ESC 2019 – Russia: Ecco “Scream” di Sergey Lazarev per la Russia a Tel Aviv

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L’emittente pubblica russa VGTRK (RTR) /  ВГТРК (РТР) ha presentato qualche minuto fa “Scream” il brano, uno dei più attesi di quest’anno, con cui Sergey Lazarev (Сергей Лазарев)  rappresenterà la Russia alla 64ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si terrà per la terza volta in assoluto Israele (dopo l’Eurovision Song Contest 1979 e l’Eurovision Song Contest 1999), presso l’EXPO Tel Aviv (International Convention Center) di Tel Aviv, in Israele, il 14, 16 e 18 maggio del prossimo anno, grazie alla vittoria di Netta Barzilai con la canzone “TOY” (צעצוע). 

“Scream” è stata composta e prodotta dal compositore greco Dimitris Kontopoulos (già autori di quella “You are the only one” che gli valse il podio 2016) e Filipp Kirkorov (ex partecipante eurovisivo), mentre l’inglese Sharon Vaughn ha composto il testo.

Il brano è stato registrato con l’Orchestra Filarmonica di Mosca che ha avuto un ruolo chiave nella produzione della canzone. In uno degli ultimi post Sergey ha manifestato la propria contentezza nel riportare quest’anno, sia pur in maniera registrata, l’orchestra su un palco eurovisivo.

Questa volta torna sul palco dell’Eurovision Song Contest con uno stile e un genere musicale completamente diversi, ragione che lo ha portato ad abbandonare, anche nel video, effetti speciali e 3D, ossia “di computer e di gomma di cui oggi sono pieni gli schermi”.

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Sergey Lazarev, è nato nel 1983, è un cantante, attore e presentatore televisivo russo. All’età di 17 anni ha fondato il gruppo Smash!! insieme all’amico Vlad Topalov. Alla fine del 2004 il duo si è diviso e Sergey ha continuato la sua carriera da solista. Nel 2010 Sergey ha firmato un contratto discografico con la Sony Music Entertainment. Ha vinto prestigiosi premi musicali e teatrali in Russia, ha dato la voce a diversi personaggi di cartoni animati e di film, come Prince Arthur di Shrek The Third, Humphrey, il lupo di Alpha e Omega, e Troy Bolton (originariamente Zac Efron) di High School Musical. 

Sergey ha già rappresentato il proprio Paese nel 2016, a Stoccolma, con il brano  ‘You Are The Only One’, che gli è valso il terzo posto. È sicuramente uno dei nomi più altisonanti di questa edizione eurovisiva e le porta grandissimo lustro, è quindi uno, se non il primo cantante, ritenuto “da battere”. Il cantante è stato selezionato tramite una selezione interna dall’emittente pubblica russa VGTRK (RTR) /  ВГТРК (РТР), la rete russa che si alterna a Channel One (Первый канал, Perviy kanal, First Channel) nell’organizzare la partecipazione – e la scelta della canzone e dell’artista – e trasmettono entrambe l’evento.

