
Mancano pochi giorni all’inizio del settantacinquesimo Festival di Sanremo che si svolgerà al Teatro Ariston di Sanremo in onda su Rai1, Eurovisione, Rai Italia, Rai Radio 2, RaiPlay e su RaiPlay Sound dall’11 al 15 febbraio 2025, ma la prensa, come ogni anno, ha potuto ascoltare in anteprima tutti i 30 brani in gara.
Sanremo 2025 partirà l’11 febbraio 2025, con la prima serata, fino al 15 febbraio 2025, giorno della finalissima, quando scopriremo chi sarà il nuovo vincitore dopo “La Noia” di Angelina Manog nel 2024.
In mattinata, al Teatro delle Vittorie a Roma e nella sede Rai di Via Mecenate a Milano (alla presenza di Carlo Conti), come da tradizione, i giornalisti musicali della stampa italiana hanno potuto ascoltare, in anteprima, le 30 canzoni in gara al Festival di Sanremo 2025 (nell’ordine che potete vedere qui sotto). C’è attesa, curiosità nel sentire quali sono i pezzi che hanno convinto il conduttore e direttore artistico. Inizialmente 24, le canzoni sono poi aumentate fino ad arrivare alla trentina, proprio perché meritevoli tutte (secondo quanto dichiarato) di essere selezionate.
Il ritorno della canzone sanremese classica: quasi la metà delle canzoni in gara al Festival edizione 2025 sono ballate. Un genere che l’anno scorso sembrava in netto declino, soppiantato dal pop con la cassa dritta – che c’è ancora in grande quantità, beninteso. Ma il Sanremo di Carlo Conti torna a tenere un piede ben saldo nella tradizione.
Sono le prime impressioni agli ormai tradizionali pre-ascolti per la stampa, che si sono svolti oggi negli studi Rai di Milano e Roma.
Le pagelle al primo ascolto dei 30 brani in anteprima: Giorgia, Tony Effe, Olly, The Kolors, Noemi e Achille Lauro puntano al podio. Fedez in versione ultra dark e Marcella Bella l’outsider.
Tra gli autori dei testi spicca la presenza di Federica Abbate e Davide Petrella mentre, per alcuni colleghi, ci sono anche canzoni firmate da Blanco, Mahmood, Tiziano Ferro e Nek.
L’ascolto in anteprima dei brani di Sanremo 2025, riservato ai giornalisti, rivela un Festival in cui emergono sentimenti ed emozioni personali, con poche incursioni nei temi sociali.
L’amore domina incontrastato: ci sono storie finite, passioni nascenti, legami duraturi e declinazioni intime come il rapporto tra genitori e figli. Si parla di padri assenti, figli piccoli e di quando sono i genitori a diventare figli, esplorando così un vasto panorama emotivo.
Nell’occasione il conduttore ha ribadito una predilezione dei Big per i rapporti personali («Anche difficili e dolorosi») e interpersonali: “Si parla più del micromondo che del macromondo, forse è un modo per sfuggire dalle cose gravi che ci circondano e tornare a parlare di quello che sta più vicino a noi”.
Solo due brani si distinguono per un taglio più sociale: uno affronta questioni politiche, l’altro fotografa il momento storico, ma nel complesso si nota l’assenza di temi come la guerra o i grandi problemi collettivi.
Dal punto di vista musicale, l’urban si mescola con il pop, il rap e la dance, segnando una tendenza già consolidata negli ultimi anni. Tuttavia, Carlo Conti ha scelto di dare maggiore spazio alle ballad, che restano il marchio di fabbrica del Festival, con melodie emozionanti e testi evocativi.
Manca il rock, per assenza di proposte valide, e lo stesso vale per gli slanci verso un rinnovamento generazionale: molti brani seguono strutture prevedibili e si affidano ad autori noti per aver firmato diverse hit recenti.
“Ho scelto le canzoni senza guardare autori e compositori.”
Tra le eccezioni, spiccano Brunori Sas, Joan Thiele e Simone Cristicchi, che portano un tocco di autenticità e originalità.
Con 30 brani in gara, il rischio di sovrapposizioni tematiche e musicali è evidente. Alcuni pezzi sembrano costruiti su misura per conquistare le radio, lo streaming e TikTok, grazie alla cassa dritta o a ritornelli orecchiabili. Altri, invece, sorprendono con sperimentazioni, come nel caso di La mia parola di Shablo feat. Guè, Joshua e Tormento, che unisce ritmo e rime in un mix travolgente.
La direzione di Carlo Conti segna un ritorno alla tradizione sanremese, con meno “spigoli” rispetto agli anni precedenti, ma anche meno innovazione. Il Festival si annuncia come un viaggio nei microcosmi personali degli artisti, dove l’introspezione prevale sui panorami sociali. Sanremo 2025 promette emozioni, anche se privo di grandi rivoluzioni, da vivere in diretta su Rai1.

Vediamo nel dettaglio il resoconto con le pagelle e i giudizi, opinioni, commenti e prime valutazioni sui brani in gara al Festival di Sanremo 2025, le canzoni si capiscono davvero sul palco dell’Ariston e nella resa televisiva.
Ma queste prime impressioni raccolti dalle varie testate giornalistiche fra le quali All Music Italia, Fanpage, Tv Sorrisi e Canzoni, Avvenire, RTL, TV Blog, Radio Italia, Rockol, Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, Libero, Il Messaggero, Il Mattino, QN (dorso nazionale di Giorno-Resto del Carlino-La Nazione), Il Riformista, La Stampa, Il Sole 24 Ore, Leggo, Il Fatto Quotidiano, Today e Open, Huffington Post, l’agenzia Ansa; Sky Tg24, Vanity Fair, le riviste femminili Amica e Io Donna; Gay.it, Panorama; Wired, le riviste di settore AllMusicItalia, Recensiamo Musica, Il Giornale della Musica e Faremusic, delineano un passo indietro, o quantomeno un livello generale non altissimo: probabilmente era meglio rimanere a 24 brani come inizialmente annunciato, perché tra le 30 ce ne sono alcune davvero dimenticabili. Conti, da par suo, racconta che ce n’erano almeno altre 6 che poteva inserire e rivendica la varietà della proposta, lamentando solo l’assenza del rock.
