🇦🇹 ESC 2026: Ecco i 10 Paesi qualificati della Prima Semi-Finale dell’ESC 2026

Si appena è conclusa da poco la Prima Semi-Finale dell’Eurovision Song Contest 2026, in programma a Vienna in Austria dal 12 al 16 maggio 2026. A Vienna si sono sfidati i primi 15 paesi in gara, da cui sono usciti i primi 10 artisti che parteciperanno alla Finale di sabato 16 Maggio 2026 dell’Eurovision Song Contest 2026. Giovedì sera, 14 maggio 2026, si esibiranno altri 15 artisti. Dieci di essi si aggiungeranno ai finalisti selezionati oggi e ai Paesi ammessi di diritto alla Finale di sabato 16 maggio 2026: i Big 4 – Italia, Francia, Germania, Regno Unito – e l’Austria, paese organizzatore. 

Ritmo frenetico, come consueto, per le esibizioni dell’Eurovision Song Contest 2026: Non solo competizione è anche show, emozione, spettacolo. La macchina dell’Eurovision Song Contest è, come al solito, pazzesca: vedere 17 videoclip dal vivo, con scenografie ed effetti speciali, uno in fila all’altro con questa velocità, fa sempre una certa impressione – soprattutto se pensiamo alla lentezza del Festival di Sanremo, che però è proprio un’altro tipo di spettacolo.

A votare stasera, le Giurie Nazionali (composte da quest’anno da 7 membri e non più da 5 di cui 2 di età tra i 18 e i 25 anni, 49,3 %) e il pubblico tramite televoto (50,7%) dei 15 paesi partecipanti e quello di Italia, Germania  (già qualificate alla finale) – incluso quello del Resto del Mondo –. Ieri sera hanno, invece, votato le giurie di esperti, però non è stato conteggiato per il risultato della Semi-Finale.

Al termine delle esibizioni e delle votazioni, scelti i 10 finalisti attraverso il televoto del pubblico da casa (che ha pesato per il 50,7% sul risultato finale) dei Paesi in gara stasera, il voto delle giurie nazionali (che ha pesato per il 49,3% sul risultato finale) e due dei Paesi Big 4, 🇮🇹 Italy: Sal Da Vinci – Per Sempre Sì e 🇩🇪 Germany: Sarah Engels – Fire, che si sono esibiti stasera fuori gara, già qualificate di diritto alla finale, incluso quello del Resto del Mondo, si sono qualificate per la Finale in ordine sparso, come annunciato in diretta TV annunciati in ordine casuale: 🇬🇷 Greece: Akylas – Ferto, 🇫🇮 Finland: Linda Lampenius x Pete Parkkonen – Liekinheitin, 🇧🇪 Belgium: ESSYLA – Dancing on the Ice, 🇸🇪 Sweden: FELICIA – My System, 🇲🇩 Moldova: Satoshi -Viva, Moldova!, 🇮🇱 Israel: Noam Bettan – Michelle, 🇷🇸 Serbia: LAVINA – Kraj Mene, 🇭🇷 Croatia: LELEK – Andromeda, 🇱🇹 Lithuania: Lion Ceccah – Sólo Quiero Más, 🇵🇱 Poland: ALICJA – Pray. Vengono esclusi 🇵🇹 Portugal: Bandidos do Cante – Rosa, 🇬🇪 Georgia: Bzikebi – On Replay, 🇲🇪 Montenegro: Tamara Živković – Nova Zora, 🇪🇪 Estonia: Vanilla Ninja – Too Epic To Be True, 🇸🇲 San Marino: SENHIT – Superstar. Anche quest’anno, una terza possibilità denominata Producer’s Choice, i paesi che hanno pescato questa nuova possibilità che permetterà ai produttori di scegliere il piazzamento in scaletta in tutto l’arco della serata di 13 canzoni su venticinque. 

