
Secondo quanto riportato dai media israeliani, la canzone con cui Eden Golan dovrebbe rappresentare l’Israele all’Eurovision Song Contest 2024, che è stata scelta internamente da un Comitato professionale selezionato da KAN si intitola “October Rain” (Pioggia d’ottobre). Tuttavia, un conflitto tra i compositori della canzone può portare a colpi di scena dell’ultimo minuto.
Come anticipato, secondo quanto riportato dal sito Israel Hayom, la canzone che dovrebbe essere interpretata dalla cantante Eden Golan, è stato scritto da Avi Ohion, Keren Peles e Stav Begar ed è principalmente in lingua inglese, ad eccezione di due versi in ebraico.
Anche se ufficialmente la canzone deve ancora essere resa pubblica, il quotidiano Israel Hayom ha riferito all’inizio di questa settimana che la rievoca il dramma degli eventi del 7 ottobre, con l’attacco terroristico di Hamas sul suolo israeliano, che provocò la morte di migliaia di civili e il rapimento di centinaia di ostaggi. Questo attacco terroristico ha portato allo scoppio delle ostilità a Gaza tra le forze armate israeliane e i combattenti di Hamas. Un conflitto bellico che continua ancora oggi.
Sempre secondo i media israeliani la canzone è stata proposta al Reference Group dell’Eurovision Song Contest insieme a un’altra, e ora i selezionatori decideranno quale ammettere alla kermesse musicale.
L’annuncio della canzone avrebbe dovuto avvenire immediatamente dopo la sua approvazione da parte dell’EBU-UER, mentre il videoclip sarebbe uscito all’inizio di marzo. Tuttavia, uno sviluppo dell’ultimo minuto potrebbe portare a inversioni di tendenza. Come riportato dai media israeliani, Stav Begar vorrebbe che il suo nome fosse inserito tra gli autori della canzone, con Avi Ohion e Keren Peles non d’accordo e che insistono affinché venga accreditato semplicemente come arrangiatore. Stav Berger sostiene che se la sua richiesta non verrà accettata, chiederà il ritiro della canzone. Ciò alla fine avrebbe portato alla selezione della seconda canzone selezionata, Mai Safdia e Yanon Yahal (creatori di Unicorn).
Non sono pochi coloro che credono che la canzone sia chiaramente politica e che l’EBU-UER non dovrebbe permetterlo. D’altra parte, ci sono anche voci che mettono in parallelo il caso di October Rain con “1944” di Jamala, dicendo che la canzone racconta semplicemente eventi accaduti, avendo una connotazione storica e non politica.
La soluzione la darà l’EBU-UER che approverà o meno il testo della canzone. La KAN ha comunque una soluzione alternativa, la seconda canzone, che ha sottoposto all’approvazione dell’EBU-UER.
Nonostante le richieste di fan e artisti di impedire la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2024 a causa dell’assedio a Gaza, gli organizzatori hanno ribadito che il contest è “un evento apolitico, in cui competono artisti ed emittenti, non i governi”. Un’affermazione che richiama lo stesso slogan “United by Music”, che promuove l’unità e la tolleranza anche tra i trentasette artisti in gara.
Aggiornamento: A seguito di un nuovo rumor, l’EBU-UER sta ricevendo nuove pressione sull’esclusione di Israele dell’Eurovision Song Contest 2024. L’attacco di Hamas ai danni di Israele, che lo scorso anno ha dato inizio al conflitto in Medioriente, è il dramma rievocato nel titolo di una delle due canzoni selezionate da Israele per partecipare all’Eurovision Song Contest in programma a Malmö dal 7 all’11 maggio 2024.
