ESC 2022: Qual è la città candidata più accreditata ad ospitare l’Eurovision 2022?

Martedì 13 luglio la Rai ha reso pubblico l’elenco delle diciassette città italiane (sette capoluoghi di regione, cinque capoluoghi di provincia e cinque comuni) che hanno presentato la propria candidatura ad ospitare l’Eurovision Song Contest 2022 che si svolgerà in Italia nel mese di maggio. Non tutte però hanno i requisiti giusti, sembrerebbe infatti che tra tutte le candidature solo Milano, Bologna e Torino sarebbero idonee ad ospitare il grande evento.

L’Italia ospiterà il prossimo Eurovision Song Contest 2022, per la prima volta dopo ben 31 anni d’assenza – nel 1965 fu ospitata a Napoli, mentre nel 1991 avvenne presso gli studi di Cinecittà a Roma – in seguito alla vittoria dei Måneskin a Rotterdam dello scorso maggio con “Zitti e buoni” nel 2021. 

L’evento non sportivo più seguito al mondo con milioni di telespettatori, è l’evento musicale più importante a livello continentale, che negli ultimi anni è tornato al centro dell’interesse dell’opinione pubblica in Italia.

La città prescelta sarà selezionata entro la fine di agosto dalla Rai sulla base di una serie di caratteristiche stabilite dall’EBU-UER.

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A rispondere all’annuncio Rai per la manifestazione di interesse sono state: tra i capoluoghi di Regione: le città di Bologna, Genova, Firenze, Milano, Roma, Torino, Trieste; tra i capoluoghi di provincia figurano Alessandria, Matera, Pesaro, Rimini, Viterbo e tra i comuni di Acireale (Catania), Bertinoro di Romagna (Forlì – Cesena), Jesolo (Venezia), Palazzolo Acreide (Siracusa), Sanremo (Imperia). 

Da subito sono saltati all’occhio i nomi di alcune città che nessuno si sarebbe aspettato di vedere tra le candidate in quanto piccoli centri che non rispettano le indicazioni del bando emesso dalla Rai. Proviamo ora a capire meglio la proposta delle città presenti tra le 17 che si sono proposte: 

Acireale (Catania): Il centro siciliano in provincia di Catania potrebbe ospitare l’Eurovision Song Contest 2022 al PalaTupparello, il centro sportivo locale risulta l’impianto sportivo coperto più grande della Sicilia, capace di ospitare fino a 8.500 spettatori. È utilizzato anche per ospitare spettacoli musicali e concerti ed è situato a circa 1 km dal centro di Acireale. Il palazzetto risultarebbe troppo piccolo per i parametri dell’EBU-UER. Questo già di per sè bastarebbe a eliminare Acireale dalla corsa, a meno che non salti fuori un’altra location adatta. In quanto a capacità ricettiva e presenza dell’aeroporto entro 90 minuti, almeno questi criteri sembrerebbe rispettati.

Alessandria: Dal Piemonte, oltre a Torino, è arrivata la candidatura di Alessandria. È tuttavia risibile l’eventualità di ospitare un evento grande come l’Eurovision Song Contest al Pala Cima di Alessandria, che altro non è che un palazzetto dello sport come tanti altri. Anche in questo caso, la città sembra fuori dai giochi.

L’assessore alle Manifestazioni ed Eventi della città, Cherima Fteita ha dichiarato a Radio Gold: “È stato tutto molto veloce. Il bando era uscito mercoledì e scadeva ieri. Abbiamo preso questa decisione quasi d’istinto, la concorrenza è tanta ma abbiamo deciso comunque di provarci. Entro fine agosto conosceremo tutti i parametri di riferimento che infatti non c’erano nell’avanzamento della candidatura.” 

Sebbene l’assessore non si sia sbilanciata rispetto alla location, in molti hanno pensato potesse essere La Cittadella: “Preferisco non dire nulla. Dobbiamo prima conoscere tutti i parametri tecnici, vedremo se riusciremo a soddisfare le richieste indicate. Dobbiamo ancora capire se la nostra ipotesi corrisponde a quei parametri. La Cittadella? Nel nostro immaginario quando pensiamo a un grande evento tutti pensano alla Cittadella, bisogna capire se ci sono le caratteristiche che possono soddisfare le richieste. Per ora, ripeto, abbiamo solo pensato a candidarci, poi quando sapremo i parametri di riferimento vedremo. Ci vogliamo provare, ci sentiamo di avere delle potenzialità, è un modo per fare esperienza, dopo averci provato anche per il raduno degli alpini. Non volevamo perdere questa opportunità. Lo so, sarà dura: tante altre città sono già pronte, nel nostro caso dovremo essere bravi a coinvolgere e a fare rete col territorio.”

