ESC 2014: Jon Ola Sand va in profondità sulla prevenzione di barare

Executive Supervisor Jon Ola Sand

In un’intervista al sito ufficiale dell’ESC eurovision.tvJon Ola Sand, Supervisore Esecutivo del Concorso, ha anche dichiarato che durante l’inchiesta è stato fatto tutto quello che ci si può aspettare quando accade qualcosa del genere accade, dalle ricerche alle interviste, dialogando con l’emittente pubblica azera, Ictimai TV, per l’analisi dei dati. 

L’obiettivo è stato quello di bloccare questi tentativi e per ottenere questo, era necessario capire cosa è successo. Questo ha richiesto molto tempo per condurre un’indagine approfondita. Finita l’inchiesta, le conclusioni sono state presentate al Gruppo di Riferimento. che ha il diritto di decidere eventuali sanzioni. L’emittente sanzionata ha anche il diritto di presentare ricorso alla Commissione Televisiva e al Comitato esecutivo dell’EBU-UER.

EBU-UER

Il Supervisore Esecutivo continua dicendo che l’emittente azera non è stata sanzionata perché non ci sono prove sul fatto che fosse coinvolta nei brogli, o che ne fosse a conoscenza. Ma l’EBU-UER e il Gruppo di Riferimento vogliono anche proteggere il concorso da pratiche sleali. Si è quindi deciso di responsabilizzare maggiormente ciascuna emittente per evitare illeciti in favore del proprio rappresentante e di proporre automaticamente l’esclusione dal concorso nel caso in cui si rilevino tentativi di frode.

Rispetto alle future edizioni dell’ESC, Sand afferma che continueranno a migliorare i loro sistemi per individuare qualsiasi tentativo di manomissione del voto. Durante il concorso, più di 70 persone sorvegliano ogni dettaglio della giuria e del televoto, per assicurarsi che le regole siano rispettate e perché il risultato sia giusto e corretto. Il pubblico in Europa vuole un risultato equo e vota con le loro migliori intenzioni, ma in quasi tutte le competizioni, ci sono tentativi di frode. Compito dell’EBU-UER è individuare e fermare questi tentativi.

Sand conclude che la decisioni del Gruppo di Riferimento si applicano sia alla giuria che al televoto.

barare i voti

L’edizione scorsa fece molto discutere lo scandalo eurovisivo scoppiato dopo che il settimanale lituano 15 min pubblicò un video in cui alcuni rappresentanti azeri tentavano di corrompere la controparte lituana chiedendo uno scambio di voti.

Nel video il piano era spiegato dettagliatamente e prevedeva il reclutamento di gruppi di 10 persone, dotandoli di diverse schede telefoniche per votare l’Azerbaigian. Si ipotizzò inoltre che il tentativo di barare i voti fu attuato dal paese caucasico in un totale di 15 nazioni, fra le quali Bielorussia, Croazia, Estonia, Lettonia, Svizzera ed Ucraina.

L’Azerbaigian è senza dubbio il paese più chiacchierato degli ultimi anni all’Eurovision Song Contest. Debuttante nel 2008 con un 8° posto, in sei edizioni ha già ottenuto una vittoria nel 2011, un secondo posto nel 2013 e un terzo posto nel 2009. Senza dimenticare il quarto posto nel 2012 e il quinto nel 2010. Un palmares da record che pone molti dubbi.

Quello nato in Lituania non fu però l’unico polverone alzatosi. Anche nella scorsa edizione la russa Dina Garipova non ottenne alcun punto dall’Azerbaigian nonostante nel televoto azero fosse addirittura al secondo posto. La ragazza dichiarò di essere comunque contenta della posizione raggiunta (5° posto) ma il caso entrò nei palazzi della politica nel momento in cui il presidente azero Ilham Aliyev ordinò un’inchiesta portata avanti dal ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, il quale insinuò che il risultato fosse stato falsificato, assieme al ministro degli esteri azeroElmar Mammadyarov. Anche il presidente bielorusso Alexander Lukashenko parlò di brogli poiché la Bielorussa non ottenne alcun punto dalla vicina Russia. Non mancò infine il commento di Bonnie Tyler, rappresentante del Regno Unito. La cantante ammise di aver captato le lamentele di alcuni rappresentanti russi per i mancati 10 punti “comprati” all’Azerbaigian.

Di fronte agli scandali e alle lamentele di tanti amanti della rassegna, l’EBU-UER non ha potuto tacere ed ha avviato negli scorsi mesi un’inchiesta per chiarire se un tentativo di imbrogliare sia stato effettivamente messo in atto, come confermato in un’intervista dello scorso Settembre al supervisore Sietse Bakker. L’esito si è rilevato però negativo. O meglio, tentativi di falsificare il voto ci sono stati ma le “rigide procedure di sicurezza in vigore” hanno fatto in modo che i brogli non influissero sul risultato finale e nessuna emittente in gara è risultata legata ad attività improprie.

Per rafforzare la credibilità del voto e proteggere l’integrità del concorso, il reference group dell’Eurovision Song Contest, come già segnalato, ha modificato alcune regole riguardanti le giurie nazionali, ora più trasparenti. Jon Ola Sand, supervisore esecutivo della rassegna per conto dell’EBU-UER, ha inoltre affermato che durante la fase di voto ci saranno 70 sorveglianti, nella sede centrale di reclutamento voti, che controlleranno minuto per minuto il corretto utilizzo dei mezzi di votazione.

D’ora in poi ad ogni tentativo di imbroglio risponderà direttamente l’emittente televisiva, anche se non coinvolta direttamente. La sanzione per i paesi scorretti corrisponderà ad un’esclusione dal concorso musicale pari a 3 anni.