ESC 2022: L’EBU-UER permetterà anche per questa edizione l’utilizzo di cori pre-registrati

Secondo il Regolamento ufficiale della 66ª edizione dellEurovision Song Contest 2022 che si svolgerà in Italia, in seguito alla vittoria dei Måneskin con “Zitti e buoni” nell’edizione precedente; sarà la terza edizione della manifestazione musicale a svolgersi in Italia, dopo le edizioni del 1965 e del 1991, sarà permesso anche per questa edizione l’utilizzo di cori pre-registrati.

L’emittente islandese RÚV ha pubblicato sul proprio sito, divulgando informazioni EBU-UER ancora riservate e  forse per errore, il Regolamento del concorso per l’edizione 2022, all’interno del quale viene confermata la scelta dell’EBU-UER di permettere anche per questa edizione l’utilizzo di cori pre-registrati. L’uso delle voci sarà del tutto facoltativo, infatti ogni delegazione può scegliere di utilizzare dei coristi, sia sul palco che fuori, o una combinazione di cori dal vivo e registrati. Tutte le voci principali che eseguono la canzone sul palcoscenico, compreso un eventuale uso del lead dub, dovranno comunque essere eseguite obbligatoriamente dal vivo sul palco all’interno dell’arena.

L’EBU-UER aveva approvato, solo per l’edizione 2021 dell’Eurovision Song Contest, in via del tutto eccezionale l’utilizzo di voci pre-registrate durante l’esibizione, per offrire alle nazioni partecipanti la possibilità di viaggiare con delegazioni più piccole, oltre che ad evitare la cancellazione di edizioni future della manifestazione e l’EBU-UER dichiarava all’epoca: “Riteniamo che consentire l’utilizzo di voci pre-registrate aumenti il ​​potenziale creativo e la diversità delle canzoni e faciliti la modernizzazione dell’Eurovision Song Contest. Consente inoltre ad autori e produttori di presentare il loro lavoro il più vicino possibile alla loro composizione originale. La modifica offre anche la flessibilità alle emittenti partecipanti di ridurre al minimo le dimensioni delle loro delegazioni, risparmiando così sui costi.”

Grazie all’emittente pubblica islandese RÚV abbiamo scoperto che proprio come per il Regolamento per l’edizione 2021, anche per il Regolamento per l’edizione 2022 dell’Eurovision Song Contest questa scelta è stata presa. Nel Regolamento per quest’edizione afferma: “La base musicale in questione non deve contenere Lead Vocals, Lead Dubs e/o qualsiasi altra voce che possa avere l’effetto o lo scopo di sostituire o assistere indebitamente la Lead Vocal (s) durante l’esibizione dal vivo sul palco.”

Il cambiamento di questa regola per l’edizione 2021, ha visto un certo numero di paesi scegliere di utilizzare cori pre-registrati, inclusi grandi cori o numeri di cantanti. L’Islanda ha visto centinaia di persone registrare parte del coro, mentre la Macedonia del Nord e la Slovenia hanno utilizzato i cori come base musicale.

Nella pubblicazione del Regolamento ufficiale dell’Eurovision Song Contest 2022 da parte l’emittente pubblica islandese RÚV, che l’ha rimosso subito, è stato reso noto inoltre che il Regolamento è stato consegnato ai membri dell’EBU-UER il 18 giugno 2021 e il periodo di registrazione per partecipare al concorso terminerà il 16 settembre 2021. Questa data indica solo l’iscrizione al concorso, poiché in seguito tutti i paesi membri dell’EBU-UER avranno alcuni giorni per confermare la propria decisione internamente, entro e non oltre il 30 settembre 2021. Una volta comunicata l’intenzione di partecipare, l’emittenti pubbliche membri dell’EBU-UER confermate potranno ritirarsi senza pagare penali entro l’11 ottobre 2021. Inoltre il finanziamento dalle televisioni partecipanti ammonterà a 5.300.000 euro e il numero massimo di partecipanti sarà di 44 Paesi, con 38 come numero massimo di semifinalisti che il concorso può ospitare: “Se più di 43 paesi chiederanno di partecipare all’ESC, il Reference Group deciderà quali di questi avranno priorità di partecipazione. Un criterio potrebbe essere quello di dare precedenza a quei Membri che hanno partecipato più spesso alle precedenti cinque edizioni dell’ESC. I paesi rimanenti saranno posizionati in una lista di attesa e questo sarà a loro notificato. Se dovesse diventare disponibile un posto in una delle semifinali, il Reference Group deciderà, preferibilmente con un sorteggio, quale Membro avrà diritto a partecipare.” In un precedente passaggio si specifica poi che “sono ammessi in concorso un massimo di 44 paesi”.