Ecco i risultati! Stasera abbiamo visto i primi 15 Paesi gareggiare all’ultima nota nel primo appuntamento dell’Eurovision Song Contest 2026 per uno dei 10 posti per la finale del prossimo 16 maggio 2026, nella serata condotta da Victoria Swarovski e Michael Ostrowski. I risultati di stasera determinato dalla Giuria Nazionale e dalla Votazione del pubblico, verranno resi noti solo al termine della finale di sabato 16 maggio 2026. Ospiti di questo esordio alla Wiener Stadhalle di Vienna, in Austria, Victoria Swarovski – cantante e conduttrice austriaca, erede della celebre famiglia Swarovski – e Michael Ostrowski, attore e conduttore tra i volti più ironici della tv di lingua tedesca: indossano i colori dell’Austria. Lei sfoggia un abito rosso scintillante ricoperto di paillettes, mentre lui punta su un elegante completo bianco rifinito con dettagli rossi.  A rompere il ghiaccio è un piccolo sketch tecnologico: Victoria impugna un telecomando e sullo schermo compare una grafica che riproduce il menu di una televisione, con un rapido passaggio linguistico dall’inglese al francese e ritorno. Vi ricordiamo che questa sera abbiamo visto esibirsi, anche se non in gara oggi, i brani di 2 Paesi già in finale: Italia e Svizzera. Anche quest’anno inoltre il Resto del Mondo ha avuto tempo già dalla mezzanotte del 12 maggio 2026 per votare. 

Ecco i Paesi ufficialmente passati in finale: Grecia, Finlandia, Belgio, Svezia, Moldavia, Israele, Serbia, Croazia, Lituania, Polonia. 

Ritornano invece in finale dopo qualche anno di stop Moldavia, Serbia e Croazia, oltre a Belgio, mentre la Lituania giunge a sei qualificazioni di fila dal 2021. Si interrompe invece la lunghissima serie di qualificazioni di Portogallo ed Estonia, che si erano qualificate sempre dal 2021 e dal 2022. Continua la lunga assenza del Montenegro dalla Finale dell’Eurovision Song Contest.

È stata una serata spettacolare. Iniziata la prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 sul maxi schermo della Wiener Stadthalle scorrono le immagini di Life of Toni: un commovente omaggio ai 70 anni della manifestazione. È un corto commissionato da ORF, l’emittente austriaca, per celebrare il rapporto tra Eurovision Song Contest e le generazioni che sono cresciute insieme al concorso. Il piccolo Toni scopre Eurovision nel 1956. Il corto segue la vita di Toni, un bambino che scopre il Contest nel 1956 davanti alla televisione di casa e che, anno dopo anno, attraversa amore, gioia, cambiamenti e perdita accompagnato dalle canzoni della gara europea. Nel montaggio scorrono anche alcuni brani simbolo della storia italiana all’Eurovision, da “Nel blu dipinto di blu” a “Non ho l’età” fino a “Insieme: 1992”, mentre il film costruisce un racconto nostalgico sul potere della musica come memoria collettiva e colonna sonora della vita quotidiana. Sul palco sale Vicky Leandros, è una delle voci più celebri della storia dell’Eurovision Song Contest e star europea degli anni Settanta, che, a 76 anni, torna sul palco dell’Eurovision Song Contest e intona una delle canzoni più celebri della storia del concorso, “L’amour est bleu”, accompagnata al piano con attorno un coro di cantanti di varie età. Leandros, ha rappresentato il Lussemburgo due volte al concorso: nel 1967 con ‘L’amour est bleu’, arrivata quarta proprio a Vienna, e nel 1972 con ‘Après toi’, brano con cui conquistò la vittoria. 

