ESC 2013: I dati d’ascolto della Finale dell’ESC 2013

ascolti_tvSu Rai2 la finale dell’ Eurovision Song Contest che come da pronostico ha visto trionfare la Danimarca ha registrato 1.878.000 spettatori e il 9.17% in netta crescita rispetto al 2012 quando si era fermato al 7.51% con 1.410.000 ascoltatori.

Crescono gli ascolti della finale dell’Eurovision Song Contest rispetto alle edizioni precedenti, sfiorando i 2 milioni (1.878.000) e il 9.17% di share. Dato positivo, ma inferiore alle aspettative.

Il voting finale, meglio dell’esibizione di Mengoni. Per Marco Mengoni il proprio picco in valori assoluti alle ore 22:49 durante la sua esibizione con 2.431.000 telespettatori ed il 10.89% di share, mentre durante il voting finale con tutti i risultati della serata, hanno visto raggiungere uno share che ha sfiorato ben il 20%, superando tutti i programmi concorrenti.

Migliora, quindi il dato del 2012, anno in cui a seguire la Finale del concorso su RAI 2, furono 1.410.000 spettaori con uno share del 7,51%. Il picco si ebbe nel momento in cui ha cantato Nina Zilli, alle ore 21.51 con 2.042.000 telespettatori pari al 9,01% di share. Nel 2011, anno del nostro rientro lo spettacolo, fu seguito da 1.291.000 telespettatori con uno share 6,43%.

Come ogni anno, anche negli ascolti tv si registrano alti e bassi per l’Eurovision Song Contest. Se per l’Italia gli ascolti si sono rivelati una piacevole sorpresa (con due punti di share in più rispetto al 2012), il vero “boom” arriva dai Paesi Bassi. Anouk ha fatto davvero il miracolo, 4.900.000 telespettatori e il 65% di share. Dato mai visto nella storia dell’Eurovision Song Contest nei Paesi Bassi, il miglior risultato dei Paesi Bassi degli ultimi 14 anni.

Bene anche la Germania. Su ARD 1 sono stati 8.210.000 i telespettatori e il 34% di share (42.6% di share nella fascia 14/49 anni), in linea con il risultato del 2012 (anche se in leggero calo). In UK l’Eurovision è stato il secondo programma più visto della serata, ottenendo 7.700.000 telespettatori e il 35% di share (anche qui in linea con i dati del 2012). In Austria sono stati 350.000 i telespettori e il 20% di share, anche se in leggero calo.

In Spagna quest’anno hanno avuto una delle edizioni più deludenti in termini di ascolti. Anche per la poca promozione riservata dall’emittente pubblica spagnola, TVE, ieri sera sono stati solo 5.369.000 quelli che hanno seguito l’evento sul primo canale La1, con un 33.1% di share (nelle edizioni più recenti, fecero peggio solo nel 2011 con un 32,3% di share e 4.724.000 telespettatori). Rispetto al 2012 si sono persi più di un milione di telespettatori e 10 punti di share. Il picco più alto si è registrato durante l’esibizione dei ESDM alle 21.30 con 4.789.000 persone incollate davanti la tv e il 33.3% di share, per arrivare a 6.336.000 telespettatori durante il voting finale (share del 39.1%). In quest’ultimo caso la diminuzione rispetto al 2012 è stata solo di due punti di share. Record durante l’annuncio della vincitrice (la Danimarca con Emmelie De Forest) con 6.961.000 telespettatori.

In Francia è stato registrato il peggior risultato dal 2001 ad oggi. L’Eurovision trasmesso su France3, ha registrato un ascolto medio di soli 2.740.000 telespettatori (13.9% di share), anche se in termini di share l’ESC è comunque rimasto il secondo programma più visto della serata. Lo scorso anno invece fece (già in calo rispetto al 2011 con 4.935.000 telespettatori e il 26.7% di share) 3.984.000 telespettatori con 23% di share.

La Grecia, dove l’evento è stato trasmesso dal canale NET e seguito da 2.687.000 telespettatori e il 66.9% di share, superando i risultati del 2012 dove la Finale ha registrato 2.437.000 telespettatori e il 59.8% di share (la Prima semifinale ha registrato un ascolto medio di 1.654.000 telespettatori e il 35.4% di share, mentre la Seconda semifinale ha registrato 934.000 telespettatori e il 20.1% di share).