Sanremo non è certo lo spazio dell’avanguardia, ma la maggior parte degli artisti vanno sul sicuro (“stanno nella loro comfort zone”, si direbbe oggi), spesso ripetendo o aggiornando formule che hanno già portato su questo palco, o che qua hanno avuto fortuna. Insomma: si rischia poco, nelle scelte (e anche nelle proposte).
La favorita e le proposte che convincono di più. C’è con ogni probabilità una grande favorita ed è Giorgia, che ha in “La cura per me” (firmata da Blanco e Michelangelo) quella che è probabilmente la “Brividi” o la “Due vite” del 2025 – ma attenzione anche a Olly, che ha dalla sua un pubblico più giovane e attivo e una ballata a regola d’arte per il palco. Oltri che hanno colpito soprattutto “Eco” di Joan Thiele, le canzoni di Dario Brunori e Lucio Corsi, così come Willie Peyote, con una canzone densa, che non si tira indietro sull’attualità.
Che è pochissimo presente, nei testi: “Si parla più del micromondo che del macromondo, delle relazioni personali: forse è un modo di sfuggire dal mondo che ci circonda”, spiega Conti. Insomma amore e cuore, anzi “cuoricini” per dirla alla Coma-Cose. Tony Effe, il più atteso, fa il Califano romano e romantico, Fedez si gioca la carta del racconto del disagio. Niente dissing, per ora.
Altre note: poche sorprese tra gli autori: Calcutta con i Kolors, Tiziano Ferro e Nek con Ranieri, Madame per Clara. Molte canzoni a più mani con le firme consolidate del settore tanto che le canzoni scritte da una persona sola sono solo due (Brunori e Modà, più Corsi che co-firma con Tommaso Ottomano). Anche qua, non sembrerebbe essere voluto – Conti dice di averle scelte senza sapere chi aveva firmato – ma la certificazione di un processo ormai consolidato.
Ecco le prime impressioni brano per brano, che si focalizzano su come suonano e cosa raccontano i brani:
• Francesco Gabbani – “Viva la vita”(Francesco Gabbani, Claudio Gabelloni, Carlo Gabelloni, Luigi De Crescenzo ‘Pacifico’, Davide Simonetta, Andrea Vittori e Giuseppe Zito).
Francesco Gabbani torna in gara dopo cinque anni con una avvolgente ballatona orchestrale dai toni anni ’60, che inizia come un blues e poi si apre, come si intuisce dal titolo, diventando una celebrazione della vita. Un’apertura e un crescendo molto classico, con un ritornello efficace, motivazionale.
• Clara – “Febbre” (Clara Soccini, Jacopo Angelo Ettorre, Madame, Davide Faini ‘Dardust’ e Federica Abbate).
Parte voce e orchestra, poi entra la cassa dritta, poi rallenta e riparte. Clara è di nuovo a Sanremo in gara per il secondo anno di fila, prova ad unire due mondi, quello della canzone classica e quello della sua generazione. Un pezzo dance che promette di portare energia sul palco e che mostra un altro lato della cantante, ma non si allontana molto da quello che ha già presentato su questo palco, accompagnata dai suoni elettronici tipici del produttore Dardust, che qui fanno da sfondo a un testo implacabile in cui lei mette il piede sull’acceleratore per narrarci, attraverso la metafora della febbre, il testo non incide particolarmente, almeno a questo primo ascolto.
• Willie Peyote – “Grazie ma no grazie” (Willie Peyote, Daniel Gabriel Bestonzo, Atonino Luca Davide Romeo e Alex Andrea Vella ‘Raige’).
La canzone più densa e sociale di questo Festival, ironica e ficcante allo stesso tempo. Una base funky, con una chitarra e Willie che canta e rappa, con un ritornello efficace. Alla fine la tanto attesa citazione dei Jalisse è la cosa meno rilevante di un pezzo che ricorda il primo Daniele Silvestri, nel migliore dei modi.
• Noemi – “Se t’innamori muori” (Alessandro Mahmoud ‘Mahmood’, Riccardo Fabbriconi ‘Blanco’ e Michele Zocca ‘Michelangelo’).
La canzone di Noemi, al suo Sanremo numero otto, è una ballata struggente che esalta la sua bella voce, che graffia quando si alza. Una ballad convincente. La ballata ha tre firme importanti, due vincitori del Festival, Mahmood e Blanco, con la produzione di Michelangelo, è una canzone d’amore che al primo ascolto però non decolla – da risentire sul palco con l’orchestra.
• Lucio Corsi – “Volevo essere un duro” (Lucio Corsi, Tommaso Sabatini – Lucio Corsi, Tommaso Sabatini).
Al suo debutto a Sanremo, Lucio Corsi presenta un tenero e ironico autoritratto, malinconico, con un intenso utilizzo del pianoforte, il pezzo tra nostalgia di presente e passato. Era attesa come una delle proposte più “alte”, non delude. Nell’essenza è un’altra ballata, ma con un arrangiamento che tra archi e chitarre ha un sapore anni ’70 quasi alla Elton John, e un testo che gioca con gli stereotipi del machismo.
• Rkomi – “Il ritmo delle cose” ( Mirko Manuele Martorana ‘Rkomi’, Jacopo Angelo Ettorre, Matteo Pierotti, Francesco Catitti, Vincenzo Luca Faraone e Pablo Miguel Lombroni Capalbo ‘Shablo’).
Inizia rappando, continua con una cassa dritta: Rkomi (che torna in gara a Sanremo dopo tre anni), torna con un brano pop elettronico, molto radiofonico, che lo riporta almeno in parte alle sue origini, ma con una dimensione più pop che rock. Radiofonica, l’altra candidata a neo-“Cenere” di questa edizione.
• The Kolors – “Tu con chi fai l’amore” (Antonio “Stash” Fiordispino, Davide Petrella, Edoardo D’Erme ‘Calcutta’, Simone Tognini).
