ESC Malmö 2013: Marco Mengoni, parole di un fan

Reykjavik Boulevard

L’artista italiano si racconta in un’intervista esclusiva al magazine islandese reykjavikboulevard.

“Cos’è che ti spinge a tornare così tante volte a riascoltare dal vivo il tuo artista preferito? …Non basta un solo concerto?!?”

La carriera del bravissimo e giovane artista italiano che risponde al nome di Marco Mengoni è iniziata da poco più di 4 anni,  e c’è chi ha iniziato a sostenere il suo percorso sin dal suo primissimo esordio e l’ha visto crescere e maturare in questi anni, radicando dentro sè la sensazione di averlo accompagnato passo passo in ogni sua scelta per la scalata verso il successo. Con i suoi fans ha un rapporto speciale, un legame sincero, come quello tra fratelli. Le persone che lo seguono lo fanno da vicinissimo, girando il paese per partecipare a tutti i live possibili, addirittura non pochi lo hanno seguito fuori i confini nazionali, in occasioni della grande manifestazione europea dell’Eurovision Song Contest 2013, prima ad Amsterdam per il concerto di presentazione, poi a Malmö per fare il tifo per lui nella competizione vera e propria che l’ha visto settimo classificato. Lo schieramento attivo dei suoi supporter è anche presentissimo ed agguerrito sui social network, sempre attentissimi ad ogni più piccola notizia e diventando una sorta di braccio armato in ogni sorta di competizione online. Insomma, un degno “esercito” per uno splendido ragazzo dell’88 che racchiude in sè un talento straordinario ed il carisma dei grandi. Resta però la domanda che i fans, non solo di Marco Mengoni, avranno sentito ripetere un milione di volte: Perché vivere la musica così da vicino e così intensamente? Cosa spinge persone diverse d’età genere e status a intrecciare un legame così forte con il proprio beniamino? Qualcosa di particolare e sentitissimo  ne è uscito fuori mettendo nero su bianco il loro “sentire”.  Tanta anima, moltissimo trasporto, ma anche un restare sempre a contatto con la realtà… Ne escono limpide e ricorrenti 5 parole chiave, le keywords di un fan.

PASSIONE: La musica è passione, intesa come puro trasporto, non come passatempo…passione che ti fa ribollire l’anima e ti spinge oltre i limiti. Quella che ti fa stare bene e che ti insinua dentro il bisogno di viverla ancora…e ancora…e ancora. Una sorta di dipendenza. Chi ama la musica ama la vita, ed ha fame di essa. E chi ne è “innamorato” riempie i suoi giorni di essa, che sia da una radio o sotto ad un palco. E’ come se un concerto di Marco sia un’esperienza quasi sensoriale, che coinvolge corpo, mente e cuore. Le note  portano ognuna oltre,  il suono degli strumenti dal palco  passa attraverso e la sua voce inonda ogni fibra del corpo. Le emozioni sono diverse e contrastanti, le parole si legano ai ricordi, le atmosfere richiamano per ognuno i propri vissuti personali. Sui visi si legge piacere immenso, è un distillato di gioia… quella gioia così bella da vivere che non può finire dopo le due ore di concerto, ma si protrae per giorni, lasciando i pensieri intasati da sensazioni  uniche che senti sotto la pelle così vive che non puoi fare a meno di ricercarle ancora. E’ proprio per quella passione che non vedono l’ora di essere ancora lì, sotto il suo palco, in mezzo al quel delirio splendido che un concerto può provocare.

CURA: La musica ha una straordinaria forza, tanto da poter essere cura per l’anima. A prescindere da età, sesso e provenienza, il comune denominatore tra tutti i fans del giovane Mengoni è il grande apporto di serenità e sorrisi che questa passione porta nelle vite di tutti loro. Marco è un ragazzo speciale, dall’animo profondamente sensibile, e dalle capacità intuitive particolarmente sviluppate… l’arte è sensibilità, e chi ha la fortuna di fare un lavoro come il suo, è destinato alla grandezza solo se riesce a scavare dentro ad ognuno dei suoi ascoltatori. C’è chi lo definisce “raggio di sole”, perché anche se inconsciamente, con la sua musica, le parole ed i sorrisi radiosi in modi tutti diversi è luce per ognuno di loro.  E come la cura del sorriso la sua voce riesce a regalare serenità nelle piccole grandi difficoltà che chiunque si trova ad affrontare ogni giorno. Come ha detto lo stesso Marco “metti le cuffie e capisci perché sei al mondo”.

LIBERTÀ:  Seguendo i suoi passi, le persone hanno percorso km,  preso treni, aerei, guidato per ore magari anche se non lo si era mai fatto prima, perchè per la propria passione si affrontato limiti e paure. La musica è anche evasione, è coraggio, è emancipazione, è come un paio d’ali da indossare per volare oltre i propri confini. Il volo così può essere fisico, ma è sopratutto interiore… quello in cui basta alzare il volume, e la musica diventa lo stupefacente più incredibile che c’è, paradossalmente una sensazione di libertà che imprigiona, musica come sostanza che crea dipendenza…  è proprio Marco a dire <<”odio” la musica perchè da lei dipendo, sono schiavo di essa!>>.  Dipendenza si, ma che scatena solamente reazioni positive nell’organismo e nella mente. Liberi di cantare, liberi di ballare… Direttamente ed indirettamente, materialmente o spiritualmente, la musica di Marco (come ogni altro tipo di forte passione sopratutto per le arti in genere) regala libertà, prospettive nuove che accompagnano la vita, situazioni che si intrecciano con il proprio vissuto, creando quelle aperture tra una gioia familiare o lavorativa, piuttosto che un’arrabbiatura o un dispiacere. Quando si accende la musica tutto il resto cessa di esistere, o forse diventa solo tutto a tua “misura”.

