha schierato due artiste che parlano italiano e vivono in Italia, Hersi Matmuja e Elhaida Dani. L’anno scorso Eugent Bushpepa ha rivelato di aver vissuto e studiato per un anno a Bologna. Jonida Maliqi, che ha due album all’attivo, è stata anche giudice nell’edizione albanese di The Voice del 2016. Jonida Maliqi, in una delle sue tante partecipazioni al Ktheju tokës (la seconda, nel 1997), presentò una canzone dedicata a colei che oggi è Santa Teresa di Calcutta, che, a dispetto del nome, dovuto alle zone presso le quali operava, era una religiosa albanese. Mai una band ha rappresentato l’Albania: 13 solisti dei quali 12 donne e due duetti dal 2004, anno del debutto.

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15.Norvegia (NRK): KEiiNO – “Spirit in the Sky” (Ånden i himmelen) (Tom Hugo, Henrik Tala, Fred Buljo, Rüdiger Schramm – Alexander Olsson, Tom Hugo, Fred Buljo, Alexandra Rotan). 

Sarà il gruppo musicale norvegese KEiiNO, formato nel 2018 dal rapper di etnia sami Fred Buljo e dai cantanti Alexandra Rotan e Tom Hugo, a rappresentare la Norvegia in gara all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Spirit in the Sky” (Ånden i himmelen).

I KEiiNO si sono formati alla fine del 2018, ad hoc per partecipare a Melodi Grand Prix 2019, il processo di selezione norvegese per la ricerca del rappresentante eurovisivo norvegese. Nella finale del 2 marzo sono stati proclamati vincitori dal pubblico, ottenendo il diritto di rappresentare il loro paese all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv con il loro singolo di debutto, “Spirit in the Sky” (Ånden i himmelen).

“Spirit in the Sky” (Ånden i himmelen), brano che abbina sonorità electropop/EDM al jojk, un modo di cantare tipico della tradizione sami (il popolo che noi conosciamo come “lapponi”), è stato pubblicato il 25 gennaio 2019. Il brano è stato scritto e composto dai tre membri del complesso, Tom Hugo Hermansen Fred René Buljo e Alexandra Rotan, e da Henrik Tala e Alex N. Olsson.

Con “Spirit in the Sky” i KEiiNO si sono presentati a Melodi Grand Prix 2019, il processo di selezione norvegese per la ricerca del rappresentante eurovisivo norvegese. Nella finale del 2 marzo il pubblico li ha scelti come vincitori e, di conseguenza, come rappresentanti norvegesi all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv.

Qui sotto il video ufficiale:

La Norvegia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 58 Debutto: 1960 Vittorie: 3 (nel 1985 con “La det swinge” delle Bobbysocks, nel 1995 con “Nocturne” dei Secret Garden e nel 2009 con “Fairytale” di Alexander Rybak) Secondi posti: 1 Terzi posti: 1. Record eurovisivi norvegesi: Miglior successo discografico: “Fairytale” di Alexander Rybak (2009) fu primo in 7 paesi e in top 3 o top 5 in altri 10 Maggior numero di punti (finale): 387 (“Fairytale” di Alexander Rybak, 2009.1.posto) Finali centrate: 9 su 11, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2004 e 2006 direttamente in finale per il regolamento dell’epoca, nel 2010 paese ospitante. Miglior risultato in semifinale: 1. posto (2009). Curiosità eurovisive norvegesi: Il nome del gruppo deriva da una parte del nome della città di nascita di uno dei tre artisti, Fred Buijo. Nonostante le tre vittorie e ascolti super che fanno della Norvegia uno dei paesi leader dell’Eurovision, spesso il paese ha concluso all’ultimo posto, anche a zero punti: undici volte, delle quali quattro con zero punti in carniere. L’ultima volta della lingua norvegese è ormai lontana ben tredici anni: a tentare la strada fu Christine Guldbrandsen con ‘Alvedansen’ nel 2006. Finì quattordicesima. La canzone comprende un verso, nel ritornello, eseguito nel dialetto del popolo Nord Sami (lappone del Nord), che mancava dal 1960, anno del debutto della Norvegia in concorso. Il Joik, canto tipico del popolo Sami, debutta ufficialmente all’Eurovision: diffuso in Finlandia, Norvegia e Svezia, in nessuno di questi tre paesi un brano in tutto o in parte con joik ha mai superato le selezioni nazionali. Lo troviamo nel ritornello.

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16.Paesi Bassi (AVROTROS): Duncan Laurence – “Arcade” (Zuilengang) (Duncan Laurence, Joel Sjöö, Wouter Hardy – Duncan Laurence, Joel Sjöö, Wouter Hardy). ,

Sarà il  cantautore olandese Duncan Laurence, pseudonimo di Duncan de Moor, a rappresentare i Paesi Bassi all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Arcade” (Zuilengang).

Duncan de Moor si è fatto conoscere al grande pubblico partecipando alla quinta edizione di The Voice of Holland. Nelle blind audition, de Moor si è esibito con Sing di Ed Sheeran, passando l’audizione ed entrando a far parte del team di Ilse DeLange.[ Dopo aver superato i duelli accede ai live, dove riesce ad arrivare fino alle semifinali prima di essere eliminato.

Nel 2018 Duncan si è laureato alla Rock Academy di Tilburg, dove ha studiato per diventare cantautore e produttore musicale. Ha vissuto anche del tempo a Londra e Stoccolma per imparare a scrivere la sua musica. Insieme a Jihad Rahmouni, ha co-scritto il brano Closer, inserito nell’album New Chapter #1: The Chance of Love, del K-Pop duo TVXQ.

Il 21 gennaio 2019 è stato confermato che l’ente televisivo nazionale olandese AVROTROS l’ha selezionato internamente come rappresentante nazionale per l’Eurovision Song Contest 2019. Il brano con cui rappresenterà i Paesi Bassi all’Eurovision Song Contest, “Arcade”, è stato pubblicato il 7 marzo 2019.

“Arcade” – è al momento la favorita d’obbligo per la vittoria dell’Eurovision Song Contest 2019 -, brano d’atmosfera che fa leva soprattutto sulle emozioni e sulla fragilità dell’interprete, mettendo in campo un forte contrasto con buona parte delle concorrenti dirette, è stato pubblicato il 7 marzo 2019 su etichetta discografica Spark Records, parte della famiglia della Universal Music. È stato scritto dallo stesso cantante con Joel Sjöö e Wouter Hardy. Il brano è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo nazionale AVROTROS per rappresentare i Paesi Bassi all’Eurovision Song Contest 2019.

Sicuramente i Paesi Bassi sanno di avere in mano una carta vincente e di essere vicini al trionfo come mai dal 1975, l’anno in cui il gruppo Teach-In conquistò con “Ding-a-Dong” il quarto Eurovision della storia olandese. Il dubbio è se la performance sarà forte abbastanza da sconfiggere la schiera di detrattori che Duncan si è guadagnato solo per la sua nomea di vincitore designato, un pò come già accadde a noi due anni fa con Francesco Gabbani.