È una canzone spigliata e ad altissima velocità quella della band di Stash, che dopo la hit “Un ragazzo una ragazza” della scorsa edizione, qui vira su suoni pop-dance dal gusto latino, mettendo in scena una serata in cui può succedere davvero di tutto. Inizia con un piano elettrico vintage, poi entra l’inconfondibile cassa dritta: l’accoppiata Kolors-Calcutta unisce due mondi apparentemente distanti. Da un lato i Kolors riportano il loro modello di canzone pop-disco, dall’altro il testo ricorda quasi Raffaella Carrà. Iper-radiofonica come ogni loro progetto ma non sorprende.
• Rocco Hunt – “Mille vote ancora” (Rocco Hunt, Stefano Tognini ‘Zef’, Gabriel Rossi ‘Kende’, Marco Salvaderi, Davide Simonetta, Simone Tognini, Paolo Antonacci, Lorenzo Santarelli).
Neapoltian power, con tutti gli elementi al loro posto. Ricordi della sua infanzia e della sua adolescenza si uniscono in una canzone decisamente autobiografica, cantata in un mix di italiano e il dialetto napoletano nel ritornello, c’è una cassa dritta e c’è una chitarra, melodia e rap si fondono con rivendicazione delle proprie origini. Rocco Hunt gioca tra nostalgia e voglia di riscatto, con suoni partenopei ma riletti in chiave contemporanea.
• Rose Villain – “Fuorilegge” (Rose Villain, Federica Abbate, Niccolò Lazzarin e Andrea Ferrara).
Brano che ricalca ed espande un pò la struttura dell’anno scorso, con l’alternanza di parti melodiche classiche che anticipano accelerazioni e strofe ritmate, a cui si aggiungono una scelta interessante ed elettronica sul ritornello, e una parte quasi gospel. Vocalmente impegnativa l’interpretazione in questo pezzo. Una canzone non semplicissima da portare sul palco, anche se si poteva osare di più.
• Brunori Sas – “L’albero delle noci” (Brunori Sas – Brunori Sas, Riccardo Sinigaglia).
Dario Brunori, al suo primo Festival, porta una canzone si inserisce nello stile che ha reso celebre e amato il cantautore, tra poesia e malinconia. Parte piano e voce poi diventa un midtempo, ricalcando in maniera magistrale la tradizione dei cantautori a cui Brunori fa riferimento. Una canzone d’autore con un arrangiamento semplice, con un testo che racconta che celebra le gioie e le paure dell’essere genitori ma anche un sentimento che va accettato con il suo carico rivoluzionario.Brunori ha scelto un pezzo che può essere apprezzato dal ‘nuovo pubblico’ e anche da chi ascolta e apprezza, da sempre, la sua scrittura.
• Serena Brancale – “Anema e core” (Serena Brancale, Federica Abbate, Jacopo Ettorre, Mattia Finotti e Niccolò Lazzarin).
Con Serena Brancale, al suo ritorno in gara dopo dieci anni esatti, si balla e ci si scatena sul serio. Anche la sua canzone mescola italiano e dialetto, con un pizzico di ironia quando canta. La canzone che gioca con il ritmo, mettendo assieme melodia mediterranea e ritmi “latini” strizzando l’occhio apertamente al genere neo-melodico. Ritmo sostenuto, frenetico. Da risentire e vedere sul palco.
• Irama – “Lentamente” (Irama, Blanco, Michelangelo e Giuseppe Colonnelli).
Torna a Sanremo con la sua straordinaria intensità canora in una ballata nostalgica sulla fine di una storia con un testo che lui definisce “crudo e allo stesso tempo trasparente”. È fatta per esaltare la sua voce, con crescendo finale di batteria e orchestra alla “Fix you” dei Coldplay. Da risentire e vedere sul palco.
• Marcella Bella – “Pelle diamante” (Marcella Bella, Senatore Cirenga, Alessandro Simoncini, Pietro Mammaro e Marco Rettani).
Cassa dritta e un testo che gioca a modo suo con l’empowerment femminile, e un pò si autocita. È questo il ritratto che Marcella Bella fa in questo brano orgoglioso, dal ritmo sostenuto, che mette al centro una figura femminile «combattente», una «mina vagante». Anche in questo caso, come accaduto negli anni scorsi, un pezzo che prende un grande nome della musica e mostra come sia in grado di essere attuale. Un brano elettropop nel quale si comprende quanto si stia divertendo a cantarla. Cerca l’effetto Ricchi e Poveri dell’anno scorso.
• Achille Lauro – “Incoscienti giovani” (Achille Lauro, Sanpietro Masnzairi, Paolo Antonacci, Davide Simonetta, Daniele Nelli, Gregorio Calculli).
Achille Lauro, che al suo quarto Sanremo cambia rotta e porta una ballata delicata, che colpisce ed è efficace, resterà tra i classici come “C’est la vie”. L’assolo finale di sax è vendittiano, ma tra le tante ballate di quest’anno è tra le migliori per scrittura e arrangiamento. Molti passaggi hanno un gusto quasi cinematografico.
• Elodie – “Dimenticarsi alle 7” (Elodie, Davide Petrella e Davide Simonetta).
Una canzone d’amore dove convivono le sonorità elettroniche da club e l’intensità drammatica della tradizione, che unisce orchestra ed elettronica, melodia e cassa dritta: Elodie vuole dimostrare e ricordare a tutti quanto sappia cantare (bene) e si mette alla prova con un ritornello dove esplode, al massimo, la sua vocalità in un pezzo ambizioso, che poi nella sua parte centrale sembra richiamarsi alla canzone classica italiana. Ovviamente il pezzo è radiofonico, ma con un uso non indifferente della voce.
• Tony Effe – “Damme ’na mano” (Tony Effe, Vincenzo Faraone e Diego Vincenzo Vettraino).
Il personaggio più atteso, quello che è diventato suo malgrado icona della libertà d’espressione, si presenta in maniera iper romantica, e vi stupirà portando sul palco dell’Ariston il dialetto della Capitale. Un pò di autotune, qualche parte più recitata che rappata, una chitarrina per una canzone dove l’amore romantico non è per una donna, ma per la città eterna, con atmosfere gitane nel brano dall’inizio e nel ritornello, sembra quasi un tipico stornello romano. Arriva a Sanremo con un pezzo inaspettato ma in grado di poter piacere a un pubblico ampio.
