ESC 2019 – Monaco: TMC non ci sarà a Israele 2019

TMC

L’emittente nazionale monegasca TMC ha confermato che Monaco non tornerà alla 64ª edizione dell’Eurovision Song Contest  che si terrà per la terza volta in Israele, dopo l’Eurovision Song Contest 1979 e l’Eurovision Song Contest 1999, in maggio del prossimo anno

Così Monaco si unisce ad Andorra, Lussemburgo, Bosnia ed Erzegovina, Slovacchia e Turchia, tutti coloro che hanno confermato il loro non ritorno alla competizione il prossimo anno in Israele.

L’ultima volte che Monaco ha partecipato alla manifestazione è stata nel 2006 con Séverine Ferrer e il suo brano “La coco-dance”.

Il Principato di Monaco, ha partecipato 24 volte (24 partecipazioni, 21 finali) all’Eurovision Song Contest dal suo debutto nel 1959  e ha vinto l’evento nel 1971 con Séverine e il suo brano “Un banc, un arbre, une rue”. Monaco non ha ospitato l’Eurovision Song Contest nel 1972 perchè ha rifiutato (non avendo le risorse e le strutture adeguate dopo aver chiesto un sostegno alla tv francese ha deciso di ritirarsi), ed è stato ospitato dalla BBC ad Edimburgo, dopo che anche le tv di Spagna e Germania (paesi classificati al secondo e terzo posto) si erano tirati indietro.

La sua presenza è stata ininterrotta fino al 1980 quando cessò di pertecipare. Assente per 25 anni ritornò dal 2004 al 2006 con scarsi risultati. Dal 2007 ha deciso di ritirarsi dalla competizione per ragioni economiche e da allora non è tornato. Monaco ha vinto una volta la manifestazione ed è l’unico paese vincitore che non ha mai ospitato l’ESC.

Circa 40 paesi dovrebbero partecipare alla competizione il prossimo anno in Israele. Il numero massimo di paesi ammessi a competere nel contest dell’anno prossimo è 46, mentre il Grand Final includerà un totale di 26 nazioni in lotta per l’ambito trofeo dell’Eurovision Song Contest.

10 paesi di ogni Semi-Finale procederanno alla grande serata Finale, quindi 20 nazioni si uniranno al paese ospitante Israele e ai Big Five (Spagna, Regno Unito, Italia, Germania e Francia).

Al momento 21 paesi hanno già confermato la loro presenza: dopo l’Israele (Rising Star 2019) – automaticamente in Finale in quanto paese organizzatore, Azerbaigian, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca (Eurovision Song CZ 2019), Danimarca (Dansk Melodi Grand Prix 2019), Estonia (Eesti Laul 2019), Finlandia (UMK 2019), Lettonia (Supernova 2019), Malta (The X Factor Malta), Norvegia (Norsk Melodi Grand Prix 2019), Polonia, San Marino (1in360 2019), Serbia (Beovizjia 2019), Svezia (Melodifestivalen 2019), Svizzera (Selezione interna), Ucraina (Vidbir 2019), Francia (Déstination Eurovision 2019)  e Germania.

Per l’Italia non dovrebbero esserci dubbi, dopo che l’edizione 2018 è stata un grande successo a livello mediatico, di audience e share televisivo. Inoltre, resta il dubbio su come verrà scelto il rappresentante italiano.

Tuttavia, alcuni paesi non hanno ancora preso nessuna decisione in merito alla loro partecipazione all’ESC 2019, ma sono pronti a confermare presto la presenza o meno: Albania,  Grecia, Spagna, Slovenia, Montenegro, mentre Armenia, Lithuania, Austria, Bielorussia, Georgia, Ungheria, ERI di Macedonia, Moldavia, Paesi Bassi e Portogallo che hanno partecipato al 2018, non hanno ancora annunciato ufficialmente la loro partecipazione al 2019.

