Sanremo 2026: Arriva a Roma “Tutti cantano Sanremo”

Arriva a Roma la registrazione del promo “Tutti cantano Sanremo”, la campagna Rai – ideata dalla Direzione Comunicazione – dedicata alla 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana, in programma dal 24 al 28 febbraio 2026.

L’appuntamento è  fissato per venerdì 16 gennaio, dalle 14.00 alle 16.00, in Piazza di Spagna dove verrà registrato lo spot. Tutti coloro che lo desiderano potranno partecipare come pubblico diventando protagonisti del grande flash mob che animerà la piazza. Le registrazioni coinvolgeranno anche i passanti, invitati a intonare uno dei brani più famosi della storia del Festival: “Con te partirò” di Andrea Bocelli (Sanremo 1995). Il brano sarà eseguito in una versione speciale dall’orchestra del Conservatorio “Santa Cecilia”, diretta dal maestro Michelangelo Galeati, con circa 90 musicisti impegnati in una performance pensata per regalare immagini di grande suggestione.

L’iniziativa renderà reale lo slogan “Tutti cantano Sanremo”, trasformando il set in un enorme palcoscenico collettivo. La campagna promozionale ufficiale del Festival, già in onda con i primi spot nel periodo natalizio, proseguirà per tutto il mese di gennaio e febbraio, sui canali Tv, Radio e sui social della Rai.

A guidare la scena è Carlo Conti, direttore artistico e volto simbolo del nuovo Sanremo, che si divide tra il ruolo di presentatore, musicista e “maestro” improvvisato. Conti dirige l’orchestra, suona la batteria e dispensa consigli ai più giovani su come interpretare il celebre brano di Bocelli, richiesto per lo spot.

Accanto a lui anche la consigliera Rai Simona Agnes, impegnata a distribuire i fogli con i testi delle canzoni, tra cui anche “Nel blu dipinto di blu” e “Volevo essere un duro”. Il clima è informale, partecipato, quasi da festa di piazza.

Quando i cronisti provano a strappargli qualche anticipazione sul Festival, Conti scherza e frena: “Niente annunci oggi. Siamo qui per cantare”. 

E sull’eventuale difficoltà dei romani a cantare Con te partirò, ironizza: “Al limite opteremo per ‘Roma non fa la stupida stasera’”.

Presente anche Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time Rai, che interviene per smentire con decisione le indiscrezioni su presunti commissariamenti o affiancamenti nella gestione del Festival: “Fantasia”, taglia corto, ribadendo che Sanremo è storicamente e organizzativamente competenza dell’Intrattenimento Prime Time, pur nel rispetto della collaborazione interna tra direzioni.

Di Liberatore risponde anche alle voci su una possibile concorrenza televisiva nella stessa fascia del Festival, come La Ruota della Fortuna: “Sanremo non è solo un programma Rai, è il Festival degli italiani. Fa parte della nostra storia e del nostro patrimonio culturale”.

Un messaggio chiaro: Sanremo va protetto, perché rappresenta un pezzo dell’identità collettiva del Paese.

Sul fronte ascolti, il direttore Rai ammette che l’edizione 2026 presenta qualche variabile in più: il Festival arriva a fine febbraio, dopo un grande evento come le Olimpiadi, e con una platea potenzialmente diversa rispetto al passato: “Carlo Conti si misurerà con se stesso e con i record dello scorso anno”, spiega Di Liberatore, sottolineando però che si parla comunque di numeri molto alti.

La linea editoriale è chiara: un Sanremo equilibrato ma ricco, costruito sul ritorno delle canzoni belle, capaci di unire pubblico, generazioni e territori. Un’idea che si riflette perfettamente nello spot girato a Roma, dove la musica diventa linguaggio universale.

Aggiornamento: Giacomino, il bambino di 10 anni che sogna il Festival. 

Ha 10 anni e conosce tutti i vincitori di Sanremo dal 1951 a oggi; la storia di Giacomino, il bambino prodigio che sogna di salire sul palco dell’Ariston.

