Irlanda: Johnny Logan riceve una laurea honoris causa per il suo contributo alla cultura e alla musica

Il 23 giugno 2025, Johnny Logan ha ricevuto una laurea honoris causa dalla Facoltà di Filosofia del Longford International College, in collaborazione con la Rushford Business School di Ginevra.

La cerimonia si è svolta a Dublino, dove l’artista è stato celebrato per i suoi eccezionali meriti nel campo della musica e per il suo ruolo di ambasciatore della cultura irlandese nel mondo.

Logan, vera icona dell’Eurovision Song Contest e artista di fama internazionale, è stato riconosciuto non solo per il suo straordinario percorso musicale – costellato da canzoni di altissima qualità e album di successo – ma anche per il suo impegno nel sostenere la ricerca sull’autismo, sia dal punto di vista economico che ideologico. Questo impegno è stato uno degli elementi chiave nella decisione di conferirgli il prestigioso titolo accademico.

Durante il suo discorso di ringraziamento, Johnny Logan ha espresso profonda emozione per la laurea ricevuta: “È un grande onore ricevere questa laurea honoris causa. La mia vita non è stata segnata da successi accademici – anzi, ero piuttosto un pessimo studente. Ma la musica e la cultura sono sempre state le mie compagne fedeli, la mia vocazione. Ricevere oggi un riconoscimento così importante per il mio percorso artistico mi riempie di gratitudine. I miei genitori e i miei fratelli sarebbero fieri di vedermi qui. Accolgo questa onorificenza anche per loro, e per tutti coloro che credono nella forza dell’arte, nella passione e nel lavoro instancabile che possono lasciare un segno duraturo, proprio come i grandi traguardi accademici”.

Attualmente, Johnny Logan sta lavorando a un nuovo album, con otto brani già completati, tra cui la title track di un prossimo film d’animazione. Altri progetti discografici sono in programma entro la fine dell’anno. Dopo 45 anni sotto i riflettori, Logan rimane fedele alla sua arte, con dischi di platino, tournée sold-out e un pubblico che abbraccia più generazioni.

Barbara Pravi: le radici in Iran, il dolore personale e il coraggio di cantare per la libertà

Barbara Pravi, l’artista che ha rappresentato la Francia all’Eurovision Song Contest 2021 incantando l’Europa con il brano Voilà, torna a far parlare di sé per un motivo molto più profondo della musica; In una recente intervista pubblicata in un momento di forte tensione tra Iran e Israele, ha aperto il cuore raccontando la complessità della sua identità e le ferite che hanno segnato la sua vita.

La cantante francese affonda le sue radici in quattro mondi: una nonna ebrea polacca, una nonna ebrea marocchina, un nonno iraniano fuggito dopo la caduta dello Scià e un nonno serbo contrario al regime di Tito. “Non posso ignorare tutto questo”, spiega la Pravi, “le mie radici sono ciò che sono”. Cresciuta in un ambiente segnato da esili e migrazioni, oggi sente il bisogno di comprendere le scelte dei suoi nonni, le religioni e le culture che hanno formato la sua famiglia.

Quando le viene chiesto quale evento abbia forgiato la donna che è oggi, Barbara Pravi risponde con una sincerità disarmante: “Ho avuto un aborto spontaneo a 17 anni, il mio primo compagno mi picchiava, e sono stata stuprata”. Non è una dichiarazione fatta per shockare, ma una verità che vibra in ogni sua nota. Nel brano Maman, ad esempio, non canta della madre, ma dell’assenza di una figura guida nei temi dell’intimità e dell’identità. È un grido dolente, ma potente.

Cresciuta in una società che celebra la libertà d’espressione, Barbara Pravi non dimentica le sue origini legate all’Iran e lancia un messaggio forte: “In Iran, cantare è un crimine. Ma ora uomini e donne scendono in strada insieme. Sta succedendo qualcosa di profondo”. Per lei, la musica è resistenza, è sopravvivenza. Nata in una famiglia segnata dalla fuga dalla tirannia, la Pravi sa bene cosa significhi essere liberi – e cosa si rischia quando questa libertà viene soffocata.

In un’epoca in cui l’identità ebraico-iraniana viene spesso ignorata o strumentalizzata, la Pravi sceglie di abbracciarla interamente. Non è un’attrice politica, ma una testimone. E in un contesto di crescente ostilità tra Teheran e Tel Aviv, la sua voce rappresenta un ponte, non una barricata. “Porto dentro di me il dolore di popoli opposti”, sembra dire, “ma anche il desiderio di riconciliazione”.

Nel suo nuovo album La Pieva, Pravi fonde i testi con un piglio tipico dell’Europa orientale con l’intimità del cabaret francese e l’eco struggente della poesia persiana. La sua arte supera i confini e affronta i temi più intimi, trasformando il personale in universale. E anche i fan dell’Eurovision, solitamente abituati alla leggerezza, hanno reagito con empatia e ammirazione: “È straordinario che un’artista con radici ebraico-iraniane parli apertamente delle sue paure verso gli estremismi”, si legge in uno dei tanti commenti.

Seconda classificata all’Eurovision 2021 con 499 punti – miglior risultato francese dal 1991 – Barbara Pravi ha raccolto oltre 200.000 iscritti su YouTube, ha vinto ai Victoires de la Musique nel 2022 ed è stata proclamata TikTok Creator of the Year per un suo brano. Ora si prepara a tornare in tour in Europa, portando sul palco non solo la sua musica, ma anche una riflessione intensa su appartenenza, femminilità e migrazione.

Barbara Pravi non è soltanto una cantante: è una voce che unisce dolore e speranza, memoria e futuro.

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