A causa del concorso in Israele, e potenzialmente nella città di Gerusalemme per la terza volta, alcuni paesi hanno espresso il loro malcontento e hanno chiesto un boicottaggio, come parte del movimento di Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS – Boycott, Divestment and Sanctions): Sebbene l’Islanda abbia confermato la partecipazione provvisoria alla competizione del 2019, più di 25.000 islandesi hanno firmato una petizione chiedendo all’emittente nazionale islandese RÚV di boicottare l’evento. Il musicista islandese Daði Freyr ha dichiarato che non parteciperà alla selezione nazionale islandese Söngvakeppnin e ha invitato RÚV a boicottare l’evento, affermando su Twitter: «Non possiamo immaginare di prendere parte con la coscienza pulita al divertimento che è l’Eurovision mentre lo stato israeliano e il suo esercito esercitano una tale terribile violenza contro il popolo palestinese». Fu quindi annunciato che RÚV avrebbe organizzato una riunione per decidere se boicottare l’evento, in seguito alle chiamate dei fan islandesi. L’Islanda aveva già gareggiato nella competizione nel 1999 tenutasi a Gerusalemme; Il Lord Sindaco di Dublino Mícheál Mac Donncha, che è stato bandito dall’entrare in Israele a causa del suo sostegno al movimento BDS, ha dichiarato che l’Irlanda dovrebbe ritirarsi dal concorso 2019 a causa del suo svolgimento in Israele. Anche il politico del Sinn Féin, Lynn Boylan ha chiesto un boicottaggio tramite Twitter: «Israele vince l’Eurovision, quindi rendiamo il BDS più efficace che mai nel 2019». L’eurodeputata Nessa Childers ha dichiarato: «Gerusalemme? La mia mente è sconvolta, pensavo Tel Aviv». Anche il membro dello Sinn Féin, Órla Nic Biorna, ha espresso il suo malcontento. Anche l’Alternativa Irlandese ha chiesto il boicottaggio del concorso. Inoltre Charlie McGettigan, vincitore dell’Eurovision Song Contest 1994, ha anche chiesto a RTE di boicottare l’evento affermando: «Guarda, non siamo d’accordo con tutto ciò, a festeggiare mentre altre persone stanno morendo». L’ex conduttore televisivo irlandese Mike Murphy, ha richiesto il boicottaggio dell’evento. L’Irlanda aveva già gareggiato nella competizione nel 1979 e nel 1999 tenutasi a Gerusalemme; Il Partito di Sinistra di Malmö ha suggerito che Eurovision Song Contest non dovrebbe svolgersi in Israele, dichiarando: «È assolutamente irragionevole per Israele ospitare questa gigantesca competizione musicale mentre l’occupazione è in corso. Vogliamo che Israele venga escluso dall’Eurovisione per motivi umanitari. Non possiamo continuare a ballare mentre la persecuzione del popolo palestinese continua… Boicottaggio di Israele ora!». La Svezia ha confermato la partecipazione provvisoria al concorso del 2019 e aveva già gareggiato nella competizione nel 1979 e nel 1999 tenutasi a Gerusalemme; e il Regno Unito – Alcuni sostenitori del partito Liberaldemocratico hanno invitato il partito e il governo del Regno Unito a boicottare l’evento, sostenendo che la loro partecipazione condonerebbe “scandalose violazioni dei diritti umani”. Il Regno Unito ha confermato la partecipazione provvisoria al concorso del 2019 e aveva già gareggiato nella competizione nel 1979 e nel 1999 tenutasi a Gerusalemme.

Resta l’incognita l’Australia, se l’EBU-UER deciderà di farla partecipare o meno dopo che per il 2015 era stata dichiarata come partecipazione unica e straordinaria. Dal 2016 continua a partecipare nonostante l’emittente nazionale australiana SBS non è un membro attivo dell’EBU-UER, ma uno associato, deve essere invitato dall’EBU-UER e dall’emittente ospitante, al fine di unirse alla festa in Israele. Per il momento non vi sia alcuna conferma ufficiale, anche se Jon Ola Sand vorrebbe rendere permanente la partecipazione all’ESC del paese oceanico.