Il brano si chiama ‘October Rain’ (גשם של אוקטובר) e fa riferimento ai tragici eventi del 7 ottobre 2023. Nella strage del 7 ottobre 2023, tra le 1200 vittime, c’erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival e altri 40 di loro, sono stati rapiti e si trovano ancora nelle mani dei terroristi. Secondo quanto apprende a testata israeliana Ynet la canzone è stata proposta al Reference Group dell’Eurovision Song Contest insieme a un altro brano. Sarà ora compito dei selezionatori decidere quale canzone ammettere alla kermesse. Secondo quanto riportano i media israeliani, ‘October Rain’ (גשם של אוקטובר; Pioggia d’ottobre) è stata scritta da Avi Ohion, Keren Pels e Stav Beger. Tuttavia, Beger ha minacciato di ritirarsi dal processo di scrittura delle canzoni dopo che Ohion voleva solo ingaggiarlo come arrangiatore piuttosto che come autore delle canzoni per essersi unito tardi al processo. La canzone, che dovrebbe essere interpretata dall’israeliana Eden Golan, è principalmente in lingua inglese a eccezione di due versi in ebraico.
Ynet afferma che l’EBU-UER ritiene che la canzone sia troppo politica; le regole ufficiali del concorso vietano qualsiasi dichiarazione politica durante la competizione. Un portavoce dell’emittente pubblica KAN ha riferito al Times of Israel che l’emittente televisiva non aveva intenzione di cambiare la canzone o il suo contenuto, rischiando così una potenziale esclusione dal concorso, tuttavia è coinvolta nel dialogo con l’EBU-UER riguardo alla canzone che rappresenterà Israele all’Eurovision Song Contest e che se la canzone non avesse soddisfatto i criteri, a Kan sarebbe stata data l’opportunità di presentarne una nuova.
La canzone dovrebbe essere rivelata ufficialmente durante una trasmissione televisiva all’inizio del mese prossimo. Mentre alcuni attivisti hanno lanciato appelli per escludere Israele dall’Eurovision quest’anno a causa della guerra in corso a Gaza, l’EBU-UER ha continuato a sostenere che al Paese sarà consentito partecipare.
Dobbiamo ricordare che la cantante israeliana con cittadinanza russa Eden Golan (עדן גולן, Эден Голан) non sarà ovviamente l’unica cantante israeliana presente nella competizione, la cui partecipazione all’Eurovision Song Contest ha visto la critica di diversi paesi, soprattutto quelli scandinavi, come l’Islanda, che ha minacciato di boicottare questa edizione per la presenze di Israele, che è stata comunque confermata dalla European Broadcasting Union, l’organizzazione che produce l’Eurovision Song Contest. Infatti, dopo 31 anni, il Lussemburgo, uno dei paesi più vincenti della storia dell’Eurovision Song Contest, torna nella competizione canora più vista al mondo con una cantante israeliana, Tali Golergant, in arte “Tali”. Golergant, che ha 23 anni, è nata in Israele e si è trasferita all’estero a causa del lavoro di suo padre, recatosi prima in Cile, poi in Argentina e quindi in Lussemburgo. Alla fine la famiglia si è trasferita a New York, dove Tali lavora come insegnante di canto e di musica, perseguendo allo stesso tempo la sua carriera musicale professionale. In un’intervista in lingua ebraica pubblicata venerdì da Euromix, la cantante ha detto che visita Israele almeno una volta all’anno, a volte due. “Amo Israele”, ha sottolineato. All’Eurovision Song Contest, che quest’anno si svolgerà a Malmö, in Svezia, si esibirà con la canzone “Fighter”, che ha tra gli autori Dario Faini, noto anche come Dardust, uno tra i migliori compositori e produttori discografici di spicco della musica italiana.
“La canzone parla dell’essere un ‘combattente’ nella vita. Parla di come affrontare le difficoltà, riferendosi in particolare sua carriera musicale. Ma ognuno ha la sua guerra e quindi l’argomento è universale”, ha spiegato l’artista.
L’Eurovision Song Contest 2024 si terrà a Malmö, in Svezia e in queste ore montano le polemiche per la partecipazione di Israele all’evento. Il paese ha vinto il concorso per quattro volte, l’ultima nel 2018, ma quest’anno la partecipazione è oggetto di contestazioni per le azioni militari sulla striscia di Gaza e su alcune zone del Libano e della Siria che hanno portato alla morte di migliaia di palestinesi, scaturite dagli eventi del 7 ottobre scorso, quando c’era stato l’attacco di Hamas nei territori israeliani che aveva portato a numerose vittime e ostaggi tutt’ora non ancora liberati. Un tema che sta diventando sempre più urgente e che penetra sempre più a fondo negli umori dell’opinione pubblica, come confermato anche in Italia con il recente caso di Ghali e le polemiche Rai per il comunicato pro Israele letto in diretta a Domenica In.