Bertinoro di Romagna (Forlì – Cesena): È sicuramente la candidatura più originale, quella di Bertinoro, in provincia di Forlì-Cesena, che vorebbe ospitare l’evento a Forlì e Cesena al PalaGalassi. Anche in questo caso l’arena prescelta, che si troverebbe a Forlì, avrebbe una capienza massima attorno di 8.000 posti, insufficienti per soddisfare le richieste dell’EBU-UER. Inoltre, la distanza di quasi 20 km tra sala stampa e arena renderebbe il tutto logisticamente molto complicato.

A nome dell’intera Romagna, se ne fa portavoce Massimo Medri. della Pro Loco del comune romagnolo, autore della lettera in cui viene proposto una sorta di Eurovision 2022 diffuso sul terriorio: “A Bertinoro farebbe capo il centro direzionale che troverebbe ospitalità nelle sale della rocca vescovile, cioè nel Centro Universitario. La valenza internazionale del centro, la sua grande esperienza nell’organizzare convegni di carattere mondiale ne fanno un centro direzionale perfetto, oltre che molto suggestivo.”

Per quanto riguarda l’arena, Medri propone il Palazzetto dello Sport di Forlì: “Il palazzetto dello sport di Forlì ha una capienza di circa 9mila posti e un’altezza superiore ai 18 metri. Il palazzetto ha comunque i requisiti richiesti dall’organizzatore. Alla Rai infatti è stata indirizzata la missiva dopo aver letto scrupolosamente tutti i requisiti che una città o località deve possedere per potersi candidare.” 

Il Centro stampa, sarebbe invece situato presso il Carisport di Cesena: “La capienza è di 3.600 posti a sedere e può essere collegata con il palazzetto di Forlì con due maxischermi. Qui potrebbero essere ospitate anche le autorità.”

Per quanto riguarda invece la ricettività alberghiera: “Abbiamo la riviera romagnola con i suoi 3.445 alberghi di ogni categoria.”

Medri infine  conclude: “Ne abbiamo parlato con il sindaco Gabriele Fratto, che ci ha detto che ci appoggia, visto che è anche presidente della Provincia, anche questo ente ci appoggia. Per quanto riguarda i soldi sono sicuro che la Regione, una volta assegnata a Bertinoro l’organizzazione, si farà carico di quanto di competenza.”

Il consigliere regionale della Lega Nord Massimiliano Pompignoli riporta in una nota: “Prima di ogni altra cosa faccio i miei complimenti alla pro loco di Bertinoro che ha maturato questa splendida idea e se ne è fatta portavoce. Si tratta di un progetto sicuramente ambizioso, sia dal punto organizzativo che musicale, ma la candidatura del colle all’Eurovision Song Contest 2022 ci offre la straordinaria occasione di fare squadra, di mettere in rete le competenze e le peculiarità dei Comuni della Provincia di Forlì – Cesena, l’offerta ricettiva e l’ospitalità della riviera adriatica e quella dell’entroterra. Senza nulla togliere a Rimini, Bertinoro potrebbe davvero rappresentare la candidatura della Romagna in un momento in cui, a causa della pandemia, è ancor più necessario abbattere le divergenze e i campanilismi per fare sistema, prendere coscienza delle nostre capacità e lavorare con coraggio a un progetto straordinario, che non può che comportare benefici trasversali per tutti. La prossima settimana, in occasione delle giornate dedicate alla discussione dell’assestamento e prima variazione del bilancio di previsione 2021-2023 della Regione Emilia Romagna, chiederò alla Giunta Bonaccini di esprimersi su questo tema manifestando la volontà di appoggiare la candidatura di Bertinoro, avvalendosi di tutte le competenze tecniche che si riterranno necessarie affinché curino la procedura in tutte le sue fasi, fornendo assistenza tecnica alle città e ai comuni interessati, garantendo altresì le risorse necessarie per completare l’iter.”

Bologna: L’Unipol Arena è uno dei maggiori impianti sportivi coperti polivalenti d’Italia, situato a Casalecchio di Reno nell’area della città metropolitana di Bologna, con una capienza variabile a seconda della tipologia di spettacolo in quanto il complesso è strutturato con spazi modulari in grado di ospitare fino a 20.000 persone. Le dimensioni maggiori rispetto al minimo richiesto potrebbero anche permettere di alloggiare nello stesso complesso sala stampa e locali tecnici. La città avrebbe tutte le carte in regola per ospitare l’evento e ci aspettiamo che sia una delle protagoniste di questa gara.

