Sanremo 2023: Ecco come sono i 28 brani in gara dopo l’ascolto riservato alla stampa

Uno studio TV con al centro una console, in sequenza le 28 canzoni del Festival. Si è svolto il tradizionale rito dell’ascolto dei brani in anteprima per la stampa – ma questa volta è stato trasformato in un DJ set, con Amadeus accompagnato dall’amico DJ Massimo Alberti.

Oggi nella sede Rai di Via Mecenate a Milano e contestualmente al Teatro delle Vittorie di Roma si è svolta la sessione di ascolto della stampa in anteprima dei brani in gara al Festival della Canzone Italiana  dal 7 all’11 febbraio 2023. 

Un momento importante che offre alla stampa la possibilità di fornire una prima panoramica su quella che sarà la tendenza musicale dell’edizione 2023 della kermesse. Ovviamente bisognerà vedere come queste canzoni verranno rese sul palco, sia con l’orchestra, sia con trovate di performance che negli anni passati ne hanno determinato la sorte. Questo Sanremo, come sempre, lo capiremo in TV, sia per la resa sullo schermo delle canzoni, sia per l’impatto sulla musca di tutto ciò che sta attorno (lo spettacolo, gli ospiti etc).

Come saranno le canzoni di Sanremo 2023? Che temi affronteranno, quali sonorità verranno portate sul palco dell’Ariston dai 28 Artisti in gara? Da oggi non è più un mistero. La prima impressione è decisamente positiva, con diverse sorprese in positivo e qualche brano che spiazza per tematica o per scelta artistica. Un melting pot musicale notevole, in cui spicca la capacità di Amadeus di scegliere brani obiettivamente attuali e che potenzialmente potrebbero essere fortissimi, in grado di mantenersi freschi fino all’estate e oltre. Pezzi differenti rispetto allo scorso anno. Per il 2023 si punta sull’introspezione, ma non mancano divertimento e brani uptempo. 

Vediamo nel dettaglio il resoconto sull’ascolto dei pezzi. Tornando alle canzoni; inevitabilmente l’amore è sempre il tema principale declinato in varie forme, ma si parla anche di autodeterminazione e libertà, sesso o all’opposto di depressione, la ricerca di aiuto nelle difficoltà, il diventare adulti e il rapporto con il passato.

A un primo ascolto i brani che sono piaciuti di più sono Ariete, Lazza, Levante, l’elettronica di Madame e – tra le proposte più classiche –  Mengoni (che si presenta con un brano apparentemente più minimale); tra i giovani, gIANMARIA e Shari. Da rivedere e risentire sul palco Giorgia e Paola e Chiara, entrambe molto retrò. Il livello generale è alto, tutti brani sono pronti per le playlist delle radio. Al rush finale per il podio, quest’anno, saranno in cinque e non più in tre. Per ora in pole position sembrano essere Marco Mengoni, Ultimo, Giorgia, ma attenzione alle possibili sorprese Coma_Cose, Colapesce Dimartino, Lazza e Rosa Chemical. Giudicherete voi quando ascolterete, tra meno di un mese.

In coda all’ascolto, qualche aggiornamento e novità: Amadeus ha annunciato una modifica al regolamento: nella finale, il ballottaggio per determinare il vincitore passa da 3 a 5 brani. Mentre su Madame, sotto indagine per un falso green pass, non cambia nulla: “Io valuto la canzone. Sarebbe un grandissimo errore se io la estromettessi – escludo che si possa ritirare”, dice Amadeus. Oltre ai Pooh, annunciati stamattina, tra gli ospiti (sui palchi esterni) si aggiungono anche Fedez e Takagi e Ketra.

Ecco le prime impressioni per ogni brano, in rigoroso ordine alfabetico:

• Ariete – “Mare di guai” (Testo: Arianna Del Giaccio ‘Ariete’, Edoardo D’Erme ‘Calcutta’; Musica: Dario “Dardust” Faini, Vincenzo Centrella). La giovane artista, al suo esordio a Sanremo, porta in gara una delle canzoni più belle, nella sua semplicità. La voce e l’approccio stilistico di Ariete sono un marchio e la cantautrice non si distacca da sé stessa e da un mood consolidato. La storia personale dedicata narrata nella canzone a una ragazza  è coinvolgente e offre quel tocco emozionale ed emozionante che rappresenta un valore aggiunto, che va di pari passo con il tocco di Calcutta. Il pezzo, però, non esplode mai e solo nel bridge trova un guizzo veramente interessante. Pezzo sufficiente, che potrebbe crescere con l’esibizione live.

«È nato nell’estate 2022, inizialmente l’ho scritto da sola con il mio produttore Dardust e nell’autunno si è aggiunto alla scrittura anche Calcutta, che è uno degli artisti che io stimo di più in assoluto», queste le parole di Ariete sul brano.

• Articolo 31 – “Un bel viaggio” (Testo: Alessandro Aleotti ‘J-Ax’, Luca Paolo Aleotti, Federica Abbate; Musica: Vito Luca Perrini ‘Dj Jan’, Antonio Colangelo, Daniele Silvestri, Wladimiro Perrini). Il primo Sanremo degli Articolo 31 arriva con una canzone dove parte voce e piano, poi entrano prima il rap di J-Ax e poi i beat, con un pò di scratch: un mash-up tra canzone classica e rap old school, con un ritornello che non ti molla. Il testo, però, è un colpo al cuore e, pur raccontando la storia di due amici che dal nulla si sono ritrovati nell’Olimpo per poi cadere e ricostruirsi, ha quel approccio nostalgico nel quale in molti si riconosceranno. Una storia vera, di provincia, di vita, di alti e bassi che in certi passaggi farà scendere qualche lacrimuccia. Musicalmente forte, il pezzo funziona, anche grazie al bridge in cui si sente in maniera distinta lo Scratch di Dj Jad.

