Sanremo 2013: Oggi al via la quarta serata del Festival

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Stasera in scena la ‘Sanremo Story’, durante la quale gli artisti in gara reinterpreteranno una canzone che ha fatto la storia della kermesse musicale. Oltre che per i grandi ospiti, c’è attesa per scoprire il vincitore della categoria Giovani.

In conferenza stampa, questa mattina, sorrisi e tanta soddisfazione per i buoni ascolti di ieri sera (10 milioni e 700 mila spettatori col 42,5% di share). Gongolano tutti, dal capo dell’Intrattenimento Antonio Azzalini al direttore di Rai Uno. “Aver eguagliato gli ascolti del festival di Morandi è una grande soddisfazione per noi che lo consideriamo grande tra i grandi” scrive Leone. Piccole polemiche sul televoto, che per ora ha piazzato nei primi quattro posti tre “reduci” dai talent ma dovrebbe essere però controbilanciato domani sera dal voto della Giuria di qualità.

Le cinque serate, in programma il 12, 13, 14, 15 e 16 Febbraio 2013, da martedì a sabato, in diretta su RAI1 in Eurovisione, vedranno 14 artisti in gara nella sezione Campioni e 8 artisti nella sezione Giovani (Guarda in web streaming il Festival di Sanremo 2013 dalle ore 20:35Partecipa alla Social Tv di Sanremo)

Ogni sera, da martedì 12 a sabato 16, alle 20.30 su RaiUno andrà in onda un’anteprima di Marco Presta e Antonello Dose, la coppia d’oro de ‘Il Ruggito del Coniglio’ di Radio Due che permetteranno al pubblico di entrare nel vivo del Festival con immagini di backstage per raccontare l’emozione del pre-diretta (In esclusiva per i web il Backstage, i segreti del Festival).

Fabio Fazio, quest’anno anche in veste di Direttore artistico, ha scelto di puntare sulle canzoni in gara dei Campioni, con l’obiettivo di presentare brani che rappresentino una fotografia ampia della musica che si ascolta oggi in Italia.

La valorizzazione della musica è evidenziata dalla scelta della doppia canzone in gara, novità assoluta nella storia del Festival: ci saranno in gara 28 canzoni nuove, interpretate dai 14 artisti Campioni. Ciascun Artista Campione presenterà 2 canzoni, una delle quali verrà scelta come brano che rimarrà in competizione. Le due canzoni in gara saranno giudicate dal pubblico a casa attraverso il televoto e dalla giuria della stampa.

Serata speciale con ‘Sanremo Story’: un omaggio alle canzoni che hanno fatto la storia del Festival. I 14 Campioni hanno scelto una canzone della storia di Sanremo da cantare con un artista ospite. Le esibizioni non saranno sottoposte al voto, mentre è stato invitato Pippo Baudo e si ipotizzaba la presenza di Raffaella Carrà.

Di seguito l’elenco delle canzoni scelte dai Campioni, con le indicazioni degli ospiti che duetteranno:

1. Malika Ayane con Paolo Vecchione e Thomas Signorelli: “Cosa hai messo nel caffè” (Riccardo Del Turco, 1969): Malika Ayane, durante la quarta serata di Sanremo 2013 dedicata ai successi che hanno fatto la storia del Festival, presenterà la cover di Cosa hai messo nel caffè e si esibirà insieme ai ballerini Paolo Vecchione e Thomas Signorelli.

Cosa hai messo nel caffè è una canzone che ha partecipato all’edizione del 1969 del Festival di Sanremo ed è stata presentata da Riccardo Del Turco con la partecipazione di Antoine. Nella classifica finale, Cosa hai messo nel caffè, scritta dallo stesso Del Turco insieme a Giancarlo Bigazzi, giunse all’ultimo posto tra le canzoni qualificate per la finale.

