Sanremo 2024: Amadeus annuncia che Sanremo 2024 sarà l’ultimo Festival

Annuncio a sorpresa, ma non troppo, di Amadeus. Il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo, infatti, dichiara che l’edizione 2024 sarà la sua ultima. 

Giunto nel 2023 alla sua quarta direzione artistica consecutiva del Festival di Sanremo, Amadeus ha fatto sapere che la prossima edizione della manifestazione sarà l’ultima a vederlo come padrone di casa. Lo fa al Fatto Quotidiano Magazine, in un’intervista rilasciata ad Andrea Conti nella quale il tema sanremese è toccato molto a lungo. Queste, in particolare, le parole del conduttore ravennate: “Lo dico ufficialmente: questo è il mio ultimo Festival. Cinque di seguito sono tanti. Aver eguagliato Pippo Baudo e Mike Bongiorno è un onore. Se tra qualche anno mi venisse richiesto potrei tornare, in futuro sì ma adesso mi devo fermare. Pure Morandi lo ha condotto con me a 78 anni.”

Amadeus lascia, ma ci tiene a precisare che dietro la decisione non c’è nessuna divergenza con i vertici Rai: “Ringrazio Carlo Fuortes e Stefano Coletta per questi anni insieme, per la libertà e la fiducia. Ho rapporti ottimi con Roberto Sergio, un dirigente che conosce bene l’azienda, arriva dalla radio e conosce l’importanza della musica e la necessità di rispecchiare l’attualità discografica. Davvero nessun problema. Ci siamo confrontati e ho avuto tutte le rassicurazioni per poter fare il mio lavoro liberamente”.  

Riguardo le polemiche sulla presunta politicizzazione della manifestazione canora da parte di Amadeus il conduttore ha dichiarato: “Non ho rapporti. Mi infastidisce quando dicono che faccio un Sanremo politico perché non è così. Sono come un attaccante con la carriera al servizio dei risultati: se segno gioco, se faccio male vado in panchina. Non mi sono mai schierato politicamente, non ho mai chiesto a un cantante o un ospite per chi votano, non ho mai scelto una canzone in base a una corrente politica. Non mi interessa e non sono tenuto a saperlo”.

Un annuncio che arriva a poche ore dalla pubblicazione del Regolamento di Sanremo Giovani, che porterà almeno tre artisti sul palco dell’Ariston.

Nel corso della parabola di Amadeus, Sanremo ha vissuto, e sta vivendo, un’autentica esplosione, con il complesso delle canzoni che ogni volta supera, per dati di vendita, il totale del precedente.

In particolare, vale la pena ricordare l’attuale conteggio delle certificazioni per ogni edizione della rassegna dei fiori (ci riferiamo solo ai singoli, perché i conteggi degli album creano alcune difficoltà interpretative):

  • 2020: 17 dischi di platino e 2 d’oro
  • 2021: 28 dischi di platino e 5 d’oro
  • 2022: 36 dischi di platino e 5 d’oro
  • 2023: 22 dischi di platino e 7 d’oro

Va ricordato che, per tutti gli anni considerati, la situazione è ancora in via di evoluzione. Nondimeno, dal 2022 è più difficile ottenere certificazioni perché sono state raddoppiate le quote richieste dalla FIMI per i singoli.

Quanto agli ascolti, poi, è indubbio il fatto che i Festival di Amadeus abbiano alzato l’asticella ogni volta, con l’eccezione del 2021 sul quale però andò a pendere la pesantissima questione del Covid, con un’edizione che visse mille controversie prima del suo svolgimento ritardato, a marzo.

In chiave Eurovision, pur non essendo mai stato dichiaratamente uno che sceglie canzoni per quello, Amadeus ha saputo individuare canzoni di ottimo livello per l’Europa. E non si parla solo di “Zitti e buoni” dei Måneskin, che ha aperto le porte del mondo alla band romana, ma anche dei piazzamenti di Mahmood e Blanco in casa con “Brividi” e di Marco Mengoni a Liverpool con “Due vite”.

Va comunque sottolineato che mai una canzone vincitrice di Sanremo è scesa sotto la settima posizione all’Eurovision Song Contest dal ritorno in gara dell’Italia, avvenuto nel 2011 (vero è che la canzone vincitrice va in Europa in via ufficiale solo dal 2015; il 2013 fu un caso più particolare).

Sempre nell’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, Amadeus parla di Sanremo 2023 e del caso Blanco, di Fedez, Chiara Ferragni, ma non solo. 

