Sanremo 2027: le prime polemiche sulla competenza musicale di Stefano De Martino

Sanremo 2027, Stefano De Martino direttore artistico e conduttore: polemiche, team musicale, supporto Rai, ascolti record e futuro del Festival.

Il Festival di Sanremo volta pagina e affida l’edizione 2027 a Stefano De Martino, nuovo direttore artistico e conduttore. Una scelta che ha acceso il dibattito, tra entusiasmo e perplessità, soprattutto sul fronte delle competenze musicali.

Dalla Rai, però, il sostegno è compatto. Il direttore Intrattenimento Prime Time Williams Di Liberatore chiarisce: “Non possiamo più parlare di Sanremo come di un evento fatto solo di canzoni. Oggi è uno show a 360 gradi. La musica resta centrale, ma non è l’unico ingrediente”.

Secondo Di Liberatore, De Martino rappresenta “un mattatore, uno showman capace di tenere il palco e di dialogare con pubblici diversi”. E sulle critiche legate alla presunta scarsa esperienza musicale, puntualizza: “Dal punto di vista artistico sarà affiancato da una squadra solida, in grado di valorizzare ogni aspetto del progetto”.

Tra i nomi circolati per affiancare De Martino c’è quello di Fabrizio Ferraguzzo, produttore e manager musicale. In sala stampa è emersa qualche perplessità su possibili conflitti di interesse, ma la Rai rassicura: “C’è un tavolo aperto con Stefano e Ferraguzzo per definire ruoli e modalità operative. L’idea condivisa è di non lasciare la selezione delle canzoni nelle mani di una sola persona”.

L’obiettivo è costruire “un team che supporti il direttore artistico”, garantendo pluralità di sguardi e trasparenza nelle scelte. Un modello più corale, in linea con l’evoluzione del Festival.

Di Liberatore respinge anche l’idea di un Festival più o meno “scandaloso”: “Non parlerei di scandali, ma di identità. Sarà un Sanremo con un direttore artistico giovane, con una sua connotazione precisa. È questa la cifra che vogliamo valorizzare”.

Ancora da definire la durata dell’incarico: “Non sappiamo se sarà per un anno o per un progetto più lungo, stiamo valutando”, spiegano dai vertici Rai.

Il passaggio di testimone tra Carlo Conti e De Martino ha registrato un picco di ascolti su RaiPlay, diventando uno dei momenti più seguiti dell’edizione 2026. Secondo Rai Pubblicità, il Festival ha chiuso con 72 milioni di raccolta pubblicitaria (+10%), mentre sui social ha superato 1 miliardo di visualizzazioni e 150 milioni di interazioni, risultando tra gli eventi più commentati al mondo.

Sanremo 2027 si prepara dunque a una svolta: più spettacolo, un direttore artistico giovane e un progetto costruito in squadra. La sfida di Stefano De Martino è appena iniziata.

Aggiornamento: Il sipario su Festival di Sanremo 2026 si chiude con il saluto di Carlo Conti, che nell’ultima conferenza stampa traccia un bilancio lucido e sereno della sua esperienza alla guida della kermesse.

«È stata un’esperienza molto divertente, molto entusiasmante, vissuta con grande serenità, e sono felice anche dei risultati: vado via con la medaglia d’oro e di bronzo», ha dichiarato il conduttore, facendo riferimento agli ascolti delle sue edizioni, tra boom e fisiologici assestamenti.

L’edizione 2026 verrà ricordata non solo per la qualità artistica, ma anche per i numeri: 72 milioni di euro di raccolta pubblicitaria e risultati definiti “eccezionali” dall’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi.

Particolarmente significativo il dato relativo al pubblico giovane, in controtendenza rispetto alla crisi della tv lineare. Un risultato che conferma la centralità del Festival nel panorama mediatico italiano e la capacità di rinnovarsi pur restando fedele alla tradizione.

Uno dei momenti più simbolici di Sanremo 2026 è stato il passaggio di testimone a Stefano De Martino, che guiderà il Festival a partire dal 2027.

Conti ha spiegato di aver chiesto personalmente che il passaggio avvenisse in diretta: «Quando due mesi fa ho detto il no definitivo all’azienda a rifare Sanremo, ho chiesto fortemente di fare il passaggio di consegne in video. Mi sembrava un segno di coesione aziendale e di rispetto. Mi piaceva l’idea di essere in mezzo a un Festival che guardava al passato, dedicato a Baudo, e il testimone verso il futuro con Stefano».

