
L’emittente pubblica islandese RÚV ha pubblicato sul suo sito web ufficiale un banner grafico annunciando, senza rivelare ulteriori informazioni, l’apertura delle iscrizioni per il Söngvakeppnin 2026, la selezione nazionale con cui seleziona il rappresentante dell’Islanda alla che determinerà il rappresentante del Paese alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2026, che si svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026.
Così, con questo annuncio, L’emittente nazionale islandese RÚV ha confermato ufficialmente la partecipazione dell’Islanda all’Eurovision Song Contest 2026 e l’Islanda si unisce all’elenco dei 23 paesi che hanno finora confermato la loro partecipazione all’edizione 2026 dell’Eurovision Song Contest in Austria il prossimo anno, unendosi ad Albania, Azerbaigian, Cipro, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Israele, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Montengro, Paesi Bassi, Norvegia, Serbia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina, Regno Unito e Austria, che ospiterà la manifestazione.

Nel suo messaggio, RÚV annuncia la continuità di Söngvakeppnin come selezione nazionale, collegandola direttamente all’Eurovision Song Contest, a differenza di quanto accaduto nel 2024.
“Við erum að taka á móti lögum í Söngvakeppnina. Lumar þú á framlagi Ísland í Eurovision?” / “We are accepting entries for the Icelandic Song Contest. Are you excited about Iceland’s entry for Eurovision?” “Stiamo accettando iscrizioni per Söngvakeppnin 2026. Siete interessati alla partecipazione dell’Islanda all’Eurovision?”, con queste parole l’emittente pubblica islandese invita artisti e compositori a partecipare al concorso con l’obiettivo di rappresentare l’Islanda all’Eurovision Song Contest 2026 a Vienna (Austria) il 12, 14 e 16 maggio 2026.
È inoltre incluso un link alla piattaforma online dell’emittente pubblica islandese Mitt RÚV, dove gli interessati possono inviare le proprie candidature per partecipare allo Söngvakeppnin 2026 fino a martedì 23 settembre 2025.
Al momento, non sono stati rivelati ulteriori dettagli sul Regolamento e non è noto se ci saranno modifiche al format di selezione.
Quella del 2026 sarà un’edizione particolarmente significativa per l’Islanda: ricorreranno infatti i 40 anni dalla prima partecipazione all’Eurovision e sarà la 32ª volta che Söngvakeppnin decreterà il rappresentante nazionale. Un traguardo che sottolinea la lunga e appassionata storia del Paese all’interno della manifestazione.
Da ricordare che nel 2025 il Söngvakeppnin ha introdotto nuove modifiche, in particolare l’eliminazione della Superfinale. Pertanto, la giuria internazionale e il televoto 50/50 sono stati incaricati di eleggere al rappresentante dell’Islanda all’Eurovision Song Contest 2025.
Dobbiamo inoltre, ricordare che qualche settimana fa, Eva Georgs Ásudóttir, direttrice della programmazione dell’emittente radiotelevisiva islandese RÚV, ha riferito che l’Islanda avrebbe annunciato la sua decisione definitiva sulla partecipazione all’Eurovision Song Contest 2026 in autunno. Secondo Ásudóttir, non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva, poiché sono in corso discussioni all’interno dell’ente pubblico.
La presenza di Israele all’Eurovision Song Contest è stata motivo di protesta in Islanda, con il governo che ha addirittura definito la sua partecipazione “strana e innaturale” e ha sottolineato che l’EBU-UER dovrebbe fare pressione sulla RÚV. Il dibattito sulla partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2026 è stato rinviato a dicembre all’Assemblea Generale dell’EBU-UER, oltre ad altre questioni relative al sistema di voto.
Inoltre, va notato che il 15 settembre è la data fissata nel calendario delle emittenti pubbliche per ufficializzare la loro partecipazione al concorso.
Lo scorso martedì, 1 luglio 2025, Stefan Jón Hafstein, presidente del Consiglio di Amministrazione di RÚV, ha reso pubblico il suo appello affinché Israele venga escluso dall’Eurovision Song Contest a causa della guerra israeliana a Gaza. Come in precedenti occasioni, viene fatto un paragone con l’espulsione della Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina nel 2022.
Stando ad una dichiarazione pubblicata sul quotidiano islandese Vísir, Stefan Jón Hafstein ha ribadito la posizione dell’emittente pubblica islandese RÚV, che chiede l’espulsione di Israele. Tuttavia, in una nuova iniziativa, sta valutando la possibilità di consentire ad artisti israeliani indipendenti di competere sotto una bandiera neutrale, a condizione che dichiarino pubblicamente il loro sostegno ai valori del festival, compresi i diritti umani.
Stefán Jón Hafstein ha dichiarato che “non vi è alcuna intenzione di proibire agli artisti israeliani di creare musica”. Tuttavia, ritiene necessario “sospendere la partecipazione di Israele fino a quando non saranno disponibili indagini internazionali con risultati conclusivi”.
Pertanto, l’Islanda sosterrà la partecipazione di artisti israeliani indipendenti sotto bandiera neutrale “purché dichiarino il loro sostegno ai valori fondamentali dell’Eurovision Song Contest, compresi i diritti umani”.
Ovvero, che aderiscano agli standard sui diritti umani e ai valori di inclusione promossi dall’Eurovision Song Contest, tenendo presente “lo spirito dello sport e della politica internazionale”.
L’Islanda ha fatto il suo debutto all’Eurovision Song Contest nel 1986 e, nel corso degli anni, si è ritagliata un posto speciale nella storia della competizione. Il Paese può vantare due secondi posti come miglior piazzamento: il primo nel 1999, il secondo nel 2009, curiosamente a dieci anni di distanza l’uno dall’altro. Dalla sua prima apparizione, l’Islanda ha partecipato con costanza alla manifestazione, mancando all’appello soltanto in due occasioni, nel 1998 e nel 2002.
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