Insomma, la KAN ha ignorato le restrizioni dell’EBU per sostenere il suo artista, simile a quanto accaduto nelle precedenti edizioni.
Dobbiamo ricordare, che lo scorso dicembre l’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) ha introdotto una serie di modifiche al regolamento di voto dell’Eurovision Song Contest, per migliorare il sistema di voto e contrastare le campagne promozionali avviate o supportate da terze parti, inclusi governi o agenzie governative.
Tali modifiche includevano il ritorno delle giurie nelle semifinali (e il passaggio da 5 a 7 giurati per Paese, di cui due devono avere tra i 18 e i 25 anni, la limitazione delle campagne promozionali massive, la riduzione del numero massimo di voti consentiti per persona da 20 a 10 e il rafforzamento dei sistemi tecnici per la sicurezza del voto. Modifiche che non hanno però soddisfatto le richieste di azioni più incisive arrivate da diversi Paesi.
La controversia è l’ultima di una serie di dispute riguardanti la partecipazione di Israele al concorso. La partecipazione di Israele a questa edizione ha generato forti polemiche, portando al ritiro di cinque paesi (Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Slovenia e Islanda) in segno di protesta.
A seguito di questa campagna promozionale promossa direttamente dall’emittente pubblica israeliana KAN, l’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) ha emesso un avvertimento formale contro la KAN per aver violato le norme sulla promozione che vietano campagne pubblicitarie coordinate finalizzate a influenzare il voto.
Come abbiamo detto, il regolamento dell’Eurovision Song Contest vieta campagne pubblicitarie sproporzionate e istruzioni di voto così dirette. L’EBU ha considerato questa attività come un’ingerenza eccessiva che contravviene alle regole sul televoto.
In una dichiarazione, il direttore dell’Eurovision Song Contest, Martin Green, ha affermato che i video non erano in linea con il regolamento né con lo spirito della competizione e ha confermato di aver contattato immediatamente la delegazione israeliana chiedendo la rimozione istantanea dei video da tutte le piattaforme: “Siamo stati informati che video che istruivano le persone a votare dieci volte per Israele erano stati pubblicati e diffusi dall’artista. Nel giro di 20 minuti abbiamo contattato la delegazione israeliana chiedendo di interrompere immediatamente la distribuzione e rimuovere i contenuti.Un invito diretto a utilizzare i dieci voti a disposizione su un solo artista o brano non è in linea con le nostre regole o con lo spirito della competizione. Abbiamo inviato un avvertimento formale a KAN e continueremo a monitorare le loro attività promozionali, pronti ad agire se necessario”.
La vicenda ha spinto l’EBU a inviare una comunicazione d’urgenza a tutti i 35 Capi Delegazione per ribadire i confini della promozione lecita. Questo il contenuto della mail che questa mattina l’EBU ha inviato a tutti i capi delegazione: “Cari HoD, Ieri siamo stati informati di un artista che ha fatto una chiamata all’azione online per votare per la propria canzone dieci volte. Sebbene l’azione fosse limitata e non facesse parte di una campagna finanziata da terzi, abbiamo chiesto che venisse immediatamente rimossa.
È un tempestivo promemoria del fatto che, mentre gli appelli degli artisti affinché le persone li votino sono accettati, gli appelli per voti multipli non lo sono. Vi preghiamo di cogliere questa opportunità per rivedere i vostri piani e parlare con i vostri team se necessario.. Cordiali saluti.”
KAN ha attribuito la responsabilità dell’operazione esclusivamente al team di Noam Bettan e negando l’uso di fondi governativi: “L’episodio in questione è frutto dell’iniziativa personale dell’artista, senza alcun tipo di finanziamento illegale, ed è simile a pubblicità analoghe utilizzate da altri artisti in concorso. In seguito alla richiesta dell’EBU per evitare di dover votare dieci volte, l’artista ha interrotto l’utilizzo dei video.”
Tuttavia, gli osservatori notano inquietanti analogie con la campagna massiccia condotta lo scorso anno da Yuval Rafael a Basilea, che riuscì a vincere il televoto dopo un’operazione social quasi identica.
Restiamo, quindi, in attesa di capire se questo avvertimento formale dell’EBU calmerà le acque o se la tensione è destinata a esplodere durante la prima semifinale di martedì. Invece che mantenere un basso profilo ed evitare ulteriori polemiche, Israele anche quest’anno ha deciso di metterci del suo, in una edizione dell’Eurovision Song Contest che verrà ricordata più per le polemiche che per lo storico traguardo dei 70 anni dalla nascita. Quest’anno, per la prima volta dal 2022, le giurie di professionisti sono tornate anche nelle Semifinali, creando una divisione 50/50 tra voto della giuria e voto del pubblico sia nelle Semifinali che nella finale. Tra poco più di una settimana, classifica finale e ascolti tv, ci diranno come è andata.
Il rappresentante scelto da Israele tramite il talent HaKokhav HaBa è Noam Bettan. Gareggia con il brano intitolato “Michelle”, una canzone trilingue (ebraico, francese e inglese) scritta tra gli altri da Yuval Raphael, già rappresentante israeliano nel 2025.
L’Eurovision Song Contest 2026 si terrà a Vienna, dopo la vittoria di JJ per l’Austria con “Wasted Love” a Basilea. Entrambe le semifinali sono in programma per il 12 e il 14 maggio, mentre la finale si svolgerà il 16 maggio. Il concorso sarà ospitato dalla Wiener Stadthalle, la stessa sede utilizzata nel 2015, che può accogliere fino a 16.000 spettatori.
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