Sanremo 2022: Simo Veludo con “Mutande” vince la 64° edizione del Festival di Castrocaro 2021

La finale della 64esima edizione del Festival di Castrocaro 2021 andata in onda stasera ha visto trionfare il 26enne Simo Veludo, originario di Moncalieri, Torino. Il ragazzo ha avuto la meglio di pochissimo sull’altra finalista, Sintesi. Tre giuria, con votazioni contrastanti, hanno decretato la vittoria. 

È Simo Veludo di 26 anni, originario di Moncalieri, Torino il vincitore della 64esima edizione del Festival di Castrocaro che si è tenuta stasera in onda in prima serata su Rai Due martedì 7 settembre nel dehor del Padiglione delle Feste delle Terme, laddove tutto ebbe inizio nel 1957. 

In seconda e terza posizione si sono classificati rispettivamente Camilla Giorgia Bernabò in arte Sintesi, che ha presentato il brano “Astronauta” e Antonio Meleddu in arte Bandito che si è anche aggiudicato il “Premio SIAE per la migliore performance” con il testo “Romantico cronico”.

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La Finale del concorso si è svolta questa sera al padiglione delle Feste di Castrocaro Terme, trasmessa in diretta su Rai2 con la conduzione di Paola Perego e la partecipazione di Valeria Graci. Otto i giovani finalisti che si sono contesi la vittoria della kermesse, che in passato ha visto nascere protagonisti della musica italiana come Eros Ramazzotti, Zucchero, Nek, Fiorella Mannoia e Laura Pausini. La giuria artistica,  composta da Ermal Meta, Margherita Vicario, Boosta dei Subsonica e Noemi, ma anche i professionisti e gli esperti di Rai Radio2 e il pubblico, che per la prima volta ha contribuito a decretare il vincitore attraverso gli ascolti degli inediti degli otto finalisti in streaming sulla piattaforma TIM Music, ha premiato Simone Veludo, 26enne originario di Moncalieri, in provincia di Torino. Veludo, che è stato premiato dal sindaco di Castrocaro Terme e Terra del Sole, Marianna Tonellato, e ha ricevuto il premio Longlife Formula dall’ad delle Terme Lucia Magnani, sarà ammesso di diritto all’Audizione dal vivo del Festival di Sanremo 2022 nella sezione “Sanremo Giovani”. 

Classe 1995, Simo Veludo ha raccontato di suonare la chitarra dalla terza media e di aver iniziato a cantare dal terzo superiore. Sul palco del Festival di Castrocaro ha portato due cover e poi un brano inedito, “Mutande”, brano autobiografico su un’esperienza amorosa senza lieto fine.

“Mutande è nata su una nota del telefono, con già la melodia in testa. È la storia di una ragazza forte, indipendente, autonoma, ma allo stesso tempo fragile, piena di punti deboli ben nascosti, che spesso si lascia usare dagli altri a causa di queste sue debolezze. Non riesce a creare legami forti e sostituisce persone continuamente per la paura di aprirsi a fondo” ha spiegato il cantautore.

Di sé ha rivelato: “Quando finisco di rispondere alle chiamate del call center in cui lavoro, passo le giornate su FL Studio a scrivere canzoni e a produrre beat. Ho iniziato suonando in diverse rock band del territorio. Poi nel 2017 ho preso la decisione di suonare da solo e ho iniziato ad esibirmi per strada, a Torino, quasi tutti i giorni. Mi è servito per dimostrare a me stesso che, anche da solo, potevo fare qualcosa di buono ed arrivare alle persone che si fermavano e che mi hanno finanziato, anche con pochi spiccioli, tutti i brani che da lì fino ad oggi ho registrato e pubblicato”.

La serata presentata da Paola Perego ha visto in giuria quattro artisti veramente preparati, Ermal Meta, Noemi, Margherita Vicario e Boosta. La regia è di Stefano Vicario (regista anche dei Festival di Amadeus e zio di Margherita).

Prima dell’inizio della gara la Perego ha ricordato alcuni nomi passati dalla storica manifestazione Zucchero, Eros Ramazzotti e Laura Pausini. Purtroppo dopo quegli anni Castrocaro è andata a spegnersi a livello artistico, sia per quel che riguarda i vincitori che per i partecipanti.

Peccato anche per la post produzione delle voci dei cantanti (la serata era registrata), una moda degli ultimi anni che toglie verità alle esibizioni facendo sembrare tutti perfetti.

La gara è iniziata con due cover da parte degli otto finalisti, poi è entrata nel vivo con l’ascolto dei singoli. 