Firenze: Di certo la scelta della splendida Firenze, città d’arte e di cultura per eccellenza e culla del Rinascimento, sarebbe molto suggestiva, sia per gli italiani sia per gli ospiti stranieri. Purtroppo, anche in questo caso il Nelson Mandela Forum non ha una capienza adeguata, aggirandosi anch’esso attorno agli 8.000 posti disponibilie. Siamo certi che, se l’Arena di Firenze fosse adeguata come dimensioni, la candidatura del capoluogo toscano sarebbe una delle più forti.

Il sindaco Dario Nardella e l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi sono già al lavoro sul dossier da inviare alla Rai. A La Nazione, Sacchi ha dichiarato: “L’idea è che sull’onda di quell’impulso creativo dei tanti eventi internazionali che si svolgono a Firenze sia possibile catturare l’attenzione degli organizzatori. Presenteremo un dossier ambizioso.”

Genova: Anche nel caso del capolugo Ligure, la capienza dell’arena sembra essere il problema principale. Tuttavia, questa candidatura presenta ulteriori problemi in quanto la città di Genova, per quanto bella e suggestiva, è forse tra le più difficili da raggiungere in automobile.

Jesolo (Venezia): Con una capienza di circa 4.000 persone, il palazzetto dello sport di Jesolo (PalaInvent) è decisamente troppo piccolo per ospitare un evento simile. L’altra area proposta dal comune veneto sarebbe invece all’aperto, e per poterla utilizzare sarebbe necessario progettare e costruire una copertura che rispetti i requisiti richiesti, nonchè un impianto di condizionamento. A meno di grandi sorprese, è improbabile che la candidatura di Jesolo possa avere alcun esito.

Luigi Pasqualinotto, presidente del Consorzio di Imprese Turistiche JesoloVenice ha così commentato l’entrata in corsa della cittadina veneta: “La nostra è una città per vocazione internazionale abituata ad ospitare ed organizzare grandi eventi. Ricordo che, se guardiamo agli ultimi anni, a Jesolo abbiamo avuto eventi come il Beach Bum Rock Festival, Miss Italia, il Full Moon Dj Superstar, l’Air Show (il più grande e importante spettacolo aereo civile), l’evento Coca Cola Live Mtv… fino all’Ironman che avremo a settembre, in una regione spesso patria di eventi di caratura mondiale, come le Olimpiadi di Cortina.  Quindi, oltre ad avere strutture e ricettività, abbiamo sempre dimostrato di avere una grande macchina organizzativa, in un ottimo connubio tra pubblico e privato. Crediamo, che la città tutta, per la sua vocazione internazionale e per le sue capacità organizzative, possa e debba puntare a questo tipo di manifestazioni in grado di avere un respiro che va ben oltre i confini nazionali. In merito ai requisiti richiesti, siamo consapevoli della difficoltà di competere con altre realtà, ma siamo anche consci di potere contare pienamente su una importante ricettività alberghiera (forte di 370 hotel) e sulla vicinanza a due hub aeroportuali, il Marco Polo di Venezia e il Canova di Treviso, che si trovano rispettivamente a 30 e 45 minuti dalla nostra città. Per quanto riguarda la location, oltre al PalaInvent e alle possibilità di attuare delle sinergie con il territorio, Jesolo può mettere sul tavolo delle proposte una location unica nel suo genere: la zona del faro (dove si sono svolti eventi musicali internazionali, come appunto l’Mtv e il Full Moon Dj Superstar), che può contenere fino a 15mila persone con il distanziamento adeguato, in una atmosfera unica e straordinaria e difficilmente replicabile in altre realtà. Jesolo è anche la città dei grandi eventi e non deve temere questo tipo di sfide internazionali.” 

Il sindaco di Jesolo,  Valerio Zoggia, ha subito colto con entusiasmo questa opportunità per la città, dando tutto l’appoggio suo e dell’intera amministrazione comunale.

Matera: La città già Capitale Europea della Cultura nel 2019 punta a continuare a rimanere sul palco delle città più in vista d’Europa con questa candidatura. Purtroppo per Matera, però, anche questa rischia di rimanere una candidatura senza prospettive. Con la bocciatura del progetto del Teatro Tenda a Borgo Venusio, infatti, è scomparsa la prospettiva dell’unica struttura che forse avrebbe potuto ospitare l’evento. L’unica alternativa sembra essere la Cava del Sole, che però è uno spazio all’aperto, e andrebbe quindi a sua volta chiuso e dotato di impianto di condizionamento.

