Sanremo 2020: Ecco il favorito delle Nuove Proposte, secondo gli scommettitori

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Le quote per le scommesse dei giovani artisti in gara alla settantesima edizione della kermesse sanremese sono già disponibili. 

I quotisti hanno stilato le quote affidate agli otto giovani artisti della categoria “Nuove proposte” in gara al Festival di Sanremo 2020. I ragazzi che si esibiranno tra il 4 e l’8 febbraio sul palco del Teatro Ariston in occasione della settantesima edizione del Festival della Canzone Italiana sono i vincitori degli scontri diretti di “Sanremo giovani” (Leo Gassmann, Fadi, Marco Sentieri, Fasma e gli Eugenio In Via Di Gioia), i vincitori di Area Sanremo – il duo composto da Gabriella Martinelli e Lula, Matteo Faustini – e la vincitrice di Sanremo Young, Tecla Insolia.

Secondo Eurobet il candidato numero uno alla vittoria è Fadi con una quota di 3.50 (per ogni euro giocato se ne vincono 3.50), seguito da Matteo Faustini (sempre a 3.50). Troviamo poi gli Eugenio in Via Di Gioia a 5; Gabriella Martinelli e Lula, Leo Gassmann, Marco Santieri a 6 e Tecla Insolia a 9. Lontano dalle possibilità di vittoria per la casa di scommesse è Fasma con una quota di 11.

Nonostante non si conosca ancora la rosa dei “Big” in gara all’Ariston – che verranno svelati dal direttore artistico di Sanremo, Amadeus, il prossimo 6 gennaio – i quotisti hanno stilato anche le possibili quote tra i principali indiziati per la vittoria della settantesima edizione del Festival, in caso di partecipazione.

Tra i possibili artisti che potrebbero aggiudicarsi la vittoria del Festival della Canzone Italiana, qualora fossero tra i 22 big in gara (ma tra quelli presenti sul sito delle scommesse ce ne sono alcuni che non mettono piede a Sanremo come artisti in gara da anni e che molto difficilmente potrebbero tornare a competere), ci sono tra gli altri Annalisa e Marco Mengoni con una quota di 7; seguiti da Alberto Urso (nome incluso anche nella lista dei possibili concorrenti riportata da Il Messaggero qualche giorno fa), Ermal Meta, Negramaro, Laura Pausini a 8, da Elisa a 9 e da Fabrizio Moro e Fiorella Mannoia a 11.

Nella griglia sono riportati anche i nomi di altri artisti, ma le quote si alzano. Per esempio troviamo Coez a 13; Mahmood, Maneskin, lo Stato Sociale a 15 e tra gli ultimi Fabio Rovazzi a 41 e Sfera Ebbasta a 51.

Saranno questi dieci artisti a calcare il palcoscenico del Teatro Ariston nella categoria “giovani” durante la 70ª edizione del Festival della Canzone Italiana, in onda su Rai1 dal 4 all’8 febbraio, dopo la serata di “Sanremo Giovani 2019” che ha visto esprimersi la Commissione Musicale presieduta dal direttore artistico del Festival Amadeus (e composta da Claudio Fasulo, Leonardo De Amicis, Massimo Martelli e Gianmarco Mazzi), la Giuria Demoscopica, la Giuria Televisiva e il pubblico attraverso il Televoto.

Ai cinque, si sono aggiunti i due vincitori provenienti da Area Sanremo Gabriella Martinelli e Lula e Matteo Faustini, selezionati dalla Commissione Musicale, mentre l’ottava concorrente delle “Nuove Proposte“, che accede di diritto come vincitrice della passata edizione di SanremoYoung, è Tecla Insolia.

Il lungo percorso di avvicinamento alla finale di Sanremo Giovani 2019 era iniziato a ottobre con gli 842 artisti selezionati, poi le audizioni dal vivo dei 65, i 20 semifinalisti che avevano partecipato alle quattro puntate di “Sanremo Giovani a ItaliaSì!”, infine i 10 finalisti di Sanremo Giovani. E ora i 5 artisti che si sono affermati nei “duelli”.

Eugenio in Via Di Gioia – Tsunami. Con tre dischi all’attivo e tour sold out in pochissimi anni di attività, gli Eugenio in Via Di Gioia si possono considerare un piccolo fiore all’occhiello della scena musicale italiana.

