
Bianca Balti torna all’Ariston e sarà sul palco venerdì sera, nella quarta del Festival di Sanremo 2026. Ad annunciarlo è stato il direttore artistico Carlo Conti ospite a Cinque minuti.
Bianca Balti è una delle top model italiane più celebri a livello internazionale. Lanciata dalle passerelle di Dolce & Gabbana, ha costruito una carriera globale diventando simbolo di eleganza mediterranea e femminilità contemporanea. Negli anni ha affiancato al lavoro nella moda una presenza mediatica sempre più forte, raccontandosi con autenticità tra televisione e social.
Lo scorso anno ha affiancato Carlo Conti nella conduzione della seconda serata della kermesse canora.Il F
estival di Sanremo 2026 si svolgerà dal 24 al 28 febbraio prossimi. A condurre le cinque serate sarà il direttore artistico Carlo Conti e Laura Pausini.
Diverse le personalità e gli artisti che affiancheranno i due conduttori: Nella prima serata sarà presente Can Yaman, mentre nella seconda serata ci sarà anche Achille Lauro affiancato da Lillo e da Pilar Fogliati. Nella terza la modella Irina Shayk e nella quarta Bianca Balti.
Nella prima serata si esibiranno i 30 cantanti, che verranno votati dalla Giuria della Sala Stampa, TV e WEB. Nella seconda e terza serata, si esibiranno rispettivamente 15 cantanti a serata e saranno votati dal pubblico attraverso il Televoto e dalla Giuria delle Radio.
La quarta serata sarà dedicata alle cover: i cantanti in gara, affiancati da un artista Ospite, interpreteranno una canzone edita, scelta tra le canzoni facenti parte del repertorio italiano o internazionale e pubblicate entro il 31 dicembre 2025. A votare sarà il pubblico tramite Televoto, la Giuria della Sala Stampa, TV e WEB e la Giuria delle Radio. Le interpretazioni-esecuzioni della quarta serata non saranno parte integrante della gara.
Nel corso della serata finale si esibiranno nuovamente i 30 artisti, ciascuno con il rispettivo brano in gara, votati dal pubblico a casa tramite televoto. A votare la Giuria della sala stampa, la Giuria delle radio, TV e WEB e il pubblico a casa tramite televoto. Al termine sarà stilata la classifica finale, determinata dalla media tra le percentuali della serata finale e quelle delle serate precedenti, che stabilirà la classifica definitiva dalla trentesima alla sesta posizione.
Dopo l’azzeramento dei voti precedenti per i primi cinque classificati, essi si esibiranno nuovamente e saranno votati ancora dalla Giuria della sala stampa, dalla Giuria delle radio, TV e WEB e dal pubblico a casa tramite televoto. La somma dei voti di tutte le tre componenti decreterà infine la canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2026.
Come ormai tradizione, il vincitore del Festival avrà la possibilità di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2026, che si terrà a Vienna, in Austria.
Aggiornamento: Morgan non sarà presente sul palco con Chiello venerdì 27 febbraio, durante la serata del 76° Festival di Sanremo dedicata alle cover. Questo il contenuto della nota inviata ai media: “Si comunica che Morgan non sarà presente sul palco con Chiello venerdì 27 febbraio, durante la serata del 76° Festival di Sanremo dedicata alle cover. Durante la performance, Chiello sarà accompagnato sul palco da Saverio Cigarini al pianoforte”. Sul tema ha fatto un post anche Morgan: “La mia partecipazione come ospite di Chiello al prossimo Festival di Sanremo non sarà sul palco, ma da dietro le quinte, il mio contributo sarà tecnico. Amo profondamente il brano che Chiello ha scelto per la serata delle cover – “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco – e so che è un pezzo estremamente intimo che ha bisogno di un’unica voce, di un’unica anima, di un solo cuore. Per questo la mia presenza non sarà in scena, lasciando che sul palco si esprima pienamente il talento di Chiello”. Le ragioni di questo passo indietro sembrano quindi puramente artistiche. Durante la presentazione alla stampa, a Chiello era stato chiesto che cosa pensasse dei problemi giudiziari del cantautore, e se questi potessero avere un peso mediatico durante la settimana della kermesse, e lui ha risposto: “L’ho portato perché lo stimo come artista. ‘Le canzoni dell’appartamento’ è uno dei dischi leggendari della musica italiana. Per il resto vedremo”. Ma a distanza di una settimana ora qualche cosa è cambiato.
