Sanremo 2020: Zucchero, Mika e Ultimo ospiti sul palco all’esterno del Teatro Ariston

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Stando alle indiscrezioni Sarebbero Zucchero, Mika e Ultimo i nomi dei primi artisti confermati per esibirsi sul grande palco che sarà costruito all’esterno del Teatro Ariston nella settimana del Festival di Sanremo 2020, in programma dal 4 all’8 febbraio, nell’ambito dei festeggiamenti per la 70esima edizione della manifestazione.

In attesa dell’ufficializzazione della notizia da parte della Rai, secondo pubblica il sito SanremoNews, oltre ad esibirsi sul palco della grande Arena che sarà allestita in piazza Colombo, appena fuori la sede del Festival, gli artisti dovrebbero esibirsi poi anche all’interno del teatro, come veri e propri ospiti della 70esima edizione.

Sarà il conduttore in persona, Amadeus, a scortare il protagonista del concerto dal palco di piazza Colombo a quello dell’Ariston, dove si esibirà per chiudere la performance iniziata in piazza. A convincere la RAI ad estendere i festeggiamenti per il 70esimo anniversario del Festival in tutta la cittadina ligure è stata l’amministrazione comunale, che ha già avviato i lavori per l’arena in piazza.

Per Zucchero, che al Festival di Sanremo esordì nel 1982 con “Una notte che vola via”, tornando poi l’anno successivo con “Nuvola”, nell”85 con “Donne” e nell”86 con “Canzone triste”, si tratterebbe di un ritorno all’Ariston a distanza di tre anni dall’ultima partecipazione come ospite, quella del 2017. Nel 2001 partecipò come co-autore di due brani in gara: “Luce (tramonti a nord est”)”, che portò alla vittoria Elisa, e “Di sole e d’azzurro” di Giorgia, che invece si classificò seconda. Nel 2009 affiancò invece la figlia Irene Fornaciari, in gara tra le “Nuove proposte” con “Spiove il sole”.

Ultimo tornerebbe a Sanremo per il terzo anno consecutivo, dopo la partecipazione tra le “Nuove proposte” del 2018 con “Il ballo delle incertezze” e quella dello scorso anno tra i “big” con “I tuoi particolari”, secondo posto tra le polemiche. Questa volta, però, salirebbe sul palco dell’Ariston in una veste diversa, quella di ospite appunto.

Mika invece sarà a Sanremo proprio in mezzo al suo tour italiano in cui porterà il suo nuovo disco, My Name is Michael Holbrook. Il cantante si esibì due volte al Festival, nel 2007 e nel 2017, come ospite internazionale; infatti all’interno del nuovo album c’è proprio una canzone intitolata Sanremo.

Inoltre, per l’edizione 2020 – in occasione del 70esimo anniversario del Festival (ma solo per cinque sere) – , però, il Teatro Ariston potrebbe cambiare nome e diventare il Teatro Domenico Modugno di Sanremo.

Da ricordare che il Festival di Sanremo arrivò al Teatro Ariston di corso Matteotti solamente nel 1977 (e per un anno, nel 1990, fu ospitata dal nuovo mercato dei fiori), dopo ventisei edizioni ospitate nel Casinò di Sanremo.

La proposta di intitolare l’Ariston a Domenico Modugno, “Mr. Volare”, era arrivata già quest’estate, prima ancora che la Rai ufficializzasse la notizia dell’affidamento ad Amadeus della conduzione e della direzione artistica della 70esima edizione del Festival. A promuoverla, il patron del Mei Giordano Sangiorgi, durante una tavola rotonda con l’Amministrazione Delegato della Rai Fabrizio Salini, con il sostegno del format “Meraviglioso Modugno” (ideato da Cristina Zoppa insieme a Franca Gandolfi, vedova del cantautore). Dopo mesi di silenzio, qualcosa sembra ora muoversi: a farlo sapere è l’attuale proprietario del Teatro Ariston, Walter Vacchino (figlio di Aristide, che negli Anni ’50 acquistò il terreno sul quale venne costruito nel 1963 il cinema-teatro).

Nel corso dell’ultima puntata del programma d’informazione “Italia sì”, condotto da Marco Liorni, Walter Vacchino si è detto possibilista in merito alla richiesta di Giordano Sangiorgi del Mei di intitolare il Teatro Ariston a Domenico Modugno anzichè Ariston, per le cinque sere della 70ª edizione del Festival di Sanremo.

Modugno è stato uno dei protagonisti indiscussi della manifestazione, che con la vittoria del 1958 con “Nel blu dipinto di blu” rese popolare in tutto il mondo. Il cantautore aveva per la verità già partecipato al Festival due anni prima, come autore, firmando “Musetto (La più bella sei tu”, interpretata sul palco del Casinò da Gianni Marzocchi. Celebre l’esibizione sulle note di “Nel blu dipinto di blu”: Modugno si lasciò andare nel ritornello a una liberatoria apertura delle braccia. “Nel gesto di Modugno c’è tanta giovinezza e tanto entusiasmo, l’entusiasmo di chi ha dato la prima allegra scrollata a quel vecchio edificio pieno di zucchero e di ragnatele nel quale rischiava di adagiarsi la canzone italiana”, ebbe a commentare il cronista del telegiornale dell’epoca, nel servizio che potete guardare qui sotto:

Dopo il trionfo del ’58 con “Nel blu dipinto di blu” (l’altro interprete era Johnny Dorelli), Modugno tornò a Sanremo l’anno successivo con “Piove” (anche in questo caso, l’altra interpretazione era di Johnny Dorelli), vincendo di nuovo. Nel ’62 una nuova vittoria, quella di “Addio… addio” (stavolta con Claudio Villa), e poi un’altra ancora nel ’66 (con “Dio come ti amo”, interpretata assieme a Gigliola CInquetti). Nel 1974 Modugno dovette accontentarsi del secondo posto con “Questa è la mia vita”, dietro a Iva Zanicchi con “Ciao cara come stai?”, e due anni più tardi tornò come ospite per seguire un medley dei suoi successi (quella fu emblematicamente l’ultima edizione ad essere ospitata dal Casinò).

Sul palco dell’edizione 2020 del Festival di Sanremo – che sarà un’edizione celebrativa, per i 70 anni della manifestazione – non dovrebbe mancare un omaggio a Modugno: come anticipato da “Il Messaggero”, il tributo potrebbe essere affidato a Massimo Ranieri, che ha inciso una canzone inedita del cantautore.