Vincitori del premio della critica al ‘Premio Buscaglione 2013’, un anno dopo debuttano con “Lorenzo Federici”, disco d’esordio che ha fatto da subito parlare di sé.

Nel 2017 il singolo “Giovani Illuminati”, tratto dal secondo album “Tutti Su Per Terra”, accompagnato dal primo videoclip musicale in hyperlapse realizzato in Italia, entra stabilmente in classifica, mentre il secondo singolo “Chiodo Fisso” in pochi mesi supera 1 milione di riproduzioni e diventa la prima vera hit della band. Il tour legato al disco “Tutti Su Per Terra” è stato un crescendo di numeri e di consensi e ha regalato al gruppo il premio “Best Live 2018” dell’associazione di categoria dei locali di musica dal vivo italiani.

A marzo 2019 pubblicano il loro terzo album, “Natura Viva”, un disco che mescola le radici folk e busker della band con sonorità afro ed elettroniche di respiro internazionale, una felice alchimia di suoni e di scrittura, originale e innovativa. Canzoni ricche di suggestioni, vita quotidiana e mondo vegetale.

Gli Eugenio in Via Di Gioia sono un gruppo di creativi capaci di immergersi in progetti diversi ma accumunati dallo stesso principio: la comunicazione. Comunicatori per natura e intrattenitori per vocazione, Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo di Gioia e Lorenzo Federici hanno una fan base estremamente fidelizzata che li segue in tutte le loro folli e meno folli iniziative. Paladini dei giovani con il cervello acceso, i loro testi sono apparsi su tutti i cartelli delle manifestazioni dei recenti ‘Fridays For Future’. Hanno lanciato una campagna crowfunding, legata a un brano di “Natura Viva” intitolato “Lettera al Prossimo”, per piantare una foresta e compensare le emissioni di CO2, obiettivo raggiunto in una sola settimana.

I quattro govani artisti torinesi sviluppano percorsi formativi sulla creatività per i ragazzi delle scuole superiori e partecipano spesso ad iniziative di divulgazione scientifica, si occupano di riprese video, montaggi, lavori in grafica, illustrazioni e animazione, e nel loro curriculum hanno persino la produzione di uno spettacolo musicale-teatrale dedicato ai 40 anni della legge Basaglia.

In linea con la loro natura di imprevedibili mattatori, gli Eugenio in Via Di Gioia hanno fatto parlare di loro sui media nazionali sia per aver intrattenuto con un live on the road i viaggiatori del treno Torino-Roma in ritardo di oltre 6 ore, sia per i ‘raduni’ in stile flash-mob con i propri fan che hanno riempito le piazze di Torino, Roma, Milano, Bologna e Genova.

Negli ultimi mesi hanno inoltre collaborato con la Coldiretti su un progetto legato allo spreco alimentare e sono stati protagonisti di incontri in prestigiosi atenei universitari, dove hanno raccontato agli studenti la loro esperienza che li ha portati dalle strade di Torino, dove hanno iniziato a farsi conoscere come buskers, alla lavorazione del nuovo album.

Fadi – Due noi. Un albero genealogico che è un canto meticcio, quello di Thomas O. Fadimiluyi – in arte ​Fadi​ -, italo-nigeriano della riviera romagnola. 

Il padre, originario dell’etnia Yoruba, arriva in Italia nei primissimi anni ’80 per imparare l’arte del design di automobili e per coltivare la sua passione verso i motori. Mette su famiglia e inizia a gestire insieme alla moglie un alberghetto a ​Riccione​, in cui crescono ​Fadi​ e i suoi fratelli fra un “Ciao ciao mare” e una “Romagna mia”.

Nella tratta casa – scuola e nell’autoradio del padre suonano le canzoni di ​Marley, Ray Charles, Fela Kuti. In quella della madre i grandi cantautori italiani: ​Battisti, Dalla. Due mondi che in Fadi trovano una sintesi perfetta: come mettere insieme ​Michael Kiwanuka, Celentano e Chuck Berry​, una miscela potenzialmente pericolosissima che per il giovane artista si traduce semplicemente in attitudine soul.

