ESC 2022: Soddisfazione della sindaca di Torino, Chiara Appendino, a seguito dell’assegnazione dell’Eurovision Song Contest 2022 alla città

A seguito dell’ufficializzazione di Torino come città che ospiterà l’Eurovision Song Contest 2022, la sindaca uscente Chiara Appendino ha espresso la propria gioia ai microfoni del portaleTorinOggi. Inoltre, non sono mancate le dichiarazioni pubbliche di grande soddisfazione da parte di esponenti politici locali e non solo.

Un annuncio importante che arriva, casualità, nel giorno in cui i Måneskin, la band che con la sua vittoria ha riportato la manifestazione in Italia, rilascia nuova musica inedita con il singolo “Mammamia”.

Tra queste in primis quella della sindaca Chiara Appendino sia al TGR Piemonte che in un video pubblicato su Facebook: “Un grande lavoro di squadra e con gli ambienti territoriali, un bellissimo palazzo, una candidatura che coinvolge tutta la città, che è straordinaria. Sono circa 2.000 camere già garantite, bloccate per 14 giorni. Sono 200 milioni le persone che hanno visto l’evento ed è il più seguito al mondo, una grandissima vetrina per la nostra città. Eravamo in cinque all’ultimo step. Ha fatto la differenza il lavoro di squadra e la bellezza della nostra città. È un altro grande evento che arriverà dopo le ATP Finals. È un evento molto lungo: sono 40 le delegazioni che parteciperanno, ciascuno con la propria squadra e questo determina l’occupazione delle camere. Torino sarà il centro del mondo per i prossimi mesi fino a maggio, perciò sono orgogliosa di rappresentare l’Italia in questa bellissima sfida.”

L’ufficialità della notizia, a pochi giorni delle elezioni, sembra confermare l’ipotesi che il ritardo dell’annuncio della città ospitante sia stato condizionato dalle elezioni amministrative, che nel capoluogo piemontese ha visto il M5S – che attraverso la sindaca Appendino aveva presentato la candidatura – escluso dal ballottaggio.

Tra queste in primis quella della sindaca Chiara Appendino sia al TGR Piemonte che in un video pubblicato su Facebook: “Un grande lavoro di squadra e con gli ambienti territoriali, un bellissimo palazzo, una candidatura che coinvolge tutta la città, che è straordinaria. Sono circa 2.000 camere già garantite, bloccate per 14 giorni. Sono 200 milioni le persone che hanno visto l’evento ed è il più seguito al mondo, una grandissima vetrina per la nostra città. Eravamo in cinque all’ultimo step. Ha fatto la differenza il lavoro di squadra e la bellezza della nostra città. È un altro grande evento che arriverà dopo le ATP Finals. È un evento molto lungo: sono 40 le delegazioni che parteciperanno, ciascuno con la propria squadra e questo determina l’occupazione delle camere. Torino sarà il centro del mondo per i prossimi mesi fino a maggio, perciò sono orgogliosa di rappresentare l’Italia in questa bellissima sfida.”

Naturalmente non sono mancate anche le dichiarazioni dei due attuali candidati sindaco, ovvero Stefano Lo Russo e Paolo Damilano. Tutti ovviamente felici per questo successo. Per Stefano Lo Russo: “È una grande notizia per Torino! Torino merita i grandi eventi, siamo capaci a organizzarli e con l’Eurovision 2022 abbiamo la straordinaria occasione di lanciare Torino come protagonista della scena musicale. La cultura e la musica sono occasioni di sviluppo e rilancio della nostra città. Intendo rilanciare la proposta di Torino come prossima “Capitale europea della cultura”. L’Eurovision Song Contest potrebbe essere il momento ideale per lanciare il percorso di candidatura. Coglieremo tutte le occasioni per portare Torino sul palcoscenico internazionale.”

Così Paolo Damilano: “Eurovision! Dopo le ATP Finals un altro grande evento internazionale ha scelto Torino. Il prossimo Eurovision Song Contest si svolgerà nella nostra città. Complimenti a chi ha lavorato e portato a casa questi due progetti. Torino non deve fermarsi ora, non deve tornare al passato. Ora puntiamo al Festival dell’Economia, a riprenderci il Salone dell’Auto e a rafforzare il Salone del Libro e il Torino Film Festival. Forza Torino non fermarti adesso!”