Per avere ulteriori informazioni su questa scelta bisogna allora attendere qualche giorno per la pubblicazione del Regolamento ufficiale dell’Eurovision Song Contest 2022 da parte dell’EBU-UER, spiegando le indicazioni che devono seguire sia la RAI che le emittenti partecipanti alla sessantaseiesima edizione del concorso. 

Da ricordare che la scelta della città italiana dove si svolgerà l’Eurovision Song Contest 2022 sarà fatta dalla Rai in coordinamento con EBU-UER.  L’annuncio dovrebbe essere comunicato a breve, ma la RAI ancora tergiversa sulla scelta della città che ospiterà il prossimo Eurovision Song Contest. Milano, Torino, Bologna, Rimini o Pesaro?

Nei giorni scorsi sono fatte avanti alcuni voci sui favoriti: Rimini sarebbe emersa come outsider-sorpresa assieme a Milano, secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano. A Rockol risulta che Torino sia sempre in buona posizione, soprattutto per via del PalaIsozaki, l’unico palazzetto italiano con le caratteristiche richieste (tanto che diverse città hanno proposto sedi alternative come il Palazzo delle Scintille a Milano o un padiglione della Fiera a Bologna). Secondo TV Blog sarebbe invece Bologna la favorita: la città ha finora fatto la campagna di comunicazione più entusiasta (provando così a compensare la difficoltà di collegamenti tra il centro città e la Unipol Arena e l’assenza di un centro di produzione RAI, che invece hanno Milano e Torino) Sembrerebbe più defilata la posizione di Pesaro, che era emersa a sorpresa come nome possibile fin da maggio, a completare la cinquina finale.

• Bologna: Per il capoluogo emiliano ci sono stati subito i favori della stampa. Il progetto è solido, si appoggia sulla Unipol Arena, una struttura capiente e recentemente ristrutturata, e ha un dossier che prevede anche più opzioni come il nuovissimo padiglione 37 della BolognaFiere, con una capacità di 10 000 spettatori, ospita annualmente più di 75 manifestazioni fieristiche tra cui l’Arte Fiera, il Bologna Children’s Book Fair, l’Eima International e il Motor Show. Amministrazione comunale e regionale hanno sostenuto fin dal primo giorno la candidatura, anche se la città andrà alle elezioni comunali tra poco più di un mese. Può vantatare il sostegno di diversi nomi della musica italiana, tra i quali DJ Benny Benassi, Senhit e Laura Pausini. Non manca anche l’apporto dei professionisti del mondo degli eventi, che promuovono a pieni voti la Unipol Arena, con una capacità di 20 000 spettatori, ha ospitato l’Eurosport Supercoppa 2020 e il 62º Zecchino d’Oro.

• Milano: La candidatura milanese è quella che si può definire la vera dark horse di questa competizione. Il mondo delle istituzioni ha un pò snobbato l’evento, garantendo appoggio formale ma rifuggendo a dichiarazioni fino all’ultima settimana di agosto. Non sembra ci stiano credendo così tanto. Il progetto prevede due opzioni come strutture per l’evento, il Medionalum Forum di Assago e il Palazzo delle Scintille. Il primo con una capacità di 11 800 spettatori, sempre occupato dall’Armani Exchange Olimpia Basket, ha ospitato gli MTV Europe Music Awards 1998 e 2015 ed i Campionati mondiali di pattinaggio di figura 2018 ed il secondo, con una capacità di 18 000 spettatori, tutt’ora centro vaccinale COVID-19, ha ospitato l’EXPO 1906. La loro reale disponibilità è una grande incognita. Tutti gli elementi portano l’Eurovision Song Contest lontano dal capoluogo lombardo, ma capacità ricettiva, logistica e televisiva potrebbero ribaltare il risultato.