Arriva l’adolescenza, il grunge, i ​Fugazi, i Pearl Jam, gli ​Afterhours​, il gusto per la chitarra elettrica, l’​indie romagnolo e le sonorità dei​ Cosmetic​, il nuovo cantautorato e ​Brunori Sas​, le discoteche sulla riviera, i motori: una passione ereditaria ​per l’assemblaggio e lo sporcarsi le mani da un lato e dall’altro una riflessione sul concetto della velocità, sulla sua potenza e i suoi limiti.

La timbrica vocale di Thomas è profonda, il colore inconfondibile.

Fadi non ha paura di misurarsi con la forma canzone all’italiana, con il cantautorato migliore che l’Italia abbia prodotto nei decenni passati e nei duemila, conservando un gusto tutto anni ’90 verso alcune sonorità elettriche, nel suono senza fronzoli.

A giugno 2018 esce il suo singolo d’esordio “​Cardine”, accolto positivamente da pubblico e critica​: un brano che ti rimane in testa subito dopo il primo ascolto, con una scrittura immediata e di grande impatto emozionale, primo estratto del lavoro sulla lunga distanza che vedrà la luce nell’autunno 2019.

Il 26 ottobre è uscito il suo secondo singolo “​Se ne va​”. Una canzone che non gioca sui risultati ma sulla sensazione. È un invito a vivere pienamente le relazioni, senza mezza misure, a prescindere dal finale. Godersi appieno il percorso, i fraintendimenti, le liti, il ‘fare a botte’, le persone che non si riescono a trattenere.

Fadi torna a farsi ascoltare il 28 giugno, con il suo terzo singolo ​”Canzone Leggera” dopo essersi cimentato con un gigante della musica italiana, Fabrizio de Andrè, portando una nuova luce a ​”Rimini”, brano reinterpretato da Thomas nel progetto discografico “Faber Nostrum”. “Canzone leggera” è un brano che prova ad esorcizzare la paura: una in particolare, che è quella di sentirsi costantemente ‘sbagliati’, imperfetti, inadeguati. Ha una anima ‘blues’ per l’intenzione del brano, la cui produzione artistica è affidata ad ​Antonio Filippelli​, che è una catarsi, un canto liberatorio per volersi più bene. Accettare la perdita, la diversità, l’impotenza come un’occasione. Sentirsi ‘difettosi’ e quindi incompiuti non come una mancanza, ma come una necessità. La consapevolezza, tutta da acquisire, che nei luoghi e nelle persone ‘fuori rotta’, ci siano i viaggi più incredibili da poter fare. È una ballata intensa, poetica, malinconica. È un pezzo di Riviera, di tramonti, di parole da urlare mentre si passeggia sul mare.

Al momento Fadi sta girando l’Italia portando le anticipazioni del suo album di debutto, un mix meticcio tra l’Africa e il nuovo cantautorato.

Fasma – Per sentirmi vivo. Tiberio Fazioli, in arte Fasma, nasce il 17 dicembre 1996 a Roma.

Nel 2016 fonda la crew WFK insieme al suo attuale produttore GG, Barak da Baby e il suo manager Tommy l’Aggiustatutto. Insieme si mettono in gioco dando vita ad una musica non classificabile in alcun genere.

La musica è il pennello senza regole di Fasma, il microfono è la fotocamera con la quale cerca di rievocare momenti passati e significativi della propria vita, empatia in note, scatti di emozioni.

Nel 2017 pubblica i singoli “Marylin M.” (il cui video totalizza diversi milioni di visualizzazioni sul web), “M. Manson”, “Lady D.” e “Monnalisa” ft. Barak da Baby.

Nell’estate 2018 Fasma viene notato grazie al successo dei suoi brani che fanno milioni di ascolti senza essere supportati da nessun tipo di promozione e viene invitato ad esibirsi insieme ad altri 5 artisti emergenti al Summer Festival a Roma.

Il suo album d’esordio “Moriresti per vivere con me” è uscito il 2 novembre 2018 e, ad oggi, ha raccolto oltre 15 mil di visualizzazioni online.

Il 29 aprile 2019 è uscito il primo videoclip “Ti prometto che un giorno partiremo”.