• Massimo Ranieri – “Tra le mani un cuore” (Tiziano Ferro, Nek, Giulia Anania e Marta Venturini).
Altro artista che va sul sicuro, facendosi accompagnare da Tiziano Ferro e Nek, che sono tra gli autori di questa canzone dall’arrangiamento minimale e orchestrale di grande respiro, con la voce punteggiata da un sax nella prima parte e dall’orchestra nella seconda, con l’inevitabile crescendo, a cui dà lustro la voce inconfondibile di Ranieri. Un testo romantico, su come proteggere qualcuno dalle sofferenze.
• Sarah Toscano – “Amarcord” (Sarah Toscano, Jacopo Ettorre, Federica Abbate, Federico Mercuri, Giordano Cremona, Leonardo Grillotti e Eugenio Maimone).
Ritmo velocissimo per la canzone fieramente pop con cui Sarah debutta al Festival. La più giovane artista in gara ci porta u ezzo che piacerà ai più giovani, energia giovanile pura che aumenta sempre più.Un gruppo di autori di primo piano, ma la canzone è una delle più deboli al primo ascolto.
• Fedez – “Battito” (Fedez, Alessandro La Cava, Federica Abbate e Cripo).
Fedez ritorna a Sanremo e si gioca la carta del racconto a modo suo il disagio e il rapporto con la depressione, portandoci per mano, a volte in modo quasi onirico, nel profondo buio della psiche, alternando versi in apparenza sentimentali a un vero e proprio grido d’aiuto. Alla serata Sanremo Giovani l’avevamo visto effettivamente molto provato, ma la canzone è invece un uptempo con cassa dritta (ovviamente si sente un battito del cuore) e parti rappate, che vira al pop nel ritornello. Il ritmo e i suoni sono aggressivi e “dark”. Autotune ben palese.
• Coma_cose – “Cuoricini” (Coma_cose, Antonio Filippelli, Gianmarco Manilardi).
Dopo le ballate delle precedenti edizioni, questa volta il duo arriva con un pezzo iper-pop veloce, molto ironico e scanzonato, in stile Anni 80, che parte con cassa dritta, confermando le scelte fatte con gli ultimi singoli. Il testo, come intuibile, racconta con leggerezza delle relazioni ai tempi dei social media, immediato e non banale, nonostante l’apparente leggerezza. Hanno fatto centro. Pronta per diventare presto una hit radiofonica. Attenzione perché non è da sottovalutare. Pezzo da top 5 almeno.
• Giorgia – “La cura per me” (Giorgia, Blanco e Michelangelo).
Quinto Sanremo da Big per una delle più grandi voci italiane, qui con due autori d’eccezioni come e Michelangelo, che firmano una ballata che parte minimale piano e voce per esaltare la voce di Giorgia. La voce di Giorgia è protagonista assoluta di tutto il pezzo. Si apre poco per volta, con il ritornello che le permette di volare, con un finale con un bel cambiamento di ritmo. Preparatevi perché la voce di Giorgia in questi pochi minuti torna a raggiungere vette incredibili. Giorgia mostra a tutti come si canta e quanto la sua voce sia potente. Parte da favorita: dopo X Factor è in un momento d’oro e la canzone è pensata per questo.
• Olly – “Balorda nostalgia” (Olly, Julien Boverod Pierfrancesco Pasini).
Altro artista che arriva a Sanremo dopo un periodo d’oro e si gioca la carta della ballata nostalgica, dove Olly canta avvolgendo tutti di nostalgia e malinconia. Parla di un amore finito che vorrebbe recuperare. Anche questo pezzo sarà tra i più trasmessi, restando fedele allo stile che ha fatto apprezzare Olly e con un grande utilizzo di energia interpretativa. Da tenere d’occhio perché si potrebbe giocare un podio.
• Simone Cristicchi – “Quando sarai piccola” (Simone Cristicchi, Nicola Brunialti – Simone Cristicchi, Amara).
Simone Cristicchi, punta deliberatamente a commuovere e ci riesce, un pezzo intenso che emozionerà molto, con una canzone dedicata alla madre. Una canzone delicata, come è delicato il rapporto dei figli con i propri genitori quando invecchiano e la memoria e l’autonomia iniziano a vacillare. Cristicchi si impegna a restituire tutto l’amore che gli è stato dato durante la vita. Insieme fino all’ultimo giorno per sconfiggere il tempo che scorre. Da vedere come la renderà sul palco.
• Emis Killa – “Demoni” (Emis Killa, Mattia Cerri, Niccola Lazzarin, Marco Cerri e Federica Abbate).
Emis Killa (al suo primo Festival) porta una canzone con un sound dance accattivante che probabilmente verrà apprezzato dai fan e dai più giovani, ma senza strofe che possono generare controversie e un approccio pop/cassa dritta/coloriture elettroniche tra EDM e Fred Again. Ha bisogno (forse) di più ascolti perché rischia di perdersi in queste 30 canzoni in gara. Fa il suo ma sembra non brillare mai dopo averla sentita solo una prima volta.
• Joan Thiele – “Eco” (Joan Thiele, Federica Abbate, Mace ed Emanuele Triglia).
Un’altra esordiente al 75° Festival, Joan Thiele porta il suo stile unico in gara con un pezzo tra pop e r&b caratterizzato da un retrogusto vintage, quasi da colonna sonora di film. Voce calibrata, misurata ma sensuale in grado di passare dal sussurrato al canto più impegnativo. Un grande arrangiamento per una delle canzoni più belle e sofisticate di quest’anno. Nel brano l’artista ci invita a seguire il nostro istinto e soprattutto a difendere ad ogni costo le nostre idee.
• Modà – “Non ti dimentico” (Francesco Silvestre).
Il ritorno dei Modà a Sanremo arriva con una canzone pop-rock fieramente nel loro stile basata, sul crescendo e sul romanticismo, che è esattamente quello che i fan della band vogliono da loro e che il pubblico si aspetta. Una canzone che è la quintessenza del sunto del loro repertorio. I Modà saranno i Modà di sempre.
• Gaia – “Chiamo io chiami tu”(Gaia Gozzi, Davide Petrella e Simone Tognini).