Negli anni hanno partecipato un totale di 53 nazioni, e alcune di esse si sono ritirate temporaneamente per diverse edizioni (come l’Italia, l’Austria, etc…) ma alcune di esse non hanno, per ora, intenzione di partecipare nuovamente, pur continuando ad esser parte dell’EBU-UER, non prendono parte all’ESC da diversi anni, e hanno confermato l’assenza: l’Andorra, per motivi economici a causa della mancanza di sponsor e gli alti costi di partecipazione; Monaco e il Lussemburgo, che non hanno intenzione di rientrare nella competizione neanche quest’anno, portando così rispettivamente a 12 e 25 le edizioni consecutive di assenza; Slovacchia, a causa dei costi della partecipazione; e la Bosnia ed Erzegovina, a causa dei forti debiti nei confronti dell’EBU-UER.

Situazione a parte è invece la Turchia, assente dal 2012 per vari motivi, in disaccordo con il metodo di votazione e contro la qualificazione automatica alla Finale dei Big 5 (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) e non trovandosi d’accordo con l’istituzione dei Big 5. Tuttavia, nel 2018 ha polemizzato sulla partecipazione (e vittoria) di Conchita Wurst nel 2014, che viene additata come la causa della non partecipazione del Paese.

Non è ancora chiaro se vedremo nuovi paesi esordire in Israele. Il Kosovo e il Liechtenstein sono i due principali paesi che potrebbero presto debuttare all’ESC.

Il Liechtenstein, nel 2017 il debutto era previsto per l’edizione 2019, in occasione dei 300 anni del principato, tuttavia l’EBU-UER sostiene che l’emittente 1FLTV non si sia “preparata” per il debutto. Il paese senza sbocco sul mare è stato molto desideroso di entrare a far parte della famiglia a degli eventi dell’EBU-UER, ma a causa degli alti costi di partecipazione e le quote associative dell’EBU-UER, non è stato in grado di soddisfare il suo desiderio di partecipare alla competizione. 

Liechtenstein ha cercato di partecipare all’Eurovision Song Contest due volte: all’Eurovision Song Contest 1969 e all’Eurovision Song Contest 1976 malgrado non sia membro dell’EBU-UER, requisito fondamentale per partecipare. Nel 1969 si pensa doveva essere rappresentato dalla canzone “Un beau matin” cantata da Vetty, anche se non ci sono dei riscontri ufficiali. Certo è invece che nel 1976, Biggi Bachmann doveva cantare “My Little Cowboy” rappresentando il principato all’Aja, tuttavia il non appartenere all’EBU-UER non permise al principato di partecipare. Biggi Bachmann ha poi partecipato alla selezione svizzera per l’Eurovision Song Contest 1979 senza però vincere. 

In seguito alla creazione della televisione nazionale, 1FLTV, è stato ufficialmente confermato l’interesse del paese nel prendere parte alla competizione canora già a partire dall’edizione del 2010. Peter Kölbel, direttore della stazione televisiva, ha afferma to che, nell’eventualità di una partecipazione del principato all’Eurovision Song Contest, verrebbe organizzata una preselezione simile a quella tedesca (Deutschland sucht den Superstar). 

L’anno scorso 1FL TV aveva dichiarato che il Liechtenstein era in procinto di diventare un membro dell’EBU-UER e che era in lizza per debuttare all’Eurovision Song Contest 2019, ma l”EBU-UER ha confermato che l’1FL TV (1 Fürstentum Liechtenstein Television) non ha richiesto l’iscrizione all’EBU-UER. Tuttavia, l’emittente ha confermato che i suoi piani per aderire all’EBU-UER e alla fine competere all’Eurovision Song Contest sono stati interrotti a causa della scomparsa del direttore dell’emittente televisiva, Peter Kölbel.

Per quanto riguarda il Kosovo, l’EBU-UER delibererà a fine 2018 (più precisamente sull’ingresso dell’emittente kosovara RTK). Il paese non è membro dell’ITU (International Television Union), uno dei requisiti chiave per diventare un membro attivo delll’EBU-UER. Pertanto RTK non è un membro EBU-UER e al momento non è idoneo a partecipare al concorso. Il paese non è né membro delle Nazioni Unite né del Consiglio d’Europa. Sebbene l’Eurovision Song Contest è stato trasmesso dal vivo nei paesi balcanici negli ultimi anni.