Gabriella Martinelli e Lula – Il gigante d’acciaio. Gabriella Martinelli, classe ’86, è una cantautrice e polistrumentista di origini pugliesi.

Gira l’Europa da busker e vanta numerosi anni di gavetta suonando nei club, nei festival e nei teatri. Vincitrice di molti importanti premi legati alla canzone italiana d’autore, fra cui “Targa Bigi Barbieri 2018”, “Premio L’Artista che non c’era 2018”, “Premio Botteghe d’Autore 2017” (Miglior Interpretazione), “Premio Bindi 2015” e “Musicultura” nel 2014. È tra gli artisti del “Tenco Ascolta 2018”.

Nel 2013 partecipa a “The Voice of Italy”; nel 2015 pubblica il suo album d’esordio “Ricordati di essere felice”, cui segue nel 2018 “La pancia è un cervello col buco”.

Scelta per rappresentare la nuova musica d’autore Italiana in Perù nel 2019, è tra le voci italiane del “Come to my home”, progetto nato in Africa: realtà che unisce artisti da tutto il mondo con l’intento di mescolare le arti, le culture, le nazionalità.

Lucrezia Di Fiandra, in arte Lula, nasce a Roma il 21 aprile 1995. Respira sin da bambina la passione per la musica per via del fratello maggiore, bassista.

Frequenta la “Percentomusica” di Roma dove studia batteria e pianoforte. Poco dopo intraprende lo studio del canto e arricchisce la sua esperienza musicale suonando in diverse formazioni come polistrumentista. Inizia a comporre le prime canzoni all’età di 20 anni, canzoni che sono il risultato dei suoi ascolti variegati: dal pop al rock, passando per il rap e la musica d’autore.

Oggi Lula è impegnata nella costruzione del suo progetto accanto a Gabriella e ai suoi musicisti di fiducia. La collaborazone tra le due giovani artiste nasce infatti con la scrittura del brano “Il gigante d’acciaio”. La storia è quella di un ragazzo di Taranto cresciuto nel quartiere Tamburi, detto anche il ‘quartiere rosso’ perché vicinissimo all’Ilva che sprigiona una polvere che invade l’aria, le strade, le case e colora tutto di rosso. Le opportunità giù sono poche e non resta che scappare. Se invece si decide di restare, si può scegliere di lavorare la terra, fare il marinaio o seguire la strada del padre. È una sera come altre quando Cosimo, appena trentenne, si reca in fabbrica per svolgere il suo consueto turno di lavoro ma il vento è forte. Una tromba d’aria improvvisa e violenta travolge il mezzo su cui lavora. Si spezza la gru, l’uomo rimane all’interno della cabina di manovra… il gigante conta l’ennesima vittima. Il ritornello canta una speranza “Non ci sarà un’altra volta”. Le donne al sud hanno un ruolo fondamentale, sono donne forti che portano avanti famiglie numerose anche quando i papà non ci sono più. In molti casi sono anche stesse vittime del ‘Gigante d’acciaio’: si ammalano respirando le polveri tossiche che restano sugli abiti di lavoro dei mariti e dei figli.

«Mi piaceva l’idea che, a riempire di forza questa canzone – spiega Gabriella Martinelli – ci fosse un’altra donna con me. Così ho coinvolto Lula, artista che stimo molto e con la quale collaboro alla produzione del suo progetto. Il brano nasce con l’intento di sensibilizzare su un argomento di cui si parla ancora troppo poco».

Leo Gassmann – Vai bene così. Leo Gassmann nasce a Roma il 22 novembre del 1998. Una famiglia di artisti, e un cognome impegnativo.

All’età di 9 anni entra all’accademia di Santa Cecilia e studia chitarra classica e solfeggio per ben cinque anni. Conclusi gli studi classici, decide di cambiare e mettersi a studiare canto; ancora oggi prende lezioni per migliorare se stesso e la sua musica.

All’età di 14 anni Leo vince un concorso di interpreti organizzato da Marco Rinalduzzi, noto chitarrista e produttore nella scena nazionale.