Fino ad oggi 40 dei 41 concorrenti in gara all’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest sono stati selezionati: dopo Jonida Maliqi con “Ktheju tokës” (Return to the land) per l’Albania; Srbuk (Սրբուկ) con “” per l’Armenia; Kate Miller-Heidke con „Zero gravity” per l’Australia; PÆNDA con “Limits” per l’Austria; Chingiz Mustafayev (Çingiz Mustafayev / Çingiz Fuad oğlu Mustafayev) con “Truth” per l’Azerbaigian; Eliot (Eliot Vassamillet) con “Wake up” per il Belgio; ЗЕНА (Zena) con “Like it” per la Bielorussia; Roko con “The dream” per la Croazia; Tamta (თამთა, Τάμτα) con “Replay” per Cipro; Lake Malawi con “Friend of a friend” per la Repubblica Ceca; Leonora con “Love is forever” per Danimarca; Victor Crone con “Storm” per l’Estonia; Darude feat. Sebastian Rejman con “Look away” per la Finlandia; Bilal Hassani (بلال حسني) con “Roi” per la Francia; Oto Nemsadze (ოთო ნემსაძე) con il brano “Sul tsin iare” (სულ წინ იარე, Always Go Forward) per la Georgia; S!sters con “Sister” per la Germania; Katerine Duska (Κατερίνα Ντούσκα) con “Better love” per la Grecia; Joci Pápai con “Az én apám” (My father) per l’Ungheria; Hatari con “Hatrið mun sigra” per l’Islanda; Sarah McTernan con “22” per l’Irlanda; Kobi Marimi (קובי מרימי‎) con “Home” per l’Israele; Mahmood con “Soldi” per l’Italia; Carousel con “That night” per la Lettonia; Jurijus con “Run with the lions” per la Lituania; Tamara Todevska (Тамара Тодевска) con “Proud” per la Macedonia del Nord; Michela Pace con “” per Malta; Anna Odobescu con “Stay” per la Moldavia; D-Moll con “Heaven” per il Montenegro; Duncan Laurence con “Arcade” per i Paesi Bassi; KEiiNO con “Spirit in the sky” per la Norvegia; Tulia con “Fire of love (Pali się)” per la Polonia; Conan Osíris con “Telemóveis” per il Portogallo; Ester Peony con “On a Sunday” per la Romania; Sergey Lazarev (Сергей Лазарев) con “Scream” per la Russia; Serhat con “Say na na na” per il San Marino; Nevena Božović / Невена Божовић con il brano “Kruna (Круна, Crown) per la Serbia; Zala Kralj & Gašper Šantl con “Sebi” per la Slovenia; Miki (Miki Núñez) con “La venda” per la Spagna; … con “” per la Svezia; Luca Hänni con “She got me” per la Svizzera; e Michael Rice con “Bigger than us” per il Regno Unito.  

Inoltre, in seguito al rifiuto di MARUV (Anna Korsun / Ганна Корсун) con “Siren Song” di rappresentare il proprio Paese all’evento, a causa di alcune controversie riguardanti il contratto con l’UA:PBC, in cui si impegnava a non esibirsi in Russia per poter rappresentare il Paese all’Eurovision Song Contest, le impediva inoltre di improvvisare durante le sue performance e di comunicare con i giornalisti senza il permesso dell’emittente, pena una multa di 2 milioni di grivnie, inoltre la televisione non le avrebbe garantito alcun supporto economico, non coprendo nemmeno le spese connesse al viaggio per Tel Aviv, e dopo che anche la UA:PBC avrebbe scelto un altro artista tra i finalisti del Vidbir, rivolgendosi quindi alle Freedom Jazz (seconde classificate) e poi ai Kazka (terzi), si sono rifiutati di sostituirla, il Paese decide di ritirarsi dalla manifestazione il 27 febbraio 2019.

Con la canzone della Russia, appena rivelata, sono 37 i paesi che hanno presentato le loro proposte per l’Eurovision Song Contest 2019. Tutti i brani devono farlo entro domenica 10 Marzo, che è la data limite per la presentazione delle Canzoni.

Russia è stata rappresentata nella scorsa edizione tenutasi a Lisbona, dalla cantante russa affetta da Atrofia Muscolare Spinale (SMA) Julia Samoylova (Юлия Самойлова, Yulia Samoilova) che nel 2017, era stata selezionata internamente dall’ente Channel One Russia come rappresentante della Russia all’Eurovision Song Contest 2017 con il brano “Flame Is Burning” (Горит пламя). Ma a causa del divieto d’accesso nei suoi confronti in Ucraina, città ospitante in quell’anno, non poté partecipare. Per questo motivo e dopo la forzata assenza, ha rappresentato la Russia  all’Eurovision Song Contest 2018 con il suo brano “I Won’t Break” (Я не сломаюсь), scritto da Leonid Gutkin, Netta Nimrodi, Arie Burshtein e pubblicato l’11 marzo 2018 su etichetta discografica Sony Music. L’artista si è esibita nella seconda semifinale del 10 maggio 2018, competendo con altri 17 artisti per uno dei dieci posti nella finale del 12 maggio, mancando la qualificazione alla finale, classificandosi quindicesima con 65 punti, diventando la prima artista russa a non superare le semifinali.

