
L’emittente pubblica irlande RTÉ ha rilasciato quest’oggi, 11 settembre 2025, una dichiarazione ufficiale in merito alla partecipazione del Paese all’Eurovision Song Contest 2026, sollevando seri dubbi sulla possibilità che l’Irlanda continui a partecipare alla competizione.
All’edizione 2026, che si svolgerà a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio, mancano ben otto mesi, ma il clima intorno all’Eurovision Song Contest già si scalda.
L’Irlanda, che insieme alla Svezia è il paese con il maggior numero di vittorie alla kermesse, 7 in tutto, ha annunciato che boicotterà l’evento qualora dovesse essere confermata la partecipazione di Israele.
Secondo quanto è stato annunciato, l’Irlanda non prenderà parte al concorso se la partecipazione di Israele verrà confermata. RTÉ ha chiarito che la sua decisione finale dipenderà dalle azioni intraprese dall’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER), che ha dato alle emittenti affiliate la possibilità di ritirarsi senza penalità fino a dicembre.
Il comunicato recita: “All’Assemblea Generale dell’Unione europea di radiodiffusione (EBU) di luglio, un numero di membri dell’EBU ha sollevato preoccupazioni circa la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest. La RTÉ intende ringraziare l’EBU per l’estensivo processo di consultazione avviato a seguito di quell’incontro e l’estensione della finestra di rinuncia alla partecipazione al concorso senza sanzioni fino a dicembre. La posizione della RTÉ è che l’Irlanda non parteciperà all’Eurovision Song Contest del 2026 se la partecipazione di Israele sarà confermata e la decisione finale sulla partecipazione dell’Irlanda sarà effettuata quando lo sarà quella dell’EBU. La RTÉ ritiene che la partecipazione dell’Irlanda sarebbe inaccettabile, data la continua e spaventosa perdita di vite umane a Gaza. La RTÉ è inoltre anche profondamente preoccupata per l’uccisione mirata di giornalisti a Gaza, per il diniego di accesso al territorio ai giornalisti internazionali e per la difficile situazione degli ostaggi rimasti.”
La questione della partecipazione di Israele nella competizione è stata un argomento chiave durante l’Assemblea Generale dell’EBU-UER tenutasi lo scorso luglio, dove diverse membri dell’EBU hanno espresso le loro preoccupazioni in merito alla partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest.
Una decisione definitiva sulla partecipazione dell’Irlanda al palco dell’Eurovision Song Contest 2026 verrà presa una volta che sarà stata presa la decisione dell’EBU-UER.
A chiedere l’esclusione di Israele dalla competizione era stato già a maggio il vincitore dell’Eurovision 2025, JJ: “È molto deludente vedere Israele ancora partecipare alla competizione. Vorrei che l’Eurovision si tenesse a Vienna l’anno prossimo, senza Israele. Ma la palla è nel campo dell’EBU. Noi artisti possiamo solo esprimerci sulla questione”.
L’Irlanda non è l’unica a segnalare un possibile boicottaggio. Diverse emittenti e governi hanno già preso posizione sulla questione della partecipazione di Israele.
L’Islanda ha ufficialmente espresso preoccupazione, con il suo direttore del Consiglio di Amministrazione dell’emittente pubblica RÚV che ha lasciato aperta la possibilità di un ritiro, ma la decisione arriverà quando si saprà il destino della partecipazione di Israele. La Slovenia è andata oltre, chiedendo formalmente l’esclusione di Israele dal concorso e minacciando il boicottaggio se la richiesta venisse respinta. Nel frattempo, la Spagna ha dichiarato, tramite il suo Ministro della Cultura, che la presenza di Israele negli eventi internazionali non dovrebbe essere “normalizzata”, e il ritiro che spetta a RTVE rimane sul tavolo.
Al contrario, Germania e Italia hanno suggerito di prendere in considerazione l’idea di abbandonare la competizione in caso di esclusione di Israele, sostenendo che tale decisione costituirebbe una decisione politica che comprometterebbe la neutralità dell’Eurovision Song Contestt. Il sostegno pubblico a Israele è stato espresso anche dal Direttore Generale dell’emittente pubblica austriaca, che ospiterà la competizione il prossimo anno. Anche i Paesi Bassi, Belgio, Norvegia e Portogallo hanno confermato l’intenzione di partecipare alla manifestazione, ma tuttavia sono in corso trattative con l’EBU-UER riguardo al futuro del concorso.
La decisione definitiva sull’eventuale partecipazione di Israele sarà presa dall’EBU-UER a dicembre 2025, con una proroga per i broadcaster che vogliono attendere prima di confermare la loro presenza senza penalità.
La situazione rimane quindi estremamente instabile, con l’Eurovision Song Contest 2026 che potrebbe trovarsi ad affrontare una delle più grandi ondate di controversie politiche della sua storia. Quel che è certo è che i mesi che precedono la decisione finale dell’EBU-UER saranno tesi per la comunità dell’Eurovision Song Contest.
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