Quando fu scritta, la canzone si sarebbe dovuta intitolare Il veleno nel caffè con Del Turco che avrebbe dovuto cantarla a Sanremo insieme a Sergio Leonardi. La scelta finale, invece, cadde su Antoine: la convivenza tra i due cantanti non fu tra le più tranquille perché il cantautore toscano non apprezzava la troppa disinvoltura di Antoine e, inoltre, non aveva gradito l’arrangiamento troppo allegro per la versione della canzone destinata al cantante francese.

Malika Ayane ha scelto di farsi accompagnare, nella serata dedicata alle cover, dai ballerini Paolo Vecchione e Thomas Signorelli. I due ballerini hanno già collaborato con la cantante nel video di Tre cose, singolo tratto dall’album Ricreazione. Riguardo questa esibizione, Malika Ayane, a TgCom24, ha dichiarato: “Sarò accompagnata dai ballerini del mio video Tre Cose, Thomas Signorelli e Paolo Vecchione, per rendere l’esibizione quanto più possibile vicino al varietà, un pò alla Judy Garland. Sono molto felice dell’edizione di quest’anno del Festival perché avremo la possibilità di proporci in diverse sfaccettature.”

2. Daniele Silvestri: “Piazza grande” (Lucio Dalla, 1972): Sarà Daniele Silvestri, che al Festival di Sanremo 2013 si distingue per un brano tradotto nel linguaggio dei sordi, a rendere omaggio a Lucio Dalla sul palco dell’Ariston, nella serata del venerdì di Sanremo Story. Il cantante riproporrà (da solo, senza accompagnatore) Piazza grande, celebre brano dell’artista bolognese che, proprio l’anno scorso, partecipava al suo ultimo Festival poco prima di morire.

Dalla portò Piazza grande a Sanremo nel 1972, alla sua quarta partecipazione alla kermesse. La canzone era dedicata a un senzatetto realmente vissuto, con testo di G.Baldazzi e S.Bardotti e musica scritta assieme a Ron.

In principio doveva cantarla Gianni Morandi, ma Dalla non volle rinunciarvi e riuscì a presentarsi nuovamente al Festival, resistendo alle pressioni della sua casa discografica, che per altro avrebbe voluto intitolare il brano Canal Grande.

La piazza che dà il titolo alla canzone non è la piazza simbolo di Bologna, Piazza Maggiore, come si potrebbe immaginare, ma “la più raccolta” Piazza Cavour, secondo quanto rivelato da una puntata del programma La storia siamo noi.

Piazza Grande è divenuta ben presto uno degli evergreen del repertorio di Dalla, nonché dei grandi classici della musica italiana. A Sanremo, però, non raggiunse la posizione sperata, classificandosi semplicemente ottava.

Il testo della canzone, assieme a quelli di Vincenzo Cardarelli, Umberto Saba e Sandro Penna, fu scelto come traccia per la prima prova dell’esame di maturità del 2001. il brano era presente nell’apposita sezione artistico – letteraria, recante il titolo: “La piazza: luogo dell’incontro della memoria. Dalla commento, così, la scelta in un’intervista a la Repubblica: “È solo una canzone. Io non sono di quelli che hanno bisogno di sentirsi definire poeti, le canzoni non hanno a che vedere con la poesia, hanno una loro autonomia, sono frutto di un percorso loro, di una ricerca che ha una sua dignità e un suo posto nell’immaginario collettivo, nella memoria di tutti, credo sia stato riconosciuto anche questo. La scrissi alle isole Tremiti nel ‘71, poi la portai a Sanremo, è stata una canzone che ha avuto sempre più successo col tempo, l’argomento era aggregante, al di là della forma musicale, si prestava ad una fruizione popolare”.

3. Annalisa Scarrone duetto con Emma Marrone: “Per Elisa” (Alice, 1981): Annalisa ed Emma, ex rivali dell’edizione numero 11 del talent Amici, duetteranno insieme per la prima volta sul palco dell’Ariston di Sanremo durante la serata Sanremo Story, proponendo la cover della celebre Per Elisa, il brano vincitore della trentunesima edizione della massima manifestazione canora italiana cantato da Alice.

