ESC 2022 – Regno Unito: Ed Sheeran e il desiderio di rappresentare il Regno Unito

Uno dei cantautori più di successo degli ultimi dieci anni, Ed Sheeran, ha avuto recentemente modo di dire la sua sulla partecipazione del Regno Unito all’Eurovision Song Contest, anche in merito al secondo ultimo posto di fila ottenuto dalla nazione. Recentemente infatti è stato ospite a “Humberto”, un talk-show olandese condotto dall’attore e conduttore olandese di origini del Suriname Humberto Tan.

L’hitmaker autore di “Shape of You” ha affermato di essere un grandissimo fan dell’Eurovision Song Contest e di seguirlo ogni anno, e alla domanda del conduttore circa una sua possibile partecipazione in futuro, Ed Sheeran ha risposto: “Lo guardo ogni anno, e ogni anno ne parlo con il mio manager chiedendo di prendere parte, ma ogni volta mi risponde che non è qualcosa previsto dai piani.”

E pensare che James Newman (che ha rappresentato il Regno Unito quest’anno con Embers) ha persino collaborato con Ed Sheeran nella canzone Lay It All On Me, oltre che con altri cantautori del panorama pop inglese quali il fratello John Newman e Olly Murs.

Prosegue Sheeran: “Penso che se dovessi partecipare, parteciperei volentieri… Il Regno Unito deve essere amato dall’Europa, cosa che chiaramente non accade, nè so se accadrà”.

Dunque anche il cantautore britannico ha espresso un concetto che molti suoi connazionali disfattisti affermano per partito preso, ovvero che il Regno Unito non sia benvoluto dall’Europa e per questo ottiene sempre risultati deludenti. Più volte però è stato dimostrato che certe affermazioni lasciano il tempo che trovano, e che fare del tutto una “questione politica” è insensato.

Basti pensare che nel 2009 (ad oggi l’ultima top 10 centrata dal Paese) il Regno Unito fu premiato con un quinto posto per una canzone molto valida e per un’artista eccezionale quale fu Jade Ewen, con Andrew Lloyd Webber che le cucì addosso “It’s My Time”, e che nel 2010 i risultati furono radicalmente opposti a fronte di una canzone blanda senza nessun appeal, che valse purtroppo l’ultimo posto a Josh Dubovie. Undici anni fa non si poneva il problema “Brexit” (al quale molti inglesi danno la colpa degli scarsi risultati del Regno Unito) eppure le loro canzoni sono state premiate se di qualità e bocciate in caso contrario.

Il conduttore Humberto è apparso particolarmente stizzito da un’affermazione del genere, ribattendo “Noi amiamo il Regno Unito, e amiamo ancora di più Ed Sheeran!” . Ma il cantautore continua a sostenere la sua teoria secondo cui il Regno Unito sia odiato poichè arrivi sempre ultimo.

Proseguendo l’intervista, Ed Sheeran ha parlato anche dei suoi preferiti quest’anno, sostenendo di aver ampiamente apprezzato i nostri Måneskin, il rappresentante islandese Daði Freyr e il tedesco Jendrik, del quale ha anche canticchiato il ritornello. Ha speso parecchie parole di approvazione sui nostri rappresentanti, vincitori della rassegna: “Penso che l’Italia avesse la migliore canzone ed esibizione della serata, sebbene anche l’Islanda fosse una proposta interessante. Ma gli italiani erano molto molto bravi, hanno meritato di vincere”.

Qui potete trovare l’estratto dell’intervista al talk-show olandese in cui si è parlato di Eurovision:

Una proposta dall’appeal molto interessante, che indubbiamente potrebbe riportare il Regno Unito ai piani altissimi dopo tanti anni (gli ultimi tre podi risalgono a 2002, 1998 e 1997, anno dell’ultima vittoria con Katrina and The Waves), e che in qualche modo risponde ai criteri “di livello” proposti dal critico inglese Neil McCormick, come avevamo precedentemente riportato.

Tuttavia, il problema relativo ad avere dei rappresentanti così importanti nel mondo della musica è che non si può di certo sapere come possano andare, anche perchè la “pesantezza” del nome non è sempre stato sinonimo di successo garantito, ne sono esempi i Blue nel 2011 e Bonnie Tyler nel 2013, rispettivamente undicesimi e diciannovesima.

Certo è che dopo il tragico risultato di quest’anno del Regno Unito, che per la prima volta dall’introduzione del nuovo sistema di voto ha ottenuto zero punti sia in classifica che con il televoto, qualcosa pare si stia smuovendo nella terra della Regina Elisabetta, nella speranza che i risultati ritornino ad essere quelli che erano fino agli anni ’90.