«Era il primo demo che abbiamo messo giù quando abbiamo iniziato a lavorare al nostro nuovo disco, in cui parliamo di quello che ci è successo!», queste le parole di Articolo 31 sul brano.

• Colapesce e Dimartino – “Splash” (Testo e musica: Lorenzo Urciullo e Antonio Di Martino ‘Colapesce e Dimartino’). Una canzone veloce, dal ritmo irresistibile e caratterizzata da sonorità vintage, con un testo suggestivo e ironico che in qualche modo ribalta i cliché della canzone romantica estiva, ma meno immediata dell’enorme successo di “Musica leggerissima”, però con finale ad effetto. Parte piano, poi diventa un pop raffinato e retrò. L’intro crea quell’atmosfera nostalgica che rappresenta il climax soprattutto nella prima parte, quando sono veramente evidenti i riferimenti a diversi brani della produzioni di Lucio Battisti degli anni ’70. Il pezzo poi evolve spostandosi su atmosfere più elettroniche e legate agli anni ’80. L’inciso, pur non raggiungendo livelli di orecchiabilità del pezzo di Sanremo 2021, è forte e di sicuro sarà tutto da cantare, grazie al sapiente utilizzo di un testo d’impatto, supportato da synth e archi, in un dialogo continuo e pressante.

«È un brano a cui abbiamo lavorato tanto e parla delle aspettative, che sembrano non influire sulla nostra vita e invece determinano le sorti dell’uomo», queste le parole di Colapesce Dimartino sul brano

• Colla Zio – “Non mi va” (Testo: Colla Zio (Tommaso “Berna” Bernasconi, Andrea “Mala” Malatesta, Francesco “Glampo” Lamperti, Andrea “Armo” Arminio e Tommaso “Petta” Manzoni); Musica: Colla Zio (Tommaso “Berna” Bernasconi, Andrea “Mala” Malatesta, Francesco “Glampo” Lamperti, Andrea “Armo” Arminio e Tommaso “Petta” Manzoni) – Giorgio Pesenti). Tra i sei esordienti scelti lo scorso dicembre durante lo show “Sanremo Giovani”, sono quelli che portano il brano più scanzonato. Sul palco questo brano potrebbe essere un divertente caos –  la canzone è pure un pò caotica ed è il bello dei Colla Zio. Il mood festaiolo del brano fa pensare all’esibizione sul palco di Sanremo Giovani e immaginare a quello che i cinque ragazzi potranno combinare all’Ariston. Un pezzo con riferimenti contaminati, che affondano le radici negli anni ’70, ’80 e ’90, con un incalzare che ricorda a tratti If Ya Gettin’ Down dei 5ive e I Just Wanna Live dei Good Charlotte.

«È un brano che parla di insicurezza e fragilità», queste le parole di Colla Zio sul brano.

• Coma_Cose – “L’addio” (Testo: Fausto Lama ‘Fausto Zanardelli’ e  Francesca Mesiano ‘California’ (Coma_Cose); Musica: Fausto Zanardelli, Fabio Dalè, Carlo Frigerio). I Coma_Cose fanno una bella canzone, ma che probabilmente avrà meno effetto sorpresa rispetto a “Fiamme negli occhi”. Nonostante una costruzione classica, il pezzo risulta moderno grazie a sonorità curate e che esaltano le voci di California e Fausto. Il brano parla di una storia d’amore giunta a un punto morto, un punto in cui è necessaria una svolta e i due artisti la interpretano senza fronzoli. Un testo indie (con un riferimento anche a ‘Fiamme negli occhi’), a volte anche crudo, ma in cui si leggono numerosi sentimenti anche discordanti. Rabbia, delusione, frustrazione, ma anche amore, speranza e quella nostalgia positiva che porta a rivalutare le decisioni. L’inciso è una perla, così come la sua conclusione “l’addio non è una possibilità”. Una bella sorpresa.

«È una canzone che parla di sentimenti in cui crediamo molto», queste le parole dei Coma_Cose sul brano.

• I Cugini di Campagna – “Lettera 22” (Testo: Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina (La Rappresentante di Lista); Musica: Veronica Lucchesi, Dario Mangiaracina, Fabio Gargiulo). Intro vocale, poi si apre come un pop che prova ad essere sia contemporaneo sia retrò. Chi si aspettava dai Cugini di Campagna un brano vagamente trash o ricco di falsetti resterà deluso, perchè “Lettera 22” è davvero una canzone sorprendente. La prima parte del pezzo è un chiaro riferimento ai complessi degli anni ’70, ma il crescendo è notevole, così come l’esplosione in un ritornello molto orecchiabile ed efficace (anche se non particolarmente originale), contaminato e in cui si avvertono tutti i riferimenti a cui ci ha abituato La Rappresentante di Lista. Un pezzo dalla costruzione non eccessivamente classica che speriamo non sia rovinato da un’esibizione sul palco troppo sopra le righe.

«È una lettera che nell’alfabeto italiano non c’è. E in tutta la canzone c’è questo senso di ricerca, di trovare il modo per dire qualcosa», queste le parole dei Cugini di Campagna sul brano.