Un gesto definito “iconico” dai vertici Rai, che segna l’inizio di una nuova era per il Festival.

Nel suo discorso di addio, Conti ha ribadito i principi che hanno guidato il suo lavoro: «La cosa importante è stata il rispetto, fondamentale tra noi, chi scrive e i telespettatori. Per me gli elementi fondamentali del lavoro e della vita sono il rispetto e l’onestà».

Non sono mancati i ringraziamenti ai giornalisti, agli artisti in gara, alle case discografiche – major e indipendenti – e alla squadra Rai. E con una nota più personale, il conduttore ha citato anche Bruno, il pescatore che lo ha accompagnato in mare durante i giorni del Festival: «Viva la Rai».

A suggellare l’addio, è arrivato anche il riconoscimento ufficiale di Assomusica, che ha conferito a Conti il “Premio Speciale Assomusica” per il contributo alla qualità artistica del Festival e alla promozione della musica popolare contemporanea.

Un attestato che valorizza il suo ruolo nel rafforzare il legame tra tradizione sanremese e scena live italiana.

Alla domanda se si tratti di un addio definitivo, Conti ha risposto con un sorriso: «Del doman non v’è certezza».

Per ora, Sanremo volta pagina. Ma Carlo Conti lascia il palco dell’Ariston con numeri solidi, un’eredità di equilibrio e la consapevolezza di aver scritto un altro capitolo importante nella storia del Festival.

Aggiornamento: Stefano De Martino, ospite ieri sera al Tg1, racconta l’intenso momento del passaggio di testimone con Carlo Conti al Teatro Ariston.

Un gesto simbolico che segna l’inizio di una nuova fase per il Festival e per lo stesso conduttore, pronto a raccogliere un’eredità importante nella storia della kermesse.

Durante l’intervista, De Martino ha descritto con grande sincerità il momento vissuto sul palco dell’Ariston accanto a Carlo Conti: “L’emozione m’ha preso in maniera inaspettata. Io sono entrato in maniera rocambolesca, mi sono seduto e quando Carlo s’è avvicinato, un po’ il suo sguardo paterno e un po’ l’affetto dell’Ariston, mi ha preso alla sprovvista. Colgo l’occasione per ringraziare la Rai ma soprattutto Carlo perché questo gesto di generosità è un ricordo che porterò per sempre nel cuore con affetto. Parla molto del professionista che è ma soprattutto della persona eccezionale che è. È stato molto bello.”

Parole che sottolineano non solo la stima professionale, ma anche il lato umano di un passaggio che rappresenta uno dei momenti più significativi nella recente storia del Festival di Sanremo.

De Martino ha poi rivelato di essere già immerso nella fase di preparazione della prossima edizione, spiegando di voler affrontare il nuovo incarico con consapevolezza e studio approfondito: “Sto iniziando a pedalare, questa è la fase più interessante che è quella di studio. Ho comprato tutte le enciclopedie redatte negli ultimi anni che parla della storia del Festival di Sanremo ed è molto interessante perché in questi 76 anni c’è proprio uno spaccato d’Italia attraverso queste letture ed è bello vedere tutti i cambiamenti che ha subito negli anni. Penso che per scrivere una nuova pagina, che è quello che spero di fare, bisogna conoscere anche le precedenti”.

Un approccio metodico e rispettoso della tradizione, che conferma la volontà del conduttore di costruire un Sanremo capace di dialogare con il passato senza rinunciare a innovare.

Il passaggio di consegne tra Carlo Conti e Stefano De Martino apre ufficialmente un nuovo capitolo per il Festival di Sanremo. Da un lato l’esperienza consolidata di Conti, dall’altro l’entusiasmo e la visione di De Martino, pronto a studiare 76 anni di storia per “scrivere una nuova pagina”.

L’attesa ora è tutta per la prossima edizione, che si preannuncia come uno dei momenti televisivi più seguiti e discussi del 2027.

Aggiornamento: la vittoria di Sal Da Vinci è una speranza per tutti gli artisti emarginati dal sistema.

Un successo arrivato quando era ormai del tutto inaspettato: la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo 2026 nasconde in sé un senso di sorpresa, di ritorno e di rinascita, ma anche di rivincita nei confronti di un mercato musicaleche, per tanti anni, aveva messo da parte il cantautore napoletano. Sottovalutato anche dai bookmaker che, il giorno prima dell’inizio del Festival, davano tutti la sua vittoria intorno a quota 50,00, ha vissuto una settimana in continua ascesa fino a trionfare con la sua “Per sempre sì“.