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I Paesi Bassi all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 60 Debutto: 1956 Vittorie: 4 (nel 1957 con “Net als toen” di Corry Brokken, nel 1959 con “Een Beetje” di Teddy Scholten, nel 1969 con “De troubadour” di Lenny Kuhr e nel 1975 con “Ding-a-Dong” dei Teach-In) Secondi posti: 1 Terzi posti: 1. Record eurovisivi olandesi: Miglior successo discografico: “Calm after the storm” vince tre dischi d’oro, è ai vertici in mezza Europa e vende oltre 400mila copie nel mondo. L’album è triplo disco di platino in patria e disco di platino in Australia. Maggior numero di punti (finale): 238 (“Calm after the storm” dei The Common Linnets, 2014, 2. posto) Finali centrate: 7 su 14, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Miglior risultato in semifinale: 1. posto (2014). Curiosità eurovisive olandesi: I Paesi Bassi, nonostante la grande tradizione canora internazionale e nonostante gli ascolti record per il concorso, da quando sono state introdotte le semifinali sono agli ultimi posti quanto a qualificazioni. Tra il 2005 e il 2012 sono sempre stati eliminati; dal 2013 hanno mancato l’appuntamento con la finale una sola volta. The Common Linnets, battuti solo da Conchita Wurst nel 2014, hanno vinto gli EBBA Awards (Euopean Border Breakers Awards) come migliori esordienti capaci di sfondare a livello internazionale. Ma al momento dell’assegnazione del premio Waylon aveva già abbandonato il progetto per tornare solista. Corry Brokken è la sola artista della storia eurovisiva ad essere arrivata prima e poi ultima alla rassegna, rispettivamente nel 1957 e 1958. Nel 1969, Lenny Kuhr vinse con “De Troubadour” insieme a Regno Unito, Francia e Spagna: è l’unico storico pari a 4 del concorso. L’olandese manca dal concorso dal 2010, quando a portarlo in gara fu Sieneke, che non riuscì a centrare la finale: è stata l’unica entry nella lingua madre nelle ultime 19 edizioni. In compenso, nel 2006, parte della canzone delle Treble fu eseguita in una lingua immaginaria.

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17.Macedonia del Nord (MKRTV): Tamara Todevska (Тамара Тодевска) – “Proud” (Горда) (Robert Bilbilov, Lazar Cvetkoski, Darko Dimitrov – Kosta Petrov, Sanja Popovska). 

Sarà la cantante macedone Tamara Todevska (Тамара Тодевска) a rappresentare la Macedonia del Nord all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Proud” (Горда).

È sorella della cantante Tijana Dapčević / Тијана Дапчевиќ. Ha debuttato proprio con Tijana in un duetto datato 1997 (Igra luda). Nel 2003 ha partecipato al festival montenegrino Sunčane Skale / Сунчане Скале. Nel 2005 ha pubblicato l’album Sino (Сино, Blu). Ha partecipato all’Eurovision Song Contest 2008 come rappresentante della Repubblica di Macedonia presentando il brano “Let Me Love You” (Во име на љубовта) insieme a Vrčak e Adrian  (feat. Врчак и Адријан Гаџа).

“Proud” (Горда), una  ballad strappacuore dedicata all’universo femminile e chiaramente ispirata al fenomeno globale del #MeToo, è stato pubblicato l’8 marzo 2019. È stato scritto da Kosta Petrov e Sanja Popovska e composto da Darko Dimitrov, Robert Bibliov e Lazar Cvetkoski. Il brano è stato selezionato internamente dall’ente radiotelevisivo nazionale Makedonska Radio Televizija per rappresentare la Macedonia del Nord all’Eurovision Song Contest 2019. Doveva essere inizialmente diffuso il 4 marzo, ma la sua messa in commercio è stata posticipata per combaciare con la Giornata internazionale della donna.

Qui sotto il video ufficiale:

 

La Macedonia del Nord all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 20 Debutto: 1998 Vittorie: nessuna Secondi posti: nessuno Terzi posti: nessuno Miglior risultato: 12. posto (2006, “Ninanajna”, Elena Risteska). Record eurovisivi macedoni: Miglior successo discografico: “Crno i belo” (2012) di Kaliopi è canzone dell’anno e ai vertici in tutti i Balcani. Maggior numero di punti (finale): 73 (“Mojot svet”, Karolina Goceva, 2007, 14. posto) Finali centrate: 5 su 15, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Miglior risultato in semifinale: 9. posto (2005, 2007, 2012). Curiosità eurovisive macedoni: Da questa edizione il paese si chiama ufficialmente Nord Macedonia o Macedonia del Nord, come da accordo fra il Paese e la Grecia, ratificato dal Parlamento e da un referendum. Questo per chiudere ufficialmente la querelle con la Grecia, che rivendicava in esclusiva il nome per la propria regione. Nelle manifestazioni EBU, dal 2006 il Paese era indicato come “Ex Repubblica Yugoslava di Macedonia”. Da ormai diversi anni la Macedonia porta in concorso personaggi di primo piano del panorama musicale macedone e in generale dell’area slava. Tamara Todevska ha una sorella, anch’ella cantante affermata e anch’ella rappresentante eurovisiva macedone: Tijana, in gara nel 2014. Macedonia in grande difficoltà col passaggio del turno: appena una qualificazione nelle ultime 12 partecipazioni. Nel 2017 per Jana Burceska la delusione dell’eliminazione, ma la gioia della proposta di matrimonio in diretta mondiale da parte dell’attuale marito, che era anche uno dei coristi che l’accompagnavano. Si era esibita anche in stato di gravidanza.

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18.Azerbaigian (İctimai): Chingiz (Çingiz Mustafayev) – “Truth”  (Həqiqət) (Borislav Milanov, Trey Campbell, Bo J, Pablo Dinero, Hostess and Chingiz – Borislav Milanov, Trey Campbell, Bo J, Hostess). 

Sarà il cantante azero Çingiz Mustafayev, conosciuto come Chingiz a rappresentare l’Azerbaigian all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Truth” (Həqiqət).

Nato nella capitale russa, si è trasferito a Qazax, in Azerbaigian, all’età di sei anni, e successivamente nella capitale Baku quando aveva 13 anni. Si è avvicinato alla musica sin dall’infanzia, imparando a suonare la chitarra e componendo le sue stesse canzoni.

Nel 2007 ha preso parte alla versione azera di Pop Idol, finendo per vincere l’intera edizione. Nel 2013 ha rappresentato l’Azerbaigian al festival musicale New Wave a Jūrmala, in Lettonia. Nel 2016 ha partecipato alla sesta edizione del talent show The Voice of Ukraine.

L’8 marzo 2018 è stato confermato che l’ente televisivo İctimai Televiziya və Radio Yayımları Şirkəti l’ha selezionato internamente come rappresentante azero per l’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele. Il suo pezzo, “Truth” (Həqiqət), è stato scelto fra oltre 350 proposte.

“Truth” (Həqiqət), brano dance-pop con sonorità elettroniche, è stato pubblicato l’8 marzo 2019 su etichetta discografica BMF Records. Il brano è stato scritto e composto dallo stesso interprete con Boris Milanov.

L’8 marzo 2018 è stato confermato che l’ente televisivo İctimai TV l’ha selezionato internamente come rappresentante azero per l’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

Qui sotto il video ufficiale:

 

L’Azerbaigian all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 12 Debutto: 2008 Vittorie: 1 (2011, “Running scared”, Ell & Nikki). Secondi posti: 1 (2013, “Hold me”, Farid Mammadov). Terzi posti: 1 (2009, “Always”, AySel & Arash). Record eurovisivi azeri: Miglior successo discografico: “Running scared” (2011) di Ell & Nikki ha raggiunto la top 5 in diversi paesi d’Europa. Maggior numero di punti (finale): 234 (Farid Mammadov, 2. posto). Finali centrate: 9 su 10, Nel 2012 in finale diretta come paese ospitante. Miglior risultato in semifinale: 1. posto (Farid Mammadov, 2013). Curiosità eurovisive azere: L’Azerbagian è il solo paese a non aver mai portato in concorso una canzone nella propria lingua nazionale o che contenesse alcune strofe nella lingua nazionale. Si è sempre esibita in inglese, quasi sempre con produzioni straniere. L’azero compare esclusivamente in un verso della canzone bulgara del 2012. Nel 2012, l’edizione di Baku si svolse in un’arena, la Crystal Hall, costruita dal nulla in appena quattro mesi da un’impresa tedesca: fu realizzata spendendo 300 milioni di Manat, ovvero 160 milioni di euro, il costo maggiore nella storia eurovisiva Ell & Nikki, vincitori nel 2011, furono invitati alla serata finale di Sanremo 2012 per consegnare il pass eurovisivo a Nina Zilli, senza però cantare. Prima eliminazione lo scorso anno per il Paese dopo 8 qualificazioni per la finale e un accesso diretto come Paese ospitante.