Forse non tutti sanno che la musica di Per Elisa è stata composta da Franco Battiato e Giusto Pio, mentre il testo, in totale antitesi con l’omonimo componimento di Beethoven, è stato scritto dalla stessa Alice e racconta di Elisa, una donna che ha portato via con l’inganno l’uomo ad un’altra. Il punto di vista del racconto è quello della donna tradita.

Il brano, inciso nel 1981, venne riproposto modificato dalla stessa Elisa nel 200, reinterpretato dalla cantautirice Marian Trapassi nel 2004 e rilanciato dagli Aram Quartet a X Factor nel 2008.

La ventottenne cantante pugliese (ma nata a Firenze) Emma Marrone, ha vinto la nona edizione di Amici, ha partecipato a Sanremo nel 2011 insieme ai Modà, arrivando seconda con il brano Arriverà, e ha vinto il Festival 2012 con Non è l’inferno. Emma ha venduto tantissimo, centinaia di migliaia di copie: i suoi due album sono già stati dischi di platino e multiplatino.

4. Marta sui Tubi, duetto con Antonella Ruggiero: “Nessuno” (Betty Curtis-Wilma De Angelis / Mina, 1959): Durante la quarta serata del Festival di Sanremo 2013, i Marta sui Tubi si esibiranno insieme ad Antonella Ruggiero. La cover che il gruppo folk ha scelto è Nessuno, brano che è stato presentato al Festival di Sanremo 1959 da Wilma De Angelis e da Betty Curtis. La canzone giunse all’ottavo posto nella classifica finale.

La canzone fu scritta da Antonietta De Simone, Edilio Capotosti e Vittorio Mascheroni. Il pezzo fu successivamente inciso anche da Mina, all’epoca 19enne e praticamente ancora sconosciuta. Questa nuova versione permise alla futura Tigre di Cremona di ottenere il successo, grazie alle esibizioni tenute al Festival Rock del Palazzo del Ghiaccio di Milano e alle trasmissioni Lascia o raddoppia? e Il Musichiere, e di conseguenza di raggiungere anche i primi posti della classifica.

Il video di Nessuno, ad opera di Giovannini e Garinei, è molto famoso ed è spesso trasmesso in televisione: le protagoniste del video sono le due interpreti principali di questo brano ossia Wilma De Angelis e Mina.

5. Raphael Gualazzi: “Luce (tramonti a nord est)” (Elisa, 2001): Stasera Raphael Gualazzi nell’appuntamento del Festival dedicato a Sanremo Story canterà Luce (tramonti a nord est), brano con il quale Elisa ha vinto la kermesse musicale nel 2001. In quell’anno (a condurre c’era Raffaella Carrà) la cantante si esibì con i Solis String Quartet.

Il brano, scritto da Elisa insieme a Zucchero, fu il quarto e ultimo singolo estratto dall’album Asile’s World. Il testo della canzone fu scritto nel 2000 da Elisa in inglese con titolo Come Speak to Me.

Qualche mese dopo il testo fu integralmente tradotto in italiano per poter partecipare a Sanremo. Si tratta della prima canzone in ordine cronologico pubblicata in lingua natia da Elisa.

In Asile’s World sono presenti entrambe le versioni. In verità ne esiste anche una terza, in lingua spagnola (il titolo è Háblame).

Luce (tramonti a nord est) è presente nel film Come Dio comanda di Gabriele Salvatores, trasposizione del libro di Niccolò Ammaniti, nel quale è presente una sua citazione.

Tra le curiosità c’è la partecipazione al videoclip ufficiale dell’attore Giorgio Pasotti.
La canzone è stata cantata da Elisa, Laura Pausini e Irene Grandi nel 2009 in occasione del concerto benefico a San Siro in favore dei terremotati dell’Abruzzo.

Raphael Gualazzi questa sera non duetterà con nessun artista, ma interpreterà la canzone da solo dopo averla riarrangiata con coloro jazz.