La serata ha regalato momenti di grande spettacolo, ma non sono mancati i colpi di scena. Grande entusiasmo per la Finlandia con Linda Lampenius e Pete Parkkonen, che con una performance solida ha confermato i pronostici della vigilia. Ha stupito la qualificazione del Belgio con ESSYLA, che nonostante i dubbi della vigilia e un’intonazione non proprio perfetta, è riuscita evidentemente a convincere i votanti. Restano fuori dalla finale il Portogallo con i Bandidos do Cante, il cui Cante Alentejano avrebbe meritato uno spot in Finale, e San Marino che, nonostante la bravura di Senhit e il nome “forte” di Boy George, non è riuscito a superare lo sbarramento. Da segnalare che l’esibizione di Israele è stata segnata da evidenti contestazioni all’interno della Wiener Stadthalle. Una parte del pubblico ha accolto e salutato la performance gridando a gran voce lo slogan “Stop the Genocide”, rendendo palpabile il clima di dissenso legato alla situazione geopolitica attuale. La contestazione è stata ancora più udibile grazie alla scelta della regia ÖRF – la televisione di stato austriaca, che quest’anno organizza in quanto Host Broadcaster l’Eurovision Song Contest – di non coprire i fischi e non applicare alcun filtro, a differenza di quanto fatto nel 2024 da SVT (Svezia) e nel 2025 da SRG SSR (Svizzera). È dal 2024 che ogni esibizione di Israele è pesantemente contestata e oggetto di numerose proteste da parte del pubblico. Successivamente all’accaduto, la tv pubblica austriaca (ÖRF) ha diffuso una nota stampa in merito a quanto successo in arena. Riportiamo qui di seguito il testo tradotto: “Un pubblico di 10.000 fan nella Wiener Stadthalle, nella Prima Semifinale del 70º Eurovision Song Contest a Vienna, ha accolto entusiasticamente ogni artista questa sera. Come precedentemente annunciato, l’ORF sta trasmettendo un audio live pulito dai microfoni presenti in platea, prima e durante la performance di ogni artista. Un membro del pubblico, vicino a un microfono, ha espresso ad alta voce le proprie opinioni quando l’artista israeliano ha iniziato la sua esibizione, e durante la canzone, finendo nella diretta televisiva. Successivamente sono stati allontanati dalla sicurezza per aver continuato a disturbare il pubblico. Altre tre persone sono state inoltre allontanate dall’arena dalla sicurezza per comportamento molesto.”

Oltre alla gara, la serata è stata impreziosita dalla conduzione di Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, che nel numero musicale “Kangaroo” hanno scherzato sulla confusione geografica tra Austria e Australia insieme a Go-Jo (Australia 2025). Di assoluto livello tecnico anche l’esibizione acrobatica dei Zurcaroh, che ha intrattenuto il pubblico durante le delicate fasi del conteggio dei voti, con un numero dedicato al Prater di Vienna.

La Prima Semi-Finale dell’Eurovision Song Contest è quella del debutto di Sal Da Vinci, anche se fuori gara. È toccato finalmente a Sal Da Vinci salire sul palco della Wiener Stadthalle di Vienna in una performance che dopo la prova di ieri sera, la performance di questa sera di Sal Da Vinci, si conferma un mix di melodia, teatralità e musical, che racconta un matrimonio in un Italia “spudoratamente” da cartolina. Sul palco è accompagnato dai ballerini Marcello Sacchetta e Francesca Tocca nel ruolo degli sposi, mentre nel ruolo degli amici dello sposo ci sono Jhon Cruz e Mirko Mosca.

Sin dalle prime immagini si è capito che non sarebbe stata una semplice esibizione. Luci basse, atmosfera quasi sospesa, colori caldi e una regia costruita come un racconto cinematografico hanno accompagnato l’ingresso di Sal Da Vinci sul palco viennese. L’artista è apparso emozionatissimo fin dall’ingresso in scena. In alcuni momenti la voce è sembrata meno sicura rispetto alle esibizioni italiane, quasi trattenuta dalla pressione del debutto europeo. Ma proprio quell’emozione ha finito per rendere ancora più autentica la sua presenza scenica davanti alle migliaia di persone presenti alla Wiener Stadthalle. Vestito completamente di bianco e scegliendo di puntare tutto sull’eleganza e sull’intensità piuttosto che sugli effetti speciali estremi che ormai caratterizzano molte performance eurovisive. Alle sue spalle, tre ballerini hanno costruito una coreografia essenziale ma fortemente simbolica. I loro movimenti accompagnavano ogni parola del testo, quasi a rappresentare i frammenti di una storia d’amore travagliata, fatta di ricordi, attese e promesse. Poi il momento che ha completamente cambiato il ritmo dell’esibizione e fatto esplodere il pubblico della Wiener Stadthalle: l’ingresso della ballerina vestita da sposa. Apparsa lentamente al centro del palco sotto una luce bianca intensissima, la figura femminile (con un abito da sposa dal lunghissimo strascico bianco. Poi, all’improvviso, il tessuto si è aperto trasformandosi in una grande bandiera italiana sventolata alle spalle del cantante mentre Sal mostrava ancora una volta il celebre anello all’anulare, ormai simbolo della canzone), ha attraversato la scena danzando attorno a Sal Da Vinci mentre il brano cresceva musicalmente verso il finale. Un’immagine potentissima, quasi da musical contemporaneo, che ha dato alla canzone una dimensione ancora più teatrale e cinematografica. Il climax finale, accompagnato da giochi di luce e da un’esplosione visiva perfettamente calibrata, ha chiuso una performance che molti commentatori presenti a Vienna hanno già definito tra le più emozionanti dell’edizione 2026.