Dopo il successo del tormentone estivo, Gaia torna al Festival dopo quattro anni e si presenta con una canzone pop latineggiante, che più che sanremese è un altro tormentone estivo assicurato, che unisce ritmo ed energia. Carlo Conti batte le mani durante l’ascolto: La canzone è pensata per battere le mani, per non far restare fermi (ma non sembra particolarmente originale, al primo ascolto).
• Bresh – “La tana del granchio” (Bresh, Luca di Biasi, Giorgio De Lauri, Luca Ghiazzi).
Il genovese Bresh, al suo esordio sanremese, presenta una ballata molto classica, ma con un testo che usa una metafora marinara per sfuggire dagli stereotipi del genere romantico, lasciando aperta l’interpretazione. Un pezzo con potenziale che ha bisogno di più ascolti ma appare subito originale
• Francesca Michielin – “Fango in paradiso” (Francesca Michielin, Davide Simonetta e Alessandro Raina).
A quattro anni dall’ultima volta in gara, Francesca Michielin mostra un lato più maturo di sé raccontando la fine di un amore che ha portato centomila lacrime. La sua è una ballata bella, intensa e potente dal sapore classico dove non manca però il talento per l’osservazione del quotidiano, mettendo in luce i postumi dolorosi di una storia. Un ritorno sul palco in grande stile.
• Shablo con Guè, Joshua e Tormento – “La mia parola” (Shablo, Guè, Joshua, Tormento, Ediooardo Medici, Vincenzo Luca Farain, Roberto Lamanna, Ernesto Conocchia).
Vibrazioni di hip-hop classico, che mescola rap e r&b su un ritmo incalzante alternando le voci dei suoi tre “ospiti” e giocando con ironia con le tante parole inglesi del testo, il punto forte è sicuramente il ritornello. Da vedere la resa sul palco.
Aggiornamento: Ecco la tabella riassuntiva con le votazione delle principali testate giornalistice. In media, Brunori Sas, Giorgia e Simone Cristicchi risultano i preferiti della Stampa mentre non ha colpito molto il brano di Marcella Bella e di Emis Killa.

Aggiornamento: Chi sono i favoriti del Festival di Sanremo 2025 dopo la prima sessione di ascolti?
Dopo il primo ascolto, il giudizio dei bookmaker sui 30 brani in gara a Sanremo 2025 ha avuto un impatto sulle quote attribuite agli artisti che gareggeranno nella 75esima edizione del Festival. Se l’ascesa di Giorgia sembra non arrestarsi, si evidenzia invece un certo scetticismo dei bookies nei confronti di Elodie, una sorta di mezza bocciatura dopo il primissimo ascolto del suo pezzo. Salgono anche le quotazioni di Olly: stando al confronto delle quote sul vincente di Sanremo 2025 di Superscommesse, sono infatti Giorgia e Olly i due principali favoriti per il trionfo della competizione canora. Irama li segue a distanza ravvicinata. Anche Achille Lauro, seppur con meno chance, appare tra i cinque papabili vincitori di Sanremo 2025.
Di seguito la top 5 dei big favoriti alla vittoria di Sanremo 2025 secondo i principali bookmakers:
| Vincitore Sanremo 2025 | Quota più alta nel confronto Superscommesse |
| Giorgia | 6.00 |
| Olly | 6.00 |
| Irama | 8.00 |
| Elodie | 12.00 |
| Achille Lauro | 12.00 |
Tra gli outsider “di lusso” appaiono invece artisti quali Rocco Hunt, Brunori Sas, Noemi e Francesca Michielin, che non nascondono velleità di imporsi sul palco dell’Ariston:
| Vincitore Sanremo 2025 | Quota più alta nel confronto Superscommesse |
| Rocco Hunt | 12.00 |
| Noemi | 16.00 |
| Brunori Sas | 26.00 |
| Francesca Michielin | 50.00 |
Chi invece potrebbe avere poche chance di salire in vetta? Secondo gli esperti Sisal i Modà e Serena Brancale, a quota 100,00, seguiti dal rapper Emis Killa, alla sua prima partecipazione a Sanremo, da Rkomi, che ritorna sul palco dell’Ariston con un brano che segue “Il ritmo delle cose”, dati a 200,00. Chiude la veterana Marcella Bella con quota 300,00.
Ecco tutte le quote aggiornate di Sisal.
GIORGIA – 4,00
OLLY – 6,00
ACHILLE LAURO, IRAMA – 7,50
ROCCO HUNT – 9,00
ELODIE, BRUNORI SAS, NOEMI – 16,00
SIMONE CRISTICCHI – 25,00
LUCIO CORSI, COMA COSE – 33,00
SHABLO, GUE, JOSHUA E TORMENTO, WILLIE PEYOTE, FRANCESCO GABBANI, JOAN THIELE – 40,00
CLARA, FRANCESCA MICHIELIN, THE KOLORS, TONY EFFE, GAIA – 50,00
FEDEZ, MASSIMO RANIERI, SARAH TOSCANO, ROSE VILLAIN, BRESH – 66,00
MODA, SERENA BRANCALE – 100,00
EMIS KILLA, RKOMI – 200,00
MARCELLA BELLA – 300,00
Aggiornamento: Come annunciato dall’EBU-UER nella giornata di oggi, 20 gennaio 2025, la conduzione della 69esima edizione dell’Eurovision Song Contest sarà affidata alla showgirl svizzera, naturalizzata italiana, Michelle Hunziker insieme alla cantante Sandra Studer e alla comica Hazel Brugger.
L’Eurovision Song Contest 2025 si svolgerà presso la St. Jakobshalle a Basilea, in Svizzera, dal 13 al 17 maggio 2025, in seguito alla vittoria di Nemo con la canzone “The Code” nell’edizione precedente. Sarà la terza edizione della manifestazione a svolgersi in Svizzera, dopo quelle del 1956 e 1989.
Per scoprire chi rappresenterà l’Italia alla prossima edizione del contest canoro bisognerà aspettare, come di consuetudine, la finale di Sanremo. Sarà infatti il vincitore o la vincitrice di Sanremo 2025 a ottonere di diritto la partecipazione all’Eurovision Song Contest 2025. Lo scorso anno il compito era spettato ad Angelina Mango con “La noia”.
