ESC 2022: Ecco le 17 città candidate ad ospitare l’edizione 2022 dell’ESC – Aggiornato

Sono ben diciassette le città italiane che hanno presentato la propria candidatura a ospitare l’Eurovision Song Contest 2022 che si svolgerà in Italia nel mese di maggio.

È scaduto ieri sera a mezzanotte il bando della Rai e dell’EBU-UER per le città che vorrebbero ospitare la manifestazione il prossimo maggio. Le candidature sono state inviate all’interno di un arco di tempo compreso dal 7 al 12 luglio. Come noto, si svolgerà in Italia dopo la vittoria dei Måneskin con “Zitti e buoni” alla 65esima edizione della manifestazione tenutasi a Rotterdam.

La Rai sceglierà la città ospitante verrà scelta entro entro fine agosto in accordo con EBU-UER.

Di seguito il comunicato ufficiale: “Sono diciassette le città italiane che hanno presentato la propria candidatura a ospitare l’Eurovision Song Contest 2022 che si svolgerà nel nostro Paese nel mese di maggio.

A rispondere all’annuncio Rai per la manifestazione di interesse sono state – tra i capoluoghi di Regione – le città di Bologna, Genova, Firenze, Milano, Roma, Torino, Trieste, mentre tra i capoluoghi di provincia figurano Alessandria, Matera, Pesaro, Rimini, Viterbo. Candidati anche i comuni di Acireale (Catania), Bertinoro di Romagna (Forlì – Cesena), Jesolo (Venezia), Palazzolo Acreide (Siracusa), Sanremo (Imperia).

Tutte le città che hanno presentato la candidatura riceveranno un documento più dettagliato con i requisiti necessari per partecipare all’ESC 2022 e la scelta sarà fatta dalla Rai – in coordinamento con European Broadcasting Union (EBU-UER) – entro la fine di agosto.”

Aggiornamento: Inoltre sempre dal sito ufficiale dell’Eurovision Song Contest è stato annunciato che nella giornata di domani, mercoledì 14 luglio, la Rai consegnerà i libri di offerta ‘Bid Book’ alle città candidate che avranno tempo fino a mercoledì 4 agosto 2021 (21 giorni) per presentare nei dettagli il proprio tentativo di ospitare l’Eurovision Song Contest, quello che è il più grande evento di musica dal vivo al mondo.

È molto probabile che diverse di queste città non vengano neanche prese in considerazione. Come avevamo anticipato il bando per la città ospitante che sarà selezionata da Rai sulla base di una serie di requisiti stabiliti dall’EBU-UER, ha infatti alcune richieste specifiche molto precise sulle strutture e sulla logistica. Tali requisiti saranno descritti analiticamente in un documento, Bid Book, che sarà trasmesso alle città che hanno comunicato il proprio interesse ad ospitare l’evento.

Ma essere scelti contribuirebbe certamente non solo ad acquisire popolarità, ma anche a poter ottenere un ritorno importante sul piano economico. E quest’ultimo aspetto non appare certamente irrilevante in un periodo delicato come quello che stiamo vivendo.

Successivamente, la selezione avrà luogo tra le città che si saranno dichiarate disponibili ad ospitare ed a supportare l’evento anche attraverso la messa a disposizione di strutture e di contributi economici: Un aeroporto internazionale che disti non più di 1 ora e 30 minuti da essa; un’offerta alberghiera di oltre 2.000 stanze nelle aree contigue all’evento; mentre l’infrastruttura destinata a ospitare ESC deve essere al coperto, dotata di aria condizionata secondo gli standard vigenti e ben perimetrabile; avere una capienza di 8.000 – 10.000 spettatori nella sala principale durante l’evento (che corrisponda al 70% della capienza massima prevista per i normali concerti, prendendo in considerazione le specifiche esigenze per il palco e la produzione di ESC); essere dotata di un’area principale che possa ospitare un allestimento e tutti gli altri requisiti necessari a realizzare una produzione di alto livello, in particolare, con altezze disponibili di circa 18 metri con buone capacità di carico sul tetto e facile accesso al carico. 