Una proposta sostenuta dall’assessore alle attività produttive del Comune di Matera Giuseppe Digilio considera evidentemente possibile e al Quotidiano del Sud ha dichiarato: “Ci sono delle difficoltà soprattutto in termini di risorse da trovare ma posso dire che appena avremo le indicazioni da parte della Rai procederemo a preparare il dossier con le indicazioni che ci vengono richieste e crediamo con la collaborazione non solo del Comune ma anche della Fondazione Matera Basilicata 2019 di poter portare avanti questo progetto. Del resto non dobbiamo dimenticare e può essere certamente un punto di forza su cui noi potremo puntare che Matera ha organizzato in questi anni importanti appuntamenti dal recente G20 Esteri che si è tenuto nella città dei Sassi agli appuntamenti importanti nel corso del 2019 a cominciare dall’evento inaugurale. L’idea nostra è quella di utilizzare l’area delle Cave partendo ad esempio da Cava del Sole che con alcuni interventi programmati di copertura potrebbe risultare idonea a garantire gli spazi che vengono richiesti”.

Spazi per contenere tra gli 8 e i 10mila spettatori. Con altri spazi per ospitare poi gli addetti ai lavori. Insomma un obiettivo complesso e certo non facile ma nel quale Matera di fronte a realtà certo meglio attrezzate può giocarsi delle chance.

Insomma la città dei Sassi potrebbe giocarsi le proprie chance, certo ci sarà da vedere quanto la Rai vorrà tornare ancora a Matera e in Basilicata che sono state al centro di numerosi appuntamenti negli ultimi anni, basti pensare ad esempio al Capodanno ma non solo e c’è anche da capire a che punto è la collaborazione con la Regione Basilicata che appunto si era fatta promotrice di una serie di proposte negli anni passati ma che non ha dato fino ad ora segnali di interesse esplicito rispetto all’appuntamento dell’Eurovision Song Contest.

Milano: Il discorso per Milano è piuttosto complesso. La città frenetica e cosmopolita infatti potrebbe puntare su due strutture per l’Eurovision Song Contest. La prima è il Forum di Assago (Mediolanum Forum), la cui capienza sarebbe adeguata, ma la cui altezza non sarebbe l’ideale per l’evento. Infatti, l’altezza minima richiesta all’interno di 18 metri non sarebbe rispettata, in quanto il forum raggiunge un’altezza massima di 16,5 metri. La seconda proposta del capuologo lombardo sarebbe il Palazzo delle Scintille, nel complesso residenziale e commerciale CityLife, già usato in passato dalla Fiera Campionaria e ai tempi d’oro dell’Olimpia Basket. Il salone a volta del palazzo potrebbe ospitare comodamente il palco, ma restano dubbi sulla capienza che potrebbe avere una volta completati i lavori. Inoltre, la realizzazione da zero di tutte le strutture necessarie al suo interno potrebbe far lievitare notevolmente i costi. La volta del tetto, poi, costruita principalmente in vetro, potrebbe non avere i requisiti di resistenza necessari per appendere carichi. Se da una parte la candidatura di Milano sarebbe ideale da un punto di vista logistico e di accoglienza, rimangono dunque svariati dubbi sulla fattibilità dell’evento nelle strutture attualmente presenti nella città. 

Palazzolo Acreide (Siracusa): La città barocca in provincia di Siracusa che  ha ottenuto il sostegno dell’Associazione dei Borghi più belli d’Italia, non sembra avere gli spazi necessari per ospitare l’evento, ma nelle parole del sindaco e vicesindaco i toni sono molto ottimisti. Il comune siciliano che, più di tutti, ha sorpreso i fan dell’Eurovision Song Contest, sembrerebbe intenzionato a presentare un piano molto dettagliato e corposo, che coinvolgerebbe tutti i comuni della zona montana e della provincia. Tuttavia, questa come molte altre candidature di comuni medio-piccoli appare come una boutade che quasi certamente non avrà successo.

