🇦🇹 ESC 2026: RTVSLO, RTÉ, RTVE e AVROTROS si ritirano dell’ESC 2026

A seguito del risultato della votazione svoltasi oggi all’Assemblea Generale dell’European Broadcasting Union (EBU-UER), in cui è stata confermata di fatto la partecipazione di Israele alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2026 che si svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026, in seguito alla vittoria di JJ con la canzone “Wasted Love” nell’edizione precedente, le emittenti di Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna hanno annunciato di ritirarsi dal concorso.

L’Eurovision Song Contest 2026  sarà la 70ª edizione dell’annuale concorso canoro, e si terrà come previsto a Vienna, in Austria, ma la nuova edizione è già segnata da tensioni e polemiche internazionali. Durante l’assemblea generale dell’EBU (European Broadcasting Union) del 4 dicembre a Ginevra, è arrivato il via libera ufficiale alla partecipazione di Israele, nonostante le proteste e le richieste di alcuni Paesi di riconsiderare la presenza di Tel Aviv alla manifestazione.

Nel corso della riunione, i membri dell’EBU-UER hanno approvato una serie di riforme mirate a rafforzare fiducia, trasparenza e neutralità del concorso, elementi ritenuti essenziali per mantenere l’Eurovision come evento inclusivo e indipendente. Le modifiche al regolamento permetteranno a tutti i membri dell’EBU-UER di partecipare al contest del 2026, a patto di accettare le nuove norme. La votazione — a scrutinio segreto — è stata decisiva: la maggioranza ha stabilito che non fosse necessario un voto specifico sulla partecipazione di Israele, permettendo così al Paese di confermare la propria presenza a Vienna. Durante la discussione, diversi rappresentanti hanno inoltre ricordato l’importanza dell’indipendenza dei media di servizio pubblico e della libertà di stampa, soprattutto in aree di conflitto come Gaza.

La presidente dell’EBU-UER, Delphine Ernotte Cunci, ha commentato il risultato del voto sottolineando il “forte impegno condiviso nel tutelare trasparenza e fiducia nell’Eurovision”, ribadendo come le modifiche approvate siano state frutto di un processo di consultazione ampio e costruttivo.

Irlanda, “Partecipazione inaccettabile”. Di seguito il comunicato di RTÉ: “A seguito dell’Assemblea Generale Invernale dell’EBU tenutasi oggi a Ginevra, in cui è stata confermata la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2026, la posizione di RTÉ rimane invariata. RTÉ non parteciperà all’Eurovision Song Contest 2026, né trasmetterà la competizione.RTÉ ritiene che la partecipazione dell’Irlanda rimanga inaccettabile, data la spaventosa perdita di vite umane a Gaza e la crisi umanitaria che continua a mettere a rischio la vita di così tanti civili. RTÉ resta profondamente preoccupata per l’uccisione mirata di giornalisti a Gaza durante il conflitto e per il continuo diniego di accesso al territorio ai giornalisti internazionali.”

Paesi Bassi, “Partecipazione incompatibile coi valori pubblici”. Anche AVROTROS ha deciso di non partecipare all’Eurovision Song Contest 2026. Questa decisione è il risultato di un attento processo in cui sono state raccolte informazioni da una vasta gamma di parti interessate: dall’ambasciatore israeliano presso Amnesty International, dall’EBU a diverse emittenti pubbliche europee, e internamente dal Consiglio di Associazione, dal Consiglio di Fabbrica e dal Consiglio di Sorveglianza. AVROTROS conclude che la partecipazione, nelle circostanze attuali, è incompatibile con i valori pubblici.

