ESC 2020 – Italia: Ecco i risultati completi del televoto delle serate


Diodato

Sono stati resi noti dalla RAI nel tardo pomeriggio di oggi, domenica 9 febbraio, i risultati completi del televoto registrati nel corso delle cinque serate della settantesima edizione del Festival di Sanremo.

Da ricordare che Diodato trionfa al Festival di Sanremo 2020: l’artista si impone nello spareggio della votazione finale con il brano “Fai rumore” davanti a Francesco Gabbani con il brano “Viceversa” ed ai Pinguini Tattici Nucleari con “Ringo Starr”.

Ecco, di seguito, le preferenze espresse dal pubblico (il televoto delle cinque serate – serata per serata, artista per artista -) riguardo gli artisti e le canzoni in gara nella categoria Campioni (clicca qui per aprire la tabella dal sito della RAI):

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Diodato ha vinto il Festival di Sanremo 2020, a premiarlo nel voto finale soprattutto la Sala Stampa, che gli ha tributato il 58% dei suoi voti, mentre la Demoscopica gli ha dato il secondo posto e il Televoto il terzo. La media delle tre giurie ha portato al podio definitivo, con Diodato primo, Gabbani secondo, Pinguni Tattici Nucleari.

È giunto il momento di fare il punto sulla classifica finale e su come il sistema di voto abbia portato al trionfo di “Fai rumore”.

Si tratta della seconda circostanza in cui, da quando esiste il sistema di voto attuale (che elegge il vincitore tramite una commistione del risultato di una o più giurie e del voto del pubblico), non è la canzone più televotata a conquistare il premio più ambito: come tutti ricorderete, successe lo stesso dodici mesi fa quando Mahmood riuscì ad avere ragione di Ultimo grazie al potere combinato di sala stampa e giuria d’onore.

Ricapitoliamo il sistema di votazione. Il Festival di Sanremo 2020 è stato caratterizzato da un sistema di votazione misto che nelle prime quattro serate ha lasciato la possibilità di piena espressione a tre delle quattro giurie chiamate a giudicare i 24 brani in gara. Nelle prime due serate, dedicate alla presentazione delle canzoni dei Big, ha votato la Giuria Demoscopica, nella terza gli orchestrali hanno valutato la preparazione dei duetti, mentre nella penultima serata hanno espresso le proprie preferenze i giornalisti tesserati accreditati al Festival. Il Televoto è entrato in gioco solo nella Finale e in forma combinata, con un peso del 34% insieme a voto della Sala Stampa e della Demoscopica (ciascuna con un peso del 33%). La stessa composizione è stata usata per la definizione del podio finale, che ha visto Diodato vincitore, secondo Francesco Gabbani, terzi I Pinguini Tattici Nucleari. 

La graduatoria che ha eletto le tre qualificate per la superfinale si componeva di un 25% espresso nelle serate di martedì e mercoledì da una giuria demoscopica, un 25% assegnato giovedì dai musicisti e coristi dell’orchestra, un 25% espresso venerdì dai giornalisti della sala stampa e un 25% combinazione di televoto (8,5%), sala stampa e demoscopica (8,25% ciascuna) durante la finale di sabato sera. Per intenderci, queste sono le classifiche che sono state lette da Amadeus e Fiorello al termine di ogni serata di gara.

Individuati tre artisti più votati, i punteggi maturati fino a quel punto si azzeravano e il vincitore finale veniva scelto tramite una combinazione di televoto (34% del risultato totale), sala stampa e demoscopica (33% ciascuna).

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È opportuno sottolineare come a differenza degli anni precedenti siano state rese note soltanto le percentuali relative alla serata finale, mentre per le prime quattro serate conosciamo soltanto il posizionamento degli artisti in gara in ogni graduatoria.

Ecco le Classifiche nel dettaglio:

Prima e Seconda Serata – Martedì 4 e Mercoledì 5 febbraio 2020

1

Sanremo 2020 classifiche. Nelle prime due serate si esibiscono tutti e 24 i brani in gara, divisi in due gruppi da dodici. Ogni membro della giuria demoscopica, composta da 300 elementi che esprimono dalla propria abitazione le loro preferenze tramite un’applicazione elaborata da EMG e Noto Sondaggi, ha a disposizione per ogni serata 12 “gettoni” da distribuire a propria discrezione a un minimo di cinque e un massimo di otto brani.