6. Modà con Adriano Pennino: “Io che non vivo” (Pino Donaggio, 1965): Questa sera i Modà per Sanremo Story canteranno Io che non vivo, il brano portato al successo da Pino Donaggio e in gara nel 1965 all’interno della kermesse musicale.

La band, al secondo posto nella classifica provvisoria, sul palco dell’Ariston sarà accompagnata dal Maestro Adriano Pennino al pianoforte.

Io che non vivo è un brano scritto da Pallavicini e Donaggio che nel 1965 si è classificato al settimo posto al Festival. La canzone è diventata famosa in tutto il mondo vendendo qualcosa come 60 milioni di copie.

Esiste anche una versione in lingua inglese dal titolo You Don’t Have to Say You Love Me e realizzata da, tra gli altri, Dusty Springfield e Elvis Presley. In passato molti artisti italiani si sono cimentati con questo brano. Qui citiamo soltanto i più recenti, non dimenticando però per esempio Claudio Baglioni, Morgan e Francesco Renga. L’anno scorso sul palco dell’Ariston ci fu un duetto (non particolarmente riuscito, in verità) di Shaggy e Chiara Civello proprio sulle note di Io che non vivo. Nel 2010 invece era stato Massimo Ranier,i ospite del Festival, a interpretare la canzone sempre a Sanremo. Anche gli stessi Modànegli scorsi anni si sono cimentati con il brano di Donaggio.

È Perdere l’amore la canzone scelta da Maria Nazionale per celebrare il Festival nella quarta serata, dedicata alla Sanremo Story. La cantante partenopea ha deciso di mantenere fede alle proprie origini e di riportare all’Ariston quella che è ormai la canzone-simbolo di Massimo Ranieri, che proprio con questo brano vinse nel 1988.

Per l’istrionico ‘cantattore’ napoletano, amato dal pubblico tv fin dai suoi esordi a Canzonissima (che lo vide appena 15enne nel 1966, un baby-talento), Perdere l’amoreha segnato uno straordinario rilancio della sua carriera ’strettamente’ musical-discografica. Il brano, scritto da Marcello M arrocchi e Giampiero Artegiani (da notare nel video l’errore della grafica), registrò il maggior numero di preferenze popolari, all’epoca ‘manifestate’ con le schedine del Totip, visto che il televoto sarebbe arrivato da lì a qualche anno. Il bello è che lo stesso pezzo fu presentato alle selezioni dell’edizione precedente, con Gianni Nazzaro come interprete, ma fu scartata.

‘Insospettabile’ l’arrangiatore del pezzo: trattasi di Sergio Conforti, meglio noto come Rocco Tanica, il tastierista di Elio e le Storie Tese che ha suonato anche l’intro al piano nell’incisione discografica. Alla chitarra, invece, Mauro Di Domenico, storico collaboratore di Ranieri e stasera all’Ariston per accompagnare Maria Nazionale.

Il chitarrista Mauro Di Domenico ha collaborato per 21 anni con Massimo Ranieri, curando peraltro gli arrangiamenti live e discografici dei suoi lavori e accompagnandolo nelle sue principali performance internazionali. Figlio d’arte – il padre era il tenore Lello Di Domenico – ha studiato con Paco Peña e ha collaborato a lungo con gli Inti Illimani, ma anche con i Musicanova di Eugenio Bennato e con la Nuova Compagnia di Canto Popolare. Ritrova a Sanremo anche Mauro Pagani, produttore e co-arrangiatore proprio con Di Mauro di diversi lavori di Ranieri. 

7. Simone Cristicchi con …: “Canzone per te” (Sergio Endrigo, 1968): Nella serata dedicata ai successi del passato del Festival, Simone Cristicchi interpreteràCanzone per te, con cui Sergio Endrigo vinse nel 1968. In quell’anno il cantante di Pola fu protagonista assoluto perché era anche il produttore della seconda classificata Marisa Sannia.

