Sanremo 2021: Per il pubblico e gli artisti ipotesi ‘bolla’ in quarantena su una nave da crociera

Dagospia lancia l’indiscrezione secondo la quale il pubblico in sala e il cast artistico potrebbe essere isolato in quarentena per giorni su una nave da crociera e fatto uscire solo per la diretta del 71esimo Festival, in programma dal 2 al 6 marzo al Teatro Ariston.

Mancano poco più di due mesi all’inizio di Sanremo. I nomi del 26 Big in gara sono stati da poco resi noti e Amadeus è già finito nell’occhio del ciclone per l’esclusione di alcuni nomi importanti. La questione pubblico desta però preoccupazione. 

Amadeus ha più volte affermato di non voler rinunciare agli eventi organizzati in città, come il palco di Piazza Colombo dello scorso anno, ma ora come ora l’effettiva riproposizione di questo spazio pare improbabile.

Sono ovviamente allo studio ipotesi per garantire il massimo della sicurezza sul piano sanitario ed evitare la diffusione del Covid e per rispettare le misure previste dai DPCM. Non potendo prevedere l’andamento della Pandemia da qui agli inizi di Marzo 2021, si cercano soluzioni in linea almeno con le misure più restrittive finora messe in campo nel caso di Zona Rossa (ma non di lockdown generalizzato come quello sperimentato la scorsa primavera).

Secondo quanto affermato da Dagospia, si sta lavorando per avere un pubblico selezionato di 400 persone tamponato e quarantenato oltre allo staff artistico in modo da consentire il regolare svolgimento della Kermesse in sicurezza totale. Queste dovrebbero sottoporsi a un tampone e verrebbero ospitate al largo del porto della Città dei Fiori a bordo di una nave della flotta Costa Crociere (la Smeralda), simile a quelle già realizzate negli Stati uniti per permettere la conclusione del campionato NBA.

L’idea è tenere recluse e protette centinaia di persone (pubblico e artisti) fino al 2 marzo, data di inizio del Festival. Allo scattare dell’ora X, grazie ai tender, gli ospiti sbarcheranno al porto e da lì, con dei pullman, saranno scaricati direttamente al teatro Ariston. Resterà operativo il Palafiori, che ospiterà addetti ai lavori, discografici, la Sala stampa, il presidio delle radio e i programmi del daytime in collegamento da Sanremo. Alcuni programmi della Rai avranno come location il Casinò oppure il palco di piazza Colombo, da dove partirà il lungo red carpet fino all’Ariston. Restano ancora dubbi sul se e come realizzare il  Dopofestival.

Questo potrebbe essere un’opzione percorribile, ma resta il dubbio su come impedire al pubblico e ai fans di raggiungere Sanremo.

La cittadina ligure durante il Festival si popola di fans e supporter che si assiepano sotto gli hotel alla ricerca di un selfie o di un autografo.

Dalle indiscrezioni che emergono in questi giorni pare che il vicino Palafiori possa essere il luogo degli addetti ai lavori. Un punto nevralgico che negli anni è stato importante vetrina anche per numerosi sponsor.

Nello sport la ‘bolla’ funziona e ha portato a contagi minimi, ma la musica è altro. Il Festival di Sanremo 2021 ha bisogno di calore e pubblico. Le 400 persone che potrebbero assistere allo spettacolo dal Teatro Ariston non bastano per creare il clima di festa e la sensazione di rinascita che Sanremo 2021 si pone come obiettivo.

Non ci resta che attendere gennaio 2021 quando la Rai e il Comune di Sanremo saranno in grado di prendere una decisione definitiva.