Il vicesindaco del paese in provincia di Siracusa, Maurizio Aiello, ha così risposto a SiracusaOggi, che gli ha chiesto se crede davvero di poter ospitare l’Eurovision Song Contest: “Certo che si. E siamo pronti a metterci a lavoro. Abbiamo una visione e la proporremo alla Rai a cui spetterà la scelta finale. Non posso anticipare molto, ma il nostro è un programma diffuso sul territorio. E’ chiaro che Palazzolo da sola non potrebbe fare tutto. E allora trainiamo gli altri: Siracusa, Noto, Avola, Ferla… Con il festival del teatro classico dei giovani, fino a due anni, abbiamo gestito oltre 5mila presenze, perché non dovremmo riuscire a ripetere l’esperienza con l’Eurovision? Fontanarossa rientra nelle distanze richieste. Palazzetto? Abbiamo soluzione alternativa, sempre al coperto, da 6.000 persone come richiesto. I tempi li abbiamo. Per ora non chiedetemi di più. Metteremo tutto nero su bianco nel dossier che invieremo alla Rai.”

Pesaro: Le Marche sono una di quelle regioni che spesso vengono dimenticate di tutti, e che assai di rado salgono agli onori delle cronache. Pesaro ha un’antica vocazione musicale, è la città natale di Gioacchino Rossini, ed il conservatorio cittadino è tra i più importanti d’Italia. Inoltre, proprio a Pesaro si trova Il Palazzetto dello Sport di Pesaro, dal 2019 denominato Vitrifrigo Arena (e in precedenza Adriatic Arena e BPA Palas), terza per dimensioni in Italia e con una capacità di quasi 13.500 pesone per i concerti. È stata costruita nel 1996 e viene considerata una costruzione avveniristica. Ha un’estensione coperta di ben 12 000 metri quadrati e un’estensione terrena di 13 000 metri quadrati. È fornita di tribuna stampa, una sala per videodati, il sistema per la ricezione satellitare, varie postazioni video e il sistema di controllo a circuito interno. L’arena ha tutte le carte in regola per ospitare l’evento, ed essendo nella zona periferica della città, ma molto vicina agli svincoli dell’autostrada, ha ottime possibilità di espansione all’esterno nel caso in cui servissero strutture aggiuntive. Pesaro dunque potrebbe essere l’outsider che nessuno si aspetta, e anche se con poche possibilità di vittoria, avrebbe tutte le carte in regola per giocarsi l’assegnazione con realtà molto maggiori, come Torino e Bologna.

Secondo il Sindaco Matteo Ricci: “Questa mattina, insieme all’assessore alla Bellezza Daniele Vimini abbiamo inviato la manifestazione d’interesse ufficiale alla Rai: rientriamo in tutti i parametri richiesti per la partecipazione: la presenza di un aeroporto internazionale che non disti più di un’ora e trenta minuti, un’offerta alberghiera di oltre 2000 stanze in aree contigue all’evento e un’infrastruttura, la Vitrifrigo Arena, che rispetta i criteri necessari.Il palas è uno dei più grandi d’Italia, tra le cornici più belle e suggestive per ospitare concerti e spettacoli. Pesaro è Città della Musica, vanta un’importante tradizione musicale in continua evoluzione e una dinamica vita culturale che ha costantemente favorito un clima di sperimentazione e dialogo fra tutte le arti.”

Rimini: Rimanendo sulla costa adriatica, la città regina delle vacanze estive (da sempre conosciuta per la movida notturna e le lunghe spiagge attrezzate, ma città ricca di storia e con un centro storico di elevato valore artistico che vale la pena di essere visitato), Rimini, ha deciso di prendere parte alla competizione e lo fa proponendo come location l’area fiera (Fiera di Rimini). Se dal punto di vista delle dimensioni la zona potrebbe anche avere una capienza sufficiente, molti dubbi rimangono invece sulla struttura dell’edificio e la sua adeguatezza tecnica. La candidatura di Rimini pare dunque essere in bilico e dovrà essere supportata da un ottimo progetto per essere presa in seria considerazione.

Il sindaco del comune della riviera romagnola Andrea Gnassi, ha così commentato: “La città di Rimini soddisfa tutti i requisiti richiesti dal bando della Rai: è dotata di un aeroporto internazionale a cui se ne aggiungono altri 2 a un’ora e a meno di un’ora e trenta di distanza, ha un’offerta alberghiera di oltre 1.100 alberghi con più di 36.000 camere e un’infrastruttura multifunzionale adeguata ad ospitare l’evento secondo le specifiche richieste pubblicate nell’avviso. Infrastrutture, spazi e location per eventi pre e after show. La Fiera ha dimostrato di potere organizzare concerti con almeno 10mila persone ed è servita da treni e navette. Tutto questo, unito alla grande storia che lega da sempre la città di Rimini alla musica e alla sensibilità contemporanea per le sonorità che guardano l’Europa, rende la nostra città tra quelle potenzialmente in grado di accogliere Eurovision 2022, come poche altre in Italia.”