Esprime la sua gioia anche Alberto Cirio, il Presidente della Regione Piemonte: “L’EUROVISION 2022 SARÀ A TORINO. Il duro lavoro inizia a dare i suoi frutti: abbiamo invertito una tendenza. Torino non è più una città che perde eventi, ma anzi li attrae.”

“Dopo tanti No e dopo il Covid, grazie alla perseveranza di alcune istituzioni, Torino torna ad essere protagonista. Sono i primi segnali di una città che vuole riprendere il suo ruolo. Con il calcio internazionale con le partite della Uefa in città e i turisti che finalmente tornano in città, l’appuntamento con il tennis mondiale con le ATP, eventi unici come l’Eurovision2022 non possono che confermare l’aspirazione di Torino ad essere fra le mete turistiche più importanti d’Europa. Viva Torino!”, dice Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Torino e provincia.

Il pubblico (giovane) tradizionalmente non rappresenta l’identikit del turista che arriva a Torino, e proprio per questo per Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom, è importante che la città si faccia trovare pronta: “A fare squadra si vince. Abbiamo lavorato fianco a fianco con il Comune per portare l’Eurovision a Torino e ci siamo riusciti. La Regione investe su questo evento 2 milioni di euro, con la certezza che sarà una occasione di promozione straordinaria per il nostro territorio e per un comparto – quello della cultura, della musica e dello spettacolo – colpito duramente dai due anni di pandemia. Ma l’Eurovision a Torino dimostra, soprattutto, che abbiamo invertito una tendenza: questa non è più una città che perde eventi, ma li attrae. Noi ci daremo da fare per organizzare iniziative ad hoc, spero che il Comune riapra i Murazzi e i locali del Valentino.”

“È un evento particolarmente visto nei Paesi del Nord, area in cui abbiamo maggiore bisogno di incrementare la nostra presenza. Mettiamo le basi per un potenziale internazionale”, spiega l’assessore al Commercio Alberto Sacco.

In città la notizia è stata accolta con enorme entusiasmo. Daniele Donati, direttore generale di Parcolimpico (che comprende il Pala Alpitour): “Siamo davvero orgogliosi di essere la location prescelta. Se la capienza sarà come auspichiamo al 100%, il Pala Alpitour è pronto ad accogliere tra le 10 mila e le 13 mila persone”.

Fabio Borio, presidente di Federalberghi: «Le ricadute saranno non solo da un punto di vista alberghiero, ma anche di visibilità. Eventi come questo portano una grande credibilità internazionale. Ci saranno ricadute positive sia sull’immagine internazionale della città sia su tutto il sistema dell’accoglienza. Una spinta in più per riposizionare Torino sulla scena dei grandi appuntamenti europei», spiega il presidente della Camera di Commercio Dario Gallina.

È d’accordo Maurizio Vitale, presidente di Turismo Torino: “In prospettiva si rafforza l’immagine della città, e oltre alla ricaduta finanziaria Torino dimostra di essere anche città del business”.

Matteo Ricci, sincado di Pesaro, si dimostra riconoscente di quanto fatto dall’amministrazione cittadina e onorato di aver preso parte alla competizione:  “Complimenti alla Città di Torino che ospiterà Eurovision Song Contest 2022. Siamo stati competitivi fino alla fine, grazie alla Vitrifrigo Arena e grazie a Pesaro Città della Musica UNESCO abbiamo raggiunto un ottimo risultato, ed è stato un grande onore essere arrivati tra le 5 città finaliste. Un in bocca al lupo a tutti, da oggi Torino rappresenta il Paese intero. Facciamo sì che l’Eurovision diventi un successo musicale e culturale per tutta l’Italia.”

Il neo sindaco di Bologna, ma già assessore alla Cultura fino ad una settimana fa, Matteo Lepore fa gli auguri all’organizzazione torinese per l’avventura. E allo stesso tempo ringrazia tutto il team che ha lavorato alla candidatura bolognese: 

Daniele Vimini, vicesindaco di Pesaro, oltre ai complimenti a Torino allega anche un simpatico post su Facebook che ben rappresenta lo spirito positivo con cui la città marchigiana ha affrontato la candidatura:

Così invece il neoeletto sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, dalle pagine del Resto del Carlino: “Congratulazioni e un grande in bocca al lupo per la città di Torino, che l’anno prossimo ospiterà l’edizione 2022 dell’Eurovision. Per Rimini una bella corsa e una bella soddisfazione per essere entrata, insieme a Milano, Bologna e Pesaro, nella short list delle cinque città che per bellezza, organizzazione, progetti si giocavano l’assegnazione della sede. Dunque congratulazioni a Torino che sicuramente, con la sua particolare logistica (è sede Rai) rappresenterà nella maniera più creativa l’Italia alla kermesse musicale. Per Rimini adesso, la corsa continua.”