All’età di 19 anni Leo viene selezionato tra i dodici concorrenti di “X Factor 12” arrivando alla semifinale e dimostrando un talento singolare nella scrittura e nella voce. Durante il suo percorso nel programma, il giovane artista romano ha avuto la possibilità di riscrivere in italiano un brano inedito di Lewis Capaldi, intitolato “Piume”, avendo un grande riscontro agli occhi del pubblico.

Uscito dal programma, Leo pubblica due brani intitolati “Cosa sarà di noi?” e “Dimmi dove sei”, dimostrando un attaccamento al cantautorato italiano mischiato a sonorità tipicamente anglo-americane. 

Marco Sentieri – Billy Blu. Marco Sentieri, al secolo Pasquale Mennillo, nasce a Napoli l’11 giugno 1985.

All’età di 16 anni si trasferisce a Roma dove fonda la sua prima band “Il Quarto senso”, un quartetto con cui dividerà l’emozione di classificarsi ai primi posti del “Sanremo rock giovani”. Dopo due anni lascia “Il Quarto senso” per avventurarsi nella carriera da solista. Negli anni duemila entra a far parte di un agenzia di spettacoli, che lo inserisce in collaborazioni artistiche che lo aiutano a maturare la sua verve da performer.

Vanta aperture concerti a Clementino, Gemelli Diversi, Rocco Hunt, Moreno, Neri per Caso, Gianni Nazzaro, Tony Tammaro, Mario Trevi.

Marco è reduce dalle vittorie di due festival internazionali in Romania: “George Grigoriu” (maggio 2016) e “Dan Spataru” (settembre-ottobre 2016), nel mezzo la partecipazione ad “X Factor Romania”, che vede l’arrivo di Marco ai bootcamp nei 10 finalisti per categoria.

A settembre 2015, Marco, alla ricerca di nuovi stimoli, lascia la band con la quale ha collaborato per circa 10 anni, e si catapulta in una nuova avventura. Un progetto da solista con brani inediti che vede coinvolto l’amico/collega Paolo, anche lui entusiasta della nuova avventura. In questo modo nasce la collaborazione con i “Pilla”, Nicola ed Alessandro, che insieme a Paolo formeranno i “Due Quarti”, i musicisti di Marco Sentieri. La loro collaborazione li vede coinvolti in due anni per circa 200 live tra locali e piazze del centro Sud. Nel 2016 partecipano, con l’inedito “La Nuova Generazione”, al contest nazionale “Tour Music Fest” qualificandosi sesti, ad un passo dalle finali, tra migliaia di band.

Nel 2017 accedono alle semifinali nazionali del “Festival Show”. Non centrano la finale ma il riscontro tra il pubblico e le band concorrenti è più che positivo. Sempre nel 2017 il videoclip de “La Nuova Generazione” è tra i cinque social clip finalisti del concorso internazionale del cortometraggio “Tulipani di seta nera”.

Nel 2018 Marco si dedica con la sua band solo ai concerti live, girando tutta l’Italia e toccando varie tappe europee, come Germania, Svizzera e Romania, riscuotendo successo, anche attraverso i social.

A fine 2018 compone l’inno per la propria squadra di calcio dell’Albanova, che verrà poi pubblicato a gennaio 2019. In estate il nuovo singolo dal titolo “Avvolgimi” e tantissimi concerti live in tutta Italia.  

Matteo Faustini – Nel bene e nel male. Matteo Faustini, cantautore, nasce a Brescia 25 anni fa.

Inizia a cantare sin da bambino, e, durante la sua adolescenza prende parte a diversi concorsi musicali sviluppando la sua capacità di scrittura e la sua attitudine al pianoforte; parallelamente al percorso musicale si laurea in “Scienze Linguistiche e Letterature Straniere”.

A 13 anni entra a far parte del Coro delle voci bianche del Teatro alla Scala di Milano, intraprendendo un percorso di formazione lirica che interrompe intorno ai 15 anni. All’età di 16 anni conosce il mondo dello spettacolo teatrale e musicale, partecipando ad una ventina di spettacoli nella provincia di Brescia e Bergamo, un periodo importante in cui il contatto e il confronto con il pubblico lo rendono più sicuro e determinato nelle sue scelte.