A supportare la candidatura del Comune di Rimini, la DMC Visit Rimini che è pronta a mettere in rete il contesto organizzato dei servizi, infrastrutture e logistica, unito allo scenario di eccellenze naturali, storiche e artistiche davvero unico che potrebbe diventare un ‘fuori salone’ capace di coinvolgere tutta la città e il territorio.

Roma: La candidatura di Roma sembra doverosa, visto che è la capitale d’Italia. Tuttavia, tutto il prestigio e la storia di Roma non possono supplire a un’arena, il palazzo dello sport (PalaLottomatica), che non ha la capienza adeguata seconto i criteri dell’EBU-UER. L’edificio in sè non è all’altezza dei rivali, quanto a struttura e logistica, e probabilmente richiederebbe almeno una bella rimodernata. È comprensibile la voglia di Roma di rifarsi da un’organizzazione disastrosa nel lontano 1991, ma probabilmente la capitale dovrá attendere ancora prima di poter fare ammenda per quanto accaduto ‘allora’.

Sanremo (Imperia): Probabilmente ai Sanremesi ancora brucia che nel lontanto 1991, a poche settimane dall’evento che doveva essere ospitato nella città dei fiori, l’EBU-UER e la RAI abbiano optato per trasferire l’organizzazione a Roma per motivi di sicurezza. Sanremo, sede del Festival della Canzone Italiana, ha sempre vantato una tradizione canora importantissima e, se fosse presente una arena di dimensioni sufficienti, potrebbe essere un’ottima candidatura. Purtroppo, l’unico spazio per concerti utilizzabile in cittá è il teatro Ariston, che può contenere fino a 4.000 persone, mentre il Palafiori ha una struttura a stanze che non consentirebbe di organizzare un grande evento al suo interno. Diciamo che questa è più che altro una candidatura autocelebrativa. Ma propone come location il Mercato dei Fiori.

Il sindaco Alberto Biancheri ha così commentato la candidatura del comune ligure: “Siamo consapevoli che molti requisiti richiesti dall’organizzazione dell’Eurovision vengono soddisfatti dalla nostra città, mentre su altri, pensando in particolare agli spazi, dobbiamo lavorare. Come location possiamo pensare anche al mercato dei fiori (nel 1989 ha ospitato il Festival di Sanremo ndr), o altre strutture. Se ci sarà la volontà di farlo a Sanremo, come amministrazione siamo pronti ad attivarci con tutte le nostre forze. La nostra Città ha avuto un ruolo fondamentale nel traguardo raggiunto dai Måneskin, vincitori del Festival e quindi protagonisti all’Eurovision. Ritenevo giusto presentare la candidatura di Sanremo. Qualora la manifestazione si tenesse altrove, credo fortemente che Sanremo vada coinvolta in qualche modo, o direttamente dall’Eurovision, o con eventi e collegamenti collaterali.”

Torino: La RAI non ha fatto segreto della propria predilezione per Torino, negli ultimi mesi, come location d’elezione per l’Eurovision Song Contest. Il Palasport Olimpico (PalaAlpitour) della città è la seconda stuttura per dimensioni d’Italia, ed è anche una delle più nuove. Da un punto di vista estetico, è forse l’edificio migliore che Italia abbia per una manifestazione come l’Eurovision Song Contest. I suoi detrattori sostengono che la colorazione interna bianca, però, possa essere troppo chiara e riflettere eccessivamente le luci della serata, minando l’atmosfera dell’evento. Fatto sta, comunque, che fino ad ora tutte le strade sembrano portare a Torino.

La sindaca Chiara Appendino ha dichiarato: “TORINO SI CANDIDA AD OSPITARE L’EUROVISION SONG CONTEST 2022. Ieri ho firmato la lettera di candidatura. Stiamo parlando dell’evento non sportivo più seguito al mondo. Con centinaia di milioni di spettatori, visibilità mondiale della nostra Torino e indiscutibili ricadute economiche. Con la straordinaria vittoria dei Måneskin all’ultimo Eurovision spetta all’Italia ospitare la prossima edizione. Ci candidiamo perché la nostra Città ha tutte le carte in regola e riteniamo sia la migliore opzione in campo su cui far ricadere la scelta. Abbiamo spazi con capienze adatte, in pieno territorio cittadino e facilmente raggiungibili. Per ciò che riguarda l’ospitalità, la nostra offerta ricettiva è in grado di accogliere le migliaia di persone che l’evento saprà attrarre. Ma – tra gli altri – c’è un altro punto fondamentale che dovrebbe portare a scegliere Torino: saremo già un collaudato palcoscenico di appuntamenti internazionali che abbiamo portato qui in questi anni, in grado di mettere le competenze di un’intera Città al servizio dell’Eurovision. Non solo. Anche grazie a questi eventi Torino è recentemente diventata hub Ryanair, garantendo ancora più collegamenti aerei tra Torino e il resto del mondo. Siamo pronti e siamo determinati. Come sempre, ce la metteremo tutta per portare a Torino l’Eurovision e lasciare ai cittadini anche questa eredità. In bocca al lupo, Torino.”