È nel 2024 che sono state messe le basi di questo insperato, e ritrovato, successo, quando “Rossetto e caffè“, singolo indipendente e autoprodotto, si faceva spazio su TikTok e Spotify, diventando il maggior successo dell’estate di quell’anno, soprattutto in rapporto alla promozione ricevuta. Anche dopo aver raggiunto i primi posti delle classifiche, il brano ha, infatti, faticato non poco a trovare spazio sui media e, di questo argomento, ne aveva parlato lo stesso Sal Da Vinci in un’intervista rilasciata sulle pagine del Messaggero: “Lo sappiamo tutti: ci sono dei sistemi. La mia canzone si sta rivelando una hit su Spotify, ma nessuno mi invita. I miei agenti provano a propormi ai programmi tv, ma ricevono tutti no. E poche radio mi passano, peraltro non quelle dei grandi network“.

Parliamo, quindi, di una hit da due dischi di platino, 123 milioni di visualizzazioni su YouTube e 74 milioni di ascolti su Spotify che è fotografia di un successo scelto unicamente da un pubblico capace di ribaltare ciò che il sistema musicale aveva scelto per Sal Da Vinci: l’oblio. Proprio durante questa settimana sanremese, il cantautore napoletano ha raccontato di non aver ricevuto alcun sostegno da parte della sua ex casa discografica dopo il terzo posto ottenuto nel 2009 al Festival con “Non riesco a farti innamorare” e questo l’ha portato a sparire dalle attenzioni del grande pubblico e a tornare a recitare nelle commedie napoletane a teatro. In questo arco di tempo sono stati pubblicati otto album ma tutti passati pressoché inosservati, e anche il ritorno a Sanremo è stato alquanto sudato.

Sal Da Vinci arrivava, infatti, da ben diciassette anni di esclusioni e, tra queste, c’è un episodio che ha fatto molto rumore. Nel 2017 la sua esclusione è stata, infatti, la causa di una forte rottura tra Carlo Conti, anche allora direttore artistico del Festival, e Renato Zero, all’epoca produttore del cantautore napoletano, che, in un’intervista rilasciata sulle pagine de Il Mattino, aveva così commentato il no: “Sono in…cacchiatissimo, diciamo così. Non per me, non per la canzone, e nemmeno per Sal, con cui ho composto gran parte del suo nuovo disco, ‘Non si fanno prigionieri’. Avevo scritto, in questo momento, un inno d’amore per Napoli città aperta, ‘Nanà’ appunto: possibile che non meritasse di essere tra i 22 brani scelti? Tutti migliori del mio? Tutte voci migliori di quella di Sal?“.

Ed ecco che questo trionfo assume un significato doppiamente profondo, da una parte per Sal che ha, oltretutto, ribaltato il percorso di un Festival quasi del tutto tendente alla novità e alle proposte più giovanili, riportando alla vittoria un artista con una lunghissima carriera alle spalle a dieci anni da quella degli Stadio, e, dall’altra, anche per tutti gli artisti emarginati dal sistema spesso non perché non meritevoli o perché non incontrano il gusto del pubblico, ma solo perché è il sistema a decidere così.

Il pubblico, proprio con questa vittoria e, in generale, con la grande accoglienza riservata sin da subito a Sal Da Vinci, ha, infatti, dimostrato di essere molto più libero e aperto di chi seleziona la musica e di essere voglioso di ascoltare, e di dare nuove occasioni, anche agli artisti da tanti anni lontani dalle scene. Emblematico, in questo senso, il confronto tra il Sal Da Vinci assente dall’Ariston per diciassette anni e il Leo Gassmann, invece, presente ben quattro volte negli ultimi sette Festival (tre in gara, uno da ospite): il primo era in vetta alla classifica del televoto a 30 con il 13,1% dei voti, il secondo si è fermato al 23esimo posto con appena lo 0,82%.

Numeri perfetti per dimostrare come, spesso, gli artisti lasciati in panchina possano piacere molto di più di chi è costantemente titolare e la speranza è che ora Stefano De Martino, a cui è stato assegnato il prossimo Festival, allarghi le braccia anche agli artisti da troppi anni fuori dal sistema, non solo se reduci da un successo come “Rossetto e caffè” ma anche per la ripartenza che Sanremo può significare per loro: è la gente a chiederlo.