In Irlanda gli ascolti crescono rispetto al 2012, dove la Finale ha registrato 764.500 telespettatori e il 52% di share. Quest’anno l’ascolto medio è stato di 779.700 telespettatori sulle tre ore di spettacolo, con un picco di 1.079.700 telespettatori durante l’esibizione di Ryan Dolan.

In Austria il miglior risultato si registra durante la trasmissione della prima semifinale dell’ESC, quella dove si è esibita la rappresentante del Paese, Natália Kelly: 392.000 telespettatori e il 20% di quota di mercato e 429.000 telespettatori durante l’annuncio dei 10 finalisti – 29% di quota di mercato). La seconda semifinale è stata seguita da 195.000 telespettatori tra le 21 e le 21.28; 221.000 tra le 21.29 e le 22.03; 185.000 tra le 22.04 e le 22.39; 169.000 nell’ultimo quarto d’ora di programma. La finale è stata seguita da 350.000 telespettatori e il 20% di quota di mercato.

In Svezia dove si è svolto l’evento, la Finale è stata seguita da ben 3.418.00 telespettatori, miglior risultato dal 2008 ad oggi, e dov’è stata seguita nella Finale da 2.810.000 telespettatori e il 75.3% di share. Inoltre la Prima semifinale è stata seguita da 1.021.000 telespettatori e il 34.5% di share mentre la Seconda semifinale è stata seguita da 1.971.000 e il 60.2% di share.

In Australia, dove l’evento viene trasmesso in differita (venerdì e sabato le semifinali, domenica 19 Maggio la finale) dal 2010 su SBS One (con tanto di inviati sul posto, nonostante l’Australia come è noto non partecipi all’ESC). Le due semifinali e la finale hanno totalizzato un ascolto di 1.397.000 telespettatori. La Prima semifinale, trasmessa venerdi 17 Maggio, è stata seguita da 377.000 telespettatori; la Seconda semifinale, trasmessa sabato 18 maggio, è stata seguita da 425.000 telespettatori mentre la Finale, trasmessa domenica 19 Maggio è stata seguita da 595.000 telespettatori, in aumento rispetto ai 531mila dello scorso anno. Gli ascolti nelle diverse aree metropolitane: Sidney (160.000); Melbourne (262.000); Brisbane (80.000); Adelaide (33.000); Perth (60.000).

La Danimarca, fresca di trofeo e, come facilmente immaginabile, con un numero altissimo di telespettatori incollati davanti la tv. Sulla DR1 sono stati 1.704.000 i telespettatori che hanno seguito la serata in diretta da Malmo, con uno share dell’80%. Dati così alti non si vedevano dal 2002 (Finale: 2.081.000 telespettatori e il 86% di share). Bene anche la prima semifinale (quella appunto dove si è esibita per la prima volta Emmelie de Forest), con un ascolto medio di 929mila telespettatori.

La Norvegia, rappresentata da Margaret Berger, che ha visto in 1.519.000 (84.2% di share) i telespettatori che hanno seguito la finale del 18 Maggio (con un picco durante il voting di 1.650.000 telespettatori). La prima semifinale è stata seguita da 538mila telespettatori, mentre la seconda semifinale da 934mila telespettatori.

In Ungheria l’intera finale dell’Eurovision Song Contest è stata seguita da 1.133.000 telespettatori, con una quota di mercato del 32.6% (praticamente un ungherese su tre ha seguito l’evento in tv). Concludiamo con il Portogallo che, nonostante quest’anno non fosse in gara, ha mantenuto un buon risultato in termini di ascolto (leggermente inferiori al 2012 e al 2011): 586mila telespettatori nella finale di sabato (erano 615 nel 2012 e 605mila nel 2011)

La SBS ha registrato con la finale dell’Eurovision Song Contest il miglior risultato da quando esistono le rilevazioni dei dadi di ascolto della OzTAM (2001), con 751mila telespettatori che hanno guardato l’evento per almeno 5 minuti (2.930.000 sommando le due semifinali e la finale).