Nella prima serata la top3 della demoscopica è composta da Le Vibrazioni, Elodie e Diodato, mentre nella seconda primeggiano Francesco Gabbani, Piero Pelù e Pinguini Tattici Nucleari.

L’unione delle due classifiche lancia Gabbani come leader provvisorio davanti a Vibrazioni e Pelù, con Pinguini, Elodie e Diodato a seguire in quest’ordine. Questi sei artisti sono anche più o meno gli stessi che si giocheranno la vittoria finale sabato sera (unica eccezione Tosca, in questo momento ottava).

Deludono in questa prima fase Alberto Urso e Giordana Angi (rispettivamente 12° e 13°) ma soprattutto Anastasio (15°), Achille Lauro (17°) e Rancore (22°). Fanalino di coda – anche prima dell’esclusione del duo Bugo/Morgan – è l’altro rapper Junior Cally.

Terza Serata – Giovedì 6 febbraio 2020

2

La serata di giovedì è dedicata alle cover e viene giudicata dai componenti dell’orchestra, che devono votare ogni artista (ma da regolamento non sono vincolati a basarsi sulla performance di quella sera, possono quindi esprimere la propria preferenza in merito al brano “in concorso” di ogni cantante) con un giudizio numerico da 5 a 10. Il punteggio raccolto in questa fase, sommato con quello della demoscopica, forma la prima classifica combinata andata in onda in testa alla puntata di venerdì.

Per l’orchestra è Tosca con il suo rifacimento di Piazza Grande a vincere la gara delle cover: seguono Piero Pelù con Cuore matto, i Pinguini Tattici Nucleari con il loro medley Settanta volte ed Anastasio con Spalle al muro. Gabbani, ottavo nella classifica degli orchestrali con L’italiano di Cutugno, mantiene la prima posizione nella classifica combinata davanti a Le Vibrazioni (la cui performance su Un’emozione da poco è valutata al sesto posto) e a Pelù. Tosca recupera quattro posizioni e sale al quarto posto rispetto a mercoledì, Diodato resta a galla in sesta posizione, mentre scivola giù Elodie (solo diciannovesima per l’orchestra, settima nella generale). Fra gli altri artisti “premiati” dagli orchestrali, Anastasio sale al dodicesimo posto, Paolo Jannacci al quindicesimo e Rancore al ventesimo.

Non contando Bugo e Morgan, che verranno squalificati nel corso della serata del venerdì, il fanalino di coda di questa serata si configura in Elettra Lamborghini e M¥SS KETA con Non succederà più; nella classifica generale invece rimane in ultima posizione Junior Cally.

Quarta Serata – Venerdì 7 febbraio  2020

3-1

Entra in azione la sala stampa, con meccanismo di voto analogo a quello della giuria demoscopica (24 “gettoni” da assegnare ad almeno dieci e al massimo sedici canzoni in gara). Diodato vince la classifica dei giornalisti e scalza per la prima volta Francesco Gabbani dalla prima posizione in classifica. Il cantante di Carrara lo segue a ruota sia nella classifica di questa puntata che nella generale, mentre al terzo posto troviamo ora Le Vibrazioni (quarti per i giornalisti). La top6 è completata da Pinguini Tattici Nucleari, Piero Pelù e Tosca.

Tra gli artisti più valorizzati dalla sala stampa troviamo sicuramente Rancore (settimo in questa puntata, sale da ventesimo a nono nella generale), Achille Lauro (nono, da diciottesimo a undicesimo nella generale) e Anastasio (undicesimo, da dodicesimo a decimo nella generale).

Perdono invece posizioni Levante che scivola al tredicesimo posto, Marco Masini al quindicesimo, Alberto Urso al diciottesimo, Giordana Angi al diciannovesimo, Enrico Nigiotti al ventesimo. Urso è anche l’ultimo classificato nella classifica dei giornalisti, mentre all’ultimo posto nella combinata continuiamo a trovare Junior Cally e la sua No grazie.

