
L’emittente pubblica olandese AVROTROS è ancora in trattativa con l’EBU-UER in merito alla loro partecipazione alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest chesi svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026.
I Paesi Bassi parteciperanno all’Eurovision Song Contest 2026 con una selezione interna, ma AVROTROS non svela il numero di canzoni inviate, citando discussioni con l’EBU-UER sul futuro della competizione e sul ruolo di Israele.
I Paesi Bassi hanno confermato ufficialmente la loro partecipazione a Eurovision Song Contest 2026, ma la scelta dei brani resta avvolta nel mistero. L’emittente pubblica olandese AVROTROS ha infatti avviato la propria selezione interna già dal 19 maggio 2025, appena due giorni dopo la finale di Basilea, senza però comunicare quanti brani siano stati effettivamente inviati.
Come anticipato, secondo AVROTROS le preoccupazioni sul futuro del concorso sono emerse subito dopo la finale di Basilea, con le influenze geopolitiche che hanno rappresentato un fattore importante. Da allora, AVROTROS ha avviato trattative con l’EBU-UER e altre emittenti per discutere “il valore di collegamento e il carattere del festival”.
Lo scorso 20 maggio, AVROTROS e NPO hanno rilasciato un comunicato: “AVROTROS e NPO attribuiscono grande importanza al valore apolitico e vincolante dell’Eurovision Song Contest. Tuttavia, vediamo che l’evento è sempre più influenzato da pressioni sociali e geopolitiche. La partecipazione di Israele ci pone di fronte alla questione della misura in cui l’Eurovision Song Contest funziona ancora effettivamente come un evento apolitico, di collegamento e culturale. Vogliamo rendere questa questione, insieme ad altri paesi, discutibile all’interno dell’EBU-UER.”
La decisione sarebbe legata a discussioni in corso con l’EBU-UER sul futuro della competizione, in particolare sul tema della partecipazione di Israele, che continua a dividere diversi Paesi. Secondo AVROTROS: “Subito dopo la finale abbiamo espresso preoccupazioni per il futuro di Eurovision Song Contest e l’impatto della geopolitica sul concorso. Da allora siamo in dialogo con l’EBU e con altre nazioni sui valori e sull’identità della manifestazione.”
Anche diverse altre emittenti hanno espresso preoccupazione per il concorso, mettendo in discussione la loro partecipazione a Vienna nel 2026. A maggio, RTVSLO, l’emittente pubblica slovena, ha inviato una lettera all’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER) sollecitando azioni volte a rispondere alle sue preoccupazioni in merito al concorso, in particolare per quanto riguarda la partecipazione di Israele e la procedura di voto. L’EBU-UER ha successivamente confermato che, durante l’Assemblea Generale, si sono svolte discussioni sulle “pressioni della politica globale sul concorso”.
Nel frattempo, l’emittente pubblica olandese ha chiuso ieri la scadenza per l’invio delle canzoni, indicando che il processo di selezione dei brani continua senza una conferma ufficiale della loro partecipazione.
AVROTROS ha rifiutato di commentare l’imminente partecipazione all’Eurovision Song Contest, citando, tra le altre cose, le discussioni in corso con l’EBU-UER in merito alle influenze geopolitiche. L’emittente pubblico olandese ha dichiarato alla più grande agenzia di stampa dei Paesi Bassi, The Algemeen Nederlands Persbureau BV (ANP): “Mentre queste discussioni sono in corso, non abbiamo fornito e non forniremo ulteriori informazioni”, ha dichiarato AVROTROS. Pertanto, l’emittente ha rifiutato di commentare il numero di partecipanti al prossimo Eurovision Song Contest di Vienna.
Con questa scelta, i Paesi Bassi si collocano di fatto nel gruppo dei Paesi critici verso la partecipazione di Israele, insieme a Belgio, Spagna, Slovenia, Irlanda e Islanda. Una posizione che riflette in particolare la linea editoriale di AVROTROS, emittente di orientamento progressista, pur in un contesto politico nazionale che non ha adottato sanzioni ufficiali contro Israele.
L’entusiasmo olandese verso il concorso resta comunque alto, grazie al buon risultato ottenuto nel 2025. Il cantante Claude, con il brano “C’est La Vie”, ha riportato i Paesi Bassi in finale dopo due anni di assenza, chiudendo al 12º posto con 175 punti complessivi (quinto posto dalle giurie e quindicesimo dal televoto).
Il risultato è stato accolto come un rilancio dopo le difficoltà del 2023 (eliminazione in semifinale di Mia Nicolai e Dion Cooper) e del 2024 (squalifica di Joost Klein per un episodio dietro le quinte).
I Paesi Bassi vantano una lunga tradizione all’Eurovision, essendo tra i Paesi fondatori del concorso nel 1956. Hanno partecipato 65 volte e vinto in cinque occasioni, l’ultima nel 2019 con Arcade di Duncan Laurence.
Con Eurovision 2026, AVROTROS punta a confermare la rinascita della nazione nel contest, pur mantenendo aperto il dibattito politico e culturale sul futuro della manifestazione.
La 70ª (LXX) edizione dell’Eurovision Song Contest si svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026.