Compiuti i 18 anni, il govane artista sente il bisogno di intraprendere il suo percorso di cantautore, concentrandosi totalmente sulla scrittura delle sue canzoni e sviluppando costantemente la sua esigenza di sperimentazione e ricerca nel campo musicale, unico “luogo” in cui riesce a far fluire i sentimenti in modo costruttivo. 

Dai 18 ai 22 anni i risultati ai concorsi non mancano, tra i tanti: primo classificato al “Festival di Arese” – sezione inediti -, secondo classificato e premio come miglior inedito al “Premio Franco Reitano”, terzo classificato al concorso “Una canzone dal cuore”, vincitore di una borsa di studio presso la Lizard Academy, primo classificato a “Voce The Tunnel 2017” oltre che vincitore del premio della critica assegnato da Andrea Mirò.

Tra i 22 e i 23 anni è protagonista della “Smooth Criminals”, tribute band di Michael Jackson in un tour Europeo che tocca, oltre l’Italia, la Danimarca, la Germania e il Belgio, altra esperienza che fortifica la necessità di Matteo di scrivere e cantare le proprie canzoni. Tra il 2017 e il 2019 scrive infatti oltre 50 canzoni, raccontatosi in tutte le sue sfumature ed esperienze e viene selezionato come finalista di “Area Sanremo”, sia nel 2017 che nel 2019. 

La musica si conferma essere il contenitore più adatto ad accogliere il suo sentire.

Tecla Insolia – 8 marzo. Tecla Marianna Insolia, in arte Tecla, nasce a Varese il 13 gennaio 2004; si trasferisce da subito e vive da sempre a Piombino, dove coltiva la sua passione per la musica e la recitazione. Inizia a frequentare lezioni di canto con Gianni Nepi, della Woodstock Academy, all’età di 5 anni.

Dal 2014 Tecla entra nel mondo dello spettacolo grazie all'”Associazione Le Muse” di Gianna Martorella, dove inizia il suo percorso di studio di recitazione e canto con professionisti del settore come Fioretta Mari, Marco Vito, Fio Zanotti, Piero Moriconi, A. Lange, S. Terranova, Giò di Tonno, Marco Falagusta, Enzo Campagnoli, Luca Pitteri, Vittorio Matteucci, Gianmarco Tognazzi, Beppe Vessicchio e molti altri.

Da questo momento in poi partecipa a numerosi concorsi canori fino ad arrivare al grande schermo nel 2016 quando si classifica al terzo posto nel programma “Pequenos Gigantes”.

Ma la sua vita non è solo canto: la passione per la recitazione la porta ad essere scelta per un ruolo nella fiction “L’Allieva 2”, con Lino Guanciale, in onda su Rai1. Per la stessa rete ha da poco finito di girare la fiction “Vite in fuga” che la vede recitare in questo “family-thriller” al fianco di attori come Claudio Gioè, Anna Valle, Barbora Bobulova, Francesco Arca, Giorgio Colangeli, Tobia De Angelis.

Il 2019 è la volta di SanremoYoung, il talent show condotto da Antonella Clerici andato in onda su Rai1, dal quale Tecla esce vincitrice. Il trionfo a SanremoYoung proietta Tecla direttamente tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2020.

Il suo prossimo album uscirà a ridosso della kermesse sanremese.

La serata finale di Sanremo Giovani 2019: ecco cosa è accaduto. Sanremo, Teatro del Casinò, esterno notte: un pulmino con alla guida Amadeus, direttore artistico della 70ª edizione del Festival della Canzone Italiana e conduttore di “Sanremo Giovani 2019”, apre la serata che definirà gli 8 protagonisti della sezione “Nuove Proposte” di sanremo 2020!

Passeggeri d questo mezzo d’eccezione i componenti dellaGiuria Televisiva, Pippo Baudo, Carlo Conti, Antonella Clerici, Piero Chiambretti e Gigi D’Alessio chiamata con i suoi voti a contribuire al verdetto finale della serata. Il voto dei super giurati si sommerà infatti a quelli della Giuria Demoscopica, della Commissione Musicale (presieduta da Amadeus) e al Televoto(ciascuna giuria avrà lo stesso peso, il 25%, sul risultato finale). La loro entrata in studio è tutto uno spettacolo >>

Al centro della serata le sfide tra i 10 giovani che hanno superato le semifinali di “Sanremo Giovani a ItaliaSì!”: cinque duelli da cui usciranno 5 Nuove Proposte per il Festival.