Quinta Serata – Sabato 8 febbraio 2020

4-1

Al primo sbarramento (che riduce i brani in gara da 24 a 3) votano sala stampa, giuria demoscopica e finalmente il televoto. Per i giornalisti Diodato raccoglie il 21,88% delle preferenze, più del doppio rispetto al secondo classificato Francesco Gabbani (10,30%) e più del triplo rispetto al terzo posto di Elodie (7,14%).

Nei primi 10 troviamo anche Tosca, Pinguini Tattici Nucleari, Le Vibrazioni, Achille Lauro, Piero Pelù, Rancore e Raphael Gualazzi, mentre deludono in generale gli ex di X Factor (Anastasio 13°, Nigiotti 20°) e soprattutto di Amici (Urso 21°, Giordana 22°, Riki 23°).

Per la demoscopica è lotta a due fra Gabbani (9,78%) e Diodato (9,38%), più staccate Le Vibrazioni in terza posizione con l’8,75% delle preferenze. Il resto della top10 era già alto fra i giurati della demoscopica dopo il primo ascolto di mercoledì sera, fatta eccezione per Lauro (9°, era 18°) e Gualazzi (10°, era 14°); questi sono i due artisti che guadagnano maggiormente con il passare delle esibizioni.

Il televoto premia anch’esso Gabbani (14,75%) davanti a un sorprendente Alberto Urso (11,43%), quest’ultimo praticamente affiancato dai Pinguini Tattici Nucleari (11,42%). Buon riscontro anche per Achille Lauro e per l’eventuale vincitore Diodato, che chiudono la top5; seguono Pelù, Vibrazioni, Elodie, Masini e Levante.

Non recupera posizioni invece Rancore, solo undicesimo malgrado i tanti attestati di stima del pubblico; stesso discorso per Anastasio addirittura quindicesimo, mentre Giordana e Riki chiudono in sedicesima e diciassettesima piazza e Paolo Jannacci si piazza ultimo con il solo 0,45% del totale. Non ci sono grandi disparità in merito all’ordine di uscita, sebbene nessuno dei concorrenti che si sono esibiti nell’ultimo blocco (dal #18 al #23) riesca ad entrare nei primi 10 del televoto.

La classifica combinata di questo primo turno vede nelle prime tre posizioni Diodato (13,40%), Francesco Gabbani (11,64%) e Pinguini Tattici Nucleari (8,43%); saranno gli stessi tre a giocarsi la vittoria dopo la stesura della classifica comprensiva di tutte e cinque le puntate. Piero Pelù si avvicina a Le Vibrazioni ma non tanto da strappare loro il quarto posto finale, idem Elodie con Tosca per quanto riguarda la sesta piazza. Achille Lauro, Irene Grandi e Rancore centrano la top10 mentre a fondo classifica troviamo Elettra Lamborghini (21°), Junior Cally (22°) e in ultima posizione Riki.

4a-1

Sanremo 2020 Classifiche. Dopo l’azzeramento dei voti si passa alla superfinale, con il risultato finale espresso come combinazione di televoto (che vale per il 34%), sala stampa (33%) e giuria demoscopica (33%). Gabbani vince la demoscopica su Diodato e il televoto sui Pinguini, entrambi di stretta misura – mentre Diodato conquista la sala stampa con un plebiscito (57,97% contro il 24,16% di Gabbani e il 17,87% dei Pinguini). È questa disparità ad assegnare all’artista di Aosta la vittoria finale: sommando le tre classifiche Fai rumore raccoglie il 39,26%, Viceversa il 33,94% e Ringo Starr il 26,80%.

Come già visto l’anno scorso, è importante rimarcare l’idea che la vittoria a Sanremo non possa prescindere da un sostegno di base in tutte le giurie che concorrono al risultato finale, almeno per guadagnarsi un posto in superfinale.

Da lì in poi, ciò che succede dipende sostanzialmente dalla giuria che vota più “compatta”: in questo caso si è trattato della sala stampa, che ha conferito a Diodato un vantaggio facilmente difendibile considerata l’ottima performance raccolta con la demoscopica (a soli due punti percentuali di distacco da Gabbani) e il 23,93% raccolto al televoto (superiore al 20,95% guadagnato dodici mesi fa da Mahmood).

