ESC 2021: Polemiche per l’esclusione di Roma dalla gara per l’Eurovision Song Contest 2022 – Aggiornato

L’annuncio delle 5 città rimaste in corsa per l’assegnazione dell’Eurovision Song Contest 2022, ha suscitato diverse polemiche per l’esclusione di Roma dalla gara indetta dalla RAI. Pioggia di critiche sulla sindaca Virginia Raggi.

La location del Palalottomatica, nel periodo di maggio, è già prenotata per il musical “Notre Dame de Paris”, pertanto Roma Capitale ha proposto la struttura della Nuova Fiera di Roma, che però si è rivelata inadatta a causa dell’altezza del soffitto che non risponde ai requisiti richiesti dall’EBU-UER.

Veronica Tasciotti, assessora allo Sport e ai Grandi Eventi di Roma Capitale, ha espresso il suo pensiero attraverso i suoi profili social: “Abbiamo lavorato giorno e notte per ospitare a Roma l’Eurovision Song Contest, tanto che il progetto presentato per candidare la Capitale ha riscosso il plauso della Rai e dell’Ebu, l’Unione europea di radiodiffusione che supervisiona l’organizzazione del festival. L’unica struttura cittadina rispondente a tutti i criteri tecnici era la Fiera di Roma, la cui altezza del soffitto – per qualche metro, purtroppo – non era conforme allo standard richiesto. Gli organizzatori ci hanno scritto, complimentandosi per la bontà della nostra proposta e per l’impegno profuso nel cercare una soluzione alternativa, che purtroppo, in termini di impianti, non c’era. Ciò detto, era nostro dovere proporre la Capitale per l’edizione 2022 dello show, e abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per concretizzare quest’omaggio ai Måneskin, e alla nostra città. Li ospiteremo al Circo Massimo il prossimo luglio 2022, per far sentire loro il calore e l’abbraccio di Roma. Siamo fieri di questa band romana che ha riportato l’Eurovision in Italia, perché tutto il Paese riparte con i grandi eventi. Ed è ciò che conta.”

Roberto Gualtieri, candidato sindaco per il centrosinistra, ha così commentato quanto accaduto, mettendo in evidenza il fatto che Roma Capitale aveva proposto una location non idonea, sin dall’inizio: “Roma resta fuori dalla corsa per l’Eurovision Song Contest. Un’altra prova di superficialità e inefficienza dell’amministrazione Raggi. Nonostante i Måneskin, esponenti della scuola musicale romana, con la loro vittoria dell’edizione 2021, abbiano conquistato per l’Italia il diritto di ospitare l’edizione 2022. Ma Raggi e i suoi tecnici hanno presentato un solo sito agli organizzatori dell’Ebu (Unione Europea di Radiodiffusione): un padiglione della Nuova Fiera di Roma che non risponde ai requisiti richiesti, fra cui l’altezza minima. Un sito quindi bocciato già in partenza. Il Palazzo dello Sport dell’Eur avrebbe avuto, con qualche adattamento, le caratteristiche necessarie, ma non è stato incluso nella lista del Comune di Roma per l’Ebu, a causa di precedenti prenotazioni per il periodo di svolgimento dell’Eurovision Song Contest, maggio 2022. Roma è fuori anche da questa occasione internazionale di grande prestigio. In corsa restano Milano (che ha messo a disposizione il Forum di Assago e il Palazzo delle Scintille), Torino (Pala Alpitour) e Bologna (Unipol Arena) e anche Rimini (Rds Stadium) e Pesaro (Vitrifrigo Arena). La sindaca Raggi, all’indomani della vittoria dei #Maneskin, a Rotterdam, aveva twittato: “Roma è la città perfetta per rilanciare la sfida”. Favorevole allo svolgimento della kermesse a Roma era anche il direttore di Rai1 Stefano Coletta. #Roma è stata scartata come Sanremo, Acireale, Alessandria, Genova, Palazzolo Acreide. Con la sindaca Raggi nessuno spazio né agevolazioni per i giovani artisti e talenti romani, nessuna possibilità per i romani di ospitare e vivere un grande evento internazionale. Questa città e i suoi talenti meritano di più!”.

”Eurofiguraccia della Raggi che continua ad umiliare Roma con la sua incapacità”, così in una nota il commissario romano di Forza Italia senatoreMaurizio Gasparri e Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea Capitolina, ha dichiarato di aver presentato un’interrogazione, affinché la sindaca Virginia Raggi riferisca sulla bocciatura della candidatura di Roma Capitale a ospitare l’Eurovision Song Contest 2022: “Roma e giunta Raggi bocciate per l’ Eurovision Song Contest. Purtroppo è tutto vero!. Abbiamo presentato con Forza Italia Roma Capitale una interrogazione urgente, affinché la sindaca riferisca subito per iscritto. È assurdo e inaccettabile che la sindaca Raggi e la Giunta abbiano perso l’Eurovision Song Contest perché non sono riusciti a trovare una location adatta a Roma. Non è neppure pensabile che ora l’evento sia ospitato da altra città italiana (in lizza Milano, Torino, Bologna, Pesaro e Rimini), dopo che il nostro paese aveva conseguito il diritto ad ospitarlo proprio grazie ai Måneskin, gruppo romano! Queste erano state le parole della sindaca Raggi appena qualche giorno fa: “Roma il palcoscenico perfetto” “Quella dei Maneskin è stata una vittoria fantastica. Roma orgogliosa dei suoi ragazzi. L’anno prossimo l’Italia ospiterà l’Eurovision Song Contest 2022 e Roma è il palcoscenico perfetto per rilanciare la sfida”. https://www.google.it/…/amp…/tgcom24/article/37271896 Le ultime parole famose. In tutta Roma non sono stati capaci di trovare un posto! Questa è mancanza di volontà, mancanza di determinazione, mancanza di impegno, altro che grandi eventi! L’ennesimo smacco provocato alla nostra città da una giunta letteralmente inadeguata. Albergatori ed operatori economici ringraziano. Speriamo che questo 3 ottobre giunga presto, prima che facciano altri danni.”