La struttura logistica intorno all’area principale, inoltre, deve essere in grado di supportare le esigenze della produzione con infrastrutture per la sicurezza, un centro stampa per 1.000 giornalisti, un’area per le delegazioni (artisti) che includa i camerini, strutture per il personale ed uffici, un’area per l’hospitality, servizi per il pubblico come toilettes e punti per la vendita di cibo e bevande.

La struttura, infine, deve disporre di aree a raso e di facile accesso, contigue ed integrate nel perimetro dell’infrastruttura per il supporto tecnico-logistico di 5.000 mq; essere disponibile in esclusiva per 6 settimane prima dell’evento, per le 2 settimane dello show (previsto a maggio 2022) e una settimana dopo la fine dell’evento per il disallestimento.

Come da previsione ci sono Torino e Bologna: i rispettivi sindaci (Chiara Appendino e Virginio Merola) hanno comunicato pubblicamente la loro adesione al bando fin da ieri, tramite i social. Ovviamente presente anche Milano, candidata naturale per il Forum di Assago (già sede di manifestazioni internazionali) e per il rapporto con l’industria musicale. Presente anche Roma, sede dell’Eurovision Song Contest nel 1991 (ma giorni scorsi erano emersi dubbi sul fatto che il Palalottomatica fosse adatto ad ospitare la manifestazione). Tra le prime a comunicare l’adesione anche Rimini (che ha messo ha disposizione la Fiera) e c’è anche Sanremo, sede del Festival di Sanremo: di certo l’Eurovision Song Contest però non si potrà svolgere all’Ariston perché è necessaria una stuttura da 8-10.000 posti. Alberto Biancheri ha dichiarato sulla candidatura ufficiale di Sanremo: “Siamo consapevoli che molti requisiti richiesti dall’organizzazione dell’Eurovision vengono soddisfatti dalla nostra città, mentre su altri, pensando in particolare agli spazi, dobbiamo lavorare. Come location possiamo pensare anche al mercato dei fiori (nel 1989 ha ospitato il Festival di Sanremo ndr), o altre strutture. Se ci sarà la volontà di farlo a Sanremo, come amministrazione siamo pronti ad attivarci con tutte le nostre forze. La nostra Città ha avuto un ruolo fondamentale nel traguardo raggiunto dai Måneskin, vincitori del Festival e quindi protagonisti all’Eurovision. Ritenevo giusto presentare la candidatura di Sanremo. Qualora la manifestazione si tenesse altrove, credo fortemente che Sanremo vada coinvolta in qualche modo, o direttamente dall’Eurovision, o con eventi e collegamenti collaterali.”

Se in un primo momento Napoli – insieme con Torino e Milano – era data tra le favorite, la città partenopea non risulta oggi tra le candidate ufficiali.

Napoli aveva ospitato la prima delle due edizioni dell’Eurovision che si sono svolte in Italia. Era il 1965 e la città fu scelta dopo la vittoria di Gigliola Cinquetti dell’anno precedente. Proprio in quell’occasione fu inaugurato l’Auditorium della Rai di Napoli. Successivamente toccò a Roma nel 1991, dopo la vittoria di Toto Cutugno dell’anno prima con la canzone “Insieme”. L’edizione romana si svolse negli studi di Cinecittà a Roma e proprio Cutugno fu tra i conduttori.

Una delle candidature a sorprendere è quella di Palazzolo Acreide. A parlare in merito al tentativo di Palazzolo Acreide di portarsi a casa il concorso è il sindaco Salvatore Gallo: “Abbiamo spazi immensi, saremmo una sede spettacolare per la finale. Perché non dovremmo crederci?.” 

Il tentativo è stato appoggiato anche dall’assessore regionale ai Beni Culturali, Alberto Samonà. Sia le parole di Gallo che quest’ultima informazione sono state riportate da SiracusaOggi.

