Sanremo 2013: I GIOVANI di Sanremo 2013

sanremo-giovani-2013-cantanti-in-garaEcco le foto ufficiali dei 8 Giovani in gara per Sanremo 2013: Andrea Nardinocchi, Antonio Maggio, Blastema, Ilaria Porceddu, Il Cile, Irene Ghiotto, Paolo Simoni e Renzo Rubino.

 Andrea Nardinocchi – “Storia impossibile”: Andrea Nardinoccchi, nasce 6 Aprile del 1986 a Bologna, dove tuttora vive. La sua passione per la musica nasce nell’adolescenza e cresce di pari passo con l’amore per il basket, in particolare per il”freestyle basket” di cui diventa campione italiano all’età di 18 anni.

Andrea ha inizialmente intrapreso la strada della formazione musicale accademica, frequentando la Music Academy di Bologna e i corsi del primo anno di conservatorio Jazz, ma quasi immediatamente la sua attitudine alla composizione si è rivolta verso tutti i nuovi strumenti che la tecnologia digitale mette a disposizione.

Il beatbox (ovvero la produzione di suoni ritmici con la bocca), la loopstation (strumento elettronico che permette di registrare, mettere in loop e riprodurre vari tipi di suoni) e l’auto campionamento vocale sono i suoi mezzi di espressione preferiti, con i quali scrive e compone le proprie canzoni, e che Andrea declina in un modo totalmente nuovo per il panorama musicale italiano.

Andrea ha un talento innato e una predisposizione congenita a portare al massimo livello tutto ciò che inizia a praticare e da cui trae piacere: la musica e il ballo sono, al momento, i modi attraverso i quali ama esprimersi.

Non crea partendo dagli strumenti musicali tradizionali, ma piuttosto si interfaccia a “macchine”, come la loopstation e illaunchpad, che diventano i mezzi per manipolare i suoni, comporre brani originali e, infine, trasformarsi.

Andrea è infatti un “mutante”. Eseguendo la propria musica cambia attitudine ed atteggiamento trasformandoli da introspettivi e timidi a comunicativi e carichi di passione.

La sua vera personalità emerge attraverso la creazione delle canzoni per mezzo delle quali muta per sempre il paradigma del cantautore tradizionalmente inteso

Andrea Nardinocchi crea e comunica la propria musica come nessun altro songwriter italiano ha mai fatto prima di lui. 

 Antonio Maggio – “Mi servirebbe sapere”: Antonio Maggio nasce a San Pietro Vernotico (BR) 1’8 agosto del 1986 e vive a Squinzano (LE) dove, fin dall’età di 2 anni, mostra la sua inclinazione per la musica e il canto in particolare, salendo su una sedia davanti alla tv di casa a cantare le sigle delle trasmissioni televisive di “Quelli delle notte … ” e “Indietro tutta”, che suo padre era costretto a registrare su videocassetta per poi mandarle in loop.

Viene avviato presto allo studio, e dopo i primi anni segnati da numerose partecipazioni e vittorie a festival locali e nazionali, nel 2003 Antonio conosce il grande pubblico con la finalissima del “Festival di Castrocaro Terme- Voci e volti nuovi”, in diretta sulle reti RAI. Negli anni a seguire colleziona una serie di apparizioni in programmi televisivi Rai come il “Premio Barocco” e “Oscar TV- Premio regia televisiva” in qualità di corista dell'”Orchestra Terra d’Otranto”, avendo così la possibilità di accompagnare artisti di grande fama come Riccardo Cocciante, Massimo Ranieri, Renzo Arbore, Al Bano Carrisi, Fausto Leali, Alexia, Paolo Belli e tanti altri. Nel 2005, dopo una finale nell'”Accademia della Canzone di Sanremo”, ha la prima esperienza discografica che gli permette di conoscere e lavorare con autori come Vincenzo lncenzo e Laurex. Intanto Antonio continua i suoi studi e nel 2007 inizia il corso di canto jazz al liceo musicale “Paisiello” di Taranto, sotto la guida e i consigli del maestro Mario Rosini.