L’appuntamento è ora per la Seconda Semi-Finale di dopodomani, giovedì 14 maggio 2026, in cui oltre ai 15 Paesi in gara (da cui scopriremo gli ultimi dieci finalisti) si esibiranno i tre Big rimanenti, ovvero Regno Unito, Francia ed Austria. Solo dieci paesi per ogni Semifinale saranno ammessi alla finalissima di sabato 16 maggio 2026, in onda alle 21.00 sugli schermi di Rai 1. La serata sarà trasmessa sempre in diretta e in lingua originale sul canale YouTube ufficiale dell’Eurovision e su Rai 2 e RaiPlay, oltre che su Rai Radio 2 e sul canale 202 del digitale terrestre e RaiPlay Sound a partire dalle 21:00, preceduta alle 20.15 da una speciale “Anteprima Eurovision”, con il commento di Gabriele Corsi e di Elettra Lamborghini, mentre su Rai Radio 2 la radiocronaca sarà affidata a Diletta Parlangeli e Matteo Osso, con Martina Martorano inviata da Vienna

Al termine della Prima Semi-finale si è tenuta la conferenza stampa dei Paesi qualificati, in cui i cantanti hanno estratto a sorte la metà dello show di sabato in cui i Paesi in gara già finalisti si esibiranno. La scaletta definitiva sarà decisa dopo aver conosciuto i finalisti della Seconda Semi-finale di giovedì 14 Maggio 2026. Una esibizione di tre minuti di forza, potenza e carattere, e che fanno ben sperare nel risultato che potremmo portare a casa sabato sera.

Nella tradizionale conferenza stampa post Semi-Finale, i dieci paesi qualificati hanno sorteggiato in quale metà finale saranno chiamati a cantare: Greece, Belgium, Serbia – Prima metà; Sweden, Lithuania, Poland – Seconda metà; e  Italy, Germany, Israel, Finland, Moldova, Croatia – Scelta della Produzione. Austria, è stata sorteggiata alla posizione numero 25 per già avvenuto sorteggio a parte, all’interno del meeting dei capidelegazione. Il Paese ospitante, infatti, ha il privilegio di poter conoscere con due mesi di anticipo il proprio posizionamento.

Dall’anno scorso, infatti, oltre a poter estrarre prima metà (ordine di esibizioni tra il 1 e il 13) o seconda metà (ordine di esibizioni tra il 14 e il 25), si può estrarre anche la scelta della produzione (Producer’s Choice), (ordine di esibizioni tra il 1 e il 13 e tra il 14 e il 25, eccetto 25). Questo significa che i produttori dello show potranno collocare la canzone in qualsiasi punto della Prima o della Seconda metà dell’ordine di esibizione della Finale dell’Eurovision Song Contest 2025, con l’obiettivo di far risaltare tutte le canzoni in gara, evitando (come in passato) che magari molte ballate finissero nella stessa parte dello show o che molti favoriti venissero sorteggiati per esibirsi nella stessa metà. In questo modo si va dunque a creare un flusso più omogeneo tra le varie esibizioni. L’unica ad aver estratto la posizione è l’Austria, che ha estratto proprio il numero 25. Va ricordato inoltre che anche quest’anno ci sarà l’apertura del televoto fin dall’inizio della serata, e sarà aperto per un’ulteriore finestra di tempo una volta che tutti i 25 finalisti si saranno esibiti.