Il Festival di Sanremo non è solo musica: è memoria, tradizione e passione che si tramanda di generazione in generazione. Lo dimostra la storia di Giacomino, un bambino di appena 10 anni che conosce a memoria l’intera storia del Festival, dai vincitori alle canzoni, dai conduttori agli aneddoti più curiosi.

Una passione rara, nata quasi per caso durante l’edizione 2023 di Sanremo, guardata in famiglia davanti alla televisione, e cresciuta anno dopo anno fino a trasformarsi in un sogno preciso: calcare, anche solo per pochi minuti, il palco dell’Ariston.

Giacomino, come riporta Repubblica, frequenta la quinta elementare a Pontecorvo, in provincia di Frosinone, dove vive con i suoi genitori. Nonostante la giovane età, il bambino è in grado di elencare tutti i vincitori del Festival dal 1951 a oggi, i titoli delle canzoni, i nomi dei conduttori, gli autori dei brani e le principali tappe della manifestazione, dalle prime edizioni in bianco e nero fino all’arrivo della televisione a colori.

Un sapere che stupisce non solo i coetanei, ma anche gli adulti, e che racconta un amore autentico per quella che per lui è diventata la “Settimana Santa” della musica italiana.

Per provare a trasformare questo sogno in realtà, i genitori di Giacomino (Giovanni Serrano e Roberta D’Aversa) hanno deciso di scrivere una lettera aperta a Carlo Conti, direttore artistico e conduttore del Festival, pubblicandola sui social.

Nel testo raccontano l’attesa del figlio, iniziata quando aveva appena 7 anni, e sottolineano quanto due anni, per un bambino, possano sembrare un’eternità fatta di studio, classifiche, canzoni e sogni coltivati davanti alla TV.

“Ti scriviamo con il cuore rivolto a quel palco che, da anni, racconti e onori con professionalità e amore. C’è una storia che merita di essere ascoltata, una di quelle che incarnano la purezza della passione che Sanremo sa accendere nelle nuove generazioni. È la storia di Giacomino, un piccolo grande esperto del Festival. Un’attesa lunga una vita. Giacomino non è un fan dell’ultima ora. Aspetta un cenno dal 2023, da quando aveva solo 7 anni. Per un bambino, due anni sono un’eternità, un tempo fatto di sogni coltivati davanti alla TV, studiando classifiche, canzoni e retroscena di quella che per lui è la “Settimana Santa” della musica italiana” – una parte del testo della lettera appello dei genitori.

“Mio figlio conosce dettagli, vincitori e aneddoti a memoria fin dalla prima edizione del festival, oltre ai nomi di tutti i conduttori che si sono avvicendati dal 1951 ad oggi, tutti gli autori delle canzoni vincitrici e l’intera storia del festival, dalle edizioni in bianco e nero fino all’avvento della tv a colori. L’estate scorsa il sindaco di Sanremo lo ha invitato e Giacomino ha introdotto il concerto del cantautore Simone Cristicchi che è stato ospite il 17 agosto all’auditorium Alfano” – rivela il suo papà.

“Il suo è un amore genuino nato in un’età in cui solitamente si pensa a tutt’altro. Vedere un bambino così preparato sul palco sarebbe il segnale più bello di come il Festival sappia unire nonni, genitori e figli” – si legge ancora nella lettera dei genitori che rivolgono l’appello al conduttore del Festival “Caro Carlo, tu che hai sempre avuto un occhio di riguardo per il talento e per i sogni dei più giovani, invita Giacomino all’Ariston. Portalo lì, magari per una breve incursione, per una sfida a quiz sulla storia del Festival o semplicemente per fargli respirare l’aria di quel tempio che studia da quando era piccolissimo. Sarebbe un momento di televisione garbata, emozionante e profondamente “sanremese”. Giacomino è pronto, con lo zaino pieno di sogni e la testa piena di canzoni. Manca solo il tuo “Dirige l’orchestra”.

Il talento e la preparazione del piccolo non sono passati inosservati. La scorsa estate, infatti, il sindaco di Sanremo lo ha invitato in città, dove Giacomino ha avuto l’occasione di introdurre il concerto di Simone Cristicchi il 17 agosto all’Auditorium Alfano. Un momento emozionante che ha rafforzato ancora di più il suo legame con il Festival.