La Russia ha debuttato all’Eurovision Song Contest nel 1994 (21 partecipazioni, 20 finali) con Youddiph (Юдифь) e il suo brano “Vechni stranik” (Вечный странник, Eternal wanderer), anche se l’Unione Sovietica stava progettando un possibile debutto nel 1987 per avvicinarsi all’Occidente. Nell’edizione del 1996 ci fu una preselezione per poter partecipare al concorso, ma la Russia fu uno dei 7 paesi che non riuscì a qualificarsi. 

Dopo aver collezionato due terzi (con le t.A.T.u. (Тату) e il suo brano “Ne Ver’, Ne Boysia” (Не верь, не бойся; Don’t believe, don’t fear) e le Serebro ((Серебро) con la canzone “Song #1” (Песня #1)) e quattro secondi posti (con Alsou (Алсу) e il suo brano “Solo” (Соло) nel 2000,  Dima Bilan (Дима Билан) con la canzone “Never Let You Go” (Никогда не позволю тебе уйти) nel 2006, Buranovskiye Babushki (Бурановские БабушкиБрангуртысь песянайёс, Brangurtısь Pesjanajos, Buranovo Grannies, The Grannies from Buranovo) e il brano “Party for Everybody”  (Вечеринка для всех) nel 2012 e Polina Gagarina (Полина Гагарина) con la canzone “A Million Voices”  (Миллион голосов) nel 2015, ha vinto nel 2008 con Dima Bilan (Дима Билан) e il suo brano “Believe” (Поверь), acquisendo il diritto a ospitare l’edizione 2009. Seguiranno altri tre secondi posti e un terzo posto.

Nel 1996 la Russia non è riuscita a qualificarsi dal turno pre-qualificazione con Andrei Kosinski (Андрей Косинский) e il brano “Ja eto ja” (Я это я, Me is me), mentre nel 1998 e nel 1999 è stata relegata a causa dello scarso risultato nell’edizioni precedenti.

La partecipazione e la trasmissione dell’evento sono attribuite alternativamente ai canali televisivi pubblici Pervyĭ Kanal e Rossija 1.

Per la prima volta dall’introduzione delle semifinali, nel 2018 non si qualifica per la finale.

Per l’edizione 2017 del concorso, la Russia aveva scelto la cantante affetta da disabiltà Julija Samojlova, che avrebbe dovuto rappresentare la Federazione con la canzone  “Flame Is Burning”. Però, il 22 marzo dello stesso anno i servizi di sicurezza ucraini emisero un divieto di accesso per tre anni sul territorio ucraino nei confronti della cantante. La causa di ciò era un’esibizione del 2015 di Julia Samoylova (Юлия Самойлова, Yulia Samoilova) in Crimea, la cui annessione alla Russia nel 2014 è contestata dall’Ucraina, senza aver ottenuto l’assenso delle autorità ucraine. Il supervisore esecutivo dell’evento Jon Ola Sand, aveva espresso la volontà di parlare con il comitato di sicurezza ucraino per posticipare il bando imposto a Samoylova, tuttavia, il 31 marzo 2017, il divieto venne reso definitivo. Dopo le controversie dovute al bando, il canale televisivo russo Pervyj Kanal annunciò ufficialmente che non avrebbe trasmesso l’evento, una decisione che equivaleva alla rinuncia della Russia a partecipare all’Eurovision Song Contest 2017. Precedentemente era stato annunciato da Rossija 1 e Pervyj kanal che, in caso di mancato ritiro del bando imposto dalle autorità ucraine, Julia Samoylova (Юлия Самойлова, Yulia Samoilova) avrebbe rappresentato la Russia all’edizione del 2018, cosa poi successivamente confermata.