Taco Zimmerman, CEO di AVROTROS: “Non è stata una decisione facile e non l’abbiamo presa alla leggera. L’Eurovision Song Contest è incredibilmente prezioso per noi. La cultura unisce, ma non a tutti i costi. Ciò che è accaduto l’anno scorso tocca i nostri confini. Valori universali come l’umanità e la libertà di stampa sono stati gravemente violati e per noi non sono negoziabili. Inoltre, l’interferenza politica dello scorso anno ha dimostrato che l’indipendenza e la natura unificante dell’Eurovision Song Contest non possono più essere date per scontate. Scegliamo i valori fondamentali di AVROTROS e, come emittente pubblica, abbiamo la responsabilità di rimanere fedeli a questi valori, anche quando ciò si rivela difficile o delicato.”

Slovenia: “No alla cooperazione con un Paese che ne aggredisce un altro”. L’emittente pubblica slovena RTVSLO ha confermato il suo ritiro dall’Eurovision Song Contest 2026.

In una dichiarazione, Natalija Gorščak, Presidente del Consiglio di Amministrazione di RTVSLO, ha dichiarato: “Per il terzo anno consecutivo, il pubblico ci chiede di dire no alla cooperazione di qualsiasi Paese che aggredisce un altro Paese. Dobbiamo seguire gli standard europei per la pace e la comprensione. Fin dall’inizio, l’Eurovision è stato un luogo di gioia e felicità, gli artisti e il pubblico erano uniti dalla musica, e così dovrebbe rimanere.”

RTVSLO  insieme alle emittenti di Spagna, Algeria, Turchia, Montenegro e Paesi Bassi, avrebbero richiesto una votazione sulla partecipazione di Israele, che alla fine non si è concretizzata.

Spagna, misure insufficienti. Il ritiro più pesante è sicuramente quello dell’emittente spagnola RTVE, al momento unica dei Big 5 ad annunciare la propria assenza da Vienna 2026. Il Consiglio di Amministrazione di RTVE aveva concordato lo scorso settembre che la Spagna si sarebbe ritirata dall’Eurovision se Israele avesse partecipato.

Nel suo discorso all’Assemblea Generale prima del voto, il Segretario Generale della RTVE, Alfonso Morales, ha affermato: “La Corporazione riconosce e apprezza le misure adottate dall’EBU e dal Gruppo di Riferimento per difendere i principi e i valori fondamentali dell’Eurovision Song Contest. Tuttavia, riteniamo che queste misure siano insufficienti. Vorremmo esprimere i nostri seri dubbi sulla partecipazione dell’emittente israeliana KAN all’Eurovision 2026. La situazione a Gaza, nonostante il cessate il fuoco e l’approvazione del processo di pace, e l’uso del concorso da parte di Israele per scopi politici, rendono sempre più difficile mantenere l’Eurovision come evento culturale neutrale.”

Il presidente della Corporation ha inoltre espresso preoccupazione per la manipolazione del voto nelle ultime edizioni e per la mancanza di sanzioni al riguardo: “Non dovremmo accettare doppi standard. Neutralità e trasparenza sono un obiettivo comune per garantire un risultato veritiero, rispettoso del pubblico e dei cittadini. La dirigenza dell’EBU e dell’Eurovision sta causando una delle più grandi tensioni interne nella storia dell’organizzazione. Crediamo fermamente che questa situazione non avrebbe mai dovuto svilupparsi. RTVE mantiene questa posizione per rispetto e profonda preoccupazione per la complicata situazione in cui ci troviamo e con la speranza di poter andare avanti e rimanere uniti nell’EBU.”

Resta invece incerta la posizione della Finlandia e dell’Islanda, che secondo le prime indiscrezioni starebbero valutando una scelta simile, ma senza aver ancora preso una decisione definitiva.

Con la questione regolamentare risolta, l’EBU-UER richiederà ora a tutti i broadcaster di confermare ufficialmente la partecipazione. L’elenco completo delle emittenti partecipanti alla competizione del prossimo anno sarà svelato prima di Natale, delineando finalmente il quadro definitivo della manifestazione più importante della musica europea.

Nonostante i boicottaggi e il clima di tensione, Vienna si prepara a ospitare un Eurovision storico, segnato da nuove regole, forti discussioni e un anniversario speciale per il contest più seguito al mondo.

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