Canzone per te è stata composta da Sergio Bardotti e dallo stesso Endrigo. Il brano racconta di un amore finito e che è stato vissuto con grande emozione, con il cuore rivolto ad una nuova relazione. Il brano è stato cantato anche in coppia con Roberto Carlos, che ha dato vita anche ad una versione in portoghese. La canzone è stata tradotta anche in lingua turca. Tra gli artisti che ne hanno fatto una cover ci sono Mina, Ornella Vanoni, Gianni Morandi, Enrico Ruggeri (nel disco di cover Contatti del 1988), Tosca e Claudio Baglioni (nell’album Quelli degli altri tutti qui del 2006).

A Sanremo, nel 2010, Elisa ha interpretato il pezzo per onorare la canzone italiana nel mondo.

Si tratta, dunque, di una canzone, adatta sia per una voce femminile sia per una maschile.
Cristicchi non duetterà con nessun artista, ma canterà sul palco del teatro Ariston in solitaria.

Adriano Pennino è un musicista noto al pubblico televisivo avendo ricoperto il ruolo di vocal coach, al fianco di Anna Tatangelo, a X Factor 4. In passato ha collaborato, come compositore ed arrangiatore, anche con Gigi D’Alessio e Sal Da Vinci.

8. Simona Molinari con Peter Cincotti, duetto con Franco Cerri: “Tua” (Jula De Palma-Tonina Torrielli, 1959): Simona Molinari e Peter Cincotti, durante la quarta serata del Festival di Sanremo 2013 dedicata alle cover delle canzoni che hanno fatto la storia della kermesse sanremese, presenteranno il brano Tua insieme a Franco Cerri.

Tua è una canzone presentata durante l’edizione del Festival del 1959 da Jula De Palma eTonina Torrielli ed è stata scritta da Bruno Pallesi e Walter Malgoni. Durante quell’edizione di Sanremo, la canzone giunse al quarto posto nella classifica finale. La canzone fu successivamente cantata anche da Mina: il brano fu inciso insieme a Nessuno nel sesto singolo pubblicato dalla cantante, all’epoca diciannovenne, sempre durante l’anno 1959.

Tornando, invece, a Simona Molinari, la cantante 30enne ha già cantato e inciso questa canzone. Tua, infatti, è contenuta nell’album della Molinari, pubblicato nel 2011, che porta lo stesso titolo della cover.

Franco Cerri, 87 anni, è sicuramente il più importante chitarrista jazz italiano. Cerri, nel corso della sua carriera, ha lavorato con Django Reinhardt, Gorni Kramer, Chet Baker, Gerry Mulligan, Billie Holiday, Stéphane Grappelli, Lee Konitz, Dizzy Gillespie, Tullio De Piscopo, Pino Presti e Jean Luc Ponty. La sua carriera inizia nel 1945 nell’orchestra di Gorni Kramer. Nel 1950, Cerri fonda il Franco Cerri Quintet insieme al sassofonista Flavio Ambrosetti, suonando in tutta Europa. Dopo alcune esperienze come attore, ballerino e conduttore televisivo, Cerri, nel 1959, suonò nel quartetto del clarinettista Aurelio Ciarallo. Negli anni successivi, Cerri collaborò anche con Renato Carosone, Nuccia Bongiovanni, Flo Sandon’s, Nicola Arigliano, Peter Van Wood, Johnny Dorelli, Mina e Roberto Vecchioni. Negli anni ‘70, fondò il Franco Cerri Quartet mentre negli anni ‘80 formò un duo con il pianista Enrico Intra. Ha partecipato al Festival di Sanremo 2005 come ospite, accompagnando Nicola Arigliano.

9. Maria Nazionale con Mauro Di Domenico: “Perdere l’amore” (Massimo Ranieri, 1988):  È Perdere l’amore la canzone scelta da Maria Nazionale per celebrare il Festival nella quarta serata, dedicata alla Sanremo Story. La cantante partenopea ha deciso di mantenere fede alle proprie origini e di riportare all’Ariston quella che è ormai la canzone-simbolo diMassimo Ranieri, che proprio con questo brano vinse nel 1988.