Nel dicembre 2007, insieme agli amici Antonio Ancora, Michele Cortese e Raffaele Simone, avvia il progetto ARAM QUARTET, inedita vocal-band che, dopo i primi mesi impiegati nella creazione di un proprio progetto, entra a far parte del fortunato fermat televisivo X-FACTOR. Dopo 12 puntate andate in onda in diretta su rai2, nella finale del 27 maggio 2008 gli ARAM QUARTET trionfano e vincono un contratto discografico con Sony-BMG.

Il 18 luglio 2008 è la data che segna l’ esordio discografico con il primo album “chiARAMente” (30000 copie vendute): una raccolta di 9 cover più un inedito “Chi (who)” che vanta la firma di Morgan, mentore dei 4 ragazzi durante la fortunata trasmissione. Il 28 novembre 2008 successivamente ad un intenso tour estivo di date live, gli ARAM ripubblicheranno in versione DBS “chiARAMente” con l’aggiunta della cover degli Abba “Mamma mia”.

Il 17 aprile 2009 è però la data che segna il vero bedutto artistico degli ARAM QUARTET che presentano il loro primo album di inediti “Il pericolo di essere liberi” (10000 copie vendute) : 12 pezzi che li rappresentano nelle loro sonorità e vocalità, prodotto da Lucio Fabbri, con collaborazioni di prestigiose firme quali Chiaravalli e Kaballà. In seguito alla vittoria di “X-Factor”, Antonio è stato protagonista di 2 entusiasmanti tournée in giro per l’Italia e non solo, durante le quali ha avuto la possibilità di calcare importanti e prestigiosi palcoscenici: dai “Venice Music Award” a “Scalo 76”, da “Quelli che il calcio … ” a “Telethon”, “dal tour di “Radionorba- Battiti live” a quello di “Radio Bruno” e “Radio Italia”, dal Casino “Perla” di Nova Gorica (Siovenia) al”Roma Fiction Festival”, il “Nutella- day” a Torino, il “Just Cavalli” a Milano (Roberto Cavalli ha curato a lungo lo styling di Antonio e degli Aram), il “Blue Note” e tanti altri …

Nel febbraio 2010 i ragazzi decidono di dividere le proprie strade e Antonio ricomincia il suo personale cammino musicale, che lo vede attualmente al lavoro per il suo primo album da solista.

A luglio 2011 esce il suo primo singolo da solista, “Inconsolabile”, brano che farà da apripista all’album che segnerà il suo debutto discografico.

Si presenta a Sanremo Social 2011 con il brano “Nonostante Tutto” – grazie l’etichetta milanese Rusty Records. Il brano risulta essere uno dei favoriti dalla critica e dagli addetti ai lavori anche se non passerà tra i 6 vincitori del concorso.

Attualmente sta lavorando al suo primo EP da solista con l’etichetta Rusty Records

 Blastema – “Dietro l’intima ragione”: Tra il 2005 e il 2007 il gruppo è stato presenza attiva e riconosciuta nei più importanti eventi nazionali dedicati alla musica: finalisti al TIM Tour Festival, vincitori di San Remo Rock, gruppo rivelazione del MEl e testimoniai della campagna Siae-Mei a sensibilizzazione dell’ascolto di musica legale, con il pezzo THC, colonna sonora dello spot “La pirateria cancella il mondo che ami”. Nel 2008, i Blastema si aggiudicano il primo premio alla finale del Rock4Peace SummerEnd Festival. Nel 2009 vengono scelti da Radio Popolare come portabandiera ufficiale del network e si esibiscono sul palco dell’ Italia Wave Love Festival di Livorno.

Nel 2010 partecipano all’Heineken Jammin’Festival sullo stage di Rock TV in qualità di vincitori del contest (settimi su 3600 gruppi), si esibiscono alla Triennale Bovisa di Milano, ospiti della mostra lt’s not only Rock’n’Roll, Baby! a fianco di artisti internazionali come Patti Smith, e prendono parte al Woodstock 5 Stelle di Beppe Grillo, a Cesena, evento mediatico straordinario che lega per la prima volta il movimento politico di Grillo alla musica libera e che ha visto affluire all’ippodromo del capoluogo romagnolo oltre 80 mila persone.