Trieste: Stando alla stampa e alle radio locali, il comune di Trieste, capoluogo del Friuli Venezia Giulia, avrebbe presentato la candidatura ‘per non perdere questa possibilità’ ma senza essere pienamente consapevole dei requisiti necessari. Sarebbero infatti in dubbio, oltre alla presenza di un’arena sufficientemente grande (il PalaTrieste può ospitare circa 7.000 persone) la stessa offerta alberghiera cittadina, nonchè l’esistenza di una struttura adeguata per la sala stampa. Forse sarebbe stato il caso di informarsi prima sui requisiti necessari, perchè alla luce di questi ostacoli sembra che la corsa di Trieste sia destinata a finire sul nascere. Il capoluogo giuliano però, stando a quanto richiesto dal bando Rai, non soddisfa alcuni dei requisiti. In primo luogo quello legato all’infrastruttura che dovrebbe ospitare il Contest: si parla infatti di un’arena che sia capace di ospitare “dalle 8 mila alle 10 mila persone” e che abbia “un’altezza di circa 18 metri con buone capacità di carico sul tetto”. Secondo gli operatori del settore interpellati da TriestePrima, nessuna struttura del capoluogo giuliano possiede entrambe le caratteristiche. Restano dubbie anche l’offerta alberghiera di “oltre 2.000 stanze nelle aree contigue all’evento” e il centro stampa per 1000 giornalisti. Come evidenziato dagli operatori del settore, in realtà quasi nessuna delle città candidate possiede tutti i requisiti. 

Viterbo: Con il Pala Malè come maggiore struttura per concerti in città, e una capienza di appena 2.200 posti a sedere, la candidatura di Viterbo, grazie all’iniziativa degli assessori Marco De Carolis e Alessia Mancini, sembra tutt’altro che seria. La città dovrà sforzarsi molto per trovare un’altra location adeguata da inserire nel proprio progetto, se desidera portare nuovamente nel Lazio l’Eurovision Song Contest, che dovrebbe essere individuato nei locali della ex Fiera di Viterbo. 

L’assessora allo Sviluppo Economico e Attività Produttive del Comune di Viterbo, Alessia Mancini, si dice molto entusiasta di questa candidatura: “La nostra città accanto a delle metropoli, una sfida versione Davide contro Golia. Appena è uscito il bando ci siamo sentiti con l’assessore de Carolis e abbiamo deciso di provarci. È un impegno che richiede grandissimi sforzi, ma apre ad innumerevoli possibilità anche soltanto l’essere candidati. La candidatura non è stata fatta tanto per, abbiamo tutti i requisiti richiesti, c’è la vicinanza con l’aeroporto ed abbiamo le strutture, lavoreremo in questi due mesi intensamente per creare le condizioni affinchè la giuria scelga noi. Il nome di Viterbo in questo periodo sarà all’attenzione di tutta la stampa, e questo porterà una ricaduta economica in tutta la città. Chissà che dopo essere saliti alla ribalta per essere il paese natale di Bonucci, fresco vincitore del Campionato Europeo, la città dei papi non ospiti anche l’Eurovision 2022. Sarebbe l’ideale anche per i Maneskin, vincitori della scorsa edizione e coloro che apriranno la prossima, esibirsi vicino casa. Incrociamo le dita affinchè l’asse Bonucci – Mancini – Måneskin porti quest’importante manifestazione nel capoluogo della Tuscia”.

Ha lo stesso entusiasmo anche l’assessore De Carolis: “Aspettiamo il 4 Agosto , quando riceveremo la documentazione con le richieste e vedremo.Ciò che è certo è che abbiamo tutte le carte in regola per competere con le grandi metropoli. La concorrenza è tanta ma non ci spaventa. Abbiamo gli spazi, pensiamo ad una Fiera di Viterbo riadatta per l’evento, o l’uso di strutture temporanee appositamente allestite, anche le strutture ricettive non mancano. Tutto questo a beneficio della città e dei suoi cittadini.”