Un altro verdetto sarà affidato alla Commissione Artistica che sceglierà i due artisti provenienti da Area Sanremo, anch’essi in viaggio verso l’Ariston insieme a Tecla Insolia, che si è già guadagnata il pass per il Festival come vincitrice di SanremoYoung 2019.

La prima sfida vede protagonisti Thomas e Leo Gassmann. E dopo le presentazioni, si canta!

Dopo le prime due esibizioni, ecco il primo momento solenne! Il verdetto del primo duello ci anuncia che ad entrare in gara nella sezione “Nuove Proposte” del Festival di Sanremo 2020 è…

E non finisce qui… Ma ora una pausa nella gara, perché è arrivato il primo momento “amarcord” dedicato alla storia del mitico Festival della Canzone Italiana. Quattro dei nostri cinque giurati infatti hanno condotto, tra tutti, ben 20 edizioni del Festival: quale migliore occasione della finale di “Sanremo Giovani 2019” per ricordare assieme i tanti “giovani” artisti che hanno lanciato?

Riprende la gara dei giovani finalisti: la seconda sfida vede protagonisti i Réclame e Fadi. E dopo le presentazioni, si canta!

Arriva così Il verdetto del secondo duello della serata che ci anuncia che ad entrare in gara nella sezione “Nuove Proposte” del Festival di Sanremo 2020 è…

E voi, ricordate quando l’Ariston fu invaso da tantissimi “Pippo Baudo”? Era il 2008 e noi ve lo facciamo rivivere così >>

Riprende la gara, è il momento del terzo duello: protagonisti Shari e Marco Sentieri. Dopo le presentazioni, si canta!

Dopo aver fatto esprimere le quattro giurie, siamo pronti a scoprire che ad entrare in gara nella sezione “Nuove Proposte” del Festival di Sanremo 2020 è…

Nuova pausa nella gara, perché è arrivato un altro momento “amarcord” dedicato alla storia del mitico Festival della Canzone Italiana. Sul palco del Teatro Ariston… tutto può succedere, a volte anche momenti davvero irresistibili!

Riparte la gara: via verso la quarta sfida che vede confrontarsi Jefeo Fasma. Dopo le presentazioni, si canta!

Per i due ragazzi la tensione è alta adesso: dopo aver fatto esprimere le quattro giurie, siamo pronti a scoprire che ad entrare in gara nella sezione “Nuove Proposte” del Festival di Sanremo 2020 è…

Amadeus, al centro del palco, ricorda che quest’anno uno degli otto posti della sezione “Nuove Proposte” di Sanremo 2020 è riservato alla vincitrice di SanremoYoung 2019, Tecla Insolia: conosciamola meglio ed ascoltiamola esibirsi nel brano 8 marzo.

Prima di tornare alla gara, facciamo un nuovo salto indietro nel tempo! Di momenti “im-prevedibili” nelle passate edizioni del Festival della Canzone Italiana ce ne sono stati parecchi! E l’imprevisto è toccato anche ad alcuni dei super giurati di “Sanremo Giovani 2019″…

Dopo aver sorriso con le performance sanremesi di Fiorello, Roberto Benigni e Virginia Raffaele, la gara ricomincia e lo fa con il quinto ed ultmo duello: difronte gli Eugenio in Via Di Gioia ed Avincola. Effettuate le presentazioni, si canta!

Finite le esibizioni, cresce la tensione in studio: l’ultimo verdettol per le sfide a coppie ha decretato che ad entrare in gara nella sezione “Nuove Proposte” del Festival di Sanremo 2020 è…

Musica, musica ed ancora musica! Si, perché è il momento di Gigi D’Alessio e della sua storia al Festival… Rivediamola assieme al protagonista!

Siamo arrivati alle ultime due buste della serata: sono quelle che contengono i nomi dei due degli otto vincitori del contest “Area Sanremo” che la Commissione Artistica ha scelto come concorrenti della sezione “Nuove Proposte” di Sanremo 2020. Si tratta di Matteo Faustini Gabriella Martinelli e Lula!