Subito dopo, i Blastema partono per il Pensieri Illuminati Tour, con il primo singolo tratto dall’omonimo album e due uffici stampa attivi nella promozione “Lunatick” e “L’Altoparlante”. In poco più di 6 mesi percorreranno oltre 6mila chilometri per portare la loro musica in 15 regioni, con oltre 30 concerti in altrettanti club. A marzo 2011 i Blastema girano un video per Telecom Italia che li sceglie e li vuole come testimonial. Il video sarà in rotazione per 6 mesi nelle “Stazioni futuro” di Torino e Roma all’interno del padiglione per le celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia.

A gennaio 2012 firmano un contratto discografico con “Le Nuvole” casa discografica di Fabrizio De André diretta da Dori Ghezzi ed entrano in studio per registrare il loro secondo album, promosso da “Red&Blue” e “Parole e Dintorni”.

Presentano il primo singolo “Synthami” al Concertone del Primo Maggio in piazza S.Giovanni a Roma, saranno successivamente presenti ad altri rilevanti festival di massima visibilità nazionale quali Arezzo Wave Sabato 14 Luglio e lchnusa Festival a Cagliari In apertura ai Litfiba il 21 Luglio. Il 21 Settembre presentano il loro secondo singolo ‘Tira fuori le spine” al Carroponte di Sesto San Giovanni (MI), anticipando l’uscita del relativo videoclip diretto da Cosimo Alemà e del nuovo album “Lo stato in cui sono stato” previsto per il prossimo 16 Ottobre e presentato in anteprima Sabato 29 Settembre al MEl di Faenza.

 Ilaria Porceddu – “In equilibrio”: Nasce a Cagliari il 16 Ottobre 1987. Dall’età di sei anni frequenta la scuola di musica Peter’s day di Assemini (CA), studiando pianoforte, canto, teoria e solfeggio, musica d’insieme e informatica musicale.

All’età di undici anni inizia a suonare il pianoforte e cantare nel gruppo “Omaggio a Fabrizio De’ Andrè”, una band di giovanissimi musicisti che per circa quattro anni si è esibita in tournè in tutta la Sardegna e in Italia.

Nel 2001 vince il “Festival della Sardegna” e nel 2004, all’età di sedici anni, vince il “Festival di CatsrocaroTerme”. Dopo il diploma scientifico Ilaria si trasferisce a Roma per iniziare la sua collaborazione artistica con Peppe Vessicchio e Marco Rinalduzzi, con cui realizzerà il suo primo album, e contemporaneamente iscriversi alla facoltà di “Arti e Scienze dello Spettacolo” alla Sapienza di Roma. Nel 2008 è Special Guest del tour “L’uomo delle stelle” di Ron, e nello stesso anno prende parte alla prima edizione di X Factor arrivando in semifinale con la conseguente pubblicazione del suo primo album “Suono Naturale” ( SonyMusic).

Nell’estate del 2009 apre i concerti della tournè di Gino Paoli “Storie” . Nell’autunno dello stesso anno viene chiamata da Luca Tommassini a far parte del cast del “Pianeta Proibito” in qualità di attrice e cantante. In questa tournè incontra Attilio Fontana, protagonista del musical e compositore, con il quale inizia a collaborare componendo le canzoni del suo nuovo progetto.

Nel 2011 compone le musiche per lo spettacolo teatrale di prosa “Lisa” di Lorenzo Gioielli con la regia di Siddhartha Prestinari e nello stesso anno lo scultore Federico Paris utilizza alcune sue composizioni pianistiche per l’installazione “Tauromachia- da Goya a Picasso, Face To Face With The Bull” esposta a Praga dal 9 dicembre 2011 al 29 aprile 2012. Sempre nel dicembre del 2011 consegue la laurea jn “Arti e Scienze dello Spettacolo” con tesi in Etnomusicologia sulla storia e la tradizione del Canto Sardo a Chitarra in Sardegna.

Nel giugno di quest’anno registra il suo nuovo album “Personale” che la vede coinvolta oltre che come interprete anche come autrice dei suoi brani. In questo progetto, Ilaria, oltre al racconto va’ alla ricerca delle sue radici utilizzando come ponte la lingua della sua terra , il Sardo, che contamina in maniera moderna e atavica contemporaneamente la narrazione ” .. come ricordo del luogo da cui veniamo e di cui non possiamo perdere le tracce della nostra identità più profonda .. “.