Per l’istrionico ‘cantattore’ napoletano, amato dal pubblico tv fin dai suoi esordi a Canzonissima (che lo vide appena 15enne nel 1966, un baby-talento), Perdere l’amore ha segnato uno straordinario rilancio della sua carriera ’strettamente’ musical-discografica. Il brano, scritto da Marcello M arrocchi e Giampiero Artegiani (da notare nel video l’errore della grafica), registrò il maggior numero di preferenze popolari, all’epoca ‘manifestate’ con le schedine del Totip, visto che il televoto sarebbe arrivato da lì a qualche anno. Il bello è che lo stesso pezzo fu presentato alle selezioni dell’edizione precedente, con Gianni Nazzaro come interprete, ma fu scartata.

‘Insospettabile’ l’arrangiatore del pezzo: trattasi di Sergio Conforti, meglio noto come Rocco Tanica, il tastierista di Elio e le Storie Tese che ha suonato anche l’intro al piano nell’incisione discografica. Alla chitarra, invece, Mauro Di Domenico, storico collaboratore di Ranieri e stasera all’Ariston per accompagnare Maria Nazionale.

Il chitarrista Mauro Di Domenico ha collaborato per 21 anni con Massimo Ranieri, curando peraltro gli arrangiamenti live e discografici dei suoi lavori e accompagnandolo nelle sue principali performance internazionali. Figlio d’arte – il padre era il tenore Lello Di Domenico – ha studiato con Paco Peña e ha collaborato a lungo con gli Inti Illimani, ma anche con i Musicanova di Eugenio Bennato e con la Nuova Compagnia di Canto Popolare. Ritrova a Sanremo anche Mauro Pagani, produttore e co-arrangiatore proprio con Di Mauro di diversi lavori di Ranieri.

10. Marco Mengoni: “Ciao amore ciao” (Luigi Tenco, 1967): Marco Mengoni celebra la storia del Festival a Sanremo 2013 con una canzone “maledetta”. Nella serata del venerdì di Sanremo Story canterà, infatti, Ciao amore ciao(da solo). E’ una canzone scritta dal cantautore italiano Luigi Tenco ed interpretata (in versioni separate) dallo stesso Tenco e da Dalida al Festival di Sanremo del 1967.

La canzone è tristemente nota per essere indissolubilmente legata al suicidio di Tenco, avvenuto a Sanremo il 27 gennaio 1967 dopo l’esclusione del brano stesso dalla finale del Festival.
Il brano aveva infatti ottenuto dalle giurie soltanto 38 voti su 900 e fu poi escluso dal ripescaggio dalla commissione di “esperti”. Qualche anno dopo, nel 1971, il brano venne cantato da Dalida a Canzonissima.

La canzone vuole essere sia d’amore che di critica sociale. Il testo si riferisce a una persona che, stanca di lavorare nei campi, parte per la città per cercare nuove opportunità professionali ed inseguire nuovi sogni. Per fare questo, però, deve lasciare la persona amata. Nel “nuovo mondo”, però, la persona protagonista del brano sembra trovarsi un po’ “spaesata”, tanto da aver voglia di tornare sui propri passi, se non fosse per i problemi economici.

Al centro, insomma, c’è la malinconia e il pessimismo caratteristico delle canzoni di Tenco, anche se il ritornello è insolitamente allegro, come se fosse un grido di speranza.

Vi sono delle differenze tra la versione di Tenco e quella di Dalida: la prima inizia, infatti, subito con la parte cantata, mentre la seconda inizia con un preludio strumentale.

La riproduzione dell’esibizione sanremese di Dalida, nell’omonima fiction interpretata da Sabrina Ferilli nel 2006, è stata al centro di enormi polemiche: i fan di Tenco hanno accusato gli sceneggiatori di revisionismo storico.