Aggiornamento: Già polemiche sull’ipotesi nave da crociera. L’ipotesi nave da crociera è una delle tante che la Rai ha deciso di prendere in considerazione per permettere al Festival di Sanremo 2021 di svolgersi in presenza, dunque con il pubblico in sala, al Teatro Ariston. Le indiscrezioni pubblicate nel giorno di Natale da Dagospia sono state convalidate oggi sulle pagine dei quotidiani, con le conferme della Rai. Ed è subito polemica. A farla scoppiare è il segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, che sui social chiede chiarimenti usando toni durissimi: “Mentre da mesi tutti i teatri e i musei sono chiusi, mentre i concerti sono vietati da tempo e c’è l’intera industria culturale in ginocchio, la ricca Rai, l’unica azienda in Italia che non ha problemi di bilancio perché è mantenuta dai soldi del canone degli italiani, vorrebbe avere una corsia preferenziale per Sanremo, aggirando la legge con una dubbia operazione che porterebbe centinaia di persone all’Ariston come pubblico. La conferma data alla stampa che si starebbe pensando ad una soluzione del genere è gravissima, è urgente che arrivino chiarimenti in commissione di Vigilanza. Il presidente Barachini pretenda trasparenza dai vertici del servizio pubblico. Si pronuncino il Comitato tecnico scientifico e il ministero della Sanità. Chi garantisce che spostare ogni giorno centinaia di persone dagli alberghi o da una nave non metta a rischio la salute degli italiani? Chi garantisce che il Festival non diventerà un maxi cluster di contagi? Davvero il Festival di Sanremo è l’unico evento televisivo e musicale nel mondo che può permettersi di non rispettare le restrizioni anti covid? Il mondo intero ha dovuto anticipare la messa di Natale e la nascita del Bambinello, ma la Rai non può rinunciare alla sua Spendopoli? Quanto costerebbe un’operazione del genere?”.

L’escamotage, che replicherebbe quanto fatto negli Stati Uniti quest’estate per permettere la conclusione del campionato di basket Nba, chiudendo squadre e rispettivi staff all’interno del parco giochi di Disney World a Orlando, in Florida, isolando giocatori e personale dal mondo esterno, farebbe della nave – una Smeralda messa a disposizione da Costa Crociere – una bolla che ospiterebbe nei giorni precedenti l’inizio del Festival, previo tampone, 400 persone tra pubblico e staff artistico. Una quarantena che durerebbe fino al 2 marzo, giorno di inizio della manifestazione, quando attraverso piccole imbarcazioni le 400 persone verrebbero portate sulla terraferma e dunque, tramite pulmini, all’Ariston. Il progetto porterebbe la firma dell’attuale presidente di Rai Pubblicità Antonio Marano, che però il 31 dicembre lascerà la poltrona per andare a ricoprire un incarico di primo piano nella fondazione Milano-Cortina per le Olimpiadi 2026.

Il direttore di Rai1 Stefano Coletta e il conduttore e direttore artistico del Festival Amadeus hanno più volte ribadito che le decisioni operative definitive sul Festival saranno prese solo a metà gennaio, sulla base di quella che sarà in quel momento la situazione pandemica.

Aggiornamento: Le indiscrezioni pubblicate nel giorno di Natale da Dagospia sulla “nave bolla” per tenere in piedi la prossima edizione del Festival di Sanremo sono state convalidate sulle pagine dei quotidiani, con le conferme della Rai. Ed è scoppiata la  polemica. Dopo i toni duri del segretario della commissione di Vigilanza, Michele Anzaldi, anche il sindaco della città ligure Alberto Biancheri, intervistato dal Secolo XIX, ha subito manifestato tutta la sua sorpresa e contrarietà: “Uno schiaffo alla città e alla sua economia. Contatterò la Rai – dice il sindaco – per capire se davvero intende percorrere questa strada, spero che l’ipotesi così come è nata all’improvviso, svanisca altrettanto velocemente. Una simile soluzione mi sembra proprio l’ultima a cui ricorrere. Lo stesso risultato, cioè salvare lo spettacolo garantendo la presenza di quanti più spettatori possibile all’Ariston, nel rispetto delle norme anti-Covid, lo si può ottenere senza danneggiare gli alberghi e quindi l’intera economia cittadina. Ad esempio concentrando le persone che potranno seguire le serate festivaliere in teatro, dal 2 al 6 marzo prossimi, in due o tre grandi hotel cittadini, con cui concordare, assieme anche all’Asl, tutte le possibili precauzioni, a cominciare da tamponi quotidiani. La stessa cosa si può fare per quanto riguarda il percorso protetto da individuare per trasferire gli spettatori dagli alberghi all’Ariston e poi riportarli in hotel, considerando che i furgoni entrano nel parcheggio interno sul retro del teatro”.