• Elodie – “Due” (Testo: Elodie Di Patrizi ‘Elodie’, Federica Abbate, Jacopo Ettorre; Musica: Federica Abbate, Jacopo Ettorre, Francesco Catitti). Terzo Sanremo per Elodie che prosegue nel suo percorso di sperimentazione sonora, proponendo un pezzo ritmato e moderno, che ha tutte le caratteristiche per far ballare l’Ariston, dal sicuro impatto radiofonico. I beat iniziali sembrano quelli dei New Order di “True Faith”, poi la canzone diventa un pop dalla struttura complessa, che non rinuncia al ritornello di grande efficacia. Al di là delle velleità di classifica, l’artista romana è sé stessa, in un pezzo che esalta le sue doti di interprete e performer. Un crescendo sensuale, ma allo stesso tempo percussivo e vibrante che esplode in un inciso iper orecchiabile che non fa che confermare che la strada intrapresa ormai alcuni anni fa è quella giusta. Merita una menzione il bridge in cui archi e percussioni trovano un interessante punto di incontro.

«È un brano spigoloso, diretto, onesto e ha qualcosa di teen… mi somiglia molto!», queste le parole di Elodie sul brano.

• Leo Gassmann – “Terzo cuore” (Testo: Riccardo Zanotti, Leo Gassman; Musica: Riccardo Zanotti, Giorgio Pesenti, Marco Paganelli). La ballata pop molto radiofonica ha un bell’inizio voce e chitarra, poi si apre, giocando su vuoti e pieno. Il vincitore tra i Giovani del Festival di Sanremo 2020 propone un pezzo sorprendente, in cui si sente, sia nell’arrangiamento che nell’interpretazione,  il tocco autorale di Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari. Un’interpretazione al servizio del brano arricchisce una canzone convincente e che offre il giusto mix tra un testo molto interessante e un arrangiamento mai troppo preponderante. Un plauso anche per il bridge.

«È un brano che ho scritto con Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari. Parla principalmente d’amore, ogni forma d’amore è lecita», queste le parole di Leo Gassmann sul brnao.

• gIANMARIA – “Mostro” (Testo: Gianmaria Volpato ‘Gianmaria’, Gianmarco Manilardi; Musica: Gianmaria Volpato ‘Gianmaria’, Gianmarco Manilardi, Vito Petrozzino. Antonio Filippelli). Gianmaria è un altro dei sei esordienti scelti a “Sanremo Giovani”. Parte piano, poi entra la cassa dritta, un suono che cerca la contemporaneità anche nel testo, che parla della diversità. Il vincitore di Sanremo Giovani si presenta sul palco del Festival 2023 con un pezzo credibile e in cui l’aspetto più riconoscibile è il suo approccio e una voce che pian piano sta diventando un marchio indelebile nel nuovo pop italiano. Un pezzo divertente nel mood, ma allo stesso tempo semplice e introspettivo, con una cassa che fa da tappeto a quasi tutto il brano. Radiofonicamente un brano che potenzialmente avrà un appeal piuttosto forte.Tra i promossi da Sanremo Giovani, una delle proposte più a fuoco.

«È un brano intimo, dove si vede il mio lato più insicuro», queste le parole di gIANMARIA sul brano.

• Giorgia – “Parole dette male” (Testo: Alberto Bianco, Francesco Rocati; Musica: Alberto Bianco, Francesco Rocati, Massimiliano Dagani, Mario Marcio, Gianclaudio Fracchiolla). Il ritorno in gara di Giorgia dopo 22 anni non eccede nella sperimentazione e propone al Festival di Sanremo 2023 un pezzo credibile, in cui spicca la sua attitudine soul e una produzione, a tratti anche minimale, che strizza l’occhio a quella forma di r’n’b dei primi anni 2000 che la cantautrice romana aveva già sfiorato in passato. Sonorità anni ’80 con piano elettrico e beat retrò: molto classica, ovviamente pensata per l’eccezionale versatilità della sua voce. Il riferimento è vicino a Sophie Ellis-Bextor, con un testo interpretato con maestria e un inciso orecchiabile. Un brano semplice, ma di classe. Un esercizio di stile di chi è semplicemente sé stesso, senza nulla da dimostrare, ma che sa come arrivare al punto. È una canzone d’amore che racconta una relazione passata.

«Parla dell’importanza del lasciar andare», queste le parole di Giorgia sul brano.

• Gianluca Grignani – “Quando ti manca il fiato” (Testo e musica: Gianluca Grignani – Enrico Melozzi). Al suo sesto Sanremo da Big, Gianluca Grignani presenta una power-ballad che ricorda l’attitudine rock che rimanda alle produzioni del cantautore di anni fa, con crescendo e forte presenza dell’orchestra. Un brano sentito, viscerale, in cui Gianluca Grignani parla del padre e del loro rapporto distante e difficile. Una ballata melodicamente che unisce l’intensità dell’orchestra alle sonorità del rock (si apre con un intro di pianoforte e che si struttura crescendo con archi e chitarre elettriche), scritta assieme a Enrico Melozzi (direttore d’orchestra ben noto al pubblico del Festival). Il brano non sarà semplice da cantare dal vivo, ma dimostra che l’artista sa ancora regalare emozioni. 

«Parla di qualcosa che ti succede una volta nella vita», queste le parole di Gianluca Grignani. 

• LDA – “Se poi domani” (Testo: Luca D’Alessio ‘LDA’, Alessandro Caiazza; Musica: Luca D’Alessio ‘LDA’, Francesco D’Alessio). Luca Figlio d’arte (suo padre è Gigi D’Alessio), lanciato da “Amici”, è un artista bravo, con un’idea melodica precisa e un’attitudine alla sperimentazione notevole. LDA ha scritto la musica di questa ballata con suo cugino, Francesco D’Alessio. Il brano è sicuramente sentito e in molti si riconosceranno in una canzone d’amore delicata, soave, interpretata bene, ma troppo semplice e con pochi guizzi creativi. Una canzone fa riferimento a una persona che non è più al suo fianco, con una melodia romantica che richiama “Perfect” di Ed Sheeran (che a sua volta richiamava le classic ballate soul), ma il risultato è davvero troppo poco. Il ritornello è orecchiabile al punto giusto, ma non basta per la sufficienza. Peccato, al primo ascolto sembra un’occasione persa. Pronti a ricrederci dopo l’esibizione live.