Ecco il  resoconto:

Australia (SBS) 595,000
Austria (ORF) 350,000
Belgio (VRT) 956,865
Danimarca (DR) 1,700,000
Finlandia (Yle) 1,128,000
Francia (France 3) 2,700,000
Germania (NDR) 8,210,000
Grecia (ERT) 2,700,000
Irlanda (RTÉ) 799,700
Israele (IBA) 125,000
Italia (RAI) 1,878,000
Paesi Bassi (TROS) 4,800,000
Norvegia (NRK) 1,500,000
Spgna (TVE) 5,369,000
Svezia (SVT) 3,337,000
Regno Unito (BBC) 7,700,000

Il settimo posto di Marco Mengoni ottenuto quest’anno a Malmö con “L’essenziale” – cantata peraltro completamente in italiano – tutto si può definire tranne che negativo, a dispetto delle apparenze e delle speranze, che ci avevano fatto vacillare su una sua possibile vittoria. In primis l’Italia è riuscita a migliorare sé stessa, salendo di ben due posizioni rispetto a quelle conquistate da Nina Zilli, protagonista lo scorso anno a Baku dove è arrivata “solo” nona, ma soprattutto il Belpaese si è confermato a sorpresa il paese più forte tra le Big 5, arrivando per ilterzo anno consecutivo in top 10, nell’agognata “colonna sinistra” della classifica.

Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna si sono dovute accontentare delle ultime posizioni – rispettivamente 23, 19, 21 e 25 -, superate pure da paesi molto meno in voga come Malta, arriva ottava a sorpresa, ma anche la Grecia, che invece ha agganciato il sesto posto. L’Italia risalta tra le grandi, nonostante un pezzo tutt’altro che adatto alla manifestazione, sempre invasa da brani molto più commerciali rispetto a L’Essenziale cantato da Mengoni, che per giunta ha preferito non avvalersi di ulteriori componenti sul palco della Malmö Arena. 

E poi l’Italia è in Top10 senza alleanze: come chiaramente mostrato durante la fase dei resultati, la solidarietà tra paesi amici il famoso (block vote) fa sentire pesantemente all’Eurovision Song Contest. Due sono i blocchi “forti”: da una parte il nord Europa, con i paesi Scandinavi in testa sempre pronti a regalarsi voti a vicenda, dall’altra l’ex Unione Sovietica – che vista la moltitudine di paesi in gara – influenza non poco la classifica finale. Unica vera sorpresa, a tratti inspiegabile, è l’Azerbaigian che curiosamente ottiene voti piuttosto trasversali.

Anche l’Italia s’è beneficiata in qualche modo della vicinanza: Albania, Spagna e Svizzera ci hanno regalato il massimo dei punti 12, Macedonia, Francia e Austria ce ne hanno dati 10, Slovenia, Malta e Croazia 8, mentre sono 6 i punti ottenuti da Belgio, Grecia, Montenegro e Cipro. San Marino invece si è limitata stranamente a 4 punti, come la Serbia, mentre la Romania ce ne ha dato 1. Tutti paesi che, a pensarci, sono a noi confinanti, in qualche caso geograficamente, in altri culturalmente. Il dato interessante è che pare si sia iniziato a delineare una sorta di “blocco mediterraneo“, pronto a sostenersi anche alle prossime edizioni dell’Eurovision Song Contest.

Questi, invece, i voti assegnati dall’Italia: 12 Danimarca (risultata vincitrice e votata praticamente da tutti); 10 Malta, 8 Norvegia, 7 Grecia, 6 Lituania, 5 Ucraina, 4 Moldavia, 3 Ungheria, 2 Spagna, 1 Romania.

Quindi la RAI deve portare avanti il progetto Eurovision Song Contest, perché è chiaro che le nostre possibilità di vittoria rimangono sempre piuttosto elevate e la tv pubblica svedese, SVT, ha dimostrato che l’organizzazione della kermesse si può sostenere tranquillamente, anche in tempi di magra (è infatti costata quanto il Festival di Sanremo, nonostante la tipologia di evento ben differente). Magari con un pezzo meno essenziale e più affine ai palati internazionali.

(Tratto da: TVblog, eurofestivalnews)

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