ESC 2022: Quale città italiana per ospitare l’Eurovision Song Contest 2022?

Solo una città tra Bologna, Milano, Torino, Pesaro e Rimini si aggiudicherà l’onore di ospitare a maggio 2022 uno degli eventi musicali più importanti al mondo, seguito da oltre 180 milioni di telespettatori.

Oggi e a breve distanza dello o scorso 25 agosto per il sito TVBlog Bologna è in pole position per ospitare l’Eurovision Song Contest 2022, per Il Fatto Quotidiano risulta che la scelta di Rai ed EBU-UER (l’organizzazione di Eurovision) potrebbe cadere il 30 o 31 agosto ed è possibile che si lanci una corsa finale a due (Rimini o Milano) per poi decretare il “vincitore” a settembre. 

Passano poche ore ed ecco che Luca Dondoni, giornalista musicale de La Stampa, lancia un tweet criptico composto da un solo nome: Torino.

Ha destato scalpore l’esclusione di Roma per la corsa ad ospitare l’Eurovision Song Contest 2022, che si terrà a maggio nel nostro Paese. La capitale d’Italia, nonché città degli ultimi vincitori, i Maneskin, non ce l’ha fatta al rush finale. Ci ha pensato l’Assessore ai Grandi Eventi, Veronica Tasciotti, non senza polemiche, a spiegare il perché sui social. Premesso che la capitale ha presentato come location il Padiglione della Fiera di Roma, “unica struttura cittadina rispondente a tutti i criteri tecnici”, l’Assessore ha spiegato che infine “l’altezza del soffitto – per qualche metro – non era conforme allo standard richiesto”, cioè di 18 metri. Poi la piccola polemica finale: “ Da oggi tutti esperti di grandi eventi, di Eurovision che il 90% delle persone non sa neanche cosa sia, di altezze e carichi dei pesi, di bid book e di impianti”. Al di là del fatto che l’evento è stato seguito quest’anno da 183 milioni di telespettatori nel mondo, solo in Italia da 4.512.000 telespettatori, con uno share del 24,98%, il fatto è che i requisiti decretati dall’Ebu sono ben chiari non solo alla Rai ma anche ad addetti ai lavori e ai numerosi fan.

In particolare viene chiesto che la città scelta abbia un aeroporto internazionale che non disti più di un’ora e mezza, che ci sia una offerta alberghiera e di accoglienza di almeno 2000 stanze. Poi sulla location si entra ancora più nel dettaglio, dall’aria condizionata all’altezza del tetto (il requisito che non aveva il luogo proposto da Roma) di 18 metri, la sede deve prevedere un minimo di 8.000 posti e 2.000 posti in piedi, preferibilmente più di 10.000 posti e 2.500 posti in piedi. Quindi si ragiona a capienza piena e non Covid come per l’edizione 2021. La location deve essere facilmente raggiungibile con mezzi pubblici e auto, deve gestire grandi volumi di traffico, offrire spazio sufficiente per complesse logistiche di carico e scarico. Indispensabile il centro stampa che possa accogliere mille giornalisti provenienti da tutta Europa ma anche un’area ad hoc per le delegazioni degli artisti e relativi camerini, deve esserci anche lo spazio per uffici e per il personale dell’organizzazione, un’area hospitality e servizi essenziali previsti per il pubblico, dalle toilette alla distribuzione e vendita di bevande e cibo. I lavori per l’allestimento iniziano sei settimane prima delle date prescelte e serviranno due settimane successive alla finale per smantellare tutto.

Milano ha presentato come location il Palazzo delle Scintille, che attualmente ospita ormai da mesi uno dei centri vaccinali più importanti della città, e naturalmente il MedionalumForum di Assago. Torino invece ha messo sul tavolo il suo PalaAlpitour, Bologna ha proposto due location: la Fiera e l’Unipol Arena, Pesaro ha l’Arena Vitrifrigo ma viene considerato anche il Teatro Rossini, come location satellite per le altre attività legate a Eurovision. Infine per Rimini ci sono gli spazi della Fiera.