Il disco è stato registrato nella Galleria d’arte MuGa (Roma) in collaborazione con l’artista visuale Valentina De Mathà. Questa esperienza, che ha visto Ilaria al pianoforte e alla voce, e Clemente Ferrari alla fisarmonica si tradurrà in un disco, un catalogo d’arte e un docufilm. ” In Equilibrio racconta il viaggio nel circo della Vita sul quale filo siamo tutti indistintamente sospesi in attesa di quel soffio di vento che ci può far volare anche solo per un attimo e continuare a sperare in un nuovo viaggio .. “

 Il Cile – “Le parole non servono più”: La voce che (ci) mancava. A bruciapelo Il Cile ha iniziato il nuovo capitolo della canzone d’autore italiana, libera e graffiante, sgombra da ideologie ma piena di idee. Nuove, finalmente.

E il primo cd lo dimostra sin dal titolo, “Siamo morti a vent’anni”, frustata implacabile a una generazione pericolosamente in bilico tra vittimismo e rancore. “E’ la mia, quella arrivata a trent’anni a bordo di una gioventù traballante”. Diventerà uno slogan, scommettiamo?

In fondo a Lorenzo Cilembrini detto inevitabilmente Il Cile, toscano e toscanaccio, (Arezzo 9 novembre 1981) le parole frullano spontanee e rimangono subito impresse nella nostra memoria.

Il suo primo singolo Cemento armato, pubblicato nella primavera 2012, è il caso dell’anno e ha conquistato le radio grazie a versi che sono la polaroid dei ragazzi italiani: “lo ti ho dato prati di viole e tu cemento armato” o “Senza uno stipendio sei un difetto sociale”. Immagini tese sul filo impossibile tra Fabrizio De André e Rino Gaetano. Non per nulla anche un famoso quotidiano ha giocato con il brano per il titolo d’apertura: “Cemento amato”. Bel colpo. Un’altra conferma di ciò che rende inconfondibile Il Cile: è pop senza essere popolare ed è rock senza urlare. E nella voce trattiene i riflessi grintosi di chi non si perde mai d’animo. Per di più lui, che è di Arezzo come gli amici Negrita, segue un istinto neorealista che la nostra canzone d’autore ha colpevolmente dimenticato per strada (“Le mie serenate a rate”, dalla canzone che dà il titolo al disco, sarebbe piaciuto a Monicelli tanto è fulminante).

Rabbioso e divertente, ispirato e personalissimo: ecco Il Cile. E rimane senza paragoni anche quando pigia sull’acceleratore del ritmo e della disillusione, come in ‘La ragazza dell’inferno accanto’, e poi decolla sulla metrica imprevedibile di ‘Tu che avrai’. Sarà che il primo disco ascoltato è stato Nevermind dei Nirvana (“Imperdibile per chiunque abbia la mia età”). O che ha imparato a suonare la chitarra ascoltando la lunare malinconia di Mellon collie degli Smashing Pumpinks. “Però per me sono stati essenziali anche La voce del padrone di Battiato e Volume 8 di De André”, si affretta a precisare lui. In ogni caso, Il Cile oggi è il golden boy della nuova leva cantautorale e questo album arriva preceduto da un’attesa che ricorda tempi gloriosi e lontani.

Merito anche di Fabrizio Barbacci, produttore di lungo corso che ha saputo lasciar libero il suo talento senza farlo bruciacchiare da entusiasmi volatili. E’ merito di una gavetta piena di passione e porte sbattute in faccia, di viaggi impossibili e di concertini improbabili. Perciò, alla fine, le nove canzoni di “Siamo morti a vent’anni” sono il diario di progetti da finire e amori già finiti (“Potrei anche provare ad affittare un cuore ma non mi servirebbe più” da Credere alle favole). E sono l’urlo fortissimo di un trentenne che, come tutti i trentenni di oggi, prova a “togliersi gli avvoltoi dalle spalle” (da Lamette) per iniziare davvero un nuovo capitolo.

 Irene Ghiotto – “Baciami?”: Irene Ghiotto è cantautrice di ventisette anni, nata e cresciuta nella provincia di Vicenza. Comincia a suonare la chitarra da autodidatta nell’adolescenza e si affaccia istintivamente alla scrittura di canzoni. A 17 anni si iscrive al corso di canto jazz della “Theloniuos music school” di Vicenza (che frequenta per 5 anni) e studia privatamente pianoforte. L’attività live inizia presto con le prime esperienze formative in gruppi cover giovanili.