11. Elio e le storie tese, duetto con Rocco Siffredi: “Un bacio piccolissimo” (Robertino, 1964): Metti insieme Elio e Le Storie Tese, Un bacio piccolissimo e Rocco Siffredi e hai una miscela potenzialmente esplosiva per la serata Sanremo Story, la quarta del Festival 2013. Gli Elii hanno scelto il brano portato al successo da Robertino nel 1964 per celebrare la storia del Festival: un pezzo allegro, da ‘ggiovani’, con il giusto tocco di romanticismo perfetto per le serate danzanti dei primi anni ‘60. Il brano, presentato al Festival anche da Bobby Rydell (all’epoca c’era una canzone per due interpreti), arrivò in finale e conobbe molto presto una versione in tedesco e in spagnolo.

Particolare anche la storia di Robertino, all’anagrafe Robertino Loreti, enfant prodige dal timbro lirico, che conosce il successo ad appena 14 anni con una scrittura in Danimarca, dove incide due dischi e si fa apprezzare nei Paesi Scandinavi. Torna neanche 17enne in Italia per partecipare al Festival di Sanremo nel 1964 proprio con Un bacio piccolissimo, che lo consacrò al successo nazionale. Anche lui, come molte altre glorie del passato, ha ancora successo nei mercati dell’Est Europa con tutto il suo repertorio di brani della tradizione otto-novecentesca napoletana.

Inutile dire che l’abbinamento bacio+piccolissimo+Siffredi si consuma sull’onda dell’ironia. E siamo molto curiosi di vederli tutti all’opera.

Non basterebbero 20 cm di testo per raccontare la vita, le opere, le missioni di Rocco Siffredi, celebre pornostar tricolore che ha tenuto alta la bandiera italiana nel mondo. Ormai ’sdoganato’ dalla tv, che lo ha visto non solo protagonista di ‘ambigui spot’ a base di patatine fritte, ma anche di trasmissioni tv e di ospitate, ha alle spalle già una collaborazione con gli Elii che parteciparono a una sua produzione – non con ruoli attivi (né passivi) – comparendo nel film e firmando la colonna sonora. Il film, Rocco e le Storie Tese (a.d. 1997) resta un cult. E il loro sodalizio si rinnova all’Ariston. Con Un bacio piccolissimo di Rocco ed Elio gli effetti possono essere imprevedibili (e incontenibili).

12. Max Gazzè: “Ma che freddo fa” (Nada, 1969): Max Gazzè sceglie un pezzo femminile per celebrare la storia di Sanremo, nella serata del venerdì dell’edizione 2013 del Festival. Interpreterà, infatti, la cover di Ma che freddo fa. Non è previsto per lui un accompagnatore: canterà solo.

Il suo è un omaggio alla canzone del debutto, a soli quindici anni, di Nada al Festival di Sanremo 1969 (in abbinamento con i Rokes). Il singolo, inciso per la RCA Talent, la spinse al primo posto in hit-parade regalandole un’enorme e improvvisa popolarità in Italia, Spagna, Giappone e altri paesi; venne soprannominata Il pulcino di Gabbro per la sua giovanissima età.

Il brano è un successo senza tempo. E’ stato inserito nella colonna sonora del film rappresentante l’Italia al Cannes, Mio fratello è figlio unico, nella versione interamente acustica dall’album Nada trio del ‘98. Anche Giusy Ferreri ne ha fatto una storica cover, nel suo primo ep dopo X Factor.

13. Chiara Galiazzo:  “Almeno tu nell’universo” (Mia Martini, 1989): Chiara Galiazzo, vincitrice dell’ultima edizione di X Factor e cantante in pole per la vittoria finale di Sanremo 2013, nella serata Sanremo Story propone Almeno tu nell’universo, il bellissimo brano portato al successo dall’indimenticabile Mia Martini, premio della critica al Festival del 1989.

Non tutti sanno che il brano fu scritto da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio ben diciassette anni prima dell’incisione, nel lontano 1972, ma a causa dalle tematica troppo delicata, quale la disanima della società, che nel testo risulta formata da un branco di persone incoerenti, ipocrite, indecise, inaffidabili e amorfe, i due preferirono non farla uscire.

