ESC 2022 – Ucraina: Kalush Orchestra con “Stefania” per l’Ucraina all’ESC 2022

Alina Pash, la cantante che era stata scelta per rappresentare Kiev sul palco del Pala Alpitour di Torino con la sua “Shadows of forgotten ancestors”, ha deciso di ritirarsi. Era considerata la favorita alla vittoria, seconda nella classifica degli scommettitori solo ai “nostri” Mahmood e Blanco.

L’annuncio del ritiro è arrivato sui suoi canali social ufficiali, tramite un duro post che la 29enne Alina ha pubblicato dopo essere finita al centro delle polemiche con l’accusa di aver fatto nel 2015 un viaggio in Crimea – dove sempre secondo le accuse si sarebbe anche esibita – via aereo, violando così sia il regolamento del Vidbir (il concorso, vinto quest’anno proprio da Alina, con il quale l’Ucraina sceglie il proprio rappresentante all’Eurovision, che prevede l’esclusione di artisti che abbiano svolto concerti, esibizioni, partecipazioni ad eventi pubblici e/o privati nella Repubblica autonoma di Crimea, annessa da Mosca nel 2014) sia la legislazione dell’Ucraina (per la quale i cittadini ucraini che abbiano raggiunto la Crimea non dalla terraferma possono essere multati e gli stranieri possono ricevere per lo stesso motivo un divieto di ingresso). 

“Non voglio più essere in questa storia sporca. A malincuore mi trovo costretta a ritirare la mia candidatura come rappresentante dell’Ucraina all’Eurovision Song Contest. Sono davvero dispiaciuta. Contatteremo l’emittente pubblica e firmeremo tutti i documenti necessari. Ci tengo a ringraziare tutti coloro che mi supportano e mi aiutano, che ascoltano la mia canzone”, ha scritto, tra le altre cose, Alina, denunciando di aver ricevuto in questi giorni minacce e pure attacchi hacker dei suoi canali social.

Non è passata nemmeno una settimana dalla finale del Vidbir, che si è svolta lo scorso sabato, e l’Ucraina si ritrova già al punto di partenza, nella scelta del proprio candidato all’Eurovision Song Contest. Come se non bastasse, i secondi classificati al concorso, i Kalush Orchestra, che erano risultati i più votati dal pubblico da casa tramite il televoto, hanno accusato gli organizzatori del Vidbir di aver truccato le votazioni, denunciando la presunta scarsa trasparenza del meccanismo di voto. Non è dato sapere, al momento, come si muoverà la delegazione ucraina dell’Eurovision Song Contest 2022.

Dopo lo scandalo scoppiato per l‘Alina Pash gate e il ritiro volontario della stessa, vincitrice dell’edizione 2022 del Vidbir, la corsa dell’Ucraina all’Eurovision sembra non avere pace.

La cantante, in seguito allo scandalo scoppiato per un suo presunto viaggio in Crimea nel 2015, e la falsificazione dei documenti di viaggio (che attestavano lo spostamento avvenuto in bus dall’Ucraina e non dalla Russia) da parte di un membro del suo staff, non ha retto alla pressione e ha deciso di ritirarsi senza attendere il verdetto da parte delle autorità e della rete.

Suspilne ha allora proposto ai secondi classificati del Contest, i Kalush Orchestra in gara con la canzone “Stefania” di rappresentare il paese a Torino.

La band però si trova al centro di ben due nuove polemiche: la prima riguardante un viaggio in Russia con tanto di testimonianze fotografiche, la seconda è che il frontman della band, Oleh Psiuk sarebbe addirittura stato accusato di spaccio di droga.

Secondo Ogae Ukraine, la band avrebbe accettato la proposta, ma al momento nessuna comunicazione ufficiale è stata rilasciata in merito né dal gruppo né da Suspilne.

Il dramma del Vidbir 2022 però non finisce qui, perché poche ore fa Vadym Miskyi, membro del collegio sindacale della rete, ha comunicato la sospensione di Yaroslav Lodygin, uno dei giurati del Vidbir nonché membro del Comitato di Organizzazione nazionale per Eurovision, in seguito alle dure critiche rivolte all’organizzazione del Vidbir 2022 dagli stessi artisti partecipanti. Il commento a caldo di Oleh Psiuk sulle Instagram Stories in seguito alla notizia è stato: “Dopotutto, la giustizia ha vinto”.

Proprio i Kalush Orchestra, tra gli altri, durante lo svolgimento del Contest si erano dichiarati contrariati e avevano protestato riguardo la poca trasparenza sui oti e sui risultati; durante un’intervista con la presentatrice del contest avvenuta la scorsa settimana avrebbero dichiarato, inoltre, che in caso di vittoria sarebbero stati ben felici di rappresentare il paese, ma non la rete nazionale.

Speriamo che, nonostante tutto il caos creatosi all’interno della rete e la difficile selezione nazionale il paese non debba rinunciare a partecipare all’Eurovision Song Contest di Torino il prossimo Maggio.