Luciano Nobili, deputato di Italia Viva scrive sulla sua pagina Facebook: “Ultim’ora: la città dei trionfatori Maneskin non è in grado di ospitare gli Eurovision per carenza di infrastrutture e impianti adatti. E viene superata non solo da Milano, Torino e Bologna, ma anche da Rimini e Pesaro. Che tristezza”.

Aggiornamento: Il cerchio si stringe e molto probabilmente lunedì 30 agosto conosceremo la città nella quale si svolgerà l’Eurovision Song Contest 2022. L’assenza di Roma dalla cinquina di città candidate a ospitare la kermesse ha lasciato l’amaro in bocca a molti romani, che speravano di far dimenticare al popolo eurovisivo la disastrose esperienza del 1991.

Le parole di Virginia Raggi pronunciate all’indomani della vittoria dei Måneskin avevano fatto sperare in un forte interesse nei confronti della kermesse, che in realtà non è mai stato tangibile, soprattutto in ambienti istituzionali.

Alle inevitabili polemiche sull’assenza di Roma nel lotto delle cinque città che si giocano ora le ultime carte ha risposto l’Assessore al Turismo Veronica Tasciotti Amati con un tweet piuttosto polemico: “E da oggi tutti esperti di grandi eventi, di Eurovision che il 90% delle persone non sa neanche cosa sia, di altezze e di carichi dei pesi, di bid book e di impianti.”

Elisa D’Ospina, modella curvy, volto televisivo e da anni inviata all’Eurovision Song Contest, ha pubblicato sui suoi profili social un post di risposta all’Assessore Tasciotti Amati: “Cara Veronica Tasciotti Amati da un Assessore al Turismo di una città come Roma mi aspetterei una comunicazione più istituzionale. Innanzitutto Eurovision Song Contest 2021 è stato visto da un 25% di share per un totale di 4,5 milioni e mezzo di italiani. È una manifestazione europea tra le più importanti per la musica e il fatto che ci siano dei requisiti da rispettare per poter ospitare questo carrozzone è noto da sempre. Ora, che Roma non abbia una struttura idonea pazienza, ma che il 90% non sappia nemmeno cosa sia, anche no. Sono stata la prima a portare uno storytelling dettagliato nei social grazie a un grande brand che ha sposato la mia idea (Tim) e a un’agenzia che ha creduto al progetto, ci sono persone che ci lavorano da anni e il 25% di share televisivo la dice lunga sull’interesse che la manifestazione ha avuto negli anni. Dovresti essere rammaricata di non aver un impianto che possa ospitare un qualcosa che avrebbe portato Roma per mesi nelle cronache europee per la musica e non per i cinghiali, l’immondizia, le strade che crollano, gli alberi che cadono etc… Senza contare che un messaggio del genere denigra il lavoro di chi come me lavora e segue da anni #Eurovision. Un social media manager alle volte salva la faccia. Investiteli sti soldi!”

Parole forti, ma più che comprensibili e motivate, soprattutto da chi segue l’Eurovision Song Contest da anni lavora per promuovere la kermesse e la nostra musica anche al di fuori dei confini nazionali.

L’esclusione di Roma dalla competizione continua a far discutere. Complice la campagna elettorale per le elezioni comunali, il bersaglio di tutti è diventata nuovamente Virginia Raggi. A lei ed alla giunta si attribuiscono nell’ordine: Superficialità, inadeguatezza o solo sfortuna della giunta di Virginia Raggi. Secondo i suoi uomini, e donne, si è trattato solo di una mancata coincidenza tra settimane obbligate dall’EBU-UER e arene già prenotate emersa dopo un lavoro alacre e svolto al meglio. L’annuncio di oggi del presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello de Vito tra le fila di Forza Italia minaccia un’interrogazione immediata sull’esclusione di Roma dalla lista delle città finaliste candidate a ospitare l’Eurovision Song Contest che torna in Italia nel 2022 grazie alla vittoria dei romanissimi Måneskin. La Capitale si è candidata per ospitare la kermesse ma, per mancanza di spazi adeguati, non è stata selezionata.