• Pesaro: Tanti ancora pensano sia in Romagna, quando in realtà Pesaro si trova nelle Marche. La cittadina costiera ha suscitato sorpresa e simpatia tra i fan. Viene molto sotttovalutata, ma non ha nulla da invidiare alle altre 4. Il palasport cittadino, la VitriFrigo Arena, con una capacità di 10 323 spettatori, ha ospitato la Coppa del Mondo di ginnastica ritmica 2017 e i campionati mondiali di ginnastica ritmica 2017, oltre ad ospitare annualmente il Rossini Opera Festival. Non molto considerata, potrebbe essere la vera sorpresa di questa competizione.

• Rimini: L’unica città che si candida con una sede fieristica e non un palasport. La città romagnola certamente non ha bisogno di presentazioni. Meta turistica conosciutissima in Italia e all’estero. La Rimini Fiera, con una capacità di 10 000 spettatori, ospita annualmente il Meeting per l’amicizia fra i popoli e ha ospitato la Volleyball Nations League maschile e femminile 2021. Sicuramente una città con una grande capacità ricettiva ma che sconta forse dei collegamenti non proprio ottimali. Da più parti le quotazioni di Rimini sono viste in salita. Sopratutto dagli Eurofan che sognano un Eurovision Song Contest in spiaggia.

• Torino: Ecco la grande favorita. Il capoluogo torinese ha il dossier più convincente, unità politica che mette al sicuro l’evento qualunque sia l’esito delle elezioni comunali, e sopratutto tantissima voglia di organizzare l’Eurovision Song Contest. Il palasport torinese, il PalaAlpitour, con una capacità di 15 657 spettatori, ha ospitato il torneo olimpico di hockey su ghiaccio 2006 e il campionato mondiale di pallavolo maschile 2018, ospiterà le ATP Finals dal 2021 al 2025, è il più moderno e capiente d’Italia. La sindaca Appendino sta facendo una grande promozione ed è ben presente con il dossier che la città usa per le finali ATP in programma a novembre. Solo una disgrazia potrebbe portare l’Eurovision Song Contest via da Torino, ma le sue quotazioni per qualche strano motivo sembrano diminuire.

Bisognerà attendere ancora qualche giorno, forse tra i primi di settembre se non inizio della prossima settimana, per sapere quale sarà la città italiana dove si svolgerà l’Eurovision Song Contest 2022. La scelta sarà fatta dalla Rai in coordinamento con EBU-UER. 

Come già preannunciato, Roma è stata definitivamente esclusa, che però era parsa fin da subito inadatta a ospitare la manifestazione, non avendo una struttura che soddisfacesse le caratteristiche richieste. Mancano arene e palazzi con tutti i requisiti per poter ospitare gli spettatori, bocciato il Palazzo dello Sport perché il tetto non reggerebbe alcuni carichi importanti; ma bocciata anche la Fiera di Roma perché i suoi padiglioni sono troppo bassi. Roma, con i suoi oltre 2 milioni di abitanti, non ha una struttura nella quale riuscirebbe ad ospitare grandi eventi e migliaia di persone.

Ma il problema non riguarda solo Roma, la situazione interessa gran parte d’Italia, in quanto il requisito minimo per l’Eurovision Song Contest parte da 8mila posti e nel nostro Paese sono poche le strutture capaci di ospitare oltre 10mila persone. Molte delle strutture costruite in Italia sono esclusivamente legate agli investimenti dei vari eventi sportivi che si sono susseguiti negli anni: Palazzo dello Sport di Roma, pensato per l’Olimpiade 1960, Pala Alpitour di Torino per i Giochi Olimpici invernali del 2006, o il Palazzo a Vela per il centenario dell’Unità d’Italia.