«Parla di una storia d’amore autobiografica ed è molto importante per me. L’ho scritta di getto», queste le parole di LDA sul brano.

• Levante – “Vivo” (Testo e musica: Claudia Lagona ‘Levante’). La cantautrice siciliana  torna a Sanremo dopo tre anni, con una canzone al 100% scrita da lei stessa che racconta un momento intimo, privato e personale, dove canta la necessità di vivere senza limiti o imposizioni, la libertà di potersi esprimere fino in fondo. Un pezzo musicalmente vario, che si caratterizza per l’utilizzo si synth e percussioni, ancora più vibranti, con delle sonorità pop contemporanee sorprendenti. Il ritornello ha una forza travolgente grazie a un testo sentito e a un tappeto sonoro ricco di contaminazioni. Un inno alla consapevolezza personale e un messaggio di cambiamento interiore supportato da un mood uptempo.

«L’ho scritto dopo il parto, in un momento in cui mi trovavo in una stanza buia e cercavo la luce. Parla di depressione ma con la voglia e lo slancio di rinascere. Parte dal buio e trova un’uscita. È una corsa verso la vita», queste le parole di Levante sul brano.

• Lazza – “Cenere” (Testo: Jacopo Lazzarini ‘Lazza’, Davide Petrella; Musica: Jacopo Lazzarini ‘Lazza’. Davide Petrella, Dario Faini). Lazza non ha niente da dimostrare e questo è probabilmente questo è uno dei motivi per cui l’artista, dominatore delle charts 2022, propone uno dei pezzi migliori del suo repertorio proprio per il Festival 2023. Inizio con voci campionate, sonorità elettroniche, cassa dritta e voce in autotune ed è anche tra le più ballabili di questo Festival. Costruzione moderna, produzione fortissima, beat incalzante e dal respiro internazionale. Un loop ipnotico con un inciso pulsante che ripete la parola ‘cenere’ in maniera ossessiva, proprio per fissarla nella mente. Un buon brano pop in cui si sente l’arrangiamento di Dario “Dardust” Faini, il testo racconta invece un rapporto tormentato. Un pezzo che potenzialmente dal vivo potrebbe crescere ulteriormente.  

«È un pezzo d’amore, anche se non parla di una forma d’amore felice», queste le parole di Lazza sul brano.

• Madame – “Il bene nel male” (Testo: Francesca Calearo ‘Madame’; Musica: Francesca Calearo ‘Madame’, Iacopo Sinigaglia (Brail), Nicolas Biasin (Bias)). Madame ritorna all’Ariston in gara a due anni da “Voce” con un’altra canzone ritmata, con suoni decisamente elettronico, tra EDM e nomi più di nicchia. Il brano di Madame è uno tra i migliori di tutto il Festival. L’artista vicentina si muove con disinvoltura su un’intelaiatura contaminata tra urban e pop, tra elettronica e melodia, creando con la sua inconfondibile voce un filo conduttore che a volte spiazza. Un testo per nulla scontato è supportato da sonorità da club che ricordano certe produzioni anni ’90, attualizzate da synth moderni con riferimenti analogici. Un pezzo in continuo movimento che cresce grazie alla ripetizione ossessiva delle parole ‘bene’ e ‘male’ che creano un effetto ipnotico straordinario. Il vecchio e nuovo titolo sono nella stessa strofa.

«Parla di una storia d’amore ma non dal mio punto di vista, ho prestato la mia voce a una prostituta. Le aspettative? Molto simili a quelle del mio primo Sanremo!», queste le parole di Madame sul brano.

• Marco Mengoni – “Due vite”. (Testo: Marco Mengoni, Davide Petrella; Musica: Davide Petrella, Davide Simonetta). Marco Mengoni torna sul palco dell’Ariston con un brano intenso, una up ballad moderna nel testo e nella produzione dove il cantante ha la possibilità di sfruttare la sua voce con grande effetto e profondità. Una canzone sicuramente non da primissimo ascolto, ma in cui sono chiari i passi che l’artista, vincitore all’Ariston 10 anni fa con “L’essenziale”, ha percorso anche recentemente. Nella canzone si avverte una ricerca sonora che non risulta leziosa, ma semplicemente un artificio per creare un senso di vicinanza. L’inciso è forte, anche se non immediato, con un bell’arrangiamento che contiene elementi orchestrali che ne valorizzeranno l’esibizione dal vivo. Nel suo genere, è una spanna sopra gli altri – pur con un testo molto classico. Un candidato alla vittoria che dimostra di non avere nulla da dimostrare.

«È un pezzo molto intimo, che ho dedicato per l’80% a me e al dialogo che ho con me stesso», queste le parole di Marco Mengoni sul brano.

• Modà – “Lasciami” (Testo: Francesco Silvestre ‘Kekko’; Musica: Francesco Silvestri, Enrico Palmosi). Nel terzo Sanremo dei Modà da Big, il primo dopo 10 anni, non deludono le aspettative proponendo una power ballad in cui sente in maniera chiara la loro impronta sonora. Un mood che si ripete, ma che non risulta ripetitivo, soprattutto in questo caso in cui Kekko Silvestre parla di lotta alla depressione e, con figure e immagini chiare, delineate, ma sibilline, si rivolge alla malattia in prima persona. Un dialogo che è anche un flusso di coscienza, accompagnato da un sound che non tradisce e un inciso riconoscibile, orecchiabile, ma che non distoglie l’attenzione sul tema. Obiettivo è raggiunto.