Da quando ha dichiarato l’indipendenza, il Kosovo vorrebbe prendere parte all’Eurovision, ma la TV di Stato RTK non è accettata nell’UER, in quanto Paesi come la Spagna, la Russia e soprattutto la Serbia sono contrari al riconoscimento del Kosovo come Nazione.  Nel 2015, il ministro degli esteri kosovaro ha annunciato via Twitter la partecipazione della Nazione all’Eurovision Song Contest 2016, notizia poi smentita dall’EBU-UER.

RTK ha partecipato all’80ª Assemblea Generale EBU-UER a Tirana e ha incontrato i funzionari EBU-UER per discutere della sua potenziale adesione all’EU: RTK attualmente non soddisfa i criteri per la piena adesione all’EU, ma è stato concordato all’Assemblea Generale EBU a Tirana che continueranno discussioni costruttive tra EBU e RTK sulle possibilità future di una più stretta cooperazione.

Il Marocco è stato l’unico stato africano a partecipare all’Eurovision Song Contest (nel 1969), senza però tentare nuovamente.

Altri due stati africani hanno mostrato interesse a partecipare: il Libano ha tentato nel 2005, ma dopo il rifiuto di trasmettere l’esibizione di Shiri Maimon, cantante israeliana, è stato squalificato; la Tunisia ha tentato nel 1977, ritirandosi però all’ultimo momento.

La Scozia, il Galles e Gibilterra hanno tentato la partecipazione all’Eurovision Song Contest, ma essendo parte del Regno Unito, gli è stato impedito, tuttavia il Galles ha debuttato all’Eurovision Choir of the Year 2017 e parteciperà allo Junior Eurovision Song Contest 2018.

La Groenlandia e le Isole Fær Øer hanno a loro volta tentato di entrar a far parte dell’EBU-UER, ma essendo parte di Danimarca, non ne è stato programmato l’ingresso.

Per quanto riguarda i paesi asiatici, in tre hanno mostrato interesse: il Qatar ha solo mostrato interesse, ma trovandosi fuori dall’area EBU-UER è difficile che possa debuttare; il Kazakistan, tramite l’emittente kazaka Khabar Agency, è entrato a far parte membro associato dell’EBU-UER nel 2016 e debutterà allo Junior Eurovision Song Contest 2018 come il Galles, ma non è idoneo per partecipare all’Eurovision Song Contest, il paese deve essere invitato formalmente dall’EBU-UER per partecipare al concorso. Spetta interamente alla discrezionalità dell’EBU-UER estendere un invito al paese molto simile nel caso dell’Australia (il Gruppo di Riferimento ESC  – l’organo di governo dell’Eurovision Song Contest – può accettare, a sua discrezione, un Membro associato come partecipante “ospite” in circostanze eccezionali, come precedentemente fatto con l’Australia. Anche se non ci sono piani per estendere questo accordo ad altri membri associati). Tuttavia, l’emittente kazaka ha trasmesso il concorso negli ultimi anni; la Cina ha mandato in onda l’ESC per la prima volta nel 2015, e ha successivamente mostrato interesse per l’edizione 2016, tuttavia la sua partecipazione è improbabile.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, dopo l’esibizione di Justin Timberlake all’edizione del 2016, si è creduto che Logo TV volesse entrar a far parte dell’UER per partecipare all’ESC, tuttavia non ci sono sviluppi in merito.

Anche se l’elenco definitivo dei paesi partecipanti all’edizione 2018 dell’ESC sarà possibilmente soggetta a cambiamenti fino al rilascio della lista ufficiale dei partecipanti da parte dell’EBU-UER in programma nel mese di Gennaio 2019. Il termine per i paesi partecipanti per presentare le loro domande di partecipazione preliminare si concluderà entro il 15 settembre 2018. In seguito tutti i paesi partecipanti avranno un periodo di grazia entro il 10 ottobre 2018 per confermare ufficialmente la propria iscrizione o ritirarsi senza pagare la penale, novità introdotta dall’EBU-UER l’edizione 2015. Dopo quella data, non sarà più possibile il ritiro, o meglio, sarà possibile ma pagando una sanzione monetaria. Il sorteggio che determinerà la composizione delle Semifinali (in quale metà delle due Semifinali si esibiranno i Paesi sorteggiati) e la Semi-Finale in cui avrà diritto di voto i Paesi già qualificati alla Finale (Big Five + Israele), si svolgerà a fine gennaio.