Aggiornamento: A seguito dell’annuncio che Morgan non sarà presente sul palco con Chiello venerdì 27 febbraio, durante la serata del 76° Festival di Sanremo dedicata alle cover e ai duetti, il musicista dei Bluvertigo ha condiviso sul suo profilo Instagram alcune storie e un post per ribattere al modo con cui la notizia a riguardo è stata riportata.
“Come mi ha sempre detto Battiato: ‘Caro mio, l’assenza si nota molto di più della presenza’”, si legge in un post condiviso nel pomeriggio di oggi, 21 febbraio, da Marco Castoldi, in arte Morgan. Il riferimento a Franco Battiato è accompagnato da un altro messaggio, che recita: “Non ho bisogno di Sanremo, e’ Sanremo che ha bisogno di me”. Nel frattempo, come storia, Morgan ha condiviso un altro scritto che riporta quanto segue: “Inviterei i giornalisti a non fare persecuzione e delegittimazione mediatica con titoli tipo ‘Morgan fuori dal palco di Sanremo’, che farebbero alludere ad una cacciata e non ad una azione volontaria. E titoli come ‘Morgan lascia solo Chiello’, perché non considerano il suo essere d’accordo. Vi invito ad una correttezza rassicurandovi sul fatto che non perdete clicks se non c’è la polemica, perché il pubblico è esausto della disinformazione e se viene rispettato vi ripaga. Non è necessario alterare la realtà per riscuotere interesse”.
Già ieri, sempre in una storia su Instagram, Morgan aveva spiegato: “Per chi non ha capito la decisione di non apparire sul palco di Sanremo: dopo aver fatto le prove era evidente che non fosse un bene per il ragazzo. Supportare un artista significa metterlo in scena e valorizzarlo, non oscurarlo. E io non ho necessità di apparire a tutti i costi, quel palco è per dimostrare il suo talento. Il confronto lo penalizzava, lui stesso è stato il primo ad accorgersene e ha apprezzato il mio gesto”.
Chiello, già passato all’Ariston lo scorso anno come ospite di Rose Villain per rileggere “Fiori rosa fiori di pesco” di Lucio Battisti, quest’anno è in gara a Sanremo con il brano “Ti penso sempre” e nella serata delle cover porterà “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco, accompagnato da Saverio Cigarini al pianoforte.
Per Morgan, la partecipazione come ospite di Chiello avrebbe segnato il suo ritorno a Sanremo a distanza di sei anni dal “caso Bugo”.
Aggiornamento: Manca ormai pochissimo al via della Festival di Sanremo e, come ogni anno, cresce la curiosità attorno a chi salirà per la prima volta sul palco dell’Ariston. I riflettori sono puntati soprattutto sui debuttanti: riusciranno a reggere la pressione e a sorprendere pubblico e giurie? Secondo le previsioni degli esperti Sisal, alcuni nomi sembrano partire con una marcia in più nella corsa a un piazzamento in Top5. In pole position ci sono Tommaso Paradiso e Sayf, proposti rispettivamente a 1,33 e 1,65: quote che raccontano una fiducia quasi totale nelle loro possibilità. Subito dietro spunta Eddie Brock, dato a 4,50
.Il gruppo degli inseguitori è più affollato: Luchè, il duo Maria Antonietta–Colombre e Tredici Pietro sono tutti offerti a 6,00. Più complicata, ma non impossibile, la scalata di Nayt, la cui presenza tra i primi cinque è quotata a 7,50. Partono invece più indietro Sal Da Vinci (9,00) e le Bambole di Pezza, decisamente outsider a 25,00. Chiude il quadro Samurai Jay: un suo piazzamento in Top5 pagherebbe addirittura 50 volte la posta. In un Sanremo dove l’esperienza continua a pesare, ma dove gli esordienti possono ancora sparigliare le carte – come dimostrato lo scorso anno da Olly, Lucio Corsi e Brunori Sas – i debuttanti sono pronti a giocarsi la partita più importante. E qualcuno potrebbe sorprendere più di quanto ci si aspetti.