Prima di scoprire la classifica finale andiamo a scoprire come hanno votato le tre diverse giurie chiamate a giudicare gli 8 finalisti. I ragazzi si sono esibiti prima in una manche dedicata alla cover. Questi i brani presentati:

  1. Mirall. Classe 1990 di Pisa, lo scorso anno ha partecipato a 20 anni che siamo italiani, il programma di Gigi D’Alessio e Vanessa Incontrada. Il brano inedito che presenta vinse già Area Sanremo 2020. Il brano presentato è “Un’estate al mare” di Giuni Russo per poi intonare un brano di Franco Califano accompagnata da Ermal Meta. Il voto per l’esibizione è pari a 33 (8 per Ermal Meta e 10 per Boosta).
  2. Leo Meconi. Classe 2004 di Bologna, suona pianoforte, chitarra acustica ed elettrica, Loop station e armonica a bocca e lo abbiamo visto alle audizioni di X Factor 2020. Il brano presentato è “Piazza grande” di Lucio Dalla e poi, su richiesta di Margherita Vicario, il brano “Superclassico” di Ernia. La cantautrice dà al ragazzo anche un consiglio sulla tonalità della canzone. Il totale dei voti per lui è 32 punti.
  3. Bandito (Antonio Meleddu). Classe 2002 di Sassari, suona Ukulele, basso e chitarra. Il brano presentato è “Poetica” di Cesare Cremonini. Noemi lo accompagna quindi con la chitarra su “Iris” dei Goo goo doll. Votazione 33.
  4. Federica Marinari. 27 anni è nata a Pontedera in provincia di Pisa. In precedenza ha partecipato a The Voice of Italy nel 2014 e ad Amici di Maria De Filippi nel 2019. Il brano presentato è “22 settembre” di Ultimo e, a seguire, in “Mad world” accompagnata da Boosta. Il voto è (7 da Boosta ed Ermal Meta). Votazione 27.
  5. Vite Parallele. Duo pop-rock cosentino formato da Simona Dodaro e Aldo Campanaro. Il brano presentato è “Bad guy” di Billie Eilish. A seguire “Pop porno” de Il Genio con Boosta.Votazione 34 (Noemi 8, Margherita Vicario 10).
  6. Namida (Claudia Pregnolato). 21 anni ed è nata a Torino. Il brano presentato è “Bum bum” di Irene Grandi. Margherita le chiede di fare La bambola” di Patty Pravo accompagnandola alla chitarra mentre Boosta si inserisce con la tastiera. Votazione 31 (Boosta 8, Ermal Meta 8, Noemi 7, Margherita 8).
  7. Simo Veludo. 26 anni di Moncalieri (Torino) che ha partecipato alle audizioni di X Factor nel 2020. È un Busker che dichiara che, se avrà successo, non vorrà lasciare l’arte di strada. Il brano presentato è “In alto mare” di Loredana Bertè. A seguire esegue la cover della sigla di Willy, Principe di Bel air, accompagnandosi con la Loop station. Votazione 36.
  8. Sintesi (Camilla Giorgia Bernabò). classe 2003 di Camaiore, Lucca. Il brano presentato è “L’isola che non c’è” di Edoardo Bennato. A seguire Boosta la accompagna al pianoforte con “Figli delle stelle” di Alan Sorrenti.

In questa manche a votare è stata solo una giuria di artisti super indie formata da Noemi, Margherita Vicario, Ermal Meta e Boosta dei Subsonica.

Classifica Cover – giuria degli artisti

  1. Sintesi 38
  2. Simo Veludo 36
  3. Vite parallele 34 punti
  4. Mirall 33 punti
  5. Bandito 33 punti
  6. Leo Meconi 32 punti
  7. Namida 31 punti
  8. Federica Marinari 27

Nella seconda manche gli 8 finalisti hanno presentato un proprio brano e a votare, questa volta, oltre alla giuria dei cantanti sono stati il pubblico, attraverso gli stream sulla piattaforma Tim Music, e gli esperti di Radio Rai 2. Ecco i brani:

Bandito (Antonio Meleddu) – “Romantico cronico”. La canzone racconta l’indomabile desiderio di evadere dall’ingabbiante monotonia di una società sempre più vuota e superficiale. Quando tutto pare di plastica, anche ai più romantici risulta difficile coltivare l’arte di amare.

Simo Veludo (Simone Veludo) – “Mutande”. La storia di una ragazza forte, indipendente, autonoma, ma allo stesso tempo fragile, piena di punti deboli ben nascosti, che spesso si lascia usare dagli altri a causa di queste sue debolezze. Non riesce a creare legami forti e sostituisce persone continuamente per la paura di aprirsi a fondo.

Vite Parallele (Aldo Campanaro e Simona Dodaro) – “Scorpione”. Il pezzo descrive la paura dell’essere umano nell’esprimere i propri sentimenti, le proprie emozioni, è una sensazione contrastante quanto viscerale. Rappresenta quella necessità di lottare con tutte le nostre energie, per avere al nostro fianco chi desideriamo. Nel corso di questa guerra, però, si realizza come l’odio sia accompagnato dall’amore, di come le fragilità che vestiamo all’interno di una relazione diventino una lama tagliente in grado di logorarci, spaventarci, portandoci spesso a compiere azioni totalmente opposte al nostro ordinario.