Aggiornamento: Festival di Sanremo 2025. La classifica della stampa dopo i pre-ascolti.
Lunedì 10 gennaio 2025 la stampa ha avuto la possibilità di ascoltare in anteprima i brani in gara al Festival di Sanremo 2025.
Gran parte delle testate presenti ha espresso il proprio voto in base a un unico ascolto della canzone registrata (quindi non eseguita con l’orchestra come avverrà all’Ariston) a febbraio.
Ecco la classifica della Stampa:
INSUFFICIENTI. Nessuna canzone ha avuto un voto medio inferiore al 5, ma Clara, Emis Killa, Marcella Bella, Modà, Rose Villain e Sarah Toscano (in ordine alfabetico) per la stampa sono insufficienti. Clara è stata valutata 4 da Il Mattino e Il Corriere della Sera e 4,5 da Il Sole 24 Ore, mentre per Il Roma Febbre è una canzone da 8. Emis Killa non convince (voto 4) All Music Italia, Il Messaggero e Il Mattino, mentre Gay.it dà 8 a Demoni. Marcella Bella è in gara con Pelle Diamante, senza voto per Il Sole 24 Ore e 3,5 per noi di All Music Italia. Il voto più alto, 7,5, lo assegna Donna Moderna. I Modà tornano a Sanremo con Non ti dimentico e il loro brano è valutato insufficiente dalla stampa. In particolare Open dà 4 e Il Sole 24 Ore 5-, mentre per iMusicFun, Recensiamo Musica, Gay.it, L’Unione Sarda e Vanity Fair vale 7. Amarcord di Sarah Toscano non è piaciuta proprio a Il Sole 24 Ore (3, senza appello) e Il Mattino (4), mentre di parere opposto (7+) è Sky TG24.
SUFFICIENTI O POCO PIù. Per la stampa hanno fatto il compitino 9 canzoni che hanno ricevuto la sufficienza o poco più (voto medio compreso tra 6 e 6,5).
The Kolors – Tu con Chi Fai l’Amore voto 6,38 (max: L’Unione Sarda 8,5, min Open 4,5), Gaia – Chiamo Io Chiami Tu voto 6,23 (max: Gay.it 8, min Sole 24 Ore 4), Irama – Lentamente voto 6,17 (max: Gay.it 9, min Sole 24 Ore 3,5), Fedez – Battitovoto 6,12 (max: Il Roma 8, min Corriere della Sera 5), Francesco Gabbani – Viva la Vita voto 6,06 (max: RecensiamoMusica 8, min Donna Moderna 4), Serena Brancale – Anema e Core voto 6,04 (max: L’Unione Sarda 8, min Sole 24 Ore 4), Rkomi – Il Ritmo delle Cose voto 6,02 (max: Gay.it 9, min All Music Italia 4,5), Bresh – La Tana del Granchio voto 6,01 (max: Donna Moderna 8, min Il Messaggero 4), Tony Effe – Damme ‘Na Mano voto 6 (max: L’Unione Sarda 9, min MITomorrow s.v.)
SANREMO 2025 – PIù CHE SUFFICIENTI. Questi cantanti hanno preso un voto più che sufficiente, fino a 7: Noemi – Se t’innamori Muori voto 6,85 (max: Donna Moderna 9, min Sole 24 Ore 4,9), Willie Peyote – Grazie ma No Grazie voto 6,74 (max: Vanity Fair 8, min Leggo 5,5), Francesca Michielin – Fango in Paradiso voto 6,69 (max: Donna Moderna 9, min Sole 24 Ore 5), Olly – Balorda Nostalgia voto 6,68 (max: Donna Moderna 8,5, min Sole 24 Ore 3,9), Coma_Cose – Cuoricini voto 6,6 (max: Gay.it 9, min Leggo 5), Rocco Hunt – Mille Volte Ancora voto 6,58 (max: Il Roma 8,5, min All Music Italia 4,5), Massimo Ranieri – Tra le Mani un Cuore voto 6,57 (max: L’Unione Sarda 8, min Donna Moderna 5), Elodie – Dimenticarsi alle 7 voto 6,56 (max: Gay.it 10, min Sole 24 Ore 4)
sanremo 2025 – dal 7 al 7,5. Nessun brano ha ricevuto un voto pari a 8 o più, ma i sette rimanenti sono stati giudicati più che discreti. Sono: Lucio Corsi – Volevo Essere un Duro voto 7,42 (max: Rockit 10, min All Music Italia 6,1), Joan Thiele – Eco voto 7,24 (max: Gay.it 9, min Sole 24 Ore 5), Achille Lauro – Incoscienti Giovani voto 7,14 (max: All Music Italia 8, min Sole 24 Ore 4,5), Shablo con Guè, Joshua e Tormento – La Mia Parola voto 7,05 (max: Gay.it 9, min All Music Italia 6)
Mancano i primi tre classificati, i brani che secondo la stampa si contenderanno la vittoria finale.
Al terzo posto troviamo Simone Cristicchi con Quando sarai piccola. Il suo voto medio 7,48. Tre testate gli danno 9: Donna Moderna, RecensiamoMusica, Il Roma. Voto minimo 5,5 di Wired.
Al secondo posto, con una media di 7,52, c’è Giorgia in gara con La cura per me. Il brano prende 10 da L’Unione Sarda, 9 da Donna Moderna, Gay.it e Il Roma, mentre Wired si limita a 6.
In testa c’è Brunori Sas con L’albero delle noci. Il suo brano conquista la stampa con un voto medio pari a 7,58. I voti più alti vengono dati da Il Messaggero (9) e Il Roma e Open (8,5), mentre il più basso è 6,5 assegnato da Wired e Il Riformista.