Con queste regole la scorsa edizione si sarebbe risolta allo stesso modo, ma con un vantaggio ancora più largo per l’artista di Soldi; idem nel 2018 con la vittoria di Ermal Meta e Fabrizio Moro, anche se Annalisa avrebbe superato Lo Stato Sociale in seconda posizione.

  • NUOVE PROPOSTE >> Qui sotto, invece, le preferenze espresse per mezzo del televoto nei confronti degli artisti e delle canzoni in gara nella categoria Giovani 

5-1

Per quanto riguarda la categoria Nuove Proposte, la gara si sviluppava come un torneo fra le 8 proposte in gara comprensivo di quarti di finale (scontri due contro due, giudicati al 100% dalla giuria demoscopica), semifinali e finalissima (giudicate con lo stesso meccanismo della categoria Campioni: 34% televoto, 33% sala stampa, 33% demoscopica).

I quattro scontri del primo turno si risolvono tutti in un pugno di voti: il martedì Tecla Insolia elimina gli Eugenio in Via di Gioia 50,6% a 49,4%, mentre Leo Gassmann sconfigge Fadi 54% a 46%. Mercoledì è la volta di Fasma che batte 51% a 49% Gabriella Martinelli e Lula, seguito da Marco Sentieri che con il 52% ha ragione di Matteo Faustini.

5a-1

Nella prima semifinale Tecla Insolia (55,63%) batte Marco Sentieri (44,37%): era avanti per tutte e tre le componenti, anche se a filo per quanto riguarda stampa e demoscopica. Combattutissima invece la semifinale vinta da Leo Gassmann (50,15%) su Fasma (49,85%): quest’ultimo è davanti al televoto, ma Gassmann ha la meglio per un soffio grazie a giornalisti e demoscopica (tutte e tre le categorie si risolvono in un range inferiore ai sette punti percentuali!)

In finale Gassmann sconfigge Tecla in tutte e tre le classifiche: è sostanziale pareggio al televoto (lui 50,24%, lei 49,76%) e per la demoscopica (lui 50,75%, lei 49,25%), decisivo è il supporto della sala stampa che assegna il 56,43% al figlio d’arte e solo il 43,57% alla fresca vincitrice di Sanremo Young.

All’annuncio di Amadeus, Gassmann porta a casa la statuetta minore con una percentuale del 52,45%.

Classe 1981, è nato ad Aosta ma le sue origini sono tarantine: dalla Puglia, e poi a Stoccolma fino ad arrivare a Roma, il nome di Antonio Diodato è cominciato a girare con il singolo ‘Ubriaco’ e il disco di debutto, ‘E forse sono pazzo’. Oggi, con ‘Fai rumore’, porta a casa una vittoria che cambierà definitivamente la sua carriera.

Il cognome diventa nome d’arte: Antonio Diodato, 38 anni, è nato ad Aosta il 30 agosto 1981 ma le sue origini sono pugliesi. A Taranto cresce ma è Roma la città che lo accoglie ed è Stoccolma che culla il suo talento di cantautore: nella capitale della Svezia, Diodato inizia a comporre: tra i suoi primi lavori c’è il brano “Libiri”, inserito in una compilation di musica lounge, con il titolo storpiato. L’originale, infatti, doveva essere “Liberi” ma venne mal interpretato dai dj svedesi Sebastian Ingrosso e Steve Angello, che andranno a formare qualche anno dopo gli Swedish House Mafia. Una volta rientrato in Italia mette temporaneamente da parte la musica per laurearsi al DAMS dell’Università degli Studi Roma Tre in Cinema, televisione e nuovi media. Qualche anno dopo, nel 2007, pubblica un ep autoprodotto: la sua voce potente e limpida attira subito le attenzioni dei produttori. E, dopo dieci anni, il grande salto: il disco di debutto, ‘E forse sono pazzo’. dal quale viene estratto il singolo “Ubriaco”, il cui video viene selezionato da Mtv New Generation.