La struttura perfetta sarebbe stata quella del PalaEur, ma sia per la questione del tetto a volta sia perché nei giorni dell’Eurovision è prenotata per un grande appuntamento con Notre Dame de Paris che non si sarebbe potuto ricollocare il Campidoglio ha abbandonato l’idea. Così Roma Capitale ha proposto le strutture della Nuova Fiera di Roma in cui, però si scopre che per pochi metri l’altezza del soffitto non era conforme allo standard richiesto.

Veronica Tasciotti fresca di nomina ad assessore allo Sport e ai Grandi Eventi di Roma Capitale cerca di giustificare le erronee strutture proposte parafrasando sulla sua pagina Facebook la risposta negativa dell’organizzazione alla candidatura: “Gli organizzatori ci hanno scritto, complimentandosi per la bontà della nostra proposta e per l’impegno profuso nel cercare una soluzione alternativa, che purtroppo, in termini di impianti, non c’era. Ciò detto, era nostro dovere proporre la Capitale per l’edizione 2022 dello show, e abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per concretizzare quest’omaggio ai Måneskin, e alla nostra città. Li ospiteremo al Circo Massimo il prossimo luglio 2022, per far sentire loro il calore e l’abbraccio di Roma”.

Il caso diventa così politico e Roberto Gualtieri, candidato sindaco per il centrosinistra, si scaglia contro la gestione del dossier: “Un’altra prova di superficialità e inefficienza dell’amministrazione Raggi. Nonostante i Maneskin, esponenti della scuola musicale romana, con la loro vittoria dell’edizione 2021, abbiano conquistato per l’Italia il diritto di ospitare l’edizione 2022. Ma Raggi e i suoi tecnici hanno presentato un solo sito agli organizzatori dell’Ebu (Unione Europea di Radiodiffusione): un padiglione della Nuova Fiera di Roma che non risponde ai requisiti richiesti, fra cui l’altezza minima. Un sito quindi bocciato già in partenza. (…) Roma è stata scartata come Sanremo, Acireale, Alessandria, Genova, Palazzolo Acreide. Con la sindaca Raggi nessuno spazio né agevolazioni per i giovani artisti e talenti romani, nessuna possibilità per i romani di ospitare e vivere un grande evento internazionale. Questa città e i suoi talenti meritano di più!”.

Anche Marcello de Vito, candidato alle scorse comunali con il M5S e presidente dell’Assemblea Capitolina, col suo nuovo ruolo di esponente di punta di Forza Italia scrive: “Abbiamo presentato con Forza Italia Roma Capitale una interrogazione urgente, affinché la sindaca riferisca subito per iscritto. È assurdo e inaccettabile che la sindaca Raggi e la Giunta abbiano perso l’Eurovision Song Contest perché non sono riusciti a trovare una location adatta a Roma. Non è neppure pensabile che ora l’evento sia ospitato da altra città italiana (in lizza Milano, Torino, Bologna, Pesaro e Rimini), dopo che il nostro paese aveva conseguito il diritto ad ospitarlo proprio grazie ai Måneskin, gruppo romano! (…) Questa è mancanza di volontà, mancanza di determinazione, mancanza di impegno, altro che grandi eventi! L’ennesimo smacco provocato alla nostra città da una giunta letteralmente inadeguata. Albergatori ed operatori economici ringraziano. Speriamo che questo 3 ottobre giunga presto, prima che facciano altri danni”.

“L’ultimo fallimento della Giunta Raggi – dice in una nota il consigliere capitolino in forza alla Lega-Salvini Premier, Davide Bordoni – quel grumo di immobilismo, incapacità politica e burocrazia che ha reso Roma la Capitale europea meno attrattiva, facendo scappare tante aziende dalla nostra città. L’alternativa c’è. Con MichettiSindaco daremo ai romani una guida politica per attrarre i grandi eventi internazionali e creare nuove opportunità di sviluppo economiche e culturali”.

Tante sono le colpe della giunta pentastellata a Roma, ma in questo caso attribuire a loro il fallimento del progetto Eurovision ci sembra francamente eccessivo. 

Roma ha una mancanza di strutture moderne, come moltissime città italiane. Il PalaEUR è una struttura bellissima ma figlia degli anni ’60, così come il PalaTiziano. Entrmabe opere avveniristiche di Pier Luigi Nervi per le Olimpiadi del 1960.

Nessuno dei politici che attacca Virginia Raggi ha osato citare uno dei capitoli più neri dell’edilizia pubblica romana, la Città dello Sport di Tor Vergata. Progettata dall’archistar spagnolo Santiago Calatrava, la Città dello Sport avrebbe dovuto ospitare il nuovo Stadio del Nuoto ed un Palasport. La forma ricorda quella della pinna di uno squalo. 

La struttura era stata finanziata dalla prima giunta Veltroni ed il cantiere aperto nel 2005. La struttura avrebbe dovuto ospitare i Mondiali di Nuoto del 2009. Aumento dei costi e fallimento dell’impresa costruttrice hanno rallentato e poi fermato i lavori.

Ad oggi il cantiere rimane incompiuto. E nessuno si azzarda a dire che durante il suo mandato porterà a termine quella struttura che avrebbe consentito a Roma di organizzare un Eurovision Song Contest.