«Parla di come, a volte, un evento negativo che entra nella tua vita riesce a portare comunque dei risvolti positivi», queste le parole dei Modà sul brano.

• Mr. Rain – “Supereroi” (Testo: Mattia Balardi ‘Mr. Rain’, Lorenzo Vizzini, Federica Abbate; Musica: Mattia Balardi ‘Mr. Rain’, Federica Abbate). Primo Sanremo per Mr. Rain con una canzone, più che un rap, dove l’artista bresciano descrive la propria battaglia con la depressione, con piano e barre rap, ritornello melodico, con coro di bambini nella parte finale. Un brano consapevole, una presa di coscienza con un inciso orecchiabile (e cantato con in leggero sottofondo un coro di bambini), in cui la produzione non prevale su un testo prezioso e ricco di sfumature. Mr. Rain racconta le proprie fragilità utilizzando anche figure semplici, ma efficaci, fornendo all’ascoltatore un messaggio di vita. Nella costruzione armonica del pezzo di avverte il tocco di Federica Abbate, mentre merita un plauso il bridge creato con un sapiente utilizzo degli archi. Nel suo genere, struttura molto tradizione per una canzone che parla del non avere paura di farsi aiutare nelle difficoltà.

«Parla di depressione, noi tutti dovremmo imparare a chiedere aiuto. Siamo tutti supereroi!», queste le parole di Mr. Rain sul brano.

• Olly – “Polvere”. (Testo: Federico Olivieri ‘Olly’, Emanuele Lovito; Musica: Federico Olivieri ‘Olly’, Emanuele Lovito, Julien Boverod). Dopo aver conquistato il pass per il Festival 2023 tra i sei emergenti scelti nella serata di “Sanremo Giovani”, Olly porta un pezzo in cui amplifica la sua attitudine danzereccia e uptempo. Un’altro brano, autotune, un altro testo che parla d’amore, che funziona grazie a una cassa pressante e che costituisce il fulcro del pezzo, unita a un dialogo con l’orchestra che a tratti rende il pezzo davvero musicalmente prezioso. L’interpretazione di Olly, con una ‘r’ moscia davvero invitante, è un valore aggiunto che non si può non sottolineare. Un altro ritornello efficace, ma non memorabile. Da riascoltare sul palco.

«È stato un modo per far circolare nuova energia e per esorcizzare cose passate che mi hanno fatto chiudere», queste le parole di OLLY sul brano.

• Anna Oxa – “Sali” (Testo: Anna Oxa, Francesco Bianconi, Giuseppe Rinaldi ‘Kaballà’. Musica: Fio Zanotti). Oxa allo stato puro, torna a Sanremo per la quindicesima volta con la complicità di Francesco Bianconi (Baustelle) e Kaballà. L’eleganza contaminata di Anna Oxa dialoga con la costruzione insolita di un pezzo forte nel testo e nella produzione in crescendo, con un’orchestra che pian piano assume lo spazio che merita. In alcuni tratti la voce della cantante due volte vincitrice all’Ariston si contrappone alle percussioni, creando un effetto magico e allo stesso tempo straniante. Una canzone emozionante, interpretata magistralmente in cui ogni elemento è valorizzato da un lavoro di squadra notevole. Sicuramente non da primo ascolto, ma è un brano di classe.

 

• Paola e Chiara – “Furore” (Testo: Jacopo Ettorre, Alessandro La Cava, Paola Iezzi, Chiara Iezzi; Musica: Federico Mercuri e Giordano Cremona (Merk & Kremont), Leonardo Grillotti, Eugenio Maimone, Jacopo Ettorre, Alessandro La Cava), Una canzone che sembra la prosecuzione dei brani più noti del duo (“Festival”, “Vamos a bailar”), con qualche arco anni ’70. Le sorelle Iezzi non tradiscono e propongono un brano uptempo, orecchiabile e con numerosi riferimenti musicali di inizio millennio con sonorità pop dance dove ritroviamo persino degli archi in stile discomusic. I primi trenta secondi del brano evocano attesa prima di un’esplosione notevole. Paola e Chiara sono tornate e nonostante siano passati tanti anni dalle loro ultime hit, la forza della loro musica è immutata. Nonostante qualche citazione, anche involontaria, a qualche pezzo del passato, il pezzo risulta fresco e travolgente. Il cambio di tonalità per l’inciso finale offre quel tocco vintage che proprio non guasta.

«Questa canzone parla di un momento in cui si ha voglia di dare tutti noi stessi al mondo perché potrebbe essere l’ultima volta. Bisognerebbe vivere la vita come se fosse davvero l’ultimo giorno per dare il meglio di sè», queste le parole di Paola e Chiara sul brano.

• Rosa Chemical – “Made in Italy” (Testo: Manuel Franco Rocati, Paolo Antonacci; Musica: Davide Simonetta, Oscar Inglese). Come essere dissacranti, ma allo stesso tempo divertenti e credibili. Su una base in cui si avvertono riferimenti alla urban street anni ’90, ritmi latini e hyper-pop. Rosa Chemical costruisce un pezzo ricco di riferimenti (Vasco, Carosone, Celentano) e immagini che rimandano all’idea del Made in Italy (sesso, amore, sogno, storia). Un pezzo fortemente ironico e autoironico, un inno alla libertà di chi sa come non prendersi troppo sul serio, giocando su più livelli. Finale a sorpresa con trombetta.