Nonostante le sue canzoni s’inseriscano perfettamente nella tradizione del più alto pop italiano, e il brano sanremese, “Fai rumore”, ne sia un perfetto esempio, Diodato si sente piuttosto lontano da certi paragoni: “In realtà ho cominciato ascoltando la musica anglosassone e per anni ho avuto come sveglia The Wall dei Pink Floyd. Funzionava malissimo: perché dopo l’urlo iniziale diventava poi una colonna sonora perfetta per i miei sogni fantastica, quindi mi svegliavo alla fine del disco. Col passare del tempo, con la maturità, ho cominciato ad apprezzare cose diverse. Mi sento profondamente italiano e amo particolarmente la musica anni Sessanta, artisti come Fabrizio De André, Luigi Tenco, Domenico Modugno e anche Mina. Mi piacerebbe tanto poter fare, un giorno, qualcosa che ricordi quei suoni, quel modo di lavorare e di arrangiare i pezzi”, raccontava.

Nel 2013 si esibisce nella città che lo ha visto crescere, Taranto, per il concerto del Primo Maggio a sostegno del risanamento ambientale, mentre nel settembre seguente incide “Amore che vieni, amore che vai” di Fabrizio De André per la colonna sonora di Anni felici, il lungometraggio di Daniele Luchetti con Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti: “Un giorno è squillato il telefono ed era lui che mi diceva: “Sto finendo il film, posso mettere Amore che vieni, amore che vai nel finale? Non me la sono sentita di dirgli di no”. Con i suoi studi al DAMS, oltre alla musica sognava da tempo di fare cinema: ha già alle spalle la regia di un videoclip (di cui si vergogna, però, ammette candidamente lui): “Il mio è stato semplicemente un tributo. Mi sembrava stupido suonare un pezzo rifacendolo troppo simile all’originale, così mentre lo suonavo da solo, in camera, con la chitarra, sentivo che qualcosa veniva fuori e mi è venuto da urlare. Ho usato la chitarra elettrica. Non credo esistano gli intoccabili, basta metterci la faccia ed essere rispettosi”, raccontava della sua versione di Amore che vieni, amore che vai. Che, nel settembre 2014, vince il premio De André per la miglior reinterpretazione dell’opera del cantautore genovese.

Il primo avvicinamento a Sanremo è proprio l’anno del suo debutto discografico, il 2013, e quello successivo viene selezionato nelle Nuove proposte con il brano Babilonia. Il 19 e 21 febbraio 2014 è al Teatro Ariston per la prima volta e arriva secondo, appena dietro Rocco Hunt. Ma il riconoscimento più alto gli arriva proprio da un regista, Paolo Virzì, che gli consegna il premio della giuria di qualità.

Prima di risalire sul palcoscenico dell’Ariston, pubblica altri due dischi: nel 2014 A ritrovar bellezza, che contiene cover di brani italiani degli anni Sessanta – da Sergio Endrigo a Domenico Modugno fino a Umberto Bindi – dimostrando ancora una volta il suo forte legame con la nostra grande musica, lavoro che viene anticipato dal singolo Eternità, cantato da I Camaleonti e da Ornella Vanoni al Festival di Sanremo 1970. Sanremo è sempre lì, di sottofondo.

Nel 2016 torna al presente: collabora con Daniele Silvestri nei brani Pochi giorni e Alla fine, inseriti nell’album dell’artista romano, Acrobati, che accompagna anche in alcune date del tour. Poi, lo stesso anno, affianca Boosta dei Subsonica nell’ esordio solista del tastierista.

2017: la storica Carosello Records dà alla stampe Cosa siamo diventati, il suo nuovo album di inediti.

Nel 2018 sarà tra i big in coppia con Roy Paci, suo conterraneo: con il brano Adesso si classifica all’ottavo posto. Prima di ritornare nella Città dei fiori, diventa attore: il suo sogno parallelo a quello musicale. Esordisce sul set nel film Un’avventura, diretto da Marco Danieli con protagonisti Michele Riondino e Laura Chiatti. Subito dopo, viene chiamato a partecipare al Festival di Sanremo per la terza volta, con il brano Fai rumore. È il palco perfetto per lui. Oggi, anche il pubblico se n’è accorto.

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