Arrivano parole anche da Roma. Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, a Serena Bortone su Rai1 durante “Oggi è un altro giorno”: “Viva Torino e viva i Måneskin e sono romani e sono contento perché i gruppi e i cantanti romani e laziali stanno mostrando vitalità, ovviamente mi dispiace che Eurovision non si faccia a Roma ma non voglio far polemiche.”

L’assegnazione dell’Eurovision Song Contest 2022 alla città di Torino e non a Milano, il capoluogo lombardo che proponeva di ospitare l’Eurovision al Palazzo delle Scintille in zona CityLife, all’ombra dei tre grattacieli, pare non l’abbiano presa tanto bene.

A dire il vero il sindaco Giuseppe Sala, ieri, peraltro, impegnato nel definire gli ultimi dettagli della sua nuova Giunta comunale, pare non aver dato alcun peso a questa faccenda. 

La sconfitta del capoluogo lombardo nella corsa all’Eurovision Song Contest (la ragione è semplice, negli ultimi anni Milano ha già conquistato l’Expo 2015, è stata candidata per l’Agenzia europea del farmaco (Ema) ma è stata sconfitta e ha ottenuto le Olimpiadi invernali (insieme con Cortina) del 2026. Milano pigliatutto, o quasi, ha dovuto lasciar spazio a un’altra città), però, non è passata inosservata e il consigliere comunale di FI Alessandro De Chirico affonda il colpo contro la appena rinnovata amministrazione municipale: “Inizia sotto i peggiori auspici il nuovo mandato di Beppe Sala. Nonostante l’impegno preso dal Consiglio comunale che votò un ordine del giorno, il sindaco non ha fatto nulla per rinforzare la candidatura di ad ospitare la prossima edizione della kermesse musicale che, nella scorsa edizione, ha visto trionfare la band italiana dei Måneskin. Un evento del genere con così ampio respiro internazionale avrebbe dato lustro alla nostra città e un piccolo assist alle attività ricettive che stanno ripartendo tra mille difficoltà. Milano merita un sindaco attento alla sua città e non solo interessato ai like sui social network”.

Il risultato finale dell’Eurovision Song Contest riapre una riflessione sui palazzetti per ospitare eventi di questa portata. Il capoluogo lombardo per ora può contare sul Forum di Assago, che ha una capienza di circa 10 mila posti, ma la cui costruzione risale agli anni Novanta ed è meno moderno, ad esempio, del Pala Alpitour, costruito per le Olimpiadi invernali di Torino del 2006. In vista dei Giochi invernali del 2026, però, Milano sta progettando due nuovi impianti. La nuova Arena a Santa Giulia – capace di ospitare 13 mila persone e destinata, dopo l’hockey su ghiaccio maschile ai Giochi, a diventare una struttura per sport e concerti – dovrebbe essere uno dei palazzetti più grandi e moderni d’Italia. L’altro impianto, la Milano Hockey Arena a Lampugnano, nell’area dell’ex Palasharp, avrà invece una capienza di circa 8 mila posti.

La corsa verso l’Eurovision Song Contest 2022, quindi comincia adesso ufficialmente. Non resta che attendere i dettagli, per conoscere quali saranno le altre locations che ospiteranno i vari spazi della rassegna.

La lista di interventi è sicuramente più lunga (si aggiungono anche il Ministro degli Esteri, degli Affari Regionali e delle Politiche Giovanili e probabilmente cavalcheranno l’onda molti altri ancora), ma non potevamo non riportare almeno quelli più direttamente legati al territorio e alla città che ospiterà l’evento televisivo non sportivo tra i più seguiti al mondo, che ha raggiunto quasi 190 milioni di spettatori in TV e online nel 2021. 

Da ricordare che l’Eurovision Song Contest è una produzione che dura ben nove settimane: sei di lavoro prima dell’evento, due per lo show vero e proprio e una settimana successiva. 40 le delegazioni che arriveranno a Torino da tutta Europa e non solo. Oltre mille i giornalisti internazionali accreditati che, secondo il bando, dovranno avere un’unica sala stampa. La serata finale in diretta conta in media 200 milioni di telespettatori. I costi circa 26 milioni di euro. 