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FinaleLa finale si svolgerà il 12 maggio 2018 alle 21:00 CEST; vi garegeranno i 10 Paesi qualificati durante la Prima Semi-Finale, i 10 Paesi qualificati durante la Seconda Semi-Finale e i 6 finalisti di diritto, per un totale di 26 Paesi. Il 12 marzo 2018, a seguito di un’estrazione, è stato deciso che il Portogallo, lo Stato organizzatore, avrebbe cantato all’ottavo posto.

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14.Israele (KAN): Kobi Marimi (קובי מרימי) – “Home” (בית) (Inbar Wizman, Ohad Shragai – Inbar Wizman, Ohad Shragai). 

Sarà il cantante israeliano Kobi Marimi (קובי מרימי) a rappresentare l’Israele all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Home” (בית).

Nato e cresciuto a Ramat Gan, Kobi Marimi ha iniziato a cantare all’età di 13 anni e ha studiato teatro durante le scuole superiori. Durante il suo servizio di leva nell’esercito israeliano ha tentato senza successo di entrare in una banda militare e in un gruppo teatrale. Dopo il congedo ha iniziato a studiare recitazione allo studio Nissan Nativ, mentre copriva ruoli minori in varie commedie e musical e si manteneva lavorando come barista a Tel Aviv.

Alla fine del 2018 ha preso parte alle audizioni per il talent show HaKokhav HaBa L’Eurovizion, che funge come programma di selezione per il rappresentante israeliano per l’Eurovision. Il 12 febbraio 2019 è stato proclamato vincitore, ottenendo così il diritto di rappresentare il suo paese all’Eurovision Song Contest 2019, che si terrà proprio a Tel Aviv in seguito alla vittoria israeliana nell’edizione precedente.

“Home” (בית), una ballata gospel, è stato pubblicato il 12 marzo 2019. È stato scritto e composto da Inbar Wizman e Ohad Shragai e prodotto da Amos Ben David. In seguito alla sua vittoria al talent show HaKokhav HaBa (הַכּוֹכָב הַבָּא, The Next Star), Kobi Marimi è divenuto di diritto il rappresentante israeliano all’Eurovision Song Contest 2019. Home è stato scelto da una giuria interna dell’ente radiotelevisivo nazionale KAN come suo pezzo per Tel Aviv. Dato che Israele è il paese organizzatore dell’edizione, il brano accederà direttamente alla serata finale del 18 maggio 2019.  

Qui sotto il video ufficiale:

 

 

Israele all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 42 Debutto: 1973 Vittorie: 4 (nel 1978 con “A-Ba-Ni-Bi” di Izhar Cohen & the Alphabeta, nel 1979 con “Hallelujah” di Gali Atari & Milk and Honey, nel 1998 con “Diva” di Dana International, nel 2018 con “Toy” di Netta) Secondi posti: 2 Terzi posti: 1. Record eurovisivi israeliani: Miglior successo discografico: “”Toy” di Netta (2018) è primo in patria e nella classifica Dance Usa) ed in top 10 in 10 paesi complessivi, disco di platino. Raggiunge inoltre 100.000.000 di visualizzazioni sul canale ufficiale dell’evento, unico brano eurovisivo della storia. Maggior numero di punti (finale): 529 (“Toy”, Netta, 2018) Finali centrate: 10 su 12, dal 2004, anno di introduzione delle semifinali. Nel 2006 direttamente in finale per il regolamento dell’epoca. Miglior risultato in semifinale: Primo posto (2018). Curiosità eurovisive israeliane: Israele è uno dei pochi paesi ad aver centrato due vittorie consecutive (Irlanda, che ne ha vinti 4 su 5, Lussemburgo e Spagna gli altri) e curiosamente tre delle sue quattro vittorie sono arrivate a distanza di 20 anni esatti l’una dall’altra. Israele è l’unico paese a non aver difeso il titolo dopo averlo vinto. Nel 1980, infatti, non solo sceglie di non organizzare per la terza volta, ma non prende parte all’evento, fissato in coincidenza con una festa nazionale, lo Yom Hazikaron, giornata di commemorazione dei soldati israeliani morti e alle vittime civili del terrorismo. Dana International, vincitrice nel 1998 con il brano “Diva”, è stata la prima e finora unica artista transessuale a vincere il concorso. Si è riproposta in gara nel 2011, venendo però eliminata in semifinale. Fra gli artisti andati sul podio anche un nome famoso a livello internazionale: Ofra Haza (1983). Un’altra big vi ha preso parte: Noa (2009), chiudendo però sedicesima. Fra gli artisti che hanno rappresentato Israele anche una nata in Iran e poi trasferita con la famiglia, Rita Yahan Farouz (1990) e una palestinese, Mira Awad (2009, in coppia con la citata Noa).

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¿¿.Francia (France 3): Bilal Hassani – “Roi” (King) (Emilie Satt, Jean-Karl Lucas – Emilie Satt, Jean-Karl Lucas). 

Sarà il cantante, compositore e youtuber francese di origini marocchine Bilal Hassani (look androgino con tanto di occhiali e parrucca bionda) a rappresentare la Francia all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Roi” (King, Re).

Bilal inizia a muovere i primi passi verso la musica all’età di 5 anni, prima in famiglia per poi cominciare a prendere lezioni di canto. Nel 2015, sotto consiglio di Nemo Schiffman, prende parte alla seconda edizione di The Voice Kids. Alle audizioni si è presentato con il brano Rise Like a Phoenix di Conchita Wurst, dove è entrato a far parte del team Patrick Fiori. La sua esperienza nello show termina alle fasi battle dove viene eliminato dalla sua sfidante Lenni-Kim.

Successivamente a The Voice Kids, Bilal apre un proprio canale YouTube, dove inizia a pubblicare, parallelamente a singoli come Follow Me, House Down e Shadows, cover di brani di artisti come Selena Gomez e Daft Punk e vlog in stile slice of life.

Nel 2018, il magazine francese Têtu ha inserito Hassani nella lista delle «30 icone LGBT+ più influenti della Francia», affermando che l’artista è una vera e propria icona di riferimento per i giovani della comunità LGBT+.

Il 6 dicembre 2018, Bilal è stato confermato come partecipante a Destination Eurovision, il format per la ricerca del rappresentante francese all’Eurovision Song Contest con il brano Roi. Il 20 dicembre viene presentato un’anteprima di Roi che porta la firma dei Madame Monsieur e il testo tratta dell’accettazione di se stessi. Il brano completo viene pubblicato il 4 gennaio 2019 sul canale YouTube di Bilal, raggiugendo le 3 milioni di visualizzazioni.

A Destination Eurovision, Bilal si è esibito nella prima semifinale riuscendo ad accedere alla serata finale, insieme ad altri 7 aspiranti rappresentanti. Nella serata finale viene proclamato vincitore del programma. Questo gli concede il diritto di rappresentare la Francia all’Eurovision Song Contest 2019, a Tel Aviv.

Il suo album di debutto Kingdom è uscito il successivo 26 aprile e ha debuttato alla 24ª posizione della classifica francese. È stato il 16º album più comprato nei negozi fisici nella sua prima settimana di disponibilità con 2.600 copie vendute.

Il 23 giugno 2017 Bilal Hassani ha dichiarato pubblicamente la propria omosessualità sui social network, il giorno prima del Gay Pride di Parigi, a cui ha partecipato.