CONDIVISIONE: Il comune denominatore tra tutti i fans del giovane Mengoni è la condivisione, il 50% del motore che spinge il loro entusiasmo. Un filo diretto che dall’artista tesse la sua rete attraverso ognuno, grazie anche al grande potere dei social… mezzi telematici, apparentemente freddi che invece diventano pieni di calore e cuore quando rendono possibile l’unione di così tante persone in nome della stessa passione. Condivisione… un concetto importante, tanto da spingere Mengoni a farne un tributo nel titolo del suo ultimo album, #PRONTOACORRERE, in cui l’hashtag richiama ai social, e alla condivisione appunto, un po’ un omaggio anche al suo seguito che è così presente e coeso nel mondo informatico. Le fan page di Marco ad oggi contano più di 420.000 iscritti, e tanti sono i gruppi nati a suo sostegno, spinti solo dal desiderio di portare la sua voce a tutti. Ci sono persone di tutti i tipi, giovani, meno giovani, donne, uomini, casalinghe, nonni, studenti, giovani imprenditori, e vengono da tutte le parti non solo d’Italia ma anche del mondo! Tantissime splendide amicizie nate grazie a lui, di quelle che non si era riusciti nemmeno in una vita intera,  appassionati che hanno preso voli dal Regno Unito piuttosto che da Los Angeles o dalla Bulgaria solo per venire in Italia ad ascoltarlo live. Il collante, è solo la sua musica, ed il suo magnetismo che dal palco ti incatena… molti, anche scettici, dopo aver partecipato ad un suo concerto son rimasti increduli e rapiti dalla sua forza espressiva, dal modo in cui riesce a tenerti incollato a lui per tutto il tempo, e non è passato molto prima che tornassero a sentirlo dal vivo. On stage è come un essere “alieno” dal carisma e la foga di chi è nato per stare sul palco come fosse il suo habitat naturale, e poi spente le luci della ribalta torna il semplice ragazzo un po’ timido dagli occhi grandi e puliti, splendenti come solo le persone speciali hanno, un ragazzo semplice che non ha mai smesso di cercare il contatto con il suo pubblico, desideroso sempre dello scambio di opinioni ma sopratutto di energie. Lui parla, racconta, si racconta, condivide. Marco c’è, c’è sempre, anche da lontanissimo, con una canzone da farci ascoltare, un ringraziamento, un pensiero scritto o a voce, con un aneddoto che fa sorridere, o con un semplice video in cui  mostra quanto sono luminose le stelle quella notte…

UNIONE: Li ha chiamati “ESERCITO”, ma il termine usato in questo caso non è sinonimo di omologazione, anzi, assume piuttosto la sola intenzione espressiva dell’UNIONE. Infinite differenze li caratterizzano come individui singoli, ma insieme per la musica sono tutti uguali, ed in nome di quell’uguaglianza continuano a vivere questo sogno più o meno da vicino….. I suoi fans lo sanno bene, uniti si vince, e tramite i mezzi che hanno a disposizione sono sempre presenti e affiatati intorno a lui, restituendogli altrettante soddisfazioni e vittorie. Perché quando credi in qualcosa/qualcuno, fai tutto ciò che è in tuo potere per portare quel qualcosa più in alto possibile, ed il progetto artistico Marco Mengoni è un po’ una scommessa personale per ognuno di loro…. i suoi traguardi sono anche di tutti quelli che lo hanno sostenuto e lo sosterranno sempre con affetto. Basta partecipare a qualsiasi dei suoi live per carpire la “connessione” che si è stretta tra artista e pubblico, un legame viscerale, fatto di calore e scambio continuo, un  reciproco ed intenso senso di gratitudine che spesso sfocia in esplosioni di lacrime di gioia non solo da parte dei fans ma anche di Marco stesso. Anche i più grandi artisti del passato, icone oggi annoverate nell’olimpo della musica, muovendo i loro primi passi da perfetti sconosciuti avranno avuto al fianco persone come queste che già ci credevano, e speravano  non mollando mai spendendo tutto se stessi, e che ora saranno lì a gonfiarsi d’orgoglio nel vedere i nomi dei loro idoli scritti a fuoco nella storia della musica e poter dire con orgoglio: “io ci ho creduto da sempre”.

Nulla, ma proprio nulla,  manca a questo ragazzo per diventare una stella del firmamento musicale internazionale, per i suoi fans italiani lo è già da sempre. Non c’è un destino, è la forza delle persone a plasmare la propria vita, e Marco di forza ne ha davvero da vendere. #Ilmegliodeveancoravenire 

(Tratto da: reykjavikboulevard.com)

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