Per la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest si erano mossi in protesta 1500 artisti finlandesi e islandesi, che avevano sottoscritto una lettera aperta con cui si chiede di escludere Israele: “Non è in accordo con i nostri valori – si legge nel testo della petizione – che ad un paese che commette crimini di guerra e continua un’occupazione militare venga dato un palco pubblico per lucidare la propria immagine in nome della musica”.
Nella stessa giornata EBU-UER, l’organizzazione di Eurovision Song Contest, ha comunicato l’esito di una valutazione interna confermando l’ammissione di Israele alla gara canora: “EBU-UER è un’organizzazione apolitica e una competizione tra servizi pubblici televisivi che sono membri dell’organizzazione. Non si tratta di una gara tra governi”, ha detto il direttore generale Noel Curran in un comunicato, specificando che Kan, il servizio pubblico israeliano, rispetta tutti i criteri necessari per prendere parte alla manifestazione.
A questa presa di posizione ha fatto eco un’altra petizione lanciata dall’associazione non-profit Creative Community For Peace, che si impegna contro i boicottaggi contro Israele, sottoscritta da 400 persone tra cui Helen Mirren, Boy George e Gene Simmons. Nel testo si legge: “Crediamo che eventi unificanti come le gare di canto siano cruciali per contribuire a colmare le nostre divisioni culturali e per unire persone di ogni provenienza attraverso il loro comune amore per la musica (…) Coloro che stanno chiedendo l’esclusione di Israele stanno sovvertendo lo spirito del Concorso e lo stanno trasformando da una celebrazione dell’unità in uno strumento politico”.
Inevitabile, rispetto alla decisione di EBU-UER, il confronto con la presa di posizione dell’organizzazione in occasione dell’invasione russa in Ucraine del febbraio 2022, che aveva portato all’esclusione pressoché immediata della Russia dall’Euovision Song Contest 2022 che si tenne a Torino, con la motivazione secondo cui la presenza russa avrebbe portato discredito alla manifestazione.
A proposito di questo paragone, il direttore generale Curran ha precisato nel suo comunicato: “Non spetta a noi comparare due guerre differenti. Nel caso della Russia, l’emittente stessa era stata sospesa da EBU a causa del continuo venir meno agli obblighi della membership e alle violazioni dei valori del servizio pubblico”. Curran ha inoltre specificato che la decisione di EBU è in linea con quelle di altre federazioni sportive e non che hanno confermato la presenza di Israele nelle varie competizioni.
Dalla sua prima partecipazione nel 1973 ad oggi, Israele è uno dei Paesi che ha ottenuto il maggiore successo all’Eurovision: ben quattro vittorie (1978, 1979, 1998, 2018) e altrettante presenze sul podio. Nonostante le recenti proteste stiano facendo parecchio scalpore va ricordato che, negli ultimi 50 anni, questa non sarebbe la prima volta che lo Stato ebraico parteciperebbe durante un conflitto. Il debutto israeliano al festival con la cantante Ilanit nel 1973 avvenne solo otto mesi dopo il terribile attacco terroristico del Settembre Nero ai Giochi Olimpici di Monaco in cui la metà della formazione olimpica israeliana fu sterminata da un commando palestinese. Nel 2009 le cantanti paladine della pace Noa e Mira Awad parteciparono all’evento a meno di cinque mesi dalla fine dell’Operazione Piombo Fuso (reazione israeliana al lancio di razzi Qassam perpetrato da Hamas). In questo caso il messaggio di pace contenuto nel brano There must be another way non riuscì a sedare le polemiche per la contemporanea presenza sul palco di una artista israeliana e di una palestinese. Secondo la tradizione, ogni nuova edizione dell’Eurovision dev’essere ospitata dal paese che ha vinto l’anno precedente. Nonostante però la vittoria della cantante israeliana Netta abbia riportato il festival a Tel Aviv nel 2019, l’evento ha rischiato la cancellazione in seguito ai violenti bombardamenti registrati sui cieli tra Israele e Gaza.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.