A dicembre 2018 è stato vittima di cyberbullismo ricevendo minacce di morte. In un’intervista ha affermato di subire attacchi razzisti e omofobi e minacce online quasi quotidianamente.

Bilal Hassani, in un’intervista ad un sito francese che tratta di musica e spettacolo, ha raccontato che il titolo della canzone, incentrata sul tema dell’accettazione, è nato appena ha ascoltato le prime note della canzone al pianoforte, suonate da Jean Karl dei Madame Monsieur; con l’altra metà del duo, Emilie, ha composto il testo, che è venuto di conseguenza, scritto in breve tempo. “Ho sentito subito al primo ritornello che sarebbe stata una canzone molto bella da presentare a Destination Eurovision e persino all’Eurovision; è quello che abbiamo detto tutti”, ha rivelato il giovane cantante.

Bilal Hassani, il cantante che cercherà di regalare la vittoria alla Francia, ha dovuto fare i conti con l’odio e l’ostilità degli hater nel suo Paese quando ha conquistato il diritto di rappresentare la Francia sul palco di Tel Aviv. Di origini marocchine, il cantante dalla pelle ambrata che contrasta con i lunghi capelli biondi, non fa misteri della sua omosessualità, e “Roi”, la sua canzone, è una dichiarazione trionfante del suo voler essere sé stesso.

Da quando Israele è stata scelta per ospitare la prossima edizione dell’Eurovision, che si terrà a maggio a Tel Aviv, sono emerse numerose controversie soprattutto a causa dei tentativi di boicottaggio da parte di artisti di estrema sinistra. Tuttavia, recentemente è stato preso di mira nello specifico anche uno dei partecipanti, il cantante francese Bilal Hassani.

Come racconta il Times of Israel Hassani, nato a Parigi 19 anni fa da genitori marocchini e icona gay nel suo paese, è stato recentemente contestato dopo che sono emersi alcuni suoi vecchi tweet: in uno di questi, risalente all’agosto 2014, accusava Israele di crimini contro l’umanità, mentre in un altro dello stesso anno prendeva le difese del comico Dieudonné, più volte accusato di antisemitismo. Inoltre, in un video del 2018 appariva deridere con toni ironici recenti attentati jihadisti in Francia.

In un’intervista al quotidiano Le Parisien, Hassani si è difeso affermando che ha scritto quelle cose quando aveva 14 anni, quando era “giovane e stupido”, mentre il video in realtà sarebbe legato a quando i francesi hanno vinto la Coppa del Mondo: “C’era una persona per strada che saltava di gioia ed esultava perché quel periodo tremendo del terrorismo sembrava finito, ‘attentati di qui, attentati di là, la Francia ha davvero sofferto molto’, diceva. Quelle immagini sono diventate virali, tutti le hanno usate e modificate, e l’ho fatto anche io con i miei amici. Ma certo non esultavo per gli attentati, è una follia.” Nonostante ciò, il senatore francese repubblicano Henry Leroy ha chiesto alla giuria francese dell’Eurovision che Hassani non rappresenti più il suo paese alla gara.

Oltre alle polemiche sopra citate, Hassani ha ricevuto delle minacce di morte la settimana scorsa per la sua decisione di recarsi in Israele pur essendo arabo: “A volte c’è chi tenta di farne un evento politico, ma io non sono così. Per me il palco è un luogo sacro,” ha dichiarato in un’intervista all’emittente israeliana Keshet 12.

Riguardo all’evento, ha dichiarato: “Ho sentito che la vita è molto eccitante lì a Tel Aviv. Non vedo l’ora di vederne il sole e visitarla.” Ha raccontato di aver ricevuto parecchi attacchi su internet e in particolare sul suo canale youtube, che conta oltre 800.000 follower, anche per la sua omosessualità. “Alcune persone sono infastidite dal fatto che i miei genitori siano nati in Marocco e che io sia gay. È innegabile,” ha spiegato, aggiungendo che però gli insulti lo hanno reso “ancora più determinato nel rispondere agli haters.”

“Roi” (King, Re), parla di accettazione di sé stessi ed è in inglese e francese, è stato pubblicato il 4 gennaio 2019 su etichetta discografica Low Wood. Scritto dallo stesso interprete in collaborazione con il duo Madame Monsieur  (rappresentanti francesi del 2018) e con Medeline, il brano ha vinto il programma Destination Eurovision, guadagnando il diritto a rappresentare la Franciaall’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele. Facendo la Francia parte dei Big Five, il brano avrà accesso direttamente alla serata finale del 16 maggio 2019.

Qui sotto il video ufficiale:

La Francia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 63. Debutto: 1956 Vittorie: 5 (1958, 1960, 1962, 1969, 1977) Secondi posti: 4 Terzi posti: 7. Record eurovisivi francesi: Miglior successo discografico: “White and black blues” (1990, Joelle Ursull) vende oltre 600 mila copie e vince il disco d’oro; “L’oiseau et l’enfant’ (Marie Myriam 1977), disco d’oro con 500 mila copie certificate ma 1,4 milioni effettivi di copie vendute (la classificazione fu ufficializzata solo nel 1984). Maggior numero di punti (finale): 257 (“J’ai cherché”, Amir, 2016, 6. posto). Paese ammesso direttamente in finale facendo parte dei “Big 5”. Curiosità eurovisive francesi: Bilal Hassani ha una storia particolare. Viaggia sin da piccolo, al seguito del padre, che oggi vive a Singapore, cresce bilingue grazie alla sua matrigna, cresce con il mito di Beyoncé (rivelerà che quando è nato una sua canzone scorreva in sottofondo), ha studiato in un liceo cattolico dal quale è stato espulso dopo che quello che riteneva un suo amico ha rivelato una sua storia omosessuale. Amante delle parrucche (le cambia spesso nei suoi video), per la sua immagine androgina e per il suo orientamento sessuale, oltreché per le origini magrebine, dal 2018 è costantemente oggetto di attacchi razzisti ed omofobi (circa 1500 messaggi sul canale Twitter). Nel 2014 i Twin Twin hanno realizzato un triplo record negativo per la Francia: peggior posizionamento assoluto (ultimo posto, non era mai successo), peggior posizione numerica (ventiseiesima), minor numero di punti per un rappresentante francese (appena 2). Frida Boccara, franco-marocchina di sangue livornese, nel 1969 vince con “Un jour, un enfant”, insieme a Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi. La Francia nel 2008 presentò un brano (“Divine” di Sebastien Tellier) interamente in inglese: sotto le proteste del pubblico e delle istituzioni Tellier inserì un solo ed unico verso in lingua francese: è stata la prima ed unica volta di una canzone non in francese, escludendo le due presentate in dialetto bretone ed in lingua corsa. Alcune grandi dive della chanson e della varieté francese hanno partecipato all’Eurovision sotto altre bandiere: France Gall vinse nel 1965 a Napoli per il Lussemburgo; due anni prima Francoise Hardy chiuse quinta sotto le insegne di Monaco. Michéle Torr rappresentò sia Lussemburgo nel 1966 (decima) che Monaco nel 1977 (quarto posto). Fra gli uomini, merita una menzione lo chansonnier Jean Claude Pascal, due volte in gara per il Lussemburgo (1961, vincitore, e 1981).

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¿¿.Germania (NDR): S!sters (Laura Kästel e Carlotta Truman) – “Sister” (Schwester) (Laurell Barker, Tom Oehler, Marine Kaltenbacher, Thomas Stengaard – Laurell Barker, Tom Oehler, Marine Kaltenbacher, Thomas Stengaard). 

Sarà il duo musicale tedesco,  S!sters, fondato nel 2019 a Hannover e formato da Laura Kästele e Carlotta Truman, a rappresentare la Germania all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Sister” (Schwester). 