Nel 2007 si instaura una proficua collaborazione con i Pensierozero, che incidono un primo demo di brani inediti nel 2007 al Basement Studio di Vicenza con l’aiuto del pianista compositore Diego Michelon (insegnante del CPM di Milano, musicista per Dalla, Ron). I Pensierozero vincono il Premio Lunezia sezione band (seconda segnalazione) nel 2008 e su classificano finalisti a Sanremolab e Sanremoweb nel 2009. Nel 2010 partecipano alle finali del premio Fabrizio De Andrè e vincono il Premio Armonie Culturali del concorso veneziano per band emergenti “Jesolo Music Festival”.

Nel 2010 prende vita il progetto “solista” avviato grazie all’incontro e alla collaborazione con Carlo Carcano, compositore e arrangiatore (Bluvertigo, Morgan, Piccola Bottega Baltazar). Irene partecipa alle selezioni di SanremoSocial 2011 con il brano “Gli amanti”, ottenendo un considerevole apprezzamento da giornalisti e critici musicali. Nell’ottobre 2011 entra a far parte del cast di Star Academy. Il talent show di Rai2 condotto da Facchinetti, che chiude prematuramente.

È attualmente in studio a registrare il primo disco.

 Paolo Simoni – “Le parole”: Paolo nasce a Comacchio 1’8 gennaio 1985. A due anni e mezzo distrugge la batteria della Bontempi regalata dalla nonna materna. Compie i primi passi nel mondo della musica iniziando a studiare, sin da bambino, la chitarra e l’organo sotto la guida di una stravagante insegnante giapponese. Mamma Cinzia e papà Francesco a undici anni lo iscrivono al Conservatorio di Ferrara per intraprendere lo studio del pianoforte ma, dopo tre anni di studio accademico, il suo interesse per la musica prende un orientamento ben definito che lo porterà, sotto la guida del Maestro Pasquale Morgante, a concentrarsi soprattutto nello studio del pianoforte moderno e della composizione. Nello stesso periodo un’amica pittrice lo porta alla conoscenza di lskra Menarini, che lo accompagnerà nello studio del canto, divenendo una figura determinante nella sua crescita artisticomusicale.

Alla dedizione per la musica alterna il proseguimento della carriera scolastica e il lavoro nel ristorante di famiglia. Nel 2000 si iscrive e partecipa all’Accademia della Canzone di San Remo.

Da includere nel suo percorso artistico anche lo studio del sassofono, strumento che per passione diviene suo secondo compagno dopo il pianoforte e il grande interesse per la letteratura. Nel 2004 consegue il diploma breve di sassofono presso la Scuola di Musica Moderna di Ferrara, nello stesso anno si iscrive e vince al Festival di San Marino classificandosi al secondo posto. In questa occasione si esibisce a Milano in piazza Duomo con altri artisti del panorama musicale italiano e nella stessa stagione partecipa al TIM tour. Qui il sodalizio discografico con la Warner Music. La grande familiarità con la musica d’autore italiana lo porta a suonare in vari club e feste come jukebox e in altrettante serate per intrattenere gli amici. L’anno successivo viene invitato al Buskers Festival di Ferrara dove accompagna con il sax un cantante napoletano. Nel 2007 viene notato dal Club Tenco ed inserito come “nuova proposta emergente dell’anno” ed è proprio in occasione della sua esibizione al Premio Tenco, che viene presentato il suo primo album “MALA TEMPORA (Warner/Atlantic)” . Nel 2008 la critica lo annovera nella cinquina in concorso per la “miglior opera prima”. Sempre nel novembre 2008 partecipa al MEI di Faenza ed esce l’album “i Pan Brumisti” doppio cd curato dal Club Tenco con la partecipazione di numerosi artisti di fama. Vince il premio “miglior arrangiamento musicale” nella sezione “BIG” del Festival degli Autori di San Remo 2009. Viene scelto come vincitore Musicultura 2009 dal prestigioso comitato artistico e da RADIO RAI. Ha collaborato con Mauro Pagani in alcune presentazioni di “Foto di gruppo con chitarrista” e con Massimo Ranieri al Festival “dallo Sciamano allo Showman” in Val Camonica. Nel Giugno 2010 le sue canzoni arrivano alle orecchie di Claudio Maiali manager di Luciano Ligabue grazie ad Alberto Cusella che collabora con l’etichetta Riserva Rossa .