Dopo la proclamazione, è arrvato il momento di ascoltarli:

Dopo aver rivissuto il “celeberrimo” matrimonio tra Piero Chambretti e Valeria Marini officiato sul palco del Teatro Ariston da Mike Bongiorno nel 1997, è il momento dei saluti: con tutte e 8 le “Nuove Proposte” sul palco, Amadeus congeda e ringrazia la Giuria Televisiva e rinnova l’appuntamento al Teatro Ariston per il 70° Festival di Sanremo!

Nel frattempo il Festival di Amadeus prende forma. Tiziano Ferro sì, e per tutte le sere. Jovanotti no. Fiorello sì, in totale libertà. Almeno dieci donne, due per puntata, ma meglio se saranno di più. Ci sono anche i nomi degli 8 artisti in gara per Sanremo Giovani, scelti in diretta su Rai1 giovedì sera (2 milioni 332 mila spettatori, 13% di share): Leo Gassmann, Fadi, Marco Sentieri, Fasma, Eugenio in Via Di Gioia, Gabriella Martinelli con Lula, Matteo Faustini e Tecla Insolia.

Con Ferro, che intanto si gode il ritorno al numero 1 della classifica album con Accetto miracoli, la telefonata della stretta di mano definitiva è arrivata prima della diretta. «Mi ha confermato la presenza in tutte le sere. Ci siamo incontrati più volte. Sicuramente canterà, il resto vedremo», si entusiasma Amadeus. «Ogni sera qualcosa che sto/stiamo progettando», commenta Tiziano. Non sarà il co-conduttore, lo aveva escluso quando aveva iniziato a girare il suo nome come ospite, ma sarà altrettanto complicato non lasciarsi contaminare dai momenti di spettacolo. Presenza importante, chissà che non scateni gelosie in altri candidati superospiti.

Se si parla di Jovanotti l’umore del conduttore e direttore artistico cambia. Quest’estate assieme a Fiorello gli aveva rivolto un invito. Poi è saltato tutto a causa di un viaggio in bici in Sudamerica. «Gli amici sono i superospiti preferiti. Evidentemente ha un progetto diverso, mi dispiace che non ci sarà, ma rispetto la sua scelta. Se anche solo per 5 minuti ha pensato di venire mi fa piacere». E Fiorello? Il ruolo non è ancora definito. «Siamo come fratelli. È stato il primo a chiamarmi quando ho ricevuto l’incarico: “Sei agitato?”. Gli risposi no. E lui: “Io sì”. Non sarà un ospite, può venire a fare quello che vuole. Fosse per me lo terrei legato al piede tutta la settimana». Punto donne. «Mi hanno criticato dicendo che volevo “dieci ragazze per me”. Poi se ne porti solo due arrivano altre critiche. Ditemi voi quante vanno bene…», scherza Ama. «Ce ne saranno almeno due a sera a rappresentare età e storie diverse». Le canzoni dei giovani sono fragili. C’è poco. Dopo il disastro di X Factor, l’annata non sembra buona per chi cerca una strada fuori dall’indie e dalla trap. Gli Eugenio in Via di Gioia sono una botta di energia cha-cha-cha e il loro Tsunami è il ritratto di quella parte della loro generazione che vuole andare oltre superficialità. Matteo Faustini, maestro elementare bresciano, si affida a piene mani al pop melodico ma ha voce e presenza sul palco. L’afro-romagnolo Fadi (Due noi) ha il sorriso di chi si diverte con voce e chitarra. Leo Gassmann, figlio e nipote di e con un trisavolo che ha insegnato musica a Mozart, ha faccia e grinta, ma Va bene così zoppica.

Temi importanti. «Questi ragazzi sanno leggere il loro tempo», dice Amadeus. La rivincita (morale) di un bullizzato è il tema di Billy Blu di Marco Sentieri, recitato in stile Faletti. Il gigante di acciaio di Gabriella Martinelli e Lula è il dramma dell’Ilva, lavoro e veleno, con piglio rock. Fasma è la quota rap, ma le rime in autotune di Per sentirmi vivo sono sanremesi. Tecla Insolia, passata di diritto per aver vinto Sanremo Young, ha 15 anni ma 8 marzo ne dimostra il triplo. Ama scommette: «Fra di loro ci sarà un successo».