Torino è stata indicata da subito come la città ideale, in realtà è stata la prima ad organizzarsi e a farsi avanti nell’anno della partecipazione di Francesco Gabbani con “Occidentali’s Karma” nel 2017, quando il vincitore di Sanremo sembrava essere favorito. Ma la corsa di quest’anno è agguerrita e potrebbe ‘soffrire’ le altre città. Di base Milano ha tutto: ha due location, anche se per rendere accessibile il Palazzo delle Scintille ci sarebbero dei lavori e degli investimenti (importanti) da realizzare. Bologna ha due aree ottime come planimetria, ma la città è piccola. Piccola nota: c’è un punto di contatto tra Milano e Bologna, ovvero che sia il Palazzo delle Scintille che la Fiera sono due centri vaccinali. Pesaro non ha un aeroporto vicino e soprattutto non ha un’area stampa nel Palazzetto, che però come dimensioni pare sia perfetto, secondo le richieste dell’organizzazione. Poi c’è Rimini che ha il vantaggio della città, dell’accoglienza alberghiera, dei collegamenti e della suggestione di poter realizzare il turquoise carpet e l’Eurovillage sul lungomare. Lo svantaggio è che il Padiglione della Fiera dovrebbe essere adattato alla disposizione di una Arena, ma è un impedimento superabile senza problemi.

Sia i tecnici della Rai che i rappresentanti dell’organizzazione Ebu hanno effettuato i sopralluoghi attorno ai giorni di Ferragosto, con la presenza di figure tecniche, ingegneri, responsabili di sicurezza e produzione. In alcuni casi sono state chieste delle informazioni aggiuntive, per esempio nel caso di Rimini, per avere un quadro più completo e circostanziato. Torino, Milano e Bologna sostengono di avere un vantaggio: un centro di produzione Rai presente in città. Circostanza vera, ma non dimentichiamo che uno degli eventi più importanti della Rai viene realizzato “in esterna” in una paesino della Liguria, ossia Sanremo. Non è un caso che ai sopralluoghi fossero presenti anche i responsabili organizzativi del Festival per una consulenza tecnica. Insomma, a quanto pare mancano pochissimi giorni per la scelta definitiva. A FqMagazine risulta che la data per la comunicazione ufficiale dovrebbe essere o il 30 o il 31 agosto e che potrebbe esserci un colpo di scena ulteriore: una corsa a due, una sorta di finalissima, che si concluderebbe a settembre. Le due città in pole position sembra siano Milano e Rimini, quest’ultima vera e propria outsider.

Aggiornamento: Matteo Forte, l’amministratore delegato per l’Italia di Stage Entertainment e direttore dei teatri Lirico e Nazionale di Milano, esprime il suo sostegno alla candidatura di Milano per ospitare l’Eurovision Song Contest 2022, oltre a spingere su un massiccio utilizzo del green pass per permettere spettacoli dal vivo in piena sicurezza.

Attraverso una breve lettera inviata al quotidiano Il Giorno, il professionista dell’intrattenimento milanese è fiducioso che il Palazzo delle Scintille sia il luogo perfetto per organizzare l’evento: “Milano con il Palazzo delle Scintille merita di organizzare l’Eurovision. Per capacità ricettiva, per rete di collegamenti internazionali, per vocazione artistica e perché propone una location dal valore simbolico molto importante.

Organizzare l’Eurovision al Palazzo delle Scintille, il più grande hub vaccinale italiano significherebbe dare un un segnale eccezionale anche verso la ‘corsa’ alle vaccinazioni. Sul fronte degli spettacoli, bisogna andare avanti con le vaccinazioni e il green pass.

Tutte le forme di comunicazioni online sono particolarmente utili e molto importanti adesso però bisogna tornare in scena con il pubblico. Da una ricerca effettuata da Stage Entertainment in Inghilterra, Germania, Olanda, Spagna, Francia, Stati Uniti e ovviamente in Italia emerge che il pubblico è favorevole al ritorno ‘in presenza’ a condizione che sia garantita la sicurezza.

Al Lirico e al Nazionale, proprio in questi giorni sono iniziate le prove di ‘Pretty Woman’, musical in programma dal 28 settembre.

Spettacolo al quale potrà assistere solo chi è in possesso del green pass, dal 6 agosto obbligatorio per teatri al chiuso, cinema, musei, piscine e altre attività. Intanto ci siamo mossi anche sul fronte del digitale lanciando, nelle scorse settimane ‘heArt’, la nuova piattaforma social interamente dedicata al talento, agli artisti e agli amanti di arte e spettacolo.”

Dopo il dj e producer Gabry Ponte, continua la mobilitazione del mondo musicale torinese per la candidatura di Torino ad ospitare l’Eurovision Song Contest 2022. Oggi tocca alla band degli Eugenio in Via Di Gioia che, commentando il post della Città di Torino con il video della candidatura, scrivono “adesso ci mobilitiamo come la Ferragni e scendiamo a suonare in via Lagrange per far votare Torino”. La decisione sulla città scelta per ospitare la kermesse musicale internazionale è attesa a giorni.