Il conduttore e direttore artistico del Festival, è stato convocato dalla Digos per il caso Blanco, poi archiviato: “Ho solo raccontato la verità fin dall’inizio. Non era premeditato, uno pensa che in tv è sempre tutto organizzato. A Sanremo ancora di più. Seguo tutte le prove, quella di Blanco mi sono assentato perché ero stato chiamato dall’ambasciatore Ucraino per Zelensky. Al ritorno ho chiesto se fosse tutto ok, mi hanno detto che alla fine dell’esibizione avrebbe dato un calcio a delle rose. In diretta non è andata così. Ha spiegato che non si sentiva, ha sbagliato, era dispiaciuto e si è scusato. Ho trovato esagerati certi commenti, come sentir parlare di anni di carcere. Abbiamo guai veri nel nostro Paese e mi è sembrato tutto troppo amplificato, come molte cose del post Sanremo. Sono contento che sia finita così, gli faccio i complimenti per il brano con Mina, ricordando a tutti che l’ha scritto lui.”

Un bilancio sull’operato di Chiara Ferragni: “Per me benissimo, non era facile. Non aveva alcuna esperienza televisiva, è passata da zero a Sanremo. Si è fidata di me e del Festival. Si è preparata con grandissima professionalità, umiltà e precisione. Ci sentivamo spesso, ci siamo confrontati. Per me è stata molto brava. […] Il Festival ha usufruito della sua forza sui social per prendere una parte di pubblico “nuova”, Chiara ha usufruito di Sanremo per arrivare a chi non la segue in rete. Sono due mondi forti che si sono uniti.”

Una battuta sulla presunta lite tra l’imprenditrice e Fedez: “Mi appello a un proverbio: tra moglie e marito non mettere il dito!”. 

Amadeus, infine, scherza sui presunti emissari inviati a controllare il suo operato: “Nessun emissario! Ma come sono vestiti? Chi sono? Dove vanno che ancora non c’era nemmeno il regolamento quando lo hanno scritto?”. 

Con l’ultima puntata di Affari Tuoi, si è chiusa la stagione televisiva di Amadeus e, nel corso dell’intervista da Il Fatto Quotidiano, ha tracciato un bilancio, parlando anche di Arena Suzuki e del Festival di Sanremo 2024.

“Ringrazio Carlo Fuortes e Stefano Coletta per questi anni insieme, per la libertà e la fiducia. Ho rapporti ottimi con Roberto Sergio, un dirigente che conosce bene l’azienda, arriva dalla radio e conosce l’importanza della musica e la necessità di rispecchiare l’attualità discografica. Davvero nessun problema. Ci siamo confrontati e ho avuto tutte le rassicurazioni per poter fare il mio lavoro liberamente. […] Ho lavorato con tutti, con dirigenti di ogni schieramento e nessuno mi ha chiesto quali erano le mie idee politiche ma solo quali progetti televisivi volevo realizzare. Mi infastidisce quando dicono che faccio un Sanremo politico perché non è così. Sono come un attaccante con la carriera al servizio dei risultati: se segno gioco, se faccio male vado in panchina. Non mi sono mai schierato politicamente, non ho mai chiesto a un cantante o un ospite per chi votano, non ho mai scelto una canzone in base a una corrente politica. Non mi interessa e non sono tenuto a saperlo.”

Nel 2023 alla prima serata del Festival ha assistito al Teatro Ariston anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Averlo all’Ariston è stato molto emozionante, era un sogno. Mi chiedevo perché in un evento così importante non c’era mai stato il Presidente della Repubblica. Mattarella ha dato un valore non al mio Festival ma alla canzone italiana, all’intera industria musicale fatta di migliaia di persone. Ha celebrato questo mondo di professionisti e grandi lavoratori. È una cosa che resterà nella storia del Festival, ringrazio anche Roberto Benigni per la sua partecipazione straordinaria.”

Il 2024 sarà il quinto e ultimo Festival di Sanremo di Amadeus: “Lo dico ufficialmente: questo è il mio ultimo Festival. Cinque di seguito sono tanti. Aver eguagliato Pippo Baudo e Mike Bongiorno è un onore. Se tra qualche anno mi venisse richiesto potrei tornare, in futuro sì ma adesso mi devo fermare. Pure Morandi lo ha condotto con me a 78 anni.”

Il metodo di lavoro non cambia: “Chiedo sempre ai cantanti di non presentare mai un’unica canzone, ne ascolto più di una e poi scelgo. […] Ascolto tutti i brani, dal primo all’ultimo, centinaia di volte, giorno e notte. Senza presunzione: qualsiasi scelta musicale è esclusivamente mia e non permetto a nessuno di influenzarmi. Mi avvalgo di due collaboratori molto bravi: l’autore Massimo Martelli e Lavinia Iannarilli, una figura storica del Festival. Mi aiutano sul fronte organizzativo ma non sanno chi sceglierò. Non ho un ufficio, vado io dai discografici, dalle major e incontro gli indipendenti. […] Ho preso anche decisioni non popolari, l’ho voluto personalizzare. Sono sincero, al primo non c’era la fila. I cantanti meno noti venivano sempre associati ad altri più noti. […] Il vero cambio c’è stato con la pandemia e i Maneskin. Presentai una lista, ancora ricordo la faccia di Coletta: ‘Tu li conosci? Io ne conosco solo tre’. Stefano si è fidato. Oggi è più facile.”