Aggiornamento: Sal Da Vinci rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest 2026 dopo la vittoria a Sanremo, ma la finale del 16 maggio coincide con l’inizio del tour americano con Fausto Leali.

Sal Da Vinci ha detto “sì, per sempre sì” all’Eurovision Song Contest 2026. Dopo la vittoria al Festival di Sanremo, il cantante napoletano rappresenterà l’Italia nella finale di Vienna, già conquistata di diritto. Ma c’è un problema: il 16 maggio, giorno dell’atto conclusivo della manifestazione europea, è fissata la prima data del tour nordamericano insieme a Fausto Leali.

La tournée, intitolata “Da Vinci-Leali: Due voci… un tour”, prevede quattro appuntamenti: 16 maggio ad Atlantic City, 17 maggio a Boston, 20 maggio a Chicago e 22 maggio a Montreal, in Canada. Un calendario che ora dovrà necessariamente essere rivisto.

Il legame tra Sal Da Vinci e Fausto Leali va oltre la collaborazione artistica. “Fausto Leali nei momenti felici della mia vita c’è sempre stato”, ha dichiarato il vincitore di Sanremo al Corriere della Sera, ricordando i passaggi cruciali della sua carriera. Leali ha confermato la sintonia: “Siamo molto amici, ci troviamo molto bene. Io ho fatto il suo nome per andare negli Stati Uniti e lui ha fatto il mio”.

Un incrocio di destini nato quasi per caso: entrambi, senza saperlo, avevano chiesto ai rispettivi manager di condividere il palco americano. Ora, però, la priorità sarà trovare una soluzione logistica. Con ogni probabilità almeno le prime date del tour saranno posticipate, per permettere a Sal Da Vinci di rappresentare l’Italia all’Eurovision 2026 senza rinunciare all’abbraccio del pubblico oltreoceano.

Aggiornamento: Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo 2026, può vincere l’Eurovision Song Contest di Vienna? Facciamo il punto della situazione.

Siamo sinceri, il primo posto è piuttosto improbabile, ma l’artista napoletano (che per partecipare alla kermesse in Austria rimanderà il tour negli Stati Uniti) può ben figurare.

Oggi, quando mancano di fatto due mesi e mezzo all’inizio dell’Eurovision Song Contest, non tutti i paesi hanno presentato il proprio artista, ma i bookmakers pare abbiano le idee piuttosto chiare.

La Finlandia al momento pare favorita. Sul palco di Vienna porteranno Linda Lampenius & Pete Parkkonen con il brano “Liekinheitin”. La speranza è che il paese scandinavo possa tornare a vincere la kermesse vent’anni dopo il successo dei Lordi. Sul podio provvisorio ci sono la Grecia e la Danimarca, che staccano leggermente l’Australia, che ha annunciato la presenza della superstar Delta Goodrem con Eclipse. Chiude la Top 5 la Svezia, che ancora non ha un rappresentante. Quel che è certo è che il paese ogni volta porta una proposta interessante.

Seguono in questa classifica Francia e Israele, nonostante il pubblico ancora non conosca le canzoni. A seguire Malta e poi il nostro Sal Da Vinci. Cipro chiude la Top Ten.

Il prossimo fine settimana scopriremo il vincitore del San Marino Song Contest, ma anche altri nomi di rappresentanti nazionali e la situazione potrebbe essere più chiara, ma è certo che una vittoria di Sal Da Vinci pare improbabile. 