Il 22 febbraio 2019 le Sisters sono state uno dei sette partecipanti ad Unser Song für Israel, il processo di selezione tedesco per la ricerca del rappresentante nazionale all’Eurovision. Alla selezione hanno presentato il brano “Sister” (Schwester). Hanno ricevuto il massimo dei punti dalla giuria tedesca e dal televoto, vincendo il programma e ottenendo la possibilità di rappresentare la Germania all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv.

“Sister” (Schwester), una canzone il cui testo è imperniato sulla rivalità che può svilupparsi fra due sorelle, è frutto della combinazione di un messaggio che può risuonare con molti telespettatori (forse anche di più che tra i fan sfegatati dell’evento) e una performance concettuale e pensata bene, con una piattaforma rotante sulla quale si muovono le due “sorelle” per incontrarsi sull’ultimo ritornello.

È stato pubblicato il 22 febbraio 2019 su etichetta discografica Universal Music Group. Scritto da Laurell Barker, Marine Kaltenbacher, Tom Oehler e Thomas Stengaard, il brano è stato selezionato per Unser Lied für Israel, processo di selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest. Nella serata finale del programma sono state proclamate vincitrici del programma avendo ottenuto il massimo dei punteggi da parte della giuria internazionale e dal televoto. Questo gli ha concesso il diritto di rappresentare la Germania all’Eurovision Song Contest 2019, a Tel Aviv, in Israele. Facendo la Germania parte dei Big Five, il brano avrà accesso direttamente alla serata finale del 16 maggio 2019.

Qui sotto il video ufficiale:

 

La Germania all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 63 Debutto: 1956 Vittorie: 2 (nel 1982 con “Ein bißchen Frieden” di Nicole, nel 2010 con “Satellite” di Lena) Secondi posti: 4 (1980, 1981, 1985, 1987) Terzi posti: 5. Record eurovisivi tedeschi: Miglior successo discografico: ” Ein bißchen Frieden” vende 3 milioni di copie ed è primo in 7 paesi. “Satellite” arriva a 1,5 milioni con 8 primi posti (compreso quello europeo). Maggior numero di punti (finale): 340 (“You’ll never walk alone”, Michael Schulte, 2018, 4. posto). Paese ammesso direttamente in finale facendo parte dei “Big 5”. Curiosità eurovisive tedesche: Michael Schulte, quarto l’anno scorso, ha centrato la prima top 5 della Germania dalla vittoria del 2010, interrompendo una serie negativa che durava dal 2013. Le S!sters sono le quinte rappresentanti donne nelle ultime sei edizioni dopo Cascada (la cui frontman e unica sul palco era Natalie Horler), Elaiza, Ann Sophie, Jamie-Lee e Levina. In mezzo, solo Michael Schulte. Carlotta Truman delle S!sters è la seconda anglo-tedesca a rappresentare la Germania dopo Ann Sophie, in gara nel 2015. Fra i nomi che hanno rappresentato la Germania all’Eurovision nel corso degli anni, si segnalano le Gemelle Kessler nel 1959, prima che diventassero famose, Lale Andersen (la prima interprete della celebre Lili Marleen), Silver Convention, Les Humpries Singers, i Wind, i Munchener Freiheit, le No Angels (5 milioni di copie) e i Cascada (20 milioni di copie). L’ultima canzone in tedesco della Germania è stata “Frauen Regier’n die Welt” di Roger Cicero (2007), con una piccola parte in inglese. Cicero è scomparso a fine marzo 2016 per un ictus a soli 45 anni. L’ultimo brano completamente in tedesco risale invece al 2000.

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¿¿.Italia (RAI): Mahmood (Alessandro Mahmood, أليساندرو محمود) – “Soldi” (Money) (Dardust, Mahmood – Dardust, Mahmood, Charlie Charles). 

Sarà il cantautore italiano Mahmood, pseudonimo di Alessandro Mahmoud (أليساندرو محمود) a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Soldi” (Money).

Nasce a Milano nel 1992 da madre italiana e padre egiziano e cresce nel quartiere periferico del Gratosoglio, iniziando a studiare canto fin da piccolo. Durante la sua infanzia i genitori si separano, e Mahmood cresce con la madre, pur risentendo dell’abbandono del padre, col quale non avrà più rapporti.

Nonostante le origini paterne, Mahmood non parla arabo, ma parla fluentemente il sardo, in quanto, per via delle origini materne, di Orosei, è molto legato alla cultura e al folclore della Sardegna. Considera l’isola la sua seconda casa e fonte di ispirazione per la composizione dei brani.

Il nome d’arte Mahmood è un gioco di parole tra il suo cognome Mahmoud e l’espressione inglese “my mood” (il mio stato d’animo) che rappresenta il suo progetto di portare la sua storia personale e quindi anche il suo stato d’animo all’interno dei suoi pezzi.

Dopo la maturità al liceo linguistico, ha studiato al Centro Professionale Per la Musica di Milano.

Nel 2012 partecipa alla sesta edizione del talent show X Factor nella categoria “Under Uomini” capitanata da Simona Ventura. Viene inizialmente scartato dalla Ventura agli Homevisit, poi ripescato dal televoto e infine eliminato nel corso della terza puntata. Dopo l’esperienza televisiva comincia a scrivere e produrre suoi pezzi. Il 23 luglio 2013 pubblica l’extended play Fallin’ Rainper Do It Yourself Multimedia, contenente cinque versioni della canzone omonima al disco.

Nel 2015 partecipa al concorso canoro Area Sanremo aggiudicandosi il primo posto e il diritto di partecipare al Festival di Sanremo 2016 nella sezione “Nuove Proposte” dove si classifica al quarto posto con il brano Dimentica.

Nel 2017 pubblica il singolo Pesos, con cui partecipa alla quinta edizione del Summer Festival, vincendo la gara tra gli artisti della sezione “Giovani” che si sono esibiti nella terza puntata,e classificandosi al secondo posto nella classifica finale. Nel frattempo svolge anche l’attività di autore per altri artisti, partecipando alla composizione di brani come Nero Bali di Elodie con Michele Bravi e Gué Pequeno, certificato disco di platino, Hola (I Say) di Marco Mengoni feat. Tom Walker, e collabora con Fabri Fibra scrivendo e duettando con lui nella canzone Luna.

Mahmood con il “Leone di Sanremo” vinto a Sanremo 2019

A settembre 2018 viene pubblicato il suo primo EP Gioventù bruciata, all’interno del quale è contenuto il singolo Uramaki, col quale partecipa al concorso web Italian Music Festival 15, vincendo il primo premio. Nel dicembre dello stesso anno è uno dei due vincitori di Sanremo Giovani 2018 con il brano Gioventù bruciata, omonimo all’EP. Questa vittoria gli concede il diritto di partecipare al Festival di Sanremo 2019 con il brano Soldi, da lui scritto insieme a Dardust e Charlie Charles.

Il 1º febbraio 2019, Mahmood tiene, dopo una serie di piccole esperienze a livello locale, il suo primo concerto ufficiale al circolo Ohibò di Milano, dove presenta alcuni suoi inediti tra cui Sabbie mobili e Nilo nel naviglio. Durante la notte del 9 febbraio 2019, Mahmood viene dichiarato vincitore della 69ª edizione del Festival di Sanremo, superando sul podio Ultimo e il Volo. In un’intervista al TG1, Vincenzo Mollica lo ha definito un cantante “Morocco pop”. In un’intervista per Vanity Fair si definisce “cantautore moroccan pop” indicando tra le influenze la musica araba ascoltata dal padre e Lucio Battisti.

In occasione della finale viene annunciata la sua partecipazione al tour che porterà i sei finalisti di Sanremo Giovani in giro per il mondo. In qualità d’interprete della canzone vincitrice del Festival, è stato automaticamente designato come rappresentante dell’Italia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, diventando il primo artista milanese a rappresentare la nazione. Mahmood si esibirà con la canzone Soldi, mantenendo il testo originale in italiano.