Aggiornamento: Dopo Levante, un altro artista dice “no” all’Eurovision Song Contest. Voglio che Sanremo accenda una luce sulla Palestina”.
C’è anche Eddie Brock tra i debuttanti in gara alla Festival di Sanremo. In vista dell’esordio sul palco dell’Ariston, il cantautore romano ha chiarito senza ambiguità la sua posizione su una possibile partecipazione all’Eurovision Song Contest: “Non andrei. Credo sia più importante usare Sanremo per accendere una luce sulla Palestina”. Parole nette, pronunciate durante un incontro con la stampa il 19 febbraio, in cui Brock ha ribadito la volontà di mantenere la musica come spazio di presa di posizione e responsabilità. Si tratta dello stesso approccio di Levante, anche lei ha detto di “no” a un’eventuale partecipazione a Eurovision Song Contest.
Eddie Brock viene accostato alla scuola romana del cantautorato, quello classico e quello che arriva dall’indie. “Mi ci riconosco eccome. Se mi accosti a quella casa lì, sono la persona più onorata del mondo. Se posso anche in una piccola parte rappresentare la mia città, sono contentissimo”. Nella serata delle cover duetterà con Fabrizio Moro sulle note di “Portami via”, brano con cui il collega andò in gara nel 2017. “Appena mi hanno chiamato, ho detto: il primo sogno è andare a Sanremo, il secondo è cantare con Fabrizio. L’ho chiamato, sperando bene, perché non è dovuto che venga con me. È stato educato, gentile, disponibile. Abbiamo scelto questa canzone perché ho cominciato a guardare il Festival più assiduamente proprio quando vinse lui”.
Aggiornamento: A Speciale Tg1 un ritratto inedito di Pippo Baudo, il re della televisione italiana: la vera storia di un personaggio che è diventato icona, volto di un’intera generazione. Dalla Sicilia un viaggio di Leonardo Metalli nel mondo dello spettacolo e della cultura: le sue origini, il primo palcoscenico calcato da Baudo, gli studi della nascente tv di Stato, i programmi di successo con i grandi artisti, i varietà e le storiche produzioni Rai.
Da Settevoci, passando per Canzonissima e Fantastico, poi Sanremo: tutto diventa storia della tv con Pippo Baudo, musica e spettacoli indimenticabili che hanno accompagnato un “tempo lieve”, fatto però anche di stile e cultura, per milioni di italiani.
Parlano gli amici di Militello e Catania: Tuccio Musumeci, che lo iniziò al teatro con scarso successo, racconta, ricordando le prime vicissitudini artistiche di Pippo segnate da alterne fortune che lo temprarono e contribuirono a renderlo, lui notaio mancato, un presentatore di immenso talento. Poi i successi televisivi e i grandi artisti scoperti, se non addirittura “creati” da Baudo: Ramazzotti, Pausini, Bocelli, Baglioni. E Poi Giorgia, con la sua voce unica, Cristicchi, con la sua poesia. E quanti, quanti altri. E come non ricordare la scoperta di straordinarie artiste come Loretta Goggi, Heather Parisi e Lorella Cuccarini. Diverranno con lui vere star della televisione amate dal pubblico ancora oggi.
Una avventura nel mondo dello spettacolo, è questo il racconto della storia di Baudo. Ma è anche rivivere un pezzo di storia della società italiana, un’epoca memorabile. Per il ‘supereroe’ della tv una storia che non finisce qui. C’è chi ama pensare che quello di Pippo Baudo non è stato un addio. Lui sarà per il pubblico e per gli artisti, sempre dietro le quinte.
