
Iva Zanicchi, a quattro anni da ‘Colori d’amore’, è tornata sul mercato discografico con l’album dal titolo ‘In cerca di te’, che propone dodici canzoni tra gli anni ‘40 e ‘60 rivisitate in chiave swing, jazz e swing in uscita il 19 Novembre.
La cantante e conduttrice televisiva, oltre che europarlamentare del Pdl, ha raccontato alla rivista ‘Vero Tv’ di provare nostalgia nei confronti degli anni d’oro della musica italiana: “La canzone italiana è sempre stata osannata nel mondo, ma noi ce ne siamo dimenticati. Ricordo quando, all’apice della mia carriera, mi esibivo in ogni angolo del Pianeta e i teatri erano sempre pieni. Perdere un patrimonio come il nostro è un peccato, ma purtroppo noi italiani siamo esterofili: dimentichiamo la nostra tradizione e preferiamo scimmiottare gli americani.”
La cantante, oggi 73enne, ha anche paragonato i modi di fare musica di oggi con quelli degli anni 60 citando il caso di Nilla Pizzi, la quale “ha cantato magnificamente fino a 90 anni e questo le è stato possibile, perché aveva la giusta preparazione tecnica”, mentre oggi “molti cantanti si spaccano la gola mentre cantano e arrivati a 45 anni sono, musicalmente parlando, morti”.
La Zanicchi, che ha realizzato l’album anche con la collaborazione dei nipotini Luca (alla chitarra) e Virginia (voce), ha ricordato il suo periodo d’oro, dalla fine degli anni Sessanta al 1975, quando vinse 3 Festival di Sanremo e esportò la sua musica in tutto il mondo. Ma la dichiarazione più suggestiva è arrivata in chiusura di intervista, quando Iva ha rivelato che tra i suoi fan c’è anche Padre Pio: “Anni fa ho visitato i luoghi della sua vita e il convento di San Giovanni Rotondo. Lì ho mangiato anche con i suoi confratelli e uno di loro mi disse che una delle canzoni preferite di Padre Pio e che più amava ascoltare era Un fiume amaro.”
Lei a Sanremo non ci tornerà: “Quattro anni fa ho giurato – e sono una donna d’onore – che non avrei più messo piede su quel palco, dopo l’episodio molto triste, volgare e cattivo di Roberto Benigni. Mi ha offeso come mai nella vita in un intervento in diretta prima della mia esibizione”.
Iva Zanicchi cantante, conduttrice televisiva, attrice e politica italiana, vicepresidente della Commissione Sviluppo del Parlamento Europeo nel 1965 presenta al Festival di Sanremo il brano “I tuoi anni più belli” composta da Mogol e Enrico Polito. Il brano, dal punto di vista musicale è costruito sulle escursioni tra alti e bassi e strizza l’occhio al genere rock in alcuni arrangiamenti. Non accede alla finale, ma Iva si crea un suo mercato, soprattutto tra i giovani.
Nel 1966 partecipa per la seconda volta al Festival di Sanremo con “La notte dell’addio”, composta da Alberto Testa e Memo Remigi. Il brano arriva in finale ma non vince. Tuttavia rimane una delle canzoni più importanti di tutta la sua carriera, dimostrandole che può affrontare anche generi diversi da quelli proposti fino ad allora.
Il 1967 si apre con la sua prima vittoria al Festival di Sanremo con la canzone “Non pensare a me“, presentata in coppia con Claudio Villa. Il brano riesce a vincere, tuttavia, sia Iva che Claudio Villa vengono travolti da un mare di polemiche. Una giuria composta per tre quarti di giovani, l’anno successivo all’esplosione del “beat”, finisce col premiare un brano di impianto più che mai tradizionale, in un Festival segnato anche dal suicidio di Luigi Tenco, la cui canzone viene esclusa dalla finale.
Nel 1968 torna nuovamente al Festival di Sanremo con la canzone “Per vivere“, scritta da Umberto Bindi. La canzone però non arriva alla serata finale. Anche commercialmente la canzone passa quasi inosservata, complice la scarsa attenzione che Iva può dedicarle in quel periodo.
Il 1969 si apre con una nuova partecipazione al Sanremo. Iva propone, in coppia con Bobby Solo, “Zingara”. Il brano si aggiudica la diciannovesima edizione del Festival e conquista il pubblico, riscuotendo un grande successo di vendite. Diventa un evergreen e si lega indissolubilmente alla virtuosa interpretazione di Iva. Questa vittoria le permette di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest di Madrid con il brano “Due grosse lacrime bianche” dove si piazzerà tredicesima.