É la terza volta che Almeno tu nell’universo viene riproposta a Sanremo: nel 2010 la cantò Elisa insieme a Fiorella Mannoia; nel 2012 Loredana Bertè, Macy Gray e Gigi D’Alessio eseguirono insieme una versione ibrida italiano/inglese. Tra i cantanti che hanno voluto omaggiare la canzone di Mimi bisogna ricordare Mina, Thelma Houston (la prima a cantare il brano in inglese conosciuto come Flame), Fiordaliso, Elisa (per la colonna sonora di Ricordati di me), Fausto Leali e Marco Mengoni (a X Factor).

14. Almamegretta con Marcello Coleman, James Senese e il rapper Clementino: “Il ragazzo della via Gluck” (Adriano Celentano, 1966): Gli Almamegretta e il rapper napoletano Clementino stasera, in occasione della puntata Story del Festival di Sanremo 2013, proporranno al pubblico dell’Ariston e ai milioni di spettatori sintonizzati su Rai 1, la cover de Il Ragazzo della via Gluck, il celebre brano inciso quasi cinquanta anni fa da Adriano Celentano.

Non tutti si ricordano che Il ragazzo della via Gluck, brano tra i più popolari della discografia del Molleggiato, partecipò al Festival di Sanremo del 1966 venendo eliminata già al termine della prima serata. Il grande insuccesso sanremese venne controbilanciato dall’esplosione che ebbe sul mercato discografico nazionale e internazionale.

La canzone, che nel testo fa riferimento ai luoghi della via Gluck, la strada di Milano dove il cantante ha vissuto con la famiglia, è già stata soggetta a numerose coverizzazioni, adattamenti e trasformazioni. Le più celebri sono quella di Giorgio Gaber, pubblicata un mese dopo la sua uscita, nel marzo del 1966, quella dello stesso Celentano del 2004, intitolata Quel Casinha, cantata in lingua creola insieme a Cesaria Evora, quella francese di Françoise Hardy, intitolata La maison où j’ai grandi (1966) e quella dell’americana Vedelle Smith, Tar and Cement (1966). Il brano, prima di finire a Sanremo rimaneggiato dalla band campana, ha avuto anche una versione Irlandese cantata da Joe Dolan (sempre intitolataTar and Cement), una svedese, Lyckliga gatan, cantata da Anna-Lena Löfgren e una tedesca Immer am Sonntag, cantata sempre dall’artista scandinava.

Clementino, nome d’arte di Clemente Maccaro, è un trentenne di Nola conosciuto nel mondo dell’hip hop per la sua grande abilità di freestyler. Nella sua carriera, iniziata ben sedici anni fa ha pubblicato due album. È alla sua prima partecipazione al Festival di Sanremo.

Ascolteremo anche le quattro canzoni dei Giovani finaliste scelte durante la seconda e terza serata (Leggi il Regolamento del televoto dei Giovani):

– Antonio Maggio: “Mi servirebbe sapere”
– Blastema: “Dietro l’intima ragione”
– Ilaria Porceddu: “In equilibrio”
– Renzo Rubino: “Il postino (amami uomo)”

Sarà scoperta questa sera in diretta la statua dedicata a Mike Bongiorno, donata dalla Fondazione alla città di Sanremo. Ad “inaugurarla” sarà il mitologico Pippo Baudo, primo testimonial del progetto “Casa Allegria” che offre un aiuto concreto a bambini, giovani e anziani in difficoltà e sostiene percorsi formativi e nuove imprese creative.

Ospiti della serata il pianista Stefano Bollani, Caetano Veloso, che tra l’altro quest’anno festeggia 70 anni di età e 40 di carriera, Rockfeller e J.L. Moreno e Gian Marco Tognazzi – Danny Quinn – Rosita Celentano – Paola Dominguin.

La giuria di qualità sarà presieduta da Nicola Piovani e composta da Eleonora Abbagnato, Stefano Bartezzaghi, Cecilia Chailly, Claudio Coccoluto, Serena Dandini, Paolo Giordano, Nicoletta Mantovani, Rita Marcotulli e Neri Marcorè al posto di Carlo Verdone, fermato da un ascesso.