Ancora non è noto il numero dei cantanti in gara. I Giovani da 6 diventeranno 3: “Sarà la bellezza delle canzoni a stabilire i numeri della gara.”

Difficile replicare il successo del 2023: “Giuro che non c’è una sfida con me stesso. Non vivo nell’ossessione di battere i record precedenti. Sanremo oggi ha una sua forza, tutto parte dalle canzoni in gara, spero solo di ascoltarne tante e avere l’imbarazzo della scelta. Stiamo lavorando alla scenografia e ho iniziato ad ascoltare qualcosina, il tutto comincia a giugno/luglio.”

Dopo il successo di Affari Tuoi, non è certo il ritorno a settembre de I Soliti Ignoti: “Ne parleremo con Marcello Ciannamea. L’azienda deciderà con quale programma ripartire a settembre. Per me è ininfluente perché li amo tutti e due allo stesso modo.”

A settembre spazio alla nuova edizione di Arena Suzuki: “Una novità: si aggiungono gli anni 2000” .

Da ricordare che è stato pubblicato il regolamento di Sanremo Giovani 2023, la competizione che porterà alcuni artisti diciamo così emergenti a partecipare assieme ai big a Sanremo 2024.

La novità più rilevante riguarda il numero di concorrenti che verranno ammessi al festival. L’anno scorso erano sei (Colla Zio, Olly, Gianmaria, Shari, Sethu e Will), nel 2024 saranno tre. Le esibizioni di buona parte dei giovani hanno rappresentato alcuni dei momenti meno interessanti di Sanremo 2023, in tutti sensi.

Le canzoni, si legge nel Regolamento, saranno selezionate dal direttore artistico Amadeus avvalendosi ”della collaborazione di una Commissione Musicale da egli anche presieduta e formata da esperti del mondo della musica, cultura e comunicazione multimediale”.

Il processo di selezione culminerà in una serata finale in diretta su Rai 1 (che di solito coincide con quella in cui vengono rivelati i titoli delle canzoni di tutti i concorrenti). Vi prenderanno parte otto artisti selezionati dalla commissione e quattro emersi da Area Sanremo. Durante la serata finale le canzoni verranno giudicate da un’altra commissione che sceglierà i tre giovani meritevoli di partecipare a Sanremo 2024, ovviamente con un altro pezzo inedito.

I “giovani” devono avere dai 16 ai 30 anni (pare giusto, in Italia a 30 anni si è ancora ragazzini), non aver preso parte a precedenti edizioni di Sanremo, non partecipare al canale parallelo di selezione di Area Sanremo, essere presenti nel mercato della musica con almeno due singoli (oltre all’inedito da presentare alle selezioni).

Le canzoni inedite dei tre vincitori che andranno a Sanremo 2024 verranno valutate «dalla Commissione Musicale». Sulle canzoni saranno possibili «eventuali interventi ritenuti opportuni dal Direttore Artistico al fine di assicurare un coerente livello editoriale e un’idonea qualità artistica per la partecipazione al Festival».

Le case discografiche potranno inviare all’organizzazione del Festival le domande di partecipazione dei propri artisti dal 15 giugno al 15 ottobre.

A questo link il regolamento completo. 

Inoltre, Fiorello conferma la presenza a Sanremo 2024 e svela il suo ruolo. 

Fiorello sarà sul palco del Festival di Sanremo 2024, in particolare nell’ultima puntata della prossima edizione della kermesse. Intervistato da Bruno Vespa su Rai 1 durante 5 minuti, lo showman siciliano conferma la presenza e svela il suo ruolo: “L’avevo promesso. Ci siamo messi d’accordo sull’ultima puntata, perché lo vado a prendere, lo porto a casa e dico: ‘Basta, hai chiuso, hai finito’!”

Fiorello scherza, ma fino a un certo punto! Il Festival di Sanremo 2024 sarà l’ultimo di Amadeus, il quinto che chiuderà una importante fase nella storia della kermesse.

In ogni caso Fiorello non è convinto che l’amico Amadeus lascerà il Festival dopo il 2024: “Io non ci credo…”

Questa settimana si concluderà la prima edizione di Viva Rai 2. Bruno Vespa ha incalzato Fiore su un possibile passaggio alla rete ammiraglia, ma la risposta dello showman è piuttosto chiara: “No, a Rai 2 si sta benissimo, c’è poca gente, nessuno sgomita, si sta da Dio.” 

Intanto i residenti di Via Asiago, la zona di Roma da dove è trasmesso il programma, si lamentano sulle pagine di Repubblica del rumore e dei disagi: “La situazione è insostenibile, dormo con i tappi nelle orecchie e comunque ogni giorno, cascasse il mondo, mi sveglio con le urla degli spettatori e con la musica a palla.”

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