Con il montaggio di Stefano Carpagnano, le ricerche di Giovanna Crispino.
Appuntamento domenica 22 febbraio, alle 23.20 su Rai1.
Aggiornamento: Sanremo 2026 omaggia Pippo Baudo: Carlo Conti intitola il suo camerino al conduttore simbolo della kermesse. Un gesto carico di significato per il 76° Festival.
Il Festival di Sanremo 2026 si apre nel segno della memoria e della riconoscenza. A pochi giorni dal debutto della 76ª edizione, Carlo Conti ha scelto di rendere omaggio a colui che viene considerato, a pieno titolo, il “Re” della kermesse: Pippo Baudo.
Baudo ha condotto ben tredici edizioni del Festival, dal 1968 al 2008, segnando in modo indelebile la storia dell’Ariston e contribuendo a definire l’identità stessa della manifestazione. Un primato che lo ha reso una figura centrale nella televisione italiana e un punto di riferimento per generazioni di artisti e spettatori.
Attraverso un post su Instagram, Conti ha annunciato una decisione dal forte valore simbolico: intitolare il suo camerino proprio a Pippo Baudo. Sulla porta, una targa con la scritta “Camerino Pippo Baudo – Carlo Conti Sanremo 2026”, a suggellare un ideale passaggio di testimone tra due epoche della tv.
Il gesto arriva dopo che Conti aveva già dichiarato più volte che questa edizione sarebbe stata dedicata al “maestro della televisione”, scomparso lo scorso 16 agosto a 89 anni. Un omaggio semplice ma potente, che porta idealmente la presenza di Baudo dietro le quinte del Festival e rinnova il legame profondo tra passato e presente della musica italiana.
Aggiornamento: Manca ormai pochissimo all’inizio del Festival di Sanremo 2026 e la curiosità cresce anche attorno a chi affronta per la prima volta il palco più prestigioso della musica italiana. Come se la caveranno i debuttanti? Secondo gli esperti Sisal, tra i nuovi protagonisti in gara emergono alcuni artisti che hanno maggiori probabilità di piazzarsi nella Top5 della classifica finale.
Chi sono quindi i debuttanti con più chance di avvicinarsi a questo piazzamento? Ottime le probabilità per Tommaso Paradiso e Sayf che rispettivamente offerti a 1,33 e 1,65 sembrerebbero avere tutte le carte in regola per conquistare l’impresa. A fargli compagnia c’è anche Eddie Brock (4,50). Seguono Luchè, il duo Maria Antonietta Colombre e Tredici Pietro, tutti offerti a 6,00, rincorsi da Nayt, la cui posizione in Top5 è proposta a 7,50. Una scalata possibile, ma più complessa.
Partono invece da sfavoriti Sal Da Vinci, proposto a 9,00, e Bambole di Pezza, la cui presenza tra i primi cinque è data a 25,00. Chiude il quadro dei debuttanti Samurai Jay: il suo piazzamento nella cinquina pagherebbe 50 volte la posta.
In un Sanremo dove l’esperienza pesa, ma la capacità di sorprendere degli esordienti può fare la differenza – come abbiamo visto l’anno scorso con Olly, Lucio Corsi e Brunori Sas – i debuttanti si preparano alla sfida.
Aggiornamento: A pochi giorni dal via di Sanremo 2026, Santo Pirrotta su Vanity Fair svela alcune possibili sorprese che vedremo sul palco dell’Ariston.
Mentre la macchina organizzativa è già perfettamente rodata, a tenere banco sono i retroscena. Secondo le indiscrezioni di Santo Pirrotta per Vanity Fair, la vera bomba potrebbe arrivare da Fedez.
