ESC 2022: A Roma Tre il Workshop Eurovision Song Contest 2022

Si è tenuto lo scorso martedì, nel Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo all’Università di Roma Tre, un particolare workshop che ha riguardato l’edizione italiana dell’Eurovision Song Contest, Torino 2022.

Sono intervenuti Simona Martorelli (Rai, Direttrice Relazioni Internazionali e Affari Europei ed Executive Producer di ESC 2022) e Claudio Fasulo (Rai, Vice Direttore Intrattenimento Prime Time ed Eventi ed Executive Producer di ESC 2022), entrambi produttori esecutivi dell’edizione torinese, Pierluigi Colantoni (Rai, Direttore Comunicazione), Marco Cunsolo (Rai, Vice Direttore Intrattenimento Day Time e Responsabile Produzione di ESC 2022) e, da remoto, Antonella Di Lazzaro (Rai Pubblicità, Direttrice Trade Marketing e Iniziative Speciali).

A moderare l’incontro è stato Andrea Fabiano. Attualmente Docente di «Marketing dell’editoria» all’Università Roma Tre, è stato direttore di Rai1, nonché motore del trasferimento dell’Eurovision Song Contest da Rai2 alla rete ammiraglia, avvenuto nel 2016.

Il titolo del workshop, che è stato particolarmente frequentato e ha avuto una durata vicina alle tre ore, è “Eurovision Song Contest 2022 (ESC 2022) – Rai Host Broadcaster del più grande show televisivo del mondo”. Eurofestival News era presente all’evento.

Gli interventi di Fasulo e Martorelli hanno riguardato le basi generali dell’Eurovision Song Contest, riassumendo un po’ di storia e mostrando ai presenti quello che è avvenuto la notte tra il 22 e il 23 maggio 2021. Il tutto, per la maggior parte del tempo, all’interno di un vastissimo prontuario di slides.

L’intervento di Cunsolo si è concentrato in grande misura sugli aspetti pratici dell’Eurovision Song Contest, che sono stati numerosissimi. Non è del resto storia nuova che il concorso continentale sia una macchina complessa, che non per caso vede una preparazione certosina alle sue spalle.

Sono stati mostrati anche alcuni dati del sole cinetico, alto 9,80 metri e largo 19,20, con un semicerchio e sei archi rotanti su piattaforme: di 6 metri quella del semicerchio, di 1,10 ciascuno quelle dei semicerchi. Inevitabile poi il discorso sul piano delle telecamere, mosse come di consueto dal CuePilot e dalla regia di Duccio Forzano e Cristian Biondani.

Come particolarmente innovativa è stata descritta la parte dell’audio design, soprattutto per un motivo: se normalmente i diffusori audio vengono posizionati a terra, in questo caso sono stati piazzati a mezz’aria, il che ha consentito, tra le altre cose, un importante guadagno di spazio, oltre a identiche possibilità di ascolto sostanzialmente in tutto il palasport.

Il tutto senza dimenticare altri dettagli tecnici, come ad esempio il fatto che esistano due “strade” di trasmissione, una via Torino-Milano-Zurigo-Francoforte e l’altra via Torino-Marsiglia-Lione-Parigi. Potere della fibra ottica e, soprattutto, potere della necessità di avere una possibilità alternativa nel caso in cui la proverbiale legge di Murphy avesse manifestato la propria esistenza.

L’intervento di Colantoni è stato rivolto soprattutto al lato comunicativo. I dati comunicativi principali: 2.400.000 persone raggiunte dai canali social, 220.000 visitatori all’EuroVillage, 650 volontari, 1.100 persone parte del social programme. Il 56% di chi è stato a Torino l’ha visitata per la prima volta. Sono stati poi sviscerate le varie tappe di avvicinamento sul piano comunicativo in relazione al concorso, dal lancio di “The Sound of Beauty” a gennaio fino all’evento in quanto tale.

Importante anche la divisione della pubblicità e dell’avvicinamento in quanto tale, con tutta la macchina degli spot attiva fin da febbraio, dal primo apparso anche durante Sanremo fino a quelli con Rockin’ 1000, Mahmood e Blanco, Cristiano Malgioglio e Gabriele Corsi, Alessandro Cattelan, Laura Pausini e Mika. Il tutto senza dimenticare i promo radiofonici e le affissioni. Il tutto in un’ottica di convergenza tra i piani pubblicità della Rai e quelli dell’EBU-UER, smistati attraverso tv e radio, quotidiani e riviste, web e social, ad ed eventi e conferenze stampa.

Alla Di Lazzaro è spettato il racconto di tutto l’impianto pubblicitario messo in piedi da Rai Pubblicità, che è peraltro una struttura già sui generis per tipologia in Europa. Tutto è passato attraverso sia i partner eurovisivi internazionali (MoroccanOil, booking.com, TikTok, idealista, Vueling e Riedel) che quelli nazionali (Costa Crociere, Fiat, Lavazza, Philadelphia, Plenitude e Vodafone più Red Bull e la birra Peroni). Valorizzazione dell’Eurovision sul territorio, sul digitale e sui social: queste le aree di intervento, con un particolare riferimento anche alle grandi stazioni e ai loro maxischermi.

Alla fine sono stati ricordati gli ascolti: 5.591.356 spettatori (share 27,12%) per la prima semifinale, 5.597.756 (27,67%) per la seconda semifinale, 6.632.329 (41,79%) per la finale. Risultati, questi, che a detta di Fasulo sono andati a piena soddisfazione della Rai.