Ecco i paesi che sono riusciti a superare il turno e che rivedremo sabato sera sono:

• Prima metà:

  • 🇬🇷 Greece: Akylas – Ferto
  • 🇧🇪 Belgium: ESSYLA – Dancing on the Ice
  • 🇷🇸 Serbia: LAVINA – Kraj Mene

• Seconda metà:

  • Sweden, Lithuania, Poland
  • 🇸🇪 Sweden: FELICIA – My System
  • 🇱🇹 Lithuania: Lion Ceccah – Sólo Quiero Más
  • 🇵🇱 Poland: ALICJA – Pray
  • 25.🇦🇹 Austria: COSMÓ – Tanzschein

• Producer’s Choice:

  • 🇮🇹 Italy: Sal Da Vinci – Per Sempre Sì
  • 🇩🇪 Germany: Sarah Engels – Fire
  • 🇮🇱 Israel: Noam Bettan – Michelle
  • 🇫🇮 Finland: Linda Lampenius x Pete Parkkonen – Liekinheitin
  • 🇲🇩 Moldova: Satoshi – Viva, Moldova!
  • 🇭🇷 Croatia: LELEK – Andromeda

L’ordine di esibizione della Finale verrà stilato entro venerdì mattina, dal momento che le Dress Rehearsal del pomeriggio e della sera seguiranno tale ordine, stabilito come già detto dai produttori in base a diversi fattori quali diversità di generi musicali e necessità televisive legati ad eventuali oggetti di scena troppo ingombranti.

Non resta che attendere giovedì per capire dove saranno piazzati gli altri 10 Paesi finalisti dalla seconda Semifinale e i restanti 3 Paesi automaticamente qualificati.

Aggiornamento: Secondo il New York Times, il governo israeliano avrebbe investito oltre un milione di dollari per influenzare il televoto dell’Eurovision attraverso campagne online, pressioni diplomatiche e promozione internazionale. L’edizione 2026, a Vienna, inizia tra le polemiche, con il boicottaggio di 5 Paesi.

Il concorso musicale più seguito al mondo trasformato in uno strumento di soft power. È questa la tesi al centro di un’ampia inchiesta pubblicata dal New York Times, secondo cui il governo israeliano avrebbe condotto negli ultimi anni una campagna strutturata per influenzare l’Eurovision Song Contest, utilizzandolo come vetrina diplomatica e politica nel pieno delle tensioni internazionali legate alla guerra a Gaza.

Secondo il quotidiano statunitense, l’offensiva diplomatica israeliana sarebbe iniziata ben prima delle polemiche esplose nelle ultime edizioni del concorso. Tra l’autunno e l’inverno scorsi, alti funzionari del governo di Benjamin Netanyahu avrebbero contattato emittenti pubbliche e dirigenti televisivi europei per scongiurare l’ipotesi di un’esclusione di Israele dalla competizione.

Alcune televisioni, infatti, avevano minacciato il boicottaggio dell’evento in protesta contro la guerra nella Striscia di Gaza, mentre altre denunciavano presunte interferenze del governo israeliano nelle votazioni popolari attraverso campagne di mobilitazione online.

«Sono un pò sorpreso che sia una questione di cui si stia occupando l’ambasciata», scriveva nel dicembre scorso Stefan Eiriksson, direttore dell’emittente pubblica islandese, in una mail indirizzata a un diplomatico israeliano interessato a discutere dell’Eurovision Song Contest.

L’inchiesta del New York Times descrive un’organizzazione europea, la European Broadcasting Union, colta impreparata di fronte a un conflitto sempre più politico attorno a un evento che storicamente rivendica neutralità. “La politica non ha alcun ruolo nell’evento” è uno dei principi cardine della manifestazione, ma negli ultimi due anni l’Eurovision sarebbe diventato, di fatto, un terreno di scontro simbolico sul Medio Oriente e sui diritti umani.

Secondo il giornale, Israele avrebbe investito almeno un milione di dollari in attività promozionali legate all’Eurovision Song Contest. Parte dei fondi sarebbe arrivata anche dall’ufficio governativo incaricato della “hasbara”, termine con cui Israele indica le attività di comunicazione e promozione all’estero. Tra gli obiettivi: sostenere i propri artisti e incoraggiare il voto internazionale.