Il rapper, in gara insieme a Marco Masini e già considerato tra i favoriti, sarebbe pronto a sorprendere il pubblico con un annuncio personale: diventerà di nuovo papà. La compagna Giulia Honegger aspetterebbe un maschio. Intanto Fedez appare più sereno, disponibile con i giornalisti e lontano dalle tensioni che avevano segnato le sue precedenti esperienze all’Ariston.
Tra le presenze più attese c’è anche Belén Rodríguez: oltre alla serata cover con Samurai Jay, si parla di un’incursione a sorpresa destinata a diventare virale. Spazio poi a Simona Ventura, che potrebbe salire sul palco per parlare della sua conduzione del San Marino Song Contest.
Capitolo look: sotto i riflettori brillerà Laura Pausini, tra Armani, Valentino (con Alessandro Michele) e Balenciaga guidata da Pierpaolo Piccioli. Ma la Rai ha imposto regole rigidissime: sarà un Sanremo “no logo”, senza marchi in primo piano né casi mediatici.
Infine, resta il sogno di Carlo Conti di avere sul palco Federica Brignone, simbolo di un trionfo sportivo e umano. Intanto, tra prove serrate, hotel blindati e un Fuori-Sanremo sempre più affollato, l’elettricità è già nell’aria.
Aggiornamento: Sanremo 2026 cambia ritmo: Carlo Conti annuncia gli orari delle cinque serate e del Dopofestival. Ecco tutte le novità.
Il Festival di Sanremo 2026 si prepara a cambiare ritmo, almeno in parte. Una delle domande più frequenti tra i telespettatori riguarda infatti gli orari di chiusura delle serate, tema centrale dopo le edizioni condotte da Amadeus, spesso concluse ben oltre le due di notte.
Con il ritorno di Carlo Conti, lo scorso anno si era assistito a una netta inversione di tendenza, con una maggiore attenzione alla durata complessiva dello show. Ma per il 2026 la situazione si fa più articolata: i brani in gara sono 30 e questo inciderà inevitabilmente sulla scaletta.
«La prima sera, il venerdì e il sabato, avendo tutti e 30 i brani, supereremo l’una», ha ammesso Conti con la sua consueta franchezza. Una dichiarazione che conferma come alcune serate del Festival di Sanremo 2026 si protrarranno oltre l’orario simbolico dell’una, pur mantenendo un’organizzazione più razionale rispetto al passato.
A pesare sulla gestione dei tempi sarà anche il Dopofestival. «C’è anche il Dopofestival e non voglio dare la linea troppo tardi», ha spiegato il direttore artistico, sottolineando il rispetto verso chi conduce lo spazio post-serata e verso il pubblico che lo segue. Una scelta editoriale che dimostra attenzione all’intera macchina organizzativa.
Al di là degli orari, però, per Conti il cuore di Sanremo 2026 resta la musica: «Spero che queste canzoni siano trasmesse in radio e diventino parte integrante delle nostre giornate». Per lui, al quinto e per ora ultimo Festival da conduttore, la priorità rimane chiara: valorizzare i brani. E sulla tenuta fisica scherza: «Come finisco vado subito in albergo, riesco ad addormentarmi immediatamente». Sanremo 2026 sarà lungo, ma con un equilibrio studiato nei dettagli.
Aggiornamento: Roberto Sergio smentisce l’annuncio su Sanremo 2027 e chiarisce la gag con Fiorello; intanto crescono i rumors su Stefano De Martino possibile conduttore dopo Carlo Conti.
Il Festival di Sanremo 2027 è già al centro del dibattito mediatico, ma dalla Rai arriva una frenata ufficiale. A chiarire la situazione è Roberto Sergio, intervenuto dopo il siparietto andato in onda con Fiorello durante “Le Pennicanza”.
«Nessun annuncio su Sanremo 2027», ha dichiarato Sergio all’Adnkronos. «Rosario mi ha tirato dentro una gag in una videotelefonata in cui non si capiva granché. Io ho risposto “De Martino” a una domanda in cui intendevo chi incarnava il futuro della Rai. Su Sanremo 2027 non è stato ancora deciso nulla. E ci mancherebbe, visto che deve ancora iniziare quello 2026».