Dopo una lunga attesa del previsto, è arrivata la decisione sull’Eurovision Song Contest 2022: la manifestazione si svolgerà a Torino, dal 10 al 14 maggio: Le semifinali saranno il 10 e il 12 maggio, mentra la finale sarà sabato 14 maggio 2022. L’annuncio della città ospitante dell’edizione 2022 dell’Eurovision Song Contest sarebbe dovuto arrivare a fine agosto, ma invece è arrivato l’8 ottobre. A candidarsi erano state 17 città italiane, ma a spuntarla è stata Torino che ospiterà l’evento nel PalaOlimpico.

L’ufficialità della Rai e della European Broadcasting Union è arrivata in tarda mattina, dopo una fuga di notizie. Gli account social hanno pubblicato anche un video certifica la scelta. Ancora non è stato comunicato ufficialmente chi condurràl’Eurovision Song Contest 2022.

La decisione era attesa per la fine di agosto, salvo poi essere rimandata più volte fino ad arrivare ad ottobre inoltrato. A settembre un teaser dell’account ufficiale della manifestazione – che ha fatto discutere per l’associazione stereotipata tra l’Italia e la pizza. Poi ieri, 7 ottobre, un altro teaser su Twitter,  che giocava su quello che per i fan della manifestazione era diventato un tormentone “Host city when?”. 

In queste settimane è emerso che il processo decisionale si è rivelato più complesso del previsto, con indiscrezioni che nel frattempo trapelavano e davano per favorita questa o quella tra le cinque città ancora in lista (Bologna, Torino, Milano, Rimini e Pesaro), alcune delle quali sotto elezioni amministrative con sindaci nuovi o da riconfermare.

La città, il capoluogo piemontese, è stata scelta con un lungo processo iniziato tre mesi fa, con un bando di Rai ed European Broadcasting Union (l’associazione dei broadcaster che organizza Eurovision) diffuso lo scorso 7 luglio con una serie di parametri molto precisi per logistica, accoglienza e struttura ospitante.

Avevano aderito ben 17 città, tra cui i principali capoluoghi di regione, a cui si erano aggiunte città come Sanremo (che faceva leva sulla continuità con il Festival, pur essendo privo di una struttura adattabile) e nomi imprevisti e improbabili come Palazzolo Acreide o Acireale. Ai primi di agosto erano state ridotte a 11, poi a 5, con la rumorosa esclusione di Roma dalla cinquina finale. Ma se Bologna, Torino e Milano erano apparse fin da subito favorite, le speranze della capitale erano sembrate subito molto deboli, per via dell’inadeguatezza della struttura per la manifestazione.

Questi erano i requisti ufficiali richiesti per ospitare l’Eurovision Song Contest:

  • Aeroporto internazionale a non più di un’ora e mezza dalla città ospitante
  • offerta alberghiera di oltre 2.000 stanze nelle aree contigue all’evento
  • infrastruttura dedicata all’Eurovision al coperto che sia dotata di aria condizionata secondo gli standard vigenti e sia inoltre ben perimetrabile
  • tale infrastruttura deve poter ospitare da 8.000 a 10.000 persone nella sala principale durante l’evento (cioè il 70% della capienza massima per concerti, considerando le esigenze di produzione e palco)
  • area principale che possa ospitare allestimento e gli altri requisiti necessari per una produzione di alto livello
  • altezza di circa 18 metri con buone capacità di carico sul tetto, con inoltre facile accesso al carico stesso
  • struttura logistica intorno all’area principale in grado di supportare le esigenze della produzione con infrastrutture per la sicurezza, centro stampa per 1.000 giornalisti, area per le delegazioni (artisti) camerini compresi, strutture per personale e uffici, area hospitality, servizi per il pubblico (toilette, punti vendita di cibo e bevande).
  • la struttura deve avere aree a raso e di facile accesso, contigue e integrate nel perimetro dell’infrastruttura per il supporto tecnico-logistico di 5.000 metri quadrati
  • disponibilità in esclusiva per 6 settimane prima dell’evento, le 2 settimane dello show e quella successiva per il disallestimento.

Alla fine l’ha spuntata Torino, che da anni era la scelta logica in caso di arrivo della manifestazione in Italia: se ne era già parlato nel 2017 quando l’Italia partecipò con Gabbani ed “Occidentali’s karma” venendo data per favorita. Poi non andò come sperato e per il 2022 la Rai e la EBU sono partite da zero.