La Wiener Stadthalle ospiterà dunque la 70ª edizione del l’Eurovision Song Contest 2026, che, con la sua capacità di 16.000 posti e una superficie di 10,000 m², ha già ospitato la 60ª edizione dell’Eurovision Song Contest nel 2015 a seguito della vittoria di Conchita Wurst con “Rise like a phoenix”.
La Cerimonia d’Apertura ufficiale si terrà domenica 10 maggio 2026 presso il Municipio di Vienna, mentre la vicina Rathausplatz di Vienna si trasforma, come già nel 2015, nella zona di public viewing più bella del mondo. Ogni giorno dal 10 al 17 maggio 2026, dalle 11:00 a mezzanotte, la piazza sarà aperta gratuitamente al pubblico, con un denso programma di concerti dal vivo, DJ set, eventi speciali e proiezioni delle semifinali e della finale del contest. Subito dietro, circondata dal maestoso Municipio neogotico, la Rathausplatz diventerà così il principale punto d’incontro per fan, media e visitatori, l’Euroclub, che garantisce un perfetto intrattenimento post-spettacolo. La scelta di questa piazza, che rappresenta il cuore democratico di Vienna, ha una forte componente simbolica proprio per la sua storia. Si festeggia in ogni angolo della città con numerosi eventi collaterali ufficiali e feste non ufficiali.
Come già avviene dall’edizione 2023, lo slogan è ‘United by Music.’ Il 18 agosto 2025, in occasione della 70ª edizione della manifestazione europea, l’EBU-UER ha presentato una nuova versione grafica del logo ufficiale. Nello stesso giorno è stato svelato anche il logo specifico dell’edizione, costituito dal numero 70, in cui lo zero è stilizzato a forma di cuore per richiamare l’emblema principale del concorso, denominato ‘Chameleon Heart’.
I seguenti paesi hanno confermato la loro partecipazione: 🇦🇱 Albania – RTSH, 🇦🇹 Austria – ÖRF, 🇨🇾 Cipro – CyBC, 🇩🇰 Danimarca – DR, 🇫🇮 Finlandia – Yle, 🇩🇪 Germania – ARD/SWR, 🇬🇷 Grecia – ERT, 🇮🇸 Islanda – RÚV,🇮🇱 Israele – KAN, 🇱🇻 Lettonia – LTV, 🇱🇹 Lituania – LRT, 🇱🇺 Lussemburgo – RTL, 🇲🇹 Malta – PBS, 🇲🇪 Montenegro – RTCG,🇳🇴 Norvegia – NRK, 🇷🇸 Serbia – RTS, 🇪🇸 Spagna – RTVE, 🇸🇪 Svezia – SVT, 🇨🇭 Svizzera – SRG SSR, 🇺🇦 Ucraina – UA:PBC e 🇬🇧 Regno Unito – BBC.As announced by the EBU in August, the Eurovision Song Contest 2026 will be held in Vienna following JJ’s victory for Austria with “Wasted Love” in Base.
Aggiornamento: Nessuna richiesta ufficiale di esclusicone di Israele dall’EBU-UER.
Nonostante le polemiche, nessun emittente pubblica ha chiesto l’esclusione di Israele dall’Eurovision Song Contest 2026. Ecco cosa sta accadendo.
Negli ultimi mesi il dibattito sull’eventuale esclusione di Israele dall’Eurovision Song Contest 2026 ha acceso discussioni in tutta Europa. Tuttavia, secondo quanto rivelato oggi dall’emittente lussemburghese RTL Nieuws, nessun broadcaster nazionale ha presentato una richiesta formale all’EBU-UER (European Broadcasting Union) per espellere Israele dal contest.
La controversia è esplosa a luglio, durante un incontro a Londra tra i delegati dei Paesi membri dell’EBU-UER. In quella sede, Slovenia e Islanda avevano minacciato il ritiro in caso di partecipazione israeliana. L’Islanda, però, ha recentemente confermato la propria presenza al concorso del 2026. Anche Belgio, Irlanda e Spagna si sono schierati su posizioni critiche nei confronti di Israele, guidando il fronte contrario.
Nonostante queste prese di posizione, il peso politico e finanziario di nazioni come Slovenia e Islanda resta limitato rispetto ad altri Paesi.
Dalla parte di Israele si sono schierati alcuni attori chiave del contest: Germania, Austria, Paese ospitante dell’edizione 2026, oltre a Svizzera, Cipro e Grecia. Germania e Italia, secondo indiscrezioni, avrebbero persino minacciato di ritirarsi in caso di esclusione di Israele, mettendo così a rischio la stabilità economica della competizione.
Vienna e l’emittente austriaca hanno inoltre dichiarato la massima disponibilità a garantire sicurezza e supporto alla delegazione israeliana.
La notizia dell’assenza di richieste formali arriva nello stesso giorno in cui è stato rivelato che l’EBU ha esteso la scadenza per il ritiro senza penalità fino a dicembre 2025. Una scelta interpretata come un modo per lasciare margine ai Paesi che intendessero eventualmente tirarsi indietro.
Tuttavia, l’assenza di richieste ufficiali non significa automaticamente che Israele parteciperà a Eurovision Song Contest 2026. La decisione definitiva è attesa entro la fine dell’anno.
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