La gag era nata quando Fiorello, in diretta, aveva chiesto uno “scoop” sul futuro dell’azienda. Tra audio che andava e veniva e battute ironiche, il nome di Stefano De Martino è stato interpretato come una conferma ufficiale. «Questa è la sintesi di Rosario, immagino per fare dell’ironia», ha ribadito Sergio, spegnendo le voci su una decisione già presa.
Eppure, mentre il sipario su Sanremo 2026 deve ancora alzarsi, il toto-conduttore per il 2027 è già partito, complice la scelta di Carlo Conti di non proseguire oltre le sue cinque edizioni. Tra i nomi in circolazione spuntano anche Amadeus, Antonella Clerici e Nicola Savino, ma quello di De Martino resta il più chiacchierato.
Secondo alcune indiscrezioni, l’ex ballerino sarebbe in pole position e avrebbe già immaginato una squadra, con il possibile coinvolgimento di Fabrizio Ferraguzzo alla direzione artistica. Un’ipotesi che rappresenterebbe una svolta generazionale per il Festival.
De Martino, che in passato ha ammesso «Sanremo mi spaventa, prima devo imparare tanto», potrebbe diventare uno dei conduttori più giovani dell’era moderna dell’Ariston. Ma, almeno per ora, dalla Rai nessuna ufficialità: il 2027 resta tutto da scrivere.

Aggiornamento: Blanco ha annunciato sui social l’arrivo di un nuovo album, condividendo tre scatti che sembrano anticipare anche un nuovo videoclip. “Sono emozionato, sta arrivando un disco importante”, ha scritto, riaccendendo l’attenzione dopo un lungo periodo di silenzio. Nel messaggio pubblicato online, Blanco si è raccontato senza filtri, lasciando intravedere il tono emotivo del progetto: “Sono felice, vuoto e leggero. Vi ho detto tutto in maniera estremamente sincera, un pezzo in particolare mi fa male e non so come sarà cantarlo davanti ad altre persone. Mi fa paura però serve”. Accanto alla parte più fragile, emerge anche la voglia di tornare sul palco: “Non vedo l’ora di saltare come un bastardo e lanciarmi in mezzo alle mamme. Ridendo ma non scherzando. Ho voglia di vedervi”.
Il riferimento ai tre anni lontano dalla scena è esplicito: “Sono 3 anni di stop, sono 3 anni che non salgo su un palco, e nonostante gli errori ho ancora voglia di spaccare tutto”. Una frase che riassume il senso di sospensione e ripartenza che sembra attraversare l’intero progetto. Nelle ultime settimane, inoltre, Blanco aveva preoccupato i fan con una foto pubblicata sui social: completamente nudo, ma pixelato, ritratto in una stanza d’ospedale mentre urla con il corpo contratto. Un’immagine forte, che aveva sollevato interrogativi sul suo stato di salute. Già nei mesi precedenti il cantante aveva parlato di problemi fisici, arrivando anche a rimandare alcuni concerti a settembre, precisando però che non si trattasse di “niente di grave”. Ora l’annuncio del nuovo disco segna un punto di svolta. Dopo il silenzio, le fragilità e l’attesa, Blanco sembra pronto a rimettersi al centro della scena. A modo suo.
Nell’ultima edizione del Festival di Sanremo ha lasciato il segno, ma senza mostrarsi, senza essere direttamente protagonista come accadde invece nel 2022 quando vinse in coppia con Mahmood con “Brividi” o come malauguratamente è accaduto nel 2023 con la performance “distruggi fiori” nei panni di ospite. Quella di quest’anno è stata un’operazione di riposizionamento nel segno dell’arte e della musica, dopo un momento evidentemente non semplice e di riassetto. Blanco, durante il Festival della Canzone Italiana, infatti, ha debuttato come autore di tre canzoni in gara, firmando i brani di Giorgia, Noemi e Irama.