Il direttore dell’Eurovision Song Contest, Martin Green, ha riconosciuto al quotidiano americano che le iniziative israeliane dello scorso anno sono state “eccessive”, pur negando che abbiano alterato il risultato finale della competizione.

L’indagine del Times, basata su documenti interni, dati di voto e oltre 50 interviste, sostiene tuttavia che la campagna avrebbe potuto incidere concretamente sugli esiti del televoto. In diversi Paesi europei, osserva il giornale, sarebbero bastate poche centinaia di voti aggiuntivi per modificare le classifiche nazionali e, di conseguenza, il risultato complessivo.

Non emergono però prove di manipolazioni illegali tramite bot o strumenti informatici occulti, ipotesi circolate tra alcuni fan del concorso.

Nel 2024, durante l’edizione ospitata a Malmö, in Svezia, Israele avrebbe speso oltre 800 mila dollari in pubblicità legate all’Eurovision, secondo dati ottenuti dal watchdog israeliano The Seventh Eye e citati dal New York Times. La cantante israeliana Eden Golan arrivò seconda nel voto popolare, ottenendo risultati elevati anche in Paesi dove, secondo i sondaggi, l’opinione pubblica è fortemente critica verso il governo israeliano.

Nel 2025, all’edizione di Basilea, la controversia si sarebbe ulteriormente intensificata. Giornalisti dell’emittente finlandese Yle hanno documentato una campagna online multilingue che invitava gli utenti a votare fino a 20 volte per la concorrente israeliana Yuval Raphael. Lo stesso Netanyahu aveva condiviso sui social un messaggio analogo.

«Israele deve essere ascoltato ovunque», aveva dichiarato il presidente israeliano Isaac Herzog, citato dal Times. “Dobbiamo partecipare, alzare alta la nostra bandiera e portare i migliori artisti all’Eurovision”.

Le tensioni interne all’Eurovision Song Contest hanno portato cinque emittenti – Islanda, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna e Slovenia – a discutere apertamente di un possibile boicottaggio. Secondo il quotidiano americano, l’EBU avrebbe anche commissionato un rapporto interno sulle reazioni delle televisioni pubbliche europee, senza però renderlo pubblico integralmente.

«La politica israeliana ha cooptato l’Eurovision Song Contest», ha dichiarato Stefan Jon Hafstein, presidente del consiglio della televisione pubblica islandese.

La crisi ha avuto ripercussioni dirette anche sull’edizione 2026, prevista a Vienna. Dopo mesi di tensioni interne, Islanda, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna e Slovenia hanno confermato il boicottaggio della manifestazione, denunciando la gestione della vicenda da parte dell’EBU e l’assenza di una presa di posizione sulla guerra a Gaza. Secondo l’inchiesta del New York Times, anche Norvegia e Portogallo avrebbero valutato l’ipotesi di unirsi alla protesta se Israele fosse rimasto in gara.

L’EBU temeva conseguenze economiche significative: documenti interni citati dal quotidiano stimavano perdite superiori ai 600 mila dollari tra quote di partecipazione e sponsor. In Austria si era persino aperto un dibattito sulla possibilità che l’emittente nazionale si ritirasse in solidarietà con Israele, ipotesi poi rientrata.

Alla fine, l’EBU ha modificato il regolamento limitando il numero massimo di voti per spettatore da 20 a 10, senza però sottoporre formalmente ai membri una votazione esplicita sull’eventuale esclusione di Israele dalla competizione. Israele è così rimasto in gara, mentre le emittenti dissenzienti hanno successivamente annunciato il boicottaggio.

Secondo Martin Green, le nuove regole servono soprattutto a risolvere «un problema di percezione», più che irregolarità concrete. Ma il dibattito resta aperto. Anche nell’edizione 2026, nuove campagne promozionali legate al concorrente israeliano Noam Bettan hanno già riacceso le polemiche. Gli organizzatori hanno formalmente richiamato la delegazione israeliana dopo la diffusione di messaggi social che invitavano gli utenti a votare fino a dieci volte per l’artista.

L’Eurovision Song Contest, nato come simbolo di unione culturale europea, si ritrova così al centro di una delle crisi più profonde della sua storia recente, stretto tra neutralità dichiarata, pressioni politiche e strategie di comunicazione internazionale.

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