Il 22 febbraio 2019, in anticipo di una settimana rispetto a quanto precedentemente dichiarato, pubblica il suo primo album d’inediti intitolato Gioventù bruciata, che debutta direttamente al primo posto in classifica.

“Soldi” (Money) è stato pubblicato il 6 febbraio 2019 come unico estratto dalla ristampa del primo EP Gioventù bruciata. Il brano ha vinto il Festival di Sanremo 2019, guadagnando quindi il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele.

A supportare Mahmood sul palco ci saranno tre ballerini in una coreografia in stile urban, su uno sfondo dove verranno proiettate parti del video ufficiale e del testo della canzone tradotto in inglese per meglio veicolare il messaggio del brano (Money can’t buy love, “i soldi non possono comprare l’amore”, come appare scritto sul climax dela canzone) al pubblico europeo. La vittoria dell’Eurovision Song Contest dipende da tanti fattori e non tutti possono essere previsti in anticipo, ma Mahmood farà una bella figura e spingerà l’Italia ai piani alti della classifica, che dal ritorno nel 2011, ha totalizzato ben sei top10 in otto partecipazioni.

Il brano è stato scritto dallo stesso interprete in collaborazione con Dario Faini e Charlie Charles. Nel testo è presente una frase in arabo, che l’artista ha dichiarato essere uno dei pochi ricordi della sua infanzia in tale lingua. La canzone fa parte di un “racconto” del tema dell’abbandono familiare iniziato con il precedente brano Gioventù bruciata.

Il videoclip, diretto da Attilio Cusani, è stato pubblicato il 5 febbraio 2019 sul canale Vevo-YouTubedel cantante.

Intento a tatuare Mahmood è il celebre tatuatore italiano Gian Maurizio Fercioni, noto per aver aperto il primo tattoo studio in Italia nel 1970.

Soldi ha debuttato all’81º posto della classifica italiana ufficiale Top Singoli nella 6ª settimana del 2019, con due giorni di vendite. Il 10 febbraio, successivamente alla sua vittoria a Sanremo, il brano ha raggiunto la vetta della classifica iTunes italiana e ha accumulato oltre un milione e mezzo di riproduzioni su Spotify nell’arco di 24 ore, diventando il 40º brano più ascoltato del giorno sul servizio di streaming a livello globale, sancendo il record per un artista italiano. Inoltre, sulla stessa piattaforma, la canzone risulta essere il brano italiano più riprodotto di sempre nell’arco di una settimana di rilevamento, da venerdì 8 febbraio a giovedì 14 febbraio, totalizzando la cifra di oltre 9 milioni di stream. La settimana successiva il brano raggiunge la vetta della classifica FIMI e viene certificato disco d’oro. Una settimana dopo raggiunge il disco di platino.

Qui sotto il video ufficiale:

  

L’Italia all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 45 Debutto: 1956 Vittorie: 2 (nel 1964 con Non ho l’età di Gigliola Cinquetti, nel 1990 con Insieme: 1992 di Toto Cutugno). Secondi posti: 2 (1974, 2011). Terzi posti: 5 (1959, 1963, 1975, 1987, 2015). Record eurovisivi italiani: Miglior successo discografico: “Nel blu dipinto di blu” (1958), dopo l’Eurovision vinse il Grammy, unico brano italiano ad esserci sin qui riuscito in assoluto. Altri successi da ricordare: Passando dall’Eurovision, hanno sfondato in Europa “Piove”, “Non ho l’età”, “Insieme: 1992” (oltre 200mila copie fra Francia e Svizzera); “Grande amore”, diventato successo in tutta Europa nonostante riscontri di vendita non così alti. “Occidentali’s Karma” è in assoluto il video eurovisivo in assoluto più visto della storia: oltre 100 milioni di visualizzazioni su YouTube già prima del concorso, e oggi oltre 200 milioni. Maggior numero di punti (finale): 334, Francesco Gabbani (2017, sesto posto). Curiosità eurovisive italiane: Mahmood è il primo rappresentante italiano di origine araba e il quinto con origini straniere dopo la doppietta di Romina Power (1976 e 1985, sempre con Al Bano), Wess (1975 con Dori Ghezzi), Anna Oxa (1989, con Fausto Leali), Ermal Meta (2018, con Fabrizio Moro). Mahmood è il terzo milanese in concorso dopo Betty Curtis (1961) ed Enrico Ruggeri (1993) ai quali si deve aggiungere Dori Ghezzi (1975, con Wess), nata a Lentate sul Seveso, allora provincia di Milano oggi provincia di Monza. È il quinto lombardo, contando anche il bresciano Fausto Leali (1989, con Anna Oxa). Mahmood è il primo rappresentante eurovisivo italiano ad accedere all’Eurovision dopo aver vinto nella stessa edizione sia Sanremo Giovani che il Festival di Sanremo, anche se tecnicamente in due manifestazioni distinte. Una sola artista nella storia di Sanremo c’era riuscita prima: Annalisa Minetti nel 1998. “Soldi” è la prima canzone eurovisiva italiana che contiene dei versi in arabo. Oltre all’italiano, all’inglese e al dialetto napoletano, nelle canzoni in gara per l’Italia compare un verso in lingua tedesca: è ne “I treni di Tozeur” di Alice e Franco Battiato, anno 1984. Con “Occidentali’s Karma” (2017) nella storia delle lingue utilizzate dall’Italia all’Eurovision sono entrate anche greco antico, pali e sanscrito. Un solo, storico, zero, nella storia eurovisiva italiana: lo prese “Dio come ti amo” di Domenico Modugno nel 1966, che pagò a caro prezzo la litigata con l’orchestra durante le prove trasmesse in diretta radio per le giurie, che poi lo punirono nelle votazioni. Ma il risultato peggiore della storia italiana è di Emma, nel 2014: ventunesima. Modugno, infatti, in quell’anno nefasto, chiuse sì ultimo, ma i partecipanti in gara erano soltanto 16.

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¿¿.Spagna (TVE): Miki (Miguel Núñez Pozo) – “La venda” (The blindfold)  (Adrià Salas – Adrià Salas). 

Sarà il cantante spagnolo Miguel Núñez Pozo, conosciuto anche come Miki, a rappresentare la Spagna all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “La Venda” (The blindfold).

Nato in Catalogna, Miki Núñez ha studiato Amministrazione e Direzione delle Imprese a Londra e Los Angeles. Si è avvicinato al mondo della musica diventando la voce principale del gruppo Dalton Bang, che ha formato insieme ad altri cinque componenti e con cui è andato in tournée nel nord della Spagna.

Nel 2018 ha partecipato alla decima edizione di Operación Triunfo, la versione spagnola del talent show Star Academy, e si è piazzato al 6º posto. Il 20 gennaio 2019 ha partecipato al programma di selezione spagnolo per la ricerca del rappresentante nazionale per l’Eurovision proponendo due canzoni, Nadie se salva in collaborazione con Natalia Lacunza e “La Venda” (The blindfold). Quest’ultima è risultata la vincitrice, avendo ottenuto il 34% del voto del pubblico su dieci canzoni. Nadie se salvasi è invece piazzata terza con il 14% del televoto. Miki rappresenterà la Spagna all’Eurovision Song Contest 2019 che si terrà a Tel Aviv.

“La Venda” (The blindfold, La benda), un brano ad alto coefficiente di caciara ispirato ai ritmi della rumba catalana e che non suonerebbe fuori posto ad un botellón universitario – sicuramente una proposta dal potenziale commerciale non indifferente e prossima promessa della musica latina -, è stato pubblicato il 18 gennaio 2019 dall’etichetta discografica Universal Music Spain. Il brano è scritto da Adrià Salas e prodotto da Oriol Padrós. Il 20 gennaio 2019, durante il Gala Eurovisión, ha trionfato con il 34% dei voti del pubblico su dieci canzoni, garantendo al cantante la possibilità di rappresentare la Spagna all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele. Facendo la Spagna parte dei Big Five, il brano avrà accesso direttamente alla serata finale del 16 maggio 2019.