Cambio manager. Si tratta del primo squillo di un nuovo percorso, questo perché c’è una notizia nella notizia: l’artista, che con le sue prime canzoni nel 2020 stupì per animo punk e stile di scrittura, è tornato a lavorare con la Eclectic Music Group di Stefano Clessi, il suo primo manager (che ha pubblicato sui social una foto insieme con scritto “Erasmus finito. Bentornato a casa”), di fatto rompendo il percorso intrapreso con Shablo e il suo team, che lo hanno seguito in questi ultimi anni di carriera. E all’orizzonte potrebbe anche esserci un cambio di etichetta. Grazie al lavoro del manager, talent scout e produttore, anche lui a Sanremo con il pezzo “La mia parola”, Blanchito bebe ha raggiunto traguardi molto importanti, consolidando la sua figura, ma ha anche commesso alcuni che artisticamente, da fuori, possono essere considerati dei passi falsi, e che forse hanno portato i due a dirsi addio.
Passi falsi. In cima alla lista, analizzando la strada percorsa dal cantante, ce ne sono in primis due: nel luglio 2023, nell’ambito della tournée “Innamorato stadi”, Blanco è diventato l’artista più giovane a essersi esibito sul palco dello Stadio Olimpico, e la seconda data del tour lo ha visto calcare lo Stadio San Siro di Milano. Una scelta prematura: Riccardo Fabbriconi, questo il suo vero nome, classe 2003, pur tenendo tutto sommato botta dal punto di vista della performance, questo perché è sempre stato un animale da palco, non aveva un repertorio ampio e consolidato per permettersi un doppio show negli stadi. Quello fu a tutti gli effetti un salto carpiato: dai club e le arene estive ai riflettori degli stadi, senza fasi di “mezzo”, senza passare dai palazzetti o da altro, ma tutto in un battito di ciglia, bruciando le tappe. Sempre nel 2023 è uscito il documentario “Bruciasse il cielo”, un po’ autoreferenziale e senza una vera polpa dal punto di vista dello storytelling, ma come sarebbe potuto essere altrimenti, visto che Blanco, ai tempi aveva appena vent’anni?
Nel giugno dell’anno seguente, l’artista ha pubblicato un singolo “Desnuda”, cantato interamente in spagnolo e ispirato da un viaggio a Medellín, in Colombia, dov’è stato realizzato anche il videoclip del brano. Un pezzo che avrebbe dovuto proiettare il giovane talento nel mercato estero, preludio forse di un progetto più ampio, ma che alla fine è finito semplicemente per spiazzare i fan, che si aspettavano un ritorno sulle scene più a fuoco e credibile. Ecco un altro inciampo. Di altro respiro e più centrato il pezzo “Adrenalina”, con Marracash e Baby Gang, contenuto nel disco “L’angelo del male” del rapper di Lecco. La sensazione, nel guardare dall’alto l’iter di Blanco, è che, per strada, si sia perso qualche cosa: quell’autenticità romantica, dai tratti selvaggi, che l’ha caratterizzato agli esordi rendendolo un nome lucente della musica italiana, ha lasciato piano piano campo a una figura più pettinata e rassicurante, meno dirompente.
Identità. Questo passaggio si percepisce in modo netto anche ascoltando “Blu Celeste”, un ottimo album di debutto uscito nel 2021, e poi “Innamorato”, pubblicato nel 2023, un buon progetto in cui l’irrequietezza iniziale del giovane artista si ammorbidisce e va a mischiarsi con trame d’amore più convenzionali. Quello viscerale e quello sentimentale sono i due lati di Blanco, i suoi due volti che è giusto convivano senza però annullarsi o snaturarsi, facendo prevalere uno o l’altro. Il suo ritorno, in cui non può mancare la figura di Michelangelo, suo produttore e scultore del suono, passa senz’altro per questa consapevolezza e, forse, anche per una direzione artistica più lineare, lontana da gigantismi o colpi di testa, con quello che davvero conta al centro: l’identità. Blanco vuole tornare a correre, come nei primi video.
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