La città, oltre ad avere un aeroporto e una buona ricettività in termini di alberghi e strutture, ha soprattutto il palazzetto più moderno d’Italia,  il Palalpitour, costruito per le olimpiadi invernali del 2006: è l’unico in grado di soddisfare i criteri e le specifiche necessarie per ospitare la manifestazione. Ha dichiarato Martin Österdahl, a capo di EBU-UER: “Torino è la città ospitante perfetta per il 66° Eurovision Song Contest. Come abbiamo visto durante le Olimpiadi invernali del 2006, il PalaOlimpico supera tutti i requisiti necessari per mettere in scena un evento globale di questa portata e siamo rimasti molto colpiti dall’entusiasmo e dall’impegno della Città di Torino che accoglierà migliaia di appassionati il prossimo maggio. Questo sarà il primo Eurovision Song Contest che si terrà in Italia dopo 30 anni e, insieme alla nostra emittente ospitante Rai, siamo determinati a renderlo speciale.”

Carlo Fuortes, amministatore delegato Rai: “La scelta fatta dalla Rai, insieme all’EBU, non è stata facile visto l’altissimo livello delle proposte fatte dalle città concorrenti, che ringrazio per la loro entusiastica partecipazione. Da oggi inizia un viaggio emozionante per la Rai e la città di Torino che ci condurrà a maggio 2022. Una grande sfida per la Rai e per il nostro Paese.”

Il processo di scelta però è stato quindi più complesso del previsto, anche se non sono stati resi noti i motivi del ritardo di una decisione che la Rai aveva promesso ai media per fine agosto. Forse la concorrenza agguerrita di altre città (in particolare Bologna e Rimini), forse la concomitanza delle elezioni amministrative: siamo nel campo delle ipotesi. Ci sono alcuni nodi che erano emersi – su tutti quello del media center, originariamente previsto al PalaVela, che però è distante dal PalaAlpitour e quindi renderebbe logisticamente complessi alcuni movimenti – su cui sarà interessante avere aggiornamenti. 

Intanto è meno rilevante, le voci che riguardano il conduttore o i conduttori dell’Eurovision Song Contest 2022. La candidatura di Alessandro Cattelan è palese ed è ammessa dalla Rai stessa, che l’ha ufficializzata alla conferenza stampa di “Da grande”: bisognerà vedere poi come peseranno i bassi dati di ascolto del programma sul profilo del presentatore. A luglio scorso Carlo Conti aveva indicato l’identikit secondo lui: un trentenne o quarantenne con esperienza di conduzione e subito si erano ipotizzati Alessandro Cattelan, Ema Stockholma, Victoria Cabello. Da qualche giorno è riemerso il nome di Mika, soprattutto per una battuta ad un programma radiofonico di un conduttore, presa per buona da diverse testate nonostante sia stata poi smentita. Ancora oggi il corriere dava Mika come presentatore in maniera netta, senza forme dubitative. Ma lo staff del cantante aveva già smentito settimane fa l’esistenza di trattative per la presenza del cantante. Il cantante e showman, attualmente nella giuria di X Factor, ha fatto il suo debutto nelle vesti di conduttore proprio sulle reti Rai con Stasera Casa Mika, show andato in onda su Rai2 nella stagione 2016/2017. Potrebbero non essere gli unici presentatori della kermesse eurovisiva: tra i nomi più accreditati quelli di Milly Carlucci e Chiara Ferragni.

Inoltre, si ha la speranza che in qualche modo la città di Sanremo possa essere coinvolta nello show, anche solo con un omaggio per essere stata, di fatto, la città che, con il Festival 2021, ha lanciato i Måneskin nell’olimpo della musica europea e mondiale.

Non sono mancate le dichiarazioni pubbliche di grande soddisfazione da parte di esponenti politici locali e non solo.

Aggiornamento: La vendita dei biglietti solitamente si effettua esclusivamente tramite i consueti canali di prevendita online. Possiamo immaginare che in Italia ci si appoggi a TicketOne e/o Live Nation.

I biglietti dovrebbero, stando alla recente normativa italiana, essere nominali. Questo vuol dire che ogni biglietto riporterà nome e cognome del possessore e all’ingresso verrà richiesto un documento d’identità per comprovare l’effettiva presenza del possessore.

Unico canale parallelo a quello della prevendita online è quello dei Fan Club OGAE. E bene ricordare che qui si tratta esattamente degli stessi biglietti, semplicemente venduti con apposito pacchetto e con criteri interni di assegnazione. Ogni club nazionale ottienee una quota di biglietti in base ai propri iscritti. Questa quota non è mai pari all’interno numero degli iscritti.

