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L’emittente pubblica portoghese RTP continua a essere molto attiva sul fronte di quel che accade intorno a un Eurovision Song Contest 2024 andato negli archivi non necessariamente nel migliore dei modi.
Questa volta, l’emittente pubblica del Portogallo chiede spiegazioni circa un fatto accaduto durante la Finale.
In particolare, è accaduto che il video di “Grito” di iolanda sia stato caricato su YouTube non subito dopo la performance, ma dopo quasi un’ora e comunque dopo il caricamento di altre esibizioni.
iolanda era andata sul palco con le unghie colorate di rosso e nero con inserti bianchi, un sistema per indicare sostegno alla Palestina. Alla fine, ha lanciato un messaggio semplice e forte: “La pace prevarrà”.
Subito dopo la performance, c’è stato il caricamento sul canale Instagram della canzone, ma con il video della semifinale e non della finale. Caricata, invece, la performance reale sul più famoso sito di video sharing.
Il presidente del Consiglio di Amministrazione della RTP, Nicolau Santos, su questo aspetto si è espresso con durezza in un’intervista andata in onda su RTP3 e riportato sul sito della tv stessa: “Effettivamente aveva dei motivi sulle unghie che ricordavano l’appoggio alla Palestina, e anche il colore intorno agli occhi lo poteva indicare, ma non abbiamo evidenze del fatto che questo sia stato il motivo del caricamento ritardato del video. La delegazione portoghese ha reagito subito quando ha visto che il video non era stato caricato come quelli degli altri, immediatamente dopo la fine della performance. La risposta che è stata data dopo uno scambio di mail è che c’era stato un problema tecnico. Nello stesso scambio la persona che stava dialogando con la nostra delegazione ha detto ‘la vostra concorrente ha motivi pro-Palestina dipinti sulle unghie’. Abbiamo chiesto ‘e questo che c’entra?’. Subito dopo il video è stato caricato. Tutto è successo in una mezz’ora. Siamo ancora in attesa di sapere, la nostra delegazione resta in contatto con le persone dell’Eurovision. Siamo in attesa di spiegazioni migliori.”
Sarà presentata una protesta formale?: “Dobbiamo consolidare le indicazioni su quanto accaduto e se è stato davvero un problema o se qualcuno ha deliberatamente rinviato il caricamento del video.”
Non è finita qui, c’è anche la questione di Israele, delle intimidazioni da parte di figure della sua delegazione contro altri colleghi. Santos continua: “Questo concorso merita una riflessione per come si è svolto e per i vari fatti che si sono verificati. Martedì, a Lisbona, ci riuniremo per analizzare, con le persone presenti a Malmö, i fatti che riteniamo debbano essere corretti e discussi dall’Eurovision, per evitare che questo si ripeta.”
Poi seguita parlando del fatto che il Portogallo è sempre stato da quarto a settimo per le giurie, mentre Israele ha fatto il balzo da 52 a 375 con i 323 del pubblico (comunque insufficienti sia a vincere tutto che a prevalere al televoto). Ha parlato di “voto politico” di persone che sostengono Israele, mentre il Portogallo è stato relegato al 10° posto.
Bisogna dire che quest’ultima parte ha più il sapore di uno sfogo, ma la denuncia, quella vera, è arrivata nelle dichiarazioni precedenti. Resta da capire se e come l’EBU-UER interverrà. In tema di Portogallo va aggiunto un altro dettaglio: le foto di Iolanda caricate sul sito ufficiale dell’Eurovision Song Contest sono indicate come “della finale”, ma un occhio attento riconosce che sono in realtà quelle della prima semifinale.
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