«La canzone è nata da un mio vecchissimo provino. Spero di portare un pò di spensieratezza, ma anche di far riflettere», queste le parole di Rosa Chemical sul brano.

• Mara Sattei – “Duemilaminuti” (Testo: Damiano David; Musica: Davide Mattei ‘ThaSup’, Damiano Davi, Enrico Brun). Al suo debutto festivalero, porta una ballata molto classica ed efficace, ma anche un pò già sentita. Bella, intensa e interpretata con un vigoroso e consapevole dolore, sfoggia un limpido talento vocale. Nell’arrangiamento orchestrale del primo ritornello si aggiunge una chitarra acustica, che nel secondo è sostituita da un pianoforte elettrico. La seconda strofa si caratterizza per un sapore più incalzante che evoca attesa, ritagliandosi un attimo di classicità in un’architettura armonica piuttosto moderna e libera. Un mix sonoro davvero interessante e dal sapore internazionale, che val al di là di un’idea postmoderna di contemporaneità. Scritta con il fratello Tha Sup (ma la sua mano si sente poco) e con il frontman dei Måneskin, Damiano David.

«Parla di un amore finito e della conseguente presa di coscienza. Lo ha scritto Damiano @ykaaar, ci siamo visti in studio e appena ha messo play c’è stata una connessione immediata», queste le parole di Mara Sattei sul brano.

• Shari – “Egoista” (Testo: Shari Noioso ‘Shari’; Musica: Riccardo Puddu, Shari Noioso ‘Shari’, Maurizio Pisciottu ‘Salmo’, Luciano Fenudi). Una ballata scura con beat dalla forte impronta urban moderna e orecchiabile, con cui debutta l’esordiente, scelta durante lo show “Sanremo Giovani”. La giovane artista ha una vocalità che è quella tipica delle nuove generazioni del pop italiano, ma nel brano il parlato si unisce in modo inaspettato con una melodia che, con l’aiuto di un arrangiamento intelligente, entra di diritto nei territori del soul. ll testo è sincopato al punto giusto e si conforma come una vera e propria dichiarazione d’amore verso sé stessi. Un contemporaneo flusso di coscienza che sul finale diventa ancora più libero dagli schemi. Co-firmata da Salmo, si fa notare perché è uno dei pezzi più lontani dagli schemi classici del Festival. Da riascoltare, soprattutto dal vivo dove l’esibizione potrebbe risultare determinante.

«È un brano che parla principalmente d’amore, ma anche di un momento in cui io mi sono sentita egoista, in fondo un po’ lo siamo tutti!», queste le parole di Shari sul brano.

• Sethu – “Cause perse” (Testo: Marco De Lauri ‘Sethu’; Musica: G. De Lauri ‘Biz’). Un altro dei pezzi più veloci di Sanremo 2023 è quello di Sethu, uno degli esordienti di “Sanremo Giovani”. Inizio con atmosfere post punk e vagamente anni ’80 per un pezzo orecchiabile, ritmato, ma forse eccessivamente sincopato. La produzione a volte copre e distoglie l’attenzione da un testo in cui si avvertono riferimenti autobiografici interessanti e nei quali molti si riconosceranno. Un up-tempo musicalmente da non sottovalutare e una bella interpretazione che fa venire alla mente Blanco e un ritornello che funziona. Un’esibizione che, grazie al look dell’artista savonese, potrebbe colpire.

«Mi sono sentito dire più volte nella vita che ero una cause persa, come tanti ragazzi della nostra generazione, il brano parla di questo ma con un post di tristezza che nei miei pezzi non manca mai», queste le parole di Sethu sul brano.

• Tananai – “Tango” (Testo: Alberto Cotta Ramusino ‘Tananai’, Paolo Antonacci, Alessandro Raina, Davide Simonetta; Musica: Alberto Cotta Ramusino ‘Tananai’, Davide Simonetta). Tananai ritorna a Sanremo dopo il “Sesso occasionale” dell’anno scorso (e i moltelplici successi a seguire) con un pezzo in cui l’interpretazione è sentita e in cui lo spirito della ballata di matrice orchestrale è ancora più marcato. L’inciso, arricchito da un preponderante tappeto di archi, risulta uno dei momenti più intensi di un pezzo che ha anche nel testo uno dei punti di forza. È un artista completo che non ha niente da dimostrare e che con il singolo “Abissale” aveva mostrato un lato di sé inedito, ma totalmente credibile.

«Parla di tutte le sfumature di un amore a distanza, che può avere mille forme», queste le parole di Tananai sul brano.

• Ultimo – “Alba” (Testo e musica: Niccolò Moriconi ‘Ultimo’). È firmata unicamente da Ultimo la ballata che l’artista romano porta a Sanremo a quattro anni dalla sua ultima partecipazione in gara. Le prime note di solo pianoforte invitano l’ascoltatore a chiudere gli occhi e a farsi cullare verso lidi sconosciuti. La voce di Ultimo, accompagnata soltanto dallo strumento, colpisce, così come la poesia dei primi versi, poi dopo un primo special entra la ritmica e l’effetto è nostalgico, così come per la seconda strofa in cui le percussioni creano il rumore del battito del cuore, in un crescendo emotivo che esplode in una sorta di inciso in cui si avverte tutta la forza interpretativa del cantautore. La chiusura del pezzo è ancora minimale, intima, soave, con Ultimo che esalta un’idea onirica di libertà, in una chiusura che lascia spazio a mille interpretazioni. Un pezzo che dal vivo non può che crescere. Non sorprende, ma a modo suo è perfetta per essere portata sul palco.