Sintesi (Camilla Giorgia Bernabò) – “Astronauta”. Questo mio primo inedito è una contrapposizione tra leggerezza e pesantezza – spiega – interiore ed esteriore. Parla, o meglio grida, di come a volte sia normale sentirsi un po’ diversi, fuori dal mondo, perché cos’è veramente la normalità? Chi decide cosa rientra nei suoi canoni e cosa no?.

Mirall (Greta Ciurlante) – “Padre nostro”. Presenta una preghiera laica, come direbbe il vicedirettore di Rai1, Claudio Fasulo. Padre nostro nasce dal rifiuto morale di assuefarsi alla violenza e all’impoverimento culturale dei nostri giorni, dal desiderio di non soccombervi, lanciando al cielo note colorate di speranza. E’ un invito a tornare ad essere umani.

Namida (Claudia Pregnolato) – “Tagadà”.  vent’anni sono una giostra che ci rimbalza e gira, gira fino alla nausea. Da una parte ti sballa, dall’altra ti spiazza. Ma cosa succede quando hai vent’anni nel 2021? Tutto è stato detto, fatto, scoperto e non ci resta che confonderci dietro ad uno schermo.

Leo Meconi (Leonardo Meconi) – “Fino all’alba”. Uno dei primi brani italiani dopo tante canzoni in inglese ne abbiamo. Si tratta del primo singolo in italiano che ho pubblicato e parla di ciò che è mancato a noi adolescenti in questo anno di pandemia: il desiderio di andare alle feste, divertirsi e stare insieme. Per questo ho pensato ad un sound molto fresco che rendesse la canzone stessa un momento di festa. 

Federica Marinari – “Dimenticato (Mai)”. Brano con cui anche lei ha vinto Area Sanremo 2020. È una ballad moderna in cui le strofe più urban si aprono ad un inciso memorabile ed emozionante. Il testo, attraverso tante immagini quasi cinematografiche, parla di una storia tra due ragazzi, anzi, dalla prima storia, quella che rimarrá sempre dentro ovunque si andrà e chiunque si incontrerà nella vita. 

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Classifica inediti – Giuria degli 4 artisti

1. Bandito
1. Simo Veludo
3. Leo Meconi
4. Sintesi
5. Mirall
5. Namida
6. Vite parallele
7. Federica Marina

Classifica inediti – streaming inediti Tim Music

1. Leo Meconi
2. Vite parallele
3. Simo Veludo
4. Bandito
5. Sintesi
6. Mirall
7. Federica Marinari
8. Namida

Classifica inediti – Professionisti Radio Rai 2

1. Sintesi
2. Federica Marinari
3. Mirall
4. Simo Veludo
5. Vite parallele
6. Bandito
7. Leo Meconi
8. Namida

Ecco quindi la classifica finale combinata tra le tre classifiche che ha portato alla vittoria di Simo Veludo.

CLASSIFICA FINALE:

  1. Simo Veludo
  2. Sintesi
  3. Bandito
  4. Leo Meconi
  5. Vite parallele
  6. Mirall
  7. Federica Marinari
  8. Namida

I ragazzi finalisti sono a parimerito per questo vince il premio chi ha avuto il voto più alto dai giurati nei singoli… Simo Veludo per l’appunto.

Premio Siae per la miglior performance a Bandito. Il vincitore di Castrocaro 2021 ha accesso diretto ai casting dal vivo per il Festival di Sanremo 2022.

Per rivedere la Finale del Festival di Castrocaro 2021 cliccate qui

Simone Veludo ha iniziato a cantare e a suonare la chitarra classica da ragazzino, quando frequentava le scuole medie. Per diversi anni è stato la voce di alcune band locali prima di provare l’avventura da solista nel 2017.

La sua musica ha l’ambizione di unire il cantautorato italiano con genere diversi, come l’elettronica e l’hip hop. Simo si è esibito spesso per strada, in vari festival e concorsi in giro per l’Italia.

Mentre si cimenta anche come Buskers pubblica 5 singoli in studio per Pan Music Production e la prima grande occasione per mettersi in mostra è arrivata però nel 2020, quando ha preso parte ai casting di X Factor (ottenendo tre giudizi positivi su quattro, che però non sono stati sufficienti per portarlo alle fasi finali delle selezioni).

Successivamente inizia una collaborazione con il produttore leccese Giallo. A maggio 2021 esce il singolo “Tokyo”, ispirato agli eventi della serie cult La Casa di Carta.

Nonostante la delusione, Simo Veludo non si è arreso. E il destino ha premiato la sua tenacia e il suo talento.