Qui sotto il video ufficiale: 

La Spagna all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 59 Debutto: 1961 Vittorie: 2 (nel 1968 con “La, la, la” di Massiel e nel 1969 con “Vivo cantando” di Salomé) Secondi posti: 4 (1971, 1973, 1979, 1995) Terzi posti: 1 (1984). Record eurovisivi spagnoli: Miglior successo discografico: “Eres tu” dei Mocedades oltre ad aver conquistato la vetta in mezza Europa, è entrata in top 10 negli Usa. Vanta versioni in 20 lingue diverse Maggior numero di punti (finale): 125 (“Eres tu”; Mocedades, 2. posto). Paese ammesso direttamente in finale facendo parte dei “Big 5”. Curiosità eurovisive spagnole: Le uniche due vittorie spagnole, peraltro consecutive, hanno storie curiose. Nel 1968 vinse di un punto davanti alla famosa “Congratulations” di Cliff Richard. Nel 1969 vinse insieme a Francia, Regno Unito e Olanda: allora non esisteva una discriminante per evitare il pareggio. Miki è arrivato primo, ma anche terzo. Nel galà speciale, infatti, era in gara anche con un duetto insieme alla collega Natalia Lacunza, che ha chiuso sul podio. Spagna alla disperata ricerca di un risultato dignitoso: a parte i due decimi posti di Pastora Soler (2012) e Ruth Lorenzo (2014), il miglior piazzamento nelle zone alte nel nuovo millennio è il sesto posto di David Civera nel 2001. Per ritrovare la Spagna in top 5 bisogna invece andare indietro sino al 1995 col secondo posto di Anabel Conde. Nel 2017 è arrivata ultima, 18 anni dopo l’ultima volta. Nelle edizioni 2014 e 2015 c’è stata un po’ d’Italia sul palco dell’Eurovision: il ballerino che accompagnava le artiste in gara era infatti il siciliano Giuseppe Di Bella. Fra i rappresentanti spagnoli si ritrova un gruppo vocale molto popolare in Europa (Italia compresa) ad inizio millennio, vale a dire Las Ketchup: la partecipazione nel 2006 – con una sorella in più – segnò il loro rientro cinque anni dopo i 7 milioni di copie della loro hit di cinque anni prima Aserejé e il successo dell’album di esordio Hijas del Tomate. Non fu una performance brillante, né avevano un pezzo forte: chiusero al 21. posto su 24.

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¿¿.Regno Unito (BBC): Michael Rice – “Bigger than Us” (Laurell Barker, Anna-Klara Folin, John Lundvik, Jonas Thander – Laurell Barker, Anna-Klara Folin, John Lundvik, Jonas Thander). 

Sarà il cantante britannico Michael Rice a rappresentare  il Regno Unito all’Eurovision Song Contest 2019 con il brano “Bigger thtan Us”.

Nel 2014 Michael Rice ha partecipato alle audizioni per l’undicesima edizione del talent show britannico The X Factor cantando I Look to You di Whitney Houston e ottenendo l’approvazione di tutti e quattro i giudici.

Nel 2018 ha partecipato alla competizione musicale All Together Now trasmessa su BBC One. Ha finito per vincere il primo premio finale di 50.000 sterline grazie alla sua interpretazione di Proud Mary di Tina Turner.

È stato selezionato fra i sei partecipanti a Eurovision: You Decide 2019, il processo di selezione per la ricerca del rappresentante britannico all’Eurovision Song Contest 2019, dove ha cantato la power ballad “Bigger thtan Us”. Nella finale dell’8 febbraio è stato proclamato vincitore, e rappresenterà di diritto il Regno Unito all’Eurovision in Israele.

È lui, infatti a firmare la canzone del ventunenne Michael Rice, uscito dal talent britannico The X Factor, che rappresenterà la Gran Bretagna. Il testo della sua “Bigger than us” .

“Bigger thtan Us”, una power ballad in chiave gospel scritta peraltro da John Lundvik – il concorrente che a questo Eurovision tiene alta la bandiera svedese, affronta il tema del mobbing giovanile, è stato pubblicato il 9 marzo 2019 su etichetta discografica Spinnup. Scritto da Laurell Barker, Anna-Klara Folin, John Lundvik e Jonas Thander, il brano ha vinto Eurovision: You Decide 2019, guadagnando il diritto a rappresentare il Regno Unito all’Eurovision Song Contest 2019 a Tel Aviv, in Israele. Lundvik sarà a Eurovision anche in veste d’autore. Facendo il Regno Unito parte dei Big Five, il brano avrà accesso direttamente alla serata finale del 16 maggio 2019.  Il brano si lascia ascoltare ed è supportato da un team svedese di professionisti affermati, sul palco assieme a Michael ci saranno in veste di coristi Anna Sahlene, che rappresentò l’Estonia all’Eurovision 2002, e Linda Pritchard già concorrente del Melodifestivalen nel 2010 e 2011).

Qui sotto il video ufficiale:

Il Regno Unito all’Eurovision Song Contest: Partecipazioni compresa l’attuale: 62 Debutto:1957 Vittorie: 5 (1967, 1969 1976, 1981, 1997 Secondi posti: 15 Terzi posti: 3. Record eurovisivi britannici: Miglior successo discografico: “Congratulations” (1968) conquista la vetta in 6 paesi ed è in top 3 in mezza Europa. Ancora oggi è uno dei brani britannici più popolari al mondo. Maggior numero di punti (finale): 227 (“Love shine a light”, Katrina & The Waves, 1997, 1. posto). Paese ammesso direttamente in finale facendo parte dei “Big 5”. Curiosità eurovisive britanniche: Nel 1969, la scozzese Lulu vince con “Boom bang-a-bang” nell’unico successo a pari merito (a quattro) del concorso insieme a Francia, Spagna e Paesi Bassi. La canzone divenne celebre in tutto il mondo e recentemente è stata usata in Italia nello spot di una nota marca di succhi di frutta. “Ooh aah just a little bit”, appena ottava nel 1996, lanciò la carriera internazionale di Gina G e fu anche candidata al Grammy Award come migliore produzione dance. Il brano ha venduto qualcosa come due milioni di copie in tutto il mondo (ma, come detto sopra, è battuto in questo senso da “Congratulations”), rimanendo in testa alle classifiche britanniche per oltre due mesi. È del 2003 l’unico storico zero britannico: l’impresa riuscì al duo Jemini. Una performance, la loro, sicuramente funestata da problemi di audio, ma anche decisamente negativa vocalmente. Il Regno Unito è alla disperata ricerca di un risultato degno del proprio blasone musicale: l’ultimo podio risale infatti al 2002, col terzo posto di Jessica Garlick. Da allora, prestazioni quasi sempre in calando: l’undicesimo posto dei Blue nel 2011, benché deludente, è il miglior risultato dal 2010 ad oggi. Dal 2002 ad oggi un solo altro piazzamento in top 10, quello di Jade Ewen, quinta nel 2009. Lo scorso anno l’esibizione di SuRie fu disturbata da un invasore che fece irruzione sul palcoscenico: portò a termine l’esibizione e le fu offerto di ricantare alla fine, ma declinò l’invito.

Ucraina grande assente all’Eurovision Song Contest. L’Ucraina è la grande assente all’Eurovision Song Contest 2019 che si terrà a Tel Aviv dal 14 al 18 maggio prossimi. La musica e la politica si intrecciano in un intricato caso la cui eco non sembra destinata a spegnersi facilmente.