Non vengono venduti biglietti per la prima settimana di prove, e lo stesso discorso vale per ogni prima sessione di prove generali degli show, riservata alla stampa. La vendita è organizzata in genere su due o tre ondate, organizzate man mano che si comprende come saranno organizzati il palco e la disposizione di telecamere e green room. Indicativamente, è sempre accaduto che la prima ondata si sia avuta verso dicembre, la seconda nella zona di febbraio e la terza a fine marzo.

Normalmente la prima vendita dei biglietti avviene poco prima di Natale. Una seconda ondata di biglietti viene messa in vendita circa un mese dopo, per completare il tutto con la terza fase in sostanza si basa sull’effettivo numero di biglietti disponibili, calcolati una volta che EBU-UER ed organizzatore locale hanno a disposizione il progetto definitivo del palco.

Bisogna tenere presente una cosa importante: gli show per cui vengono venduti i biglietti sono nove, e cioè tre a testa per Prima Semi-Finale, Seconda Semi-Finale e Finale. Questa, in particolare, la sequenza:

  • Lunedì sera, ore 21:00, Dress Rehearsal 2 della Prima Semi-Finale (Jury Show, che è quello sul quale votano le giurie, a circuito chiuso, ma sempre col pubblico nell’arena)
  • Martedì pomeriggio, Dress Rehearsal 3 della Prima Semi-Finale (Family Show, è la prova che ricalca, al pari della sera precedente, quel che si vedrà in tv poche ore dopo)
  • Martedì sera, ore 21:00, Prima Semi-Finale (Tv Show)
  • Mercoledì sera, ore 21:00, Dress Rehearsal 2 della Seconda Semi-Finale (Jury Show, che è quello sul quale votano le giurie, a circuito chiuso, ma sempre col pubblico nell’arena)
  • Giovedì pomeriggio, Dress Rehearsal 3 della Seconda Semi-Finale (Family Show, è la prova che ricalca, al pari della sera precedente, quel che si vedrà in tv poche ore dopo)
  • Giovedì sera, ore 21:00: Seconda Semi-Finale (Tv Show)
  • Venerdì sera, ore 21:00, Dress Rehearsal 2 della finale (Jury Show, che è quello sul quale votano le giurie, a circuito chiuso, ma sempre col pubblico nell’arena)
  • Sabato pomeriggio: Dress Rehearsal 3 della finale (Family Show, è la prova che ricalca, al pari della sera precedente, quel che si vedrà in tv poche ore dopo)
  • Sabato sera, ore 21:00, Finale (Tv Show)

Il prezzo per la Finale può variare da 50 € a 200 € a seconda del tipo di posto scelto (solitamente i posti in piedi fronte palco sono i più cari). Per le Semifinali solitamente si arriva ad un massimo di 70 € e 100 €.

Le prove generali (Jury Semifinal e Jury Final) sono in tutto e per tutto identiche agli show mandati in onda il giorno successivo e usati dalle giurie nazionali per determinare i loro voti. I costi sono ben più contenuti (la Finale si aggira sui 70 € massimi) e più facile vederseli assegnati nella vendita online. L’unica differenza è nella proclamazione dei vincitori.

Le prove chiamate ‘Family show’ invece si differenziano dagli show serali perchè pensati appunto per le famiglie visto l’orarrio pomeridiano. Il costo è ancora più contenuto (50 € massimo), ma non tutti gli effetti o i costumi di scena vengono utilizzati. Diciamo che è un sound check un pò più professionale.

Ovviamente i costi indicati si basano su quelli delle ultime edizioni (Lisbona preso come esempio). 

E nel caso che non si riuscissero a trovare i biglietti è consigliato di provare ad ogni finestra di vendita online annunciata da EBU-UER e riportata anche da noi.

Da ricordare che lo show verrà comunque proiettato su maxi schermi in piazza o altre strutture al coperto (come avvenuto a Stoccolma). Essere all’interno del palazzetto ha un senso, ma vivere l’esperienza in città, sentire l’odore dell’Eurovision Song Contest è comunque un invito sufficiente a fare un piccolo viaggio. Inoltre all’Eurovision Village, nel pomeriggio i partecipanti al concorso si esibiscono davanti al pubblico e normalmente sono avvicinabili per foto ricordo ed autografi. Potrete comunque vivere una esperienza fantastica anche senza biglietti!.

(Tratto da, EurovisionIN)