Per contrapposizione, Biancheri fa invece notare che “risulterebbe molto più laborioso e rischioso trasportare gli spettatori con dei tender dalla nave in rada, visto che non può entrare nel nostro porto poco profondo, alla banchina, creando possibili assembramenti”.

Aggiornamento: Il direttore artistico e presentatore del Festival dice la sua dopo le polemiche degli ultimi giorni.

“A Sanremo ci saranno gli ospiti, ma avendo 26 canzoni in gara, probabilmente ne avremo qualcuno in meno. Invece di cinque a serata potrebbero essere magari quattro, ma ci sarà sempre un grande show intorno ai brani in gara”. Lo ha detto Amadeus ospite su Radio Zeta, rispondendo alle domande. Il direttore artistico e presentatore del Festival dice la sua anche sull’idea della “nave-bolla” dopo le polemiche degli ultimi giorni.  L’idea di una nave da crociera per il pubblico a Sanremo? “La teniamo assolutamente in considerazione” ha risposto. “Io ho sempre detto che non si può fare Sanremo senza pubblico – ha detto il conduttore – per me è fondamentale, sennò non sarebbe una rinascita, sarebbe un Sanremo sotto covid. Bisogna organizzarsi bene per far sì che sia un pubblico sotto controllo, probabilmente sempre lo stesso. Va ripensata tutta la situazione”. 

Ma intanto la città dei Fiori non ci sta. Le indiscrezioni pubblicate nel giorno di Natale da Dagospia sulla “nave bolla” per tenere in piedi la prossima edizione del Festival di Sanremo sono state convalidate sulle pagine dei quotidiani, con le conferme della Rai. Ed è scoppiata la  polemica. Dopo i toni duri del segretario della commissione di Vigilanza, Michele Anzaldi, anche il sindaco della città ligure Alberto Biancheri, intervistato dal Secolo XIX, ha subito manifestato tutta la sua sorpresa e contrarietà: “Uno schiaffo alla città e alla sua economia”. E ancora: “Contatterò la Rai – dice il sindaco – per capire se davvero intende percorrere questa strada, spero che l’ipotesi così come è nata all’improvviso, svanisca altrettanto velocemente. Una simile soluzione mi sembra proprio l’ultima a cui ricorrere. Lo stesso risultato, cioè salvare lo spettacolo garantendo la presenza di quanti più spettatori possibile all’Ariston, nel rispetto delle norme anti-Covid, lo si può ottenere senza danneggiare gli alberghi e quindi l’intera economia cittadina”. 

Ancora a proposito del cast, Amadeus: “Molti dei giovani cantanti in gara a Sanremo sono sul trampolino, sono pronti a buttarsi nel mondo della canzone e hanno già un’importanza notevole e quando si pensa che non sia dei big non è così. Sono big per le visualizzazioni, per quello che fanno, per come scrivono, per come cantano. Sono innovativi e di loro ne sentiremo parlare a lungo. “Nella storia i giovani si sono sempre allontanati da Sanremo perché se non offri niente che piaccia a loro è chiaro che non lo guardano, nel momento in cui invece, offri cose che avvicinano i gusti del pubblico più giovane, i giovani ci sono. Noi l’anno scorso abbiamo avuto una percentuale di pubblico giovane altissima, che ha toccato il 60%. Con un cast come quest’anno io mi aspetto una presenza di giovani altissima, ma anche chi non è giovane scoprirà delle cose molto forti e poi c’è uno spettacolo intorno che è per tutti”. “Ho ricevuto circa 300 brani che volevano partecipare ed era difficile scendere sotto i 26 e fino a 4 o 5 giorni prima di annunciare il cast non riuscivo a scendere sotto i 30, avrei potuto fare due festival di Sanremo”.