Scrive sui social il vicesindaco, Maurizio Aiello: “È un sogno grandissimo direte ma intanto ci siamo e…se ne parla. Chi non risica non rosica e presenteremo un progetto che per l’ospitalità coinvolga tutta la zona montana e perchè no la provincia. Intanto godiamo di propozione nazionale al costo di qualche ora di lavoro, che è quello per cui è chiamato un vicesindaco e un sindaco dalla comunità che vuole promuovere e far crescere. Intanto andiamo…. ringrazio il professore Pesce che in una sera d’estate mi ha girato il bando.”.

Il vicesindaco Maurizio Aiello aggiunse: “Abbiamo una visione e la proporremo alla Rai a cui spetterà la scelta finale. Non posso anticipare molto, ma il nostro è un programma diffuso sul territorio. È chiaro che Palazzolo da sola non potrebbe fare tutto. E allora trainiamo gli altri: Siracusa, Noto, Avola, Ferla… Con il festival del teatro classico dei giovani, fino a due anni, abbiamo gestito oltre 5mila presenze, perchè non dovremmo riuscire a ripetere l’esperienza con l’Eurovision?. Fontanarossa rientra nelle distanze richieste. Palazzetto? Abbiamo soluzione alternativa, sempre al coperto, da 6.000 persone come richiesto. I tempi li abbiamo. Per ora non chiedetemi di più. Metteremo tutto nero su bianco nel dossier che invieremo alla Rai. Al di là di come finirà, abbiamo innescato energie positive per il territorio. Ma lo sapete che su Google, Palazzolo Acreide è stata tra le 8 ricerche più cliccate? Capisco le ironie, ma rispondo chiedendovi: perchè altri che avrebbero potuto candidarsi non lo hanno fatto? Non siamo i favoriti, ma ce la giochiamo. Abbiamo ambizione, abbiamo sogni e proviamo ad inseguirli. Non partecipiamo solo per la popolarità di un giorno, anche se per il momento riconosco che è stato un successo mediatico al costo di una email”.

L’assessore alle Manifestazioni ed Eventi di Alessandria, Cherima Fteita, ha spiegato che l’amministrazione comunale non voleva proprio perdersi l’opportunità di ospitare l’Eurovision Song Contest 2022.

L’assessore alla cultura di Viterbo, Marco De Carolis afferma: “Ma sognare non costa nulla. È bastato mandare una semplice pec. Concorriamo con città molto importanti. Qualora non dovessimo farcela, almeno ci abbiamo provato. Ora ci confronteremo con gli organizzatori e magari scopriremo che per loro l’Eurovision in grandi metropoli come Milano e Torino è troppo scontato e preferiscono affrontare una sfida come può essere quella di Viterbo. Secondo me ce la possiamo fare. L’evento è importante e di promozione a livello internazionale. Sarebbe l’occasione giusta per rilanciare il capoluogo della Tuscia. La candidatura è stata presentata in accordo con l’assessora allo sviluppo economico Alessia Mancini, perché ci è sembrato interessante immaginare Viterbo in un panorama internazionale”.

Le candidature sono state inviate all’interno di un arco di tempo compreso dal 7 al 12 luglio. Si tratta di un numero elevato come non lo si vedeva dal 2011, quando l’iniziale selezione per la città ospitante in Germania vedeva al via non meno di 23 città, poi diventate 8, quindi 4 e infine una, Düsseldorf, annunciata il 12 ottobre 2010.

L’evento si terrà nel maggio del 2022, ma senza specificare una esatta data di svolgimento. L’Italia, che è tra i paesi fondatori dell’ESC, ha partecipato fin dal 1980 ma con una serie di interruzioni. Dal 2011, però, è annoverata tra i cosiddetti Big Five del contest, prendendo parte attivamente all’attività di organizzazione dell’evento (direttamente a cura della Rai). Resta il fatto che, avendo vinto solo due volte (nel 1964 con Gigliola Cinquetti e nel 1990 con Cotugno, prima che i Måneskin riconquistassero il titolo) tornerà ad ospitare l’evento dopo ben 31 anni. Nelle due occasioni precedenti, l’ESC era stato ospitato prima all’Auditorium Rai di Napoli e poi negli Studi di Cinecittà a Roma.