La storia di Giacomino rappresenta perfettamente lo spirito più autentico del Festival: un evento capace di parlare a tutte le età, di creare connessioni tra passato e presente e di accendere sogni anche nei più piccoli.

Ora la palla passa a Carlo Conti. Basterebbe una breve incursione, un quiz sulla storia di Sanremo o semplicemente un saluto dal palco per trasformare l’amore di Giacomino per la musica italiana in un momento di televisione emozionante e profondamente sanremese.

Aggiornamento: Arisa sarà la voce del gran finale delle Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. Da “Volare” allo Stadio del Ghiaccio al ritorno a Sanremo con “Magica favola”.

Arisa si conferma una delle voci simbolo della musica italiana e internazionale. La cantante lucana sarà infatti la protagonista del gran finale delle Cerimonie di Apertura e Chiusura dei Giochi Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, esibendosi sul palco dello Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina con uno dei brani più iconici della storia della musica italiana: “Nel blu dipinto di blu” (Volare).

Un momento dal forte valore simbolico, che unirà musica, inclusione e sport, davanti a un pubblico globale.

Contestualmente all’annuncio della performance di Arisa, prende il via anche l’iniziativa “Volare Milano Cortina 2026”, un progetto internazionale che invita artisti, cori e cittadini di tutto il mondo a contribuire con la propria voce a una chain song globale.

L’obiettivo è creare un’unica grande performance collettiva, capace di unire culture e Paesi diversi in nome dell’inclusione, uno dei valori fondanti dei Giochi Paralimpici. Un’iniziativa che rafforza il legame tra Arisa e Milano Cortina, già iniziato anni fa.

Non è la prima volta che Arisa è associata ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. Nel marzo 2022, durante la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi di Pechino, la cantante ha interpretato l’Inno di Mameli nel passaggio di testimone tra Cina e Italia.

In quell’occasione, Arisa ha accompagnato la Bandiera Olimpica e il Tricolore indossando un elegante abito rosso, diventando di fatto una delle voci ufficiali del percorso verso Milano Cortina 2026.

Arisa è anche l’interprete dell’inno ufficiale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, intitolato “Fino all’alba”. Il brano, scritto da Francesco Marrone e Giulio Gianni, rappresenta un inno alla speranza, alla determinazione e allo spirito sportivo, valori che si intrecciano perfettamente con la sensibilità artistica della cantante.

Il 2026 sarà un anno centrale anche per la carriera discografica di Arisa. A febbraio, la cantante tornerà sul palco del Festival di Sanremo per l’ottava partecipazione, presentando il brano inedito “Magica favola”.

La canzone, scritta da Giuseppe Anastasi, Galeffi, Fabio Dalè e Carlo Frigerio, oltre alla stessa Arisa, è stata descritta dall’artista come un bilancio di vita, un racconto intimo rivolto al pubblico che l’ha sempre sostenuta.

“È una canzone che parla della vita e del momento in cui senti il bisogno di fermarti e fare un bilancio”, ha spiegato Arisa sui canali Rai dedicati al Festival.

Parlando del suo ritorno a Sanremo, Arisa ha raccontato di vivere questo momento con grande emozione e gratitudine, sottolineando quanto il canto resti il centro assoluto della sua vita artistica.

Nel descrivere il testo di Magica favola, ha anche introdotto l’espressione “romantico disordine”, che sente profondamente sua: “C’è poesia anche nel disordine delle persone”, ha dichiarato, offrendo un’anticipazione del tono emotivo del brano.

Tra Sanremo 2026, il ruolo centrale a Milano Cortina 2026, l’interpretazione di “Volare” e l’inno “Fino all’alba”, Arisa si prepara a vivere uno dei momenti più significativi della sua carriera.

Un percorso che intreccia musica, identità nazionale e inclusione, confermando la sua capacità di dare voce non solo alle emozioni, ma anche ai grandi eventi che raccontano il presente e il futuro del Paese.

Rispondi