Nel giugno 2011 Paolo cambia etichetta discografica e approda in Sony Music. Nell’estate 2011 il singolo CRISI (sonymusic/riservarossa) rientra nella top 100 dei brani più trasmessi dalle radio.

Il 28 agosto 2012 esce “Ci voglio ridere su” (Sony Music), il secondo album di Paolo Simoni, contenente 10 brani interamente scritti e interpretati dal giovane cantautore emiliano.

 Renzo Rubino “Il postino (amami uomo)”: Renzo nasce 24 anni fa a Martina Franca in Puglia.

Per motivi ignoti si avvicina a teatro, musica e, anche se non si direbbe, alla danza. Renzo VUOLE suonare e lo fa così: A 16 anni si maschera e si spaccia per Mr V, (noto) pianista londinese in tour italiano.

Tutto questo per poter partecipare ad un festival di musicisti di strada organizzato da papà Rubino che come tutti i papà italiani lo vorrebbe avvocato.

A 19 anni legge di un concerto di Albano Carrisi dedicato alla “Madonna” che si terrà ad un’ora da Martina Franca. Carica strumenti e strumentisti in macchina e si presenta al promoter del concerto convincendolo di essere il gruppo spalla.

A 20 anni è leader della resident band dello “SHOW GIRL”, noto night club di Fasano (BA)

A 21 anni incontra il suo produttore artistico Andrea Rodini (Vocal Coach della squadra di Morgan nella prima e seconda edizione di X FACTOR). “Negli ultimi anni ho ascoltato più di 4000 ragazzi. Non ho mai trovato un artista di 21 anni che abbia la forza e l’originalità di RENZO RUBINO”. (Andrea Rodini)

Nel 2011 viene registrato il primo lavoro in studio: un ed di 7 brani (6 originali e I cover) dal titolo “FARFAVOLE”. Oltre ad Andrea Rodini, che è stato arrangiatore del disco assieme a Renzo, hanno offerto la loro preziosa collaborazione Fabrizio Bosso, trombettista di fama nazionale e internazionale, Cico Cicognani, bassista (Vanoni, Finardi, Pausini, Nek, Casale) il batterista Pier Foschi (Jovanotti, Terence Trent D’Arby, Celentano)

Del ed “Farfavole” fa parte “Bignè”: brano con il quale Renzo Rubino è risultato tra i vincitori dell’edizione 2011 del festival “MUSICULTURA”. Bignè, è stata la canzone più votata dal pubblico radiofonico di Radio I Rai.

Dopo il successo riscosso a Macerata Renzo si concentrerà al Farfavole Tour che lo vedrà protagonista assieme la sua band, “Gli Altri” , nei migliori live club Italiani registrando SOLD OUT ovunque con il solo passaparola.

Collabora inoltre con Iskra Menarini, Fabrizio Bosso, aprirà i concerti di Bruonri Sas e Antonella Ruggiero. Rappresenterà Musicultura a Laigueglia (SV) dove ritirerà il premio “Questi Passi”.

Tra il 2011 e il 2012 collabora con Francesco Migliacci (manager Cristicchi), Marcello Faneschi (arrangiatore, direttore d’orchestra e amico inseparabile di Domenico Modugno)

Il brano proposto per il Festival di Sanremo vede la partecipazioe di Matteo Falcier tenore dell’accademia del bel canto “Rodolfo Celletti” e del “Festival della Valle d’Itria” (noto festival di opera che si svolge ogni estate a Martina Franca, paese del giovane cantautore).

Di Rubino colpiscono in assoluto e ancor più se rapportati alla sua età, la maturità e l’originalità dei testi.

Colpisce la profonda ricerca di soluzioni melodiche talmente retro da essere moderne, come se Puccini fosse iscritto a Facebook.

Colpisce infine la forza espressiva del suo spettacolo live curato in ogni suo aspetto. Una energia travolgente che sembra rispondere ad un principio che Renzo ha fatto suo in anni di gavetta: “Tutti i concerti come fosse il primo, tutti i concerti come fosse l’ultimo, tutti i concerti come fosse l’unico”