Tra le città assenti spicca Napoli, che aveva ospitato la prima delle due edizioni dell’Eurovision Song Contest che si sono svolte in Italia. Era il 1965 e la città partenopea fu scelta dopo la vittoria di Gigliola Cinquetti dell’anno precedente, nel 1964 con “Non ho l’età (per amarti)”. Proprio in quell’occasione fu inaugurato l’Auditorium della Rai di Napoli. Successivamente toccò a Roma nel 1991, dopo la vittoria di Toto Cutugno dell’anno prima, nel 1990 con la canzone “Insieme: 1992”. Cutugno si ritrovò tra i conduttori dell’edizione romana, che si svolse agli studi di Cinecittà a Roma.

Alessandra Clemente, Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, ha affermato: “Con la possibilità di poter ospitare un grande evento come l’Eurovision Contest del 2022 in una città italiana, sarebbe stato bello avere Napoli tra le città candidate ma purtroppo, pur vagliando tutte le alternative sul tavolo, non ci sono spazi in città in grado di accogliere una manifestazione di questo tipo. C’era il grande desiderio di essere della partita e abbiamo lavorato per capire se potessimo arrivare a rispettare i parametri severissimi che impone l’EBU-UER, l’unione europea di radiodiffusione: una struttura da coperta e dotata di aria condizionata con 10.000 posti a sedere nelle cui adiacenze abbia capannoni per allestire l’area camerini degli artisti, l’area per gli uffici delle delegazioni internazionali, un centro stampa per 1000 giornalisti, tra le altre. Mancano in città strutture di questa portata. Naturalmente l’obiettivo, nel prossimo futuro, è quello di riuscire a dotare Napoli di tutti i mezzi possibili per far sì che a certe occasioni non bisogni più rinunciare per limiti oggettivi. È quello che merita  una grande città come la nostra”.

L’avvocato Riccardo Guarino, presidente dell’associazione a sindaco di Catello Maresca, commenta così la mancata candidatura della città di Napoli ad ospitare l’Eurovision Song Contest 2022 e chiede le dimissioni della squadra guidata da Luigi de Magistris: “Un’occasione mancata. L’ennesima, purtroppo, a causa di un’ammnistrazione che nei fatti ha dimostrato di non amare Napoli e di non essere in grado di cogliere le migliori opportunità per darle il palcoscenico che merita. Noi di Risnascimento Partenopeo abbiamo lanciato diversi appelli a questa amministrazione, anche sui social, affinchè Napoli si candidasse per questo evento di portata internazionale ma nessuno ci ha ascoltato. Peggio ancora: Napoli è stata nuovamente illusa da un’ammninistrazione incapace di fare i fatti ma sempre pronta ad avanzare promesse poi non manteneute. Ricordiamo infatti che l’attuale assessore Alessandra Clemente, nonchè candidato sindaco in continuità con l’esperienza di de Magistris, aveva scritto sui social che avrebbe lavorato per portare a Napoli l’evento. E invece non figura nell’elenco delle 17 città che si sono messe in gioco. Sono deluso che questa città possa essere trattata così male.”

Tutte le città che hanno presentato la candidatura dovranno ora preparare un dossier per rispondere alle richieste avanzate dalla Rai in coordinamento con l’EBU-UER entro la fine di agosto. Tra i requisiti per essere la ‘capitale europea’ della 66esima edizione dell’Eurovision Song Contest nel mese di maggio 2022 (ancora le date non sono state decise) figurano anche una capacità ricettiva di oltre 2.000 stanze negli alberghi cittadini e un aeroporto internazionale che non disti più di un’ora e mezzo dal luogo della gara, condizioni che Firenze rispetta a pieno.

E ancora un palazzetto capace di ospitare 10.000 persone (numero che deve essere il 70% della capienza massima), con un altezza di circa 18 metri disponibile all’interno della struttura per creare il set, sala stampa per 1.000 giornalisti, camerini e uffici per il personale. La location per circa 7 settimane dovrà essere a disposizione completa dell’Eurovision per le operazioni di allestimento e smontaggio.

Caratteristiche che secondo indiscrezioni dovrebbero far fuori la Capitale, un piccolo giallo che verrà svelato al momento della scelta.

In attesa di scoprire quale sarà la città a vincere si è scatenato il toto nomi per i conduttori, al momento in prima fila sembrerebbero esserci Alessandro Cattelan, da poco approdato in casa Rai e Chiara Ferragni (imprenditrice digitale e influencer di fama mondiale), ma spuntano anche i nomi di Laura Pausini (prima donna a vincere un Golden Globe con una canzone in italiano) e Tiziano Ferro.