«Ho provato a descrivere un bisogno di rinascita. Non vedo l’ora di mettermi in gioco perché mi sento di dover ancora scrivere la mia storia», queste le parole di Ultimo sul brano.

• Will – “Stupido” (Testo: William Busetti ‘Will’; Musica: Simone Cremonini, Andrea Pugliese). La musica di Will, l’ultimo dei sei emergenti scelti con “Sanremo Giovani”, si caratterizza per una semplicità di fondo. Un’altra power ballad romantica ma con strofe rappate si intrecciano in una melodia orecchiabile e riconoscibile. Un’interpretazione sentita e coinvolta rende il pezzo interessante, grazie anche a un inciso che già immagino come colonna sonora di video TikTok. Un esempio di come con semplicità (e senza troppe sovrastrutture) si può raggiungere un risultato.

«È un brano pop in cui si potranno rivedere in molti», queste le parole di Will sul brano.

TABELLA RIASSUNTIVA con i voti che alcuni giornalisti hanno dato ai brani in gara (Rispettivamente: AllMusicItalia, Sky TG 24, Davidemaggio.it, Il Messaggero, Il Sole 24 Ore, biccy, Stone music, Sorrisi e Canzoni, Rockol, Open, Fanpage e TGCom 24, Repubblica, Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, Avvenire, Il Sole 24 Ore, La Stampa, Il Giornale, Libero,Il Fatto Quotidiano, Il Tempo, Quotidiano Nazionale, Il Mattino, Domani, Ansa, Dire Wired, TV Blog, Vanity Fair, Billboard Italia, Onde Funky e Il Giornale della Musica)

Amadeus, a margine della prima sessione di ascolto delle canzoni del Festival di Sanremo 2023, ha parlato della kermesse, a partire dalla novità regolamentare ratificata stamane: “Punto sempre sulle canzoni, sulla loro immediatezza. Le immagino suonate dalla radio. Quest’anno ho iniziato scegliendo i Coma_Cose. Sono partito da lì per comporre il cast. Ormai conosco la macchina, ma essere Direttore Artistico del Festival mi dà sempre nuove sensazioni. Ogni Festival è diverso dal precedente.”

Un pensiero, poi, alle quattro co-conduttrici: “Ognuna di loro avrà libertà totale.”

Amadeus ribadisce quanto già detto a proposito di Silvia Toffanin: “Non voglio tornare sull’argomento. Parliamo di chi c’è e non di chi non c’è! Nel primo anno c’è stata una richiesta ufficiale, ma ora no.”

Amadeus, poi, conferma che ci saranno spazi in cui si parlerà di Iran, ma anche di altri temi importanti, dopo la conferma della presenza del Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy: “Io e Bruno Vespa ci siamo sentiti settimana scorsa. Zelenskyj lo ha contattato e mi ha chiesto se fossi interessato a ospitarlo. Io gli ho detto di sì, ma attendevo una sua telefonata per programmare l’annuncio. Ieri abbiamo annunciato anche altri tre nomi, ma va bene così. Il collegamento dovrebbe essere registrato per permettere a noi di posizionarlo nel momento migliore, per tradurlo e per evitare problemi tecnici.”

Oltre al palco dell’Ariston, il Festival della Canzone Italiana si avvarrà del palco sulla Costa Smeralda, ma anche di quello in Piazza Colombo: ”Mercoledì mattina ci sarà un TikTok, il primo della Rai, con cui verranno svelati i 5 nomi di Piazza Colombo. Ci sarà un collegamento ogni sera e ogni ospite proporrà una canzone.”

Amadeus, poi, parla dello spoiler sul testo del brano di Giorgia: “Non c’è dolo, per questo resta in gara. Io sono un arbitro molto inglese, fischio un fallo solo quando è netto!”

Un chiarimento sul caso Madame: “Non cambia nulla! Io valuto la canzone e sono convinto che oggi sarebbe un errore estrometterla dal Festival. Ci sono indagini in corso, ma ribadisco che lei è regolarmente in gara. Nel 2021 non era vaccinata, non lo era nessuno. Lei per partecipare al Festival ha seguito un protocollo rigido come tutti gli altri. Lei per ora è indagata, non condannata.”

“Ci sono canzoni più introspettive rispetto al recente passato. Si parla d’amore nelle varie sfaccettature, ma non solo. Ci si concentra anche sulla salute mentale. Anche i giovani sentono un senso di precarietà. Tutte queste sensazioni si avvertono nelle canzoni, che danno valore a ogni singolo attimo. Quando scelgo una canzone per il Festival, devo essere lucido, onesto. Devo pensare alle canzoni al di là di chi le canta. Qualcuno di quest’anno si era presentato nel passato. Questo dimostra la mia attenzione nei confronti dei brani. Dopo il Festival capiremo se le canzoni avranno lunga vita… Non credo che 28 canzoni siano troppe. Ogni direttore artistico ha dato una propria impronta. Io faccio molta fatica a escludere certe canzoni. Ho aumentato i giovani proprio perché non c’è la facevo a metterne meno. C’è stato un attimo che le canzoni dicevamo essere 30… Io mi auguro che il pubblico gradisca anche se si farà notte fonda. Finora i risultati ci danno ragione. Poi non credo che tutte le canzoni siano simili. C’è tanta varietà.””, afferma Amadeus, che respinge le accuse di chi sostiene che 28 canzoni sono troppe.

Il Direttore Artistico parla poi di Al Bano, ospite insieme a Massimo Ranieri e Gianni Morandi nella seconda serata del Festival. “Al Bano vorrebbe partecipare ogni anno in gara e puntualmente presenta un brano. Mi è venuta in mente questa idea di unione e per la prima volta vedremo insieme tre grandi artisti italiani.”