SANREMO 2025 – CLASSIFICA DELLA STAMPA. Ricapitolando, per la stampa i primi 10 brani sono:
- L’Albero delle Noci (Brunori Sas) voto 7,58
- La Cura per Me (Giorgia) voto 7,52
- Quando Sarai Piccola (Simone Cristicchi) voto 7,48
- Volevo Essere un Duro (Lucio Corsi) voto 7,42
- Eco (Joan Thiele) voto 7,24
- Incoscienti Giovani (Achille Lauro) voto 7,14
- La Mia Parola (Shablo con Guè, Joshua e Tormento) voto 7,05
- Se t’Innamori Muori (Noemi) voto 6,85
- Grazie ma No Grazie (Willie Peyote) voto 6,74
- Fango in Paradiso (Francesca Michielin) voto 6,69
Media non musicali. Per i media generalisti e non musicali, la classifica è leggermente diversa, anche se nulla cambia nella TOP3, con Cuoricini e Tra le Mani un Cuore che prendono il posto di Willie Peyote e Francesca Michielin:
- L’Albero delle Noci (Brunori Sas) voto 7,67
- La Cura per Me (Giorgia) voto 7,57
- Quando Sarai Piccola (Simone Cristicchi) voto 7,41
- Eco (Joan Thiele) voto 7,4
- Volevo Essere un Duro (Lucio Corsi) voto 7,34
- La Mia Parola (Shablo con Guè, Joshua e Tormento) voto 7,09
- Incoscienti Giovani (Achille Lauro) voto 7
- Se t’Innamori Muori (Noemi) voto 6,93
- Cuoricini (Coma_Cose) voto 6,77
- Tra le Mani un Cuore (Massimo Ranieri) voto 6,727
Sanremo 2025 classifica – media musicali. I media musicali, invece premiano Simone Cristicchi, Lucio Corsi e Achille Lauro e fanno entrare in TOP10 Olly con Balorda Nostalgia.
- Quando Sarai Piccola (Simone Cristicchi) voto 7,65
- Volevo Essere un Duro (Lucio Corsi) voto 7,617
- Incoscienti Giovani (Achille Lauro) voto 7,5
- La Cura per Me (Giorgia) voto 7,4
- L’Albero delle Noci (Brunori Sas) voto 7,35
- La Mia Parola (Shablo con Guè, Joshua e Tormento) voto 6,933
- Grazie ma No Grazie (Willie Peyote) voto 6,85
- Eco (Joan Thiele) voto 6,833
- Balorda Nostalgia (Olly) voto 6,767
- Fango in Paradiso (Francesca Michielin) voto 6,667
Alla fine di tutto ciò, qual è il voto medio che le singole testate hanno dato ai brani in gara al Festival di Sanremo?
Sanremo 2025 classifica – i voti dei media. Grande entusiasmo dopo i pre-ascolti per Gay.it, Vanity Fair, L’Unione Sarda, Il Roma e Donna Moderna, tutti abbondantemente sopra il 7. Giornata di grande sofferenza per l’autore delle pagelle de Il Sole 24 Ore (voto medio 4,97, probabilmente loro preferiscono l’analisi dei mercati finanziari!), Wired (5,67) e Il Mattino (5,08).
- Gay.it voto medio 7,5
- Vanity Fair voto medio 7,23
- L’Unione Sarda voto medio 7,2
- Il Roma voto medio 7,18
- Donna Moderna voto medio 7,08
- Sky TG24 voto medio 6,92
- RecensiamoMusica voto medio 6,88
- iMusicfun voto medio 6,72
- Newsic voto medio 6,56
- Il Riformista voto medio 6,39
- Leggo voto medio 6,32
- MITomorrow voto medio 6,3
- Il Messaggero voto medio 6,27
- Io Donna voto medio 6,22
- Corriere della Sera voto medio 6,19
- Rockit voto medio 6,18
- All Music Italia voto medio 6,14
- Open voto medio 6,05
- Il Mattino voto medio 5,8
- Wired voto medio 5,67
- Sole 24 Ore voto medio 4,97
Aggiornamento: In esclusiva per RaiPlay
- L’intervista a Tony Effe. Tony Effe presenta il brano “Damme ‘na mano”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Gaia. Gaia presenta il brano “Chiamo io chiami tu”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Fedez. Fedez presenta il brano “Battito”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Elodie. Elodie presenta il brano “Dimenticarsi alle 7”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Emis Killa. Emis Killa presenta il brano “Demoni”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Giorgia. Giorgia presenta il brano “La cura per me”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista ai The Kolors. The Kolors presentano il brano “Tu con chi fai l’amore”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Rose Villain. Rose Villain presenta il brano ‘Fuorilegge’, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Olly. Olly presenta il brano “Balorda nostalgia”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Brunori Sas. Brunori Sas presenta il brano “L’albero delle noci”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista ad Achille Lauro. Achille Lauro presenta il brano “Incoscienti Giovani”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista ai Coma_Cose. Coma_Cose presentano il brano “Cuoricini”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Bresh. Bresh presenta il brano “La tana del granchio”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Clara. Clara presenta il brano “Febbre”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Rocco Hunt. Rocco Hunt presenta il brano “Mille vote ancora”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Francesca Michielin. Francesca Michielin presenta il brano “Fango in Paradiso”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Shablo feat. Guè, Joshua, Tormento. Shablo, Guè, Joshua e Tormento presentano il brano “La mia parola”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Francesco Gabbani. Francesco Gabbani presenta il brano “Viva la vita”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Rkomi. Rkomi presenta il brano “Il ritmo delle cose”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Irama. Irama presenta il brano “Lentamente”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Joan Thiele. Joan Thiele presenta il brano “Eco”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Serena Brancale. Serena Brancale presenta il brano “Anema e Core”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Lucio Corsi. Lucio Corsi presenta il brano “Volevo essere un duro”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Marcella Bella. Marcella Bella presenta il brano “Pelle diamante”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Willie Peyote. Willie Peyote presenta il brano “Grazie ma no grazie”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Massimo Ranieri. Massimo Ranieri presenta il brano “Tra le mani un cuore”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Sarah Toscano. Sarah Toscano presenta il brano “Amarcord”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista ai Modà. Modà presentano il brano “Non ti dimentico”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Noemi. Noemi presenta il brano “Se t’innamori muori”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista a Simone Cristicchi. Simone Cristicchi presenta il brano “Quando sarai piccola”, in gara al Festival di Sanremo 2025.