  1. Finland – Linda Lampenius and Pete Parkkonen – “Liekinheitin” – 21.7%
  2. Denmark – Søren Torpegaard Lund – “Før vi går hjem” – 10.6%
  3. Australia – Delta Goodrem – “Eclipse” – 9.3%
  4. Greece – Akylas – “Ferto” – 9.1%
  5. Israel – Noam Bettan – “Michelle” (To be released on March 5) – 5.7%
  6. Sweden – To be chosen on March 7 – 5.6%
  7. France – To be revealed – 5.2%
  8. Cyprus – Antigoni – “Jalla” – 2.5%
  9. United Kingdom – Look Mum No Computer – “Eins, zwei, drei” (To be released on March 6) – 2.3%
  10. Malta – Aidan – “Bella” – 2.3%
  11. Italy – Sal Da Vinci – “Per sempre si” – 2.3%
  12. Ukraine – Leléka – “Ridnym” – 2.3%
  13. Armenia – To be revealed – 1.4%
  14. Luxembourg – Eva Marija – “Mother Nature” – 1.4%
  15. Bulgaria – DARA – “Bangaranga” – 1.4%
  16. Norway – Jonas Lovv – “Ya Ya Ya” – 1.4%
  17. Switzerland – Veronica Fusaro – Song to be revealed – 1.2%
  18. Croatia – Lelek – “Andromeda” – 1.1%
  19. Latvia – Atvara – “Ēnā” – 1.1%
  20. Czechia – To be revealed March 8 – 1.0%
  21. Serbia – Lavina – “Kraj mene” – 1.0%
  22. Germany – Sarah Engels – “Fire” – 1%
  23. Romania – Selects on March 4 – 1%
  24. Georgia – Bzikebi – Song to be revealed – 1%
  25. Lithuania – Lion Ceecah – “Sólo quiero más” – 0.9%
  26. Azerbaijan – To be revealed – 0.9%
  27. Poland – To be chosen on March 7 – 0.8%
  28. Belgium – Essyla – “Dancing on the Ice” – 0.8%
  29. San Marino – To be chosen on March 6 – 0.8%
  30. Moldova – Satoshi – “Viva Moldova!” – 0.7%
  31. Portugal – To be chosen on March 7 – 0.6%
  32. Austria – Cosmó  – “Tanzschien” – 0.5%
  33. Estonia – Vanilla Ninja – “Too Epic to Be True” – 0.4%
  34. Albania – Alis – “Nân” – 0.4%
  35. Montenegro – Tamara Živković – “Noza Zora” – 0.4%

Eurovision World

Aggiornamento:È ufficialmente esplosa la “Sal Da Vinci Mania”, un fenomeno trasversale che sta unendo generazioni, mondi e linguaggi diversi sotto un’unica colonna sonora, quella del singolo “Per sempre sì” che ha vinto il Festival di Sanremo 2026.

Il successo si traduce anche in numero straordinari: al n.1 di Spotify Italia, di Amazon Music, Apple e YouTube. La sua musica ha superato i confini del nostro Paese, entrando nella classifica Global di Spotify alla posizione 106 e assicurandosi la prima posizione su iTunes in diverse nazioni, confermando una tendenza virale che premia la melodia italiana all’estero. 

Con oltre 165.000 video creati su TikTok utilizzando il suono del brano, “Per sempre sì” è diventato virale e protagonista di trend, coreografie e contenuti emozionali.

La “Sal Da Vinci Mania” ha oltrepassato anche i confini della musica per approdare nel mondo dello sport: atleti e squadre lo scelgono per celebrare vittorie e momenti simbolici, trasformandolo in colonna sonora delle emozioni sportive.

La forza del brano si manifesta nella quotidianità. Viene condiviso sui social, scelto per momenti speciali come dichiarazioni, compleanni e celebrazioni familiari. È diventato un simbolo di condivisione e sentimento, capace di parlare a pubblici di ogni età, un movimento spontaneo nato dal pubblico, alimentato dall’entusiasmo collettivo e sostenuto da risultati record.

La chiave del successo risiede nella capacità di Sal Da Vinci di fondere tradizione melodica italiana e linguaggio contemporaneo, creando un ponte tra generazioni e rendendo la sua musica immediatamente riconoscibile e coinv

olgente.Dopo l’esperienza sanremese, per Sal Da Vinci si apre un anno interamente dedicato al live e alla nuova musica, con un progetto di inediti di prossima uscita attualmente in lavorazione.

Il 2026 sarà un anno ricco di appuntamenti live: l’estate sarà dedicata a una serie di concerti in un tour che accompagnerà il pubblico fino a uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: le date evento del 25 e 26 settembre 2026 all’Arena Flegrea di Napoli. Due serate speciali, pensate come una grande festa per celebrare i 50 anni dal suo storico debutto sul palco, insieme a fan, amici e colleghi.

A partire da ottobre prenderà infine il via “Sal Da Vinci – Live Teatri 2026“, il tour prodotto e organizzato da Vivo Concerti che porterà l’artista nei principali teatri italiani. Uno spettacolo concepito in una dimensione più intima e raccolta, volto a valorizzare l’essenza del live e il rapporto diretto e autentico con il pubblico.

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