
Si è conclusa ieri sera dal Teatro Petruzzelli di Bari con la consegna delle “Targhe Tenco” la terza giornata – e la terza edizione – del Medimex, il salone dell’innovazione musicale promosso da Puglia Sounds. Per l’ultima giornata dell’evento, ospitato anche quest’anno dalla Fiera del Levante, si sono susseguiti in programma ben quattro “Incontri d’autore” e diversi dibattiti, tra i quali quello dedicato alle piattaforme streaming. Marco Mengoni si racconta al pubblico del Medimex di Bari.
Approda al Medimex – Mediterranean Music Expo anche Marco Mengoni. Stretto tra gli ultimi impegni di un anno straordinario, segnato dal consolidamento di una serie di cambiamenti importanti, di vita e di lavoro, che si sono rivelati vincenti. Dalla vittoria al Festival di Sanremo al nuovo I-book, primo italiano a pubblicarne uno – anticipato solo da Led Zeppelin e Coldplay – dal Best Italian Act agli Mtv EMA 2013, il secondo – dopo quello del 2010 – conquistato a scapito di concorrenti come Fedez, Emma Marrone, Salmo e Max Pezzali, al doppio platino per #prontoacorrere, annunciato proprio in questi giorni. Un anno per molti da dimenticare. Per Marco Mengoni invece probabilmente di quelli da raccontare ai nipoti!
Mengoni ha incontrato Ernesto Assante sul “Palco 3” del salone, raccontando il percorso che – da semplice “karaokista” – lo ha portato a diventare uno dei cantanti italiani più apprezzati del momento: “Tutto è iniziato quando avevo solo 16 anni”, ha ricordato Marco, “Il mio pubblico, inizialmente, era composto dagli amici di sempre che mi ascoltavano mentre mi divertivo a interpretare canzoni al karaoke. Ricordo che una volta, credendo di essere solo in casa, mi misi a cantare; mia madre, che era dietro la porta, mi chiese: ‘Ma cosa stai ascoltando?’. Io le risposi semplicemente che a cantare ero io. Da quell’episodio cominciò a sostenermi in tutti i modi possibili, prima iscrivendomi ad una scuola di pianoforte, poi ad una scuola di chitarra, infine ad una scuola di canto. Il primo disco che ho acquistato? Un album di David Bowie, ma non ricordo il titolo. In casa ascoltavamo anche De Gregori e altri grandi cantautori, solo che ero troppo piccolo per comprendere il significato delle loro canzoni. Inconsapevolmente, però, la loro musica mi è rimasta dentro”. Marco ha rivissuto anche i momenti passati all’interno del loft di “X factor”, il talent show che lo ha lanciato sul mercato discografico, e il rapporto con il suo mentore Morgan: “Inizialmente ero una persona impacciata, timida, e questa cosa frenava sul fatto di diventare un personaggio pubblico. Mi presentai ad ‘X factor’ dopo tante esperienze e tanta gavetta (al contrario di quanto invece crede chi snobba i talent). Prima di iscrivermi ai provini bussai alle porte di diverse case discografiche, che tuttavia mi liquidavano con giudizi del tipo ‘Canti troppo bene’, ‘Proponi uno stile diverso da quello in voga negli ultimi tempi, lo stile emo’ oppure ‘Questi pezzi sono troppo di nicchia’. Ad ‘X factor’, poi, ebbi modo di conoscere Morgan. Un rapporto partito decisamente col piede sbagliato, il nostro, se pensiamo al fatto che neanche mi voleva prendere ai provini. Poi, però, si è ricreduto e tra noi si è instaurato un legame di amore ed odio. Fortunatamente, ho trovato una persona con la quale mi potevo confrontare anche musicalmente parlando: tanto io davo a lui, tanto lui dava a me”.
“Per me quest’anno sarà come una cicatrice”, mi confida dietro le quinte del Medimex. “Rimarrà nella mia anima. È stato bellissimo, il più grande regalo è stato la crescita. “Fare” comporta il mettersi a confronto con moltissime cose e situazioni, capire molto di più di te stesso e della direzione che vuoi prendere”.
Cambiare non è mai facile, ci vuole coraggio. Tu l’hai avuto e sei stato premiato. Ma immagino sia stato un percorso anche doloroso.
Assolutamente sì, sicuramente quest’anno è stato migliore di quello scorso. Le scelte di vita, non solo quelle artistiche – perchè comunque si possono cambiare collaboratori e altro. Ma sto cambiando io, sono molto più consapevole di quello che voglio dalla mia vita, quello che voglio che esca dalla mia penna, so quale direzione musicale voglio prendere. Ho preso decisioni sofferte, ma ne è valsa la pena. Mi sento libero, molto più felice, non sono più stretto in un compromesso. Anche se il compromesso ci vuole, ti porta anche libertà.