- L’intervista alle Nuove Proposte. Le Nuove Proposte Alex Wyse, Maria Tomba, Settembre, Vale LP e Lil Jolie presentano i loro brani in gara al Festival di Sanremo 2025
Aggiornamento: Ecco la lista degli autori e dei produttori che hanno dato vita alle 30 canzoni che ascolteremo a Sanremo 2025. Troverete in questa lista tutte le penne coinvolte nei brani nei quali troviamo nomi decisamente noti al grande pubblico come Tiziano Ferro, Madame, Mahmood, Nek, Calcutta e Blanco. Molto interessanti anche di altri nomi popolari come Raige, Pacifico, Mace, Amara e Dario Faini (Dardust). Non mancano firme prestigiosissime del panorama italiano come Federica Abbate (ha scritto sette brani), Davide Simonetta (cinque) e Davide Petrella (ne ha scritte tre). La produzione di Michelangelo appare in tre brani assieme alla firma di Blanco..
- Achille Lauro – “Incoscienti giovani” – La canzone è stata da Achille Lauro, Paolo Antonacci, Davide Simonetta, Daniele Nelli, Gregorio Calculli.
- Bresh – “La tana del granchio” – La canzone è stata scritta da Bresh, Luca di Biasi, Giorgio De Lauri, Luca Ghiazzi.
- Brunori Sas – “L’albero delle noci” – La canzone è stata scritta da Dario Brunori (Brunori Sas)
- Clara – “Febbre” – La canzone è stata scritta da Clara Soccini, Jacopo Ettorre, Madame (ufficialmente è chiamata Calearo), Dario Faini e Federica Abbate.
- Coma_Cose – “Cuoricini” – La canzone è stata scritta dai Coma_Cose con Antonio Filippelli e Gianmarco Manilardi.
- Elodie – “Dimenticarsi alle 7” – La canzone è stata scritta da Elodie, Davide Petrella e Davide Simonetta. La produzione è di Hunter/Game.
- Emis Killa – “Demoni” – Il brano è stato scritto da Emis Killa, Mattia Cerri, Niccolò Lazzarin, Marco Cerri e Federica Abbate.
- Fedez – “Battito” – La canzone è stata scritta da Fedez, Alessandro La Cava, Federica Abbate e Cripo.
- Francesca Michielin – “Fango in Paradiso” – La canzone è stata scritta da Francesca Michielin, Davide Simonetta e Alessandro Raina.
- Francesco Gabbani – “Viva la vita” – La canzone è stata scritta da Francesco Gabbani, Carlo Gabelloni, Pacifico, Davide Simonetta, Andrea Vittori e Giuseppe Zito.
- Gaia – “Chiamo io chiami tu” – La canzone è stata scritta da Gaia Gozzi, Davide Petrella e Simone Tognini (Zef).
- Giorgia – “La cura per me” – La canzone è stata scritta da Giorgia, Blanco e Michelangelo.
- Irama – “Lentamente” – La canzone è stata scritta da Irama, Blanco, Michelangelo e Giuseppe Colonnelli.
- Joan Thiele – “Eco” – La canzone è stata scritta da Joan Thiele, Federica Abbate, Mace e Emanuele Triglia
- Lucio Corsi – “Volevo essere un duro” – La canzone è stata scritta da Lucio Corsi e Tommaso Ottomano. La produzione è in mano a Antonio “Cuper” Cupertino.
- Marcella Bella – “Pelle diamante” – La canzone è stata scritta da Marcella Bella, Senatore Cirenga, Alessandro Simoncini, Pietro Mammaro e Marco Rettani.
- Massimo Ranieri – “Tra le mani un cuore” – La canzone è stata scritta da Tiziano Ferro, Nek, Giulia Anania e Marta Venturini.
- Modà – “Non ti dimentico” – La canzone è stata scritta da Francesco Silvestre.
- Noemi – “Se t’innamori muori” – La canzone è stata scritta da Mahmood, Blanco e Michelangelo
- Olly – “Balorda nostalgia” – La canzone è stata scritta da Olly, Julien Boverod (Jvli) e Pierfrancesco Pasini.
- Rkomi – “Il ritmo delle cose” – La canzone è stara scritta da Rkomi, Jacopo Ettorre, Matteo Pierotti (Matteo Alieno), Francesco Catitti (Katoo), Luca Faraone e Shablo.
- Rocco Hunt – “Mille vote ancora” – La canzone è stata scritta da Rocco Pagliarulo con Kende, Marco Salvaderi, Davide Simonetta, Simone Tognini, Paolo Antonacci, Lorenzo Santarelli. La produzione è di Zef e Room9 (Salvaderi, Santarelli e Kende).
- Rose Villain – “Fuorilegge” – La canzone è stata scritta da Rose Villain, Federica Abbate, Niccolò Lazzarin (Cripo) e Andrea Ferrara.
- Sarah Toscano – “Amarcord” – La canzone è stata scritta da Sarah Toscano, Jacopo Ettorre, Federica Abbate, Federico Mercuri, Giordano Cremona (Sono Merk & Tremont), Leonardo Grillotti e Eugenio Maimone.
- Shablo feat. Guè, Joshua & Tormento – “La mia parola” – La canzone è stata scritta da Shablo, Guè, Joshua, Tormento, Edoardo Medici, Vincenzo Luca Faraone, Roberto Lamanna, Ernesto Conocchia (Ralph Lautrec).
- Serena Brancale – “Anema e core” – La canzone è stata scritta da Serena Brancale, Federica Abbate, Jacopo Ettorre, Mattia Finotti e Niccolò Lazzarin (Cripo).
- Simone Cristicchi – “Quando sarai piccola” – La canzone è stata scritta da Simone Cristicchi, Amara e Nicola Brunialti.
- The Kolors – “Tu con chi fai l’amore” – La canzone è stata scritta da Stash, Davide Petrella, Calcutta, Simone Tognini (Zef).
- Tony Effe – “Damme ‘na mano” – La canzone è stata scritta da Tony Effe, Vincenzo Faraone e Diego Vincenzo Vettraino (Drillionaire).
- Willie Peyote – “Grazie ma no grazie” – La canzone è stata scritta da Willie Peyote, Davide Bestonzo, Luca Romeo e Raige.
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