L’Ucraina è nell’occhio del ciclone, non solo per “l’affaire Al Bano”, ma anche per una questione ancora più controversa: la mancata partecipazione all’Eurovision Song Contest di quest’anno, che si terrà a Tel Aviv dal 14 al 18 maggio.

Un caso davvero intricato che non smette di interessare il pubblico, in cui musica, gossip e geopolitica si intrecciano in maniera quasi inestricabile. All’origine di tutto vi è stata la selezione, tenutasi in Ucraina il 9, il 16 e il 23 febbraio, per scegliere il candidato da presentare alla manifestazione canora. 16 artisti ucraini in gara tra cui Tayanna, ritiratasi all’ultimo e sostituita con Anna Korsun, in arte Maruv.

Tra i finalisti, come racconta il giornale “Bukvy“, vi erano quest’ultima insieme ai gruppi “Kazka”, “Freedom Jazz”, il duo “Annamaria” e il duo “Yuko”. Da qui sono iniziati i problemi: sui social il vice primo ministro ucraino Vyacheslav Kirilenko ha sottolineato che alcuni dei cantanti finalisti si trovano in una posizione ambigua, poiché non dovrebbero avere la possibilità di organizzare tournée in Russia e, nello stesso tempo, rappresentare l’Ucraina all’Eurovision Song Contest.

Le selezioni hanno decretato la vittoria di Maruv con “Siren Song (Bang!)” e da quel momento si è accesa la polemica. Anna Korsun, infatti, non solo è famosa anche in Russia, ma cinque anni fa ha partecipato al programma “Golos Kraini” (Voce della nazione), una sorta di “The Voice” ucraino e il suo mentore, “coach”, è stato il russo Sergeij Lazarev (rappresentante della Russia all’Eurovision 2016 e 2019). Questi particolari hanno suscitato malcontento in una parte dell’opinione pubblica ucraina e nello stesso vice primo ministro Kirilenko. Inoltre Maruv ha sempre cercato, nelle interviste, di schivare le domande di tipo politico sulle relazioni tra la Russia e l’Ucraina e sulla condizione della Crimea.

Dopo un tira e molla tra l’interprete e le autorità ucraine, Maruv ha spiegato su Facebook che non parteciperà all’Eurovision Song Contest a causa di clausole contrattuali inaccettabili come, ad esempio, l’impossibilità di fare tournée in Russia per un certo periodo successivo all’Eurovision e di potersi esprimere liberamente sul palco: “Io sono una cittadina ucraina…amo sinceramente l’Ucraina…sono una musicista, non una palla all’interno di un’arena politica……vi chiedo di accettare questa mia decisione…voglio dare la mia creatività senza censura”. Persino la coreografia, infatti, sarebbe stata decisa nei minimi dettagli, senza alcun margine di improvvisazione. Stesso discorso per le dichiarazioni della cantante nelle interviste.

A questo punto gli organizzatori delle selezioni ucraine si sono rivolte ai secondi e terzi classificati, ovvero i “Freedom Jazz” e i “Kazka”, i quali hanno rifiutato per gli stessi motivi espressi da Maruv. Come risultato l’Ucraina, con un comunicato ufficiale, ha deciso di non partecipare, per quest’anno, alla manifestazione canora europea creata nel 1956. Non è il primo polverone che si scatena per motivi politici e che vede coinvolta l’Ucraina: nel 2016 la cantante Jamala presentò un pezzo sulla deportazione dei tatari di Crimea a opera di Stalin e scoppiò un vero e proprio caso che riecheggia ancora oggi attraverso la mancata esibizione di Maruv all’Eurovision.

Un appello a Madonna e a tutti gli appassionati di musica – “giovani e vecchi” – a boicottare l’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest, in programma quest’anno per la prima volta a Tel Aviv, è stato lanciato dalle colonne del Guardian da Roger Waters: leggenda dei Pink Floyd e del rock mondiale, oltre che militante storico del pacifismo e della causa palestinese. In un commento sul giornale britannico, Waters auspica che Madonna – annunciata come probabile ospite dell’evento – sia ancora in tempo a ripensarci, “se crede nei diritti umani”. E la sollecita a farlo “per ragioni etiche e politiche”.

“Alcuni miei colleghi musicisti – prosegue l’autore 75enne di Another Brick in the Wall o di Wish You Were Here – si sono esibiti di recente in Israele dicendo di averlo fatto per costruire ponti e incoraggiare la pace. Cazzate. Esibirsi in Israele è un affare lucroso, ma così si aiuta a normalizzare l’occupazione, l’apartheid, la pulizia etnica, il massacro di manifestanti disarmati e altre brutte cose”.

Sempre combattivo malgrado i suoi 76 anni, la leggenda del rock Roger Waters e’ tornato in campo oggi con un appassionato intervento sul Guardian per esortare Madonna a non esibirsi – in qualità di ospite speciale nella serata conclusiva – nell’Eurovision Song Festival che si svolgerà il mese prossimo a Tel Aviv. Si tratta di uno degli show più grandi mai organizzati finora in Israele, che sarà trasmesso in diretta in 50 Paesi ad un pubblico stimato in 200 milioni di persone.

“Se crede nei diritti umani”, ha osservato la star dei Pink Floyd, Madonna dovrebbe dare forfait. “Esibirsi in Israele è un affare lucroso – ha proseguito – ma così si aiuta a normalizzare l’occupazione, l’apartheid, la pulizia etnica, il massacro di manifestanti disarmati e altre brutte cose”. In questa occasione Rogers e’ tornato a respingere le accuse di antisemitismo lanciate talvolta nei suoi confronti. “Si tratta di una cortina fumogena – ha spiegato – per deviare l’attenzione dai crimini contro l’umanita’ di Israele e screditare chi li denuncia”.

“L’Eurovision – ha replicato oggi una portavoce degli organizzatori a Tel Aviv – è un evento non politico, che unisce le persone attraverso la comune passione per la musica”. In Israele sono attesi i rappresentanti di 41 Paesi. Quanto alla partecipazione di Madonna, ha aggiunto la portavoce, restano attuali le dichiarazioni rilasciate due giorni fa da Yuval Cohen, il regista dello spettacolo: “Sia noi sia Madonna desideriamo molto che essa sia presente, ma ancora non c’e’ un contratto firmato”. Madonna, del resto, e’ stata in passato diverse volte in Israele, mostrando sempre di sentirsi a suo agio. Si e’ esibita in due occasioni, nel 2009 e nel 2012. Inoltre ha compiuto visite private, anche per approfondire – dopo aver assunto il nome di Esther – le proprie conoscenze della visione cabbalistica dell’ebraismo.

Peraltro la possibilità che la piattaforma dell’Eurovision possa essere utilizzata per lanciare proclami politici e’ stata evocata dal complesso islandese Hatari, una formazione di techno-punk che afferma di lottare per abbattere il capitalismo. Mesi fa i suoi tre membri hanno detto alla stampa che vorrebbero sfidare il premier Benyamin Netanyahu – a loro particolarmente inviso – in una sfida di lotta libera, secondo le usanze islandesi. Ma l’Ente europeo per le trasmissioni ha già avvertito che secondo le regole le canzoni non possono essere utilizzate per fini politici. Chi cercasse di farlo rischierebbe l’espulsione.

Intanto anche palestinesi di Gaza hanno voluto lanciare un avvertimento ad Israele. In una clip diffusa negli ultimi giorni sul web affermano, in buon ebraico, che “non si può festeggiare e ballare mentre nella Striscia milioni di palestinesi soffrono”. Se Israele manterrà la calma al confine con Gaza, l’Eurovision non sarà comunque da loro disturbato. Ma in caso contrario, minacciano, non è escluso che a Tel Aviv si sentirà il sibilo di missili lanciati da Gaza.