Nel 1970 torna per la sesta volta al Festival di Sanremo dove presenta, insieme all’autore Sergio Endrigo, “L’arca di Noè“, uno dei primi brani “ermetici” della storia musicale italiana. Insieme conquistano il terzo posto e il Premio della Critica come miglior testo. La canzone riscuote molto successo.
All’inizio del 1974 accetta di tornare al Festival di Sanremo, e presenta un brano dal titolo “Ciao Cara come stai“, scritta da Italo Janne e da un emergente Cristiano Malgioglio e, a sorpresa, in occasione dei dieci anni di carriera, si aggiudica il suo terzo Festival, primato ancora oggi ineguagliato tra le cantanti donne. La canzone riscuote un buon successo di vendite, arrivando alla numero 7 dell’hit-parade. Ma anche all’estero il successo è immediato. Il brano, di cui Iva incide la versione spagnola, scala le classifiche in America latina.
Nel 1977 decide per la prima volta di partecipare come ospite illustre al Festival di Sanremo, dove presenta il suo nuovo singolo “Arrivederci, padre“, brano che si ricollega dunque alla sua svolta verso un’identità più moderna e disinibita.
Nel 1979 in veste di ospite d’onore presenta “Per te” e “Pronto 113” (entrambi i brani, scritti da Malgioglio) Festival di Sanremo.
Nel 1984, dieci anni dopo la sua ultima partecipazione, torna in gara al Festival di Sanremo presentando il brano “Chi (Mi darà)“, scritto ancora una volta da Malgioglio ed Umberto Balsamo. Il brano raggiunge il nono posto, precedendo alcune canzoni che, tuttavia, resteranno più impresse nella memoria collettiva, da “Non voglio mica la luna” a “Come si cambia” rispettivamente delle emergenti Fiordaliso e Fiorella Mannoia. Chi (Mi darà) si affaccia timidamente in Hit-Parade, ma non riesce a trascinare adeguatamente l’album.
Nel 2003 decide di tornare in gara al Festival di Sanremo, 19 anni dopo la sua ultima partecipazione. Presenta “Fossi un tango“, scritta da Loriana Lana e Aldo Donati. Né le giurie demoscopiche né quelle di qualità apprezzano però la sua performance, relegando la canzone all’ultimo posto in classifica.
Nel 2005, la Zanicchi è prima opinionista al Festival di Sanremo condotto da Paolo Bonolis ed Antonella Clerici.
Nel 2009 è ancora in gara al Festival di Sanremo, con il brano “Ti voglio senza amore“, scritto da Franco Fasano e Fabrizio Berlincioni ma, nella prima serata, viene eliminata dalla competizione. Iva Zanicchi ha dichiarato di essere stata fortemente penalizzata dalla precedente esibizione di Roberto Benigni, durante la quale il comico toscano, ospite del Festival, aveva insistentemente bersagliato il testo del brano, mortificandone l’aspetto drammatico. “Ti voglio senza amore” è stato inserito nell’album Colori d’amore, certificato poi disco d’oro.
Partecipazioni al Festival di Sanremo:
- 1965 – I tuoi anni più belli, in coppia con Gene Pitney (eliminata)
- 1966 – La notte dell’addio, in coppia con Vic Dana (12ª classificata)
- 1967 – Non pensare a me, in coppia con Claudio Villa, (1ª classificata)
- 1968 – Per vivere, in coppia con Udo Jürgens (eliminata)
- 1969 – Zingara, in coppia con Bobby Solo, (1ª classificata)
- 1970 – L’arca di Noè, in coppia con Sergio Endrigo (3ª classificata)
- 1974 – Ciao cara come stai? (1ª classificata)
- 1977 – Arrivederci padre (come ospite)
- 1979 – Pronto 113, Per te (come ospite)
- 1984 – Chi (mi darà) (9ª classificata)
- 2003 – Fossi un tango (20ª classificata)
- 2009 – Ti voglio senza amore (eliminata)
Festival di Sanremo, partecipazioni esterne:
- 2001 – Giuria di qualità
- 2005 – Opinionista
Eurovision Song Contest:
- 1969 – Due grosse lacrime bianche (13ª classificata)
(Tratto da: soundsblog, wikipedia)