Amadeus e Stefano Coletta commentano la controprogrammazione messa in campo da Mediaset: “Noi facciamo il nostro e non dobbiamo essere distratti da quel che accade intorno. Noi giochiamo la nostra partita con serenità. Ci aspettiamo di fare un bel Festival con bei numeri. La controprogrammazione porterà via qualcosa, sicuramente! Ma noi dobbiamo fare il nostro.” 

I vincitori del Festival dal 1951 al 2022: 

  • 1951 Nilla Pizzi – “Grazie dei fiori”
  • 1952 Nilla Pizzi – “Vola colomba”
  • 1953 Carla Boni, Flo Sandon’s – “Viale d’autunno”
  • 1954 Giorgio Consolini, Gino Latilla – “Tutte le mamme”
  • 1955 Claudio Villa, Tullio Pane – “Buongiorno tristezza”
  • 1956 Franca Raimondi – “Aprite le finestre”
  • 1957 Claudio Villa, Nunzio Gallo – “Corde della mia chitarra”
  • 1958 Domenico Modugno, Johnny Dorelli – “Nel blu dipinto di blu”
  • 1959 Domenico Modugno, Johnny Dorelli – “Piove (Ciao ciao bambina)”
  • 1960 Tony Dallara, Renato Rascel – “Romantica”
  • 1961 Betty Curtis, Luciano Tajoli – “Al di là”
  • 1962 Domenico Modugno, Claudio Villa – “Addio… addio”
  • 1963 Tony Renis, Emilio Pericoli – “Uno per tutte”
  • 1964 Gigliola Cinquetti, Patricia Carli – “Non ho l’età (Per amarti)”
  • 1965 Bobby Solo, New Christy Minstrels – “Se piangi se ridi”
  • 1966 Domenico Modugno, Gigliola Cinquetti – “Dio come ti amo”
  • 1967 Claudio Villa, Iva Zanicchi – “Non pensare a me”
  • 1968 Sergio Endrigo, Roberto Carlos Braga – “Canzone per te”
  • 1969 Bobby Solo, Iva Zanicchi – “Zingara”
  • 1970 Adriano Celentano, Claudia Mori – “Chi non lavora non fa l’amore”
  • 1971 Nada, Nicola Di Bari – “Il cuore è uno zingaro”
  • 1972 Nicola Di Bari – “I giorni dell’arcobaleno”
  • 1973 Peppino Di Capri – “Un grande amore e niente più”
  • 1974 Iva Zanicchi – “Ciao cara come stai?”
  • 1975 Gilda – “Ragazza del Sud”
  • 1976 Peppino Di Capri – “Non lo faccio più”
  • 1977 Homo Sapiens – “Bella da morire”
  • 1978 Matia Bazar – “…e dirsi ciao!”
  • 1979 Mino Vergnaghi – “Amare”
  • 1980 Toto Cutugno – “Solo noi”
  • 1981 Alice – “Per Elisa”
  • 1982 Riccardo Fogli – “Storie di tutti i giorni”
  • 1983 Tiziana Rivale – “Sarà quel che sarà”
  • 1984 Al Bano, Romina Power – “Ci sarà”
  • 1985 Ricchi e Poveri – “Se m’innamoro”
  • 1986 Eros Ramazzotti – “Adesso tu”
  • 1987 Gianni Morandi, Enrico Ruggeri, Umberto Tozzi – “Si può dare di più”
  • 1988 Massimo Ranieri – “Perdere l’amore”
  • 1989 Anna Oxa, Fausto Leali – “Ti lascerò”
  • 1990 Pooh – “Uomini soli”
  • 1991 Riccardo Cocciante – “Se stiamo insieme”
  • 1992 Luca Barbarossa – “Portami a ballare”
  • 1993 Enrico Ruggeri – “Mistero”
  • 1994 Aleandro Baldi – “Passerà”
  • 1995 Giorgia – “Come saprei”
  • 1996 Ron, Tosca – “Vorrei incontrarti fra cent’anni”
  • 1997 Jalisse – “Fiumi di parole”
  • 1998 Annalisa Minetti – “Senza te o con te”
  • 1999 Anna Oxa – “Senza pietà”
  • 2000 Avion Travel – “Sentimento”
  • 2001 Elisa – “Luce (Tramonti a nord est)”
  • 2002 Matia Bazar – “Messaggio d’amore”
  • 2003 Alexia – “Per dire di no”
  • 2004 Marco Masini – “L’uomo volante”
  • 2005 Francesco Renga – “Angelo”
  • 2006 Povia – “Vorrei avere il becco”
  • 2007 Simone Cristicchi – “Ti regalerò una rosa”
  • 2008 Giò Di Tonno, Lola Ponce – “Colpo di fulmine”
  • 2009 Marco Carta – “La forza mia”
  • 2010 Valerio Scanu – “Per tutte le volte che…”
  • 2011 Roberto Vecchioni – “Chiamami ancora amore”
  • 2012 Emma – “Non è l’inferno”
  • 2013 Marco Mengoni – “L’Essenziale”
  • 2014 Arisa – “Controvento”
  • 2015 Il Volo – “Grande amore”
  • 2016 Stadio – “Un giorno mi dirai”
  • 2017 Francesco Gabbani – “Occidentali’s Karma”
  • 2018 Ermal Meta e Fabrizio Moro – “Non mi avete fatto niente”
  • 2019 Mahmood – “Soldi”
  • 2020 Diodato – “Fai rumore”
  • 2021 Måneskin – “Zitti e buoni”
  • 2022 Mahmood e Blanco – “Brividi”