Ecco un resoconto di come si è svolta la seconda serata dell’edizione numero 64 del Festival di Sanremo.
Dopo le gemelle Kessler danzanti raggiunte in scena dalla Littizzetto. Chiusa la parentesi revival inizia la gara. La platea in silenzio ascolta e alla fine applaude. Si comincia con la gara e questo l’ordine di apparizione dei Campioni previsto:
Francesco Renga (‘A un isolato da te‘ e ‘Vivendo adesso‘): Il primo brano una ballad radiofonica cantata con classe e sicurezza. Funziona il crescendo finale. (44%). Il secondo un brano piano, voce, ritmica martellante, qualche chitarra e il magic touch di Elisa, che di questa canzone è l’autrice. (56%). Ed è quest’ultimo ad aver superato la preferenza del pubblico e della giuria.
Giuliano Palma (‘Cosí Lontano‘ e ‘Un bacio crudele‘): Il primo brano attacco tex mex, qualche chitarra in levare, fiati e un beat azzeccato. Tra soul, r&b e ska (58%). Il secondo un pezzo andante nel classico stile di chi lo interpreta. Fa battere il piede ed è solare ma non convince del tutto (42%). Ed è il primo ad aver superato la preferenza del pubblico e della giuria.
Noemi (‘Un uomo è un albero‘ e ‘Bagnati dal sole‘): Il primo sound british e ritmica pulsante per questo brano che a un primo ascolto decolla solo a tratti. (34%). Il secondo pop rock potente arrangiato con gusto contemporaneo. Parte piano poi svela le sue potenzialità di hit. (66%). Ed è quest’ultimo ad aver superato la preferenza del pubblico e della giuria.
Renzo Rubino (‘Ora‘ e ‘Per sempre e poi basta‘): Il primo base pop martellante ed efiicace, buona l’interpretazione vocale: ha uno stile tutto suo e testi mai banali. Non è poco. (53%). Con il secondo cambio d’atmosfera. Piano voce e orchestra. Poi cambia tutto con un crescendo che non t’aspetti. E l’Ariston applaude. (47%). Ed è il primo ad aver superato la preferenza del pubblico e della giuria.
Ron (‘Un abbraccio unico‘ e ‘Sing in the rain‘): La prima canzone voce solida, arrangiamento vibrante e un testo d’autore. Lo stile Ron declinato senza sbavature (43%). La seconda basta un pò di country folk rock per spiazzare in questo Festival con pochi guizzi originali. Pezzo divertente e ben suonato (57%). Ed è quest’ultima ad aver superato la preferenza del pubblico e della giuria.
Riccardo Sinigallia (‘Prima di andare via‘ e ‘Una rigenerazione‘): Il primo chitarre acustiche, una bella melodia vocale e ritmica da ballata country. Una gradita sorpresa dall’ex Tiromancino. (70%). Il secondo un pezzo pop rock dritto come la sezione ritmica che la sostiene. Ben pensato e suonato ma necessita di ascolti supplementari. (30%). Ed è il primo ad aver superato la preferenza del pubblico e della giuria.
Francesco Sàrcina (‘Nel tuo sorriso‘ e ‘In questa città‘): Il primo attacco da ballad di rock americano per l’ex vocalist delle Vibrazioni. Ritornello potente con sfoggio d’ugola. Non originalissimo, ma efficace (71%). Il secondo passa e va, senza dubbio meglio l’altro brano. Questo è più rock ma anche più scontato (29%). Ed è il primo ad aver superato la preferenza del pubblico e della giuria.
Si continua con la gara e questo l’ordine di apparizione delle Nuove Proposte previsto:
Diodato (‘Babilonia‘) Finalista
Filippo Graziani (‘Le cose belle‘)

Bianca (‘Saprai‘)
Zibba (‘Senza di te‘) Finalista











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