Aggiornamento: Per Bologna arriva il sostegno della cantante Sehnit, che ha rappresentato San Marino all’Eurovision Song Contest 2011 con il brano “Stand By”; prima della cancellazione era stata scelta anche per l’Eurovision Song Contest 2020 con “Freaky!”, ma è stata successivamente riconfermata come rappresentante nazionale per l’edizione del 2021, con la canzone “Adrenalina”.

“Sarebbe bellissimo, è la città più musicale del nord.  Aperta e cosmopolita nonostante sia a misura d’uomo. Magari fosse Bologna la città del prossimo Eurovision! Io ne sarei davvero felice. Primo perchè sono bolognese, secondo perchè questa è la città più musicale di tutto il nord, con tantissime eccellenze cantautoriali. E poi abbiamo anche un palazzetto dello sport che ha ospitato tanti grandi artisti e che sarebbe perfetto anche per questa competizione musicale”, dice Senhit supportando l’Eurovision Song Contest che lei stessa ben conosce visto che nell’edizione 2021 ha conquistato il suo pubblico superando gli 11 milioni di stream su Spotify ed entrando entrato in classifica in 22 Paesi con il singolo “Adrenalina”.

Senhit, la cantante italo-eritrea-bolognese che alla competizione musicale aveva rappresentato San Marino: “È solo a 40 chilometri da Bologna in fondo e vederlo qui il prossimo anno sarebbe straordinario vista l’energia che si respira a Bologna, una città piccola ma accogliente, aperta e cosmopolita. Sarebbe anche una bella rivalsa eh, vuoi mettere con i soliti Milano, Roma, Torino…”.

E intanto Senhit è già a lavoro sui nuovi brani, collaborando come di consueto con riconosciuti autori internazionali. Intanto però il successo di “Adrenalina” si è spinto anche oltre oceano attirando l’attenzione di uno dei più famosi producer mondiali: Steve Aoki. Da ieri è ascoltabile in radio e in rete infatti “Adrenalina ft. Flo Rida (Steve Aoki remix)”, una nuova veste per un brano già travolgente, che aggiunge energia e fa esplodere il ritornello.

Si tratta per l’artista bolognese di una nuova collaborazione internazionale (ha già lavorato con producer del calibro di Brian Higgins e Benny Benassi, collezionando e performance in tutto il mondo, da Los Angeles a Londra, all’Arena di Verona) dopo il suo progetto #FreakyTripToRotterdam, un tour nella storia delle canzoni di Eurovision riarrangiate e reinterpretate, con la direzione artistica di Luca Tommassini, che ha ottenuto più di 5 milioni di visualizzazioni su Youtube.

Aggiornamento: Il gruppo torinese Eugenio In Via Di Gioia ha ufficialmente appoggiato la candidatura di Torino per ospitare l’Eurovision Song Contest 2022. Lo hanno fatto con un irreverente tweet:

Non solo si augurano infatti che l’Eurovision Song Contest 2022 si tenga al Pala Alpitour di Torino, ma puntano direttamente a salire su quel palco.

Aggiornamento: Nel frattempo, è imminente il ritorno discografico degli Abba. A 40 anni dalla sua ultima prova, il quartetto svedese fondato nel 1972 dovrebbe pubblicare uno o più inediti.

Agnetha Fältskog, Björn Ulvaeus, Benny Andersson e Anni-Frid Lyngstad, avevano pubblicato l’ultimo album di studio nel 1981. La notizia arriva da una fonte interna del britannico “Sun”. L’attesa è per venerdì prossimo.

È inoltre in arrivo “Abba Voyage”, un film che documenta il ritorno della formazione, dal lavoro su nuove canzoni alla creazione di un locale, nell’East End di Londra, che ospiterà il loro nuovo show di ologrammi. Il locale aprirà nel maggio 2022 e le performance sono state battezzate “Abba-tars”; la fonte ha riferito al quotidiano che tutti i musicisti saranno presenti alla serata di inaugurazione.

Nello scorso maggio Ulvaeus aveva confermato imminenti novità. Il cantante aveva detto: “Quest’anno ci sarà della nuova musica, questo è certo”. Il gruppo, che ha venduto più di 400 milioni di dischi in tutto il mondo, si separò nel 1982 per tornare brevemente assieme nel gennaio 2016 ad un party a Stoccolma. 

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