Ci si confronta tutti, prima o poi, con il compromesso.
Certo, è proprio lì che scegli! Essendo consapevole del compromesso, sei libero di scegliere. Mi spaventa il ritrovarsi ad accontentarsi di dove si sta, della protezione di quattro mura. Mi piace di più uscire, provare a conoscere, anche se può spaventare. Ma sono giovane, se non ho voglia di scoprire e conoscere io, non ce la può avere nessuno.
Momenti di paura ce ne sono stati? Magari paura proprio di una scelta.
C’è stato un momento in cui ho avuto molta paura. Ma essendo un bravo attore (imposta la voce come un attore teatrale, N.d.R.) ho mascherato bene, ho stretto i denti e sono andato avanti. Ma bisogna avere paura nella vita, ti fa tirar fuori l’istinto, la parte animale che abbiamo dentro di noi. Dopo tutto siamo questo, animali razionali ma pur sempre animali. Quindi nel momento della paura arriva l’istinto della sopravvivenza. Non pensando razionalmente si fanno scelte azzardate, ma che magari poi si rivelano le più giuste, che ti fanno sentire a tuo agio. Questo anno per me ne è la dimostrazione.
Qualcosa però bisogna sempre sacrificare…
Beh, mia mamma per esempio non ne può più, mi vede davvero pochissimo. Ma sarò con loro a festeggiare il mio 25° anno di vita (il 25 Dicembre, N.d.R.), invecchio anch’io. A Natale starò qualche giorno con loro.
Siamo al Medimex, il Salone dell’Innovazione Musicale. Tu hai messo un hashtag quasi in tempi non sospetti davanti al titolo del tuo album…
Mi prendo la responsabilità di essere stato il primo ad uscire con una cosa del genere!
E adesso sei il primo italiano a pubblicare un Ibook!
Stiamo andando avanti! È bello, perchè ci si confronta con una società in crescita, che va sempre piu’ in quella direzione. Quindi volente o nolente bisogna adeguarsi. Ho sempre questa metà animalesca, istintuale, non farei un live solo via web, dal vivo è un altra cosa. È come conoscere le persone, è difficile farlo dietro ad uno schermo, si filtrano troppe cose…
Al termine di questo anno così intenso, stai già pensando al futuro?
Siamo stati a Los Angeles, abbiamo iniziato con Michele Canova a buttare giù delle idee che avevo già da un pò di tempo. Dopo 40 date di tour un pò di idee ti vengono, emergono da sole dall’inconscio. Vorrei avere un pò di tempo, che forse mi prenderò, per stare da solo, a casa, con il mio computer che ho messo a posto appositamente per questa cosa. Spero di avere il tempo per concretizzare queste idee.
Mamma di Marco. Forse lo troverai a casa un pò più spesso. Forse.
Al termine dell’incontro, ha risposto ad alcune domande riguardanti la sua presenza alla finale della settima edizione di “X factor” e una sua possibile partecipazione al Festival di Sanremo 2014 in qualità di ospite. “Purtroppo non posso ancora svelare nulla riguardo al mio intervento durante la finale di ‘X factor'”, ha spiegato Marco (lasciando comunque intendere di essere al lavoro su un duetto con uno dei quattro finalisti), “Ho seguito molto il programma quest’anno e devo dire che mi ha appassionato. Mi ha fatto molto piacere aver aiutato Mika nella scelta delle tre ragazze della sua categoria. Quest’anno, in gara, ho avuto modo di vedere personalità molto forti e potenti”. Quanto a Sanremo 2014, poi, il cantante ha svelato: “Io a Sanremo in qualità di ospite speciale? Mi farebbe tanto piacere essere lì per il famigerato ‘passaggio di testimone’: se dovesse arrivare la chiamata da parte di Fazio, sicuramente correrei. Anche perché con Fabio si è instaurato un rapporto vero e sincero: è una persona della quale mi fido davvero”.

La terza edizione del Medimex, Salone dell’innovazione musicale promosso da Puglia Sounds, l’unica fiera musicale internazionale in Italia rivolta al pubblico e agli operatori musicali, si è svolta a Bari da venerdì 6 a domenica 8 Dicembre 2013.
Con 80 appuntamenti in 3 giorni, 3 palchi per 22 showcase e concerti di artisti italiani ed internazionali, 8000 mq di spazio espositivo nella Fiera del Levante con oltre 100 stand, 5 sale per 54 incontri d’Autore, panel, presentazioni e incontri professionali con 198 relatori provenienti da 23 paesi e la cerimonia di consegna delle targhe Tenco al Teatro Petruzzelli di Bari.
(Tratto da: Rockol, Rai)

