ESC 2022 – Ucraina: I Kalush Orchestra saranno i primi a ricevere la proposta di rappresentare il paese all’Eurovision

Dopo il ritiro di Alina Pash (o sarebbe meglio parlare di squalifica) e il putiferio scatenato a seguito di una sua possibile violazione della legge, l’Ucraina deve scegliere tra gli altri finalisti chi mandare all’Eurovision Song Contest 2022. L’emittente pubblica ucraniana Suspline ha dichiarato di voler rispettare comunque il volere del pubblico, e quindi procederà seguendo la graduatoria della classifica finale.

Rispettando quest’ordine i Kalush Orchestra, arrivati secondi nella selezione e davanti ad Alina nel voto del pubblico, saranno quindi i primi a ricevere la proposta ufficiale di rappresentare il paese all’Eurovision Song Contest 2022.

Subito dopo la proclamazione della vincitrice, i Kalush avevano denunciato possibili irregolarità nel conteggio dei voti. Sembra che la cosa non abbia avuto particolari risvolti, e che l’attenzione si sia poi concentrata sulla (non)vincitrice e sulla questione politica che la violazione della legge di stato, ossia il divieto di attraversare il territorio della Crimea, ne è derivato. Adesso però, si attende la loro risposta ufficiale.

Da notare che anche i Kalush Orchestra sono già entrati nell’occhio del ciclone per una loro foto pubblicata nel 2015 con lo sfondo della Piazza Rossa di Mosca. Il gruppo dice che la foto risale però al 2014.

Suspilne

Yaroslav Lodygin, capo dell’emittente pubblica ucraina UA:PBC ha rilasciato un’intervista al podcast The Euro Trip, in cui afferma che spera che il suo Paese non vinca l’Eurovision Song Contest.

Lodygin, che quest’anno è stato anche membro della giuria della selezione “Vidbir 2022” ha aggiunto che il secondo posto sarebbe il risultato ideale per l’Ucraina: “Come nazione che ama cantare, vorremmo sempre vincere, ma considerando tutte le restrizioni di budget ci troviamo quasi nella situazione dell’Islanda nel film dell’Eurovision (The Story of Fire Saga N.d.R.). Come dirigenti ogni anno, preghiamo di non vincere. L’ultima volta che abbiamo vinto, nel 2017, c’è stata una forte pressione sull’azienda in termini di finanziamento, in termini di interessi degli organi di controllo del governo ucraino, è sempre un grande stress. Il 2° posto sarebbe lo scenario migliore per l’Ucraina.” 

Le dichiarazioni di Yaroslav Lodygin, arrivano nelle stesse ore in cui la candidata dell’Ucraina all’Eurovision Song Contest 2022, la cantante Alina Pash, ha annunciato di volersi ritirare dal concorso dopo la diffusione di alcune notizie riguardanti un suo viaggio in Crimea. Secondo la legge ucraina, infatti. è vietato entrare attraverso il territorio russo nella penisola contesa con Mosca.

Il rapporto controverso e problematico tra Ucraina e Russia ha spesso creato difficoltà all’Eurovision Song Contest, soprattutto a seguito dell’annessione della Crimea alla Russia nel 2014, e del sostegno della Russia ai separatisti del Donetsk e di Luhansk, fatto che ha causato una guerra che ha ucciso più di 13 000 persone e che ha portato sanzioni occidentali alla Russia.

Diversi, quindi i casi che hanno fomentato polemiche nelle edizioni degli anni passati.

Nel 2007, Vjerka Serdjučka si classificò al secondo posto con la sua canzone “Dancing Lasha Tumbai”. Il titolo del brano fece storcere il naso ai russi proprie per le parole “Lasha Tumbai”, che per assonanza ricordavano la frase “Russia Goodbye”.

Nel 2016, l’Ucraina scelse la cantante Jamala con il brano “1944“, che suscitò diverse critiche per i presunti riferimenti di stampo politico alla crisi della Crimea. La cantante ha sempre affermato che la canzone si riferiva solamente alla deportazione dei tatari di Crimea durante gli anni ’40.

Il brano, con alcune linee di testo in lingua tatara di Crimea, trionfò a Stoccolma, lasciando al terzo posto proprio la Russia, riportando per la seconda volta l’Eurovision Song Contest in Ucraina.

L’edizione del 2017 si rivelò essere una delle più complicate e di difficile organizzazione soprattutto per i rapporti tesissimi con la Russia. Rapporti che portarono al ritiro di quest’ultima dal concorso in seguito al divieto d’ingresso imposto dal governo ucraino nei confronti della rappresentante russa Julija Samojlova, a causa di un suo viaggio non autorizzato nella penisola contesa della Crimea.

Nuove polemiche scaturirono nel 2019. La cantane Maruv con “Siren Songavrebbe dovuto rappresentare l’Ucraina a Tel Aviv. Durante la selezione “Vidbir 2019” la vincitrice dell’Eurovision 2016, Jamala criticò aspramente Maruv perché avrebbe dovuto tenere due concerti in Russia nei mesi successivi, contravvenendo al contratto propostole da UA:PBC all’indomani della sua vittoria.

Maruv decise di non annullare i suddetti concerti la cantante annunciò il suo ritiro, fatto che portò anche al ritiro dell’Ucraina dall’edizione del 2019.